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On line il “Decalogo per l’uso responsabile dei prodotti fitosanitari”

3684_uvaAnalisiGrappoloE’ disponibile sul web al seguente link http://www.piave.veneto.it/web/consumatori/decalogo-prodotti-fitosanitari il “Decalogo per l’uso responsabile dei prodotti fitosanitari”.

La pubblicazione ha lo scopo di illustrare in maniera divulgativa alcuni aspetti sul corretto utilizzo dei prodotti fitosanitari sia in un contesto agricolo che urbano, nonché di sensibilizzare sul nuovo Piano d’Azione Nazionale (PAN) e sulle azioni che la Regione Veneto sta conducendo.

Il decalogo è composto di dieci box tematici che spiegano in maniera sintetica le caratteristiche dei prodotti fitosanitari, i possibili utilizzi in ambito professionale e privato, gli impatti su popolazione e ambiente, fino ad arrivare ai controlli sull’alimento. All’interno di ogni box sono presenti collegamenti per approfondire l’argomento e i riferimenti delle strutture regionali e di altri enti competenti in materia. Potrete esprimere nell’apposito spazio le vostre valutazioni ed inviare e-mail con contributi propositivi.

A Fieragricola (3-6 febbraio 2016), torna il premio giornalistico sull’agricoltura patrocinato da Enaj

FieragricolaIn occasione della 112ª edizione di Fieragricola (3-6 febbraio 2016) torna il Premio giornalistico internazionale, patrocinato da Enaj, l’associazione che racchiude le organizzazioni nazionali di giornalisti e comunicatori del settore agricolo di 18 Stati Membri dell’Unione europea.

Modalità di partecipazione e regolamento nel sito della Fiera (area stampa). Si tratta della seconda edizione del concorso, nato con Fieragricola 2014 e che ha visto premiati Edoardo Spera (fondatore dell’agenzia Agricolae), Laura Antonini (collaboratrice del settimanale D di Repubblica) e Stefano Cantiero (VieVerdi). Con la seconda edizione del Premio, si vogliono premiare lo stile, il rigore, l’attenzione alle notizie, all’agricoltura e alla sua manifestazione più importante in Italia, che è appunto la rassegna internazionale di Verona, dal 1898 attenta alle innovazioni e a fianco degli agricoltori.

Il valore del Premio, che ammonta ad un totale di 4.000 euro, è destinato ai primi tre migliori elaborati (formato testo, audio o video) che affrontino tematiche legate al mondo dell’agricoltura e relative a Fieragricola, ai suoi saloni tematici o agli aspetti emersi nel corso della manifestazione. Al primo classificato andranno 2.000 euro, al secondo 1.200, al terzo 800. Il giudizio della giuria, che sarà composta da giornalisti, professori universitari ed esperti, è inappellabile. L’iscrizione al Premio giornalistico Fieragricola-Veronafiere è gratuita ed è riservata, per l’Italia, a giornalisti iscritti all’Ordine Nazionale, autori che pubblichino su testate regolarmente registrate al Tribunale di competenza, sui blog e social media e a studenti iscritti a Scuole di giornalismo che possano comprovare la loro attività.

Servizi pubblicati o diffusi tra il 3 febbraio e il 15 giugno 2016. La partecipazione al Premio è aperta anche a giornalisti e divulgatori esteri, che rispondano ai medesimi requisiti. Nei Paesi in cui non esiste l’Ordine Nazionale dei Giornalisti, va dimostrata l’appartenenza a sindacati di giornalisti e/o associazioni di comprovata attività giornalistico-editoriale. Possono concorrere al Premio gli autori di servizi pubblicati da quotidiani, agenzie di stampa, settimanali, periodici, radio, trasmissioni TV, siti internet, blog e social media pubblicati, trasmessi o diffusi nel periodo compreso tra il 3 febbraio 2016 e il 15 giugno 2016. La consegna dei premi avverrà nel corso di Fieracavalli 2016.

Fonte: VeronaFiere

Rifiuti urbani, Veneto ai vertici per differenziata e recupero di materiali

ImmondiziaE’ stato presentato a Venezia l’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti urbani nel Veneto”, curato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti istituito presso l’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, diretto da Carlo Emanuele Pepe.

Il rapporto conferma il trend positivo della raccolta differenziata che si attesta al 65%, quasi due punti percentuali in più rispetto all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione procapite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani avviati a recupero nel 2014  ammontano a circa 1,5 milioni di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di Padova e Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate.

I dati di raccolta differenziata suddivisi per provincia. Treviso ha raggiunto il valore più alto toccando quota 79% seguita da Belluno con il 69%,Vicenza con il 67%, Rovigo e Verona 63%, Padova 62% e Venezia 58% . Quest’ultima provincia resta al di sotto dell’obiettivo nazionale per le difficoltà dovute alla gestione dei rifiuti nel centro storico del Comune e nei comuni litoranei caratterizzati da intensi flussi turistici. I dati sono in linea con gli obiettivi del Piano regionale di Gestione dei rifiuti che prevede il raggiungimento del 76% di raccolta differenziata nel 2020, soglia già superata nel 2014 da 163 comuni. Inoltre il Veneto è stata la prima fra le regioni d’Italia ad aver superato la percentuale del 65% per la differenziata prevista dalla normativa nazionale.

I principali elementi di successo si confermano la diffusione della raccolta a domicilio anche delle frazioni secche riciclabili come carta, vetro, plastica e dell’organico, l’elevata presenza nel territorio di centri di raccolta, il notevole sviluppo dell’industria del recupero e la commisurazione del pagamento del servizio alla quantità di rifiuti prodotti in gran parte del territorio. La totalità delle frazioni raccolte in maniera differenziata, con l’esclusione dello 0,5% di rifiuti particolari come farmaci o sostanze pericolose che vanno negli impianti di incenerimento, è destinata al recupero di materia permettendo la valorizzazione dei diversi materiali come “materia prima seconda” in vari comparti industriali.

Attività di controllo. Il direttore Pepe ha messo in rilievo l’attività di controllo realizzata dall’ARPAV sugli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti presenti in Veneto e ha reso noto che, a seguito dei 1031 accertamenti effettuati nel corso del 2014, le notizie di reato o di illecito amministrativo sono state 130 (12,6% dei casi). Oltre ad aver dato vita nel 2004 ad un Osservatorio Rifiuti Sovraregionale (O.R.SO.), che raccoglie oggi 11 regioni, dal 1995 è attivo anche un Osservatorio regionale per il compostaggio gestito da ARPAV, che monitora e garantisce la qualità del compost prodotto in Veneto, con tanto di marchio.

Un nuovo inceneritore in Veneto? L’assessore regionale alle Politiche ambientali Gianpaolo Bottacin ha sottolineato come la metodologia di calcolo adottata dal Veneto per la raccolta differenziata dei rifiuti sia più rigorosa di quella utilizzata da ISPRA, che presenterà il proprio rapporto nazionale tra qualche giorno, in quanto esclude dal calcolo gli scarti dei rifiuti differenziati. “Il Veneto si conferma la prima regione in Italia per la gestione dei rifiuti urbani. Ma il rischio è che lo Stato tolga le competenze ambientali alle Regioni. Già ora, nonostante la netta contrarietà delle amministrazioni regionali, il governo pare intenzionato a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto”, ha dichiarato Bottacin.

Fonte: Regione Veneto

14-16 ottobre 2015, energia dall’erba e dal primario in mostra a Verona al “Smart Energy Expo”

cippatoDa 14 al 16 ottobre si terrà a Verona Fiere la terza edizione di Smart Energy Expo, che presenta soluzioni, prodotti e tecnologie per l’efficienza energetica. A questo riguardo, Veneto Agricoltura ha avviato da tempo uno Sportello Bioenergie a disposizione specie del mondo agricolo, per fornire informazioni ed approfondimenti sulle energie “smart”, campo nel quale il settore primario è vivacemente operativo; uno per tutti, la produzione di biogas e l’utilizzo delle biomasse, legnose e non solo.

Sostenibilità energetica, i progetti in corso. A Smart Energy Expo Veneto Agricoltura presenterà anche i risultati conseguiti attraverso due importanti progetti a finanziamento europeo di cui è partner: “Alterenergy” e “GR3”. Il primo, “Alterenergy”, è un progetto strategico finanziato nell’ambito del Programma Transfrontaliero IPA Adriatico, il cui obiettivo principale è la promozione della sostenibilità energetica. L’altro, “GR3”, opera per la valorizzazione degli sfalci e degli scarti erbacei nelle filiere di produzione del biogas. Presenterà inoltre le conclusioni dell’interessante progetto ENERVAL, promosso da Veneto Agricoltura con il diretto coinvolgimento delle amministrazioni comunali di Badia Calavena (VR), Crespadoro (VI), Recoaro Terme (VI) e Selva di Progno (VR) per valutare le potenzialità/valorizzazione delle fonti energetiche alternative e delle filiere connesse.

Workshop/1. Mercoledì 14 ottobre, 11:00 – 11:45, Il Biogas fatto bene: un’opportunità per l’agricoltura e l’ambiente”, Relatori: Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura),  Lorenzo Maggioni (CIB). Il Consorzio Italiano biogas presenterà “Filiera Biogas – biometano 2020: il biogas fatto bene”, documento contenente le linee guida da seguire per raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili al 2020 (PAN) ed assicurare uno sviluppo equilibrato della filiera del biogas. Seguendo i principi in esso contenuti la produzione di biogas sostenibile e competitiva non può prescindere dall’adozione di una tecnica produttiva in campo all’avanguardia, innovativa e capace di valorizzare le risorse dell’azienda agricola nell’ottica di produrre di più, riducendo le superfici agricole necessarie ed ottimizzando i costi di produzione ed approvvigionamento.

Workshop/2. “Il Biometano: stato dell’arte della normativa e degli standards, 14 ottobre, 11:00 – 11:45 Relatori: Federico Correale (Veneto Agricoltura), Marco Pezzaglia (CIB). Il biometano viene ottenuto dal biogas mediante un processo di rimozione dell’anidride carbonica denominato “upgrading”, associato ad un trattamento di purificazione suddiviso in diverse fasi. Si parlerà in particolare delle novità normative e regolamentari sulle linee di incentivazione per l’utilizzo del biometano agricolo per autotrazione.

Workshop/3. “Valorizzazione delle biomasse legnose in area montana: lo studio ENERVAL”, giovedì 15/10/2015 10:00 – 10:45, Relatori: Loris Agostinetto (Veneto Agricoltura), Thomas Zinato (consulente VA). Il progetto ENERVAL, promosso da Veneto Agricoltura e appena concluso, ha consentito di valutare le potenzialità per la valorizzazione delle fonti energetiche e delle filiere connesse su un territorio montano a cavallo fra le provincie di Verona e Vicenza, con il diretto coinvolgimento delle amministrazioni comunali di Badia Calavena (VR), Crespadoro (VI), Recoaro Terme (VI) e Selva di Progno (VR). Il lavoro ha consentito di inquadrare con notevole dettaglio la  disponibilità di biomassa legnosa e di analizzare le dinamiche della domanda di biomassa nel territorio dei 4 comuni. Particolare attenzione è stata posta alla valutazione di merito per la localizzazione di piattaforme logistiche di raccolta, prima trasformazione e delocalizzazione delle biomasse destinate al consumo. Gli scenari di governance della filiera consentiranno una valutazione puntuale delle necessità di investimento e delle scelte operative per una rivitalizzazione e piena integrazione della filiera legno-energia in un contesto territoriale di grande replicabilità su tutto l’arco alpino.

Workshop/4. “Teleriscaldamento e Biomasse legnose: prospettive e modelli di governance”, Giovedì 15/10/2015 10:00 – 10:45, Relatori: Giustino Mezzalira (VA); Fausto Bergonzi (FIPER). Il teleriscaldamento a biomassa rappresenta un progetto territoriale, finalizzato a valorizzare i residui legnosi provenienti principalmente dalla gestione attiva del bosco, altrimenti inutilizzati in ambito domestico. Attraverso l’acquisto di cippato, è stata avviata negli ultimi anni la filiera “bosco-legno-energia” che ha permesso di garantire una sempre maggiore manutenzione del territorio e prevenire quindi i rischi idrogeologici.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

18 settembre 2015, a Valle d’Adige (Ro) il presidente ARGAV modera l’incontro “L’agricoltura per chi ama la natura, la salute dalla terra alla tavola”.

conferenza 18 settembre festa polenta(di Paolo Giorgio Aguzzoni) Nell’ambito della 32ma Festa Regionale della Polenta, in corso fino al 27 settembre 2015 a Villa d’Adige (RO), per iniziativa  della locale Associazione Gruppo Culturale Polentari, presieduta da Angelo Brenzan, venerdì 18 settembre si terrà nell’Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine (RO) la conferenza di Michel Barbaud sul tema: “L’agricoltura per chi ama la natura – La salute dalla terra alla tavola”.

Stelluto organizzatori Festival PolentaLa conferenza si svolgerà a partire dalle 20.30 nella sala “Battista Soffiantini” della Vangadizza con ingresso libero. Moderatore dell’incontro Fabrizio Stelluto presidente Argav. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Badia Polesine, della Regione Veneto e della Provincia di Rovigo. Spiega Antonio Giulio Vezzaro, che collabora con il relatore della serata: “Michel Barbaud, ingegnere agronomo francese, è il creatore del metodo Organic Forest nonché di moderne tecnologie di agricoltura naturale e degli “Orti al cucchiaio”, fitobiologo agrobiologo, esperto di biodinamica, naturopata. Consulente di Istituzioni europee per la la ricerca di nuove vie per rispondere alla crisi economica. Si è occupato della municipalità di Parigi e Lione nell’ambito del programma preventivo per fronteggiare una prossima Grave Crisi Alimentare. Ha alle spalle 20 anni di ricerca sulle piante, offre una formidabile formazione in Agricoltura Naturale e sana Alimentazione”.Barbaud collabora a Lonigo (VI) con l’azienda Agrilux Organic Forest; a Castelbaldo (PD),  l’azienda “Il Bio di Vasco”, di Vasco e Valerio Franceschi, è condotta seguendo il metodo Organic Forest e, a tal proposito,  i due titolari saranno presenti all’incontro per presentare alcuni dei loro prodotti stagionali e per illustrare le ragioni della loro scelta. L’Argav quest’anno ha incontrato Michel Barbaud in due occasioni: il 27 maggio durante una visita al “Bio di Vasco” e il 26 giugno al Circolo Wigwam di Arzarello di Piove di Sacco in occasione di una sua conferenza. Nella foto: da sinistra Fabrizio Stelluto, Vasco Franceschi, Valerio Franceschi, Michel Barbaud, Dante Lupato.

Film Festival della Lessinia premiato alla Mostra del Cinema di Venezia per la sostenibilità di realizzazione

Premiazione Anderloni_1Il Film Festival della Lessinia è una manifestazione culturale «green», perché eco-sostenibile dal punto di vista organizzativo e per la capacità di raccontare le terre lontane di ogni angolo del mondo evidenziandone la bellezza, in particolare quando è in pericolo a causa delle azioni sconsiderate dell’uomo. A decretato, nell’ambito della 72a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, la consegna ufficiale ieri – nello spazio della Regione Veneto presso l’Hotel Excelsior del Lido – del riconoscimento quale primo festival italiano realizzato secondo i criteri della sostenibilità. 

Grande schermo strumento importante per veicolare messaggi “green”. Il premio è stato consegnato al direttore artistico Alessandro Anderloni da parte di Renato Cremonesi presidente di Log To Green in collaborazione con la Fondazione per il Consumo Sostenibile e l’Unione Nazionale Consumatori rappresentata da Pieraldo Isolani. Il grande schermo del cinema è uno strumento importante per veicolare messaggi di attenzione e rispetto nei confronti dell’ambiente. Da parte di registi e documentaristi, la telecamera è spesso un mezzo indispensabile per denunciare situazioni poco virtuose o scelte sbagliate da parte dell’uomo che rischiano di compromettere i delicati equilibri della natura.

Storie autentiche di vita in montagna annodate dal filo del cambiamento. A scorrere la ricca programmazione dei 60 film in concorso e fuori concorso presentati alla ventunesima edizione del Film Festival della Lessinia, che si è conclusa lo scorso 30 agosto a Bosco Chiesanuova (Verona) con successo di pubblico, questi aspetti sono ricorrenti. Sullo sfondo di luoghi mozzafiato, emergono storie autentiche di vita in montagna annodate dal filo del cambiamento: muta il paesaggio montano, spesso devastato da chi invece lo dovrebbe tutelare; cambiano le prospettive nei territori più remoti, quando raggiunti dalla modernità; cambia interiormente chi, sulle terre alte, si confronta con se stesso e gli altri.

Premiato un diario di viaggio che racconta una “rivoluzione” culturale. Al Lido sono stati premiati con il riconoscimento Terre Vive al film che meglio esprime i valori dell’eco-sostenibilità anche i due film-maker veneti Chiara Andrich e Giovanni Pellegrini. Il loro documentario, Bring the sun home – Porta a casa il sole, nasce dalla vittoria nel 2012 al Festival SoleLuna, un ponte fra le culture e dall’opportunità di prendere parte a un progetto internazionale tra Rajasthan e Perù. È un diario di viaggio le cui immagini spiegano la rivoluzione attuata dall’educatore e attivista Bunker Roy, fondatore negli anni Settanta in India del Barefoot College, che ha permesso a tre milioni di poveri di imparare una professione. Tra questi ci sono quaranta donne analfabete provenienti dal Sud del Mondo che apprendono i segreti delle tecnologie per “portare a casa” l’energia pulita del sole e, insieme, la speranza di un futuro migliore.

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia

Domanda Unica Pac 2015: scadenza 15 giugno

Nasce Gusto Veneto, portale che mette in rete le feste del cibo di qualità

Gusto VenetoConiugare la scoperta di una regione fortemente vocata al turismo, alle sue tipicità alimentari. Offrire proposte di visita lontane dai circuiti più frequentati, attraverso esperienze di conoscenza autentica, immergendosi nelle feste tradizionali dedicate ai prodotti tipici e a contatto diretto con i produttori. Tutto questo è Gusto Veneto, un cartellone per gustare una intera regione attraverso 45 eventi che si terranno tra maggio e ottobre 2015, in concomitanza con EXPO Milano.

Una rete di appuntamenti dedicati a 35 prodotti enogastronomici a marchio europeo (DOC, DOCG, IGT, IGP, DOP), animati da 5.000 volontari coinvolti attraverso l’Unione delle Pro Loco del Veneto, che coordina il progetto. Un cartellone organico di proposte che si inserisce nelle iniziativa messe in campo dalla Regione del Veneto per Expo 2015 nell’ambito del progetto di promozione Veneto, Mondo Novo: il sapore antico dell’innovazione. Qui tutti gli eventi in programma a partire dal 24 Aprile 2015.

Un portale web e una pagina facebook. Sul portale http://www.gustoveneto.it si potranno scoprire tutti gli appuntamenti col gusto, i programmi, le mappe. Percorsi sensoriali facilmente identificati da 4 colori: VERDE: vino e olio; ARANCIO: miele, frutta e verdura; ROSSO: carni e pesce; AZZURRO: formaggi. Inoltre a ciascun evento si potrà abbinare uno dei 14 itinerari turistici di scoperta: le colline del Prosecco Superiore per le famose feste del vino o il Parco del Delta del Po’ per la festa delle Cozze di Scardovari, le Dolomiti per le feste del miele di montagna, l’Altopiano dei Sette Comuni per le feste del Formaggio Asiago, e così via.

Expo, occasione per unire il sistema agroalimentare veneto. Franco Manzato, assessore all’Agricoltura Regione Veneto, ha commentato: “Expo 2015 punterà i riflettori anche sul Veneto, che si trasformerà in vetrina internazionale del buon cibo e della sana tradizione culinaria. La possibilità di far confluire milioni di visitatori provenienti da tutto il Mondo sul nostro territorio, sfruttando la loro permanenza in Italia, ci permetterà di far loro conoscere la nostra cultura del vino e il nostro amore per l’alimentazione di alta qualità. Ragion per cui Expo non significa valorizzare il singolo prodotto locale, bensì dare luce a tutto il sistema agroalimentare del Veneto. Il progetto Gusto Veneto in collaborazione con le Pro Loco delle sette province sarà un evento itinerante emblematico per contribuire a trasformare la mentalità del Nordest del “fare da soli”, in una visione sicuramente più incisiva nei mercati stranieri e quindi più vantaggiosa per ciascuno”.

La cultura del cibo, i colori della festa. Giovanni Follador, presidente Unione Pro Loco del Veneto, ha aggiunto: “L’Unione delle Pro Loco ha raccolto con entusiasmo la sfida di riunire in un unico programma la rete degli eventi dedicati ai grandi prodotti tipici a marchio garantito. Non si è trattato di creare, piuttosto, di comunicare in maniera organica le tante feste, frutto della tradizione locale, dedicate alle eccellenze enogastronomiche venete. Siamo certi di interpretare al meglio lo spirito che contraddistingue EXPO 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, promuovendo dal basso la cultura del cibo di qualità, strettamente legato ai territori di produzione, ai saperi delle comunità, alla storia dei luoghi. Se è vero che cibo è cultura, Gusto Veneto è un’occasione straordinaria per conoscere il volto più autentico della nostra regione”.

Concorso fotografico: cibo = forma + vita. L’obiettivo del concorso è  ritrarre in modo creativo e originale le forme dei prodotti tipici veneti, cogliere l’istante, catturare l’emozione, ritrarre il prodotto lungo tutta la sua filiera: dalla semina al banco del mercato, dalla trasformazione alla vendita, dal campo alla tavola facendo emergere le emozioni che suscita in noi. E c’è anche un video concorso. Il cibo come identità, natura, economia del territorio, paesaggio in divenire, duro lavoro e gioie quotidiane. I video in concorso dovranno rappresentare il territorio Veneto, come laboratorio operoso di antichi saperi rurali e innovazione, ricerca e riscoperta dell’agricoltura. Il video dovrà essere un invito a visitare il Veneto attraverso la ricerca di elementi unici, innovativi ed autentici. Iscrizione gratuita, info e premi in palio su http://www.gustoveneto.it

Fonte: Regione Veneto

Vino e diritti d’impianto, si respira fino al 2020

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-“Il Consiglio dei Ministri ha adottato un provvedimento che consente la vendita dei diritti di reimpianto tra viticoltori di regioni diverse fino al 31 dicembre 2015. È una notizia positiva per il Veneto, che potrà in questo modo “recuperare” i diritti di reimpianto dalle altre aree italiane che non sono in grado di utilizzare la superficie da piantare entro il periodo di validità del titolo”. Questo il commento dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, che aggiunge: “Questo meccanismo consentirà agli agricoltori di acquistare i diritti a un prezzo di mercato più conveniente e contenuto rispetto al passato e ci darà modo di realizzare gli investimenti di breve medio termine con tranquillità”.

Il regime delle autorizzazioni di reimpianto e di nuovo impianto entrerà in vigore dal 1 gennaio 2016. Nel frattempo il Consiglio dei Ministri, con lo stesso provvedimento, ha adottato disposizioni per regolamentare il passaggio dei diritti (ancora da utilizzare al 31 dicembre 2015) alle nuove autorizzazioni. In particolare gli agricoltori dovranno chiedere la conversione dei loro diritti prima della scadenza di validità del titolo e comunque entro la data massima del 31 dicembre 2020. Deroga adottata secondo le disposizioni facoltative previste dalla normativa comunitaria che esonera quindi il Paese dall’adempimento immediato del nuovo sistema, consentendo maggior respiro ai viticoltori per realizzare i loro impianti di viti.

Alla Regione il controllo della regolarità delle transizioni. “Alle Regioni – ha affermato Manzato – compete il ruolo di controllore la regolarità delle transazioni dei diritti d’impianto, verificando che tutto avvenga in modo coerente alla normativa e vigilando sulla validità del titolo”. Le autorizzazioni di nuovo impianto e di reimpianto dei vigneti sostituiranno, dal 1 gennaio 2016, il vigente sistema dei diritti d’impianto, che consente tra l’altro la compravendita diretta dei diritti di reimpianto tra i singoli viticoltori. Il nuovo sistema è il risultato di una lunga e difficile trattativa tra Bruxelles da un lato e le Amministrazioni ed i produttori delle principali aree viticole europee. Il percorso è iniziato nel 2011 e in questi giorni il Parlamento europeo sta adottando l’atto di delega e la Commissione a breve formalizzerà le disposizioni attuative, sulle quali comunque è ancora in corso il confronto con gli Stati membri.

Questioni ancora aperte. Sono legate alle decisioni della Commissione europea e del Parlamento europeo, tra le quali l’individuazione dell’organismo a cui competerà la distribuzione delle autorizzazioni per i nuovi impianti dei vigneti. “Il Veneto propone di non centralizzare questo incarico a livello nazionale, bensì di gestire la procedura a livello regionale così come prevede la nostra Costituzione”, ha affermato l’assessore, ritenendo ciò coerente al principio di sussidiarietà più volte ribadito dall’UE. “Il Veneto non può certamente avvallare un sistema che non difende le peculiarità del territorio – ha concluso Manzato –, un sistema che non sia in grado di cogliere le specificità, creando imbarazzo tra Regioni che vedono vanificati gli sforzi e le iniziative sinora realizzate nell’unico intento di tutelare e promuovere un bene di proprietà degli operatori del territorio”.

Fonte: Regione Veneto

Mobilità sostenibile, città e paesaggio: Vicenza s’interroga sul proprio futuro territoriale

Laboratorio paesaggio Vicenza

Tre giorni per la città e il paesaggio, Vicenza 5-7 febbraio 2015. Un momento del seminario.

(di Alessandro Bedin) A Vicenza, a dicembre 2014, improvvisamente, è sorta la necessità di approvare uno studio di fattibilità riguardante la AC/AV (treno ad Alta Capacità, Alta Velocità) entro la metà di gennaio 2015 con trasformazioni del territorio importanti. Frastornati da tanta velocità (non solamente riguardante i treni) l’Osservatorio Urbanistico Territoriale (OUT) composto da Italia Nostra, Civiltà del Verde e Legambiente, ha organizzato nei Chiostri di Santa Corona a Vicenza, nei primi giorni di febbraio scorso, una tre giorni di approfondimenti in cui si sono alternati esperti di gestione del territorio, giuristi e appassionati di mobilità sostenibile.

Tre giorni per la città e il paesaggio. Tutti i temi affrontati sono stati interessanti e profondi anche in relazione alla proclamazione del 2015 quale anno mondiale dedicato ai suoli. L’incontro non è stato un semplice dire no!, ma una approfondimento consapevole perché è sempre più facile delegare qualcun altro a decidere per noi salvo poi, quando le cose non vanno bene, maledire i soliti politici. La partecipazione a queste giornate è stato un piccolo impegno civile contrapposto a un assordante silenzio d’indifferenza per tematiche (quelle inerenti il governo del territorio) che riguardano tutti i cittadini.

Apparteniamo tutti alla Terra, non viceversa, come gradualmente ci hanno portato a pensare; e alla sua amorevole custodia siamo tutti chiamati. E’ stato affrontato il tema del paesaggio quale “volto amato della patria” che apprezziamo, spesso, solamente quando lo abbiamo perso: o per la distanza causata da grandi eventi (emigrazioni, guerre…) o per l’indifferenza che lo lascia in balia di speculatori o superficiali amministratori. Ma siamo tutti un po’ responsabili di ciò che accade alle nostre città. E’ stato posto l’accento sulla proprietà: pubblica e privata; ovvero di come si sia perso il senso della “proprietà collettiva”, o meglio, come la proprietà pubblica è, di fatto, intesa come proprietà di un Ente. Ma la proprietà pubblica (collettiva), invece, appartiene a tutti i cittadini e ben si percepisce una diversa cultura nel resto del mondo occidentale dove il rispetto per le cose pubbliche deriva da questo diverso approccio: se ciò che è pubblico è anche mio che senso ha depredarlo incautamente, danneggiarlo o distruggerlo?

Sono state poste molte più domande rispetto le risposte date perché, forse, è più importante interrogarsi che non avere già tutte le risposte. E allora si è puntualizzato come il territorio di Vicenza, dichiarato dall’Unesco bene dell’Umanità, non sia stato considerato nelle sue peculiarità, come quando è stata formulata la stessa richiesta all’Unesco. E poi, ancora, una domanda che ci dovrebbe ritornare di frequente nella mente: che cosa lasceremo ai nostri figli? L’Associazione Ferrovie a Nord Est, costituita da appassionati di trasporti e mobilità sostenibile, ha portato la sua esperienza su viaggi intrapresi per tutta Europa rilevando come esistano molte realtà positive da copiare; perché, spesso, non si tratta di inventarsi nulla, ma di copiare bene ciò che già esiste. Ha quindi ipotizzato una serie di soluzioni per una mobilità di prossimità per la realtà  di Vicenza e comuni della provincia. In certi casi la velocità conta, ma andando troppo veloci non si perde il rischio di perdere la propria anima per strada come ammonivano gli indios del Sudamerica?