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5 giugno 2013, lo spreco alimentare al centro della Giornata mondiale dell’Ambiente, dedicata al tema “Think-Eat-Save”

8740_506346462752737_1412201828_nMercoledì 5 giugno è la Giornata mondiale dell’ambiente, l’iniziativa voluta dalle Nazioni Unite per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano del 1972, durante la quale venne redatto per la prima volta il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), che si propone come obiettivo primario quello di incoraggiare azioni in grado di favorire uno sviluppo sostenibile.

“Think-Eat-Save”, ovvero “pensa prima di mangiare e contribuisci a salvare la natura” è lo slogan scelto per la quarantunesima edizione della manifestazione, celebrata in più di cento Paesi: tema di quest’anno è dunque lo spreco alimentare, con la promozione di comportamenti virtuosi e modelli di consumo volti a diminuire l’impronta alimentare di ciascuno.

La Rete trentina di educazione ambientale dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Settore informazione e monitoraggi, partecipa a questa importante giornata con diversi appuntamenti e momenti di riflessione, volti a sottolineare la necessità di un cambiamento verso un futuro più equo e sostenibile: laboratori di confronto con scambio di ricette antispreco, “eco-banchetti” informativi per essere aggiornati sui progetti provinciali “Ecoacquisti” ed “Ecoristorazione”, proiezioni di film a tema sono solo alcuni degli appuntamenti proposti per iniziare, anche a partire dai piccoli gesti quotidiani, a dimostrare un impegno comune per la protezione dell’ambiente.  Programma manifestazioni scaricabile qui:Giornata mondiale ambiente Trento

(Fonte: Provincia Autonoma di Trento)

Confagricoltura Padova: “Il sindaco Flavio Zanonato, voce autorevole al servizio del Paese”

Flavio Zanonato

Flavio Zanonato, neo ministro allo Sviluppo economico

«Abbiamo atteso a lungo la soluzione dell’impasse politica e ora accogliamo con fiducia la nascita del governo Letta, che sarà in grado di dare al Paese le risposte urgenti necessarie per affrontare le grandi questioni». Il presidente di Confagricoltura Padova, Giordano Emo Capodilista, esprime ottimismo a nome dell’associazione per la svolta politica delle ultime ore. «In particolare vogliamo congratularci con Flavio Zanonato per la nomina a ministro dello Sviluppo economico: il nostro territorio da sempre esprime valori importanti nei settori dell’economia e del lavoro, ed è quindi giusto e opportuno che una voce autorevole come quella del sindaco di Padova venga ora messa al servizio del Paese».

Nunzia De Girolamo

Nunzia De Girolamo, neo mininstro dell’Agricoltura

Una giovane donna al Ministero dell’Agricoltura. «Salutiamo con fiducia anche la nomina del neoministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo – prosegue il presidente –, alla quale assicuriamo fin d’ora la nostra piena collaborazione, invitandola a concertare con le associazioni di categoria una nuova politica per l’agroalimentare e un forte impegno per la riforma della Pac». «Complimenti anche a Franco Frigo – conclude Emo Capodilista –, che si prepara a rilevare il seggio di Debora Serracchiani al Parlamento europeo. Si tratta del coronamento di un lungo impegno politico, che premia anche in questo caso il nostro territorio».

(Fonte: Confagricoltura Padova)

Carne equina: la Commissione UE aumenta i controlli

Carne equinaI primi mesi del 2013 sono stati segnati dallo scandalo della carne equina: diversi prodotti alimentari contenevano carne di cavallo, la cui presenza non era indicata sull’etichetta. La scoperta ha provocato forti reazioni in tutta Europa, non solo per una questione di trasparenza – i consumatori hanno il diritto di sapere che cosa consumano – ma anche per una questione di sicurezza alimentare. La preoccupazione era infatti che la carne di cavallo trovata negli alimenti non avesse superato i test di ispezione veterinaria imposti dalla legge. In tal caso, vi era il rischio che le carcasse contenessero phenylbutazone, un anti-infiammatorio utilizzato come anti-dolorifico.

Carne equina, presente nel 5% dei prodotti testati, ma nessun rischio per i consumatori. Per tutelare i consumatori, la Commissione europea ha richiesto all’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) di effettuare dei test in tutti gli Stati Membri. Questi ultimi avevano come obiettivo quello di verificare la presenza di carne equina non dichiarata negli alimenti e di accertarsi della presenza di phenylbutazone.  I risultati pubblicati lo scorso 16 aprile sono incoraggianti. Mostrano che la carne di cavallo è presente solamente nel 5% dei prodotti testati e che non ci sono rischi per la salute dei consumatori. Le autorità competenti hanno valutato che la possibilità per un consumatore di subire effetti a causa del phenylbutazone è talmente minima, che non dà luogo ad una vera e propria crisi della sicurezza alimentare. I risultati dei test stimano infatti che circa due individui su un trilione rischiano effetti tossici: su un numero di persone ben superiore all’intera popolazione mondiale attuale, solo una persona rischia di contrarre danni causati dal sopracitato anti-dolorifico a causa della carne di cavallo non certificata.

Sanzioni dissuasive contro le frodi. Anche se non pericolosa per la salute, la presenza della carne di cavallo non segnalata in etichetta costituisce è fraudolenta. Per questo, la Commissione europea sta preparando una proposta per migliorare il quadro legislativo relativo alla catena alimentare nell’Ue. Benché il settore alimentare sia già fortemente regolamentato, la Commissione intende rafforzare ulteriormente le leggi vigenti in materia di controlli tramite sanzioni dissuasive contro le frodi alimentari. Questo miglioramento sarebbe inoltre un ulteriore aumento degli standard di sicurezza alimentare.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Regione Veneto, approvato bando 2013 per oltre 4 milioni di investimenti nel settore vitivinicolo

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-La Giunta regionale ha approvato il bando relativo agli investimenti comunitari 2013 destinati al settore vitivinicolo e finalizzati ad aumentarne la competitività, con i criteri e le disposizioni amministrative, applicative e procedurali per l’attuazione delle iniziative previste. Sul provvedimento si era espressa favorevolmente la Commissione consiliare agricoltura. La deliberazione di giunta sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. Da quella data, gli imprenditori interessati (imprese agricole ma anche di trasformazione o commercializzazione) avranno 45 giorni per presentare le domande.

Ad Avepa la gestione tecnica, finanziaria e amministrativa del bando. “L’iniziativa fa riferimento all’Organizzazione Comune di Mercato del vino – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – che tra l’altro prevede aiuti per investimenti materiali o immateriali in impianti di trasformazione e commercializzazione del vino diretti a migliorare il rendimento globale dell’impresa vitivinicola. Per queste finalità, al Veneto sono stati assegnati complessivamente 4.171.519 euro. Abbiamo ritenuto di permettere l’accesso ai contributi sia alle aziende agricole sia alle imprese di trasformazione e commercializzazione, distinguendo due azioni specifiche: investimenti nelle aziende agricole vitivinicole e investimenti nelle aziende di trasformazione e commercializzazione. E’ stato previsto di assegnare a ciascuna azione la metà della somma disponibile, ma con la possibilità di transitare i fondi dall’una all’altra nel caso ci fossero residui da una parte e maggiori richieste dall’altra”. La gestione tecnica, finanziaria ed amministrativa del procedimento, inclusa l’adozione della modulistica per la presentazione delle istanze e della rendicontazione dei lavori, è stata affidata ad Avepa, l’Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura.

(Fonte: Regione Veneto)

Rischio idrogeologico: soluzioni da tempo proposte dai CdB

Gargano-Massimo-ANBI

“Di fronte alle emergenze climatiche, le cui conseguenze sono le alluvioni oggi ma solo poche settimane fa era la siccità, le risposte della politica sono sconsolatamente rituali.” Ad evidenziarlo è Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.).

Report interventi necessari sempre disatteso. “Si torna a parlare, come un anno fa – prosegue – della necessità di creare bacini per trattenere le acque di piena, evitando che si abbattano violentemente sui centri abitati; l’ANBI propone da almeno dieci anni, un Piano Nazionale degli Invasi, che trattengano le acque quando ci sono in abbondanza, evitando pesanti conseguenze al territorio, che ne sarebbe beneficiato anche nei momenti di scarsità. Si parla di un programma per la prevenzione del rischio idrogeologico; non solo l’ANBI lo chiede da tempo, ma quattro mesi fa fu lo stesso Governatore della Banca d’Italia, Visco, ad indicarlo come priorità per il Paese, capace di generare anche nuova occupazione. Da ormai un triennio, l’ANBI presenta il Report di interventi necessari ed immediatamente cantierabili per la mitigazione del rischio idrogeologico; nel febbraio 2012 aveva indicato 2.943 interventi per 6.812 milioni di euro, finanziabili con mutui quindicennali e capaci di attivare decine di migliaia di posti di lavoro; attende ancora risposta.

Consorzi di bonifica esentati dal rispettare il Patto di Stabilità. Si indica, da più parti, la necessità di superare il Patto di Stabilità per ottenere la disponibilità di risorse da destinare alla salvaguardia del territorio; in attesa di decisioni in sede europea, ricorda che i consorzi di bonifica, non facendo parte della Pubblica Amministrazione, sono esenti dal rispettare tale Patto. Basterebbe quindi, finanziare loro, gli interventi nell’ambito di un programma che è già concordato con Regioni, ANCI, UNCEM. In realtà, proprio i vincoli del Patto di Stabilità e la conseguente impossibilità di cofinanziamento, sono stati la causa della destinazione ad altri scopi di 1000 milioni di euro, che la Legge Finanziaria 2010 aveva stanziato per piani straordinari a tutela del territorio. “L’avvio di soluzione ai problemi idrogeologici del Paese – conclude il Presidente A.N.B.I. – ha una sola strada: farne concretamente una priorità ed iniziare a destinarvi le opportune e necessarie risorse.  Un’ultima, considerazione su un elemento comune nelle dichiarazioni post evento estremo: sempre, dopo qualche giorno, sarebbe stato preso un provvedimento, che ne avrebbe limitato le drammatiche conseguenze. Con amara ironia evidenzio che è palese la necessità di dover accelerare il momento delle decisioni, perché i cambiamenti climatici non rispettano i tempi della politica né, a questo punto, può più farlo il territorio, i suoi abitanti e la sua economia.”

(Fonte: ANBI)

12-14 ottobre 2012, ad Ala (TN) si tiene “Skywine – Quaderno di viti cultura”

(di Bortolo Bertanza, socio ARGAV) “Officine Alimentari Lagarine” questo lo slogan, un po’ provocatorio, uscito dalla fantasia degli aderenti a “Versus” associazione da poco affacciatasi nel panorama lagarino, slogan che accomunerà tutti i protagonisti della kermesse numero zero di “Skywine – Quaderno di viti cultura” che si terrà questo fine settimana ad Ala.

Una tre giorni di appuntamenti che spaziano dai convegni, ai concerti, alle degustazioni con al centro il mondo del vino Trentino e soprattutto della Vallagarina, produttori, consumatori, esperti, giornalisti, ma anche musicisti, editori on line, wine blogger, appassionati, tutti per assaggiare ed acquistare vino in un clima sereno con scambi d’opinioni e punti di vista. Tiziano Bianchi è il deus et machina della manifestazione –“vogliamo capire dove il mondo del vino Trentino andrà a finire, proponiamo un progetto che vede tutte le componenti in dialogo e con unitarietà d’intenti, siamo passati – ha affermato il giornalista – da Ambruscolandia a Pinotlandia due modi di colonizzazione errata, bisogna ricostruire il profilo del mondo del vino in Vallagarina e Skywine ha anche questo obiettivo”.

Nuove idee. Sposa e finanzia l’iniziativa l’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini, iniziativa che trova “lodevole, innovativa con un mix di proposte unica un buon momento per valorizzare la viticoltura del Trentino non rifacendo errori del passato, un appuntamento che sicuramente lascerà il segno, che creerà un dibattito necessario in questo momento che vede un mercato da rivedere per correre ai ripari e dato lo spessore di molti protagonisti sicuramente porterà nuove idee”. “Guardandoci attorno vediamo realtà affiatate che sfruttano le sinergie di molti comparti, da noi rileva – Ruggero Delladonna produttore vinicolo – c’è una “Strada del vino” che non serve a niente e se non c’è un’unione generale, senza imposizioni, e non c’è voglia di collaborare non si arriverà mai ad un’unione d’intenti per valorizzare l’intero settore”.

Festeggiamenti Bandiera Arancione TCI. La data del 12, 13 e 14 ottobre è stata scelta anche per un’altra concomitanza, quella della celebrazione delle “Città Bandiera Arancione”, designazione che Ala si è guadagnata dal Touring Italiano, saranno molti i turisti che potenzialmente arriveranno in città. Anche in seno a questa giornata visite guidate alla chiesetta, simbolo di Ala, San Pietro in Bosco, visite animate, visita in parrocchiale per la mostra di paramenti sacri, attività per bambini, bancarelle con prodotti tipici. Un elenco interminabile di appuntamenti si susseguono, tutti riportati su brossure e depliant, fra gli altri anche una sorta di gemellaggio con il Salento, uno scambio di opinioni, degustazioni e visioni del comparto vinicolo. Ne segnaliamo qualcuno: si inizia all’Osteria vecchio Carnera- ore 16 di venerdì 12- con la videodegustazione “SKYperWine”; sabato 13 è dedicato soprattutto a momenti di musica con – ore 16 – “Ala social net”; domenica 14, dalle ore 10 alle 18 “Mostra mercato del vino trentino”, 35 aziende con quasi 100 etichette proporranno i loro migliori prodotti in degustazione e vendita. Contemporaneamente – no stop – il “Forum del vino Trentino”, 40 esperti relatori che interverranno al capezzale del mondo vitienologico, proponendo sbocchi e nuove vie per questo settore, di primaria importanza, che sta attraversando un momento particolarmente delicato. Tutti gli appuntamenti a Palazzo Azzolini, concesso in uso dalle sorelle proprietarie. Per ulteriori dettagli ed informazioni consultare il sito  www.skywine.it, per le iniziative e prenotazioni della Giornata Tourig bandiere arancione al tel 0464 674068 e ai siti www.comuneala.tn.it o www.cittadivelluto.it.

OGM, Manzato intende chiedere al Governo l’applicazione della clausola di salvaguardia

“Intendo presentare al Consiglio regionale un documento di richiesta al Governo perche applichi la clausola di salvaguardia prevista dalla normativa europea in tema di organismi geneticamente modificati”. Lo ha annunciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, di ritorno da Roma dopo la riunione delle organizzazioni che si oppongono all’introduzione tout court delle sementi ogm nel sistema produttivo agricolo italiano.

Prodotto agricolo trattato come pure merce aziendale. “Intendo portare questo documento, supportato dal Consiglio – ha aggiunto – alla Commissione Politiche Agricole per formalizzare la richiesta al Governo anche come sistema regionale Italia e trasmetterla pure al parlamento. Quella contro gli Ogm è una battaglia ormai consolidata in Veneto, che ha intrapreso tutte le vie istituzionali necessarie per legittimare la sua posizione appunto tramite la clausola di salvaguardia. Troppi di quelli favorevoli guardano al prodotto agricolo come pura merce aziendale e non come ricchezza nazionale ed export. Io sono contrario agli ogm soprattutto per motivi economici generali, a fronte di un agroalimentare made in Italy che oggi ha il più alto valore a livello mondiale – ha concluso – e che dall’introduzione di colture omogenee e generaliste come gli ogm avrebbe solo da rimetterci nel suo complesso per far spazio ad un pugno di euro in più in segmenti che, senza il “made in”, andrebbero comunque in crisi, mettendo in una situazione di sudditanza parte del sistema primario nazionale”.

Task force nazionale capeggiata dal Veneto.  Ieri, nella sede romana di Coldiretti, a discutere su ciò che riguarda i procedimenti penali a carico degli attivisti impegnati nelle azioni di tutela a difesa del territorio dall’introduzione di sementi transgeniche e sulle recenti decisioni della Corte di Giustizia europea  a favore o meno delle varie multinazionali che insistono nel perpetuare una politica di lobby a scapito della biodiversità, c’erano insieme a Manzato i rappresentanti della coalizione veneta coordinata da Daniele Toniolo, l’unica realtà regionale  costituitasi spontaneamente per promuovere una specifica e comune posizione  su questo controverso argomento. “Alla luce dell’unanime contrarietà delle Regioni italiane all’utilizzo sul suolo nazionale di produzioni geneticamente modificate – spiega Daniele Toniolo – lo schieramento composto da Cia, CNA Alimentare, Coldiretti, Confartigianato, Legambiente, Federconsumatori, Legacoop, Legambiente, Codacons, Movimento Consumatori, Slow Food, Unci, Vas, Adiconsum, WWF è una formazione straordinaria di rappresentanza e di sostanza socio-economica-ambientale pronta ad intervenire per la salvaguardia del patrimonio agroalimentare fatto di tipicità e qualità elementi che sono il plusvalore del “Made in Italy”, minacciato dalla dipendenza dall’estero di sementi brevettate e generiche, coltivabili in tutto il mondo con risultati eguali e a prezzi più competitivi”.

(Fonte: Regione Veneto/Task force nazionale no OGM)

Riaperta l’antica cantina dell’Abbazia benedettina di Praglia

Il territorio dei Colli Euganei è stato segnato dalla presenza quasi millenaria dell’Abbazia benedettina di Praglia. I monaci ne hanno bonificato le terre, disegnandone il paesaggio con lo sviluppo di colture particolari come la vite e l’olivo. E sabato 29 settembre scorso, presso l’Abbazia di Praglia a Teolo (Pd), è avvenuta l’inaugurazione dell’antica cantina a chiusura dell’intervento di restauro e a completamento di un percorso iniziato nei primi anni 2000, quando i monaci hanno ripreso lo sviluppo della viticoltura dentro ed attorno l’Abbazia (10 ettari circa).

La tradizione pragliese delle vigne e del vino vanta almeno otto secoli di storia. E la memoria di un interesse peculiare dei monaci di Praglia per vigne e vini, custodita in documenti antichi di quasi mille anni, è alla radice di un prodotto di qualità, che racconta al contempo una storia di vita e di “vite”. Nella cantina di Praglia si respira questa lunga storia, in cui l’antica arte del fare bene le cose s’incontra con esigenze e tecniche nuove, nella ricerca costante di risultati di valore. Nei 10 ettari attualmente coltivati a vigneto dentro e intorno alle mura dell’Abbazia, interamente a DOC, denominazione di origine controllata, trovano un posto privilegiato vitigni tradizionali come la Garganega, il Friularo e soprattutto il Moscato Fior D’arancio, tipico dei Colli Euganei, accanto alle varietà più comuni come il Merlot, il Cabernet, lo Chardonnay.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Nel bellunese, produzione dei fagioli a rischio causa virosi

Un’epidemia sta mettendo a rischio gran parte delle oltre 30 varietà di fagioli esistenti nella provincia di Belluno fino a toccare le coltivazioni nel trevigiano e in Trentino. Si tratta della virosi del fagiolo o mosaico comune, segnalata fin da agosto dai coltivatori bellunesi. Spiegazioni su come si manifesta la malattia e sulle modalità di contenimento sono state rese disponibili a questo link dall’Associazione Dolomiti Bio e Gruppo Coltivare Condividendo.

Richiesto un piano di emergenza provinciale. Al proposito, il consigliere regionale Sergio Reolon ha effettuato un’interrogazione alla Giunta ed in particolare all’assessore all’Agricoltura. “Sulle piantagioni di fagioli – scrive l’esponente democratico – si è abbattuta un’eccezionale infestazione di afidi che ha concorso alla proliferazione abnorme di virus letali: una vera e propria epidemia di dimensioni devastanti. Nel 2012 è andato perso oltre il 90% della produzione del fagiolo di Lamon e secondo gli esperti, è a rischio lo stesso patrimonio genetico delle sementi“. Reolon parla ancora di “pesanti ripercussioni sull’economia, con gravi perdite per le aziende produttrici, per quelle che lo commercializzano, per la ristorazione e per il settore turistico in generale”. E ricordando la “richiesta pressante che viene dalle associazioni e dalle aziende del territorio per un piano di emergenza provinciale” sottolinea la “necessità di un intervento dell’istituzione regionale con stanziamenti economici, competenze tecniche e scientifiche, mezzi e metodi adeguati, per salvaguardare e riavviare immediatamente la produzione”.

(Fonte: Coltivare Condividendo/Consiglio Regionale Veneto)

Olio extra vergine d’oliva, produzione 2012 meno ricca di aromi ma ancor più salutare

Tra luglio 2011 e giugno 2012 sono stati venduti in Italia circa 220milioni di litri di olio per un valore di 860milioni di euro, con un incremento del 2% rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti.

Il più venduto è largamente l’extravergine che concentra il 73% del fatturato con 161 milioni di litri venduti; l’olio di oliva è al 14% e quello con il marchio “100% italiano” raggiunge una quota dell’ 11%. Residuali le performance degli oli Dop-Igp e biologici. Come ha spiegato Massimo Gargano, presidente di Unaprol – Coldiretti Puglia, viste le alte temperature di quest’estate, per la prossima annata l’extra vergine made in Italy avrà meno aromi, ma sarà ricco di sostanze fenoliche bioattive, avrà cioè più antiossidanti ed accrescerà quindi le proprie formidabili qualità nutrizionali. «Non sarà un’annata a cinque stelle per l’olio extra vergine di oliva ma gli italiani – sottolinea Gargano – nel 2012 faranno il pieno di salute».

Dura lotta alla contraffazione. I dati sulla prossima annata di produzione dell’extravergine, meno aromatico ma più salutare, sono stati diffusi nel corso della recente Fiera del Levante di Bari nel corso della quale si è svolto anche un incontro sulla questione della lotta alla contraffazione al quale ha tra gli altri partecipato il colonnello Maurizio Delli Santi, comandante dei Nuclei antifrodi dei Carabinieri. Gli esiti dell’operazione “Estate Sicura” parlano chiaro: 2600 litri di olio extra vergine d’oliva con etichettature ingannevoli sequestrati; 5 tonnellate di prodotti con falsi marchi Dop; 8 tonnellate di prodotti privi di tracciabilità e 200 tonnellate di fitofarmaci illegali. Le frodi più usuali nel settore oleario sono le miscelazioni di oli di minore qualità, spesso provenienti dall’estero, spacciate per prodotto italiano.

Normativa in aiuto per combattere il falso made in Italy. A Bari è stato annunciato che è in arrivo la legge che combatte il falso made in Italy, ma già alcuni articoli sono stati stralciati e inseriti nel “decreto Sviluppo” e sono quindi legge dello Stato: in particolare, con la riduzione a 30 milligrammi per chilo della concentrazione di metil ed alchil esteri degli acidi grassi (il limite era di 75 mg/kg), si riduce drasticamente il pericolo che vengano spacciate per made in Italy miscele di oli che non abbiano origine italiana. Le altre norme riguardano: l’obbligo di riconoscere per origine il luogo di coltivazione e di allevamento della materia prima, nonché il luogo in cui è avvenuta la trasformazione sostanziale.

(Fonte: Garantitaly.it)