• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Sarà davvero Primavera? Gelo in agguato fino a metà aprile, vite in pericolo.

gemma vite aprile 2013

gemma vite aprile 2013

gemma vite marzo 2014

gemma vite marzo 2014

Con un mese di anticipo rispetto al 2013 è iniziato il germogliamento della vite. Le temperature ben al di sopra delle medie stagionali (+ 3,52 °C a gennaio e + 3,58 °C a febbraio) e un andamento caratterizzato da una piovosità abbondante e continuativa nei primi due mesi dell’anno (registrati 600 mm di media in 36 giorni di pioggia, dati rilevati dalla rete agrometeorologica del Condifesa Treviso), evidenziano un inizio anno 2014 sicuramente atipico, che in viticoltura si traduce con un germogliamento precoce delle piante.

Elevato rischio gelate. Per poter avanzare delle ipotesi sulla vendemmia 2014 è necessario attendere la fioritura, solo questa fase fenologica insieme alle condizioni meteo del periodo permetteranno delle previsioni vendemmiali plausibili.  Ora l’attenzione del Condifesa Treviso e degli agricoltori è rivolta all’elevato rischio di gelate. La Pasqua molto alta, indicativa di un inizio di primavera ritardato rispetto al tradizionale 21 marzo, apre un varco a possibili repentini cambi di temperatura: in queste condizioni è normale un cambio meteorologico con gelate improvvise. Il rischio è elevato in quanto, le temperature anomale registrate in questi mesi hanno portato le viti a scoprire le gemme che nel caso d’improvvisi cali di temperatura si troverebbero senza difese.

Avversità meteo, sempre più necessario assicurarsi. Per tutelare il reddito dell’impresa da eventuali avversità atmosferiche, gli agricoltori possono in qualche modo cautelarsi con delle specifiche assicurazioni. A questo proposito i tecnici di Condifesa Treviso sono a disposizione per fornire supporto e informazioni, anche sulle buone pratiche agronomiche da attuare per frenare eventuali exploit del “Mal dell’esca”: è infatti nel mercato un nuovo agrofarmaco biologico ( a base di ceppi naturali di funghi antagonisti) registrato definitivamente dal Ministero della Salute.

(Fonte: Condifesa Treviso)

Lotta alla Drosophila Suzukii, Coldiretti chiede autorizzazione per l’uso di due nuove sostanze

frutti di boscoGiorni contati per la Drosophila Suzukii. Contro il moscerino killer, che sta diventando una vera e propria emergenza fitosanitaria, Coldiretti ha chiesto al Ministero della Salute, al Ministero delle Politiche agricole e al Ministero dell’Ambiente l’uso eccezionale di due nuove sostanze attive (vedi notizia precedente).

Le richieste nello specifico. Tale richiesta è stata fatta per l’uso di emergenza (art. 53 del reg. CE 1107/2009) per un periodo di 120 giorni di specifici prodotti fitosanitari: Exirel a base di cyazypyr su ciliegie per il periodo 1° maggio – 30 agosto 2014, piccoli frutti (mirtillo, lampone, ribes e fragola) 15 luglio – 15 ottobre e fragola per il periodo 15 maggio – 15 settembre 2014. Per il prodotto Radiant 250 WG e Delegate 120SC a base di spinetoram la richiesta riguarda ciliegie e pesco per il periodo 1° maggio – 30 agosto 2014, piccoli frutti (mirtillo, lampone, ribes e fragola) 15 luglio – 15 ottobre, vite 1° agosto – 30 novembre 2014.

Gli effetti per l’uomo e l’ambiente. “Un importante passo avanti quello di Coldiretti”, spiega Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona. Che aggiunge: “Da un punto di vista ambientale le sostanze attive non sono tossiche per l’uomo, trascurabili sulle piante, su mammiferi, pesci e uccelli, su alghe e piante acquatiche, e soprattutto non hanno effetti sulle api. L’auspicio è che l’istanza di Coldiretti sia accolta per scongiurare l’emergenza che sta provocando tale insetto nella frutticoltura italiana e per evitare ulteriori danni nel veronese”.

Le stime dei possibili danni. Solo a Verona nella scorsa campagna agraria è stato perduto dal 25 al 30 per cento del raccolto di ciliegie. Per la prossima, si stima che la produzione a rischio in Veneto riguardi 150.000 quintali di ciliegie e 320.000 quintali di uva della Valpolicella, destinata a Recioto e ad Amarone, per un valore di circa 73,6 milioni di euro. Del resto, nel Veneto anche la viticoltura sia ad alto rischio di infestazione in quanto la vite oltre ad avere un frutto zuccherino è spesso situata in prossimità dei ciliegi e, quindi, il rischio di diffusione della Drosophila suzukii è altissimo ed economicamente molto rilevante trattandosi di produzioni di uva dalla quale si ottengono vini di altissimo pregio.

Due molecole che si integrano. Coldiretti ha evidenziato che la richiesta di avere sul mercato la disponibilità di entrambe le molecole è dettata dal fatto che, data l’aggressività dell’insetto, i frutticoltori ed i viticoltori hanno necessità di avere a disposizione più di un mezzo di difesa. Sul piano agronomico, inoltre, le due sostanze attive si integrano perfettamente in quanto il cyazypyr essendo una molecola più persistente è preferibile che sia impiegata nel primo periodo dell’anno, mentre lo spinetoram, appare particolarmente adatto alla fase di pre-raccolta. “Appare opportuno – prosegue Valente – offrire agli agricoltori l’opzione della doppia scelta tra le due sostanze attive, garantendo la possibilità di poter ricorrere, in modo alternato, alle due molecole, in caso di due o più trattamenti anche al fine di escludere la possibilità dell’insorgenza di fenomeni di tolleranza o resistenza. Infatti, l’efficacia del controllo del parassita è legata alla tempestività di intervento alla prima comparsa. Pertanto, l’alternanza e, comunque, la possibilità di scelta, da parte dell’operatore, è una condizione essenziale per ridurre al minimo i rischi. In considerazione del fatto che gli usi di emergenza richiesti riguardano molecole innovative individuate per contrastare un gravissimo problema fitosanitario che rischia di penalizzare gravemente la produzione ortofrutticola italiana per la maggior parte destinata all’export e che ha necessità di essere tutelata rispetto alla concorrenza degli altri Paesi”.

Inoltrate le richieste di autorizzazione all’uso nei paesi del sud Europa. Per quanto concerne il cyazypyr nel 2011, DuPont ha presentato la domanda di registrazione con il dossier presso la Commissione Ue. Nel 2014 chiederà di registrare i formulati. Il Paese relatore è la Francia per il sud Europa. La casa produttrice conta di poter ottenere l’approvazione della sostanza attiva in Europa nel 2014 e per i formulati per la campagna 2015. Si evidenzia che, negli Usa, sono già in commercio da anni formulati a base di Cyazypyr per la lotta alla Drosophila suzukii. Per quanto riguarda lo spinetoram della Dow AgroSciences, è un prodotto insetticida innovativo, già autorizzato In Francia e Spagna, dallo scorso anno, per usi di emergenza contro la drosophila, ai sensi dell’art. 53 del reg. CE 1107/2009. É stata adottata, di recente, la decisione della Commissione europea e degli Stati membri di autorizzare l’impiego di spinetoram sul territorio dell’Unione. L’istanza per l’autorizzazione dei prodotti fitosanitari è stata presentata lo scorso 9 settembre in Italia e, a fine luglio, in tutti gli altri Paesi del Sud Europa. La Francia, che si occuperà della valutazione di entrambi i dossier per conto di tutto il Sud Europa, lo scorso 4 novembre ha dichiarato che entrambi i dossier sono completi e pertanto la valutazione delle diverse sezioni è attualmente in corso.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Rispetto dell’ambiente ed emissioni di CO2: veicoli commerciali più puliti entro il 2020

AmbienteIn base ad una proposta del Parlamento europeo, il limite di emissioni di CO2 per i nuovi veicoli commerciali leggeri venduti nell’UE dovrà essere ridotto entro il 2020 dagli attuali 203 g/km a 147 g/km. Il testo, già informalmente concordato con i Ministri dell’UE, chiede l’introduzione di metodi più affidabili per i controlli delle emissioni di CO2.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Acqua, Ambiente e Territorio, parte il progetto scuola dei Consorzi di bonifica del Veneto

diario-alex-e-flora-e1384776063546Nasce il progetto scuola dell’Unione Regionale dei Consorzi di bonifica, dal titolo “Acqua, Ambiente e Territorio, alla scoperta dei Consorzi di bonifica”. Sono cinque gli Istituti Comprensivi coinvolti in Veneto, un’esperienza che mobiliterà circa 400 bambini.

Le tematiche affrontate. Negli incontri si parlerà del ruolo e dell’attività dei Consorzi di bonifica, toccando temi di interesse come la salvaguardia idraulica del territorio, l’uso della risorsa idrica a fini irrigui, i cambiamenti climatici, le innovazioni realizzate in campo ambientale e l’energia idroelettrica, al fine di comprenderne la rilevanza ed adottare, di conseguenza, comportamenti improntati alla sostenibilità e alla conservazione dell’ambiente in cui viviamo, con particolare riferimento alla gestione e al consumo consapevole dell’acqua, dando visibilità e valore alle azioni quotidiane dei soggetti che operano tutto l’anno sul territorio, come i Consorzi di bonifica.

Un diario per i ragazzi. È stato deciso di investire sui giovani sviluppando un progetto che sappia accompagnargli per tutta la durata dell’anno scolastico attraverso laboratori multimediali, lezioni in aula, visite guidate ai luoghi di bonifica. Alla lezione inaugurale verrà loro consegnato il “Diario di Alex e Flora – Alla scoperta del meraviglioso mondo dell’acqua”: un vero e proprio supporto che verrà consegnato alle scuole aderenti al progetto per aiutarle nelle loro attività extra scolastiche. Giuseppe Romano, presidente dell’U.V.B.: “i ragazzi impareranno a conoscere più approfonditamente l’ambiente in cui vivono, e di esso scopriranno e apprezzeranno aspetti inattesi e inimmaginati. Se, come auspico, sapremo dare continuità ai nostri propositi e alle nostre progettualità, allora potremo dire di aver gettato le basi di una futura e matura consapevolezza sulla quale costruire l’ideale convivenza tra l’uomo e il suo territorio”. A conclusione del progetto, i partecipanti saranno protagonisti di un grande evento da organizzarsi nella Fiera Campionaria di Padova, a maggio, in occasione della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione e della Settimana Veneta dell’Ambiente 2014.

(Fonte: Unione Veneta Bonfiche)

19 e 29 novembre 2013, i soci ARGAV rendono territorio e tradizioni venete protagonisti alle Terme Euganee

Due soci ARGAV, Emanuele Cenghiaro e Vittorio Ingegneri, ci rendono partecipi di due iniziative che li coinvolgono direttamente, entrambe riguardano tradizioni e cultura del territorio veneto.

CopertinaSantuariPDMartedì 19 novembre Emanuele Cenghiaro presenterà ad Abano Terme (Pd) la guida “Santuari padovani, itinerari tra storia, arte e tradizione” (Tracciati Editore) che ha scritto insieme a Piero Cioffredi. La presentazione avrà luogo nella sede della Biblioteca Civica (via Matteotti 71, tel. 049.8617970, email: biblioteca@abanoterme.net), alle ore 21. Ospiti della serata sarà anche il gruppo Calicanto che proporrà alcuni brani in tema con l’incontro.

Grassie Barba“Grassie, Barba!”: venerdì 29 novembre l’Associazione Culturale “Dino Durante” in collaborazione con l’Editoriale Padova “Quatro Ciacoe” invita la cittadinanza alla presentazione del libro “Grassie, barba!” di Vittorio Ingegneri (F.lli Corradin Editore). L’incontro, condotto dal giornalista Mario Klein, si svolgerà alle ore 20.45 nella sala consigliare del Palazzo del Turismo a Montegrotto Terme (via Scavi 14). A presentare l’opera sarà Michele A. Cortelazzo, direttore del Dipartimento Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova, con l’intervento di Valeria Michieli, presidente Ass.ne Culturale “Dino Durante” e la partecipazione del coro La Valle diretto dal Maestro Luciano Pengo. Al termine, merenda rùstega offerta da Paolo Bertelli del Salumificio Bertelli di Montagnana (Pd).

5-8 novembre 2013, le api e i “neonicotinoidi”, confronto fra ricercatori a Padova e a Legnaro

apiE’ possibile difendere le colture agricole, la salute delle persone e la biodiversità, api in primis? La quattro giorni in programma da martedì 5 a venerdì 8 novembre 2013 tra Legnaro e Padova si pone questo obiettivo. Al centro delle riflessioni i “neonicotinoidi”, potenti fitofarmaci al bando in Italia come concianti (sostanze chimiche usate sul seme per proteggerlo) su mais dal 2008, attraverso i decreti di sospensiva al loro utilizzo avviati dall’allora Ministro all’Agricoltura Luca Zaia.

Una task force internazionale dibatterà sull’utilizzo e gli effettidei fitofarmaci. Il Palazzo del Bo, sede storica dell’Università patavina, e la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura (a Legnaro, PD) ospiteranno quindi il 7° Simposio internazionale sui pesticidi sistemici, evento che vedrà la partecipazione di ricercatori da tutto il mondo, ovvero i componenti di una task force (TFSP) altamente specializzata e multi-disciplinare istituita sotto gli auspici di IUCN, SSC e CEM e coordinata da Maarten Bijleveld van Lexmond. Padova e Legnaro accoglieranno quindi la prossima settimana esperti di alto livello per le problematiche relative all’utilizzo dei fitofarmaci e dei loro effetti. Per Veneto Agricoltura, che promuove le quattro giornate di studio, questo appuntamento rappresenta un importante riconoscimento al lavoro di ricerca e sperimentazione svolto in questo campo presso le sue aziende agricole e non solo. Il Simposio prenderà il via martedì 5 novembre (ore 9,30) al Palazzo del Bo con un incontro introduttivo che vedrà la presenza, tra gli altri, del Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, Giuseppe Nezzo.

In difesa delle api. Tutti i seminari e i focus della kermesse, in programma dal pomeriggio di martedì fino a venerdì, si svolgeranno invece a Legnaro (Pd), presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura. Tra i diversi incontri in calendario, va segnalato il Forum Fitoiatrico sui neonicotinoidi in programma venerdì 8 novembre. L’importanza dell’incontro sta nel fatto che negli ultimi anni l’uso di queste sostanze chimiche è diventato incerto a causa degli effetti ambientali, tra cui la riconosciuta tossicità sugli insetti pronubi e in particolare le api. La stessa Unione Europea sta confermando la messa al bando di questi prodotti, allineandosi a quanto l’Italia aveva anticipato fin dal 2008. Per una volta, è proprio il caso di dirlo, non è l’Italia che ha dovuto adeguarsi all’Europa ma viceversa! I lavori e i risultati della task force saranno messi a disposizione dei tecnici, agricoltori e apicoltori, in particolare saranno forniti aggiornamenti scientifici e normativi.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

PAC 2020, sondaggio Fieragricola assegna alle Regioni (quelle che spendono di più e meglio), il compito di gestire i fondi stanziati per lo sviluppo rurale

FieragricolaApprovata la riforma della Politica agricola comunitaria fino al 2020, gli agricoltori italiani chiedono che a gestire i 10,5 miliardi stanziati per lo Sviluppo rurale siano ancora le Regioni: quelle che spendono di più e meglio. Magari organizzandosi per aree omogenee, la strada privilegiata per garantire al comparto primario il presidio del territorio, la qualità delle produzioni Made in Italy, veicolo privilegiato per sostenere l’economia del Paese. Così hanno risposto 4.200 agricoltori e allevatori al sondaggio esclusivo apparso nei giorni scorsi sul sito di Fieragricola, manifestazione internazionale dedicata al settore primario, in programma a Veronafiere dal 6 al 9 febbraio 2014.

I quesiti posti. Si tratta, guardando l’elevato numero di risposte, di un campione altamente significativo formato da imprenditori agricoli del Nord (58%), Centro (27%) e Sud/Isole (15%). Tre le domande rivolte. Innanzitutto, la destinazione delle risorse per l’agricoltura non utilizzate, visto che per la prima volta i fondi residui non faranno ritorno a Bruxelles. Che farne? Ebbene, il 99% del campione ha risposto che «devono essere destinate alle Regioni con maggiori capacità di spesa agricola», mentre l’1% ritiene che debbano «ritornare nella disponibilità dello stato centrale», quindi del Governo.  Orientamento schiacciante anche sulla redazione dei prossimi Piani di sviluppo rurale (Psr), oggi di pertinenza di ciascuna Regione (oltre alle province autonome di Trento e Bolzano). Il 98% delle risposte insiste per mantenere l’autonomia delle Regioni, uniformando tuttavia i Psr in base a territori o produzioni omogenei; il restante 2% vorrebbe invece definire i Psr per aree territoriali omogenee, riducendone così il numero e di conseguenza la libertà decisionale delle Regioni.  Sostanziale equilibrio, invece, sulla modulazione, cioè la possibilità di trasferire fino al 15 per cento della dotazione nazionale dai pagamenti diretti (1° pilastro) allo sviluppo rurale (2° pilastro). Il 32% degli addetti ai lavori non vorrebbe modificare la ripartizione attuata da Bruxelles; il 35% dirotterebbe una parte delle risorse dal 1° al 2° pilastro, mentre il 33% compierebbe il percorso inverso, vale a dire spostando il 15% dei fondi dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale.

Sulle risposte al sondaggio di Fieragricola è intervenuto anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo: «Gli agricoltori – commenta – saranno contenti di questa riforma. Anche negli Stati Membri che hanno una articolazione regionale, come l’Italia, non esisterà più il disimpegno, ma i fondi non utilizzati andranno a Roma, che le andrà a distribuire alle regioni più virtuose». Sulla necessità di uniformare i Piani di sviluppo rurale, mantenendo l’autonomia delle Regioni, De Castro spiega che si tratta di una linea «indipendente dalle politiche europee. L’Italia finora ha scelto i piani articolati per regione, ma queste possono mettersi d’accordo e definire regole con una certa similitudine, mantenendo l’autonomia, non per macroregioni».

Si svolge a Veronafiere il 45 per cento dell’offerta fieristica dell’agroalimentare. Per il prof. Dario Casati, economista agrario, «le risposte evidenziano la maturità degli agricoltori e una sostanziale fiducia nei confronti dei piani regionali». «Oggi Fieragricola è l’unica rassegna dell’agricoltura in grado di catalizzare e trasmettere su così ampia scala l’opinione degli imprenditori agricoli – osserva il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Questo fa della manifestazione un punto di riferimento per gli espositori e i visitatori, ma anche uno strumento per trasmettere le istanze del settore alle istituzioni, Governo e Regioni in primis, in modo da sostenere concretamente con provvedimenti adeguati il futuro del comparto primario». Non solo. Fieragricola si inserisce nel sistema di Veronafiere dedicato all’agroalimentare dalla produzione al prodotto finito. «Da Fieragricola a Vinitaly, passando per Siab, Eurocarne, Sol&Agrifood, rappresentiamo il 45% dell’offerta fieristica dell’agroalimentare», conclude Mantovani.

(Fonte: Veronafiere)

Rovigo, per un giorno, capitale italiana degli agronomi e forestali

grandineSalone dell’Accademia dei Concordi affollato e diretta streaming in tutta Italia per il convegno, organizzato a Rovigo nei giorni scorsi dal locale Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali e dalla Federazione Regionale di settore in collaborazione con il Consiglio dell’ Ordine Nazionale (C.O.N.A.F.), per illustrare le novità derivanti dall’obbligo assicurativo, scattato il 14 agosto scorso, contro i danni provocati ai clienti (enti locali, operatori del settore ambientale, agricoltori, ecc.) nell’esercizio dell’attività professionale.

I cambiamenti climatici aumentano la possibilità di errore per chi opera nel settore agricolo. A presentare i nuovi adempimenti è stato il presidente C.O.N.A.F., Andrea Sisti, che ha evidenziato anche un’anomalia normativa: il professionista è obbligato ad assicurarsi, ma la compagnia non ha il dovere di farlo. Per questo, è stata stipulata una convenzione a livello nazionale, che prevede 13 attività professionali, il cui premio (contributo) è tarato “ad personam” sul fatturato e sulla rischiosità del tipo di attività svolta.  “Un esempio d’attualità – ha sottolineato Gianluca Carraro, presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Veneto – sono i cambiamenti climatici che, evidentemente, aumentano le possibilità di errore per chi opera nel settore agricolo.” Se stipulata entro il prossimo 10 settembre, la polizza collettiva aggiudicata a gara per 2 anni dal C.O.N.A.F. alla Compagnia AIG Europe Limited (Rappresentanza Generale per l’Italia), avrà valenza retroattiva dal 14 agosto, data di avvio del nuovo obbligo, che vede i Dottori Agronomi e Forestali, primi a percorrere una strada innovativa nell’interesse della categoria. “La nuova incombenza, a tutela del cittadino-cliente – ha concluso Andrea Sisti – è una prima, evidente conseguenza della riforma degli Ordini professionali, le cui tangibili potenzialità si potranno pienamente valutare nel prossimo futuro.”

(Fonte: Ordine Dottori Agronomi e Forestali del Veneto)

Dopo 2 settimane, don Bizzotto ha sospeso il digiuno pro tutela ambientale in Veneto ed incontra i rappresentanti del Consiglio regionale

don Albino Bizzoto al consiglio regionale veneto

don Albino Bizzoto al consiglio regionale veneto

Dopo due settimane, don Albino Bizzotto, fondatore dell’associazione “Beati i costrutturi di pace”,  ha sospeso pochi giorni fa il digiuno totale intrapreso per denunciare  l’emergenza ambientale in Veneto. A questo proposito, Ieri, martedì 2 settembre, don Bizzotto, accompagnato da Michele Boato e da Oscar Mancini, storici esponenti del movimento ambientalista) ha raccolto l’invito del presidente del Consiglio Regionale Veneto Ruffato e si è incontrato a palazzo Ferro-Fini sia con Ruffato che con i capigruppo ed il vicepresidente della Giunta Marino Zorzato.

Don Bizzotto: fermate le grandi opere e il consumo del suolo. “Il pianeta è ormai esausto – ha ribadito in Consiglio don Bizzotto – e il Veneto è una delle regioni più compromesse, dove si sono consumati 38 ettari di suolo al giorno e dove l’impronta ecologica (cioè il numero di ettari necessari per produrre le risorse consumate da ogni singolo abitante) è quattro volte maggiore del rapporto ideale di sostenibilità (6,4 ettari pro capite contro i 1,6 ettari di capacità effettiva). Da qui l’appello di don Bizzotto e dei comitati ambientalisti che ne hanno appoggiato e condiviso l’iniziativa a interrogarsi sull’utilità delle grandi opere, circa trenta quelle in progettazione, tra “autostrade, superstrade, svincoli e tangenziali, Mose e infrastrutture portuali, autodromi e aeroporti” che stanno cambiando il volto del Veneto. “Siamo capaci di fermarci e di rispettare la ‘grammatica’ della natura?”, ha chiesto don Bizzotto ai politici invitandoli a non scambiare per “nostalgia del passato” quello che è una revisione critica del’attuale modello di sviluppo.

Ruffato: nuove leggi in via di attuazione, ma necessaria anche una svolta culturale che coinvolga i cittadini. “Ringrazio don Albino – ha esordito Ruffato – perché con il suo gesto forte e coraggioso, ha richiamato l’attenzione di tutti, cittadini, politici e istituzioni, sul dovere primario di rispettare la terra e sugli eccessi dell’urbanizzazione che hanno contradistinto il Veneto negli ultimi decenni. Il suo digiuno interroga le coscienze di tutti noi e non può lasciare nessuno indifferente. Il problema della terra e del paesaggio – ha riconosciuto il presidente del Consiglio – mette in discussione il nostro modello di sviluppo e ipoteca il futuro delle nuove generazioni. Ereditiamo una situazione gravemente compromessa da scelte maturate in anni lontani, ispirate da altri modelli culturali. Tuttavia non possiamo e non vogliamo essere testimoni passivi e indifferenti dei processi di continua aggressione del territorio. Stiamo facendo nuove leggi, da quella sul commercio al nuovo piano casa, che stanno cercando di mettere ordine nella selva delle norme urbanistiche e di porre un freno a nuove cubature e nuovo consumo del territorio. Ma le leggi da sole non bastano – ha avvertito Ruffato – Serve una svolta culturale, una presa di coscienza collettiva, da parte dei centri decisionali ma anche dei semplici cittadini, perché siamo tutti responsabili”.

La discussione politica. Stefano Fracasso, presidente della commissione d’inchiesta sugli appalti pubblici istituita da pochi mesi dal Consiglio veneto ha invitato don Bizzotto e i comitati ambientali a collaborare nel lavoro di verifica critica di leggi e procedure. Il presidente della Giunta, Marino Zorzato, ha affermato: “La politica è responsabilità di programmare e di decidere”, invitando il Consiglio regionale ad affrontare in tempi rapidi il nuovo piano territoriale di coordinamento regionale e le nuove leggi che la Giunta ha predisposto (piano casa e disegno di legge sul contenimento del suolo). “Sulle grandi opere la pensiamo in maniera diversa, io resto convinto che infrastrutture come la Pedemontana siano utili e necessarie – ha replicato a don Bizzotto – ma gli strumenti che Giunta e Consiglio si stanno dando (Ptrc, nuova legge sul commercio, leggi urbanistiche) vanno nella direzione giusta”.

(Fonte: Consiglio regionale del Veneto)

Il cibo prodotto in Italia è il più sicuro d’Europa

ortofruttaSolo il 3,7% delle irregolarità su scala nazionale è riferibile alla produzione primaria e, di esse, solo lo 0,24% è causato da problemi di sicurezza alimentare dei prodotti. È quanto si evince dai dati della Relazione annuale al Piano Nazionale Integrato (PNI) per il 2012, che fornisce un panorama completo delle attività svolte da tutte le componenti del sistema dei controlli ufficiali, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi generali della legislazione alimentare. La maggior parte delle irregolarità sono dovute a carenze di natura amministrativa.

In Europa, media di campioni irregolari del 2,6%. Anche i dati riferiti alla presenza dei residui di agro farmaci nei prodotti ortofrutticoli devono rassicurare i consumatori. Infatti, ben il 99,5% dei campioni di ortofrutticoli sono risultati in regola, così come i prodotti di origine animale che sono risultati regolari per oltre il 99%. «Se si confrontano i dati relativi al 2011 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente – sottolinea Confagricoltura commentando questi dati – come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un progressivo decremento, più incisivo negli ultimi dieci anni, passando da 5,6% del 1993 allo 0,5% del 2011. La media di campioni irregolari in Europa è del 2,6%, quindi di gran lunga peggiore di quella italiana. Tale risultato positivo è attribuibile alle attività di controllo dello Stato e ad una sempre maggiore consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego dei prodotti fitosanitari e medicinali animali». Una parte dei prodotti esaminati sono di origine biologica: su un totale di 397 campioni di frutta, ortaggi, cereali, olio, vino, baby food, e altri prodotti, solo 1 ha presentato residui al di sopra dei limiti stabiliti dal Regolamento CE 396/2005.

(Fonte: Garantitaly.it)