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Nel padovano, emergenza cinghiali sui Colli Euganei, allarme del mondo agricolo

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia IMG00617-20121127-1139 (1)

terreno rovinato dai cinghiali

Emergenza cinghiali sui Colli Euganei, un fenomeno che ormai è sfuggito di mano e che sta mettendo in ginocchio centinaia di imprese agricole. Vigneti e uliveti, ma anche campi di mais, ortaggi e frutteti: non c’è coltivazione che si salvi dalla razzia incontrollata e sistematica di questi animali, un vero e proprio flagello che sta causando danni ingenti alle imprese e compromettendo anche quest’anno la stagione.

L’allarme del mondo agricolo è stato al centro dell’incontro di ieri in Prefettura con i rappresentanti di Coldiretti Padova, Confederazione Italiana Agricoltori Padova e Confagricoltura Padova. Il Prefetto Ennio Mario Sodano ha ascoltato con attenzione gli interventi di Ettore Menozzi Piacentini e Walter Luchetta per Coldiretti, Claudio D’Ascanio e Maurizio Antonini per la Cia, Leonardo Granata e Gianfranco Simonetto per Confagricoltura, che si sono fatti portavoce del grave disagio degli imprenditori alle prese con un’emergenza finora rimasta senza una soluzione apprezzabile.

Disponibilità del Prefetto a valutar le possibili soluzioni. Le contromisure adottate in questi anni, hanno osservato i rappresentanti delle tre organizzazioni agricole padovane, si sono dimostrate del tutto insufficienti ad arginare un fenomeno che cresce di anno in anno. Ormai i cinghiali scendono regolarmente dalle colline per razziare ogni genere di coltivazioni, causando danni irreparabili, sia alle produzioni che di tipo strutturale e idrogeologico, di fronte ai quali, tra l’altro, gli agricoltori hanno scarse possibilità di accedere ad indennizzi o parziali rimborsi.  Al termine dell’incontro gli esponenti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura Padova hanno espresso soddisfazione per la forte sensibilità dimostrata dal Prefetto che si è impegnato a valutare con gli organi preposti le iniziative da adottare e ad individuare concrete soluzioni per dare una risposta ad un problema avvertito dagli imprenditori agricoli come una vera e propria calamità. Le organizzazioni agricole, ringraziando il Prefetto per l’attenzione dimostrata, ribadiscono la piena disponibilità a collaborare per il bene dell’agricoltura padovana e di un territorio naturale da preservare.

(Fonte: CIA Padova, Coldiretti Padova, Confagricoltura Padova)

 

Molino Quaglia di Vighizzolo d’Este (PD), ovvero quattro generazioni di mugnai con la voglia di sperimentare strade (e farine) nuove

Fabrizio Stelluto dà penna ARGAV a Chiara Quaglia

il presidente Fabrizio Stelluto consegna a Chiara Quaglia la penna ricordo ARGAV

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Non è da tutti i mugnai valutare il comportamento che avrà la farina durante l’impasto incidendo con i denti e assaggiando i chicchi di grano, bisogna avere molta esperienza, spirito di osservazione e…appartenere alla gens Quaglia! La tecnica di selezione della bontà dei raccolti di grano attraverso l’assaggio di un “chicco tra i denti”, appartiene infatti alla tradizione della famiglia di Annito Quaglia, che a sua volta l’apprese dal padre Angelo. Annito è stato il traghettatore verso il futuro di Molino Quaglia, azienda di Vighizzolo d’Este, nella Bassa padovana, cresciuta nel mercato a piccoli passi, affermando con coerenza l’obiettivo di quando era un piccolo molino di legno sull’Adige, oltre cent’anni fa: creare un prodotto sopra la media che esalti il valore delle materie prime ed il lavoro umano.

Lucio Quaglia resp.le sviluppo prodotti Molino Quaglia

Lucio Quaglia

Un molino nel molino. A onor del vero, oggi la selezione dei chicchi di grano al Molino Quaglia avviene con metodi supertecnologici, come ha spiegato ai soci ARGAV in visita allo stabilimento lo scorso 7 giugno Lucio Quaglia, figlio di Annito, che guida oggi l’azienda -32 dipendenti ed un fatturato 2012 di euro 35.457.800 – insieme ai fratelli Chiara e Andrea. Molino Quaglia è infatti, fino ad oggi, l’unico molino italiano ad utilizzare una selezionatrice ottica di seconda generazione che scarta uno per uno i chicchi di grano con difetti anche microscopici. Fatta salva la qualità totale del grano lavorato, 400 tonnellate al giorno all’interno dello stabilimento di 7 piani, dove il contatto con l’aria è praticamente nullo nelle diversi fasi della molitura, convivono due “molini”, uno progressivo destinato alla produzione di farina di grano tenero “tradizionale”, ed un moderno molino di macinazione a pietra, destinato ad una produzione “di nicchia”, le farine della linea Petra®.

Farine PetraNel vecchio molino, oggi si “cercano” nuove farine. Si tratta di una linea di farine di grano tenero 100% italiano proveniente da aziende agricole dislocate tra Rovigo e Ferrara che usano tecniche di agricoltura integrata e che forniscono i dati di tracciabilità dal campo fino al molino. Dopo la selezione ottica, il grano viene macinato con un moderno molino a pietra in un processo industriale ad elevato grado di sicurezza alimentare. Seduti nel Laboratorio, vale a dire il vecchio molino deputato oggi dalla famiglia Quaglia a luogo di ricerca e formazione e ubicato di fronte al nuovo stabilimento, i soci ARGAV hanno avuto modo di conoscere da Piero Gabrieli, responsabile marketing dell’azienda, le modalità di nascita di questa linea di farine, avvenuta nel 2006. “Petra® è l’espressione tangibile di un lavoro di ricerca che ha permesso di riportare sulla tavola dei consumatori i benefici nutrizionali e i profumi di un tempo con la massima sicurezza alimentare oggi possibile”. “L’idea che

Direttore Marketing Molino Quaglia

Paolo Gabrieli

ha condotto alla nascita di Petra® – ha continuato Gabrieli -, era quella di trovare un’alternativa ad un’alimentazione basata prevalentemente su materie prime raffinate, che richiedono dosi crescenti di integratori alimentari di origine non sempre naturale, e di dar vita ad un cibo in grado di apportare quegli elementi nutritivi e curativi che aiutano il benessere dell’organismo”. In un kg di Petra ci sono infatti meno parti di amido, più fibre, più vitamine e parti oleose del germe di grano. Ogni farina della linea Petra è indicata da un numero, 1, 3, 5 e 9, che contraddistingue una qualità delle proteine contenute nei grani di origine e che determina il comportamento in lavorazione di ogni farina (ad esempio, sviluppo di volume piuttosto che estensibilità dell’impasto). Ogni numero serve anche ad indicare per quale lavorazione la farina è consigliata: lievitati, pizze e focacce, frolle. Sono farine facili da lavorare e costanti nelle prestazioni, disponibili anche pacchi da 1 kg e acquistabili on line sul sito www.farinapetra.it, nei migliori negozi di alimenti in tutta Italia o nello spaccio aziendale di Vighizzolo d’Este (costo da 3,30 a 3,50 al Kg). “Il nostro prossimo obiettivo – ha concluso Gabrieli – è quello di lavorare su una miscela di farine personalizzata a seconda delle esigenze di salute dei consumatori”.

Pizzaioli Molino Quaglia

Giulia e Gianni Dodaj

Birraio Stelluto Quaglia

da sx Mauro Gajo, Fabrizio Stelluto, Chiara Quaglia

Pizze e birra gourmet. La qualità e bontà delle farine Petra® è stata “testata sul campo” Soci ARGAV degustazione pizze Molino Quagliagrazie agli assaggi di pizza proposti per l’occasione da Gianni e Giulia Dodaj, della pizzeria Fantasy di San Donà di Piave in provincia di Venezia (tel. 0421-336141), tutte pizze deliziose, innovative e molto digeribili: dalla “classica” margherita con pomodoro San Marzano e fior di latte pugliese si è passati alla pizza con prosciutto crudo, melone, misticanza croccante e stracciatella pugliese, seguita dalla pizza con stracciatella, culatello, ciliegie e mentuccia fino alla pizza con mozzarella di bufala, pomodoro San Marzano, pomodoro datterino e basilico.Soci ARGAV degustazione pizza 1 Molino QuagliaAd accompagnare le pizze, alcune birre artigianali altrettanto buone, presentate da Mauro Gajo, di “32 Via dei Birrai” di Onigo di Pederobba (TV). Si tratta di birre non pastorizzate, rifermentate in bottiglia, non filtrate e ad alta fermentazione (tra i 15 e i 25 gradi). In particolare, sono state proposte all’assaggio la speziata Curmi, la doppio malto Audace, la “luppolata” Oppale e la speziata e molto “luppolata” Tre+Due.

Soci ARGAV visita Abbazia Carceri 7 giugno 2013

7 giugno 2013, I soci ARGAV in visita all’Abbazia di S. Maria di Carceri (Pd)

Immagine 1 Dalla cultura del cibo, alla cultura dello spirito. Dopo la visita al Molino Quaglia, i soci ARGAV hanno avuto modo di effettuare un’altra bella e interessante visita all’Abbazia di S. Maria di Carceri, paesino a pochi minuti d’auto da Vighizzolo d’Este. A far da cicerone al gruppo, Diego Paluan, storico custode del complesso camaldolese di Carceri e volontario dei beni culturali ecclesiastici, con tanto di abilitazione. Tutto ebbe inizio nel 1107, quando Enrico il Nero, duca di Baviera, che dominava il territorio, donò ai monaci alcuni terreni detti “Le Carceri”. Dopo aver bonificato le terre, nel 1189 i monaci edificarono una chiesa più ampia di quella che avevano costruito in precedenza e di cui ancor oggi si può ammirare il Battistero, affrescato tra fine Trecento e inizi Quattrocento. Nello stesso periodo, i monaci edificarono un chiostro, di cui rimane ancora un lato adiacente alla chiesa. Gli agostiniani rimasero nell’abbazia fino al 1407, quando, decimati da carestie e pestilenze, ripararono a Venezia. Papa Gregorio XII affidò allora chiesa e monastero alla cura dei monaci Camaldolesi, che rimasero per circa tre secoli e diedero all’Abbazia un periodo di grande splendore, ampliando l’edificio con quattro chiostri, dei quali è rimasto il grande chiostro del ‘500. I monaci Camaldolesi costruirono anche un’ampia sala per la biblioteca, oggi adibita a sala convegni (info Parrocchia di Carceri tel. 0426-619777), una foresteria per i pellegrini che dal nord che scendevano a Roma, una farmacia, considerata la più antica del Veneto a prova della loro conoscenza botanica e delle erbe officinali. Ampliarono inoltre la chiesa con un coro ed al posto delle 3 navate romaniche bruciate in un incendio nel 1643 eressero l’attuale navata in stile barocco. Nel 1690, Papa Alessandro VIII soppresse l’Abbazia di Carceri e i suoi territori, 3600 campi bonificati e coltivati, furono messi all’asta per finanziare la Repubblica di Venezia nella guerra contro i Turchi. Il tutto fu acquistato dai Carminati, commercianti bergamaschi residenti a Venezia, che affidarono chiesa e parrocchia ai sacerdoti della diocesi di Padova. L’Abbazia venne trasformata in una grande fattoria agricola e, nella casa dell’abate, fu costruita la villa estiva dei Carminati, che rimasero proprietari della chiesa fino al 1951, quando, dopo aver venduto a poco a poco case e campagne, cedettero quanto restava alla parrocchia di Carceri. Nel 1994, la parrocchia acquistò la foresteria, restaurata di recente dalla Soprintendenza. Il Museo della Civiltà Contadina. Al primo piano del grande chiostro del ‘500 è stato allestito il bel Museo della Civiltà Contadina. Vi sono esposti moltissimi attrezzi, utensili e oggetti, oltre un migliaio, provenienti dalle famiglie della parrocchia e del circondario, e suddivisi per tipologia d’uso. Molto belle anche le ricostruzioni di interni rurali e delle attività lavorative, educative e di svago in uso nelle campagne del Novecento.

“Per scongiurare l’aumento IVA, tassiamo le sagre”. Ristoratori e baristi sul piede di guerra per la concorrenza sleale delle feste di paese.

feste birraTassare le sagre per evitare l’aumento dell’IVA previsto a partire dal primo luglio. La proposta, lanciata a livello nazionale dalla FIPE, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio, è stata accolta con trasporto dai baristi e ristoratori padovani associati all’APPE che da anni denunciano la concorrenza sleale di sagre, enti locali, pro-loco, onlus e affini.

No ad aree di privilegio. «Rimuovendo le esenzioni fiscali di cui beneficiano feste paesane, feste di partiti politici, club, circoli privati e sportivi – denuncia Erminio Alajmo, presidente provinciale APPE e regionale FIPE Veneto – si potrebbero agevolmente reperire le risorse necessarie, stimate in 5 miliardi di euro a livello nazionale, per evitare di aumentare l’IVA dal 21 al 22% ed evitare così di deprimere ulteriormente i consumi, già ampiamente collassati». «La crisi in cui ci troviamo – conclude Alajmo – non consente alibi di alcun tipo: le aree di privilegio non ce le possiamo più permettere!» La FIPE ha recentemente scritto al vice ministro dell’Economia e finanze, Luigi Casero, proprio per illustrare questa situazione e portare alla ribalta una battaglia intrapresa da molto tempo.

Commissione Ue, esenzioni paragonate ad “aiuto di Stato”. Il mercato della somministrazione legata a questa offerta “parallela” sviluppa un mercato di dimensioni stimate attorno al 15% rispetto a quello ufficiale. Oltretutto, alcune di queste esenzioni sono già state individuate dalla Commissione europea come “aiuto di Stato”. La FIPE ha già da tempo sottoposto la questione all’Antitrust sia a livello nazionale che comunitario. «Rimuovere i privilegi di alcuni – commenta il presidente federale Lino Enrico Stoppani – può corrispondere a creare condizioni migliori per tutti gli altri e consentire la ripresa economica».

(Fonte: APPE Padova)

5 giugno 2013, lo spreco alimentare al centro della Giornata mondiale dell’Ambiente, dedicata al tema “Think-Eat-Save”

8740_506346462752737_1412201828_nMercoledì 5 giugno è la Giornata mondiale dell’ambiente, l’iniziativa voluta dalle Nazioni Unite per ricordare la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano del 1972, durante la quale venne redatto per la prima volta il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), che si propone come obiettivo primario quello di incoraggiare azioni in grado di favorire uno sviluppo sostenibile.

“Think-Eat-Save”, ovvero “pensa prima di mangiare e contribuisci a salvare la natura” è lo slogan scelto per la quarantunesima edizione della manifestazione, celebrata in più di cento Paesi: tema di quest’anno è dunque lo spreco alimentare, con la promozione di comportamenti virtuosi e modelli di consumo volti a diminuire l’impronta alimentare di ciascuno.

La Rete trentina di educazione ambientale dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente, Settore informazione e monitoraggi, partecipa a questa importante giornata con diversi appuntamenti e momenti di riflessione, volti a sottolineare la necessità di un cambiamento verso un futuro più equo e sostenibile: laboratori di confronto con scambio di ricette antispreco, “eco-banchetti” informativi per essere aggiornati sui progetti provinciali “Ecoacquisti” ed “Ecoristorazione”, proiezioni di film a tema sono solo alcuni degli appuntamenti proposti per iniziare, anche a partire dai piccoli gesti quotidiani, a dimostrare un impegno comune per la protezione dell’ambiente.  Programma manifestazioni scaricabile qui:Giornata mondiale ambiente Trento

(Fonte: Provincia Autonoma di Trento)

Confagricoltura Padova: “Il sindaco Flavio Zanonato, voce autorevole al servizio del Paese”

Flavio Zanonato

Flavio Zanonato, neo ministro allo Sviluppo economico

«Abbiamo atteso a lungo la soluzione dell’impasse politica e ora accogliamo con fiducia la nascita del governo Letta, che sarà in grado di dare al Paese le risposte urgenti necessarie per affrontare le grandi questioni». Il presidente di Confagricoltura Padova, Giordano Emo Capodilista, esprime ottimismo a nome dell’associazione per la svolta politica delle ultime ore. «In particolare vogliamo congratularci con Flavio Zanonato per la nomina a ministro dello Sviluppo economico: il nostro territorio da sempre esprime valori importanti nei settori dell’economia e del lavoro, ed è quindi giusto e opportuno che una voce autorevole come quella del sindaco di Padova venga ora messa al servizio del Paese».

Nunzia De Girolamo

Nunzia De Girolamo, neo mininstro dell’Agricoltura

Una giovane donna al Ministero dell’Agricoltura. «Salutiamo con fiducia anche la nomina del neoministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo – prosegue il presidente –, alla quale assicuriamo fin d’ora la nostra piena collaborazione, invitandola a concertare con le associazioni di categoria una nuova politica per l’agroalimentare e un forte impegno per la riforma della Pac». «Complimenti anche a Franco Frigo – conclude Emo Capodilista –, che si prepara a rilevare il seggio di Debora Serracchiani al Parlamento europeo. Si tratta del coronamento di un lungo impegno politico, che premia anche in questo caso il nostro territorio».

(Fonte: Confagricoltura Padova)

Carne equina: la Commissione UE aumenta i controlli

Carne equinaI primi mesi del 2013 sono stati segnati dallo scandalo della carne equina: diversi prodotti alimentari contenevano carne di cavallo, la cui presenza non era indicata sull’etichetta. La scoperta ha provocato forti reazioni in tutta Europa, non solo per una questione di trasparenza – i consumatori hanno il diritto di sapere che cosa consumano – ma anche per una questione di sicurezza alimentare. La preoccupazione era infatti che la carne di cavallo trovata negli alimenti non avesse superato i test di ispezione veterinaria imposti dalla legge. In tal caso, vi era il rischio che le carcasse contenessero phenylbutazone, un anti-infiammatorio utilizzato come anti-dolorifico.

Carne equina, presente nel 5% dei prodotti testati, ma nessun rischio per i consumatori. Per tutelare i consumatori, la Commissione europea ha richiesto all’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e all’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) di effettuare dei test in tutti gli Stati Membri. Questi ultimi avevano come obiettivo quello di verificare la presenza di carne equina non dichiarata negli alimenti e di accertarsi della presenza di phenylbutazone.  I risultati pubblicati lo scorso 16 aprile sono incoraggianti. Mostrano che la carne di cavallo è presente solamente nel 5% dei prodotti testati e che non ci sono rischi per la salute dei consumatori. Le autorità competenti hanno valutato che la possibilità per un consumatore di subire effetti a causa del phenylbutazone è talmente minima, che non dà luogo ad una vera e propria crisi della sicurezza alimentare. I risultati dei test stimano infatti che circa due individui su un trilione rischiano effetti tossici: su un numero di persone ben superiore all’intera popolazione mondiale attuale, solo una persona rischia di contrarre danni causati dal sopracitato anti-dolorifico a causa della carne di cavallo non certificata.

Sanzioni dissuasive contro le frodi. Anche se non pericolosa per la salute, la presenza della carne di cavallo non segnalata in etichetta costituisce è fraudolenta. Per questo, la Commissione europea sta preparando una proposta per migliorare il quadro legislativo relativo alla catena alimentare nell’Ue. Benché il settore alimentare sia già fortemente regolamentato, la Commissione intende rafforzare ulteriormente le leggi vigenti in materia di controlli tramite sanzioni dissuasive contro le frodi alimentari. Questo miglioramento sarebbe inoltre un ulteriore aumento degli standard di sicurezza alimentare.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Regione Veneto, approvato bando 2013 per oltre 4 milioni di investimenti nel settore vitivinicolo

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-La Giunta regionale ha approvato il bando relativo agli investimenti comunitari 2013 destinati al settore vitivinicolo e finalizzati ad aumentarne la competitività, con i criteri e le disposizioni amministrative, applicative e procedurali per l’attuazione delle iniziative previste. Sul provvedimento si era espressa favorevolmente la Commissione consiliare agricoltura. La deliberazione di giunta sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. Da quella data, gli imprenditori interessati (imprese agricole ma anche di trasformazione o commercializzazione) avranno 45 giorni per presentare le domande.

Ad Avepa la gestione tecnica, finanziaria e amministrativa del bando. “L’iniziativa fa riferimento all’Organizzazione Comune di Mercato del vino – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – che tra l’altro prevede aiuti per investimenti materiali o immateriali in impianti di trasformazione e commercializzazione del vino diretti a migliorare il rendimento globale dell’impresa vitivinicola. Per queste finalità, al Veneto sono stati assegnati complessivamente 4.171.519 euro. Abbiamo ritenuto di permettere l’accesso ai contributi sia alle aziende agricole sia alle imprese di trasformazione e commercializzazione, distinguendo due azioni specifiche: investimenti nelle aziende agricole vitivinicole e investimenti nelle aziende di trasformazione e commercializzazione. E’ stato previsto di assegnare a ciascuna azione la metà della somma disponibile, ma con la possibilità di transitare i fondi dall’una all’altra nel caso ci fossero residui da una parte e maggiori richieste dall’altra”. La gestione tecnica, finanziaria ed amministrativa del procedimento, inclusa l’adozione della modulistica per la presentazione delle istanze e della rendicontazione dei lavori, è stata affidata ad Avepa, l’Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura.

(Fonte: Regione Veneto)

Rischio idrogeologico: soluzioni da tempo proposte dai CdB

Gargano-Massimo-ANBI

“Di fronte alle emergenze climatiche, le cui conseguenze sono le alluvioni oggi ma solo poche settimane fa era la siccità, le risposte della politica sono sconsolatamente rituali.” Ad evidenziarlo è Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.).

Report interventi necessari sempre disatteso. “Si torna a parlare, come un anno fa – prosegue – della necessità di creare bacini per trattenere le acque di piena, evitando che si abbattano violentemente sui centri abitati; l’ANBI propone da almeno dieci anni, un Piano Nazionale degli Invasi, che trattengano le acque quando ci sono in abbondanza, evitando pesanti conseguenze al territorio, che ne sarebbe beneficiato anche nei momenti di scarsità. Si parla di un programma per la prevenzione del rischio idrogeologico; non solo l’ANBI lo chiede da tempo, ma quattro mesi fa fu lo stesso Governatore della Banca d’Italia, Visco, ad indicarlo come priorità per il Paese, capace di generare anche nuova occupazione. Da ormai un triennio, l’ANBI presenta il Report di interventi necessari ed immediatamente cantierabili per la mitigazione del rischio idrogeologico; nel febbraio 2012 aveva indicato 2.943 interventi per 6.812 milioni di euro, finanziabili con mutui quindicennali e capaci di attivare decine di migliaia di posti di lavoro; attende ancora risposta.

Consorzi di bonifica esentati dal rispettare il Patto di Stabilità. Si indica, da più parti, la necessità di superare il Patto di Stabilità per ottenere la disponibilità di risorse da destinare alla salvaguardia del territorio; in attesa di decisioni in sede europea, ricorda che i consorzi di bonifica, non facendo parte della Pubblica Amministrazione, sono esenti dal rispettare tale Patto. Basterebbe quindi, finanziare loro, gli interventi nell’ambito di un programma che è già concordato con Regioni, ANCI, UNCEM. In realtà, proprio i vincoli del Patto di Stabilità e la conseguente impossibilità di cofinanziamento, sono stati la causa della destinazione ad altri scopi di 1000 milioni di euro, che la Legge Finanziaria 2010 aveva stanziato per piani straordinari a tutela del territorio. “L’avvio di soluzione ai problemi idrogeologici del Paese – conclude il Presidente A.N.B.I. – ha una sola strada: farne concretamente una priorità ed iniziare a destinarvi le opportune e necessarie risorse.  Un’ultima, considerazione su un elemento comune nelle dichiarazioni post evento estremo: sempre, dopo qualche giorno, sarebbe stato preso un provvedimento, che ne avrebbe limitato le drammatiche conseguenze. Con amara ironia evidenzio che è palese la necessità di dover accelerare il momento delle decisioni, perché i cambiamenti climatici non rispettano i tempi della politica né, a questo punto, può più farlo il territorio, i suoi abitanti e la sua economia.”

(Fonte: ANBI)

12-14 ottobre 2012, ad Ala (TN) si tiene “Skywine – Quaderno di viti cultura”

(di Bortolo Bertanza, socio ARGAV) “Officine Alimentari Lagarine” questo lo slogan, un po’ provocatorio, uscito dalla fantasia degli aderenti a “Versus” associazione da poco affacciatasi nel panorama lagarino, slogan che accomunerà tutti i protagonisti della kermesse numero zero di “Skywine – Quaderno di viti cultura” che si terrà questo fine settimana ad Ala.

Una tre giorni di appuntamenti che spaziano dai convegni, ai concerti, alle degustazioni con al centro il mondo del vino Trentino e soprattutto della Vallagarina, produttori, consumatori, esperti, giornalisti, ma anche musicisti, editori on line, wine blogger, appassionati, tutti per assaggiare ed acquistare vino in un clima sereno con scambi d’opinioni e punti di vista. Tiziano Bianchi è il deus et machina della manifestazione –“vogliamo capire dove il mondo del vino Trentino andrà a finire, proponiamo un progetto che vede tutte le componenti in dialogo e con unitarietà d’intenti, siamo passati – ha affermato il giornalista – da Ambruscolandia a Pinotlandia due modi di colonizzazione errata, bisogna ricostruire il profilo del mondo del vino in Vallagarina e Skywine ha anche questo obiettivo”.

Nuove idee. Sposa e finanzia l’iniziativa l’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini, iniziativa che trova “lodevole, innovativa con un mix di proposte unica un buon momento per valorizzare la viticoltura del Trentino non rifacendo errori del passato, un appuntamento che sicuramente lascerà il segno, che creerà un dibattito necessario in questo momento che vede un mercato da rivedere per correre ai ripari e dato lo spessore di molti protagonisti sicuramente porterà nuove idee”. “Guardandoci attorno vediamo realtà affiatate che sfruttano le sinergie di molti comparti, da noi rileva – Ruggero Delladonna produttore vinicolo – c’è una “Strada del vino” che non serve a niente e se non c’è un’unione generale, senza imposizioni, e non c’è voglia di collaborare non si arriverà mai ad un’unione d’intenti per valorizzare l’intero settore”.

Festeggiamenti Bandiera Arancione TCI. La data del 12, 13 e 14 ottobre è stata scelta anche per un’altra concomitanza, quella della celebrazione delle “Città Bandiera Arancione”, designazione che Ala si è guadagnata dal Touring Italiano, saranno molti i turisti che potenzialmente arriveranno in città. Anche in seno a questa giornata visite guidate alla chiesetta, simbolo di Ala, San Pietro in Bosco, visite animate, visita in parrocchiale per la mostra di paramenti sacri, attività per bambini, bancarelle con prodotti tipici. Un elenco interminabile di appuntamenti si susseguono, tutti riportati su brossure e depliant, fra gli altri anche una sorta di gemellaggio con il Salento, uno scambio di opinioni, degustazioni e visioni del comparto vinicolo. Ne segnaliamo qualcuno: si inizia all’Osteria vecchio Carnera- ore 16 di venerdì 12- con la videodegustazione “SKYperWine”; sabato 13 è dedicato soprattutto a momenti di musica con – ore 16 – “Ala social net”; domenica 14, dalle ore 10 alle 18 “Mostra mercato del vino trentino”, 35 aziende con quasi 100 etichette proporranno i loro migliori prodotti in degustazione e vendita. Contemporaneamente – no stop – il “Forum del vino Trentino”, 40 esperti relatori che interverranno al capezzale del mondo vitienologico, proponendo sbocchi e nuove vie per questo settore, di primaria importanza, che sta attraversando un momento particolarmente delicato. Tutti gli appuntamenti a Palazzo Azzolini, concesso in uso dalle sorelle proprietarie. Per ulteriori dettagli ed informazioni consultare il sito  www.skywine.it, per le iniziative e prenotazioni della Giornata Tourig bandiere arancione al tel 0464 674068 e ai siti www.comuneala.tn.it o www.cittadivelluto.it.

OGM, Manzato intende chiedere al Governo l’applicazione della clausola di salvaguardia

“Intendo presentare al Consiglio regionale un documento di richiesta al Governo perche applichi la clausola di salvaguardia prevista dalla normativa europea in tema di organismi geneticamente modificati”. Lo ha annunciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, di ritorno da Roma dopo la riunione delle organizzazioni che si oppongono all’introduzione tout court delle sementi ogm nel sistema produttivo agricolo italiano.

Prodotto agricolo trattato come pure merce aziendale. “Intendo portare questo documento, supportato dal Consiglio – ha aggiunto – alla Commissione Politiche Agricole per formalizzare la richiesta al Governo anche come sistema regionale Italia e trasmetterla pure al parlamento. Quella contro gli Ogm è una battaglia ormai consolidata in Veneto, che ha intrapreso tutte le vie istituzionali necessarie per legittimare la sua posizione appunto tramite la clausola di salvaguardia. Troppi di quelli favorevoli guardano al prodotto agricolo come pura merce aziendale e non come ricchezza nazionale ed export. Io sono contrario agli ogm soprattutto per motivi economici generali, a fronte di un agroalimentare made in Italy che oggi ha il più alto valore a livello mondiale – ha concluso – e che dall’introduzione di colture omogenee e generaliste come gli ogm avrebbe solo da rimetterci nel suo complesso per far spazio ad un pugno di euro in più in segmenti che, senza il “made in”, andrebbero comunque in crisi, mettendo in una situazione di sudditanza parte del sistema primario nazionale”.

Task force nazionale capeggiata dal Veneto.  Ieri, nella sede romana di Coldiretti, a discutere su ciò che riguarda i procedimenti penali a carico degli attivisti impegnati nelle azioni di tutela a difesa del territorio dall’introduzione di sementi transgeniche e sulle recenti decisioni della Corte di Giustizia europea  a favore o meno delle varie multinazionali che insistono nel perpetuare una politica di lobby a scapito della biodiversità, c’erano insieme a Manzato i rappresentanti della coalizione veneta coordinata da Daniele Toniolo, l’unica realtà regionale  costituitasi spontaneamente per promuovere una specifica e comune posizione  su questo controverso argomento. “Alla luce dell’unanime contrarietà delle Regioni italiane all’utilizzo sul suolo nazionale di produzioni geneticamente modificate – spiega Daniele Toniolo – lo schieramento composto da Cia, CNA Alimentare, Coldiretti, Confartigianato, Legambiente, Federconsumatori, Legacoop, Legambiente, Codacons, Movimento Consumatori, Slow Food, Unci, Vas, Adiconsum, WWF è una formazione straordinaria di rappresentanza e di sostanza socio-economica-ambientale pronta ad intervenire per la salvaguardia del patrimonio agroalimentare fatto di tipicità e qualità elementi che sono il plusvalore del “Made in Italy”, minacciato dalla dipendenza dall’estero di sementi brevettate e generiche, coltivabili in tutto il mondo con risultati eguali e a prezzi più competitivi”.

(Fonte: Regione Veneto/Task force nazionale no OGM)