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Bando da 915mila euro per la sostenibilità della filiera olivicolo-olearia, presentazione domande entro metà gennaio 2024

olive pronte per il frantoio

olive pronte per il frantoio

E’ stato approvato dalla Regione Veneto un bando da oltre 915mila euro per sostenere l’ammodernamento dei frantoi veneti e migliorare le performance ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva. La misura si inserisce nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che programma l’utilizzo dei fondi recati dal programma Next Generation Eu per l’Italia. Lo stanziamento deriva dal riparto assegnato a ciascuna regione dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per l’attivazione della sottomisura “Ammodernamento dei frantoi oleari. Il bando è disponibile nel Bollettino Ufficiale regionale e la scadenza del termine per la presentazione delle domande è fissata al 15 gennaio 2024.

Con circa 5mila ettari di superficie coltivata a olio e una produzione di circa 2,8 tonnellate per ettaro, in Veneto si registra una produzione del 69% localizzata a Verona (3.569 ha, +0,3%), seguita da Treviso (571 ha, +3,8%) e Vicenza (565 ha, +0,5%). “Un settore in crescita e al quale è necessario dare sostegno per preservarne le sue caratteristiche di unicità e qualità rispetto anche la concorrenza straniera. Con questi contributi alle aziende intendiamo incentivare la riduzione di rifiuti e favorirne il riutilizzo a fini energetici, due pilastri dell’economia circolare. Grazie a questo bando potremo sostenere il rinnovo degli impianti tecnologici, migliorare la qualità degli olii e progressivamente incrementare la sostenibilità della filiera olivicolo-olearia”, commenta al riguardo l’assessore al Turismo della Regione del Veneto, Federico Caner.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Il nuovo Flag Veneziano “fa luce” sulle criticità da affrontare nel nuovo Piano di azione locale

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È “Fari” l’acronimo scelto per racchiudere le parole chiave del nuovo Piano di azione locale: “Filiere, Ambiente, Resilienza e Imprese“, presentato loscorso 9 ottobre nella sede di Vegal a Portogruaro (VE). Appoggiano su questi pilastri prioritari le linee strategiche della prossima programmazione Feampa (Fondo europeo Affari marittimi pesca e acquacoltura) 2021/27, predisposto dal neocostituto Flag Veneziano e ora pronto per essere trasmesso alla Regione del Veneto per la sua approvazione. L’acronimo evoca anche la finalità, perseguita con il lavoro svolto dai partner, di “far luce” sulle criticità da affrontare, come sugli strumenti e le possibili soluzioni da mettere in campo grazie alla prossima programmazione europea, e al contempo aiutare le imprese a “tenere la rotta” in quest’epoca di profondi stravolgimenti.

Numerose le azioni individuate, con l’obiettivo primario di supportare il rilancio del sistema ittico veneziano, colpito negli ultimi anni da una notevole contrazione, e di rimetterlo al centro nell’economia locale. Saranno sviluppati i bandi per accedere ai finanziamenti europei e dunque convergerà l’impiego delle risorse per l’area costiera di riferimento, ossia Venezia, Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea, Caorle e San Michele al Tagliamento. Oltre tre milioni di euro a disposizione, risorse destinate a sostenere progettualità coerenti con le finalità definite, tutte con una ricaduta diretta e concreta sulle imprese del settore e sul territorio.

Dichiarazioni. «Vogliamo rendere resiliente ai grandi cambiamenti in atto il sistema ittico veneziano, supportando la creazione di una filiera competitiva e sostenibile – spiega il presidente Antonio Gottardo (a destra nella foto in alto) già alla guida del Flag precedente e responsabile del settore Agroalimentare e Pesca di Legacoop Veneto –. Competitiva, perché il Piano di azione mira a far diventare le imprese più moderne, innovative e interconnesse anche ad altri settori come il turismo, nonché a valorizzare e implementare le produzioni locali con la ricerca di nuovi target e nuovi mercati, nuove strategie di commercializzazione e tracciabilità. Sostenibile, perché c’è in tal senso un’attenzione trasversale a tutta la strategia: riduzione degli impatti delle attività sull’ambiente, migliore gestione dei rifiuti in mare, gestione sostenibile delle catture accanto alla protezione delle specie sensibili e salvaguardia delle specie ittiche locali, introduzione di aree tutelate, riduzione dei consumi energetici e utilizzo di fonti energetiche più sostenibili». E aggiunge: «C’è naturalmente anche l’input a sostenere progettualità pilota che mirino a trasformare in opportunità la sfida derivante dall’arrivo di nuove specie, granchio blu in primis». Evidenzia Filippo Tonero, presidente di Vegal (a sinistra nella foto in alto). Il nuovo Piano di azione locale poggia su ottime premesse, anche considerando i positivi esiti del precedente Piano di azione Feamp 2014/20, per cui il Flag Veneziano è stato riconosciuto come uno dei più virtuosi a livello nazionale per capacità di spesa, pari a oltre il 90% dei finanziamenti europei ricevuti, e risultati raggiunti».

Due nuovi partner. Costituito lo scorso 25 settembre e operativo fino al 2029 (termine dell’attuazione del Piano), il nuovo Flag Veneziano è composto da Vegal (Agenzia di sviluppo del Veneto Orientale), che ne è capofila, Comune di Caorle, Comune di Cavallino-Treporti, Comune di San Michele al Tagliamento, Camera di Commercio di Venezia Rovigo, le tre organizzazioni di rappresentanza del mondo cooperativo Legacoop Veneto, Confcooperative e Agci (Associazione generale Cooperative Italiane), e ancora Ama (Associazione Mediterranea Acquacoltura), Coldiretti Venezia, Cia Veneto, Civ (Consorzio Ittico veneziano), le Organizzazioni di produttori Bivalvia Veneto e I Fasolari. Dall’assemblea dello scorso venerdì, che ne ha approvato l’adesione, si aggiungono Comune di Venezia e Città metropolitana di Venezia.

Fonte: Servizio stampa Flag Veneziano

Giornalismo d’inchiesta, premio Fnsi, “Dov’è Tina Merlin oggi”. Ecco il bando, elaborati entro il 10 novembre

premio_tina_merlinAl via la prima edizione del concorso dedicato al giornalismo di inchiesta territoriale e riservato a croniste e cronisti impegnati sul fronte dei diritti sociali, delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze e del rispetto dell’ambiente.  C’è tempo fino al 10 novembre. In palio 5.000 euro.

Nel 60° anniversario della tragedia del Vajont, la Federazione nazionale della Stampa italiana con il Comune di Longarone, la Fondazione Vajont, il Comune di Borgo Valbelluna, la Provincia di Belluno e la collaborazione dell’associazione culturale Tina Merlin, lancia il Premio nazionale sul giornalismo d’inchiesta territoriale “Dove è Tina Merlin oggi?” edizione 2023, riservato alle croniste e ai cronisti impegnati sul fronte dei diritti e delle tutele del lavoro, della denuncia delle diseguaglianze, del rispetto dell’ambiente, della cura del vero.

Nel rendere omaggio a Tina Merlin, tra le figure più significative del giornalismo italiano e tuttavia ancora poco conosciuta, confinata territorialmente e imprigionata in quello che ormai è diventato un cliché ingeneroso e riduttivo sintetizzato nell’espressione “quella del Vajont”, l’iniziativa intende valorizzare le “Tina Merlin” di oggi e l’informazione locale, l’attività spesso silenziosa e non riconosciuta delle colleghe e dei colleghi che lavorano nelle redazioni di provincia dove spesso nascono le grandi inchieste.Tina Merlin è la dimostrazione che il lavoro di qualità, le notizie originali, sono possibili solo con il giornalista in carne e ossa che è un valore aggiunto al tempo del dilagare dell’intelligenza artificiale, il cui antidoto è appunto il giornalismo d’inchiesta.

Obiettivo del premio è far diventare Tina Merlin memoria collettiva non solo del e nel mondo giornalistico, ma anche per il Paese tutto, attualizzando il suo esempio con la rivendicazione e la valorizzazione del giornalismo d’inchiesta come baluardo della libertà di stampa e del diritto-dovere di cronaca, principi garantiti dalla Costituzione e travi portanti della democrazia, come ha ricordato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da ultimo nell’intervento alla cerimonia della consegna del Ventaglio, il 23 luglio 2023.

Il premio, con cadenza annuale e che si svolgerà di volta in volta in regioni diverse, è riservato a croniste e cronisti, iscritte/i all’Ordine dei giornalisti, che su testate giornalistiche, a prescindere dal mezzo utilizzato e dai format scelti, hanno svolto inchieste giornalistiche su lavoro negato, lavoro sfruttato o valorizzato, lavoro precario, lavoro letale, su ambiente tutelato o violentato, su salute a rischio o garantita, su riscatto sociale, buona informazione o disinformazione, comunità resilienti, cura del vero, linguaggio inclusivo, inclusione e giustizia sociale. Sono ammesse le inchieste giornalistiche pubblicate su testate cartacee, tv, radio, web o podcast nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2023. I lavori andranno inviati entro il 10 novembre 2023 all’indirizzo di posta elettronica premiotinamerlin@fnsi.it. Il premio sarà consegnato nel corso di una cerimonia che si svolgerà il 16 dicembre 2023 a Longarone. La vincitrice/il vincitore riceverà un premio dal valore di 5mila euro.

Si può approfondire il bando della prima edizione del premio “Dove è Tina Merlin oggi?” al link

Fonte: Sindacato giornalisti Veneto

25 agosto – 3 settembre 2023, al via la 29a edizione del Film Festival della Lessinia (con una speciale anteprima il 24/8)

29FFDL_ANHADUn’edizione che guarda alla storia, partendo dallo sguardo romantico dei viaggiatori europei di inizio Novecento sulle montagne italiane, per aprirsi a temi di stringente attualità come l’impatto del turismo e dei cambiamenti climatici di massa sulle terre alte. Un’edizione che mette al centro la Lessinia e Bosco Chiesanuova, in provincia di Verona, pur ampliando notevolmente la sua connotazione internazionale, che investe sulla programmazione cinematografica e di pari passo arricchisce le proposte culturali, laboratoriali ed espositive. Il 29°Film Festival della Lessinia (FFDL) (in alto una foto di un film in concorso), quasi ad anticipare la trentesima edizione del 2024, ha scavato nelle “radici” che lo hanno visto nascere, crescere e affermarsi come la seconda manifestazione cinematografica internazionale del Veneto. Sono 122 gli eventi in programma a Bosco Chiesanuova dal 25 agosto al 3 settembre: dieci giorni a cui si aggiunge una serata di anteprima il 24 agosto (novità assoluta) nella piazza della Chiesa.

Sul grande schermo del Teatro Vittoria, il programma cinematografico (mai così ricco per numeri e provenienze) tesse rimandi e approfondimenti tematici con le altre iniziative culturali: le presentazioni letterarie e le tavole rotonde di Parole Alte, il calendario di laboratori ed escursioni, le quattro mostre, i concerti, le offerte enogastronomiche con il coinvolgimento delle realtà produttive locali. E lo sguardo sempre rivolto ai temi del green e della sostenibilità che anche quest’anno sono rimarcati dall’adesione al manifesto e al progetto del Verona Green Movie Land (VGML).

Anteprima. Il Festival apre con un’anteprima che guarda al futuro del cinema. Sullo schermo sotto il campanile di Bosco Chiesanuova, il 24 agosto, il Festival propone una selezione di cortometraggi girati in formato verticale in collaborazione con Vertical Movie Festival. Il richiamo allo sguardo verticale crea parallelismi con la verticalità dell’ambiente montano. Ma sono i temi del Festival, in particolare quelli ambientali, a essere raccontati con una nuova e potenzialmente “esplosiva” forma cinematografica che guarda soprattutto alle giovani generazioni. La serata ha come ospite Salvatore Marino, direttore artistico del Festival, la cui sesta edizione si svolge a Roma, a ottobre.

È l’attore Fabio Testi l’ospite speciale della ventinovesima edizione, protagonista della serata di apertura (25 agosto) della rassegna per ricevere il Premio Protagonisti del Tempo. In quell’occasione è l’interprete dei testi che accompagnano un evento cinematografico unico, realizzato con Cineteca di Bologna e Museo del Cinema di Torino. Il Festival proietta 13 cortometraggi di inizio Novecento del Grand Tour sulle montagne italiane, dal celebre film Ascensione al Cervino di Mario Piacenza del 1911, rari frammenti di pellicole che conducono sull’altopiano della Carnia, nelle cave di Massa e Carrara, lungo gli Appennini fino al Vesuvio e all’Etna. La colonna sonora originale è composta ed eseguita dal vivo da Thomas Sinigaglia alla fisarmonica.

I film. Il Festival presenta 90 film provenienti da 40 Paesi con 27 anteprime italiane, di cui 4 anteprime mondiali. È la programmazione più ampia della sua storia, selezionata da 1004 opere giunte in selezione da 107 Paesi. Una selezione di 37 film sarà disponibile sulla piattaforma online MyMovies.it. Inoltre, il Festival amplia lo sforzo nella valorizzazione delle cinematografie emergenti presentando, in una rosa di Paesi di tutti e cinque i continenti, opere provenienti in special modo dall’Africa Nera (Burkina Faso, Benin e Ruanda) e da Nepal, Palestina, Armenia, Kazakistan, Marocco, Colombia. Sono attesi in Lessinia come ospiti oltre 20 registi e registe assieme ad alcuni protagonisti dei film.

La sezione Concorso conta 12 lungometraggi e altrettanti cortometraggi in competizione per la Lessinia d’Oro al miglior film in assoluto (sostenuto dal Comune di Bosco), la Lessinia d’Argento al miglior lungometraggio (sostenuto da Europe-Direct della Provincia di Verona) e al miglior cortometraggio; il Premio della Giuria internazionale composta dai registi Micol Cossali (Italia), Irene Gutiérrez Torres (Spagna), Stefan Pavlović (Paesi Bassi), Pedro Figueiredo Neto (Portogallo) e Fanny Rösch (Germania). Altri riconoscimenti sono: Premio del Curatorium Cimbricum Veronese al miglior film di regista giovane; Green Planet Movie Award al miglior film della sezione FFDLgreen (sostenuto da Log To Green); Premio della Cassa Rurale Vallagarina al miglior film sulle Alpi; Premio MicroCosmo della gIuria dei detenuti del Carcere di Verona; Premio dei bambini; Premio del pubblico Cantina Musella. Ulteriori info: Film Festival della Lessinia

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

Clima ed energia: obiettivi per il 2030 a rischio secondo la Corte dei conti europea

BandiereBruxelles

Nell’ottobre 2022 la Commissione europea ha comunicato che l’UE aveva raggiunto i tre obiettivi per il 2020 in materia di energia e di clima. Secondo gli auditor della Corte dei conti europea, questo successo non è stato dovuto solo all’azione per il clima dell’UE, perché, con tutta probabilità, l’UE 27 non avrebbe raggiunto l’obiettivo senza la riduzione dei consumi energetici indotta dalla crisi finanziaria del 2009 e dalla pandemia di COVID-19. Nonostante ciò, la valutazione dell’UE sulla propria performance verde non indica chiaramente qual è l’impatto dei fattori esterni.

Gli auditor hanno anche riscontrato una scarsa trasparenza riguardo alle modalità con cui gli Stati membri dell’UE hanno raggiunto i rispettivi obiettivi nazionali vincolanti grazie ai meccanismi di flessibilità: alcuni paesi dell’UE non hanno contribuito come previsto e hanno utilizzato altri mezzi per raggiungere gli obiettivi, come l’acquisto di quote di emissioni o di energie rinnovabili da altri Stati membri che avevano ampiamente superato i propri obiettivi. Gli auditor hanno trovato informazioni limitate sui costi effettivi sostenuti dal bilancio dell’UE, dai bilanci nazionali e dal settore privato per raggiungere gli obiettivi e attuare le azioni che hanno avuto successo. È quindi difficile per i cittadini e i portatori di interesse stabilire se l’UE abbia conseguito complessivamente i propri obiettivi con un buon rapporto costi/efficacia e trarre insegnamenti su come raggiungere i prossimi obiettivi per il 2030.

Neutralità climatica. “Occorre maggiore trasparenza riguardo alla performance delle azioni attuate dall’UE e dagli Stati membri in materia di clima e di energia” ha dichiarato Joëlle Elvinger, responsabile dell’audio per la Corte dei conti europea. “Riteniamo inoltre che si debba tener conto di tutte le emissioni di gas a effetto serra causate dall’UE, comprese quelle prodotte dagli scambi commerciali e dal trasporto aereo e marittimo internazionale. Tanto più che l’UE si è impegnata a essere leader mondiale nella transizione verso la neutralità climatica”. Gli auditor confermano che l’UE si posiziona bene rispetto ad altri paesi industrializzati nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Tuttavia, non contabilizza tutte le sue emissioni, che sarebbero maggiori di circa un decimo se si fosse tenuto conto anche di quelle prodotte dagli scambi commerciali e dal trasporto aereo e marittimo internazionale.

Guardando al futuro, preoccupa soprattutto l’assenza di segnali che siano messi a disposizione sufficienti finanziamenti per raggiungere gli obiettivi più ambiziosi stabiliti per il 2030, in particolare da parte del settore privato che dovrebbe contribuire in misura significativa. La Commissione ha anche segnalato che i paesi dell’UE mancano collettivamente di ambizione nel perseguire l’obiettivo dell’efficienza energetica per il 2030, dato che il corrispondente obiettivo per il 2020 si è già rivelato il più difficile da raggiungere. Alcune proposte miranti a rendere ancora più ambiziosi gli obiettivi per il 2030 (in particolare, le proposte “Pronti per il 55 %” e REPowerEU) accresceranno ulteriormente il fabbisogno di finanziamenti. Queste si basano inoltre su ipotesi che non tengono sufficientemente conto di problemi noti (come la dipendenza energetica dalla Russia) oppure, come precedenti audit hanno mostrato, che non si concretizzano come previsto (ad esempio, il fatto che gli Stati membri attuino integralmente le politiche esistenti).

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

13-21 maggio 2023, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione con un vasto programma di convegni, visite guidate e mostre

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“Tra siccità e perturbazioni estreme stiamo constatando quotidianamente con mano gli effetti dei cambiamenti climatici sulle nostre vite. In questo contesto, la settimana della bonifica che inauguriamo in questo fine settimana acquisisce un valore speciale per la sua missione di avvicinare i cittadini a temi e soprattutto luoghi fondamentali per i nostri territori”. Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, saluta con queste parole la Settimana della Bonifica e dell’Irrigazione promossa a livello nazionale da ANBI e coordinata a livello regionale da ANBI Veneto, che vede, tra il 13 e il 21 maggio 2023, i Consorzi di bonifica protagonisti di iniziative rivolte alla cittadinanza quali visite guidate ad aree ambientali e impianti idrovori, biciclettate, incontri e convegni, inaugurazioni, attività con le scuole. Tutte le iniziative sono gratuite, programma generale su www.anbiveneto.it, dettagli e modalità di partecipazione nelle pagine web dei singoli Consorzi.

Il tema di questa edizione, “Acqua, risorsa di vita e di coesione sociale”, pone l’accento sull’importanza che la risorsa idrica ha nel costruire, preservare, rafforzare comunità e identità. Spiega Cazzaro: “Fondamentale per l’agricoltura, l’acqua che scorre nei fiumi, nei canali e negli scoli rappresenta un elemento generatore di paesaggio, di ambienti, di attività economiche molteplici che riguardano il settore primario ma anche il primo comparto economico del Paese, ovvero il turismo, nonché numerose attività industriali. La siccità, del resto, ha dimostrato come la mancanza di acqua oltre a mettere in crisi l’agricoltura, metta in crisi il mondo in cui viviamo, la sua biodiversità, i colori (dal verde al marrone delle piante seccate), fino anche alla qualità dell’aria. Metta, insomma, in crisi paesaggio e ambiente fondamentali nel definire la nostra identità di persone e cittadini.”

Sono oltre 60 gli eventi promossi dagli 11 Consorzi regionali nella Settimana. 3 di questi, vedono il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di ANBI Veneto: mercoledì 17 maggio a Lison di Portogruaro (Tenuta Planitia), alle 10.30, si terrà l’inaugurazione dell’intervento di efficientamento irriguo dei bacini di Sant’Osvaldo-Lison e Brian, realizzato dal Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale grazie a un finanziamento di 13,1 milioni di euro del PSRN messi a disposizione dal Ministero dell’Agricoltura. Interverrà il presidente nazionale di ANBI Francesco VincenziGiovedì 18 maggio, presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” a Taglio di Po (Ro), alle 10.00, si terrà l’incontro conclusivo del progetto scuola “Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” realizzato con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto, e con l’Ufficio Scolastico Regionale. Nei 6 mesi di realizzazione, il progetto ha coinvolto 1.500 studenti delle scuole primarie e secondarie di tutto il Veneto. Venerdì 19 maggio, sempre a Ca’ Vendramin di Taglio di Po, si terrà nel pomeriggio (ore 16.00) il convegno da Valle a monte: nuovi scenari per il Delta del Po. Con il presidente della commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo e il presidente nazionale di ANBI Francesco Vincenzi. Le iniziative di Ca’ Vendramin sono realizzate con il Consorzio di Bonifica Delta del Po, in collaborazione con la Fondazione Ca’ Vendramin, nel contesto della Settimana della Sostenibilità #DeltaPoSWEEK

Conoscere i territori della bonifica veronese e come avviene la gestione dell’acqua, in particolare nella Valla Zerpana, attraverso un’escursione guidata in bicicletta. È questo l’obiettivo dell’iniziativa organizzata dai Consorzi di Bonifica Alta Pianura Veneta e LEB domenica 14 maggio dalle ore 9.45 con partenza dal Centro Operativo Zerpa di Arcole. Un’esperienza dedicata soprattutto alle famiglie con bambini attraverso un percorso facile e di breve durata ma volto a conoscere la storia e la natura locali.  Nell’occasione, il personale tecnico del Consorzio LEB presenterà più da vicino i punti principali di prelievo dell’acqua dal Canale LEB e quindi le opere a servizio del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. Al termine del tour in bicicletta, della durata di circa un’oretta e mezza, sarà possibile visitare l’idrovora Zerpa del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta. La storia della bonifica del comprensorio Zerpano è estremamente complessa. In tempi antichi quella della Zerpana era una “valle” paludosa e non adatta ad ospitare un sistema agricolo produttivo. Dalla fine del XVIII secolo si susseguirono infatti numerosi tentativi scoordinati e comunque inadeguati alla risoluzione dei problemi idraulici del territorio, finché all’inizio del secolo scorso venne realizzata la Botte Zerpana ed il relativo collettore che strapparono dal secolare impaludamento l’omonimo terreno vallivo, compreso tra l’Adige e l’Alpone. La bonifica fu completa quando negli anni ’60 del Novecento il collettore Zerpano fu dotato di un impianto idrovoro. “Creare momenti di condivisione con le famiglie del territorio è molto importante per noi” ricorda Silvio Parise, presidente del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta –  “Si tratta di occasioni di sensibilizzazione alle tematiche che ci stanno a cuore, l’acqua e la sua gestione, l’ambiente e la valorizzazione del nostro territorio”.“Ormai da due anni dobbiamo fare i conti con eventi estremi, come la siccità, a causa dei mutamenti climatici”, precisa il presidente del Consorzio LEB Moreno Cavazza, che aggiunge “Il nostro Consorzio sta portando avanti un progetto per il rifacimento del canale Adige Guà e di sperimentazione con le Università di Padova e Verona per preservare la risorsa idrica e utilizzarla al meglio senza sprechi”.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto/Servizio stampa Consorzio di Bonifica LEB

 

Congresso stampa Unarga a Cavallino-Treporti (VE): Roberto Zalambani riconfermato presidente, Fabrizio Stelluto, presidente Argav, eletto nella Giunta esecutiva

Gruppo Unarga Cavallino Treporti

«Siamo consapevoli di come il nostro compito di giornalisti che si occupano di agroalimentare, ambiente e turismo, sia particolarmente importante in relazione agli scenari che si stanno delineando, soprattutto dal punto di vista del cambiamento climatico. L’impegno primario sarà la formazione dei giovani, che devono tornare ad appassionarsi alla professione». Così Roberto Zalambani, rieletto per acclamazione alla presidenza dell’Unarga (Unione nazionale associazioni giornalisti di agricoltura, alimentazione, ambiente, territorio, foreste, pesca, energie, turismo rurale), a conclusione del Congresso che ha visto riuniti a Cavallino Treporti (Ve) una cinquantina di giornalisti appartenenti alle Arga di tutt’Italia (nella foto in alto). Assieme a Zalambani, entrano nella Giunta esecutiva i vice presidenti Fabrizio Stelluto (Veneto-Trentino Alto Adige), Geppina Landolfo (Campania), Roberto Ambrogi (Lazio), segretario generale Gian Paolo Girelli (Friuli Venezia Giulia), segretario generale aggiunto Donato Fioriti (Abruzzo), tesoriere Efrem Tassinato, socio Argav. E’ stato riconfermato anche il socio Argav Mimmo Vita quale presidente Cts (Comitato tecnico scientifico) Unarga, mentre i soci Argav Gian Omar Bison e Donato Sinigalia sono stati eletti rispettivamente consigliere e revisore dei conti Unarga. 

20221010 il presidente Stelluto con assemblea

Il Consiglio nazionale, che ha anche visto modificato lo Statuto, rimarrà in carica per i prossimi quattro anni.«È stato per noi impegnativo organizzare il Congresso nazionale Unarga in Veneto, ma siamo soddisfatti di aver portato l’attenzione su un territorio – quello di Cavallino Treporti – meno conosciuto rispetto a città come Venezia e Verona, ma particolarissimo dal punto di vista ambientalistico e climatico. La sfida per il prossimo mandato sarà proprio quella di dare luce ad angoli meno frequentati dal turismo di massa, ma non per questo meno interessanti. L’altra sfida che dovremo affrontare è quella di una comunicazione corretta anche sul fronte delle questioni ambientali, pensiamo alla siccità che quest’estate ha colpito il Veneto, o alla recente alluvione delle Marche. Soprattutto noi giornalisti specializzati su questi temi, siamo chiamati a fare la nostra parte», ha detto Fabrizio Stelluto, presidente Arga Veneto e Trentino (al podio, nella foto sopra). Il segretario generale Gian Paolo Girelli ha tracciato, da un lato, un quadro dei problemi della professione e, dall’altro, si è soffermato su temi particolarmente notiziabili per i giornalisti Unarga, come lo spreco alimentare e il caro-energia. Claudio Silvestri, rappresentante della Fnsi (Federazione nazionale della stampa) all’interno dell’Unarga, ha riferito di non aver dubbi sul fatto che «la stampa specializzata rappresenti il futuro della professione».

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Il Congresso Unarga è stato il secondo evento ospitato dal Comune di Cavallino. Il fine settimana dal 30 settembre al 2 ottobre, erano presenti una cinquantina di giornalisti agricoli europei (Enaj), presieduti dall’italiana Lisa Bellocchi. «È stato un grande onore e anche un grande orgoglio presentare alla stampa specializzata, italiana ed estera, la nostra terra, che è una terra antica, ricca di tradizioni e, tra tutte queste tradizioni, c’è l’ospitalità del mondo dell’agricoltura con prodotti di eccellenza che erano sulle tavole dei dogi, sulle tavole ben imbandite, e che continuano ad essere prodotti di eccellenza», ha concluso la sindaca di Cavallino-Treporti Roberta Nesto, nella foto sopra con Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unaga.

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Linee programmatiche del prossimo mandato. Mimmo Vita, presidente del Comitato tecnico scientifico (Cts) (nella foto al podio, insieme a Roberto Zalambani, presidente Unarga), ha tracciato le linee programmatiche del prossimo quadriennio, chiedendo alla Federazione nazionale della stampa e all’Ordine nazionale dei giornalisti a prendersi ancora più a cuore il futuro della professione.A fronte della drammatica situazione connotatasi in questo ultimo triennio segnato dalla crisi pandemica e dalla scellerata guerra della Russia contro l’Ucraina, con ricadute negative sull’economia globale e specie per i comparti agricolo, ambientale ed energetico, il mondo dell’informazione è chiamato ad interrogarsi sul proprio ruolo e sulle proprie responsabilità. Solo una citazione: come hanno sottolineato recentemente gli scienziati italiani che si occupano di questioni climatiche in una la lettera presentata al Presidente Mattarella, appare ormai urgente e imprescindibile realizzare “azioni di adattamento che rendano noi e i nostri territori più resilienti… investendo con decisione e celerità le risorse peraltro disponibili del PNRR”. Ha continuato: “Ci rendiamo conto, per le trasformazioni che l’informazione ha subìto in quest’ultimo decennio dovute all’entrata delle nuove tecnologie e modalità di comunicazione, che anche il giornalismo può e deve essere sempre più sostenibile. Ovvero, deve puntare alla qualità dei contenuti informativi e su una giusta retribuzione del lavoro dei colleghi, fatto quest’ultimo degradato a livelli insostenibili. Con il risultato di una infodemia imperante carica di cosiddette fake news. L’informazione in campo agricolo, alimentare e ambientale incrocia, ovviamente, notizie e argomenti di carattere tecnico e scientifico. I temi che coinvolgono l’ambiente, la salute del consumatore e la gestione del territorio, sempre più in prima pagina perché richiesti dalla società civile, necessitano di grandi professionalità, conoscenza, deontologia. È questo l’impegno storico dell’Unarga, cioè offrire a tutta la platea dei giornalisti italiani un bagaglio di competenze e strumenti affinché si elevi la loro preparazione professionale per poter sempre meglio affrontare tematiche e problematiche che dalle pagine di settore vanno oggi migrando con frequenza a quelle della cronaca: si tratta di notizie relative alle crisi alimentari, climatica, emergenze meteo, crisi energetiche, etc. L’impegno di questi anni delle varie Arga regionali nel settore della formazione, anche per quanto sopra affermato, dovrà intensificarsi e venir sostenuto dagli Ordini regionali. Alla Fnsi l’Assemblea congressuale dell’Unarga chiede ancor maggior controllo nei confronti degli editori che sottopagano, mal utilizzano e non valorizzano le professionalità esistenti ed entranti. Agli editori chiede un forte impegno a favore dell’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro giornalistico professionale con un giusto compenso, cosa oggi generalmente disattesa nonostante la Carta di Firenze”.

20221008 Congresso Unarga gli eletti

La tre giorni nella prima destinazione turistica “open air” d’Europa. «Cavallino Treporti è la prima destinazione turistica open air d’Europa, in particolare grazie alla presenza di una ricettività basata sui campeggi, che ha permesso di gestire con efficacia il periodo della pandemia, e che ha registrato 6 milioni e mezzo di turisti anche per questa stagione 2022. La nostra spiaggia è la prima del Veneto, la seconda spiaggia d’Italia e la sesta località turistica italiana. Cavallino Treporti è un comune giovane, ha vent’anni o poco più, ma le sue radici sono molto antiche. Il turismo è una risorsa importante, un’eccellenza, ma senza un tessuto a ridosso di queste grandi strutture open air, ci sarebbe un territorio senza un cuore e senza un’anima; questo cuore e questa anima vengono dati dall’agricoltura, dai servizi e, soprattutto, dalle comunità che vivono in questo splendido territorio», afferma la sindaca Roberta Nesto, anche presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa Veneta e coordinatrice del G20Spiagge, associazione che riunisce le venti maggiori città balneari italiane. Cavallino Treporti ha saputo fare del connubio agricoltura-turismo il motore dello sviluppo economico del territorio. Se ne è parlato ampiamente la mattina di sabato 8 ottobre, ospiti dell’azienda agricola di Stefano Valleri, associata a Coldiretti, specializzata sin dal 1957 nella produzione di ortaggi, oggi riconosciuta leader nella lavorazione e confezionamento di erbe aromatiche, verdura e frutta. Nel seminario, si sono confrontati Raffaele Scarpa (Cooperativa Bibione Cavallino), Mario Zanella (presidente cooperativa Saccagnana), Michele Borgo (Consorzio del carciofo violetto di Sant’Erasmo), Marco Bozzato (Azienda Agricola Bozzato), Francesco Scarpi (Azienda Agricola Scarpi Francesco), Roberto Scarpa (Azienda Agricola Scarpa Roberto), Gabriele e Massimo Bozzato (Società Adriamar), oltre ai rappresentanti di Coldiretti e Cia. “La nostra agricoltura è realizzata in terreni sabbiosi, sciolti, fertili e leggeri che si riscaldano facilmente, una nicchia climatica mediterranea che consente produzioni di qualità, inconfondibili per i loro sapori e profumi”, ha affermato Michele Borgo, presidente di Coldiretti Cavallino Treporti – “Non mi riferisco solo al famoso pomodoro ma anche ad insalatine da taglio, lattughe, fagiolini, cetrioli, peperoni e melanzane, carciofi violetti, asparagi “Montine”, giuggiole e frutta antica altrove scomparsa per sempre, valeriana disponibile anche d’inverno grazie alle serre riscaldate e al clima mite.” “Si Tratta di veri tesori preziosi della nostra terra, coltivati con la sapienza della tradizione agricola, oggi a rischio in questo momento drammatico- ha aggiunto il presidente di Coldiretti Andrea Colla.È seguito il pranzo al ristorante “La Tenuta”, alla presenza di molte autorità, tra cui il consigliere regionale Fabiano Barbisan.

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La tre giorni. Domenica 9  i giornalisti hanno effettuato un sopralluogo alla pista ciclopedonale di via Pordelio; un percorso panoramico, unico al mondo: sette chilometri, tra cui cinque realizzati su una struttura metallica, sospesa “a sbalzo” sulla Laguna, patrimonio dell’Unesco. Quindi hanno visitato il Museo Batteria Vettor Pisani, fortificazione costruita tra il 1909 ed il 1912 a difesa di Venezia. Prese il nome dal comandante supremo veneziano Vettor Pisani, che sconfisse la flotta genovese di Pietro Doria nella guerra di Chioggia del 1380. Il pranzo finale si è svolto presso la Casa della Pesca a Punta Sabbioni, punto di stoccaggio e vendita della piccola pesca artigianale. Ai giornalisti sono state presentate le attività ittiche della realtà, che riunisce quattro cooperative (due di Cavallino Treporti, una di Burano e una di Cortellazzo) con l’obiettivo di svolgere un’attività professionale, tutelando la biodiversità. È stato anche un banco di assaggio allestito dal Consorzio Vini Venezia in collaborazione con Ais Veneto. Iniziato al museo M9 di Mestre, venerdì 7 ottobre, il congresso si è poi svolto sabato 8, allietato d alcune specialità di Sigillo Italiano – Op Unicarve (Organizzazione produttori bovini di carne di qualità certificata unicarve Scarl) portate dal socio Argav Giuliano Marchesin e domenica 9 a Cavallino Treporti, dove i giornalisti sono stati ospiti del camping “Ca’ Pasquali Village”, una struttura a cinque stelle, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il “Superplatz 2022” per il turismo all’aria aperta dal più grande Automobile Club Tedesco (ADAC) ed il “Top Camping 2022” dall’Automobile Club olandese.

La Natura salverà il mondo, nostro malgrado

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav). Aveva ragione Dostoevskij! Perché la Natura è anche bellissima. Che la scienza non sia infallibile lo sappiamo bene. Il metodo scientifico parte dall’assoluta ignoranza di un argomento (come ci hanno spiegato bene Marco Paolini e Telmo Pievani ne “La fabbrica del mondo”), procede per ipotesi e verifiche con conferme o meno delle ipotesi. “E’ la modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile: esso consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi rigorosa, logico-razionale e, dove possibile, matematica di questi dati”. Non da verità assolute ma verità dinamiche che cambiano col tempo. Ciò che ci è dato sapere oggi sulle pandemie è che nascono da un salto di specie di virus; da specie selvatiche a noi umani (che siamo già ospitati da virus e batteri). Ciò perché noi uomini abbiamo sottratto tanto spazio alla Natura e continuiamo a sottrarla eliminando Habitat o compromettendoli in modo significativo. Questa è la causa più accreditata e verosimile del problema delle pandemie ma anche degli effetti della crisi climatica che si fanno sempre più evidenti.

In questa situazione in cui l’uomo sta perdendo o ha già perso il controllo di un pianeta che non gli appartiene (quindi inutile volerlo controllare, basterebbe l’umiltà di ascoltare un pianeta che sta soffrendo per l’eccessiva invadenza umana), nella situazione pandemica che stiamo vivendo, i vaccini sono uno strumento umano (e pertanto fallibile), che dà modo alla maggior parte delle persone di essere più protetti. Non vale per tutti, quindi, ma per la maggior parte (con percentuali di efficacia molto alte). E’ uno “scudo di latta” che ci può dare una buona protezione ma non una protezione assoluta. Dovremmo essere sempre consapevoli che ognuno di noi è un organismo olobionte, cioè costituito da tanti organismi tra cui miliardi di batteri e virus, molti dei quali ci sono indispensabili e che ci offrono protezione. Ma i vaccini, anche, non sono uno strumento che va ad agire sulle cause del problema bensì sugli effetti.

Il problema grave è che abbiamo occupato troppo spazio alla natura; e non è solamente un problema della Foresta Amazzonica ma anche molto più vicino a noi di quanto pensiamo. La Pianura Padana era una piccola foresta Amazzonica, deforestata al 99,9%. E’ per questo che gli Assessorati all’Urbanistica dovrebbero diventare gli Assessorati alla liberazione del Suolo e ciò è in linea con tutte le norme vigenti; anche e soprattutto della Regione Veneto. Si dovrebbero depavimentare le superfici impermeabili che non servono, dare più spazio a boschi, foreste, fasce boscate, siepi arboreo-arbustive… anche in città e vicino a noi.

Sempre dalla Natura, e in particolare dalle piante, arrivano buone notizie. Un gruppo di ricercatori canadesi ha elaborato un vaccino vegetale (tratto da Nicotiana benthamiana, nella foto in alto), già sperimentato su 24.000 persone con buoni risultati e che costa anche meno dagli attuali vaccini. Sembra che potrebbe essere utilizzato già da quest’anno e il fatto che sia un vaccino prodotto da un vegetale mi consola e mi dà fiducia, consapevole che si tratta sempre di un’opera fallace dell’uomo, uno “scudo di latta” in vista, speriamo, che gli uomini (e soprattutto gli amministratori), si rendano conto (studino e si informino), di quanto sia importante dare più spazio alla Natura, soprattutto nelle zone urbanizzate. Perchè da soli i vaccini non ci possono salvare ma proteggere solo un po’. Agiscono sugli effetti, non sulle cause. Della scienza dobbiamo un po’ fidarci (come d’altronde dobbiamo fare, senza sé e senza ma, nel caso di ictus, infarti, incidenti gravi, peritoniti,… ci portano all’ospedale e ci fanno quello che la scienza medica ha codificato sia meglio fare, e nella maggior parte dei casi fanno proprio dei miracoli), come dobbiamo invece essere consapevoli della necessità di un cambio di paradigma nei confronti della Natura. Sul documento “Strategia dell’UE per la biodiversità 2030 – riportare la Natura nella nostra vita” del 20 maggio 2020 si legge: “La Natura ci è indispensabile”.

La Natura, comunque, salverà il Mondo; che l’uomo riesca a capirlo oppure no.

Gennaio-settembre 2021: valore export vino veneto superiore a quello di Piemonte e Toscana messe insieme

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Poco prima di Natale sono arrivati dati ufficiali definitivi dell’ultima vendemmia nel Veneto. A fornirli è stata la Regione Veneto con il team del “Trittico Vitivinicolo”, costituito da Veneto Agricoltura e Avepa, in occasione dell’ormai “storico” focus di fine anno (svoltosi online causa pandemia) durante il quale è stato fatto anche il punto sull’export di vino veneto e l’andamento dei mercati internazionali.

La vendemmia 2021. I quintali di uva raccolta quest’anno in Veneto– hanno ricordato Luca Furegon di Avepa e Nicola Barasciutti della Direzione Agroalimentare della Regione del Veneto – sono stati poco più di 14 milioni, per l’esattezza 14,008 contro i 14,039 del 2020 (-0,22%) e i 13,159 del 2019 (+6,45%). Più in dettaglio, sono ben 11,415 i milioni di quintali di uva a Denominazione d’Origine (+14,88% rispetto al 2020) di cui 9,959 milioni di quintali di uva DOC (+15,68%) e 1,455 milioni DOCG (+9,68%), a conferma dell’altissima qualità complessivamente raggiunta dal vigneto veneto. Sono invece 11.746.774 gli ettolitri di vino prodotto nel 2021 nel Veneto, di cui il 71% DOC, il 10,44% DOCG e il 14,93% IGT, ovvero la quasi totalità della produzione regionale. Anche l’export di vino veneto sta andando a gonfie vele, visto che nei soli primi 9 mesi del 2021 le esportazioni hanno sfiorato 1,8 miliardi di euro, un valore addirittura superiore di quello registrato nell’intero 2019.

Isolamento e indipendenza non pagano. “Dal futuro incerto possono nascere straordinarie opportunità”. E’ questo il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura del Veneto, Federico Caner. “Negli ultimi due anni abbiamo assistito a una forte alterazione delle dinamiche domanda-offerta del settore vino. Oltre ad una sofferenza immediata, l’effetto più negativo è stata l’impossibilità di programmazione sul medio e lungo termine. Gli operatori hanno però dimostrato una grande capacità di adattamento alle mutate condizioni economiche e di mercato, dando prova di “resilienza”, anche mantenendo una corretta gestione dei volumi e delle richieste, concorrendo ad eliminare fenomeni speculativi e di riduzione della qualità del prodotto”. “Per affrontare le sfide del futuro – ha continuato Caner – in un settore strategico per il Veneto come quello del sistema vitivinicolo serve un pensiero globale: isolamento e indipendenza non pagano. Al contrario è necessario fare squadra tra i diversi elementi della filiera perché tutte le componenti possano essere riconosciute, attraverso un’equa distribuzione del valore aggiunto. Non dobbiamo avere paura di puntare in alto. Per raggiungere importanti obiettivi – ha chiuso l’assessore – servirà puntare sul capitale umano, investendo in formazione e informazione, sulla comunicazione delle nostre produzioni, che sono il nostro primo biglietto da visita e dovremo continuare a mantenere elevata l’attenzione al territorio e alla sua sostenibilità”.

Ache quest’anno il Prosecco DOC ha fatto la parte del leone con una produzione di 5,285 milioni di quintali di uva su una superficie di quasi 29.839 ettari; segue distanziato il delle Venezie con 1,455 milioni di quintali di uva raccolta su una superficie di 10.453 ettari. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG raggiunge invece 1,126 milioni di quintali (8.688 ettari), mentre il Valpolicella gli 838 mila quintali (8.572 ettari). Poi via via tutti gli altri vitigni tra cui il Soave (669 mila quintali; 5.277 ettari), il Venezia (378 mila quintali; 2.869 ettari), il Garda (345 mila quintali; 1.385 ettari), ecc. L’export di vino veneto sta viaggiando su binari quasi sconosciuti alle altre Regioni italiane. Francesco Alberti del Sistema Statisto Regionale e Gianni Bruno, direttore di Vinitaly di VeronaFiere, hanno rimarcato la straordinaria performance raggiunta nel periodo gennaio-settembre 2021 dal vino veneto: il valore dell’export è stato di 1,786 miliardi di euro, superiore di quello di Piemonte e Toscana messe assieme.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Presepio Artistico di Segusino (TV), l’edizione 2021 dedicata al tema “Mi curo di te”

Presepio Segusino particolare 2019 7I componenti dell’associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino (TV), non sanno a tutt’oggi se la situazione pandemica consentirà di aprire la visita al Presepio, giunto in occasione del Natale 2021 alla sua 35^ edizione, però ci sperano e ci credono, tanto che da fine agosto, nel rispetto delle normative vigenti, hanno e stanno ancora lavorando per proporre anche quest’anno una magica rappresentazione natalizia.

Il titolo di questa edizione è “Mi curo di te”. Il curarsi degli altri, gli Amici del Presepio lo hanno scoperto, o meglio riscoperto, durante i mesi di lockdown quando molti volontari si sono adoperati per aiutare i vicini di casa o i compaesani più deboli, ad esempio, nel fare la spesa o nel procurare medicine, oppure compiendo tante altre piccole azioni che in tempo di “pace” non avrebbero avuto più di tanta rilevanza, ma che invece in tempo di pandemia hanno assunto un significato enorme per chi le riceveva. E questo ha fatto riscoprire il sentimento di solidarietà che c’era ai tempi della povertà e che gli anni di ricchezza economica ha pian piano fatto sempre più scemare. Il Presepio 2021 raffigura alcune piccole storie di vita in cui ogni persona, in qualche modo, “si cura dell’altro” attraverso azioni semplici, come quelle vissute durante il lockdown da pandemia, senza però riferimenti espliciti alla pandemia stessa. Diversamente dalle passate edizioni, la Natività del Presepio Artistico di Segusino 2021 è immersa in un’ambientazione un po’ inusuale rispetto al solito, che richiama nello stile una borgata dell’Umbria. Con dei piccoli accorgimenti, farà capolino comunque anche il paesaggio veneto, unendo idealmente le due bellissime regioni italiane.

Ritorneranno a Segusino anche alcuni presepi ed allestimenti di “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, sempre con la speranza che nel periodo dicembre-gennaio le normative vigenti anti-covid ne consentano la visita. L’accesso al Presepio Artistico di Segusino sarà regolamentato dall’esibizione del documento previsto dalla legge in vigore al momento del periodo di apertura (periodo che sarà da Natale fino al 6 febbraio 2022). Inoltre, le modalità di afflusso saranno regolamentate  in base alle normative vigenti del periodo. Gli Amici del Presepio chiedono dunque comprensione per ogni disagio causato o per ogni richiesta volta al rispetto delle regole vigenti.

A Segusino in tanti, ma ben distanziati! Per conoscere gli orari di apertura, gli organizzatori del Presepio consigliano sempre di consultare il sito internet www.presepiosegusino.it (sez. orari), in quanto potranno esserci variazioni anche durante il periodo di apertura. Per rimanere aggiornati su tutte le informazioni e novità, invitano a seguire la pagina Facebook Presepio Segusino.

Fonte: Associazione Amici Presepio Artistico di Segusino