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22 dicembre, a Lonigo (VI) il consuntivo vendemmia 2016 in Veneto, con focus sui mercati internazionali

vendemmia7Il 22 dicembre, alle ore 10,00 a Lonigo (VI), nella cantina dei Colli Berici-Collis Group, si terrà il terzo e ultimo appuntamento del Trittico Vitivinicolo 2016, promosso da Regione Veneto, Veneto Agricoltura-Europe Direct e Avepa. Nell’occasione, saranno presentati i dati definitivi dell’ultima vendemmia nel Veneto e affrontate alcune importanti questioni in tema di mercati internazionali ed export di vino veneto.

A moderare il dibattito, il consigliere Argav Renzo Michieletto.  Ore 10:00 Saluti Giancarlo Lechthaler –  direttore del Gruppo Colli, Alberto Negro, direttore di Veneto Agricoltura, Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto. Ore 10:30 Consuntivo della vendemmia 2016 nel Veneto Produzioni e certificazioni dei vini veneti, Alessandra Muffato -Regione Veneto, Sezione Competitività Sistemi Agroalimentari, Luca Furegon–Avepa, Settore Produzioni Agricole. Ore 11:00 L’export del vino veneto e i flussi internazionali Maria Teresa Coronella – Regione Veneto Sezione Sistema Statistico Regionale. Ore 11:20 I competitor internazionali del vino veneto Antonio De Zanche–Veneto Agricoltura. Ore 11:40 Operare sui mercati internazionali del vino, Alessio Del Savio – Mionetto Spa, Luigi Bersano  – Mondo del Vino Spa. Ore 12.20 Discussione, moderata dal consigliere Argav Renzo Michieletto di Veneto Agricoltura – Ufficio Stampa Europe Direct Veneto.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Ripasso, la denominazione Valpolicella alza l’asticella della qualità, d’ora in poi solo “Superiore”

Uve ValpolicellaA distanza di sei anni dalla “nascita” della Denominazione di Origine Protetta “Valpolicella Ripasso”, la filiera opera un primo importante restyling per identificare in modo preciso e puntuale “lo stile del Ripasso”. Dopo l’approvazione deIl’assemblea straordinaria del 14 dicembre, il suo nome cambierà in Valpolicella Superiore Ripasso a sottolineare la riqualificazione apportata dalle modifiche nel segno di una qualità che parte dal vigneto e si consolida in cantina con la migliore definizione delle tecniche di produzione escludendo il “doppio ripasso” e il “taglio”.

Primo vino della Valpolicella in volume e secondo in valore dopo l’Amarone. Un passaggio cruciale e dovuto per il vino della Valpolicella che è diventato il primo vino della Valpolicella in volume – 210 mila ettolitri nel 2015, contro i quasi 15 mila del Valpolicella e i 10 mila circa dell’Amarone, per una variazione nell’ultimo quinquennio, rispettivamente, del 46,7%, del -15,9% e del +8,1% – ed è il secondo in valore dopo l’Amarone. “Il Valpolicella Ripasso – sottolinea a questo proposito Christian Marchesini, presidente del Consorzio di Tutela Vini Valpolicella – è un motore importante per la Denominazione, sia sotto il profilo commerciale sia nel più delicato ambito degli equilibri produttivi delle Dop Valpolicella. Con circa 26 milioni di bottiglie all’anno e un ottimo rapporto qualità/prezzo, rappresenta il driver degli altri vini in molti mercati dove l’Amarone resta il prodotto di lusso per le occasioni speciali”.

La metodologia di produzione. Va fatta una premessa circa il metodo di produzione di questo vino che porta il nome di una pratica antichissima della zona veronese. Il “ripasso”, appunto, che prevede la rifermentazione del vino Valpolicella su una base di vinacce e vino atto a divenire “Recioto” o “Amarone”. Tuttavia, se in origine questo procedimento era finalizzato a rafforzare la struttura del vino di vendemmia nelle annate meno favorevoli, nel tempo si è trasformato in una vera e propria scelta stilistica delle aziende. Il grandissimo successo del Ripasso sui mercati internazionali (Usa 21%; Regno Unito 16%; Germania 13%; altri mercati UE 10%; Svezia 5%; Russia e Cina 5%) e le conseguenti sollecitazioni provenienti dai gusti dei consumatori, unitamente ad alcuni passaggi del disciplinare poco definiti, hanno reso necessario introdurre delle precisazioni per ancorare il Ripasso alla riconoscibilità conferita dal terroir, pur nell’interpretazione del singolo produttore.

Le modifiche al disciplinare di produzione del Valpolicella Ripasso proposte dal Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella chiariscono alcuni passaggi tecnici trascurati nel 2010. “Il percorso di modifica – spiega Olga Bussinello, direttore dell’Ente di Tutela – è partito quasi due anni fa attraverso un’analisi dei prodotti presenti sul mercato, variegati e a volte troppo moderni. Abbiamo cercato di evidenziare i punti comuni sotto il profilo organolettico, per tradurli in uno stile che esalti il ‘saper fare’ del produttore con la territorialità del vino”. L’introduzione del termine “Superiore” nel nome della Denominazione sancisce il salto di qualità sin dalle scelte in vendemmia. Soltanto le uve che abbiano i requisiti minimi legati alla menzione “Superiore”, come ad esempio il titolo alcolometrico naturale minimo dell’11% vol., potranno essere destinate al Valpolicella Superiore Ripasso, che – altro parametro qualitativo fissato – dovrà avere un titolo alcolometrico effettivo al consumo non inferiore al 13% vol. Altre modifiche fanno chiarezza sulla tecnica di cantina con l’obiettivo di innalzare e uniformare la qualità verso l’alto. L’operazione di ripasso verrà definita dal nuovo disciplinare come “rifermentazione in un’unica soluzione”, sgombrando il campo da equivoci circa il “doppio ripasso”, pratica che si è erroneamente diffusa. Le vinacce utilizzate dovranno includere una frazione liquida di vino atto a divenire Amarone o Recioto compresa tra il 10% e il 15% rispetto al totale di vino Valpolicella da ripassare. Una precisazione molto importante perché esclude chiaramente il “taglio”, cioè l’utilizzo nel ripasso di vino finito declassato. Le vinacce dovranno avere un residuo zuccherino minimo di almeno 10 g/L e l’operazione di ripasso dovrà avere una durata minima di tre giorni.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio tutela vini Valpolicella

Vendemmia 2016 in Unione Europea, meno quantità ma più qualità

vendemmia1Quest’anno la produzione di uva nell’UE risulta inferiore rispetto al 2015, soprattutto a causa delle condizioni climatiche avverse registrate in alcune regioni vitivinicole. La qualità del vino però si annuncia buona. Lo ha detto il presidente del Gruppo di lavoro “Vino” di Copa-Cogeca, Thierry Coste, ricordando quanto l’annata vitivinicola 2016, più che negli anni passati, sia stata influenzata da forti siccità in alcuni Stati Membri e gelate e grandine in altri.

Italia principale produttore europeo. La vendemmia europea, di conseguenza, non risulta abbondante, ma in compenso si prevede una buona qualità dei vini. Le stime mostrano che la produzione è inferiore nella maggior parte dei Paesi. L’Italia resta il principale produttore europeo, con 50,3 milioni di ettolitri di vino, rispetto ai 51,5 milioni del 2015; buona la qualità e impennata delle esportazioni. In Francia, invece, la produzione dovrebbe diminuire del 12%, raggiungendo i 42 milioni di ettolitri; la qualità è alta e le esportazioni sono agli stessi livelli dello scorso anno. In Spagna la vendemmia risulta leggermente inferiore, arrivando a circa 41,5 milioni di ettolitri, rispetto ai 42,21 milioni di ettolitri del 2015; esportazioni da record.

Distanziati gli altri Paesi. In Germania si prevede una produzione di 8,55 milioni di ettolitri rispetto agli 8,87 milioni di ettolitri dello scorso anno. La produzione portoghese dovrebbe diminuire addirittura del 20%, raggiungendo i 5,6 milioni di ettolitri rispetto ai 7 milioni del 2015, ciò a causa delle condizioni climatiche avverse che hanno colpito le principali regioni vitivinicole. Anche in Ungheria i produttori hanno patito danni causati dalle gelate, ma le perdite non sono state pesanti quanto ci si aspettasse, con una produzione che dovrebbe raggiungere i 2,75 milioni di ettolitri, superando leggermente il risultato del 2015. La produzione austriaca dovrebbe raggiungere 1,75 milioni di ettolitri, registrando un calo dei livelli rispetto allo scorso anno, dovuto essenzialmente ai danni causati dalle gelate. Infine, nella Repubblica Ceca si prevede un’annata di buona qualità, sebbene la produzione sia annunciata in calo, scendendo a 550.000 ettolitri rispetto ai 740.000 del 2015.

Fonte: Europe Direct Veneto

Vino: il Testo Unico è legge

Vino con grappoloCon l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, dal 28 novembre 2016 il Testo unico del vino è legge. “Finalmente diamo ai produttori una sola legge di riferimento con 90 articoli che riassume tutta la normativa precedente. Un’operazione di semplificazione che era attesa da anni e che consente di tagliare burocrazia, migliorare il sistema dei controlli, dare informazioni più trasparenti ai consumatori. Col Testo unico possiamo contribuire a rafforzare la crescita di un settore che già oggi vale più di 14 miliardi di euro e con un export che supera i 5,5 miliardi”, ha commentato il Ministro Maurizio Martina.

La legge si concentra in particolare su un’operazione concreta di semplificazione su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio. Un’unica legge di riferimento per il settore con un impianto chiaro che favorisce i produttori e gli operatori del settore e che porta a uno snellimento burocratico molto importante. Spazio all’innovazione con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza.

Tra le novità apportate dalla riforma è prevista una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti eroici o storici al fine di promuovere interventi di ripristino recupero e salvaguardia di quei vigneti che insistono su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico. Importante innovazione anche nella tutela del prodotto contro la contraffazione. I controlli sulle imprese del settore vitivinicolo confluiscono nel registro unico dei controlli (RUCI) a prescindere se siano o no imprese agricole.

A questo link, si può scaricare la versione integrale del testo del Disegno di Legge.

Fonte: Servizio Stampa Ministero delle Politiche Agricole

Prezzi uve 2016 in Veneto, Treviso e Padova meglio di Verona, varietà Glera (Prosecco) spicca il volo

prosecco2Esaminando i dati delle Borse Merci delle Camere di Commercio di Verona, Treviso e Padova, si calcola che quest’anno l’incremento medio del prezzo delle uve ha raggiunto nel Veneto un +5,5% rispetto al 2015.

I diversi prezzi. Tuttavia, nel confronto tra le diverse province, è possibile osservare come le quotazioni sulla piazza di Verona siano rimaste mediamente invariate rispetto al 2015 (+0,3%), mentre a Treviso e Padova si registra un incremento rispettivamente pari all’8,7 e all’8%. Ne consegue che mentre Verona conferma un prezzo medio di 0,69 euro per chilo di uva raccolta, Treviso consolida la leadership regionale con una media di 0,83 €/kg, mentre Padova riduce il distacco da Verona salendo a 0,53 €/kg. Il prezzo medio per l’intera regione è calcolato in 0,68 €/kg.

I vitigni/1. L’analisi all’interno delle diverse tipologie di uva consente di individuare nella presenza o meno di uve Glera, utilizzate per la produzione del Prosecco nelle sue diverse denominazioni, la discriminante più importante tra l’andamento delle quotazioni veronesi e quello delle altre province. A Treviso le quotazioni delle uve Glera sono risultate in aumento rispetto all’anno precedente, ma in misura diversa a seconda della tipologia: Cartizze Docg +4,2%, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene Docg +9,1%, Prosecco Doc +15,4%. A Padova il prezzo della Glera per la produzione di Prosecco Doc è salito del 20% e analogo aumento è stato osservato per il Serprino Doc, un vitigno riconducibile alla famiglia dei Prosecchi.

I vitigni/2. Per quanto riguarda le altre tipologie di uva, quelle utilizzate per la produzione dei rossi veronesi hanno avuto quotazioni stabili o in calo (Bardolino -6,6%, Amarone -2,3%, Valpolicella invariato). In leggero calo anche Custoza (-4,7%) e Soave (-2,8%), in aumento le quotazioni delle uve Valdadige Doc (+12,5%), Chardonnay e Pinot Bianco Igt (+6,3%) e Lugana Doc (+2,8%). A Treviso, oltre alla varietà Glera, sono risultati in crescita i prezzi di tutte le tipologie tranne Pinot bianco e Chardonnay Igt (-8,6%), Tai Igt (-11,8%) e Pinot nero Igt (-4,8%). Da notare i significativi aumenti delle quotazioni delle uve complementari utilizzate per il taglio con Prosecco Doc (+29%) e delle rosse comuni, Merlot e Malbeck (+20%). Sulla piazza di Padova, oltre alle uve già citate, hanno beneficato di rilevanti incrementi di prezzo la Rabosa Igt (+20,6%) e soprattutto la Friulara Docg Bagnoli che ha più che raddoppiato la propria quotazione (+140%). In calo invece le uve del Colli Euganei Fior d’Arancio Docg (-8%).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Oggi a Padova i vignaioli dei colli Euganei si raccontano attraverso i vini di ieri, oggi e domani. E per chi non potesse andare nella città del Santo, c’è sempre il MuVi a Vo’.

novembre-patavino(di Marina Meneguzzi) Oggi, domenica 20 novembre, dalle 13 alle 20, nella sala Rossini del Caffè Pedrocchi di Padova, 18 cantine socie del Consorzio Tutela vini Colli Euganei si raccontano agli eno-appassionati in un percorso di degustazione tra passato, presente e futuro. Ogni produttore proporrà, infatti, 3 vini: il vino che rappresenta la memoria storica dell’azienda, il vino motivo di orgoglio di oggi, una prova di botte o l’ultimo nato che sarà il vino di domani. Alle 18.00, in Sala Egizia, a raccontarsi saranno invece Massimo Carlotto, romanziere, Maurizio Camardi, musicista, Gigi Peruzetto, vignaiolo e co-protagonista dell’ultimo libro di Carlotto (ingresso libero alla manifestazione, per chi volesse degustare i vini, costo 10,00 euro).

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i soci Argav all’ingresso del MuVi

MuVi, un’offerta museale accattivante ed esaustiva. I soci Argav hanno avuto la possibilità di assaggiare alcuni dei vini presenti al Pedrocchi, peraltro davvero interessanti, in occasione della visita al MuVi (Museo del vino), effettuata a Vo’ lo scorso 18 novembre. Accompagnati da Andrea Gianesini, segretario del Consorzio e nostro cicerone e Lisa Chilese, responsabile promozione e sommelier, abbiamo visitato la struttura inaugurata nel 2015 ed ospitata all’interno dell’edificio in cui si trovano anche gli uffici del Consorzio di Tutela. Proprio la condivisione degli spazi con altre realtà associative, hanno guidato la realizzazione del percorso museale verso una proposta informativa fatta di documenti, fotografie e testi, limitando la parte espositiva ad alcuni oggetti. Accattivante ed esaustiva, in ogni caso, l’offerta museale, ad iniziare dalle suggestioni “magmatiche” di esplosioni sottomarine che catturano l’attenzione del visitatore all’ingresso, per comunicare una delle caratteristiche principali del terroir dei colli Euganei, l’origine vulcanica.

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Un brindisi durante la degustazione a fine visita del MuVi con i nostri anfitrioni, Andrea Gianesini e Lisa Chilese

Il museo consente di apprendere la storia della viticoltura nell’area euganea, dalla genesi ad oggi, attraverso distinte sezioni dedicate a clima, terroir e pedologia, coltivazione della vite e produzione del vino nel tempo (dai primi insediamenti dei Veneti antichi al Medioevo, dall’Illuminismo e la Serenissima all’Ottocento, narrando la rivoluzione della viticoltura). Particolare attenzione viene data alle eccellenze vinicole del territorio, mettendo in risalto origine e storia del Moscato e del Serprino, la nascita della Festa dell’uva a Vo’ e del Consorzio Tutela dei Vini. In conclusione alla visita museale, viene prevista solitamente anche una degustazione, effettuata in una bella sala allestita con materiale didattico adatto a far scoprire le qualità olfattive e gustative dei vini euganei (prenotazioni visite guidate tel. 049-5212107).

 

Francia, Germania e Italia a confronto sul futuro della viticoltura e del turismo sostenibile per i 50 anni della Strada del Prosecco

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCGVenerdì 11 novembre, a partire dalle ore 16,00, la storica Villa Brandolini in Solighetto (TV) ospiterà un momento di confronto tra 3 prestigiose aree enoturistiche europee: quella francese di Bordeaux, quella tedesca del Palatinato e quella italiana del Conegliano Valdobbiadene. Nell’incontro, un articolato programma tratterà le tematiche utili per comprendere il futuro dei territori vocati al turismo enogastronomico: un convegno fortemente voluto dell’Associazione Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, presieduta da Isidoro Rebuli, per celebrare i 50 anni della strada del vino, inaugurata nel 1966.

In programma. Si parlerà dell’evoluzione della viticoltura nell’area Conegliano Valdobbiadene negli ultimi 50 anni, di proposte per una viticoltura sostenibile e del valore e del futuro delle Strade del Vino del Veneto. Si ascolteranno le testimonianze legate ad esperienze di turismo sostenibile e responsabile, delle possibili sinergie tra regioni vinicole del mondo e dei progetti per il riciclo dei tappi in sughero. Lo si farà dando voce a Florence Maffrand, manager presso La Cité du Vin di Bordeaux, il monumentale ed avveniristico luogo dedicato alla cultura mondiale del vino, Martin Franck direttore della Deutsche Weinstrasse, la più antica strada del vino del mondo nata nel 1935 nella regione del Palatinato; Diego Tomasi, direttore del Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano; Filippo Taglietti, direttore tecnico del Consorzio per la Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Docg; Carlos Veloso Dos Santos, amministratore delegato di Amorim Cork Italia, fondatore del progetto ETICO; Paolo Rosso, direttore Direzione Turismo Regione Veneto. Modera Paolo Corbini (Associazione Nazionale Città del Vino). Per maggiori informazioni e programma: Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene

Fonte: Servizio Stampa Strada del Prosecco

13 novembre 2016, torna a Venezia “Amaron’è”

amaron_eIl 13 novembre torna a Venezia per la seconda edizione “Amaron’è“, evento creato da Fondazione Italiana Sommelier e che vede protagonista il vino principe della Valpolicella, l’Amarone.

Le annate in degustazione. Nel Casinò, Ca’ Vendramin Calergi, sul Canal Grande, dalle ore 10.30 alle ore 18, si vivrà una giornata dedicata alla degustazione e alla conoscenza dei vini delle Famiglie dell’Amarone d’Arte, che avranno come partner il Consorzio di Tutela del riso Vialone Nano IGP e il Consorzio del formaggio Monte Veronese DOP assieme ad altri prodotti tipici veronesi (olio, distillati e salumi). Ai banchi d’assaggio saranno presenti Amaroni delle annate 2010/2011 mentre, in tarda mattinata e nel primo pomeriggio, si potrà partecipare, su prenotazione, a due degustazioni d’eccezione sull’annata 2007, mettendo a confronto le differenti aree di produzione dell’Amarone, guidate da Massimo Billetto, sommelier e noto docente nazionale. L’evento è realizzato in collaborazione WAF – Design for wine. Per info e prenotazioni:  tel. 347-3441102 Mail – segreteria.venezia@fondazionesommelierveneto.it
Hashtag: #fondazioneso

Fonte: Fondazione Italiana Sommelier Veneto

Paesaggi terrazzati, se ne parla al terzo incontro mondiale in corso in Italia. Prima delle 10 tappe previste, la Valpolicella, nel veronese.

marogneDopo le edizioni cinese (Mengzi 2010) e peruviana (Cusco 2014), è in corso in  Valpolicella, terra dell’Amarone, la prima delle 10 tappe del III Incontro mondiale dell’International Terraced Landscapes (ITLA), che si sta svolgendo in Italia (6-15 ottobre 2016). Focus del meeting è comprendere e orientare il futuro dei paesaggi rurali terrazzati del mondo. L’incontro veneto è stato organizzato dalla Regione Veneto con l’Università di Padova, l’International Terraced Landscape Association e l’Università IUAV di Venezia.

Marogne. In Valpolicella, gli esperti mondiali hanno potuto ammirare i paesaggi terrazzati su cui si snodano 222 chilometri di marogne – i muretti di pietra che sostengono i vigneti in pendenza – e conoscere il percorso intrapreso dal Consorzio di Tutela Vini Valpolicella per il mantenimento di questi muretti a secco nel quadro dell’attività di sensibilizzazione dei propri soci verso progetti di qualificazione ambientale. Spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio: “Stiamo lavorando contemporaneamente su due fronti, in primo luogo stiamo perfezionando la pratica di  riconoscimento della Valpolicella come “Paesaggio rurale di interesse storico” e, sul fronte operativo, da tempo stiamo lavorando sulla sostenibilità ambientale, con il protocollo di certificazione di prodotto volontariaRiduci Risparmia Rispetta” (RRR) che contempla non solo gli aspetti di conduzione agronomica, la biodiversità vegetale e animale, anche nel terreno, ma anche il rispetto della conformazione esistente del paesaggio e, quindi, la manutenzione degli elementi che lo disegnano, come appunto le marogne. Si tratta di una certificazione di area che considera il processo produttivo a tutto tondo: l’ambiente e le risorse, tra cui il paesaggio, e la tutela degli abitanti. Dall’annata 2016, dopo cinque anni di applicazione sul territorio, il protocollo è stato certificato: superato il controllo di un organismo terzo, il marchio RRR potrà essere apposto sulle bottiglie”.

Al termine delle 10 tappe, un manifesto da presentare al Governo. I convegni tematici che si svolgono durante l’Incontro mondiale ITLA sono finalizzati a raccogliere le idee degli esperti e degli attori che a vario titolo lavorano sui territorio per approdare a un documento finale, un manifesto, da presentare al ministro Martina. Un documento in cui verranno individuate le aree di intervento sui paesaggi terrazzati italiani e i soggetti che potrebbero portare un contributo. Durante il confronto svoltosi a Villa Spinosa (a Negrar in Valpolicella), particolare interesse ha riscosso tra gli esperti presenti il protocollo RRR per le sue basi scientifiche importanti e per contemplare il suolo quale risorsa “non rinnovabile” la cui tutela è irrinunciabile, tanto da individuarlo come protocollo di sostenibilità di cui generalizzare l’applicazione. La candidatura della Valpolicella a ‘Paesaggio rurale di interesse storico’ è stata accettata dal Ministero delle Politiche Agricole e il dossier, per arrivare al riconoscimento, è in via di definizione. Sottolinea Bussinello: “Una sfida non facile perché le denominazioni dei vini Valpolicella (Valpolicella, Ripasso, Amarone e Recioto) si estendono su ben 19 municipalità. Il paesaggio è patrimonio non solo dei viticoltori, ma anche di tutti gli altri cittadini dei 19 Comuni. Gli impegni di tutela e valorizzazione dovranno essere assunti non solo dai produttori vitivinicoli, ma anche dalle Amministrazioni!”. “I paesaggi, e in particolare quelli in pendenza e terrazzati in aree come la Valpolicella non sono oggi a rischio di abbandono, ma di ‘trasformazione’ per gli elevati costi di gestione e per la perdita della sapienza necessaria per la manutenzione e la costruzione dei muri a secco”, aggiunge Christian Marchesini, presidente del Consorzio.

Fonte: Consorzio Tutela vini Valpolicella

Vitivinicoltura in Italia, cambiamenti e prospettive al centro dell’evento di formazione Ordine dei Giornalisti del Veneto realizzato in collaborazione con Artevino e Argav

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Il parterre dei relatori insieme al socio Argav Gian Omar Bison (secondo da dx), co-promotore del corso

Venerdì 4 novembre 2016 a Verona, nella sala conferenze “Erminio Lucchi” (piazzale Olimpia 3), dalle ore 14.30 alle ore 18.30, si terrà l’evento di formazione per giornalisti “Panorama vitivinicolo, la rivoluzione degli ultimi 30 anni” proposto dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto e realizzato in collaborazione con Artevino e Argav (4 crediti, posti disponibili 180, già pubblicato nella piattaforma Sigef).

Relatori e temi. Introduzione: Com’è cambiato il panorama viticolo nazionale negli ultimi trent’anni. Situazione e prospettive. (Attilio Scienza – Università di Milano); I format della degustazione. Oggettività e soggettività della degustazione. La grammatica del vino tra omologazione e standardizzazione. (Roberto Gardini – Docente Alma e AIS); Comunicare e promuovere il vino. Metodi di comunicazione, commercializzazione e marketing tra vecchi e nuovi strumenti: fiere e reti vendite, web marketing e social advertising, e-commerce, applicazioni smartphone (Thomas Bandini – Vinitaly Wine Club).Alla fine dei lavori,  si svolgerà una degustazione didattica guidata da Roberto Gardini.