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Il corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura FIS-Argav scopre gli “acini nobili” di Maculan

Soci Argav Maculan(di Omar Bison) Venerdì 13 novembre scorso, a Breganze (Vi), ospiti dell’Azienda vitivinicola Maculan, si è svolta la seconda “lezione” del corso base per giornalisti/comunicatori del vino, promosso in collaborazione da ARGAV, UNAGA e FIS Veneto (Fondazione Italiana Sommelier).

“Acini Nobili”. E’ stata l’occasione per apprendere nozioni interessanti sotto la guida attenta di Mariucia Pelosato e per degustare vini importanti, caratteristici, diversi ma tutti dotati di grande personalità: Gewurtztraminer dell’Abbazia di Novacella in Alto Adige; Five Roses (rosato cerasuolo, novanta per cento negro amaro e dieci per cento malvasia nera) dell’Azienda Leone De Castris; il Principe di casa Maculan: gli “Acini Nobili” di uva vespaiola. Un passito di nicchia, quest’ultimo, che supera i duecento grammi litro di residuo zuccherino, gran corpo, struttura e persistenza aromatica; che conosce un percorso cadenzato e funzionale di affinamento e che soprattutto risulta equilibrato, per la tipologia, non scadendo nello stucchevole. Nell’eccesso di “sciropposità”.Se la vespaiola è il biglietto da visita di Breganze e di Maculan, di colline vulcaniche e tufacee in grado di conferire ai vini imprintig distintivi, Acini Nobili è il Top di gamma. Dalle stesse uve appassite da cui si ricava il Torcolato, gli acini attaccati da Botritys Cinerea, la cosiddetta muffa nobile responsabile di morbidezza e rotondità gustativa, vengono scelti uno ad uno per diventare “Acini Nobili”.

L’evoluzione nel Dna aziendale. La visita in azienda è poi proseguita con Angela Maculan, figlia di Fausto, l’artefice del miracolo Maculan, subentrato in azienda al padre sin dagli anni settanta del secolo scorso. Curioso, sperimentatore, innovatore in un azienda specializzata nella vinificazione, nelle pratiche di cantina, priva, allora, di un ettaro di vigneto. Oggi gli ettari di proprietà sono 50, ed esporta in ben 19 paesi nel mondo. Tolti il Tai (l’ex Tocai, Rosso in questa zona) e la Vespaiola, i vitigni lavorati sono i classici internazionali, in purezza o blend, nel caso del Brentino (cabernet sauvignon e Merlot), bordolese. Il prossimo appuntamento del corso Argav – FIS a Gennaio presso l’Azienda Speri Viticoltori di Pedemonte (Vr).

Corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura Argav-FIS Veneto, prima tappa alle “Carline” di Lison Pramaggiore (Ve)

Corso FIS ARGAV Le Carline

Soci Argav in visita a Le Carline

(di Gian Omar Bison) L’Italia delle tante eccellenze agroalimentari ha nel vino la migliore espressione del “made in Italy” di qualità certificata e riconosciuta per grandissima parte. Dalle DOP fino al vino biologico, i produttori nazionali legano alle peculiarità dei nostri climi, alle vocazioni dei territori e dei sistemi di allevamento delle uve e di produzione dei vini codificati e controllati, per raggiungere nei vini qualità e finezza di livello internazionale.

Nel veneziano, la prima tappa del corso. Nel Veneto, che in questo fa la parte del leone, due settimane fa siamo andati a conoscere come ArgavUnaga l’azienda vitivinicola Le Carline, di Daniele Piccinin e famiglia,  a Pramaggiore (Ve). Occasione data dal corso di avvicinamento al vino e alla vitivinicoltura promosso dall’Argav insieme con FIS Veneto (Fondazione Italiana Sommelier), associazioni che su questo hanno costruito un protocollo d’intesa.

Un’azienda vitivinicola specializzata in vino bio, ma anche vini per vegani e vegetariani. Alle Carline gli argomenti sono spaziati dalla viticoltura, all’economia, all’export, oltre al biologico. Che non è solo una filosofia produttiva specifica, astratta, basata su convinzioni che vanno dalla presunta maggiore salubrità del prodotto finito o maggiore rispetto dell’ambiente. Allevare uve e produrre vino biologico seguendo le prescrizioni del Regolamento europeo 203/2012, potendosi per questo fregiare del marchio “vino biologico”, significa rivolgersi ad una fetta specifica di consumatori di vino nel mondo. Un target mirato, che esiste da anni e che ha la pretesa di brindare con prodotti esclusivi e caratteristici, anche da un punto di vista organolettico. Le Carline, dal 1988, sotto la guida di Daniele, con la moglie Diana e i due figli, seguendo la tradizione del padre Aurelio, produce 4000 quintali circa di uve biologiche, per vini tutti certificati ICEA (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale); inoltre, vinifica bottiglie per vegani e vegetariani. Tutto codificato da specifici disciplinari di produzione, controlli compresi.

Siamo in una terra di mezzo, nel Veneto Orientale,  al centro dell’area DOC Lison–Pramaggiore, Doc Venezia e Lison DOCG tra Venezia, Treviso e Pordenone.  “Coltivare biologico – puntualizza Daniele Piccininsignifica secondo noi non sfruttare le piante e il terreno per ottenere uve di ottima qualità, ricche di aromi intensi, vinificate in azienda con la convinzione di ottenere un prodotto finale eccellente e salubre. Inoltre abbiamo voluto intraprendere la strada della produzione di vini senza l’aggiunta di solfiti, ne di altri coadiuvanti enologici”. E poi percorsi di certificazione specifici richiesti per l’esportazione mirata in Paesi come il Canada, la Cina e gli Stati Uniti. Principi generali quelli sposati alle “Carline”che poi si ritrovano, ad esempio, nelle tecniche di appassimento del Dogale, Verduzzo Friulano pluridecorato anche recentemente al Concorso della Città del Vino, che matura in appassitoio, naturalmente, secondo le condizioni climatiche. Ma vale anche, ovviamente, per le lavorazioni in vigna, dalle attenzioni prestate alla potatura verde al non utilizzo di anticrittogamici o insetticidi di sintesi. Da tutto questo sono nati tra gli altri, il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Cabernet, il Bianco ed il  Merlot.

Prossima tappa del corso FIS-ARGAV nel vicentino. Il secondo appuntamento del corso di avvicinamento al vino e alla viticoltura è in programma il 13 novembre all’azienda Maculan di Breganze (Vi).

9 ottobre 2015, al via il corso di avvicinamento alla degustazione del vino FIS-ARGAV

bicchiere_di_vinoNell’ambito dell’accordo di collaborazione firmato da ARGAV con Fondazione Italiana Sommelier, prenderà il via il 9 ottobre per terminare il 15 gennaio 2015 il corso di avvicinamento alla degustazione del vino (max 16 partecipanti), che si terrà in 4 importanti cantine venete.

Programma. Le lezioni si terranno dalle ore 17,15 alle 20,30. Dopo la parte teorica, seguirà quella pratica con la degustazione guidata di 3 vini per ogni serata, di cui uno della cantina ospitante.  Venerdì 9 ottobre 2015 nella cantina Az. Agricola Le Carline (via Carline 24, Pramaggiore-Venezia tel. 0421799741 ) si parlerà di “Tecnica della degustazione“, docenti saranno Mariucia Pelosato e Massimiliano Masini. Venerdì 13 novembre 2015 nella cantina Az. Agricola Maculan (via Castelletto 3, Breganze-Vicenza, tel. 0445-873733) si parlerà di “Enologia e produzione del vino bianco, rosso  e rosato“, docenti Mariucia Pelosato e Paola Dallemulle. Giovedì 3 dicembre 2015,  nella cantina Az. Agricola Cecchetto (via Piave 67, Tezze di Piave-Treviso, tel. 0438-28598), si parlerà di “Produzione vini spumanti, dolci, e speciali gli strumenti di lavoro ed elevazione di cantina botti, barrique e bottiglie“, docenti Filippo Busato e Mauro Businaro. Venerdì 15 gennaio 2016, nella cantina Speri Viticoltori (via Fontana 14, Pedemonte-Verona, tel. 045-7701154), si parlerà di “Conservazione del vino, principali difetti (tappo) temperature di servizio e bicchieri, guide mode e scheda a punteggi“, docenti Raul D’Alessandro e Nicola Campanini.

La Jury des Prix dell’OIV (Organisation internationale de la Vigne et du Vin) assegna la menzione speciale al libro “Il vino nella storia di Venezia”

Il vino nella storia di Venezia_copertinaL’ Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha premiato “Il vino nella storia di Venezia – Vigneti e cantine nelle terre dei dogi tra XIII e XXI secolo” con la Menzione speciale del prestigioso concorso internazionale che premia ogni anno i libri migliori che riguardano il mondo del vino. La cerimonia di consegna del Premio si terrà lunedì 19 ottobre alle ore 19 presso l’Ambasciata di Romania a Parigi.

Il Premio. “Il vino nella storia di Venezia – Vigneti e cantine nelle terre dei dogi tra XIII e XXI secolo”, edito da Biblos (www.biblos.it), ha ricevuto la Menzione speciale nella categoria “Storia e belle arti”. I riconoscimenti assegnati dalla Giuria dei Premi dell’OIV ogni anno sono un punto di riferimento e riconoscimento internazionale nel mondo del vino. Il Premio della Giuria viene assegnato da molti anni ai migliori libri pubblicati nel corso degli ultimi due anni in ambito scientifico, tecnico, economico, giuridico, geografico, storico, ma anche nei settori della salute, della letteratura e delle belle arti. E dal 2010, per promuovere la scoperta dei vini e la cultura del vino, sono state aggiunte delle categorie che permettono un approccio edonistico e multiculturale: l’abbinamento tra vino e cibo, scoperta e presentazione dei vini, vini e territori di tutto il mondo.

Nel libro, il progetto di recupero di antichi viti. “Il volume raccoglie i contributi di alcuni tra i massimi conoscitori della storia del rapporto tra Venezia ed il vino – afferma Carlo Favero, direttore del Consorzio e curatore del libroquali Alvise Zorzi, il prof. Attilio Scienza e altri professionisti dell’Università di Padova, Milano, Venezia, Modena e Reggio Emilia, del Cra di Conegliano, del Cirve di Conegliano, dell’Archivio di Stato di Venezia, dell’Accademia italiana della vite e del vino. Una pubblicazione che costituisce una base per una moderna storia dell’enologia nella città lagunare e del suo entroterra”. Il libro raccoglie i risultati del progetto di recupero delle antiche viti che ha permesso di dare nuova vita al patrimonio viticolo della città lagunare con la realizzazione di due autentici musei naturali, uno sull’isola di Torcello e l’altro all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi. “Concepire un libro che racconti la lunga e complessa storia di Venezia, utilizzando il vino come trama, è un modo originale ed efficace di condurre il lettore ed il visitatore attraverso la città ed i suoi territori di un tempo – spiega Giorgio Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia – . Le memorie di un passato glorioso, e le testimonianze d’arte e lavoro, si conservano tuttora in monumenti, chiese collezioni, biblioteche, piazze, orti e giardini. Un libro da leggere, consultare, confrontare. Un libro di storia, di tecnica, di costume”.

L’OIV è l’ organismo intergovernativo di tipo scientifico e tecnico, di competenza riconosciuta nell’ambito della vigna e del vino. Ne fanno parte 35 Stati. La sua mission è quella di indicare ai propri membri provvedimenti che tengano conto delle preoccupazioni dei produttori, dei consumatori e degli attori della filiera vitivinicola; assistere le altre organizzazioni internazionali intergovernative e non governative, in particolare quelle che perseguono attività normative; contribuire all’armonizzazione internazionale delle pratiche e delle norme esistenti e, per quanto necessario, all’elaborazione di nuove norme internazionali, per migliorare le condizioni di elaborazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli e contribuire alla considerazione degli interessi dei consumatori.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

Vendemmia 2015. Anteprima Assoenologi, in Veneto +10 per cento rispetto al 2014. E la Fivi dice no all’arricchimento del vino a prescindere dall’annata.

Voucher agricoltura

Vendemmia

Sarà una vendemmia da libro degli annali, sia per quantità che per qualità. Con il 10 per cento di produzione in più, i viticoltori veneti raggiungeranno il record dei 9,1 milioni di ettolitri prodotti e salgono in vetta alla classifica nazionale”. Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura, evidenzia soddisfatto le prime anticipazioni dell’associazione nazionale degli enologi che danno al Veneto la palma nell’incremento della raccolta delle uve e della produzione di vini per il 2015. “E’ il risultato di una stagione climatica d’eccezione – commenta – nella quale le alte temperature dell’estate forse più calda del secolo si sono combinate con le piogge di agosto; ma anche di una politica che ha consentito impianti di vigneti di qualità e premiato il lavoro delle cantine sociali”.

Oltre 10 milioni di euro a sostegno dell’export vinicolo veneto. “Ora la sfida è quella di potenziare la promozione e la commercializzazione all’estero dei nostri marchi di qualità – prosegue Pan – possibilmente sfruttando l’onda lunga dell’Expo che ci proietta verso i nuovi mercati del lontano Oriente e d’Oltreoceano.  Anche quest’anno la Regione Veneto impegna oltre 10 milioni di euro per sostenere progetti di promozione e di commercializzazione all’estero dei suoi vini, che valgono il 32 % dell’intero export enologico nazionale. Il mondo ha imparato a conoscere e ad apprezza Prosecco e Amarone, ma il Veneto è terra anche di vitigni storici che meritano di essere riscoperti e valorizzati. Ora dobbiamo concentrarci di più nel mantenere alta la qualità dei nostri marchi e nel diffonderne immagine e cultura, perché i viticoltori veneti nulla hanno da invidiare ai grandi produttori che sinora hanno detenuto il controllo di mercati internazionali”. “Purtroppo – conclude l’assessore veneto – il governo nazionale va in direzione opposta, visto che ha ridotto del 30 per cento i contributi ministeriali ai progetti di promozione multiregionali dei vini italiani, costringendo regioni e aziende a rimodulare gli impegni di spesa. E’ un atto di incomprensibile miopìa che penalizza la competitività del ‘made in Italy’ in un settore di prestigio, che ha grandi potenzialità e tutte le carte in regola per conquistare nuove piazze e nuovi consumatori”.

Arricchimento del vino? Solo quando serve davvero, il parere di Fivi. A proposito della vendemmia 2015, la veneta Matilde Poggi, presidente FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (900 aziende associate), ha scritto agli assessori all’agricoltura delle regioni e province autonome d’Italia per chiedere di non autorizzare per l’annata 2015 l’arricchimento del vino. Pratica, questa, che consiste nell’aggiunta al mosto d’uva o al vino in fermentazione di Mosto Concentrato Rettificato (MCR) portando ad un aumento del tenore alcolico finale.

La normativa europea prevede che l’arricchimento sia consentito dagli stati “qualora le condizioni climatiche lo richiedano” e lo Stato italiano ha delegato le regioni a decidere in materia, “previo accertamento della sussistenza delle condizioni climatiche”. Un intervento pensato per limitare gli svantaggi di annate piovose e poco assolate, come è stata la 2014. Accade ora che molte regioni, su richiesta dei Consorzi di Tutela, abbiano già consentito o stiano consentendo l’arricchimento per l’annata 2015, che tutto può dirsi tranne che poco soleggiata. “La pratica  – commenta Fivi – dovrebbe essere intesa come una extrema ratio, cui ricorrere solo nelle annate effettivamente estremamente sfavorevoli oppure in aree eccezionalmente colpite da avversità atmosferiche”.  L’arricchimento – conclude Poggi – favorisce i furbetti che manipolano vini di bassa qualità a discapito di chi lavora seriamente. Questa normativa avvantaggia i produttori poco seri e non tiene conto di una domanda che nel mondo è composta sempre più di consumatori che cercano un rapporto franco e leale con i produttori e privilegiano vini di qualità, che siano tali grazie alle uve da cui nascono”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto e Fivi

 

Vendemmia 2015 interessante ma complessa, specie nelle aree non irrigate.

vendemmia-2011-umberto-cesari-300x196La vendemmia 2015? Senz’altro interessante ma complessa, soprattutto nelle aree non irrigate. Questo il quadro disegnato ieri a Legnaro (Pd), nella sede di Veneto Agricoltura, da Regione, CREA Viticoltura Conegliano, AVEPA, coordinati dagli esperti dell’azienda regionale.

Valori di produzione in crescita. Per fortuna, però, la vite si sta dimostrando una pianta altamente adattabile e resistente alle diverse condizioni climatiche. Basti fare un confronto tra la scorsa annata viticola e quella del 2013, che per certi versi assomiglia molto a questa in corso: continue precipitazioni nel 2014, con suoli inzuppati e viti aggredite dalle malattie fungine; grande caldo e scarse precipitazioni nel 2013, come del resto si sta verificando in questo periodo. Ciò nonostante, in un caso o nell’altro, la vite si adatta e produce. “Produzione che nel Veneto – ha ricordato l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan – ha raggiunto lo scorso anno i 10,45 milioni di quintali di uva pari a 8,2 milioni di ettolitri di vino per un valore relativamente all’export di 1,67 miliardi di euro. La vendemmia 2015 supererà senz’altro questi valori, visto che le prime indicazioni prevendemmiali mettono il sorriso ai viticoltori”.

Vendemmia anticipata solo in provincia di Bolzano.  “A pochi giorni dall’avvio della vendemmia anche nel Nord Est, che sarà lunga visto che l’uva è perfettamente sana e con bucce spesse – sottolinea Diego Tomasi direttore del Crea Viticoltura Conegliano – va detto che i mesi vegetativi da giugno in avanti hanno lasciato un’impronta che le prossime settimane non potranno cancellare. Infatti, dopo un avvio che sembrava portare ad un’annata precoce, il caldo di luglio ha frenato lo sviluppo vegetativo e il procedere delle fasi fenologiche, per cui l’inizio della vendemmia si posizionerà su date “normali” o leggermente anticipate (solo nella provincia di Bolzano è confermato un anticipo vendemmiale di circa due settimane)”.

Attesi vini equilibrati, morbidi e rotondi. L’uva si presenta quasi ovunque perfettamente sana e integra, elemento che caratterizza la vendemmia 2015, e anche la pianta non ha subito gravi attacchi da funghi e parassiti. Proprio a causa delle elevate temperature di questa estate, le prime analisi chimiche sugli acini indicano valori zuccherini su livelli medi e così dovrebbero rimanere. Non sarà quindi un’annata da vini alcolici a tutto vantaggio di vini più equilibrati. Le acidità sono in netto calo, per cui sono attesi vini meno freschi ma più morbidi e rotondi. Al momento, i vigneti in collina irrigata sono in netto vantaggio rispetto alle realtà che stanno subendo lo stress idrico, questo grazie alle minori temperature diurne e alle notti più fresche e ventilate. Tutta la provincia di Bolzano, da questo punto di vista, sembra avviata ad un’ottima annata.

Punti di forza. La vendemmia 2015 presenta sanità delle uve, equilibrio vegetativo delle viti, produzioni non esuberanti, zuccheri e acidità nella media, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Per contro le elevate temperature diurne costringono la pianta a chiudere gli stomi già alle prime ore del mattino per ridurre le perdite di acqua; da qui i lenti incrementi in zuccheri che si stanno verificando e il calo acido. Vediamo ora in sintesi come si annuncia la vendemmia 2015 nel Nord Est per Provincia.

Veneto/1. BellunoLa produzione, salvo imprevisti, sarà più abbondante rispetto al 2014 dato che i grappoli, fini dai primi giorni di agosto, si presentavano più carichi e rigonfi. Si stima una produzione del 10-15% in più rispetto alla scorsa annata sia per le uve bianche che per quelle nere. Si stima un ulteriore aumento del 8-10% della resa complessiva per l’entrata in produzione di nuove superfici. PadovaLa produzione, sia per le uve bianche che nere, è stimata in linea con quella del 2014. Infatti, complessivamente la potenzialità produttiva segnalata è buona, ma non abbondante. Lo stato fitosanitario è ottimale e questo consente di ipotizzare che non vi saranno forti riduzioni di produzione. Il contesto é dunque assai diverso da quello del 2014 quando, a fronte della forte carica delle piante, la produzione è stata ridotta dai danni provocati da marciumi e peronospora dovuti alle eccessive precipitazioni. Quest’anno, casomai, l’incognita è data dal protrarsi delle alte temperature e dalle scarse  precipitazioni. Va segnalato, infine, l’entrata in produzione di circa 295 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno il 5% circa della superficie complessiva in produzione. Per quanto riguarda i vigneti a bacca nera, sono entrati in produzione circa 73 ha di vigneti la cui superficie rappresenta l’1% circa della superficie complessiva.

Veneto/2. RovigoSi segnalano produzioni nella media o leggermente in calo rispetto al 2014 (-5/10%), soprattutto sulle varietà a bacca nera. Fortunatamente il grande caldo delle scorse settimane sembra si stia esaurendo, ma servirebbero anche delle piogge ristoratrici di cui i vigneti ne hanno un gran bisogno. Nel 2015 si registra l’entrata in produzione di circa 12 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno il 5% circa della superficie complessiva in produzione; circa i vigneti a bacca nera, sono entrati in produzione 3 ha di vigneti la cui superficie rappresenta l’1% della superficie complessiva. Treviso:  in linea generale, le stime di produzione danno segnali di crescita rispetto al 2014, in particolare per le uve bianche. Per le uve nere, invece, si potrebbero verificare delle lievi riduzioni, soprattutto a carico del Merlot per la presenza di casi di peronospora larvata. Per effetto sia del trend di aumento di superfici vitate (Glera e Pinot Grigio), che riguarda ormai da anni la provincia di Treviso, sia del buon andamento stagionale, in particolare delle fasi di fioritura e allegazione, si stima, rispetto al 2014, un significativo aumento medio della produzione pari al 18%. Questo incremento è imputabile soprattutto alle uve bianche, che oramai costituiscono circa l’83% della superficie vitata provinciale. Inoltre, è previsto un recupero di produttività per unità di superficie di circa il 10% rispetto al 2014, attribuibile al buon andamento stagionale. A questi fattori va aggiunto un aumento di circa l’8% dovuto all’entrata in produzione di nuovi impianti realizzati nelle campagne 2012/2013 e 2013/2014. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale é stimato intorno al 2%. In definitiva, si stima una produzione totale provinciale di 5.300.000 q cosi distinti: uve bianche 4.560.000 q; uve nere 740.000 q.

Veneto/3. VeneziaLe previsioni produttive, considerando il prosieguo di un buon andamento meteo, sono positive sia per quanto riguarda la quantità, per la quale è presumibile una produzione media superiore del 10/15% rispetto al 2014, che per la qualità. Le variazioni rispetto al 2014 sono da imputare esclusivamente alle differenti precipitazioni: troppo abbondanti l’anno scorso, quasi inesistenti quest’anno. VeronaPer il 2015 si stima una produzione complessiva di 4.442.970 q di uva così ripartiti: uve bianche 2.701.163 q, di cui 1.180.273 DOP; uve nere 1.741.806 q, di cui 1.245.835 DOP. Dall’analisi dei dati raccolti si ritiene che le rese per il 2015 abbiano un incremento del 15%. Tale dato trova riscontro nel buon andamento climatico stagionale registrato sino ad ora, caratterizzato soltanto dalla presenza di un po’ di siccità localizzata e da un evento grandinigeno che ha colpito in modo significativo soltanto alcune ristrette aree. Da segnalare, infine, una scarsa presenza di fitopatologie. VicenzaSono previste variazioni tutte in aumento di circa il 25% rispetto al 2014 con punte del 50-60% nella zona DOC Breganze. Tale incremento è dovuto alla mancanza di fenomeni grandinigeni che lo scorso anno sono stati invece intensi e diffusi in quasi tutto l’areale di coltivazione della vite. L’incidenza della resa complessiva con l’entrata in produzione dei nuovi vitigni é del 4% sulla superficie totale vitata.

 

Trentino-Alto Adige. BolzanoSi stima una quantità probabilmente vicina alla media degli ultimi anni con una produzione di 325.000 hl. TrentoE’ atteso un incremento del 15-20% rispetto al 2014. Maggiore la produzione di uve a bacca nera rispetto alle bianche.

Friuli-Venezia Giulia. In linea generale, è previsto un leggero aumento produttivo (5-8%) rispetto allo scorso anno, dovuto soprattutto a una maggiore fertilità delle gemme, a uno stato sanitario al momento decisamente superiore rispetto al 2014 e all’entrata in piena produzione di alcune centinaia di ettari di nuovi impianti (specialmente uve bianche).

 

Resto d’Italia, Francia e Spagna. Nel corso del focus sono stati effettuati dei collegamenti in videoconferenza con le principali Regioni viticole d’Italia, nonché con Francia e Spagna per fare il punto con i nostri principali competitors. Piemonte: si prevede un leggero calo produttivo rispetto al 2014 a tutto vantaggio della qualità; Emilia-Romagna: ottima situazione fitosanitaria e produzione in contenuto aumento; Toscana: altissima qualità e produzione in linea con le medie annuali; Puglia: grosso incremento produttivo grazie alle favorevoli condizioni climatiche e buona qualità; Sicilia: uve precoci già in corso di vendemmia, qualche problema fitosanitario ma buona qualità. In Francia, produzione in linea con lo scorso anno, ottima situazione fitosanitaria, attesa grande qualità. I cugini francesi dovranno però abituarsi alle ondate di calore. Spagna: quantità in calo e ottima qualità. La relazione generale con i dati previsionali della vendemmia 2015 nel Nord Est d’Italia può essere scaricata dal seguente link.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Vino veneto, export 2014 a trazione Prosecco. Ma non è oro tutto quel che luccica…

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Dall’analisi dei dati sulle vendite all’estero del vino veneto 2014, realizzata annualmente da Veneto Agricoltura su dati forniti dalla Sezione Sistema Statistico Regionale, si osserva un incremento del 2,9% in quantità e del 5,1% in valore, rispetto all’anno precedente. Tradotto in termini assoluti, significa che sono stati esportati 6,2 milioni di quintali per un valore record di 1,67 miliardi di euro, con un prezzo medio di vendita pari a 2,70 euro/kg (+2,3%).

I numeri del record. L’incremento registrato dall’export veneto risulta superiore a quello complessivo nazionale, che non è andato oltre l’1,1% in quantità e +1,4% in valore, con un prezzo medio di 2,49 euro/kg.  Ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti, la crescita del vino veneto è in realtà dovuta al successo di una tipologia in particolare, quella dei vini spumanti, in massima parte rappresentati dal Prosecco. I vini fermi in bottiglia, che detengono una quota del 68% in valore sul totale del vino esportato, sono infatti stabili sui livelli dell’anno precedente (-0,4% in quantità e +1% in valore); il vino sfuso arretra di circa il -10%, soprattutto a causa della concorrenza del prodotto spagnolo; è quindi lo spumante a trascinare l’export, con un +32% in quantità e +25% in valore, incrementi molto rilevanti su base annua. Se poi si confronta il valore dello spumante esportato nel 2009, anno di istituzione del nuovo sistema di denominazione del Prosecco, con quello del 2014, si può calcolare un aumento del +208%; tuttavia, l’aumento più che proporzionale della quantità rispetto al valore osservato nel 2014 sull’anno precedente, fa supporre che nel periodo più recente la crescita sia stata sostenuta da una politica di prezzi al ribasso.

Nel Regno Unito il Prosecco supera lo Champagne. Quali sono i maggiori acquirenti del vino veneto? Germania, Stati Uniti e Regno Unito, che insieme assorbono il 53% del valore totale fatturato dal Veneto. Considerando invece i soli vini spumanti, come detto vero motore dell’export veneto, la classifica cambia. La principale destinazione diventa il Regno Unito che nel 2014 ha speso quasi 130 milioni di euro per brindare a Prosecco, con un incremento del 50% in valore e del 62% in quantità, realizzando uno storico sorpasso sullo Champagne, da sempre le bollicine preferite dai Britannici; al secondo posto, ma distanziati di 50 milioni di euro di fatturato, gli Stati Uniti, il cui incremento è risultato pari al 17,5%. Terzo il mercato tedesco, la cui espansione è molto più contenuta, intorno al 4%. Seguono alcuni Paesi con quote di mercato ancora piuttosto ridotte, ma con incrementi notevoli su base annua: Svezia (+70%), Norvegia (+44%) e, udite udite, la Francia che registra un +30% in valore (grafici disponibili sul sito di Veneto Agricoltura).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Calici di stelle 2015: stasera, venerdì 31 luglio, speciale anteprima nazionale a Venezia

FOTO CALICI DI STELLE A VENEZIASerata d’eccezione per l’anteprima nazionale di Calici di Stelle a Venezia con la seconda luna piena del mese di luglio, la cosiddetta Blue Moon, e il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale ISS. Aspettando le lacrime di San Lorenzo, stasera, venerdì 31 luglio, la speciale vernice della kermesse estiva del Movimento Turismo Vino riserverà infatti delle vere ‘chicche’ astronomiche.

Con gli occhi verso il cielo stellato. A partire dalla luna blu, un fenomeno raro (dall’espressione “once in a blue moon” – una volta ogni luna blu – per indicare un evento non molto frequente) che si verifica in media ogni 2 anni e mezzo ma che secondo gli esperti dell’Unione Astrofili Italiani tornerà a gennaio 2018. E domani i telescopi degli astrofili saranno puntati sulla volta celeste pure per ammirare la ISS, in transito sui cieli di Venezia dalle 22.52 alle 22:58: sarà l’oggetto più luminoso, oltre alla luna, che apparirà a Sud Ovest per scomparire a Sud Est. Non mancherà il triangolo estivo con le stelle Vega della costellazione Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno. Appuntamento quindi al giardino del Casinò di Ca’ Vendramin Calergi di Venezia per la vernice total white di Calici di Stelle che, per la prima volta, debutta nella città lagunare con oltre cento etichette da degustare in abbinamento ai finger food del ristorante Marcandole di Salgareda (dalle 20:00 alle 24:00; costo: 20 euro a persona) e accompagnate da musica live.  Navetta gratuita piazzale Roma – Ca’ Vendramin Calergi. Per informazioni: www.veneziaeventi.com; www.casinovenezia.it

Dal 4 al 10 agosto, invece, l’evento arriverà in tutta Italia con tasting, spettacoli, mostre e le melodie di #suonodabere, che animeranno centinaia di cantine MTV e di comuni di Città del Vino.

Ad Expo Milano. Nell’anno dell’Esposizione Universale di Milano, tappa d’eccezione sarà inoltre quella al Padiglione VINO – A Taste of Italy a Expo, grazie all’accordo con Vinitaly-Veronafiere: sette appuntamenti serali – ogni giorno dalle 20.00 alle 21.30 in terrazza, presso la sala Symposium, – per scoprire i vini MTV di tutto il Paese (ingresso al padiglione vino gratuito. Costo degustazioni MTV, inclusi calice e tasca: 10 euro).

Fonte: Servizio Stampa Movimento Turismo Vino

 

Doc Venezia apre alla possibilità di una Doc interregionale Pinot Grigio

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Giorgio Piazza, presidente Consorzio Vini Venezia

Comunicare al mondo i vini di Venezia, stabilizzare le produzioni e soprattutto chiudere positivamente la partita del Pinot Grigio. Sono questi i tre obiettivi che si è posto il rinnovato Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vini Venezia. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha confermato alla presidenza Giorgio Piazza, coadiuvato dai riconfermati vice presidenti Pier Claudio De Martin e Franco Passador.

Pinot Grigio, nascerà una Doc interregionale? «”Governare” e valorizzare il nuovo fenomeno Pinot Grigio è, secondo me, una delle priorità del mondo vitivinicolo veneto – afferma Giorgio PiazzaServe un salto di qualità notevole sposando da parte di tutti l’unico percorso attuabile, quello della Doc interregionale, che differenzierà inequivocabilmente il Pinot Grigio da tutti gli altri, italiani e non. Dal canto suo, il Consorzio Vini Venezia è disponibile ad aprire i confini della sua Doc Venezia Pinot Grigio e trasformarla in una grande Doc che abbracci la produzione del Pinot Grigio interregionale di qualità».

Il nuovo CdA. Hanno fatto l’ingresso tre ‘quote rosa’; si tratta di Isabella Collalto, Lucia Paladin e Astrid Scala. Il nuovo CdA è così composto: Tersilio Bellotto, Antonio Bonotto, Riccardo Bonotto, Virgilio Bozzetto, Isabella Collalto, Pierclaudio De Martin, Francesco Favro, Roberto Galli, Giancarlo Guidolin, Sergio Luca, Lucia Paladin, Franco Passador, Giorgio Piazza, Jean Pierre Regini, Astrid Scala, Mauro Stival, Loris Vazzoler e Luca Zuccarello. Sono stati anche nominati i presidenti dei Comitati di Denominazione: per la DOCG Lison Francesco Favro, per la DOCG Malanotte del Piave Antonio Bonotto, per la DOC Lison-Pramaggiore Mauro Stival, per la DOC Piave Giancarlo Guidolin e per la DOC Venezia Lucia Paladin.

Due nuovi “musei enoarcheologici” a Venezia. Comunicazione e promozione dei Vini Venezia proseguiranno anche attraverso il grande progetto su Venezia, partito dalla ricerca e dalla mappatura delle viti antiche ritrovate su vigneti, giardini ed orti di Venezia e laguna e che ha portato alla realizzazione di due nuovi vigneti, uno sull’Isola di Torcello e l’altro all’interno del brolo del convento dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio. I vigneti sono due musei di enoarcheologia nei quali è salvaguardata la biodiversità enoica di Venezia e del Veneto orientale.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

8-12 luglio 2015, a Cembra (Tn) si tiene la XXVIII rassegna dei vini Müller Thurgau

Cembra mostra Muller Thurgau vigneti terrazzati a giovo - deflorianApre oggi con l’inaugurazione prevista alle ore 18.30 la XXVIII Rassegna Vini Müller Thurgau in programma a Cembra (Tn) dall’8 al 12 luglio 2015. L’edizione 2015 si focalizza sull’avvicinamento del pubblico ad un consumo consapevole del vino, in particolare a quello di montagna, facendo emergere le caratteristiche che distinguono la vitienologia di montagna e quella operata nelle zone “eroiche” da quella di altre realtà, ad iniziare da quella massiva di pianura.

Speed Wine e Wine Coach. L’edizione 2015 della Rassegna certifica l’ottimo stato di salute del Müller Thurgau, che al XII Concorso Enologico Internazionale ha visto una confortante messe di Medaglie d’Oro (14) che hanno surclassato le Medaglie d’Argento (3), oltre che un consistente incremento delle etichette iscritte rispetto all’edizione 2014 (61 in totale, 45 dall’Italia e 16 dall’estero). Quest’anno, il Comitato Mostra Valle di Cembra organizzatore dell’evento enologico propone al pubblico due interessanti iniziative: gli “Speed Wine” e il “Wine Coach”. I primi sono appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno durante i quali i Sommelier dell’Ais Trentino propongono a piccoli gruppi di enoappassionati degustazioni guidate a tema e non, dove si possono apprezzare le sfumature esistenti tra i vari vini presenti in Rassegna. Gli “Speed Wine” sono in programma ogni giorno e con cadenza oraria, da giovedì 9 a domenica 12 luglio, unitamente alle degustazioni libere effettuabili da chiunque. Il “Wine Coach” di venerdì 10 luglio (ore 21.00) vede protagonisti i 10 migliori vini di montagna secondo le guide enologiche nazionali ed internazionali. Sarà la wineblogger Adua Villa a condurre i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche e sfumature dei vari vini proposti.

Gemellaggio tra vini di montagna e pianura. Sabato 11 luglio (ore 11.00) è in programma la celebrazione del gemellaggio tra i vini di montagna della Valle di Cembra con quelli di pianura del Consorzio Vini Colli Piacentini: in collaborazione con i Sommelier di Ais Trentino, i presidenti del Comitato Mostra, Bruno Pilzer, e del Consorzio vini Colli Piacentini, Roberto Miravalle, presenteranno ciascuno due vini bianchi caratteristici del loro territorio. A seguire, nel pomeriggio (ore 15.00) si svolgerà a cura di Roberto Gaudio la degustazione dei migliori vini di montagna premiati durante le ultime edizioni del Concorso Vini di Montagna del Cervim di Aosta. Chiude la giornata la premiazione spettacolo dei vini premiati al XII Concorso Enologico Internazionale, dove i singoli produttori premiati presenteranno nel corso di una pubblica degustazione guidata dalla wineblogger Adua Villa i loro vini.

Fonte: Servizio Stampa Rassegna Vini Müller Thurgau