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Annata viticola 2015 in Veneto, ritorno alla normalità rispetto al calo di produzione 2014

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-L’annata viticola 2015, pur con alcuni andamenti climatici fuori norma, come per esempio gli sbalzi termici di aprile e maggio e l’ondata di calore registrata nella prima parte di giugno, per il momento sta progredendo bene, accompagnando con regolarità lo sviluppo della pianta. E’ questa, in sostanza, la fotografia del vigneto veneto scattata lo scorso 17 giugno dagli esperti regionali in occasione del primo incontro del Trittico Vitivinicolo 2015, promosso da Veneto Agricoltura, Regione Veneto, CIRVE dell’Università di Padova e CRA-VIT.

Sviluppo regolare. Più in dettaglio, Diego Tomasi e Patrick Marcuzzo del CRA-VIT hanno ricordato che la vite, germogliando nella media stagionale, non ha corso quest’anno pericoli di gelate tardive. Anche la fioritura è stata in linea con la media del periodo, vale a dire tra l’ultima decade di maggio e la prima di giugno a seconda della cultivar. Sulla base di queste primissime indicazioni, ad oggi è possibile ipotizzare una data di raccolta dell’uva a cavallo tra agosto e settembre per le cultivar precoci, dunque nella norma. Come per le passate stagioni, le aree con maggior anticipo fenologico sono quelle centro/orientali della regione. Al momento, il vigneto veneto si presenta dunque in buone condizioni vegeto-produttive, con rese in leggero recupero rispetto la passata stagione. Le piogge degli ultimi giorni, specialmente nell’area orientale della regione, hanno risolto alcuni stati iniziali di carenza idrica, favorendo la prossima ripresa vegetativa. Da sottolineare però che il ciclo vegetativo ha ancora un lungo percorso davanti a sé e, forti dell’esperienza del 2014, non conviene abbassare l’attenzione sui vigneti.

Prime stime di produzione. Fermo restando le cose, le prime stime ipotizzano un aumento produttivo generalizzato in tutte le cultivar rispetto al 2014, annata che è stata comunque scarsa. L’aumento è imputabile principalmente ad una maggiore fertilità delle gemme. Più in dettaglio, rispetto al 2014, si prevede un incremento delle rese in uva del 4/6% per il Pinot grigio, del 5% per il Chardonnay, Merlot, Corvina e Rondinella. Per queste ultime due varietà è da segnalare una forte grandinata che ha colpito una vasta area della Valpolicella. Più contenuti invece gli incrementi produttivi per Glera e Garganega.

Stato sanitario del vigneto veneto. Anche lo stato sanitario del vigneto veneto viene segnalato in generale buono, senza forti pressioni di peronospora. L’oidio invece può destare qualche preoccupazione in più a causa dell’innalzamento termico della prima parte di giugno. Per quanto riguarda la flavescenza dorata non si riscontrano grosse problematiche, a parte qualche segnalazione nella zona del vicentino. In alcune aree si manifestano problemi di escoriosi, condizionati soprattutto dall’andamento molto piovoso della passata stagione. Il numero di interventi antiparassitari sono stati al momento limitati (mai superiori a 4/5). Da sottolineare la presenza di giallumi della vegetazione (specialmente nel veronese), superiore rispetto gli anni scorsi. La causa più probabile è da ricondurre ad una non ottimale efficienza dell’apparato radicale che nel 2014 ha lavorato specialmente con i palchi più superficiali dato le condizioni di asfissia dei suoli. Questo ha causato anche uno scarso accumulo di riserve con negative ripercussioni nella corrente annata. Anche la scarsa regolarità dell’andamento meteorologico può aver accentuato il problema.

 L’incidenza del clima. L’incontro di Conegliano, oltre a fare il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, è servito anche per analizzare, con Francesco Rech del Servizio Meteorologico dell’ARPAV, l’andamento meteo stagionale e le previsioni per le prossime settimane, nonché, ancora con Diego Tomasi, l’incidenza dei cambiamenti climatici sulla vite, che in questi ultimi anni, come è stato dimostrato, ha saputo adattarsi piuttosto bene sia alle stagioni particolarmente piovose che siccitose.

Varietà resistenti. Stefano Soligo di Veneto Agricoltura ha presentato, infine, lo stato dell’arte sugli studi sulle varietà di vite resistenti ai funghi, fornendo alcune indicazioni vegeto-produttive su quelle iscritte al registro nazionale delle varietà di vite e su quelle ammesse alla coltura nel Veneto, che sembrano offrire una alternativa efficace all’aumento di queste patologie così problematiche per i produttori.

Fonte: Veneto Agricoltura

ARGAV e Fondazione Italiana Sommelier Veneto, accordo sul vino

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da sx Mimmo Vita, Raul D’Alessandro, Fabrizio Stelluto

Il 14 giugno 2015 ARGAV e FIS Veneto, l’articolazione regionale della Fondazione Italiana Sommelier, hanno siglato un’intesa che guarda alla formazione di giornalisti e comunicatori del vino.

L’intesa ha avuto come cornice l’assemblea annuale ARGAV, svoltasi presso la Cooperativa Agrimea di Marana di Crespadoro (Vi), premio ARGAV 2014. L’accordo quadro, promosso su iniziativa del giornalista e socio ARGAV Gian Omar Bison, è ampliabile ad altre realtà del settore ed ha l’obiettivo di dare al giornalista, all’addetto stampa, al blogger o comunicatore del vino, corsi per rispondere a una prima necessità di chi scrive, anche di vino, nei media.

Iniziativa al via da Ottobre 2015. Alla presenza del Presidente UNAGA Mimmo Vita, che ha sugellato l’intesa, replicabile in altre realtà regionali UNAGA e FIS, il Presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e FIS Veneto Raul D’Alessandro hanno siglato la collaborazione, che avrà la durata di tre anni. In fase di organizzazione, come detto, un corso base, riservato ai soci ARGAV, che si svolgerà su quattro serate da Ottobre 2015 a Gennaio 2016, ogni secondo venerdì del mese, dalle ore 17.30 alle ore 20.30 in diverse aziende vitivinicole del Veneto. Il percorso formativo sarà curato da docenti di Fondazione Italiana Sommelier del Veneto, con le proprie metodologie didattiche.

A Baver, nell’alto Trevigiano, un borgo e un vigneto storico tutelati dalla legge e dal cuore

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vigneto storico di Baver, Zhercol (foto Ass.ne Culturale Borgo Baver)

(di Marina Meneguzzi) Nonostante Giove Pluvio, lo scorso 18 aprile i soci ARGAV hanno visitato il borgo e il vigneto storico di Baver a Pianzano, nel comune di Codega di Sant’Urbano (TV). Si trattava di un’occasione imperdibile, offertaci dall’Associazione Culturale Borgo Baver onlus: vedere un vero e proprio museo vivente dell’antica viticoltura veneta che, da febbraio 2014, è stato posto sotto tutela – primo esempio in Italia – dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso come bene culturale di natura etnoantropologica (inerente alla storia sociale e culturale dell’uomo).

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto_Augusto Fabris_Remigio Possamai

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto, Augusto Fabris, Remigio Possamai (foto Marina Meneguzzi)

A vincere, l’impegno civile. Il vincolo emesso sancisce in maniera definitiva il valore dell’area ravvisando nel vigneto di Baver un bene che può essere classificato come uno degli ultimi residui di un’antica forma di conduzione agricola, la piantata padana, dove i vitigni tradizionali vengono fatti crescere sposandoli ad un albero come sostegno. La tutela è stata resa possibile grazie al lavoro di numerosi funzionari degli Organi periferici del Ministero dei Beni Culturali, tra cui la storica dell’arte Marta Mazza, che segue per la Soprintendenza del Veneto la tutela e la valorizzazione dei beni storici, artistici ed etnoantropologici; ma soprattutto grazie all’amore per il patrimonio storico-culturale e ambientale del borgo  – che risale all’epoca Longobarda ed è a sua volta posto sotto tutela –, dimostrato tenacemente da persone nate e cresciute a Baver e riunitesi nell’Associazione per difenderne le sorti.

Augusto Fabris, il maestro contadino

Augusto Fabris, il maesto contadino (foto Marina Meneguzzi)

Augusto Fabris_Fabrizio Stelluto

Augusto Fabris riceve la penna ricordo ARGAV dal presidente Fabrizio Stelluto

Abbiamo vinto perché crediamo nei valori da cui proveniamo, ci hanno detto Daniele Botteon e Roberto Netto, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione, insieme ad Augusto Fabris, il maestro-contadino (da una citazione dell’editore trevigiano Ferruccio Mazzariol), che segue insieme ai figli ventenni Marco e Luca i lavori nel vigneto tramandati di generazione in generazione. Con loro, anche  Luisa Botteon, che ci ha illustrato con dovizia di particolari i preziosi affreschi del ‘400 della chiesetta di San Biagio, di proprietà della famiglia Dal Cin, e Tiziana Covre, che ci ha aperto con grande simpatia le porte di casa per l’assaggio dei vini prodotti nel vigneto di Baver.

A delimitare il terreno, antichi toponimi. L’antico vigneto si estende su circa un ettaro e mezzo di terreno ed è suddiviso in tre appezzamenti contigui: il vigneto storico è nel Zhercol (da cerchio in dialetto), qui ci sono le viti risalenti ad inizio Novecento – Merlot, Tocai, Verdiso, Verdicchio, Pignolo Nero Clinto – e altri vitigni reimpiantati di recente (Marzemina bianca e bastarda), maritati al gelso, all’olmo e all’acero campestre. Nel secondo appezzamento, il Talpon (da pioppo in dialetto), ci sono tre filari di viti di Merlot impiantati a fine anni Cinquanta del secolo scorso, uno dei quali maritato ai gelsi. C’è anche un filare risalente al 1921, sempre maritato ai gelsi, con viti di Verdiso, Bianchetta, Merlot e Riesling italico. Infine, nel Talponet (piccolo pioppo in dialetto), c’è un vigneto sperimentale progettato in collaborazione con il Cra-Vit di Conegliano e la Regione Veneto, in cui sono state impiantate varietà locali – Bianchetta, Turchetta, Recantina, Incrocio Manzoni 1.50 – sostenute da pali di castagno. In tutti e tre gli appezzamenti Augusto non impiega cemento o plastica, lega i tralci a mano con vimini e rami leggeri, fa trattamenti a base d rame e zolfo, senza usare diserbanti e in caso di malattie particolari, impiega prodotti ammessi in agricoltura biologica. “Il lavoro è molto faticoso – raccontano Augusto, Marco e Luca – ma siamo ripagati dal pensiero che stiamo tramandando la memoria delle persone che ci hanno affidato questo patrimonio“.

Brindisi vini vigneto Baver

brindisi tra soci ARGAV e Ass.ne Culturale Borgo Baver con i vini del vigneto di Baver

In alto i calici. Come accennavo prima, a fine visita abbiamo brindato con i vini del vigneto coltivato da Augusto – tre vini a bacca rossa, Recantina, Turchetta e Merlot ed uno a bacca bianca, Verdiso fatto rifermentare in bottiglia con il metodo surly – e da lui prodotti con l’aiuto dall’amico enologo Remigio Possamai. Tutti vini dai sentori sinceri, che mi viene facile associare ai vini genuini descritti negli anni ’70 del secolo scorso da Mario Soldati nel suo libro di viaggi attraverso l’Italia “Vino al Vino”.

Chi fosse interessato a visitare il vigneto, insieme alla chiesa di S. Biagio, puo scrivere all’indirizzo email info@baver.it

Expo 2015, inaugurato lo spazio Regione Veneto al padiglione “Vino – A taste of Italy”

MANZATO VINO EXPO FOTO DI GRUPPO FAMIGLIA VENETALa Regione Veneto, rappresentata dall’assessore all’Agricoltura Franco Manzato, ha inaugurato ieri l’“Area Diamante”, lo spazio dedicato ai vini veneti all’interno del Padiglione “Vino – a taste of Italy” di Expo 2015 a Milano.

Vini veneti esposti a rotazione. Presenti all’incontro il presidente U.VI.VE, insieme a numerosi presidenti e direttori dei principali Consorzi di Tutela del territorio, che hanno collaborato alla piena realizzazione dello spazio espositivo. I vini veneti saranno esposti a rotazione, offrendo ai visitatori la possibilità di essere degustati. Al piano terrà è prevista un’area emozionale con installazioni multimediali, mentre il primo piano ospiterà un’area promozionale, con degustazioni guidate e masterclass.

Il padiglione dedicato al vino è stato realizzato rispettando i principi della sostenibilità, proponendo allestimenti e scenografie ad alto impatto emozionale. Il percorso è stato ideato come un viaggio fra cultura, arte e storia dell’Italia, per emozionare e far conoscere la biodiversità varietale e culturale di un patrimonio unico al mondo. “Essere ad Expo non significa solo valorizzare il singolo prodotto locale, ma tutta una rete di aziende produttrici e trasformatrici che negli anni hanno fatto conoscere al Mondo la qualità dei prodotti e il fascino della tradizione culinaria veneta. La finalità è quella di mostrare così la forza della nostra filiera e il valore delle produzioni di qualità che coltiviamo su tutto il territorio regionale”, ha chiosato Manzato.

Fonte: Regione Veneto

1 luglio 2015, dalla fusione di tre storiche cantine cooperative vicentine, nasce Vitevis

Botti ph. Cantina di GambellaraOltre 2.200 ettari di vigneto, quasi 1.500 viticoltori conferitori e una produzione media annua stimata in 370mila quintali di uva, con un forte potenziale di crescita che potrebbe tradursi in futuro in 10 milioni di bottiglie tra vini fermi e spumanti, grazie a un moderno impianto produttivo e nuovi investimenti. Si presenta così Vitevis, la nuova realtà vitivinicola della provincia di Vicenza che nascerà ufficialmente a luglio dalla fusione di tre storiche cantine del territorio – la Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore (fondata nel 1955), la Cantina di Gambellara (1947) e la Cantina Val Leogra di Malo (1961) – con l’obiettivo di penetrare con efficacia i mercati internazionali e mettere a sistema i rispettivi punti di eccellenza, ottimizzando costi e investimenti.

3 cantine, unica gestione, 3 identità. Guardando ancora ai numeri delle tre realtà vitivinicole, con un fatturato complessivo di 34 milioni di euro raggiunto nel 2014, una cinquantina di dipendenti e quattro punti vendita sul territorio, non mancano le premesse necessarie a promuovere al meglio il vino vicentino in Italia e all’estero. Il via libera all’importante progetto di fusione è arrivato nei giorni scorsi dalle assemblee dei soci delle tre cantine fondatrici, che, a fronte di un’unica gestione, continueranno a mantenere la propria identità. La valorizzazione delle rispettive tipicità è infatti un punto fermo condiviso all’interno della nuova realtà, che abbraccia produzioni comprese tra i colli berici e le colline del Soave e dell’ovest vicentino e proporrà i vini di tutte le Doc del territorio (Colli Berici, Gambellara, Lessini Durello, Prosecco, Soave e Vicenza) oltre a quelli di alcune Igt venete. Ogni cantina manterrà e potenzierà quindi la propria vocazione, come nel caso della Cantina Val Leogra, destinata esclusivamente alla produzione di vino biologico e alla valorizzazione dei territori collinari.

Maggiore forza commerciale. “Per il vino vicentino si aprono nuovi importanti scenari in Italia e all’estero – affermano i consigli di amministrazione delle tre cantine fondatrici – grazie a una maggiore forza commerciale e a scelte strategiche condivise che consentiranno una forte valorizzazione dei vini prodotti a beneficio di tutti i soci e del territorio in generale. La produzione di vini tipici di qualità e la differenziazione delle proposte per i diversi mercati di riferimento sono le due direttrici di questo grande progetto, voluto dalle basi sociali delle cantine e aperto anche all’entrata di nuovi agricoltori intenzionati a sposare la nostra filosofia di azione”. Vitevis sarà operativa a tutti gli effetti da mercoledì 1° luglio 2015, giorno in cui sarà firmato l’atto costitutivo della nuova realtà e verranno definiti gli organi di rappresentanza.

I numeri delle cantine fondatrici. La Cantina Colli Vicentini conta 1.016 soci viticoltori per un totale di 1.577 ettari di vigneto. Sono invece 298 i soci della Cantina di Gambellara, la cui superficie vitata si estende per circa 600 ettari. A Malo i soci della Cantina Val Leogra sono 65, mentre gli ettari di vigneto sono 50.

Fonte: Servizio Stampa Vitevis

16-18 maggio 2015, in provincia di Bolzano tornano le “Giornate del Pinot Nero”di Egna e Montagna

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Vigneti Pinot Nero Mazzon Alto Adige

Da sabato 16 a lunedì 18 maggio 2015 tornano in provincia di Bolzano le “Giornate del Pinot Nero” di Egna e Montagna, una tre giorni con banchi d’assaggio, verticali e seminari che puntano a far crescere la cultura sul vitigno.

Oltre 100 Pinot neri da quattro continentiSabato 16 maggio, alle ore 16, si parte con l’esclusiva degustazione verticale di otto annate di Pinot nero Gantenbein della Tenuta Gantenbein di Graubünden, cantone dei Grigioni, Svizzera. Annate: 2013,2012,2011,2010,2009,2008,2007 e l’annata 1997 del Pinot noir Fläsch M & D Gantenbein. A condurre la degustazione sarà il proprietario Daniel Gantenbein.
(In lingua italiana e tedesca, solo su prenotazione, euro 85,00). Domenica 17 maggio e lunedì 18 maggio, l’attenzione sarà concentrata sui banchi d’assaggio dedicati al pubblico di appassionati e agli operatori del settore. Un centinaio saranno i Pinot nero (annata 2012) da poter osservare, annusare e confrontare. 
69 sono i Pinot nero italiani provenienti da varie regioni, e come ogni anno sono alcune decine quelli stranieri. Quattro i continenti rappresentati quest’anno. L’Europa con Francia e Germania predominanti con i vini di sette domaine e 7 weingut, ma anche Austria, Belgio, Olanda, Svizzera e Romania. Si potranno assaggiare Pinot nero da Nuova Zelanda, Sud Africa, Argentina, Cile e Stati Uniti. 
Le otto ore di apertura dei banchi d’assaggio, dalle 13 alle 21, e l’accogliente e tranquilla Sala Culturale “Haus Unterland” posizionata nel centro storico di Egna (BZ), con comodi parcheggi adiacenti, permetteranno di dedicarsi con concentrazione alle degustazioni. Consigliate delle piccole pause, da trascorrere fra i portici del suggestivo centro storico di Egna, raggiungibile a piedi.

Germania regione ospite 2015. Anche in questa edizione i momenti di approfondimento sono stati preparati dal Comitato Organizzatore  nell’ottica di far conoscere le specificità e la storia del vitigno e del vino, puntando ad accrescere la sensibilità di tutti nei confronti del lavoro del produttore, in vigna e in cantina. La mattina di domenica 17 maggio, alle ore 9.30, degustazione guidata di Pinot nero provenienti dalla regione di PFALZ, Germania, regione ospite del 2015. Nove sono le cantine che proporranno i loro vini in degustazione. Saranno presenti i produttori (In lingua italiana e tedesca, solo su prenotazione, euro 30,00).
 Lunedì 18 maggio, alle ore 9.30, un altro appuntamento di livello internazionale, il Seminario tecnico “Pinot Nero: come indirizzare stili diversi in vinificazione” tenuto da Guillaume Le Bras, enologo consulente del laboratorio, IOC – Institut Oenologique de Champagne – Mellecey (F) 
(In lingua italiana e francese, solo su prenotazione, euro 30,00).

Dipoli: “Non perdete la degustazione dei Pinot Nero di Borgogna”. Il 19 e il 20 marzo scorsi si è svolta la degustazione alla cieca del Concorso Nazionale del Pinot Nero 2015, giunto alla XIVª edizione.
I 69 Pinot nero in competizione sono stati, come sempre,  valutati da una severa Commissione d’Assaggio composta da 38 degustatori scelti fra enologi, operatori e stampa del settore vitivinicolo, suddivisi in 19 tavoli. Due intense giornate di assaggi, coordinate da Ulrich Pedri del  Centro Sperimentale Laimburg, la struttura che ha ideato il metodo di degustazione seguito: ogni gruppo darà un giudizio per ogni vino degustato, i 19 giudizi verranno elaborati da un computer, e i vini con un punteggio superiore agli 80 punti (al massimo 15 vini) verranno ridegustati il giorno successivo per stabilire il vincitore di questa edizione. Peter Dipoli, fra i fondatori della storica manifestazione esprime il suo pensiero dopo tanti anni di impegno: “Organizziamo questo evento con poche risorse ma tanto cuore, e soprattutto tanto amore per un vino che non smette di sorprendere e incantare. Quest’anno consiglio di non lasciarsi scappare ai banchi d’assaggio i Pinot neri della Borgogna, consci che sono ancora troppo giovani per esprimersi al massimo, ma anche consapevoli che il 2012 è considerata una eccellente annata”.

Info in breve. Date: sabato 16, domenica 17 e lunedì 18 maggio 2015. Luogo: banchi d’assaggio – sala culturale “Haus Unterland” – Largo Ballhaus 2, 39044 Egna (BZ). Altri appuntamenti – sala culturale “J. Fischer” – via S.Bartolomeo 15, 39040 Montagna (BZ). Orario banchi d’assaggio: domenica 17 e lunedì 18 maggio 2015, dalle ore 13 alle 21. Biglietto ingresso: € 20,00. Prenotazioni effettuate con una mail a info@blauburgunder.it e saranno confermate dal pagamento della quota di partecipazione.

Fonte: Servizio Stampa “Giornate del Pinot Nero”

15 maggio 2015, i soci ARGAV visitano i Vivai Cooperativi Rauscedo (Pn)

Vivai RauscedoOltre 60 milioni di barbatelle di vite innestate esportate in 28 Paesi ogni anno: basterebbe questo dato per capire l’importanza dei Vivai Cooperativi Rauscedo, azienda pordenonese ( 250 soci, più di 1.100 ettari coltivati) che opera dagli anni Venti del secolo scorso nel settore vivaistico viticolo. Ma i soci ARGAV avranno modo di conoscerne anche altre importanti peculiarità, come le attività sperimentali in fatto di selezione clonale, creazione di varietà resistenti alle malattie e nuovi portinnesti, nella visita in programma nel pomeriggio di venerdì 15 maggio 2015.

Nel trevigiano, 4 incontri informativi (il primo stasera) per ridurre al minimo i fitosanitari in vigneto. Mal dell’esca, oggi si combatte senza chimica.

macchine irroratriciRidurre al minimo l’uso dei fitofarmaci in viticoltura è interesse di tutti: degli agricoltori, degli Enti Locali, come dei consumatori.  Primo passo verso pratiche agricole eco-sostenibili è l’informazione capillare e costante, sia sul fronte normativo che delle nuove tecnologie. Per questo Condifesa Treviso (Consorzio di Difesa Trevigiano) ha messo in campo una serie di appuntamenti informativi, realizzati in collaborazione con le amministrazioni locali cui prenderanno parte esperti del settore.

Si comincia lunedì 13 aprile, alle 20,30 a Susegana (Oratorio “Beata Giuliana”, via della Chiesa, 1). Un appuntamento promosso dai Comuni di Susegana, Mareno di Piave, Santa Lucia di Piave con Condifesa Treviso. Gabriele Zanchin, del Settore Fitosanitario Regione Veneto, spiegherà il nuovo Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e in particolare sul controllo funzionale delle macchine irroratrici e sulle distanze di rispetto dai corsi d’acqua e dei siti sensibili nell’utilizzo degli agrofarmaci. “Sul fronte delle nuove macchine irroratrici, dotate di sistemi anti-deriva e recupero del prodotto che non raggiunge la vegetazione e andrebbe altrimenti disperso in ambiente, Condifesa Treviso – spiega il presidente Valerio Nadalè da tempo impegnato per la loro diffusione. Attualmente se ne contano 200 (della versione bifila) in grado di intervenire sulla metà dei vigneti di pianura: significa aver dimezzato la quantità di agrofarmaci irrorati, le irroratrici a tunnel consentono infatti un risparmio fino al 50% nell’utilizzo dei prodotti trattanti. In ambito collinare, operano invece una decina di esemplari monofila a controllo elettronico”. Gli incontri tecnici in viticoltura proseguiranno il 20 aprile con l’appuntamento a Colle Umberto (relatore Davide Genovese di Progettonatura), il 27 aprile a Ponte di Piave, verso fine maggio a San Fior.

 Vecchie e nuove malattie del vigneto. Fiorello Terzariol, di Condifesa Treviso entrerà invece nel merito di vecchie e nuove malattie del vigneto e della difesa integrata obbligatoria. I puntuali bollettini Agronotizie, che Condifesa invia a 6.000 aziende trevigiane associate ed utenti, stanno informando su malattie tipiche e trattamenti più adeguati nel periodo vegetativo. In particolare, nell’attuale fase di germogliamento i pericoli vengono da un fungo, l’escoriosi, e dell’oidio il “mal bianco”. Nell’area di produzione DOCG Conegliano Valdobbiadene, i 15 Comuni hanno adottato il Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale, definendo le sostanze ammesse. “Per quanto riguarda invece il “mal dell’esca”, è ora disponibile un nuovo agrofarmaco completamente biologico. Si tratta di un prodotto a base di ceppi naturali selezionati di funghi antagonisti. Una novità importante – spiega lo stesso Terzariol se si pensa che finora non esistevano trattamenti diretti efficaci e quindi questa patologia della pianta diventava devastante. I nuovi prodotti vanno però ben conosciuti, specie nei tempi di utilizzo”. “Un’ulteriore opportunità di difesa per i viticoltori trevigiani – conclude Filippo Codato, direttore Condifesa Treviso – arriva anche dai fondi mutualistici: Condifesa Treviso, consorzio di agricoltori forte di 40 anni di storia, offre la possibilità di indennizzare dai danni del “mal dell’esca” con un piccolo accantonamento annuale: significa mettere al sicuro il proprio vigneto, sapendo che, oltre le 15 piante per ettaro, si potrà avere un indennizzo fino a 3 mila euro”.

Fonte: Condifesa Treviso

 

Expo 2015, Valpolicella pronta a far sistema per il rilancio dell’Italia

Nella foto, da destra verso sinistra: Cottarella, Duranti, Bussi e Prandini

Nella foto, da destra verso sinistra: Cottarella, Duranti, Bussi e Prandini

Expo Milano 2015 è una grande occasione per l’Italia e per il territorio della Valpolicella, un’opportunità per allacciare rapporti con Paesi esteri e per dimostrare le proprie tipicità. Ma è necessario fare sistema per emergere compatti di fronte ai milioni di visitatori che giungeranno dell’estero. E’ questa la sintesi del messaggio e l’auspicio che sono emersi ieri durante la tavola rotonda “La Valpolicella nel contesto dell’Expo 2015. Valori e pratiche locali per un mercato mondiale” nella sala convegni di Cantina Valpolicella Negrar (VR). L’evento è stato organizzato da Comune di Negrar, Cantina Valpolicella Negrar, Valpolicella Benaco Banca e Coldiretti Verona. La tavola rotonda è stata preceduta dall’intronizzazione dei Cavalieri del Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto in cui sono stati nominati cinque cavalieri.

Partecipanti. I saluti di benvenuto sono stati affidati a Roberto Grison, sindaco di Negrar, Renzo Bighignoli, presidente Cantina Valpolicella Negrar, Gian Maria Tommasi, presidente Valpolicella Benaco Banca e Christian Marchesini, presidente Consorzio Tutela Vini Valpolicella, tutti concordi nel sostenere l’importanza e la notorietà della Valpolicella per i successi ottenuti anche fuori dall’Italia grazie al vino ma consapevoli che il territorio, ricco di storia, tradizioni e originalità, deve essere maggiormente conosciuto e valorizzato. Alla tavola rotonda hanno partecipato Ettore Prandini, vice presidente nazionale Coldiretti e presidente Coldiretti Regione Lombardia, Enrico Duranti, direttore Generale Iccrea Banca Impresa, e Riccardo Cotarella, presidente del comitato scientifico Vino Expo Milano e presidente Associazione Enologi ed Enotecnici Italiani. Moderatore dell’incontro è stato il giornalista Lucio Bussi.

Vino Expo, come sarà. Prima di iniziare lo scambio di opinioni, Cottarella ha presentato il padiglione dedicato al vino. “Sarà suddiviso in tre piani e costruito come un percorso emozionale. Uno strumento di divulgazione attraverso i cinque sensi. Il progetto, frutto della collaborazione tra Ministero delle politiche agricole, Padiglione Italia e Veronafiere, ha tra i suoi obiettivi raccontare la storia e la cultura del vino italiano coinvolgendo i visitatori in un’esperienza a tutto campo, da quella emozionale, realizzata attraverso un percorso multimediale, a quella degustativa nell’enoteca ‘Biblioteca del Vino‘ con 1300 vini da degustare. Ci sarà poi una Cantina Web per gli acquisti e uno spazio sulla terrazza per gli eventi e i corsi di approfondimento per raccontare la viticoltura italiana, dai piccoli vignaioli di montagna ai produttori dei vini prestigiosi esportati in tutto il mondo. Il Padiglione del Vino italiano racconterà la storia e la tradizione culturale del comparto”.

Expo, l’evento più importante che l’Italia ha da qui a 30 anni per farsi conoscere dal mondo. Lucio Bussi ha quindi coinvolto gli ospiti nel dibattito focalizzando l’attenzione su Expo e sui riflessi che porterà all’Italia e ai vari territori. “Expo sarà l’appuntamento più importante che l’Italia avrà nei prossimi trent’anni. – ha commentato Ettore Prandini -. Pensiamo che circa sei milioni di visitatori stranieri dei venti attesi sarà la prima volta che vengono nel nostro Paese. E’ fondamentale quindi, trattenerli ed accoglierli al meglio con percorsi di enoturismo e agriturismo. Sarà l’occasione per far conoscere i prodotti agroalimentari Made in Italy contro le contraffazioni, il cosiddetto “italian sounding”, che vale nel mondo circa 60 miliardi di euro”. “Coldiretti – ha aggiunto Prandini – ha sviluppato il concetto di territorio, di cultura del territorio legato al turismo. Allora bisogna fare sistema, proporsi all’estero, valorizzando e difendendo le tipicità agroalimentari dei nostri territori”.

Export vino migliora se si fa sistema. L’agricoltura è un settore ancora positivo, che rappresenta un comparto significativo anche per il settore bancario. “La nostra banca è vicino al mondo dell’agricoltura – ha sottolineato Enrico Duranti – dal vino all’ortofrutta c’è una vicinanza al lavoro e una competenza profonda da parte degli imprenditori agricoli. Per Expo 2015 stiamo organizzando 15 Expo day nelle BCC d’Italia con l’obiettivo di avvicinare i clienti e i soci alla manifestazione. Durante Expo faremo degli eventi dedicati all’agroalimentare”. Il vino italiano è diventato un business grazie alle esportazioni ma è necessario investire. “Per esportare – ha aggiunto Duranti – ci vogliono produzioni importanti. E’ necessario aggregarsi e fare reti d’impresa. La nostra banca ci crede e si attiva, anche in modo proattivo per gli imprenditori. Fare sistema è anche il nostro ruolo”. “Expo – ha detto Cottarella – è l’occasione d’oro per l’Italia, non solo per i singoli territori. Sarà un luogo di cultura. Saranno sei mesi intensi in cui, se si riuscirà a fare sistema, si potrà comunicare il nostro Paese in modo incisivo”.

Fonte: Coldiretti Verona

21-23 marzo 2015, a Sarego (VI), VinNatur festeggia 12 anni di vino naturale

VF_Locandina_lowSabato 21, domenica 22 e lunedì 23 marzo 2015 andrà in scena per la dodicesima volta quella che è considerata la festa del vino naturale italiano, ovvero Villa Favorita, il salone che VinNatur – Associazione viticoltori naturali – organizza ogni anno come momento di incontro con tutti gli appassionati e i consumatori del vino ottenuto dalla viticoltura naturale.

145 saranno i soci VinNatur presenti. Una viticoltura che ha come primo obiettivo la produzione sostenibile e rispettosa del suolo, del microcosmo di ogni vigneto e della salute di chi pratica l’agricoltura, ma anche di chi ne consuma i frutti. Uno spettacolo accolto nello scenario unico della seicentesca villa la Favorita, opera di Francesco Muttoni, che svetta elegante sulla cima della collina di Monticello di Fara, a Sarego (VI). I soci espositori sono in arrivo da 17 regioni italiane e da 6 nazioni europee: Francia, Spagna, Austria, Slovenia, Portogallo, Repubblica Ceca. Gli orari di apertura saranno dalle 10 alle 18 per tutte le tre giornate. Il biglietto di ingresso del costo di 20,00 euro include catalogo e calice per le degustazioni. Come consuetudine i vini saranno non solo in assaggio ma anche in vendita, direttamente ai tavoli di chi li produce.

Pane sfornato al momento. Confermata la Tasting Room, sala degustazione riservata agli operatori del settore quali buyer, distributori e stampa accreditata, che tanto successo ha riscosso lo scorso anno. Uno spazio che permetterà di concentrarsi sugli assaggi professionali senza fretta nè confusione.  Come è tradizione una particolare attenzione sarà dedicata al lato gastronomico dell’evento. Non solo grazie agli artigiani di bontà tipiche che esporranno in degustazione e vendita le loro produzioni e al servizio ristorazione di alto livello, ma anche grazie al contributo di Esmach (www.esmach.com) che allestirà una panetteria operante in diretta, capace di sfornare a ciclo continuo pane fresco ottenuto da lievito madre, lo stesso che si troverà ai banchi d’assaggio per accompagnare le degustazioni dei vini. Bella novità nel servizio ristorazione che sarà curato dallo chef Cosimo Bicchierri e dallo staff del ristorante biologico ERBECEDARIO (www.erbecedarioristorante.it) di Badia Calavena (VR) sulle colline della Lessinia.

La natura nel bicchiere. Altra novità 2015 sarà il potenziamento del servizio navetta, da e per la Stazione Ferroviaria di Montebello Vicentino, per incentivare l’uso di mezzi alternativi all’auto, in linea con l’approccio sostenibile promosso da VinNatur. Un approccio che ha trovato una fresca e allegra interpretazione nell’immagine simbolo dell’edizione 2015. L’illustrazione, opera di Erica Bernardello, giovane studentessa di Casarza Ligure (GE), per la sua grande immediatezza comunicativa, ha vinto la sezione Villa Favorita del concorso on-line che quest’anno ha visto confrontarsi oltre 30 proposte di giovani talentuosi e creativi.

Fonte: VinNatur