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Doc Venezia apre alla possibilità di una Doc interregionale Pinot Grigio

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Giorgio Piazza, presidente Consorzio Vini Venezia

Comunicare al mondo i vini di Venezia, stabilizzare le produzioni e soprattutto chiudere positivamente la partita del Pinot Grigio. Sono questi i tre obiettivi che si è posto il rinnovato Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vini Venezia. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha confermato alla presidenza Giorgio Piazza, coadiuvato dai riconfermati vice presidenti Pier Claudio De Martin e Franco Passador.

Pinot Grigio, nascerà una Doc interregionale? «”Governare” e valorizzare il nuovo fenomeno Pinot Grigio è, secondo me, una delle priorità del mondo vitivinicolo veneto – afferma Giorgio PiazzaServe un salto di qualità notevole sposando da parte di tutti l’unico percorso attuabile, quello della Doc interregionale, che differenzierà inequivocabilmente il Pinot Grigio da tutti gli altri, italiani e non. Dal canto suo, il Consorzio Vini Venezia è disponibile ad aprire i confini della sua Doc Venezia Pinot Grigio e trasformarla in una grande Doc che abbracci la produzione del Pinot Grigio interregionale di qualità».

Il nuovo CdA. Hanno fatto l’ingresso tre ‘quote rosa’; si tratta di Isabella Collalto, Lucia Paladin e Astrid Scala. Il nuovo CdA è così composto: Tersilio Bellotto, Antonio Bonotto, Riccardo Bonotto, Virgilio Bozzetto, Isabella Collalto, Pierclaudio De Martin, Francesco Favro, Roberto Galli, Giancarlo Guidolin, Sergio Luca, Lucia Paladin, Franco Passador, Giorgio Piazza, Jean Pierre Regini, Astrid Scala, Mauro Stival, Loris Vazzoler e Luca Zuccarello. Sono stati anche nominati i presidenti dei Comitati di Denominazione: per la DOCG Lison Francesco Favro, per la DOCG Malanotte del Piave Antonio Bonotto, per la DOC Lison-Pramaggiore Mauro Stival, per la DOC Piave Giancarlo Guidolin e per la DOC Venezia Lucia Paladin.

Due nuovi “musei enoarcheologici” a Venezia. Comunicazione e promozione dei Vini Venezia proseguiranno anche attraverso il grande progetto su Venezia, partito dalla ricerca e dalla mappatura delle viti antiche ritrovate su vigneti, giardini ed orti di Venezia e laguna e che ha portato alla realizzazione di due nuovi vigneti, uno sull’Isola di Torcello e l’altro all’interno del brolo del convento dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio. I vigneti sono due musei di enoarcheologia nei quali è salvaguardata la biodiversità enoica di Venezia e del Veneto orientale.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

8-12 luglio 2015, a Cembra (Tn) si tiene la XXVIII rassegna dei vini Müller Thurgau

Cembra mostra Muller Thurgau vigneti terrazzati a giovo - deflorianApre oggi con l’inaugurazione prevista alle ore 18.30 la XXVIII Rassegna Vini Müller Thurgau in programma a Cembra (Tn) dall’8 al 12 luglio 2015. L’edizione 2015 si focalizza sull’avvicinamento del pubblico ad un consumo consapevole del vino, in particolare a quello di montagna, facendo emergere le caratteristiche che distinguono la vitienologia di montagna e quella operata nelle zone “eroiche” da quella di altre realtà, ad iniziare da quella massiva di pianura.

Speed Wine e Wine Coach. L’edizione 2015 della Rassegna certifica l’ottimo stato di salute del Müller Thurgau, che al XII Concorso Enologico Internazionale ha visto una confortante messe di Medaglie d’Oro (14) che hanno surclassato le Medaglie d’Argento (3), oltre che un consistente incremento delle etichette iscritte rispetto all’edizione 2014 (61 in totale, 45 dall’Italia e 16 dall’estero). Quest’anno, il Comitato Mostra Valle di Cembra organizzatore dell’evento enologico propone al pubblico due interessanti iniziative: gli “Speed Wine” e il “Wine Coach”. I primi sono appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno durante i quali i Sommelier dell’Ais Trentino propongono a piccoli gruppi di enoappassionati degustazioni guidate a tema e non, dove si possono apprezzare le sfumature esistenti tra i vari vini presenti in Rassegna. Gli “Speed Wine” sono in programma ogni giorno e con cadenza oraria, da giovedì 9 a domenica 12 luglio, unitamente alle degustazioni libere effettuabili da chiunque. Il “Wine Coach” di venerdì 10 luglio (ore 21.00) vede protagonisti i 10 migliori vini di montagna secondo le guide enologiche nazionali ed internazionali. Sarà la wineblogger Adua Villa a condurre i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche e sfumature dei vari vini proposti.

Gemellaggio tra vini di montagna e pianura. Sabato 11 luglio (ore 11.00) è in programma la celebrazione del gemellaggio tra i vini di montagna della Valle di Cembra con quelli di pianura del Consorzio Vini Colli Piacentini: in collaborazione con i Sommelier di Ais Trentino, i presidenti del Comitato Mostra, Bruno Pilzer, e del Consorzio vini Colli Piacentini, Roberto Miravalle, presenteranno ciascuno due vini bianchi caratteristici del loro territorio. A seguire, nel pomeriggio (ore 15.00) si svolgerà a cura di Roberto Gaudio la degustazione dei migliori vini di montagna premiati durante le ultime edizioni del Concorso Vini di Montagna del Cervim di Aosta. Chiude la giornata la premiazione spettacolo dei vini premiati al XII Concorso Enologico Internazionale, dove i singoli produttori premiati presenteranno nel corso di una pubblica degustazione guidata dalla wineblogger Adua Villa i loro vini.

Fonte: Servizio Stampa Rassegna Vini Müller Thurgau

Annata viticola 2015 in Veneto, ritorno alla normalità rispetto al calo di produzione 2014

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-L’annata viticola 2015, pur con alcuni andamenti climatici fuori norma, come per esempio gli sbalzi termici di aprile e maggio e l’ondata di calore registrata nella prima parte di giugno, per il momento sta progredendo bene, accompagnando con regolarità lo sviluppo della pianta. E’ questa, in sostanza, la fotografia del vigneto veneto scattata lo scorso 17 giugno dagli esperti regionali in occasione del primo incontro del Trittico Vitivinicolo 2015, promosso da Veneto Agricoltura, Regione Veneto, CIRVE dell’Università di Padova e CRA-VIT.

Sviluppo regolare. Più in dettaglio, Diego Tomasi e Patrick Marcuzzo del CRA-VIT hanno ricordato che la vite, germogliando nella media stagionale, non ha corso quest’anno pericoli di gelate tardive. Anche la fioritura è stata in linea con la media del periodo, vale a dire tra l’ultima decade di maggio e la prima di giugno a seconda della cultivar. Sulla base di queste primissime indicazioni, ad oggi è possibile ipotizzare una data di raccolta dell’uva a cavallo tra agosto e settembre per le cultivar precoci, dunque nella norma. Come per le passate stagioni, le aree con maggior anticipo fenologico sono quelle centro/orientali della regione. Al momento, il vigneto veneto si presenta dunque in buone condizioni vegeto-produttive, con rese in leggero recupero rispetto la passata stagione. Le piogge degli ultimi giorni, specialmente nell’area orientale della regione, hanno risolto alcuni stati iniziali di carenza idrica, favorendo la prossima ripresa vegetativa. Da sottolineare però che il ciclo vegetativo ha ancora un lungo percorso davanti a sé e, forti dell’esperienza del 2014, non conviene abbassare l’attenzione sui vigneti.

Prime stime di produzione. Fermo restando le cose, le prime stime ipotizzano un aumento produttivo generalizzato in tutte le cultivar rispetto al 2014, annata che è stata comunque scarsa. L’aumento è imputabile principalmente ad una maggiore fertilità delle gemme. Più in dettaglio, rispetto al 2014, si prevede un incremento delle rese in uva del 4/6% per il Pinot grigio, del 5% per il Chardonnay, Merlot, Corvina e Rondinella. Per queste ultime due varietà è da segnalare una forte grandinata che ha colpito una vasta area della Valpolicella. Più contenuti invece gli incrementi produttivi per Glera e Garganega.

Stato sanitario del vigneto veneto. Anche lo stato sanitario del vigneto veneto viene segnalato in generale buono, senza forti pressioni di peronospora. L’oidio invece può destare qualche preoccupazione in più a causa dell’innalzamento termico della prima parte di giugno. Per quanto riguarda la flavescenza dorata non si riscontrano grosse problematiche, a parte qualche segnalazione nella zona del vicentino. In alcune aree si manifestano problemi di escoriosi, condizionati soprattutto dall’andamento molto piovoso della passata stagione. Il numero di interventi antiparassitari sono stati al momento limitati (mai superiori a 4/5). Da sottolineare la presenza di giallumi della vegetazione (specialmente nel veronese), superiore rispetto gli anni scorsi. La causa più probabile è da ricondurre ad una non ottimale efficienza dell’apparato radicale che nel 2014 ha lavorato specialmente con i palchi più superficiali dato le condizioni di asfissia dei suoli. Questo ha causato anche uno scarso accumulo di riserve con negative ripercussioni nella corrente annata. Anche la scarsa regolarità dell’andamento meteorologico può aver accentuato il problema.

 L’incidenza del clima. L’incontro di Conegliano, oltre a fare il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, è servito anche per analizzare, con Francesco Rech del Servizio Meteorologico dell’ARPAV, l’andamento meteo stagionale e le previsioni per le prossime settimane, nonché, ancora con Diego Tomasi, l’incidenza dei cambiamenti climatici sulla vite, che in questi ultimi anni, come è stato dimostrato, ha saputo adattarsi piuttosto bene sia alle stagioni particolarmente piovose che siccitose.

Varietà resistenti. Stefano Soligo di Veneto Agricoltura ha presentato, infine, lo stato dell’arte sugli studi sulle varietà di vite resistenti ai funghi, fornendo alcune indicazioni vegeto-produttive su quelle iscritte al registro nazionale delle varietà di vite e su quelle ammesse alla coltura nel Veneto, che sembrano offrire una alternativa efficace all’aumento di queste patologie così problematiche per i produttori.

Fonte: Veneto Agricoltura

ARGAV e Fondazione Italiana Sommelier Veneto, accordo sul vino

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da sx Mimmo Vita, Raul D’Alessandro, Fabrizio Stelluto

Il 14 giugno 2015 ARGAV e FIS Veneto, l’articolazione regionale della Fondazione Italiana Sommelier, hanno siglato un’intesa che guarda alla formazione di giornalisti e comunicatori del vino.

L’intesa ha avuto come cornice l’assemblea annuale ARGAV, svoltasi presso la Cooperativa Agrimea di Marana di Crespadoro (Vi), premio ARGAV 2014. L’accordo quadro, promosso su iniziativa del giornalista e socio ARGAV Gian Omar Bison, è ampliabile ad altre realtà del settore ed ha l’obiettivo di dare al giornalista, all’addetto stampa, al blogger o comunicatore del vino, corsi per rispondere a una prima necessità di chi scrive, anche di vino, nei media.

Iniziativa al via da Ottobre 2015. Alla presenza del Presidente UNAGA Mimmo Vita, che ha sugellato l’intesa, replicabile in altre realtà regionali UNAGA e FIS, il Presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e FIS Veneto Raul D’Alessandro hanno siglato la collaborazione, che avrà la durata di tre anni. In fase di organizzazione, come detto, un corso base, riservato ai soci ARGAV, che si svolgerà su quattro serate da Ottobre 2015 a Gennaio 2016, ogni secondo venerdì del mese, dalle ore 17.30 alle ore 20.30 in diverse aziende vitivinicole del Veneto. Il percorso formativo sarà curato da docenti di Fondazione Italiana Sommelier del Veneto, con le proprie metodologie didattiche.

A Baver, nell’alto Trevigiano, un borgo e un vigneto storico tutelati dalla legge e dal cuore

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vigneto storico di Baver, Zhercol (foto Ass.ne Culturale Borgo Baver)

(di Marina Meneguzzi) Nonostante Giove Pluvio, lo scorso 18 aprile i soci ARGAV hanno visitato il borgo e il vigneto storico di Baver a Pianzano, nel comune di Codega di Sant’Urbano (TV). Si trattava di un’occasione imperdibile, offertaci dall’Associazione Culturale Borgo Baver onlus: vedere un vero e proprio museo vivente dell’antica viticoltura veneta che, da febbraio 2014, è stato posto sotto tutela – primo esempio in Italia – dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso come bene culturale di natura etnoantropologica (inerente alla storia sociale e culturale dell’uomo).

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto_Augusto Fabris_Remigio Possamai

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto, Augusto Fabris, Remigio Possamai (foto Marina Meneguzzi)

A vincere, l’impegno civile. Il vincolo emesso sancisce in maniera definitiva il valore dell’area ravvisando nel vigneto di Baver un bene che può essere classificato come uno degli ultimi residui di un’antica forma di conduzione agricola, la piantata padana, dove i vitigni tradizionali vengono fatti crescere sposandoli ad un albero come sostegno. La tutela è stata resa possibile grazie al lavoro di numerosi funzionari degli Organi periferici del Ministero dei Beni Culturali, tra cui la storica dell’arte Marta Mazza, che segue per la Soprintendenza del Veneto la tutela e la valorizzazione dei beni storici, artistici ed etnoantropologici; ma soprattutto grazie all’amore per il patrimonio storico-culturale e ambientale del borgo  – che risale all’epoca Longobarda ed è a sua volta posto sotto tutela –, dimostrato tenacemente da persone nate e cresciute a Baver e riunitesi nell’Associazione per difenderne le sorti.

Augusto Fabris, il maestro contadino

Augusto Fabris, il maesto contadino (foto Marina Meneguzzi)

Augusto Fabris_Fabrizio Stelluto

Augusto Fabris riceve la penna ricordo ARGAV dal presidente Fabrizio Stelluto

Abbiamo vinto perché crediamo nei valori da cui proveniamo, ci hanno detto Daniele Botteon e Roberto Netto, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione, insieme ad Augusto Fabris, il maestro-contadino (da una citazione dell’editore trevigiano Ferruccio Mazzariol), che segue insieme ai figli ventenni Marco e Luca i lavori nel vigneto tramandati di generazione in generazione. Con loro, anche  Luisa Botteon, che ci ha illustrato con dovizia di particolari i preziosi affreschi del ‘400 della chiesetta di San Biagio, di proprietà della famiglia Dal Cin, e Tiziana Covre, che ci ha aperto con grande simpatia le porte di casa per l’assaggio dei vini prodotti nel vigneto di Baver.

A delimitare il terreno, antichi toponimi. L’antico vigneto si estende su circa un ettaro e mezzo di terreno ed è suddiviso in tre appezzamenti contigui: il vigneto storico è nel Zhercol (da cerchio in dialetto), qui ci sono le viti risalenti ad inizio Novecento – Merlot, Tocai, Verdiso, Verdicchio, Pignolo Nero Clinto – e altri vitigni reimpiantati di recente (Marzemina bianca e bastarda), maritati al gelso, all’olmo e all’acero campestre. Nel secondo appezzamento, il Talpon (da pioppo in dialetto), ci sono tre filari di viti di Merlot impiantati a fine anni Cinquanta del secolo scorso, uno dei quali maritato ai gelsi. C’è anche un filare risalente al 1921, sempre maritato ai gelsi, con viti di Verdiso, Bianchetta, Merlot e Riesling italico. Infine, nel Talponet (piccolo pioppo in dialetto), c’è un vigneto sperimentale progettato in collaborazione con il Cra-Vit di Conegliano e la Regione Veneto, in cui sono state impiantate varietà locali – Bianchetta, Turchetta, Recantina, Incrocio Manzoni 1.50 – sostenute da pali di castagno. In tutti e tre gli appezzamenti Augusto non impiega cemento o plastica, lega i tralci a mano con vimini e rami leggeri, fa trattamenti a base d rame e zolfo, senza usare diserbanti e in caso di malattie particolari, impiega prodotti ammessi in agricoltura biologica. “Il lavoro è molto faticoso – raccontano Augusto, Marco e Luca – ma siamo ripagati dal pensiero che stiamo tramandando la memoria delle persone che ci hanno affidato questo patrimonio“.

Brindisi vini vigneto Baver

brindisi tra soci ARGAV e Ass.ne Culturale Borgo Baver con i vini del vigneto di Baver

In alto i calici. Come accennavo prima, a fine visita abbiamo brindato con i vini del vigneto coltivato da Augusto – tre vini a bacca rossa, Recantina, Turchetta e Merlot ed uno a bacca bianca, Verdiso fatto rifermentare in bottiglia con il metodo surly – e da lui prodotti con l’aiuto dall’amico enologo Remigio Possamai. Tutti vini dai sentori sinceri, che mi viene facile associare ai vini genuini descritti negli anni ’70 del secolo scorso da Mario Soldati nel suo libro di viaggi attraverso l’Italia “Vino al Vino”.

Chi fosse interessato a visitare il vigneto, insieme alla chiesa di S. Biagio, puo scrivere all’indirizzo email info@baver.it

Expo 2015, inaugurato lo spazio Regione Veneto al padiglione “Vino – A taste of Italy”

MANZATO VINO EXPO FOTO DI GRUPPO FAMIGLIA VENETALa Regione Veneto, rappresentata dall’assessore all’Agricoltura Franco Manzato, ha inaugurato ieri l’“Area Diamante”, lo spazio dedicato ai vini veneti all’interno del Padiglione “Vino – a taste of Italy” di Expo 2015 a Milano.

Vini veneti esposti a rotazione. Presenti all’incontro il presidente U.VI.VE, insieme a numerosi presidenti e direttori dei principali Consorzi di Tutela del territorio, che hanno collaborato alla piena realizzazione dello spazio espositivo. I vini veneti saranno esposti a rotazione, offrendo ai visitatori la possibilità di essere degustati. Al piano terrà è prevista un’area emozionale con installazioni multimediali, mentre il primo piano ospiterà un’area promozionale, con degustazioni guidate e masterclass.

Il padiglione dedicato al vino è stato realizzato rispettando i principi della sostenibilità, proponendo allestimenti e scenografie ad alto impatto emozionale. Il percorso è stato ideato come un viaggio fra cultura, arte e storia dell’Italia, per emozionare e far conoscere la biodiversità varietale e culturale di un patrimonio unico al mondo. “Essere ad Expo non significa solo valorizzare il singolo prodotto locale, ma tutta una rete di aziende produttrici e trasformatrici che negli anni hanno fatto conoscere al Mondo la qualità dei prodotti e il fascino della tradizione culinaria veneta. La finalità è quella di mostrare così la forza della nostra filiera e il valore delle produzioni di qualità che coltiviamo su tutto il territorio regionale”, ha chiosato Manzato.

Fonte: Regione Veneto

1 luglio 2015, dalla fusione di tre storiche cantine cooperative vicentine, nasce Vitevis

Botti ph. Cantina di GambellaraOltre 2.200 ettari di vigneto, quasi 1.500 viticoltori conferitori e una produzione media annua stimata in 370mila quintali di uva, con un forte potenziale di crescita che potrebbe tradursi in futuro in 10 milioni di bottiglie tra vini fermi e spumanti, grazie a un moderno impianto produttivo e nuovi investimenti. Si presenta così Vitevis, la nuova realtà vitivinicola della provincia di Vicenza che nascerà ufficialmente a luglio dalla fusione di tre storiche cantine del territorio – la Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore (fondata nel 1955), la Cantina di Gambellara (1947) e la Cantina Val Leogra di Malo (1961) – con l’obiettivo di penetrare con efficacia i mercati internazionali e mettere a sistema i rispettivi punti di eccellenza, ottimizzando costi e investimenti.

3 cantine, unica gestione, 3 identità. Guardando ancora ai numeri delle tre realtà vitivinicole, con un fatturato complessivo di 34 milioni di euro raggiunto nel 2014, una cinquantina di dipendenti e quattro punti vendita sul territorio, non mancano le premesse necessarie a promuovere al meglio il vino vicentino in Italia e all’estero. Il via libera all’importante progetto di fusione è arrivato nei giorni scorsi dalle assemblee dei soci delle tre cantine fondatrici, che, a fronte di un’unica gestione, continueranno a mantenere la propria identità. La valorizzazione delle rispettive tipicità è infatti un punto fermo condiviso all’interno della nuova realtà, che abbraccia produzioni comprese tra i colli berici e le colline del Soave e dell’ovest vicentino e proporrà i vini di tutte le Doc del territorio (Colli Berici, Gambellara, Lessini Durello, Prosecco, Soave e Vicenza) oltre a quelli di alcune Igt venete. Ogni cantina manterrà e potenzierà quindi la propria vocazione, come nel caso della Cantina Val Leogra, destinata esclusivamente alla produzione di vino biologico e alla valorizzazione dei territori collinari.

Maggiore forza commerciale. “Per il vino vicentino si aprono nuovi importanti scenari in Italia e all’estero – affermano i consigli di amministrazione delle tre cantine fondatrici – grazie a una maggiore forza commerciale e a scelte strategiche condivise che consentiranno una forte valorizzazione dei vini prodotti a beneficio di tutti i soci e del territorio in generale. La produzione di vini tipici di qualità e la differenziazione delle proposte per i diversi mercati di riferimento sono le due direttrici di questo grande progetto, voluto dalle basi sociali delle cantine e aperto anche all’entrata di nuovi agricoltori intenzionati a sposare la nostra filosofia di azione”. Vitevis sarà operativa a tutti gli effetti da mercoledì 1° luglio 2015, giorno in cui sarà firmato l’atto costitutivo della nuova realtà e verranno definiti gli organi di rappresentanza.

I numeri delle cantine fondatrici. La Cantina Colli Vicentini conta 1.016 soci viticoltori per un totale di 1.577 ettari di vigneto. Sono invece 298 i soci della Cantina di Gambellara, la cui superficie vitata si estende per circa 600 ettari. A Malo i soci della Cantina Val Leogra sono 65, mentre gli ettari di vigneto sono 50.

Fonte: Servizio Stampa Vitevis

16-18 maggio 2015, in provincia di Bolzano tornano le “Giornate del Pinot Nero”di Egna e Montagna

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Vigneti Pinot Nero Mazzon Alto Adige

Da sabato 16 a lunedì 18 maggio 2015 tornano in provincia di Bolzano le “Giornate del Pinot Nero” di Egna e Montagna, una tre giorni con banchi d’assaggio, verticali e seminari che puntano a far crescere la cultura sul vitigno.

Oltre 100 Pinot neri da quattro continentiSabato 16 maggio, alle ore 16, si parte con l’esclusiva degustazione verticale di otto annate di Pinot nero Gantenbein della Tenuta Gantenbein di Graubünden, cantone dei Grigioni, Svizzera. Annate: 2013,2012,2011,2010,2009,2008,2007 e l’annata 1997 del Pinot noir Fläsch M & D Gantenbein. A condurre la degustazione sarà il proprietario Daniel Gantenbein.
(In lingua italiana e tedesca, solo su prenotazione, euro 85,00). Domenica 17 maggio e lunedì 18 maggio, l’attenzione sarà concentrata sui banchi d’assaggio dedicati al pubblico di appassionati e agli operatori del settore. Un centinaio saranno i Pinot nero (annata 2012) da poter osservare, annusare e confrontare. 
69 sono i Pinot nero italiani provenienti da varie regioni, e come ogni anno sono alcune decine quelli stranieri. Quattro i continenti rappresentati quest’anno. L’Europa con Francia e Germania predominanti con i vini di sette domaine e 7 weingut, ma anche Austria, Belgio, Olanda, Svizzera e Romania. Si potranno assaggiare Pinot nero da Nuova Zelanda, Sud Africa, Argentina, Cile e Stati Uniti. 
Le otto ore di apertura dei banchi d’assaggio, dalle 13 alle 21, e l’accogliente e tranquilla Sala Culturale “Haus Unterland” posizionata nel centro storico di Egna (BZ), con comodi parcheggi adiacenti, permetteranno di dedicarsi con concentrazione alle degustazioni. Consigliate delle piccole pause, da trascorrere fra i portici del suggestivo centro storico di Egna, raggiungibile a piedi.

Germania regione ospite 2015. Anche in questa edizione i momenti di approfondimento sono stati preparati dal Comitato Organizzatore  nell’ottica di far conoscere le specificità e la storia del vitigno e del vino, puntando ad accrescere la sensibilità di tutti nei confronti del lavoro del produttore, in vigna e in cantina. La mattina di domenica 17 maggio, alle ore 9.30, degustazione guidata di Pinot nero provenienti dalla regione di PFALZ, Germania, regione ospite del 2015. Nove sono le cantine che proporranno i loro vini in degustazione. Saranno presenti i produttori (In lingua italiana e tedesca, solo su prenotazione, euro 30,00).
 Lunedì 18 maggio, alle ore 9.30, un altro appuntamento di livello internazionale, il Seminario tecnico “Pinot Nero: come indirizzare stili diversi in vinificazione” tenuto da Guillaume Le Bras, enologo consulente del laboratorio, IOC – Institut Oenologique de Champagne – Mellecey (F) 
(In lingua italiana e francese, solo su prenotazione, euro 30,00).

Dipoli: “Non perdete la degustazione dei Pinot Nero di Borgogna”. Il 19 e il 20 marzo scorsi si è svolta la degustazione alla cieca del Concorso Nazionale del Pinot Nero 2015, giunto alla XIVª edizione.
I 69 Pinot nero in competizione sono stati, come sempre,  valutati da una severa Commissione d’Assaggio composta da 38 degustatori scelti fra enologi, operatori e stampa del settore vitivinicolo, suddivisi in 19 tavoli. Due intense giornate di assaggi, coordinate da Ulrich Pedri del  Centro Sperimentale Laimburg, la struttura che ha ideato il metodo di degustazione seguito: ogni gruppo darà un giudizio per ogni vino degustato, i 19 giudizi verranno elaborati da un computer, e i vini con un punteggio superiore agli 80 punti (al massimo 15 vini) verranno ridegustati il giorno successivo per stabilire il vincitore di questa edizione. Peter Dipoli, fra i fondatori della storica manifestazione esprime il suo pensiero dopo tanti anni di impegno: “Organizziamo questo evento con poche risorse ma tanto cuore, e soprattutto tanto amore per un vino che non smette di sorprendere e incantare. Quest’anno consiglio di non lasciarsi scappare ai banchi d’assaggio i Pinot neri della Borgogna, consci che sono ancora troppo giovani per esprimersi al massimo, ma anche consapevoli che il 2012 è considerata una eccellente annata”.

Info in breve. Date: sabato 16, domenica 17 e lunedì 18 maggio 2015. Luogo: banchi d’assaggio – sala culturale “Haus Unterland” – Largo Ballhaus 2, 39044 Egna (BZ). Altri appuntamenti – sala culturale “J. Fischer” – via S.Bartolomeo 15, 39040 Montagna (BZ). Orario banchi d’assaggio: domenica 17 e lunedì 18 maggio 2015, dalle ore 13 alle 21. Biglietto ingresso: € 20,00. Prenotazioni effettuate con una mail a info@blauburgunder.it e saranno confermate dal pagamento della quota di partecipazione.

Fonte: Servizio Stampa “Giornate del Pinot Nero”

15 maggio 2015, i soci ARGAV visitano i Vivai Cooperativi Rauscedo (Pn)

Vivai RauscedoOltre 60 milioni di barbatelle di vite innestate esportate in 28 Paesi ogni anno: basterebbe questo dato per capire l’importanza dei Vivai Cooperativi Rauscedo, azienda pordenonese ( 250 soci, più di 1.100 ettari coltivati) che opera dagli anni Venti del secolo scorso nel settore vivaistico viticolo. Ma i soci ARGAV avranno modo di conoscerne anche altre importanti peculiarità, come le attività sperimentali in fatto di selezione clonale, creazione di varietà resistenti alle malattie e nuovi portinnesti, nella visita in programma nel pomeriggio di venerdì 15 maggio 2015.

Nel trevigiano, 4 incontri informativi (il primo stasera) per ridurre al minimo i fitosanitari in vigneto. Mal dell’esca, oggi si combatte senza chimica.

macchine irroratriciRidurre al minimo l’uso dei fitofarmaci in viticoltura è interesse di tutti: degli agricoltori, degli Enti Locali, come dei consumatori.  Primo passo verso pratiche agricole eco-sostenibili è l’informazione capillare e costante, sia sul fronte normativo che delle nuove tecnologie. Per questo Condifesa Treviso (Consorzio di Difesa Trevigiano) ha messo in campo una serie di appuntamenti informativi, realizzati in collaborazione con le amministrazioni locali cui prenderanno parte esperti del settore.

Si comincia lunedì 13 aprile, alle 20,30 a Susegana (Oratorio “Beata Giuliana”, via della Chiesa, 1). Un appuntamento promosso dai Comuni di Susegana, Mareno di Piave, Santa Lucia di Piave con Condifesa Treviso. Gabriele Zanchin, del Settore Fitosanitario Regione Veneto, spiegherà il nuovo Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e in particolare sul controllo funzionale delle macchine irroratrici e sulle distanze di rispetto dai corsi d’acqua e dei siti sensibili nell’utilizzo degli agrofarmaci. “Sul fronte delle nuove macchine irroratrici, dotate di sistemi anti-deriva e recupero del prodotto che non raggiunge la vegetazione e andrebbe altrimenti disperso in ambiente, Condifesa Treviso – spiega il presidente Valerio Nadalè da tempo impegnato per la loro diffusione. Attualmente se ne contano 200 (della versione bifila) in grado di intervenire sulla metà dei vigneti di pianura: significa aver dimezzato la quantità di agrofarmaci irrorati, le irroratrici a tunnel consentono infatti un risparmio fino al 50% nell’utilizzo dei prodotti trattanti. In ambito collinare, operano invece una decina di esemplari monofila a controllo elettronico”. Gli incontri tecnici in viticoltura proseguiranno il 20 aprile con l’appuntamento a Colle Umberto (relatore Davide Genovese di Progettonatura), il 27 aprile a Ponte di Piave, verso fine maggio a San Fior.

 Vecchie e nuove malattie del vigneto. Fiorello Terzariol, di Condifesa Treviso entrerà invece nel merito di vecchie e nuove malattie del vigneto e della difesa integrata obbligatoria. I puntuali bollettini Agronotizie, che Condifesa invia a 6.000 aziende trevigiane associate ed utenti, stanno informando su malattie tipiche e trattamenti più adeguati nel periodo vegetativo. In particolare, nell’attuale fase di germogliamento i pericoli vengono da un fungo, l’escoriosi, e dell’oidio il “mal bianco”. Nell’area di produzione DOCG Conegliano Valdobbiadene, i 15 Comuni hanno adottato il Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale, definendo le sostanze ammesse. “Per quanto riguarda invece il “mal dell’esca”, è ora disponibile un nuovo agrofarmaco completamente biologico. Si tratta di un prodotto a base di ceppi naturali selezionati di funghi antagonisti. Una novità importante – spiega lo stesso Terzariol se si pensa che finora non esistevano trattamenti diretti efficaci e quindi questa patologia della pianta diventava devastante. I nuovi prodotti vanno però ben conosciuti, specie nei tempi di utilizzo”. “Un’ulteriore opportunità di difesa per i viticoltori trevigiani – conclude Filippo Codato, direttore Condifesa Treviso – arriva anche dai fondi mutualistici: Condifesa Treviso, consorzio di agricoltori forte di 40 anni di storia, offre la possibilità di indennizzare dai danni del “mal dell’esca” con un piccolo accantonamento annuale: significa mettere al sicuro il proprio vigneto, sapendo che, oltre le 15 piante per ettaro, si potrà avere un indennizzo fino a 3 mila euro”.

Fonte: Condifesa Treviso