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Vendemmia 2015 interessante ma complessa, specie nelle aree non irrigate.

vendemmia-2011-umberto-cesari-300x196La vendemmia 2015? Senz’altro interessante ma complessa, soprattutto nelle aree non irrigate. Questo il quadro disegnato ieri a Legnaro (Pd), nella sede di Veneto Agricoltura, da Regione, CREA Viticoltura Conegliano, AVEPA, coordinati dagli esperti dell’azienda regionale.

Valori di produzione in crescita. Per fortuna, però, la vite si sta dimostrando una pianta altamente adattabile e resistente alle diverse condizioni climatiche. Basti fare un confronto tra la scorsa annata viticola e quella del 2013, che per certi versi assomiglia molto a questa in corso: continue precipitazioni nel 2014, con suoli inzuppati e viti aggredite dalle malattie fungine; grande caldo e scarse precipitazioni nel 2013, come del resto si sta verificando in questo periodo. Ciò nonostante, in un caso o nell’altro, la vite si adatta e produce. “Produzione che nel Veneto – ha ricordato l’Assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan – ha raggiunto lo scorso anno i 10,45 milioni di quintali di uva pari a 8,2 milioni di ettolitri di vino per un valore relativamente all’export di 1,67 miliardi di euro. La vendemmia 2015 supererà senz’altro questi valori, visto che le prime indicazioni prevendemmiali mettono il sorriso ai viticoltori”.

Vendemmia anticipata solo in provincia di Bolzano.  “A pochi giorni dall’avvio della vendemmia anche nel Nord Est, che sarà lunga visto che l’uva è perfettamente sana e con bucce spesse – sottolinea Diego Tomasi direttore del Crea Viticoltura Conegliano – va detto che i mesi vegetativi da giugno in avanti hanno lasciato un’impronta che le prossime settimane non potranno cancellare. Infatti, dopo un avvio che sembrava portare ad un’annata precoce, il caldo di luglio ha frenato lo sviluppo vegetativo e il procedere delle fasi fenologiche, per cui l’inizio della vendemmia si posizionerà su date “normali” o leggermente anticipate (solo nella provincia di Bolzano è confermato un anticipo vendemmiale di circa due settimane)”.

Attesi vini equilibrati, morbidi e rotondi. L’uva si presenta quasi ovunque perfettamente sana e integra, elemento che caratterizza la vendemmia 2015, e anche la pianta non ha subito gravi attacchi da funghi e parassiti. Proprio a causa delle elevate temperature di questa estate, le prime analisi chimiche sugli acini indicano valori zuccherini su livelli medi e così dovrebbero rimanere. Non sarà quindi un’annata da vini alcolici a tutto vantaggio di vini più equilibrati. Le acidità sono in netto calo, per cui sono attesi vini meno freschi ma più morbidi e rotondi. Al momento, i vigneti in collina irrigata sono in netto vantaggio rispetto alle realtà che stanno subendo lo stress idrico, questo grazie alle minori temperature diurne e alle notti più fresche e ventilate. Tutta la provincia di Bolzano, da questo punto di vista, sembra avviata ad un’ottima annata.

Punti di forza. La vendemmia 2015 presenta sanità delle uve, equilibrio vegetativo delle viti, produzioni non esuberanti, zuccheri e acidità nella media, ma con ottime opportunità qualitative per gli altri componenti. Per contro le elevate temperature diurne costringono la pianta a chiudere gli stomi già alle prime ore del mattino per ridurre le perdite di acqua; da qui i lenti incrementi in zuccheri che si stanno verificando e il calo acido. Vediamo ora in sintesi come si annuncia la vendemmia 2015 nel Nord Est per Provincia.

Veneto/1. Belluno:  La produzione, salvo imprevisti, sarà più abbondante rispetto al 2014 dato che i grappoli, fini dai primi giorni di agosto, si presentavano più carichi e rigonfi. Si stima una produzione del 10-15% in più rispetto alla scorsa annata sia per le uve bianche che per quelle nere. Si stima un ulteriore aumento del 8-10% della resa complessiva per l’entrata in produzione di nuove superfici. Padova:  La produzione, sia per le uve bianche che nere, è stimata in linea con quella del 2014. Infatti, complessivamente la potenzialità produttiva segnalata è buona, ma non abbondante. Lo stato fitosanitario è ottimale e questo consente di ipotizzare che non vi saranno forti riduzioni di produzione. Il contesto é dunque assai diverso da quello del 2014 quando, a fronte della forte carica delle piante, la produzione è stata ridotta dai danni provocati da marciumi e peronospora dovuti alle eccessive precipitazioni. Quest’anno, casomai, l’incognita è data dal protrarsi delle alte temperature e dalle scarse  precipitazioni. Va segnalato, infine, l’entrata in produzione di circa 295 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno il 5% circa della superficie complessiva in produzione. Per quanto riguarda i vigneti a bacca nera, sono entrati in produzione circa 73 ha di vigneti la cui superficie rappresenta l’1% circa della superficie complessiva.

Veneto/2. Rovigo:  Si segnalano produzioni nella media o leggermente in calo rispetto al 2014 (-5/10%), soprattutto sulle varietà a bacca nera. Fortunatamente il grande caldo delle scorse settimane sembra si stia esaurendo, ma servirebbero anche delle piogge ristoratrici di cui i vigneti ne hanno un gran bisogno. Nel 2015 si registra l’entrata in produzione di circa 12 ettari di vigneti a bacca bianca, che costituiranno il 5% circa della superficie complessiva in produzione; circa i vigneti a bacca nera, sono entrati in produzione 3 ha di vigneti la cui superficie rappresenta l’1% della superficie complessiva. Treviso:  in linea generale, le stime di produzione danno segnali di crescita rispetto al 2014, in particolare per le uve bianche. Per le uve nere, invece, si potrebbero verificare delle lievi riduzioni, soprattutto a carico del Merlot per la presenza di casi di peronospora larvata. Per effetto sia del trend di aumento di superfici vitate (Glera e Pinot Grigio), che riguarda ormai da anni la provincia di Treviso, sia del buon andamento stagionale, in particolare delle fasi di fioritura e allegazione, si stima, rispetto al 2014, un significativo aumento medio della produzione pari al 18%. Questo incremento è imputabile soprattutto alle uve bianche, che oramai costituiscono circa l’83% della superficie vitata provinciale. Inoltre, è previsto un recupero di produttività per unità di superficie di circa il 10% rispetto al 2014, attribuibile al buon andamento stagionale. A questi fattori va aggiunto un aumento di circa l’8% dovuto all’entrata in produzione di nuovi impianti realizzati nelle campagne 2012/2013 e 2013/2014. L’apporto dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti sul totale é stimato intorno al 2%. In definitiva, si stima una produzione totale provinciale di 5.300.000 q cosi distinti: uve bianche 4.560.000 q; uve nere 740.000 q.

Veneto/3. Venezia:  Le previsioni produttive, considerando il prosieguo di un buon andamento meteo, sono positive sia per quanto riguarda la quantità, per la quale è presumibile una produzione media superiore del 10/15% rispetto al 2014, che per la qualità. Le variazioni rispetto al 2014 sono da imputare esclusivamente alle differenti precipitazioni: troppo abbondanti l’anno scorso, quasi inesistenti quest’anno. Verona:  Per il 2015 si stima una produzione complessiva di 4.442.970 q di uva così ripartiti: uve bianche 2.701.163 q, di cui 1.180.273 DOP; uve nere 1.741.806 q, di cui 1.245.835 DOP. Dall’analisi dei dati raccolti si ritiene che le rese per il 2015 abbiano un incremento del 15%. Tale dato trova riscontro nel buon andamento climatico stagionale registrato sino ad ora, caratterizzato soltanto dalla presenza di un po’ di siccità localizzata e da un evento grandinigeno che ha colpito in modo significativo soltanto alcune ristrette aree. Da segnalare, infine, una scarsa presenza di fitopatologie. Vicenza:  Sono previste variazioni tutte in aumento di circa il 25% rispetto al 2014 con punte del 50-60% nella zona DOC Breganze. Tale incremento è dovuto alla mancanza di fenomeni grandinigeni che lo scorso anno sono stati invece intensi e diffusi in quasi tutto l’areale di coltivazione della vite. L’incidenza della resa complessiva con l’entrata in produzione dei nuovi vitigni é del 4% sulla superficie totale vitata.

 

Trentino-Alto Adige. Bolzano:  Si stima una quantità probabilmente vicina alla media degli ultimi anni con una produzione di 325.000 hl. Trento:  E’ atteso un incremento del 15-20% rispetto al 2014. Maggiore la produzione di uve a bacca nera rispetto alle bianche.

Friuli-Venezia Giulia. In linea generale, è previsto un leggero aumento produttivo (5-8%) rispetto allo scorso anno, dovuto soprattutto a una maggiore fertilità delle gemme, a uno stato sanitario al momento decisamente superiore rispetto al 2014 e all’entrata in piena produzione di alcune centinaia di ettari di nuovi impianti (specialmente uve bianche).

 

Resto d’Italia, Francia e Spagna. Nel corso del focus sono stati effettuati dei collegamenti in videoconferenza con le principali Regioni viticole d’Italia, nonché con Francia e Spagna per fare il punto con i nostri principali competitors. Piemonte: si prevede un leggero calo produttivo rispetto al 2014 a tutto vantaggio della qualità; Emilia-Romagna: ottima situazione fitosanitaria e produzione in contenuto aumento; Toscana: altissima qualità e produzione in linea con le medie annuali; Puglia: grosso incremento produttivo grazie alle favorevoli condizioni climatiche e buona qualità; Sicilia: uve precoci già in corso di vendemmia, qualche problema fitosanitario ma buona qualità. In Francia, produzione in linea con lo scorso anno, ottima situazione fitosanitaria, attesa grande qualità. I cugini francesi dovranno però abituarsi alle ondate di calore. Spagna: quantità in calo e ottima qualità. La relazione generale con i dati previsionali della vendemmia 2015 nel Nord Est d’Italia può essere scaricata dal seguente link.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Vino veneto, export 2014 a trazione Prosecco. Ma non è oro tutto quel che luccica…

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Dall’analisi dei dati sulle vendite all’estero del vino veneto 2014, realizzata annualmente da Veneto Agricoltura su dati forniti dalla Sezione Sistema Statistico Regionale, si osserva un incremento del 2,9% in quantità e del 5,1% in valore, rispetto all’anno precedente. Tradotto in termini assoluti, significa che sono stati esportati 6,2 milioni di quintali per un valore record di 1,67 miliardi di euro, con un prezzo medio di vendita pari a 2,70 euro/kg (+2,3%).

I numeri del record. L’incremento registrato dall’export veneto risulta superiore a quello complessivo nazionale, che non è andato oltre l’1,1% in quantità e +1,4% in valore, con un prezzo medio di 2,49 euro/kg.  Ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti, la crescita del vino veneto è in realtà dovuta al successo di una tipologia in particolare, quella dei vini spumanti, in massima parte rappresentati dal Prosecco. I vini fermi in bottiglia, che detengono una quota del 68% in valore sul totale del vino esportato, sono infatti stabili sui livelli dell’anno precedente (-0,4% in quantità e +1% in valore); il vino sfuso arretra di circa il -10%, soprattutto a causa della concorrenza del prodotto spagnolo; è quindi lo spumante a trascinare l’export, con un +32% in quantità e +25% in valore, incrementi molto rilevanti su base annua. Se poi si confronta il valore dello spumante esportato nel 2009, anno di istituzione del nuovo sistema di denominazione del Prosecco, con quello del 2014, si può calcolare un aumento del +208%; tuttavia, l’aumento più che proporzionale della quantità rispetto al valore osservato nel 2014 sull’anno precedente, fa supporre che nel periodo più recente la crescita sia stata sostenuta da una politica di prezzi al ribasso.

Nel Regno Unito il Prosecco supera lo Champagne. Quali sono i maggiori acquirenti del vino veneto? Germania, Stati Uniti e Regno Unito, che insieme assorbono il 53% del valore totale fatturato dal Veneto. Considerando invece i soli vini spumanti, come detto vero motore dell’export veneto, la classifica cambia. La principale destinazione diventa il Regno Unito che nel 2014 ha speso quasi 130 milioni di euro per brindare a Prosecco, con un incremento del 50% in valore e del 62% in quantità, realizzando uno storico sorpasso sullo Champagne, da sempre le bollicine preferite dai Britannici; al secondo posto, ma distanziati di 50 milioni di euro di fatturato, gli Stati Uniti, il cui incremento è risultato pari al 17,5%. Terzo il mercato tedesco, la cui espansione è molto più contenuta, intorno al 4%. Seguono alcuni Paesi con quote di mercato ancora piuttosto ridotte, ma con incrementi notevoli su base annua: Svezia (+70%), Norvegia (+44%) e, udite udite, la Francia che registra un +30% in valore (grafici disponibili sul sito di Veneto Agricoltura).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Calici di stelle 2015: stasera, venerdì 31 luglio, speciale anteprima nazionale a Venezia

FOTO CALICI DI STELLE A VENEZIASerata d’eccezione per l’anteprima nazionale di Calici di Stelle a Venezia con la seconda luna piena del mese di luglio, la cosiddetta Blue Moon, e il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale ISS. Aspettando le lacrime di San Lorenzo, stasera, venerdì 31 luglio, la speciale vernice della kermesse estiva del Movimento Turismo Vino riserverà infatti delle vere ‘chicche’ astronomiche.

Con gli occhi verso il cielo stellato. A partire dalla luna blu, un fenomeno raro (dall’espressione “once in a blue moon” – una volta ogni luna blu – per indicare un evento non molto frequente) che si verifica in media ogni 2 anni e mezzo ma che secondo gli esperti dell’Unione Astrofili Italiani tornerà a gennaio 2018. E domani i telescopi degli astrofili saranno puntati sulla volta celeste pure per ammirare la ISS, in transito sui cieli di Venezia dalle 22.52 alle 22:58: sarà l’oggetto più luminoso, oltre alla luna, che apparirà a Sud Ovest per scomparire a Sud Est. Non mancherà il triangolo estivo con le stelle Vega della costellazione Lira, Altair dell’Aquila e Deneb del Cigno. Appuntamento quindi al giardino del Casinò di Ca’ Vendramin Calergi di Venezia per la vernice total white di Calici di Stelle che, per la prima volta, debutta nella città lagunare con oltre cento etichette da degustare in abbinamento ai finger food del ristorante Marcandole di Salgareda (dalle 20:00 alle 24:00; costo: 20 euro a persona) e accompagnate da musica live.  Navetta gratuita piazzale Roma – Ca’ Vendramin Calergi. Per informazioni: www.veneziaeventi.com; www.casinovenezia.it

Dal 4 al 10 agosto, invece, l’evento arriverà in tutta Italia con tasting, spettacoli, mostre e le melodie di #suonodabere, che animeranno centinaia di cantine MTV e di comuni di Città del Vino.

Ad Expo Milano. Nell’anno dell’Esposizione Universale di Milano, tappa d’eccezione sarà inoltre quella al Padiglione VINO – A Taste of Italy a Expo, grazie all’accordo con Vinitaly-Veronafiere: sette appuntamenti serali – ogni giorno dalle 20.00 alle 21.30 in terrazza, presso la sala Symposium, – per scoprire i vini MTV di tutto il Paese (ingresso al padiglione vino gratuito. Costo degustazioni MTV, inclusi calice e tasca: 10 euro).

Fonte: Servizio Stampa Movimento Turismo Vino

 

Doc Venezia apre alla possibilità di una Doc interregionale Pinot Grigio

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Giorgio Piazza, presidente Consorzio Vini Venezia

Comunicare al mondo i vini di Venezia, stabilizzare le produzioni e soprattutto chiudere positivamente la partita del Pinot Grigio. Sono questi i tre obiettivi che si è posto il rinnovato Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vini Venezia. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha confermato alla presidenza Giorgio Piazza, coadiuvato dai riconfermati vice presidenti Pier Claudio De Martin e Franco Passador.

Pinot Grigio, nascerà una Doc interregionale? «”Governare” e valorizzare il nuovo fenomeno Pinot Grigio è, secondo me, una delle priorità del mondo vitivinicolo veneto – afferma Giorgio Piazza – Serve un salto di qualità notevole sposando da parte di tutti l’unico percorso attuabile, quello della Doc interregionale, che differenzierà inequivocabilmente il Pinot Grigio da tutti gli altri, italiani e non. Dal canto suo, il Consorzio Vini Venezia è disponibile ad aprire i confini della sua Doc Venezia Pinot Grigio e trasformarla in una grande Doc che abbracci la produzione del Pinot Grigio interregionale di qualità».

Il nuovo CdA. Hanno fatto l’ingresso tre ‘quote rosa’; si tratta di Isabella Collalto, Lucia Paladin e Astrid Scala. Il nuovo CdA è così composto: Tersilio Bellotto, Antonio Bonotto, Riccardo Bonotto, Virgilio Bozzetto, Isabella Collalto, Pierclaudio De Martin, Francesco Favro, Roberto Galli, Giancarlo Guidolin, Sergio Luca, Lucia Paladin, Franco Passador, Giorgio Piazza, Jean Pierre Regini, Astrid Scala, Mauro Stival, Loris Vazzoler e Luca Zuccarello. Sono stati anche nominati i presidenti dei Comitati di Denominazione: per la DOCG Lison Francesco Favro, per la DOCG Malanotte del Piave Antonio Bonotto, per la DOC Lison-Pramaggiore Mauro Stival, per la DOC Piave Giancarlo Guidolin e per la DOC Venezia Lucia Paladin.

Due nuovi “musei enoarcheologici” a Venezia. Comunicazione e promozione dei Vini Venezia proseguiranno anche attraverso il grande progetto su Venezia, partito dalla ricerca e dalla mappatura delle viti antiche ritrovate su vigneti, giardini ed orti di Venezia e laguna e che ha portato alla realizzazione di due nuovi vigneti, uno sull’Isola di Torcello e l’altro all’interno del brolo del convento dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio. I vigneti sono due musei di enoarcheologia nei quali è salvaguardata la biodiversità enoica di Venezia e del Veneto orientale.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

8-12 luglio 2015, a Cembra (Tn) si tiene la XXVIII rassegna dei vini Müller Thurgau

Cembra mostra Muller Thurgau vigneti terrazzati a giovo - deflorianApre oggi con l’inaugurazione prevista alle ore 18.30 la XXVIII Rassegna Vini Müller Thurgau in programma a Cembra (Tn) dall’8 al 12 luglio 2015. L’edizione 2015 si focalizza sull’avvicinamento del pubblico ad un consumo consapevole del vino, in particolare a quello di montagna, facendo emergere le caratteristiche che distinguono la vitienologia di montagna e quella operata nelle zone “eroiche” da quella di altre realtà, ad iniziare da quella massiva di pianura.

Speed Wine e Wine Coach. L’edizione 2015 della Rassegna certifica l’ottimo stato di salute del Müller Thurgau, che al XII Concorso Enologico Internazionale ha visto una confortante messe di Medaglie d’Oro (14) che hanno surclassato le Medaglie d’Argento (3), oltre che un consistente incremento delle etichette iscritte rispetto all’edizione 2014 (61 in totale, 45 dall’Italia e 16 dall’estero). Quest’anno, il Comitato Mostra Valle di Cembra organizzatore dell’evento enologico propone al pubblico due interessanti iniziative: gli “Speed Wine” e il “Wine Coach”. I primi sono appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno durante i quali i Sommelier dell’Ais Trentino propongono a piccoli gruppi di enoappassionati degustazioni guidate a tema e non, dove si possono apprezzare le sfumature esistenti tra i vari vini presenti in Rassegna. Gli “Speed Wine” sono in programma ogni giorno e con cadenza oraria, da giovedì 9 a domenica 12 luglio, unitamente alle degustazioni libere effettuabili da chiunque. Il “Wine Coach” di venerdì 10 luglio (ore 21.00) vede protagonisti i 10 migliori vini di montagna secondo le guide enologiche nazionali ed internazionali. Sarà la wineblogger Adua Villa a condurre i partecipanti alla scoperta delle caratteristiche e sfumature dei vari vini proposti.

Gemellaggio tra vini di montagna e pianura. Sabato 11 luglio (ore 11.00) è in programma la celebrazione del gemellaggio tra i vini di montagna della Valle di Cembra con quelli di pianura del Consorzio Vini Colli Piacentini: in collaborazione con i Sommelier di Ais Trentino, i presidenti del Comitato Mostra, Bruno Pilzer, e del Consorzio vini Colli Piacentini, Roberto Miravalle, presenteranno ciascuno due vini bianchi caratteristici del loro territorio. A seguire, nel pomeriggio (ore 15.00) si svolgerà a cura di Roberto Gaudio la degustazione dei migliori vini di montagna premiati durante le ultime edizioni del Concorso Vini di Montagna del Cervim di Aosta. Chiude la giornata la premiazione spettacolo dei vini premiati al XII Concorso Enologico Internazionale, dove i singoli produttori premiati presenteranno nel corso di una pubblica degustazione guidata dalla wineblogger Adua Villa i loro vini.

Fonte: Servizio Stampa Rassegna Vini Müller Thurgau

Annata viticola 2015 in Veneto, ritorno alla normalità rispetto al calo di produzione 2014

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-L’annata viticola 2015, pur con alcuni andamenti climatici fuori norma, come per esempio gli sbalzi termici di aprile e maggio e l’ondata di calore registrata nella prima parte di giugno, per il momento sta progredendo bene, accompagnando con regolarità lo sviluppo della pianta. E’ questa, in sostanza, la fotografia del vigneto veneto scattata lo scorso 17 giugno dagli esperti regionali in occasione del primo incontro del Trittico Vitivinicolo 2015, promosso da Veneto Agricoltura, Regione Veneto, CIRVE dell’Università di Padova e CRA-VIT.

Sviluppo regolare. Più in dettaglio, Diego Tomasi e Patrick Marcuzzo del CRA-VIT hanno ricordato che la vite, germogliando nella media stagionale, non ha corso quest’anno pericoli di gelate tardive. Anche la fioritura è stata in linea con la media del periodo, vale a dire tra l’ultima decade di maggio e la prima di giugno a seconda della cultivar. Sulla base di queste primissime indicazioni, ad oggi è possibile ipotizzare una data di raccolta dell’uva a cavallo tra agosto e settembre per le cultivar precoci, dunque nella norma. Come per le passate stagioni, le aree con maggior anticipo fenologico sono quelle centro/orientali della regione. Al momento, il vigneto veneto si presenta dunque in buone condizioni vegeto-produttive, con rese in leggero recupero rispetto la passata stagione. Le piogge degli ultimi giorni, specialmente nell’area orientale della regione, hanno risolto alcuni stati iniziali di carenza idrica, favorendo la prossima ripresa vegetativa. Da sottolineare però che il ciclo vegetativo ha ancora un lungo percorso davanti a sé e, forti dell’esperienza del 2014, non conviene abbassare l’attenzione sui vigneti.

Prime stime di produzione. Fermo restando le cose, le prime stime ipotizzano un aumento produttivo generalizzato in tutte le cultivar rispetto al 2014, annata che è stata comunque scarsa. L’aumento è imputabile principalmente ad una maggiore fertilità delle gemme. Più in dettaglio, rispetto al 2014, si prevede un incremento delle rese in uva del 4/6% per il Pinot grigio, del 5% per il Chardonnay, Merlot, Corvina e Rondinella. Per queste ultime due varietà è da segnalare una forte grandinata che ha colpito una vasta area della Valpolicella. Più contenuti invece gli incrementi produttivi per Glera e Garganega.

Stato sanitario del vigneto veneto. Anche lo stato sanitario del vigneto veneto viene segnalato in generale buono, senza forti pressioni di peronospora. L’oidio invece può destare qualche preoccupazione in più a causa dell’innalzamento termico della prima parte di giugno. Per quanto riguarda la flavescenza dorata non si riscontrano grosse problematiche, a parte qualche segnalazione nella zona del vicentino. In alcune aree si manifestano problemi di escoriosi, condizionati soprattutto dall’andamento molto piovoso della passata stagione. Il numero di interventi antiparassitari sono stati al momento limitati (mai superiori a 4/5). Da sottolineare la presenza di giallumi della vegetazione (specialmente nel veronese), superiore rispetto gli anni scorsi. La causa più probabile è da ricondurre ad una non ottimale efficienza dell’apparato radicale che nel 2014 ha lavorato specialmente con i palchi più superficiali dato le condizioni di asfissia dei suoli. Questo ha causato anche uno scarso accumulo di riserve con negative ripercussioni nella corrente annata. Anche la scarsa regolarità dell’andamento meteorologico può aver accentuato il problema.

 L’incidenza del clima. L’incontro di Conegliano, oltre a fare il punto sullo stato vegetativo e fitosanitario del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, è servito anche per analizzare, con Francesco Rech del Servizio Meteorologico dell’ARPAV, l’andamento meteo stagionale e le previsioni per le prossime settimane, nonché, ancora con Diego Tomasi, l’incidenza dei cambiamenti climatici sulla vite, che in questi ultimi anni, come è stato dimostrato, ha saputo adattarsi piuttosto bene sia alle stagioni particolarmente piovose che siccitose.

Varietà resistenti. Stefano Soligo di Veneto Agricoltura ha presentato, infine, lo stato dell’arte sugli studi sulle varietà di vite resistenti ai funghi, fornendo alcune indicazioni vegeto-produttive su quelle iscritte al registro nazionale delle varietà di vite e su quelle ammesse alla coltura nel Veneto, che sembrano offrire una alternativa efficace all’aumento di queste patologie così problematiche per i produttori.

Fonte: Veneto Agricoltura

ARGAV e Fondazione Italiana Sommelier Veneto, accordo sul vino

Firma Vita_D'Alessandro_Stelluto

da sx Mimmo Vita, Raul D’Alessandro, Fabrizio Stelluto

Il 14 giugno 2015 ARGAV e FIS Veneto, l’articolazione regionale della Fondazione Italiana Sommelier, hanno siglato un’intesa che guarda alla formazione di giornalisti e comunicatori del vino.

L’intesa ha avuto come cornice l’assemblea annuale ARGAV, svoltasi presso la Cooperativa Agrimea di Marana di Crespadoro (Vi), premio ARGAV 2014. L’accordo quadro, promosso su iniziativa del giornalista e socio ARGAV Gian Omar Bison, è ampliabile ad altre realtà del settore ed ha l’obiettivo di dare al giornalista, all’addetto stampa, al blogger o comunicatore del vino, corsi per rispondere a una prima necessità di chi scrive, anche di vino, nei media.

Iniziativa al via da Ottobre 2015. Alla presenza del Presidente UNAGA Mimmo Vita, che ha sugellato l’intesa, replicabile in altre realtà regionali UNAGA e FIS, il Presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e FIS Veneto Raul D’Alessandro hanno siglato la collaborazione, che avrà la durata di tre anni. In fase di organizzazione, come detto, un corso base, riservato ai soci ARGAV, che si svolgerà su quattro serate da Ottobre 2015 a Gennaio 2016, ogni secondo venerdì del mese, dalle ore 17.30 alle ore 20.30 in diverse aziende vitivinicole del Veneto. Il percorso formativo sarà curato da docenti di Fondazione Italiana Sommelier del Veneto, con le proprie metodologie didattiche.

A Baver, nell’alto Trevigiano, un borgo e un vigneto storico tutelati dalla legge e dal cuore

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vigneto storico di Baver, Zhercol (foto Ass.ne Culturale Borgo Baver)

(di Marina Meneguzzi) Nonostante Giove Pluvio, lo scorso 18 aprile i soci ARGAV hanno visitato il borgo e il vigneto storico di Baver a Pianzano, nel comune di Codega di Sant’Urbano (TV). Si trattava di un’occasione imperdibile, offertaci dall’Associazione Culturale Borgo Baver onlus: vedere un vero e proprio museo vivente dell’antica viticoltura veneta che, da febbraio 2014, è stato posto sotto tutela – primo esempio in Italia – dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso come bene culturale di natura etnoantropologica (inerente alla storia sociale e culturale dell’uomo).

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto_Augusto Fabris_Remigio Possamai

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto, Augusto Fabris, Remigio Possamai (foto Marina Meneguzzi)

A vincere, l’impegno civile. Il vincolo emesso sancisce in maniera definitiva il valore dell’area ravvisando nel vigneto di Baver un bene che può essere classificato come uno degli ultimi residui di un’antica forma di conduzione agricola, la piantata padana, dove i vitigni tradizionali vengono fatti crescere sposandoli ad un albero come sostegno. La tutela è stata resa possibile grazie al lavoro di numerosi funzionari degli Organi periferici del Ministero dei Beni Culturali, tra cui la storica dell’arte Marta Mazza, che segue per la Soprintendenza del Veneto la tutela e la valorizzazione dei beni storici, artistici ed etnoantropologici; ma soprattutto grazie all’amore per il patrimonio storico-culturale e ambientale del borgo  – che risale all’epoca Longobarda ed è a sua volta posto sotto tutela –, dimostrato tenacemente da persone nate e cresciute a Baver e riunitesi nell’Associazione per difenderne le sorti.

Augusto Fabris, il maestro contadino

Augusto Fabris, il maesto contadino (foto Marina Meneguzzi)

Augusto Fabris_Fabrizio Stelluto

Augusto Fabris riceve la penna ricordo ARGAV dal presidente Fabrizio Stelluto

“Abbiamo vinto perché crediamo nei valori da cui proveniamo“, ci hanno detto Daniele Botteon e Roberto Netto, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione, insieme ad Augusto Fabris, il maestro-contadino (da una citazione dell’editore trevigiano Ferruccio Mazzariol), che segue insieme ai figli ventenni Marco e Luca i lavori nel vigneto tramandati di generazione in generazione. Con loro, anche  Luisa Botteon, che ci ha illustrato con dovizia di particolari i preziosi affreschi del ‘400 della chiesetta di San Biagio, di proprietà della famiglia Dal Cin, e Tiziana Covre, che ci ha aperto con grande simpatia le porte di casa per l’assaggio dei vini prodotti nel vigneto di Baver.

A delimitare il terreno, antichi toponimi. L’antico vigneto si estende su circa un ettaro e mezzo di terreno ed è suddiviso in tre appezzamenti contigui: il vigneto storico è nel Zhercol (da cerchio in dialetto), qui ci sono le viti risalenti ad inizio Novecento – Merlot, Tocai, Verdiso, Verdicchio, Pignolo Nero Clinto – e altri vitigni reimpiantati di recente (Marzemina bianca e bastarda), maritati al gelso, all’olmo e all’acero campestre. Nel secondo appezzamento, il Talpon (da pioppo in dialetto), ci sono tre filari di viti di Merlot impiantati a fine anni Cinquanta del secolo scorso, uno dei quali maritato ai gelsi. C’è anche un filare risalente al 1921, sempre maritato ai gelsi, con viti di Verdiso, Bianchetta, Merlot e Riesling italico. Infine, nel Talponet (piccolo pioppo in dialetto), c’è un vigneto sperimentale progettato in collaborazione con il Cra-Vit di Conegliano e la Regione Veneto, in cui sono state impiantate varietà locali – Bianchetta, Turchetta, Recantina, Incrocio Manzoni 1.50 – sostenute da pali di castagno. In tutti e tre gli appezzamenti Augusto non impiega cemento o plastica, lega i tralci a mano con vimini e rami leggeri, fa trattamenti a base d rame e zolfo, senza usare diserbanti e in caso di malattie particolari, impiega prodotti ammessi in agricoltura biologica. “Il lavoro è molto faticoso – raccontano Augusto, Marco e Luca – ma siamo ripagati dal pensiero che stiamo tramandando la memoria delle persone che ci hanno affidato questo patrimonio“.

Brindisi vini vigneto Baver

brindisi tra soci ARGAV e Ass.ne Culturale Borgo Baver con i vini del vigneto di Baver

In alto i calici. Come accennavo prima, a fine visita abbiamo brindato con i vini del vigneto coltivato da Augusto – tre vini a bacca rossa, Recantina, Turchetta e Merlot ed uno a bacca bianca, Verdiso fatto rifermentare in bottiglia con il metodo surly – e da lui prodotti con l’aiuto dall’amico enologo Remigio Possamai. Tutti vini dai sentori sinceri, che mi viene facile associare ai vini genuini descritti negli anni ’70 del secolo scorso da Mario Soldati nel suo libro di viaggi attraverso l’Italia “Vino al Vino”.

Chi fosse interessato a visitare il vigneto, insieme alla chiesa di S. Biagio, puo scrivere all’indirizzo email info@baver.it

Expo 2015, inaugurato lo spazio Regione Veneto al padiglione “Vino – A taste of Italy”

MANZATO VINO EXPO FOTO DI GRUPPO FAMIGLIA VENETALa Regione Veneto, rappresentata dall’assessore all’Agricoltura Franco Manzato, ha inaugurato ieri l’“Area Diamante”, lo spazio dedicato ai vini veneti all’interno del Padiglione “Vino – a taste of Italy” di Expo 2015 a Milano.

Vini veneti esposti a rotazione. Presenti all’incontro il presidente U.VI.VE, insieme a numerosi presidenti e direttori dei principali Consorzi di Tutela del territorio, che hanno collaborato alla piena realizzazione dello spazio espositivo. I vini veneti saranno esposti a rotazione, offrendo ai visitatori la possibilità di essere degustati. Al piano terrà è prevista un’area emozionale con installazioni multimediali, mentre il primo piano ospiterà un’area promozionale, con degustazioni guidate e masterclass.

Il padiglione dedicato al vino è stato realizzato rispettando i principi della sostenibilità, proponendo allestimenti e scenografie ad alto impatto emozionale. Il percorso è stato ideato come un viaggio fra cultura, arte e storia dell’Italia, per emozionare e far conoscere la biodiversità varietale e culturale di un patrimonio unico al mondo. “Essere ad Expo non significa solo valorizzare il singolo prodotto locale, ma tutta una rete di aziende produttrici e trasformatrici che negli anni hanno fatto conoscere al Mondo la qualità dei prodotti e il fascino della tradizione culinaria veneta. La finalità è quella di mostrare così la forza della nostra filiera e il valore delle produzioni di qualità che coltiviamo su tutto il territorio regionale”, ha chiosato Manzato.

Fonte: Regione Veneto

1 luglio 2015, dalla fusione di tre storiche cantine cooperative vicentine, nasce Vitevis

Botti ph. Cantina di GambellaraOltre 2.200 ettari di vigneto, quasi 1.500 viticoltori conferitori e una produzione media annua stimata in 370mila quintali di uva, con un forte potenziale di crescita che potrebbe tradursi in futuro in 10 milioni di bottiglie tra vini fermi e spumanti, grazie a un moderno impianto produttivo e nuovi investimenti. Si presenta così Vitevis, la nuova realtà vitivinicola della provincia di Vicenza che nascerà ufficialmente a luglio dalla fusione di tre storiche cantine del territorio – la Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore (fondata nel 1955), la Cantina di Gambellara (1947) e la Cantina Val Leogra di Malo (1961) – con l’obiettivo di penetrare con efficacia i mercati internazionali e mettere a sistema i rispettivi punti di eccellenza, ottimizzando costi e investimenti.

3 cantine, unica gestione, 3 identità. Guardando ancora ai numeri delle tre realtà vitivinicole, con un fatturato complessivo di 34 milioni di euro raggiunto nel 2014, una cinquantina di dipendenti e quattro punti vendita sul territorio, non mancano le premesse necessarie a promuovere al meglio il vino vicentino in Italia e all’estero. Il via libera all’importante progetto di fusione è arrivato nei giorni scorsi dalle assemblee dei soci delle tre cantine fondatrici, che, a fronte di un’unica gestione, continueranno a mantenere la propria identità. La valorizzazione delle rispettive tipicità è infatti un punto fermo condiviso all’interno della nuova realtà, che abbraccia produzioni comprese tra i colli berici e le colline del Soave e dell’ovest vicentino e proporrà i vini di tutte le Doc del territorio (Colli Berici, Gambellara, Lessini Durello, Prosecco, Soave e Vicenza) oltre a quelli di alcune Igt venete. Ogni cantina manterrà e potenzierà quindi la propria vocazione, come nel caso della Cantina Val Leogra, destinata esclusivamente alla produzione di vino biologico e alla valorizzazione dei territori collinari.

Maggiore forza commerciale. “Per il vino vicentino si aprono nuovi importanti scenari in Italia e all’estero – affermano i consigli di amministrazione delle tre cantine fondatrici – grazie a una maggiore forza commerciale e a scelte strategiche condivise che consentiranno una forte valorizzazione dei vini prodotti a beneficio di tutti i soci e del territorio in generale. La produzione di vini tipici di qualità e la differenziazione delle proposte per i diversi mercati di riferimento sono le due direttrici di questo grande progetto, voluto dalle basi sociali delle cantine e aperto anche all’entrata di nuovi agricoltori intenzionati a sposare la nostra filosofia di azione”. Vitevis sarà operativa a tutti gli effetti da mercoledì 1° luglio 2015, giorno in cui sarà firmato l’atto costitutivo della nuova realtà e verranno definiti gli organi di rappresentanza.

I numeri delle cantine fondatrici. La Cantina Colli Vicentini conta 1.016 soci viticoltori per un totale di 1.577 ettari di vigneto. Sono invece 298 i soci della Cantina di Gambellara, la cui superficie vitata si estende per circa 600 ettari. A Malo i soci della Cantina Val Leogra sono 65, mentre gli ettari di vigneto sono 50.

Fonte: Servizio Stampa Vitevis