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Feste natalizie, 1 consumatore su 3 non rinuncia allo spumante, ma in 6 anni calo dei consumi del 45 per cento

bollicine-italiane-150x150“Siamo in stagnazione consolidata, ovvero una ridimensione della vita e della spesa quotidiana”, questo in sintesi il commento di Giampietro Comolli, presidente di OVSE (Osservatorio Economico Nazionale dei mercati e consumi vini e vini spumanti), sui consumi delle feste 2014-2015.

Calo del 45% in sei anni. A fine anno alla bottiglia di spumante non si rinuncia, ma sono lontani i tempi delle 91 milioni di bottiglie stappate durante le feste nel 2008-2009. Si stima che, tra Natale e Capodanno 2014-15, saranno stappati meno di 50 milioni di tappi made in Italy, valore al consumo intorno a 420 milioni di euro (identico al 2013). In calo anche il consumo di Champagne, intorno a 2,4 milioni di pezzi compresi i regali (calo del 30% rispetto agli anni d’oro).

Consumi per tipologia. Buoni segnali per i topwine Franciacorta (in crescita), il Valdobbiadene docg e il Cartizze docg selezionati e particolari, dopo anni di crescita continua, consolidano le posizioni. Il crollo si manifesta nelle tipologie meno note, meno reclamizzate, meno sostenute con continuità, regolarità e dettaglio e con prezzi intermedi. Vanno bene i Franciacorta intorno a 20-25 euro e i Cartizze a 12-15 euro, cali evidenti per la fascia generica fra 8-16€. Stabile il consumo di bottiglie fra 4-8 euro sullo scaffale. In calo anche i regali di più bottiglie, a favore delle confezioni miste. Lievissimo calo per le etichette di grandi Champagne. Export: il cult per le bollicine tricolori è ancora alto e sempre in crescita di posizione e livello. Da 14 anni a questa parte, le bottiglie delle feste sono passati da 90 milioni a 170 milioni, oltre ad un maggiore consumo spalmato nei 12 mesi.

Fonte: OVSE

E’ veneto il miglior sommelier AIS d’Italia 2014

Ottavio VendittoOttavio Venditto è il vincitore del concorso Miglior Sommelier AIS d’Italia – Premio Franciacorta 2014. Il giovane sommelier, padovano di nascita e veneziano d’adozione, fa parte della Delegazione AIS di Venezia e ha conquistato il titolo nazionale e l’ambito tastevin tricolore, superando in finale Valentina Merolli Porretta e Luca Degl’Innocenti, rispettivamente seconda e terzo in classifica.

La prova. Venditto, vent’otto anni e sommelier del Ristorante La Tavernetta al Lido di Venezia, si è imposto sugli altri due finalisti in una sfida appassionante svoltasi a Milano presso il Westin Palace Hotel. Dopo la selezione iniziata in mattinata, i tre si sono misurati in una serie di impegnative prove: la degustazione, la descrizione organolettica e il riconoscimento di tre vini; la degustazione, la decantazione e il servizio di un vino rosso; l’accoglienza dei clienti e la presa dell’ordine in lingua straniera (in inglese o in francese, a scelta dei singoli); un abbinamento cibo-vino, motivandone la scelta; una prova di comunicazione a partire da una traccia assegnata dalla commissione giudicante. Ottavio Venditto, già vincitore del Master of Friulano nel 2012, conclude un anno magico che l’ha portato in pochi mesi a conquistare il Master del Sangiovese, il Nebbiolo Master e il titolo nazionale.

Fonte: AIS

Grappa e accise, nuovi aumenti in vista nel 2015

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo

A partire dal 1° gennaio 2015 si profilano nuovi aumenti dell’accisa sugli alcolici: partendo da ottobre 2013, si tratta del quarto incremento della fiscalità per gli imprenditori del settore e l‘Istituto Nazionale Grappa non ci sta.  Il presidente di ING, Elvio Bonollo, intervenuto ieri all’incontro organizzato da AssoDistil e Federvini presso le Distillerie Franciacorta di Borgonato di Cortefranca, si è unito al coro di protesta di chi sostiene che con questi provvedimenti si vadano a colpire non solo prodotti tipici del made in Italy, ma anche i territori in cui tali produzioni di eccellenza sono radicate.

Contrazione dei consumi. “La nostra acquavite di bandiera – ha commentato Bonollo – già provata dalla situazione economica generale, in poco più di un anno è stata pesantemente penalizzata con politiche fiscali miopi e sciagurate che in più riprese hanno incrementato l’accisa di circa venti punti percentuali: qualcosa che non si era mai visto nella storia del nostro settore. A decorrere da inizio del prossimo anno è previsto un ulteriore aumento che porterà l’incremento complessivo da ottobre 2013 a circa 30 trenta punti percentuali sul quale – vale la pena ricordarlo –  graverà anche l’IVA del 22%. Tradotto in termini concreti, vi sarà un ulteriore aumento dei prezzi che condurrà ad una ennesima contrazione dei consumi con un effetto complessivo di riduzione del gettito totale incamerato dallo Stato. Continueremo a ribadire che si tratta di una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori dal momento che, lo confermano i dati storici, aumenti d’accisa determinano inevitabilmente contrazioni dei consumi”.

Influssi negativi sull’occupazione. Secondo i dati dell’Osservatorio Congiunturale Format, infatti, nel terzo trimestre dell’anno le aziende attribuiscono il calo del fatturato nell’80% dei casi alla crescita delle accise. Con questo quarto “balzello” previsto per il 1° gennaio 2015, la tassazione sugli spiriti arriverà a quota +30% e ciò potrebbe avere un impatto negativo anche sul fronte occupazionale, in quanto si potrebbero perdere oltre 6.700 posti di lavoro, soprattutto nelle zone per tradizione vocate a distillati e liquori come Piemonte, Lombardia, Veneto o Friuli Venezia Giulia. Se poi si considera che più del 70% delle vendite di grappa avvengono sul mercato nazionale si possono facilmente intuire gli effetti di questo ennesimo pesantissimo aumento sul settore della grappa, composto da aziende medio piccole, in gran parte a conduzione famigliare.

Tensione finanziaria. “Da un lato – ha ripreso Bonollo – la contrazione dei consumi determinerà una perdita di fatturato, gravando sugli equilibri economici delle grapperie, dall’altro l’ulteriore aumento del valore dell’accisa, che le aziende si trovano per lo più costrette ad anticipare allo Stato rispetto al momento dell’incasso dai clienti, comporterà un innalzamento della tensione finanziaria già alimentata dai ritardi nei pagamenti dovuti alla situazione congiunturale. E’ chiaro – ha aggiunto – che la combinazione dei due fattori economico e finanziario sopra evidenziati, in una situazione generale di già con diffusa difficoltà, rischia di essere fatale per molte realtà che pur non vantando grosse dimensioni, hanno comunque un impatto diretto ed indiretto sull’occupazione e sono, soprattutto, custodi di quella importante tradizione e di quell’esperienza, creata nel corso di generazioni di vite spese in duro ed appassionato lavoro in distilleria. Quel knowhow che ha consentito di creare la grappa e di perfezionarla nel tempo sino a farla diventare la nostra acquavite di bandiera”.

Inestimabile patrimonio di conoscenza. Oltre al danno economico infatti, si rischia di perdere irrimediabilmente una fetta significativa dell’inestimabile patrimonio di conoscenza che sta alla base della grappa, della sua inimitabile “italianità” e del suo grande valore sensoriale: non è accettabile che tanta tradizione, tanta esperienza, tanta capacità imprenditoriale che hanno saputo nascere e svilupparsi in aziende sane che non hanno badato a risparmiarsi e che si sono difese ed evolute nel corso di secoli, superando crisi economiche ed eventi bellici, possano finire per essere distrutte da politiche fiscali fini a se stesse in quanto inefficaci nel produrre i risultati in termini di aumento del gettito complessivo. “Ci siamo battuti e ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare questo ennesimo ingiusto e sciagurato aumento – ha concluso Bonollo –  andiamo innanzi uniti, contrapponendo a tanta miopia il grandissimo valore culturale che la grappa riesce a trasmettere grazie alla propria storia, alla peculiarità del proprio carattere ed alla sua capacità di poter appassionare e diffondere un modello di consumo qualitativo attento e consapevole che la sua stessa natura impone per poter essere pienamente compresa e goduta”.

Fonte:  Istituto Nazionale Grappa

Vignaioli indipendenti Fivi pronti alla disobbedienza civile per difendere il diritto a comunicare il territorio

Fivi_1Dal 1 gennaio 2015 i soci FIVI, si autodenunceranno se non verrà modificata la norma che impedisce di indicare nella comunicazione aziendale il territorio di appartenenza. Mettere il territorio italiano in bottiglia ma non poterlo comunicare equivale ad essere ambasciatori che non possono nominare la propria patria. I Vignaioli indipendenti sono pronti ad un’azione forte per ottenere la modifica della norma contenuta nel Regolamento Europeo 1308/2014 e accolta dal Testo Unico della vite e del vino che, equiparando l’etichetta ai materiali di comunicazione aziendale, vieta alle imprese del settore vitivinicolo di riportare su questi ultimi la propria regione di appartenenza.

La norma. L’Art. 53 (Titolo III) del Testo Unico della vite e del vino legifera sull’Impiego delle denominazioni geografiche nella comunicazione aziendale. Il 18 giugno scorso, nell’audizione presso la Commissione agricoltura della Camera dei Deputati, FIVI ha ribadito la necessità di distinguere, come non fa il legislatore europeo e di conseguenza quello nazionale, tra etichettatura vera e propria e informazioni equiparate all’etichettatura, per le quali il rischio di creare confusione nei consumatori è molto inferiore. L’interesse a proteggere dalle usurpazioni le DO e le IG non può portare al PARADOSSO per cui, allo stato attuale, un’azienda non può indicare nei propri materiali di comunicazione (siti internet, brochure, cataloghi, etc.) la REGIONE dove ha sede.

Le sanzioni
. In questo momento sono passibili di sanzioni tutte le aziende che riportano sui loro materiali di comunicazione, dai siti internet alle brochure ai cataloghi dei prodotti ai cartoni personalizzati, il nome della loro regione di appartenenza, se questo coincide con una DO o una iG non prodotta dall’azienda. In Piemonte, per questa ragione, si è già verificato il caso di pesanti sanzioni economiche, che nulla hanno a che fare con la vera tutela delle DO e IG italiane: un produttore di Barolo, quando indica come sede aziendale la regione delle Langhe in Piemonte, non usurpa né Langhe né Piemonte,ma semmai onora queste denominazioni.

 Non è accettabile che, ancora una volta, la burocrazia imponga assurdi costi alle imprese che lottano ogni giorno per la propria sopravvivenza, a fronte non di un beneficio ma addirittura di un danno. Per questo, Fivi chiede che entro il 31 dicembre 2014 tale norma venga modificata.

L’azione. 
Se da parte delle autorità italiane non saranno intraprese azioni idonee a cambiare lo stato delle cose, i vignaioli associati a Fivi sono pronti ad autodenunciarsi, agendo concretamente e coscientemente in violazione della legge: dal 1 gennaio 2015 pubblicheranno in grande evidenza sui loro siti aziendali la loro regione di appartenenza. Rischiando quindi le sanzioni. Accorata la dichiarazione del presidente Matilde Poggi: “È un’azione forte ma sentiamo il dovere di far sentire la nostra voce per tutelare gli interessi di tutti i vignaioli italiani. I nostri vini sono i portavoce delle zone viticole di tutta Italia, sono il frutto del nostro impegno quotidiano a valorizzare, promuovere e custodire il paesaggio, sono messaggi in bottiglia che parlano a tutto il mondo del nostro paese. Insieme a tutti i nostri colleghi produttori del comparto agroalimentare nazionale siamo ambasciatori della nostra terra; come possiamo raccontarla al mondo senza nemmeno poterla citare?”

29-30 novembre 2014, la fiera-mercato. Chi desidera, potrà incontrare i vignaioli indipendenti e assaggiare i loro vini in occasione della fiera-mercato organizzata per la 4^ edizione da Fivi in collaborazione con Piacenza Expo alla la Fiera di Piacenza (adiacente l’uscita di Piacenza Sud). Ben 265 saranno i vignaioli indipendenti presenti da 19 regioni. I visitatori potranno degustare centinaia di vini artigianali, la maggioranza da vitigni autoctoni, e li potranno acquistare direttamente da chi li produce. L’elenco completo degli espositori è consultabile QUI

Fonte: FIVI

Vendemmia 2014, prezzio stazionari o in ribasso

vendemmia-grappoliLa difficile vendemmia 2014, caratterizzata da un andamento climatico estivo particolarmente umido e piovoso che ha creato non pochi problemi alla gestione dei vigneti, è risultata deludente non solo dal punto di vista produttivo (Veneto Agricoltura e Assoenologi stimano un calo del 10-15%), ma anche dal punto di vista commerciale.

Prezzi, trend stazionario se non al ribasso. Gli esperti di Veneto Agricoltura hanno valutato le quotazioni delle uve presso le Camere di Commercio di Verona, Padova e Treviso; l’analisi mette in evidenzia un andamento generalmente stazionario o al ribasso, in cui solamente alcune varietà hanno beneficiato di un significativo incremento di prezzo. La media calcolata per tutte le tipologie di uva considerate, quotate presso le Borse merci, risulta in calo del 6% rispetto al 2013, già a sua volta cedente dopo 3 anni di incrementi.

I prezzi nella Marca. Il calo più evidente lo si osserva a Treviso (-8% in media) dove quasi tutte le tipologie di uva presentano quotazioni al ribasso rispetto all’anno precedente. Tra queste spiccano le flessioni intorno al -30% di Pinot grigio (sia DOC che IGT), Verduzzo IGT, Tocai IGT e Pinot nero IGT. In positivo invece l’andamento di alcune tipologie di Glera, vitigno dalle cui uve si ottiene il principale prodotto enologico del territorio, il Prosecco. Le uve di Glera atte a DOCG (Prosecco Superiore di Conegliano-Valdobbiadene e Cartizze) registrano un aumento di prezzo del 2% e del 10%, mentre la Glera IGT del 10%. In calo invece la Glera per Prosecco DOC (-8%) e quella da supero IGT (-15%).

A Verona la flessione dei prezzi delle uve si attesta al 6% e ha riguardato le uve per vini da tavola, IGT e della DOC Valdadige. Anche a Verona i ribassi più rilevanti sono stati registrati per il Pinot grigio, sia DOC (-27%) che IGT (-30%), mentre sono risultate sostanzialmente stabili le quotazioni delle DOC Bardolino, Valpolicella, Custoza e Soave. In leggero aumento i prezzi delle uve di Recioto e Amarone (+5%).

Le quotazioni alla Borsa merci di Padova, mediamente inferiori di circa il 30% a quelle di Verona e Treviso, indicano un decremento medio del 4% rispetto all’anno precedente, con andamenti piuttosto diversi in base alla tipologia. Anche in questo caso il ribasso più rilevante riguarda il Pinot grigio (-26%), mentre tra le uve IGT risultano al rialzo Glera (+13%) e Rabosa (+14%). Aumenti significativi, intorno al 20%, si osservano per le uve atte alla produzione dei rossi DOC Colli Euganei, mentre quelle utilizzate per la produzione dei bianchi DOC Colli Euganei e del Fior d’Arancio DOCG registrano una variazione moderatamente negativa, tra il 5 e il 10%. Per scaricare le tabelle con i prezzi delle uve 2014 clicca qui.

Fonte: Veneto Agricoltura

 

Da novembre 2014, al via la sesta edizione dei “Corsi della Scuola Italiana di Potatura della Vite”. Lezioni anche in Veneto.

Scuola di PotaturaSono aperte le iscrizioni ai corsi della Scuola Italiana di Potatura della Vite, che i Preparatori d’Uva terranno in 13 sedi regionali da novembre 2014 a febbraio 2015. La Scuola, creata da Simonit&Sirch, consolida in questa sesta edizione la sua presenza nei territori di pregio della viticultura italiana,  con 13 sedi permanenti e Tutor di potatura, che fanno parte del Team di Marco Simonit e che lavorano in varie zone viticole d’Italia e d’Europa.

Dove si tengono i corsi. Frequentata da centinaia di persone ogni anno, rafforza anche le collaborazioni con importanti Università e Istituti di Ricerca Italiani che contribuiscono al progetto con approfondimenti di fisiologie e patologia della vite. Novità di questa edizione è la collaborazione con la Sezione di Scienze della Vigna e del Vino dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. I corsi 2014/2015 si terranno in Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Veneto (nelle due sedi di Conegliano e della Valpolicella), Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia, Toscana (nelle due sedi in Chianti e in Maremma). La tredicesima sede, in via di definizione entro l’anno, sarà in Sardegna, in provincia di Cagliari, e vedrà la collaborazione dell’Università degli Studi di Sassari.

Le lezioni si terranno tra novembre 2014 e febbraio 2015 per la potatura invernale e maggio 2015 per la potatura verde. Come per le scorse edizioni, sono aperte a tutti (addetti ai lavori, tecnici, studenti o anche semplici appassionati del verde) e si articoleranno in 4 giorni di lezione per un totale di 32 ore formative. In Friuli Venezia Giulia, in Toscana (sede di Suvereto) e in Veneto (sede di Conegliano) dove si terrà la ginnastica dei potatori le giornate saranno 5 (vedi paragrafo successivo). I primi 3 giorni si terranno in inverno, con 24 ore di corso focalizzate su teoria e pratica della potatura ramificata sulle forme di allevamento a taglio corto e lungo. Saranno date nozioni di anatomia, morfologia e patologia della vite. Alla parte teorica si affiancherà quella pratica, in vigneti dove il team Simonit&Sirch applica già da tempo il Metodo, con dimostrazione di potatura da parte dei tutor (in cui verranno evidenziate manualità e postura corrette) e esercitazioni individuali di potatura per i partecipanti. Il quarto giorno si terrà nella primavera 2015 per la gestione dei lavori in verde. A chi frequenterà sia le lezioni invernali che quella primaverile e supererà i test finali, sarà rilasciato un attestato di frequenza.

L’obiettivo della Scuola è insegnare le basi su cui si fonda il Metodo Simonit&Sirch di potatura ramificata della vite, ormai adottato da oltre 130 fra le principali cantine italiane ed europee. “I risultati di una corretta potatura e di un’attenta gestione del verde si vedono chiaramente durante la vendemmia. Le viti potate secondo il nostro Metodo – dice Marco Simonit – danno uve più sane, omogenee, di migliore qualità, più facili da raccogliere anche in annate di vendemmia difficile come è il 2014. Infatti, essendo delle piante equilibrate, hanno una maturazione più omogenea, cosa che quest’anno ha fatto la differenza, soprattutto al Nord, che ha dovuto affrontare più che le altre zone della penisola le note problematiche meteorologiche”. In sintesi, il Metodo Simonit&Sirch si fonda su 4 regole base che possono essere applicate universalmente: permettere alla pianta di crescere con l’età, di occupare spazio col fusto e con i rami; garantire la continuità del flusso linfatico; eseguire tagli di piccole dimensioni sul legno giovane, poco invasivi; utilizzare la cosidetta tecnica “del legno di rispetto” per allontanare il disseccamento dal flusso principale della linfa.

Iscrizioni. Date e programmi dettagliati si trovano sul sito www.simonitesirch.it, (tel. 0432.752417) dove si possono anche fare le iscrizioni online. Il costo è di 360 € (390 € per Friuli Venezia Giulia, Toscana sede di Suvereto, Veneto sede di Conegliano dove si terranno anche le lezioni di ginnastica). Il costo del corso per gli studenti delle Università ed Istituti partner è di 70 € (previa comunicazione alla segreteria della Scuola: scuola@preparatoriuva.it).

Ginnastica dei potatori. Visto l’ottimo riscontro ottenuto l’anno scorso, quando erano state avviate in via sperimentale, si ripropongono a Cormòns (Friuli Venezia Giulia), Suvereto (Toscana) e Conegliano (Veneto) le lezioni di ginnastica per potatori di Catherine Berger, esperta in risorse umane, e Pierre Le Guennec, fisioterapista. Si tratta di esercizi per la schiena, il collo, le braccia, le mani da fare prima e dopo il lavoro, studiati appositamente per i movimenti che compie il potatore “perché – dice Marco Simonit – per prendersi cura delle vigne, bisogna innanzitutto prendersi cura del proprio corpo. Perciò abbiamo deciso di mettere al centro della formazione in vigna anche il benessere del potatore”.

Calendario corsi sessione invernale. 17-18-19-20 novembre 2014  FRIULI VENEZIA GIULIA – Cormòns (Go); 17-18-19 novembre 2014 VENETO – Pedemonte della Valpolicella (Vr); 19-20-21 novembre 2014                         TOSCANA – Castelnuovo Berardenga (Si); 20-21-22 novembre 2014 SICILIA – San Giuseppe Jato (Pa); 24-25-26 novembre 2014 LOMBARDIA – Erbusco (Bs); 26-27-28-29 novembre 2014, TOSCANA – Suvereto (Li);
27-28-29 novembre 2014 EMILIA ROMAGNA- Tebano (Ra); 1-2-3 dicembre 2014 UMBRIA/LAZIO – Velletri (Roma); 11-12-13 dicembre 2014  PIEMONTE – Pollenzo (Cn); 18-19-20 dicembre 2014 CAMPANIA – Sorbo Serpico (Av); 28-29-30-31gennaio 2015 VENETO – Conegliano (Tv); 2-3-4 febbraio 2015  TRENTINO ALTO ADIGE – Laimburg (Bz); Gennaio 2015 (data da definire) SARDEGNA (Cagliari)

Fonte: Simonit&Sirch

5/10/14, torna Grapperie Aperte, Veneto protagonista con 5 distillerie

grapperie aperte  - visiteMancano pochi giorni all’undicesima edizione di Grapperie Aperte 2014 che parlerà anche Veneto. Tra i protagonisti della giornata dedicata al distillato di bandiera organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa per domenica 5 ottobre e che vedrà coinvolte 31 grapperie di tutta Italia, c’è infatti anche il Veneto con cinque distillerie, tre in provincia di Vicenza e due in provincia di Treviso.

Il viaggio inizia in provincia di Vicenza, esattamente a Montegalda, con la Distilleria Fratelli Brunello che, dalle 10 alle 18 si presentano ai visitatori con degustazioni libere e un tour aziendale per conoscere da vicino i segreti delle loro grappe. Tra le novità dell’edizione 2014, anche la presentazione di un aperitivo, bHappy, che verrà offerto a tutti i visitatori e che punta a richiamare l’attenzione anche di un target di pubblico più giovane. Sempre in provincia di Vicenza, ma a Villaga, ha sede la Distilleria Li.Di.A, anch’essa con orario continuato 10-18 durante il quale attenderà gli appassionati del distillato di bandiera per una visita guidata all’impianto in funzione e interessanti degustazioni in abbinamento con prodotti tipici locali. Ultima tappa vicentina a Schiavon (VI), per visitare la Distilleria Poli. Dalle 10 alle 18 in questa distilleria artigianale fondata nel 1898, sarà  possibile vedere l’antico alambicco a vapore e l’innovativo alambicco a bagnomaria sottovuoto, nonché visitare le due sedi del Poli Museo della Grappa, a Bassano del Grappa e a Schiavon. In preparazione di EXPO 2015, sul tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, Jacopo Poli presenterà Maria, la nuova Grappa biologica distillata a bagno-maria e saranno inoltre proposti degli interessanti abbinamenti tra Grappa e cibo biologici,  per stimolare la sensibilità per l’ambiente e le papille gustative.

Due sono invece le distillerie in provincia di Treviso. Una è la Roberto Castagner Acquaviti a Visnà di Vazzola. Dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 sarà possibile visitare gli impianti di distillazione, degustare distillati e cocktail a bassa gradazione alcolica e acquistare prodotti direttamente in azienda. La Roberto Castagner Acquaviti proporrà, tra le altre attività, anche un test alcolometrico effettuato con strumenti professionali a cui potranno sottoporsi volontariamente i visitatori. Ancora in provincia di Treviso, ma a Conegliano, l’Istituto Grappa Veneta insieme a Veneto Agricoltura e la Scuola Enologica di Conegliano organizzano per domenica 5 ottobre dalle 15 alle 19 una “giornata della Grappa Veneta” presso la Distilleria Sperimentale della Scuola Enologica di Conegliano, la più piccola in Italia. In programma, visite guidate alla distilleria funzionante, degustazioni libere e degustazioni guidate per scoprire le grappe venete e vincere: con lo strumento della degustazione alla cieca verranno infatti messe in degustazione varie grappe di vitigno e chi saprà individuare il maggior numero di vitigni di provenienza riceverà un omaggio. Le degustazioni guidate sono su prenotazione, da effettuare allo 0438 450023 o inviando una mail a istitutograppaveneta@tiscali.it

Selfie in grapperia. Per tutti coloro che domenica 5 ottobre faranno visita in grapperia, l’Istituto Nazionale Grappa lancia un contest fotografico in cui ognuno – con un selfie o un ritratto di luoghi o oggetti legati al mondo della distillazione – potrà partecipare interpretando a proprio gusto il modo di vivere e valorizzare il distillato di bandiera. Il tema conduttore sarà “Lo spirito della grappa secondo me” e lascia aperte le porte a varie chiavi di lettura del concetto Grappa: dal suo aspetto più legato alla tradizione, con alambicchi e cantine in alcuni casi ultracentenarie, a quello più moderno e ai vari modi di vivere il distillato oggi, interpretandone le varianti e le occasioni di consumo.

Fonte: Istituto Nazionale Grappa

1/10, nel trevigiano, c’è il debutto del “Verduzzo di Motta”, biotipo locale

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOtto vignaioli della zona mottense, dopo anni di ricerca e di prove, mercoledì 1 ottobre presenteranno alle autorità di settore e alla stampa il “Verduzzo di Motta”, un vitigno e u n vino nettamente diversi dal Verduzzo Trevigiano. L’operazione di riscoperta e rilancio del biotipo locale è stata seguita dalla Cooperativa Agricola Livenza (TV), in collaborazione con la sezione enologica di Veneto Agricoltura e con il Consorzio Vini Venezia.

L’inizio di un percorso di riscoperta di prodotti locali. L’incontro si terrà presso il ristorante Disarò di Motta di Livenza, in quanto, i primi due vini prodotti, il Verduzzo di Motta Spumante e uno tranquillo, saranno abbinati a dei piatti preparati dalla cuoca Paola Disarò.  Alla presentazione interverranno gli otto vignaioli e Vasco Boatto, direttore del Corso di laurea in Enologia dell’Università di Padova, insieme ai responsabili del settore enologico di Veneto Agricoltura Soligo e Serafin, al direttore del Consorzio Vini Venezia Carlo Favero,  alla campionessa italiana dei sommelier Karen Casagrande, all’enogastronomo Giampiero Rorato, e ad Ezio Martin, direttore della Cooperativa Livenza, che ha seguito il progetto con il il responsabile Luca Bettinelli, oltre ad autorità locali e regionali, a docenti di enologia e a tecnici del settore.“I due vini che saranno ufficialmente presentati rappresentano l’inizio di un percorso che abbiamo intrapreso per valorizzare al meglio prodotti locali meritevoli di essere conosciuti e goduti anche un pubblico più vasto”, afferma Ezio Martin. Che aggiunge: “Fra non molto, presenteremo anche un pane e dei dolci prodotti con la farina di un antica cultivar locale, realizzati da un esperto artigiano del pane del Chiarano (TV)”.

Fonte: Cooperativa agricola Livenza/Giampiero Rorato

Bardolino (VR): “Annata dal meteo nordico, Chiaretto 2014 sarà simile a un blanc de noir”

da sx Andrea Vantini direttore tecnico e Franco Cristoforetti presidente del Consorzio Tutela vino Bardolino

Consorzio Tutela vino Bardolino, da sx Andrea Vantini (direttore tecnico) e Franco Cristoforetti (presidente)

La data del 16 settembre 2014, momento ufficiale di inizio della vendemmia delle uve del Bardolino Chiaretto, è di quelle che resteranno nella storia della viticoltura del lago di Garda. Segna infatti una svolta radicale per il rosato gardesano, già oggi leader in Italia nel comparto produttivo dei rosé a denominazione di origine, coi suoi 10 milioni di bottiglie.

Blanc de noir. Il Chiaretto 2014 avrà caratteristiche totalmente nuove, interpretando una stagione assolutamente fuori dagli standard. Su invito del Consorzio di tutela del Bardolino, larga parte delle aziende produttrici proporrà un Chiaretto 2014 con un colore rosa molto tenue e dal lato organolettico risulterà più accentuata la nota aromatica e floreale. “Si tratta – dice il presidente del Consorzio, Franco Cristoforetti – di una rivoluzione che trae origine dal particolare andamento climatico di quest’estate: se normalmente l’area del lago di Garda, patria del Chiaretto, presenta un clima di tipo mediterraneo, quest’anno il meteo è stato di tipo nordico, mettendo a dura prova i viticoltori, che hanno dovuto affrontare la più difficile annata che si ricordi a memoria d’uomo. Abbiamo deciso di agire di conseguenza, applicando al Chiaretto le tecniche in uso a latitudini maggiori della nostra, spingendoci a produrre quasi dei blanc de noir, e cioè dei vini quasi bianchi ottenuti da uve rosse”.

Peculiriatà delle uve. Dal primo luglio al 31 agosto i giorni nei quali le foglie delle vigne sono rimaste completamente asciutte sono stati solo tredici. Fino al 31 agosto sono caduti 1123 millimetri di pioggia, contro una media annuale di 870 millimetri, e anche le piogge di settembre sono già abbondanti. La temperatura di luglio è stata inferiore di 2 gradi rispetto al dato storico, in agosto è andata ancora peggio: 2,2 gradi sotto alla media. Ne è derivato che le uve della corvina veronese e della rondinella, i vitigni tradizionali del territorio, presentano quest’anno colori più tenui del solito (entrambe le varietà non sono ricche di antociani, le sostanze coloranti della buccia), meno zuccheri (il 10 settembre la corvina veronese ne segnava quasi il 4% in meno rispetto al 2013) e acidità molto più spiccate (per la corvina quasi il 19% in più). Le macerazioni delle bucce col mosto, dunque, saranno molto brevi ed avverranno a basse temperature, come si usa per i bianchi di qualità, per ottenere colori molto chiari e sviluppare al massimo gli aromi primari delle uve e profumi che vanno dai fiori alle vene erbacee, dagli agrumi ai piccoli frutti di bosco. Leggermente più bassa sarà probabilmente anche la gradazione alcolica.

Presentazione del “nuovo” Chiaretto, 8 marzo 2015. L’Anteprima è prevista come da tradizione alla Dogana Veneta di Lazise, sulla sponda veronese del lago di Garda. Intanto, il Chiaretto cresce sul mercato: a fine agosto le vendite complessive hanno segnato un incremento del 14,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, nonostante un andamento climatico estivo poco favorevole per il consumo dei vini rosati. I principali mercati di sbocco restano Italia e Germania, ma le vendite stanno crescendo in Francia e in Scandinavia e cominciano a far capolino anche ordinativi dagli Stati Uniti.

Fonte: Consorzio Tutela Vino Bardolino

Estate anomala, il Consorzio Tutela Vini Valpolicella corre ai ripari per salvaguardare la produzione di Amarone e Recioto

Uve ValpolicellaA pochi giorni dall’inizio della vendemmia, il Cda del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, nel corso della seduta del 28 cm, ha votato all’unanimità la richiesta alla Regione Veneto di abbassare, portandole dal precedente 50 % (deciso in luglio) al 35 %, le quote di uva da destinare all’appassimento per la produzione di Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella.

Altra richiesta, eliminare la previsione dello stoccato. Una decisione forte dal parte del Consorzio, resa indispensabile – come spiega il presidente Christian Marchesini – in considerazione delle condizioni climatiche anomale che hanno determinato una piovosità eccessiva e un’insufficiente soleggiamento nei mesi di luglio e agosto. Tale misura andrà a sostituire la richiesta precedentemente presentata alla Regione Veneto di stoccare il 15% del vino atto a divenire Amarone della Valpolicella ottenuto dalla vendemmia 2014. “Abbiamo concordemente ritenuto che questa fosse l’unica via per tutelare l’Amarone, il vino di punta delle denominazione, salvaguardandone la qualità – afferma Marchesini – nonostante le inevitabili ricadute in termini numerici per quanto riguarda le bottiglie che verranno immesse a tempo debito sul mercato. E’ l’unico modo per essere certi che solo i grappoli davvero idonei finiranno in fruttaio per l’appassimento che, tra l’altro, quest’anno dovrà per forza di cose prolungarsi, dato che l’Amarone non può per legge essere sottoposto ad alcun trattamento artificiale per incrementarne il grado alcolico. Raccomandiamo ai produttori un’attenta cernita delle uve – conclude il presidente del Consorzio – certi di aver agito per il bene comune di tutta le denominazione Valpolicella.”

Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella