• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

6-9 aprile 2014, a Verona anche Vinitalybio

Vino con grappoloVinitalybio è il nuovo salone specializzato dedicato ai vini biologici certificati, nato dall’accordo siglato tra Veronafiere e FederBio. La prima edizione sarà realizzata nell’ambito del 48° Vinitaly, in programma dal 6 al 9 aprile 2014.

Innovare per adeguarsi ai cambiamenti di mercato. Si tratta di un progetto per valorizzare la produzione enologica certificata secondo le norme del regolamento UE n. 203/2012 sulla produzione e l’etichettatura del vino biologico, entrato in vigore il 1° agosto dell’anno scorso.  Vinitalybio è un marchio Veronafiere e verrà realizzato in collaborazione con FederBio, che verificherà il rispetto dei requisiti degli espositori italiani ed esteri produttori di vini biologici.  «Il progetto – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – risponde alla logica dell’Ente di innovare continuamente i propri prodotti per adeguarli ai cambiamenti del mercato. Vinitalybio è una grande occasione di visibilità per le cantine biologiche italiane che rappresentano il 6,5% del vigneto nazionale con 53 mila ettari coltivati, ponendo l’Italia al secondo posto per estensione a livello mondiale. L’Italia, inoltre, con una quota del 13% rappresenta il terzo esportatore di vini bio negli Stati Uniti».

Nella certificazione la “forza” dei vini bio. «Grazie al progetto Vinitalybio – afferma Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – avremo l’opportunità di dare finalmente visibilità e voce al vino biologico certificato, che rappresenta l’unica garanzia per chi intende acquistare un vino ottenuto secondo i principi e le rigorose normative dell’UE in materia di biologico. La sua forza è quindi proprio nella certificazione, affidata a partire dalla coltivazione delle uve e fino all’imbottigliamento a organismi terzi, espressamente autorizzati dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Questo è l’unico requisito indispensabile per partecipare alla manifestazione e sul rispetto del quale FederBio supporterà Veronafiere con apposito personale e verifiche mirate. La certificazione biologica è del resto ormai riconosciuta a livello internazionale pure fuori dall’UE, dunque è un’opportunità straordinaria anche per il vino italiano per migliorare ulteriormente il proprio posizionamento sui mercati».

Vini bio nel padiglione 11. «Con l’entrata in vigore nel 2012 del regolamento sulla produzione biologica anche per il vino – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – , abbiamo colto l’occasione per adeguare alla normativa europea la nostra offerta fieristica, dando uno spazio distinto alle produzioni certificate. Come tutte le iniziative che mettiamo in campo per le rassegne, anche Vinitalybio è pensato per favorire il business e per questo l’accordo con FederBio prevede anche un’attività di incoming per portare a Verona buyer provenienti dai mercati più interessanti per il consumo di vini biologici, in particolare Germania, Svizzera e Paesi Scandinavi». Vinitalybio si configura come uno spazio espositivo ben identificato all’interno del padiglione 11, che ospiterà produttori italiani ed esteri. A loro disposizione tavoli d’assaggio organizzati per ospitare gli operatori interessati. Oltre agli stand, all’interno dello spazio dedicato verrà allestita un’enoteca, che metterà in degustazione tutti i vini biologici presenti a Vinitaly, allargando la possibilità di partecipazione a quelle aziende espositrici che, oltre ai vini prodotti con metodi convenzionali, propongono una linea bio.

(Fonte: Veronafiere)

La Regione Veneto vara la rete per l’innovazione vitivinicola

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Il Veneto creerà un network per l’innovazione vitivinicola: una rete tra quanti operano nell’ambito di questo segmento, strategico per raggiungere nuovi traguardi di qualità, tipicità e di mercato, rispetto al quale la Regione sarà capofila e farà da coordinamento tra le attività. L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato.

Il progetto di network per l’innovazione vitivinicola è promosso direttamente dalla Regione e si propone di ridefinire e riorganizzare i rapporti tra i diversi soggetti che già operano nelle aree della ricerca, sperimentazione e formazione/divulgazione, allo scopo di realizzare una maggiore efficienza operativa e migliorare la capacità di produrre innovazione applicata in enologia e viticoltura, e di fornire agli operatori della filiera informazioni utili al miglioramento del sistema. “In questo modo – ha spiegato Manzato – potremo superare la frammentazione e il sottodimensionamento delle singole strutture, i problemi legati alla scarsità delle risorse umane e economiche anche recuperandone a livello nazionale e comunitario, gli aspetti burocratici che rendono complessi il coordinamento e le sinergia tra i soggetti interessati, evitare duplicazioni di strutture, migliorare l’efficienza della progettualità a livello regionale. Il tutto garantendo un tempestivo trasferimento dell’innovazione alle imprese”.

I settori di intervento del network saranno: il miglioramento genetico della vite (vinifera/resistenti); l’impianto e la gestione viticola; il risparmio idrico e il cambiamento climatico; la trasformazione e il condizionamento; la sicurezza alimentare, la qualità e la certificazione. Oltre alla Regione Veneto, nel progetto sono coinvolti Veneto Agricoltura, il CRA; l’Itas “Cerletti” di Conegliano, le Università di Padova e di Verona e la Provincia Verona.

(Fonte: Regione Veneto)

Vendemmia 2013 in Veneto: le difficoltà ci sono ma fa ben sperare

3684_uvaAnalisiGrappoloNel Veneto e nel Nord Est, è attesa una buona vendemmia, per qualità e quantità. Così si sono espressi il 4 settembre scorso gli esperti convocati da Veneto Agricoltura a Legnaro (PD) per le tradizionali ˜Previsioni Vendemmiali“, giunte alla 35ˆ edizione.

Per le uve bianche la produzione 2013 dovrebbe attestarsi attorno al 5-10% in più rispetto allo scorso anno, mentre per le uve nere la quantità dovrebbe rimanere invariata. Il datoè senz’altro positivo se si considera com’era partita la stagione caratterizzata, fino quasi alla fine di giugno, da abbondanti precipitazioni e basse temperature che avevano creato forti preoccupazioni per vari problemi di ordine sanitario nei vigneti. Con l’arrivo del caldo estivo (ultima decade di giugno) la situazione siè fortunatamente raddrizzata, trascinando però fino alla vendemmia un ritardo nella maturazione delle uve di 10-15 giorni rispetto al 2012. Con queste premesse, siamo ormai nel vivo della raccolta con le varietà precoci, dopo che nei giorni scorsi era toccato alle uve per le basi spumante, storicamente le prime a finire nei tini.

Nel Veneto la produzione, sotto il profilo quantitativo, si presenta a macchia di leopardo, con incrementi e cali delle rese rispetto allo scorso. VERONA: si attende un incremento delle uve Chardonnay (+5%), Garganega (+0-5%), Corvinone (+5/10%), Merlot (+5%), mentre un calo dovrebbe interessare le uve della varietà Corvina (-5%) e Rondinella (-15/20%). TREVISO: è previsto un leggero incremento quantitativo delle uve bianche (+3/4%), mentre la produzione di uve nere dovrebbe rimanere invariata. Per la Glera (Prosecco) l’aumento dovrebbe raggiungere addirittura il +5/10% e per lo Chardonnay il +5%. Per il Merlot la produzione dovrebbe rimanere invariata. Ricordiamo che nel 2012 le due province di Treviso e Verona da sole avevano prodotto oltre 8 milioni e 400 mila quintali di uva, i¾ della produzione complessiva nel Veneto. VENEZIA: in calo invece la produzione nel veneziano (-5/10%) con Merlot, Glera e Chardonnay annunciate attorno al -5%. ROVIGO: nel rodigino, addirittura, si prevedono riduzioni anche del -20/30%, dovute a importanti estirpi e forti grandinate registrate nelle scorse settimane. VICENZA: incrementi da record sono invece annunciati nel vicentino (+10/15%) e questo vale sia per il Merlot e la Glera (+15%) che per lo Chardonnay (+10%). PADOVA: segno positivo anche per i Colli Euganei e il territorio provinciale, dove l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al +10/12%. BELLUNO: qui si dovrebbe raggiungere una produzione di circa 6.000 quintali di uva, un dato quasi irrilevante nel contesto regionale ma senz’altro di grande interesse per il costante incremento che si sta registrando anno dopo anno.

Non solo Nordest. Nel corso dell’incontro odierno, Veneto Agricoltura ha fatto il punto anche sull’andamento della vendemmia nelle altre Regioni del Triveneto e nelle principali aree vitivinicole italiane. In Trentino, si attende un incremento del 15-20% per le uve bianche, mentre per le uve a bacca nera i quantitativi non dovrebbero scostarsi da quelli dello scorso anno. In provincia di Bolzano l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al 5-10% e più in dettaglio: Schiava e Lagrein +5%, Merlot, Pinot Nero e Pinot Bianco +10%, Cabernet, Pinot Grigio, Chardonnay, Müller Thurgau e Sauvignon Blanc +15%, Traminer aromatico +20%. In Friuli-Venezia Giulia il caloè stimato attorno al 5-10%. Anche nelle altre regioni italiane la vendemmiaè un po’ in ritardo ma si annuncia interessante, soprattutto sotto il profilo qualitativo. Infine, forti preoccupazioni arrivano dalla Francia, in particolare dall’area del Bordeaux, dove pesanti grandinate hanno inciso sulle rese. In Spagna è attesa invece una buona vendemmia, anche qui in leggero ritardo. Tutta la documentazione e le slides dell’incontro sono consultabili al seguente link: Relazione generale 2013 Veneto Agricoltura. La relazione dott. Diego Tomasi CRA-VIT può essere richiesta a ufficio.stampa@venetoagricoltura.org.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia Prosecco 2013: eccedenze rese di uva e vino non potranno riportare nella designazione il riferimento al nome del vitigno “Glera”

Vite proseccoNon potranno riportare nella designazione il riferimento al nome del vitigno “Glera”, i quantitativi di prodotto ottenuti dalla vendemmia 2013 che eccedono le rese di uva e vino (i cosiddetti “superi di campagna e di cantina”) previste dai disciplinari di produzione della DOC “Prosecco” e delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene–Prosecco” e “Colli Asolani–Prosecco” o “Asolo–Prosecco”. Pertanto, i vini ottenuti da tali ”superi” potranno essere designati ed immessi al consumo con il riferimento al colore bianco o altra indicazione consentita dalla vigente normativa.

Lo prevede un Decreto della Regione del Veneto, adottato d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, su richiesta dei Consorzi di tutela delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene-Prosecco” e “Colli Asolani-Prosecco” o “Asolo-Prosecco” e della DOC “Prosecco”. Tale richiesta è stata sottoscritta anche dai rappresentanti della Federazione regionale Coldiretti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Copagri del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confederazione italiana agricoltori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confcooperative del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e da Unindustria, che rappresentato la quasi totalità dei viticoltori, vinificatori e imbottigliatori che operano nel territorio.

La struttura di controllo Valoritalia Srl, incaricata del controllo delle predette denominazioni e delle indicazioni geografiche tipiche esistente sul territorio Veneto, controllerà che sia data applicazione alle limitazioni previste. Avepa, dal canto suo, assicurerà che il sistema informativo di gestione della dichiarazione unificata dei vini tenga conto delle limitazioni sopra indicate. Il Decreto regionale sarà pubblicato integralmente nel sito della Direzione competitività sistemi agroalimentari, e nelle news del “portale regionale PIAVE”. “Abbiamo accolto la richiesta dei Consorzi di tutela – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – per evitare che vengano offerti sul mercato prodotti similari ai vini Prosecco a DO e DOCG; potrebbero infatti essere messi vini frizzanti IGT o vini spumanti varietali con il riferimento al nome del vitigno “Glera” ottenuti dalla medesima superficie, che possono ingenerare confusione nei consumatori e danni alle Denominazioni stesse”.

(Fonte: Regione Veneto)

Mercoledì 4 settembre, a Legnaro (PD) le previsioni vendemmiali del Nordest. Coordina l’incontro il socio ARGAV Renzo Michieletto.

Immagine 6Si terrà il prossimo 4 settembre 2013 (ore 10,00) a Legnaro (Pd), Agripolis, sede di Veneto Agricoltura (Viale dell’Università, 14) il tradizionale appuntamento sulle previsioni della vendemmia.L’incontro é promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo Sportello Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione Veneto, Avepa, CRA-Vit di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento.

Programma. Nell’occasione saranno presentati i dati quantitativi e qualitativi di previsione della vendemmia nel Triveneto, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Non mancherà uno sguardo alle previsioni nelle altre regioni d’Italia, nonché in Francia e Spagna. Ecco gli interventi previsti. Ore 10.00. Saluti e introduzione dei lavori, Giuseppe Nezzo, Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, Luigi Bavaresco, Direttore CRA-Vit di Conegliano. Ore 10.15. L’andamento meteorologico nel Veneto, Francesco Rech Arpav – Centro Meteorologico di Teolo (Pd).  Ore 10.30. Annata 2013 e primi dati previsionali della vendemmia nel Nord Est d’Italia, Diego Tomasi, Ente CRA-Vit di Conegliano. Ore 11.00, La vendemmia 2013 nel resto d’Italia, collegamenti in videoconferenza con le Regioni: Piemonte, Daniele Della Valle (Vignaioli Piemontesi), Toscana, Paolo Storchi ( Ente CRA Toscana), Puglia, Gianvito Masi (Ente CRA Puglia), Sicilia, Felice Capraro (Istituto Regionale Vini e Oli). Ore 11.45 Chiusura. Franco Manzato, Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto. Coordina il socio ARGAV Renzo Michieletto, Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa Europe Direct Veneto.

(Fonte: Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)

Vendemmia 2013 Prosecco Doc, deciso stoccaggio di parte produzione, escluso biologico, per mantenere prezzi di mercato

proseccoLa Regione del Veneto, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia, e su richiesta del Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata “Prosecco”, ha decretato lo stoccaggio fino al 31 luglio 2014 di parte del prodotto che sarà ottenuto dalla vendemmia 2013 atto ad essere designato con la DOC “Prosecco”, con esclusione dei quantitativi di prodotto certificato biologico.

Trend consumi positivo, ma utile il controllo. “Come Regioni interessate a questa produzione – ha spiegato l’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato – abbiamo deciso di “sposare” la specifica proposta del Consorzio di tutela della denominazione di origine controllata ‘Prosecco’, perché ci permette di tener sotto controllo la gestione dei volumi di vino a denominazione messi in commercio, mantenendo un livello dei prezzi accettabile e stabilizzando il funzionamento del mercato rispetto ad un prodotto che continua ad incontrare successo nei mercati italiano e internazionali”. “Sebbene il trend della certificazione sia positivo per il quarto mese consecutivo, e quindi i volumi di imbottigliamento siano in significativa crescita – fa presente Manzato –si deve tenere conto anche dell’incremento della produzione conseguenza dell’entrata in produzione dei vigneti piantati negli anni più recenti. In proposito la filiera, attraverso il proprio Consorzio di tutela, si sta adoperando sulla base degli strumenti previsti dalla normativa comunitaria e nazionale nel gestire l’offerta in modo anche da garantire al consumatore la migliore qualità del prodotto”.

Gestione dello stoccaggio affidato al Consorzio. La misura dello stoccaggio è stata stabilita sulla base del ciclo vegetativo dei vigneti come segue: per i vigneti al secondo ciclo vegetativo (con resa pari al 60% della quantità stabilita all’articolo 4 del disciplinare): i quantitativi di prodotto atto ad essere designato con la DOC “Prosecco” eccedenti le 8,7 tonnellate/ettaro; per i vigneti a partire dal terzo ciclo vegetativo: i quantitativi di prodotto atto ad essere designato con la DOC “Prosecco” eccedenti le 14,5 tonnellate/ettaro. Il decreto consente al Consorzio di tutela di disporre degli strumenti necessari per la gestione del Prosecco DOC. Peraltro il prodotto potrà, in qualsiasi momento, essere svincolato dallo stoccaggio mediante istanza motivata del Consorzio stesso.

A seconda della risposta del mercato, prodotto destinato a produzione di vini Igp. “Abbiamo in sostanza riproposto una misura richiesta anche per la vendemmia dell’anno scorso – ha spiegato l’assessore – che non discrimina alcuno in quanto ogni ditta produttrice dell’uva o azienda di prima vinificazione verrà coinvolta da una riduzione della vendita del Prosecco DOC ricavato, stoccato nella fase di trasformazione”. Il quantitativo di prodotto che non può essere immesso al consumo fino alla data stabilita può, in particolari situazioni di perdurante crisi di mercato, essere totalmente o parzialmente riclassificato e destinato alla produzione di vini IGP, previa comunicazione motivata da parte del Consorzio alle competenti strutture regionali almeno 30 giorni prima e comunque non oltre il 30 giugno 2014.

(Fonte: Regione Veneto)

Vendemmia 2013 in Veneto, si inizia fra il 27 e 28 agosto, meteo permettendo

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Se in Italia la vendemmia 2013 è iniziata ufficialmente il 22 agosto scorso, in Veneto si comincerà il 27 e 28 agosto con la vendemmia delle varietà per le basi spumante e nello specifico del Pinot Nero, presente a macchia di leopardo con punte nel trevigiano e veronese. Molto dipenderà, comunque, dalle forti precipitazioni annunciate proprio per quei giorni. Uno slittamento di tre/quattro giorni si renderebbe infatti necessario per permettere ai grappoli di riequilibrare gli zuccheri diluiti dalla presenza di troppa acqua.

Il calendario della vendemmia in Veneto. In attesa del tradizionale appuntamento sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, che Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), l’Osservatorio dell’Azienda regionale ha fatto il punto sul calendario della raccolta nel Veneto, in ritardo di una decina di giorni rispetto allo scorso anno.  La vendemmia delle basi spumante – oltre al Pinot Nero ricordiamo anche lo Chardonnay – dovrebbe dunque iniziare la prossima settimana, precipitazioni permettendo. Non si tratta di grosse produzioni quantitative, ma senz’altro importanti per la tradizione spumantistica veneta. Nella prima decade di settembre, ma “senza fretta” come ci tengono a sottolineare i produttori in queste ore, partirà la vendemmia delle varietà precoci. Toccherà così al Pinot Grigio, presente in particolare lungo l’asta del Piave trevigiano e veneziano, ma anche nella pianura veronese, nel conselvano, ecc. e al Pinot Bianco. Attorno al 18/20 settembre inizierà la vendemmia della varietà Glera (Prosecco DOC) in pianura – in particolare nei vigneti dove è stato possibile intervenire con le irrigazioni di soccorso – e del Merlot, una varietà quest’ultima che negli ultimi anni ha visto una drastica riduzione degli ettari coltivati. In collina, invece, nelle “miniere d’oro a cielo aperto” che sono i vigneti trevigiani del Prosecco DOCG, la vendemmia potrebbe iniziare attorno al 23 settembre.  Scorrendo il calendario della prossima vendemmia nelle principali aree viticole del Veneto arriviamo a fine settembre (ma potrebbe essere anche a inizio ottobre) con la raccolta dell’uva Garganega nel veronese, e poi attorno al 10 ottobre con la vendemmia dei Cabernet, delle Corvine e della Rondinella.

Produzione 2013, probabile qualche punto percentuale in più del 2012. La prossima settimana prenderà il via una macchina produttiva gigantesca che nel Veneto coinvolgerà oltre 36.000 aziende vitivinicole. I quasi 77.000 ettari di vigneto potrebbero produrre ben 11 milioni di quintali di uva, superando così i 10,8 milioni prodotti nel 2012, considerato che l’imminente vendemmia viene data in linea a quella dello scorso anno, ma con qualche punto percentuale in più.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Uso fitofarmaci in viticoltura, concluso biomonitoraggio nell’area del Prosecco Docg

Vigneto a Conegliano (TV)

Vigneto a Conegliano (TV)

L’ULSS 7 ha concluso da pochi giorni l’elaborazione epidemiologico-statistica dei dati del biomonitoraggio su “Livelli e fattori predittivi di esposizione ai ditiocarbammati negli abitanti delle zone viticole dell’Azienda ULSS 7“, effettuato su un campione di popolazione residente in otto comuni dell’area del Prosecco Docg. Sono stati esaminati quasi 400 soggetti, 260 dei quali adulti e 126 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni.

I risultati. Lo studio, in sintesi, ha evidenziato che iIn oltre metà (circa 53%) dei soggetti esaminati il valore di ETU (livelli urinari di etilentiourea) era così basso da non essere laboratoristicamente rilevabile. Nei restanti soggetti i livelli di ETU rilevati erano complessivamente sovrapponibili a quelli evidenziati da studi effettuati in passato, su soggetti residenti in alcune grandi città italiane (nelle quali non ci sono, ovviamente, vigneti vicini alle abitazioni). In linea con le percentuali della popolazione generale anche il numero di soggetti (21 tra adulti e bambini, circa il 5% del campione) che presenta valori di ETU superiori ai 5 microgrammi/litro considerato valore superiore di riferimento. Non sono emerse rilevanti differenze, nei livelli di ETU, nè in rapporto al Comune di residenza né, per i bambini, alla frequenza di asili situati in Comuni con maggior densità di vigneti. Sono emerse correlazioni statisticamente significative tra i valori di ETU e il trattamento con prodotti fitosanitari del proprio orto, l’assunzione di farmaci e il consumo di vino (probabile esito, in questi ultimi due casi, di complessi fenomeni metabolici e non della presenza di ditiocarbammati nei farmaci e nel vino). I soggetti che vivono in abitazioni collocate a ridosso di vigneti di grandi dimensioni presentano livelli di ETU leggermente superiori a quelli mediamente rilevati.

Fitofarmaci in vigneto, fanno peggio i trattamenti nell’orto. “I risultati dello studio, che attesta livelli di assorbimento dei residenti nell’area del prosecco Docg sovrapponibili a quelli registrati, in passato, nella popolazione generale – commenta il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti – rappresentano un ulteriore elemento di concretezza nel dibattito relativo ai possibili effetti sulla salute dei fitofarmaci usati nella viticoltura. Elemento di concretezza che va ad aggiungersi ai dati relativi a incidenza e mortalità per tumori nell’Ulss 7, recentemente pubblicati dal Servizio Epidemiologico Regionale, che attestano valori in linea, talora inferiori, rispetto al resto del Veneto. E’ comunque opportuno ribadire – aggiunge Cinquetti – la necessità di porre le opportune cautele nei trattamenti dei vigneti, in particolare di quelli molto vicini alle abitazioni e ai siti sensibili”.

Progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi. “Con questo studio l’Ulss 7 – sottolinea il direttore Generale, Gian Antonio Dei Tos – conferma il suo impegno sui grandi temi della prevenzione. Importantissima è stata la partnership istituzionale tra tutti i soggetti quotidianamente chiamati a gestire il delicato equilibrio tra tutela della salute e fattori produttivi. Ci accingiamo, a tal proposito, ad esprimere parere favorevole al recente aggiornamento del regolamento intercomunale di polizia rurale predisposto dai Sindaci dei Comuni dell’area del prosecco Docg, dedicato ai prodotti fitosanitari, aggiornamento che orienta verso la progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi, tra cui i ditiocarbammati, oggetto dello studio dell’Ulss 7”.

Lo studio. Il complesso studio di biomonitoraggio è stato progettato a inizio 2012 dalla dott.ssa Chermaz e dal dr. Moro, medici del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 7. I campionamenti sono stati eseguiti, da personale dell’Azienda Sanitaria di Pieve di Soligo, tra l’11 e il 22 giugno 2012, periodo di massimo utilizzo dei ditiocarbammati in viticoltura, su circa 400 soggetti residenti nei comuni di Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Susegana e Vittorio Veneto. Tutti i soggetti sono stati selezionati con criterio casuale dall’anagrafe sanitaria degli assistiti, in modo da descrivere un campione rappresentativo della popolazione generale degli otto comuni prescelti. Per tutti i soggetti sono state raccolte informazioni inerenti le abitudini alimentari, gli stili di vita, la mobilità, alcuni hobby e l’utilizzo di farmaci, vino e alcolici. I dosaggi dell’ETU nei campioni urinari sono stati effettuati dal Laboratorio di Igiene Industriale del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova, diretto dal prof. Bartolucci. Su tali risultati analitici, e sulla correlazione degli stessi con le informazioni derivate da questionario e misurazioni, è stata attivata una complessa analisi statistico-epidemiologica, condotta dall’Istituto di Igiene dell’Università degli Studi di Udine, diretto dal prof. Barbone. Lo studio è stato sostenuto dalla Provincia di Treviso e dalla Comunità Montana, con un finanziamento, rispettivamente, di 15.000 e 10.000 euro, quasi interamente impegnati nelle analisi di laboratorio.

L’assessore regionale all’Agricoltura Manzato su fitofarmaci e Prosecco. “Capisco e condivido da sempre le preoccupazioni circa un possibile uso improprio dei fitofarmaci e la necessità di metodi di difesa delle colture agricole che siano più rispettosi possibile dell’ambiente. Tuttavia, alla luce della conclusione del biomonitoraggio condotto dall’USSL n. 7 e delle azioni concrete che produttori e Regione stanno realizzando per una viticoltura pulita, credo sia il momento di dare tutti una mano a promuovere il Prosecco, Docg e Doc”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato commenta con queste parole gli esiti delle indagini effettuate sulla questione, “ricerche la cui esigenza ho sempre sostenuto e non solo in questa zona – precisa Manzato – assieme all’adozione di un protocollo ambientale preciso che è diventato patrimonio comune dei produttori e sta orientando anche l’azione dei sindaci”.

Antiparassitari, uso da non demonizzare ma da contenere. “Penso anche che si debba smetterla con i pregiudizi di tipo ideologico e con i giochi linguistici”, continua Manzato. “I pesticidi sono una voluta non traduzione di un termine che significa “antiparassitari” e questi ultimi sono utili e spesso necessari per assicurare la sanità delle produzioni agricole. L’impegno comune dove essere non per una demonizzazione ma per un uso corretto al livello più basso. Nello stesso tempo la ricerca epidemiologica e le indagini di laboratorio non possono essere accusate solo perché non se ne condividono i risultati. O si hanno dati certi e precisi o diventa una calunnia bella e buona, che si trasforma anche in un danno economico nei confronti di chi si rompe la schiena per garantire reddito al territorio ed è il primo a subire le conseguenze delle sostanze che impiega”. “Io dico – conclude Manzato –  che sarebbe il momento di metterci assieme per divulgare quello che si fa e i risultati raggiunti e verificati, come esempio di buone pratiche in agricoltura a livello nazionale e internazionale, all’interno di un processo che non è finito ma vuole diminuire sempre più l’utilizzo di mezzi tecnici esterni. Rimaniamo volentieri vigili, ma stiamo anche attenti a ciò che avviene nel resto del mondo, dove il nostro Prosecco meritatamente continua a conquistare posizioni di mercato che creano ricchezza al Nord Est. Perseverare nella denigrazione è un esercizio masochistico che rischia di trasformarsi in un danno senza giustificazioni”.

(Fonte: ULSS 7/Regione Veneto)

Vendemmia 2013, nel vigneto inizia la fase qualitativa

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Nel primo trimestre del 2013 le esportazioni di vino veneto hanno raggiunto la formidabile cifra di 352,5 milioni di euro, segnando un +13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Piemonte, posizionatosi al secondo posto nella graduatoria nazionale, si è fermato a 195,4 milioni di euro, seguito dalla Toscana con quasi 161 milioni di euro. Nel 2012, il valore delle esportazioni di vino veneto ha raggiunto il miliardo e mezzo di euro, il 30,8% delle esportazioni italiane.

4 settembre, nel padovano il secondo appuntamento del Trittico vitivinicolo. Con questa straordinaria carta di identità alla mano, il settore vitivinicolo veneto si sta preparando alla vendemmia 2013, le cui stime di produzione saranno presentate in occasione del tradizionale incontro dedicato alle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia promosso da Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), secondo appuntamento del Trittico vitivinicolo organizzato d’intesa con Regione Veneto, Avepa e CRA-Vit di Conegliano.

Ritardo di circa 10 giorni per la vendemmia. In generale, lo stato del vigneto veneto a ferragosto si presenta buono. Dopo un lunghissimo intervallo tra l’inizio e la fine dell’invaiatura (cioè la maturazione-colorazione dell’uva), questa fase si sta rapidamente chiudendo, complice l’abbassamento delle temperature e la pioggia del 14 agosto che ha interessato gran parte del territorio regionale. Dalle osservazioni dei tecnici in campagna, si nota che la spargolicità del grappolo (chicchi radi) sta favorendo l’ingrossamento dell’acino, aspetto questo che permetterà di recuperare il peso finale del grappolo stesso. Inoltre, in tutte le aree viticole del Veneto è confermato il ritardo di circa 10 giorni relativamente alla data presunta di maturazione dell’uva, soprattutto nelle varietà precoci e medio-precoci (Chardonnay, Pinot, ecc.) che inizieranno ad essere vendemmiate ai primi di settembre. Finalmente si può dire che nei vigneti veneti inizia ora la vera fase “qualitativa”, che sarà tanto più evidente nelle piante che non hanno subito danni da carenza idrica. A livello termico, infine, dopo il caldo umido degli ultimi 20 giorni, i valori sono rientrati nella norma, sottraendo così le piante da uno sforzo che le ha portate per un periodo prolungato ai limiti della tolleranza climatica, un fatto questo da sottolineare e da considerare attentamente.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia 2013 in Veneto, verso il rush finale

vignetiI viticoltori veneti stanno aspettando la pioggia come la manna per non vedere i loro vigneti entrare in un preoccupante stato di stress idrico, com’è accaduto la scorsa estate a causa di un lungo periodo di siccità. Non è comunque solo questione di carenza d’acqua. Preoccupa anche l’eccessivo caldo umido che da giorni sta stagnando sulla nostra regione e che sta mettendo in crisi i vigneti, che a poche settimane dalla vendemmia avrebbero bisogno sì di giornate di sole ma anche di notti fresche e ventilate con adeguate escursioni termiche.

Occhi all’insù, dunque, o meglio attenzione ai bollettini meteo nella speranza che vengano annunciati presto (già in settimana?) refrigerio e qualche precipitazione. Va detto però che la vite è una pianta che in questi anni ha dimostrato di sapersi adattare alle difficili condizioni climatiche, sopportando bene le ondate di calore e reagendo di conseguenza. Nel pieno della fase di maturazione delle uve, cosa sta succedendo nei vigneti delle principali aree vocate del Veneto? L’Osservatorio di Veneto Agricoltura, in vista del tradizionale incontro sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, in programma il prossimo 4 settembre a Legnaro (Pd), ha fatto il punto raccogliendo i primi dati.

Nel comprensorio del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, dopo le piogge di maggio e giugno, che comunque non hanno causato danni da malattie ai preziosi vigneti, il caldo intenso di questi giorni comincia a destare qualche preoccupazione. La pioggia (20-40 mm) della scorsa settimana ha stoppato momentaneamente una situazione di carenza idrica che però ora si sta già ripresentando sui vigneti posizionati ad altitudini superiori i 200 m. Chi può sta intervenendo con piccoli soccorsi di aiuto alle piante, ma il direttore del Consorzio, Giancarlo Vettorello, ci tiene a sottolineare che la situazione è pienamente sotto controllo, soprattutto se in settimana arriverà la pioggia come annunciato. L’invaiatura (cioè l’avvio della fase di maturazione-colorazione dell’uva) non è ancora iniziata, per cui eventuali danni dovuti alla mancanza d’acqua sarebbero limitati (acini più piccoli). A differenza delle previsioni dello scorso mese di maggio, quando all’epoca del germogliamento tutto faceva presupporre una produzione medio-alta, vale a dire superiore del 10% rispetto allo scorso anno, allo stato attuale sembra invece che si sia tornati con i piedi per terra prevedendo dunque una produzione nella norma.

Nell’area Lison-Pramaggiore-Piave l’invaiatura delle varietà precoci (Chardonnay, Pinot Grigio e Bianco) è giunta al 50%, mentre è appena all’inizio per il Prosecco (Glera) e il Merlot. Riccardo Barro, tecnico del Consorzio, non segnala particolari problemi di carattere sanitario ai vigneti, che per ora non danno segnali di sofferenza da stress idrico. Le giornate calde di questo periodo risultano essere anche piuttosto ventilate, per cui la maturazione delle uve procede bene. Rispetto allo scorso anno la vendemmia delle varietà precoci è annunciata in ritardo di una decina di giorni, tanto che le operazioni di raccolta dovrebbero iniziare nei primi giorni di settembre.

Nell’area dei Colli Euganei, diversamente dallo scorso anno, lo stress idrico non sta creando per ora eccessive preoccupazioni. Evidentemente, come sostiene Alberto Bizzaro, tecnico del Consorzio, le abbondanti piogge primaverili hanno fornito alle piante una buona scorta d’acqua. Ciò che in questo momento preoccupa maggiormente i viticoltori sono le alte temperature sulle 24 ore. Nelle varietà precoci (Chardonnay, Pinot e Moscato) l’invaiatura è avvenuta circa dieci giorni fa, mentre è già a buon punto per il Merlot. Tra qualche giorno sarà il turno del Raboso e del Cabernet. Lo stato sanitario dei vigneti, dopo le preoccupazioni dei mesi scorsi per gli attacchi fungini causati dalle abbondanti precipitazioni, appare buono. Sotto il profilo quantitativo, la vendemmia nell’area dei Colli si annuncia senz’altro superiore rispetto allo scorso anno.

Anche nel vicentino, dalla pianura ai colli, la maturazione delle uve sta procedendo con regolarità e Manuel Xausa, del Consorzio di Breganze, incrocia le dita visto com’era andata negli scorsi anni con le grandinate. Nei vigneti c’è sempre più professionalità per cui i viticoltori dimostrano di saper fare i giusti interventi nei momenti opportuni. Problemi sanitari non ce ne sono e la pioggia (25-30 mm) della scorsa settimana ha dato respiro alle piante. Le varietà precoci, in primis il Pinot, sono in piena invaiatura mentre la vendemmia dovrebbe iniziare con 15 giorni di ritardo rispetto allo scorso anno.

Infine, dal prezioso comprensorio vitivinicolo del veronese i tecnici dei diversi Consorzi ricordano che temperature così elevate, come quelle che si registrano in questi giorni, non facilitano l’attività vegetativa della vite, anzi favoriscono fenomeni di scottatura su grappoli e foglie. Ciononostante, le fasi fenologiche stanno procedendo senza evidenti variazioni rispetto alle medie storiche, anche se una certa disomogeneità nella maturazione dei grappoli si evidenzia nei vigneti non irrigati. La situazione sanitaria non desta particolari preoccupazioni, con sporadiche segnalazioni di peronospora e oidio nelle zone collinari. La Garganega sta completando l’accrescimento dell’acino e si attendono delle gradazioni sensibilmente al di sopra della media, soprattutto nei vigneti irrigati. (17-22 ° Babo). Per le uve bianche ci si attende una produzione inferiore del 10% rispetto alla media storica.

Il vigneto veneto rappresenta una vera e propria miniera d’oro a cielo aperto. Basti pensare che nel 2012 sono stati oltre 76.000 gli ettari coltivati i quali hanno prodotto 10,8 milioni di quintali di uva pari a 8 milioni di ettolitri di vino di qualità, di cui il 52,7% DOP e il 40,7% a IGP. L’export del comparto, sempre nel 2012, ha sfiorato il miliardo e mezzo di euro, posizionando la nostra Regione al primo posto in Italia con il 31% del valore complessivo delle esportazioni.

(Fonte: Veneto Agricoltura)