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Tutela del Prosecco, si chiede il rispetto delle regole alla Croazia. Che prospetta la nascita del Dalmazia Proshek.

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCGIl presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc, Stefano Zanette, non intende scatenare una guerra Italia e Croazia sul vino Prosecco, ma chiede che siano rispettate le regole Ue.

Impossibilità di due denominazioni simili l’una all’altra. “Come produttori di Prosecco del Fvg e del Veneto – ha precisato Zanette – abbiamo creato la Doc riconosciuta dalla Comunità Europea. E’ una denominazione geografica e quindi ha la più ampia tutela dalle normative comunitarie che indicano tra l’altro l’impossibilità di due denominazioni che richiamino similitudine l’una con l’altra. In questo caso avviene che la Croazia con il suo Proshek è un produttore di un vino che ha una sua specificità che noi non neghiamo assolutamente in quanto è pure quella una realtà storica, anche se il vino che viene prodotto ha caratteristiche completamente diverse dal nostro. Ma noi del Consorzio abbiamo due compiti fondamentali: la produzione e la tutela di questo vino, mentre sulla questione del ‘nome’ non è il Consorzio che si deve intervenire, ma la Comunità europea che deve far applicare le norme».

Tutela del Prosecco: 330 milioni di doc contro 15 mila bottiglie. Prosegue il presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc: «Non c’entra se il Proshek croato sia o meno un vino diverso dal Prosecco italiano, non c’entra se loro ne producono 15 mila bottiglie, mentre noi 260 milioni più i 70 milioni prodotti dalla Docg, ma è invece da evitare l’assonanza dei due nomi che all’interno della Ue non possono coesistere. Se ciò avvenisse – aggiunge Zanette – si creerebbe una falla nella tutela della nostra, ma anche di altre denominazioni europee, fatte per garantire al massimo il consumatore. In pratica si potrebbe creare quello che è successo con il Tocai prodotto in Italia e Francia, tra l’altro di qualità di gran lunga superiore a quello prodotto in altre parti d’Europa, con una decisione che ci fu avversa». «Noi – conclude Zanette – abbiamo già avuto dei contatti informali con produttori croati e la loro idea è quella di andare a richiedere una nuova denominazione legata alla Dalmazia – il Dalmazia Proshek – e nel momento in cui l’Ue dovesse prendere in considerazione questa richiesta ci faremmo sentire».

(Fonte: Garantitaly.it)

6 ottobre 2013, torna in tutta Italia Grapperie aperte, cinque le distillerie venete partecipanti

Visita alle caldaie nelle distillerie

Visita alle caldaie nelle distillerie

Domenica 6 ottobre 2013 torna nelle distillerie di tutta Italia Grapperie Aperte, l’appuntamento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa per valorizzare e far conoscere il distillato di bandiera anche ai non addetti ai lavori.

Le distillerie partecipanti nel trevigiano. Partendo da Treviso, la prima tappa è quella dell‘Istituto Grappa Veneta alla Distilleria Sperimentale Veneto Agricoltura presso la Scuola Enologica di Conegliano: qui dalle 15 alle 19 sarà possibile effettuare visite guidate in distilleria, degustazioni libere e guidate, in abbinamento a dolci della tradizione veneta. Rimanendo in provincia di Treviso e raggiungendo Visnà di Vazzola, si arriva alla Roberto Castagner Acquaviti, dove ad attendere i visitatori ci saranno – dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 – oltre alle classiche degustazioni di distillati e alle visite guidate agli impianti di produzione, anche test alcolometrici con utilizzo di strumenti professionali.

Le distillerie partecipanti nel vicentino .Spostandosi in provincia di Vicenza, tre sono le distillerie che aderiscono alla giornata organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa. La Distilleria Fratelli Brunello di Montegalda organizza dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19 visite guidate con descrizione dell’intero ciclo produttivo, degustazione di prodotti locali tra cui dolci della casa e tutte le grappe di produzione propria. Ancora in provincia di Vicenza, ma a Villaga, la Distilleria LI.DI.A. ha in programma dalle 10 alle 18 una serie di visite guidate e naturalmente degustazioni delle proprie grappe in abbinamento con piatti tipici del territorio. Giornata di grandi emozioni infine, alla Distilleria Poli di Schiavon (VI), dove ad attendere i visitatori ci saranno dalle 10 alle 18 non solo visite guidate alla scoperta della storia della distillazione artigianale dall’antichità ai giorni nostri e la degustazione di grappe, distillati e liquori, ma anche una vera e propria “Seduta Spiritica” con riconoscimento al buio di profumi e intense sensazioni. Per gli appassionati di moto, c’è anche la possibilità di ammirare la nuovissima Guzzi California 1400 ospite d’eccezione per tutta la giornata.

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)

6-9 aprile 2014, a Verona anche Vinitalybio

Vino con grappoloVinitalybio è il nuovo salone specializzato dedicato ai vini biologici certificati, nato dall’accordo siglato tra Veronafiere e FederBio. La prima edizione sarà realizzata nell’ambito del 48° Vinitaly, in programma dal 6 al 9 aprile 2014.

Innovare per adeguarsi ai cambiamenti di mercato. Si tratta di un progetto per valorizzare la produzione enologica certificata secondo le norme del regolamento UE n. 203/2012 sulla produzione e l’etichettatura del vino biologico, entrato in vigore il 1° agosto dell’anno scorso.  Vinitalybio è un marchio Veronafiere e verrà realizzato in collaborazione con FederBio, che verificherà il rispetto dei requisiti degli espositori italiani ed esteri produttori di vini biologici.  «Il progetto – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – risponde alla logica dell’Ente di innovare continuamente i propri prodotti per adeguarli ai cambiamenti del mercato. Vinitalybio è una grande occasione di visibilità per le cantine biologiche italiane che rappresentano il 6,5% del vigneto nazionale con 53 mila ettari coltivati, ponendo l’Italia al secondo posto per estensione a livello mondiale. L’Italia, inoltre, con una quota del 13% rappresenta il terzo esportatore di vini bio negli Stati Uniti».

Nella certificazione la “forza” dei vini bio. «Grazie al progetto Vinitalybio – afferma Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – avremo l’opportunità di dare finalmente visibilità e voce al vino biologico certificato, che rappresenta l’unica garanzia per chi intende acquistare un vino ottenuto secondo i principi e le rigorose normative dell’UE in materia di biologico. La sua forza è quindi proprio nella certificazione, affidata a partire dalla coltivazione delle uve e fino all’imbottigliamento a organismi terzi, espressamente autorizzati dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Questo è l’unico requisito indispensabile per partecipare alla manifestazione e sul rispetto del quale FederBio supporterà Veronafiere con apposito personale e verifiche mirate. La certificazione biologica è del resto ormai riconosciuta a livello internazionale pure fuori dall’UE, dunque è un’opportunità straordinaria anche per il vino italiano per migliorare ulteriormente il proprio posizionamento sui mercati».

Vini bio nel padiglione 11. «Con l’entrata in vigore nel 2012 del regolamento sulla produzione biologica anche per il vino – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – , abbiamo colto l’occasione per adeguare alla normativa europea la nostra offerta fieristica, dando uno spazio distinto alle produzioni certificate. Come tutte le iniziative che mettiamo in campo per le rassegne, anche Vinitalybio è pensato per favorire il business e per questo l’accordo con FederBio prevede anche un’attività di incoming per portare a Verona buyer provenienti dai mercati più interessanti per il consumo di vini biologici, in particolare Germania, Svizzera e Paesi Scandinavi». Vinitalybio si configura come uno spazio espositivo ben identificato all’interno del padiglione 11, che ospiterà produttori italiani ed esteri. A loro disposizione tavoli d’assaggio organizzati per ospitare gli operatori interessati. Oltre agli stand, all’interno dello spazio dedicato verrà allestita un’enoteca, che metterà in degustazione tutti i vini biologici presenti a Vinitaly, allargando la possibilità di partecipazione a quelle aziende espositrici che, oltre ai vini prodotti con metodi convenzionali, propongono una linea bio.

(Fonte: Veronafiere)

La Regione Veneto vara la rete per l’innovazione vitivinicola

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Il Veneto creerà un network per l’innovazione vitivinicola: una rete tra quanti operano nell’ambito di questo segmento, strategico per raggiungere nuovi traguardi di qualità, tipicità e di mercato, rispetto al quale la Regione sarà capofila e farà da coordinamento tra le attività. L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato.

Il progetto di network per l’innovazione vitivinicola è promosso direttamente dalla Regione e si propone di ridefinire e riorganizzare i rapporti tra i diversi soggetti che già operano nelle aree della ricerca, sperimentazione e formazione/divulgazione, allo scopo di realizzare una maggiore efficienza operativa e migliorare la capacità di produrre innovazione applicata in enologia e viticoltura, e di fornire agli operatori della filiera informazioni utili al miglioramento del sistema. “In questo modo – ha spiegato Manzato – potremo superare la frammentazione e il sottodimensionamento delle singole strutture, i problemi legati alla scarsità delle risorse umane e economiche anche recuperandone a livello nazionale e comunitario, gli aspetti burocratici che rendono complessi il coordinamento e le sinergia tra i soggetti interessati, evitare duplicazioni di strutture, migliorare l’efficienza della progettualità a livello regionale. Il tutto garantendo un tempestivo trasferimento dell’innovazione alle imprese”.

I settori di intervento del network saranno: il miglioramento genetico della vite (vinifera/resistenti); l’impianto e la gestione viticola; il risparmio idrico e il cambiamento climatico; la trasformazione e il condizionamento; la sicurezza alimentare, la qualità e la certificazione. Oltre alla Regione Veneto, nel progetto sono coinvolti Veneto Agricoltura, il CRA; l’Itas “Cerletti” di Conegliano, le Università di Padova e di Verona e la Provincia Verona.

(Fonte: Regione Veneto)

Vendemmia 2013 in Veneto: le difficoltà ci sono ma fa ben sperare

3684_uvaAnalisiGrappoloNel Veneto e nel Nord Est, è attesa una buona vendemmia, per qualità e quantità. Così si sono espressi il 4 settembre scorso gli esperti convocati da Veneto Agricoltura a Legnaro (PD) per le tradizionali ˜Previsioni Vendemmiali“, giunte alla 35ˆ edizione.

Per le uve bianche la produzione 2013 dovrebbe attestarsi attorno al 5-10% in più rispetto allo scorso anno, mentre per le uve nere la quantità dovrebbe rimanere invariata. Il datoè senz’altro positivo se si considera com’era partita la stagione caratterizzata, fino quasi alla fine di giugno, da abbondanti precipitazioni e basse temperature che avevano creato forti preoccupazioni per vari problemi di ordine sanitario nei vigneti. Con l’arrivo del caldo estivo (ultima decade di giugno) la situazione siè fortunatamente raddrizzata, trascinando però fino alla vendemmia un ritardo nella maturazione delle uve di 10-15 giorni rispetto al 2012. Con queste premesse, siamo ormai nel vivo della raccolta con le varietà precoci, dopo che nei giorni scorsi era toccato alle uve per le basi spumante, storicamente le prime a finire nei tini.

Nel Veneto la produzione, sotto il profilo quantitativo, si presenta a macchia di leopardo, con incrementi e cali delle rese rispetto allo scorso. VERONA: si attende un incremento delle uve Chardonnay (+5%), Garganega (+0-5%), Corvinone (+5/10%), Merlot (+5%), mentre un calo dovrebbe interessare le uve della varietà Corvina (-5%) e Rondinella (-15/20%). TREVISO: è previsto un leggero incremento quantitativo delle uve bianche (+3/4%), mentre la produzione di uve nere dovrebbe rimanere invariata. Per la Glera (Prosecco) l’aumento dovrebbe raggiungere addirittura il +5/10% e per lo Chardonnay il +5%. Per il Merlot la produzione dovrebbe rimanere invariata. Ricordiamo che nel 2012 le due province di Treviso e Verona da sole avevano prodotto oltre 8 milioni e 400 mila quintali di uva, i¾ della produzione complessiva nel Veneto. VENEZIA: in calo invece la produzione nel veneziano (-5/10%) con Merlot, Glera e Chardonnay annunciate attorno al -5%. ROVIGO: nel rodigino, addirittura, si prevedono riduzioni anche del -20/30%, dovute a importanti estirpi e forti grandinate registrate nelle scorse settimane. VICENZA: incrementi da record sono invece annunciati nel vicentino (+10/15%) e questo vale sia per il Merlot e la Glera (+15%) che per lo Chardonnay (+10%). PADOVA: segno positivo anche per i Colli Euganei e il territorio provinciale, dove l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al +10/12%. BELLUNO: qui si dovrebbe raggiungere una produzione di circa 6.000 quintali di uva, un dato quasi irrilevante nel contesto regionale ma senz’altro di grande interesse per il costante incremento che si sta registrando anno dopo anno.

Non solo Nordest. Nel corso dell’incontro odierno, Veneto Agricoltura ha fatto il punto anche sull’andamento della vendemmia nelle altre Regioni del Triveneto e nelle principali aree vitivinicole italiane. In Trentino, si attende un incremento del 15-20% per le uve bianche, mentre per le uve a bacca nera i quantitativi non dovrebbero scostarsi da quelli dello scorso anno. In provincia di Bolzano l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al 5-10% e più in dettaglio: Schiava e Lagrein +5%, Merlot, Pinot Nero e Pinot Bianco +10%, Cabernet, Pinot Grigio, Chardonnay, Müller Thurgau e Sauvignon Blanc +15%, Traminer aromatico +20%. In Friuli-Venezia Giulia il caloè stimato attorno al 5-10%. Anche nelle altre regioni italiane la vendemmiaè un po’ in ritardo ma si annuncia interessante, soprattutto sotto il profilo qualitativo. Infine, forti preoccupazioni arrivano dalla Francia, in particolare dall’area del Bordeaux, dove pesanti grandinate hanno inciso sulle rese. In Spagna è attesa invece una buona vendemmia, anche qui in leggero ritardo. Tutta la documentazione e le slides dell’incontro sono consultabili al seguente link: Relazione generale 2013 Veneto Agricoltura. La relazione dott. Diego Tomasi CRA-VIT può essere richiesta a ufficio.stampa@venetoagricoltura.org.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia Prosecco 2013: eccedenze rese di uva e vino non potranno riportare nella designazione il riferimento al nome del vitigno “Glera”

Vite proseccoNon potranno riportare nella designazione il riferimento al nome del vitigno “Glera”, i quantitativi di prodotto ottenuti dalla vendemmia 2013 che eccedono le rese di uva e vino (i cosiddetti “superi di campagna e di cantina”) previste dai disciplinari di produzione della DOC “Prosecco” e delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene–Prosecco” e “Colli Asolani–Prosecco” o “Asolo–Prosecco”. Pertanto, i vini ottenuti da tali ”superi” potranno essere designati ed immessi al consumo con il riferimento al colore bianco o altra indicazione consentita dalla vigente normativa.

Lo prevede un Decreto della Regione del Veneto, adottato d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, su richiesta dei Consorzi di tutela delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene-Prosecco” e “Colli Asolani-Prosecco” o “Asolo-Prosecco” e della DOC “Prosecco”. Tale richiesta è stata sottoscritta anche dai rappresentanti della Federazione regionale Coldiretti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Copagri del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confederazione italiana agricoltori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confcooperative del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e da Unindustria, che rappresentato la quasi totalità dei viticoltori, vinificatori e imbottigliatori che operano nel territorio.

La struttura di controllo Valoritalia Srl, incaricata del controllo delle predette denominazioni e delle indicazioni geografiche tipiche esistente sul territorio Veneto, controllerà che sia data applicazione alle limitazioni previste. Avepa, dal canto suo, assicurerà che il sistema informativo di gestione della dichiarazione unificata dei vini tenga conto delle limitazioni sopra indicate. Il Decreto regionale sarà pubblicato integralmente nel sito della Direzione competitività sistemi agroalimentari, e nelle news del “portale regionale PIAVE”. “Abbiamo accolto la richiesta dei Consorzi di tutela – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – per evitare che vengano offerti sul mercato prodotti similari ai vini Prosecco a DO e DOCG; potrebbero infatti essere messi vini frizzanti IGT o vini spumanti varietali con il riferimento al nome del vitigno “Glera” ottenuti dalla medesima superficie, che possono ingenerare confusione nei consumatori e danni alle Denominazioni stesse”.

(Fonte: Regione Veneto)

Mercoledì 4 settembre, a Legnaro (PD) le previsioni vendemmiali del Nordest. Coordina l’incontro il socio ARGAV Renzo Michieletto.

Immagine 6Si terrà il prossimo 4 settembre 2013 (ore 10,00) a Legnaro (Pd), Agripolis, sede di Veneto Agricoltura (Viale dell’Università, 14) il tradizionale appuntamento sulle previsioni della vendemmia.L’incontro é promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo Sportello Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione Veneto, Avepa, CRA-Vit di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento.

Programma. Nell’occasione saranno presentati i dati quantitativi e qualitativi di previsione della vendemmia nel Triveneto, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Non mancherà uno sguardo alle previsioni nelle altre regioni d’Italia, nonché in Francia e Spagna. Ecco gli interventi previsti. Ore 10.00. Saluti e introduzione dei lavori, Giuseppe Nezzo, Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, Luigi Bavaresco, Direttore CRA-Vit di Conegliano. Ore 10.15. L’andamento meteorologico nel Veneto, Francesco Rech Arpav – Centro Meteorologico di Teolo (Pd).  Ore 10.30. Annata 2013 e primi dati previsionali della vendemmia nel Nord Est d’Italia, Diego Tomasi, Ente CRA-Vit di Conegliano. Ore 11.00, La vendemmia 2013 nel resto d’Italia, collegamenti in videoconferenza con le Regioni: Piemonte, Daniele Della Valle (Vignaioli Piemontesi), Toscana, Paolo Storchi ( Ente CRA Toscana), Puglia, Gianvito Masi (Ente CRA Puglia), Sicilia, Felice Capraro (Istituto Regionale Vini e Oli). Ore 11.45 Chiusura. Franco Manzato, Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto. Coordina il socio ARGAV Renzo Michieletto, Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa Europe Direct Veneto.

(Fonte: Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)

Vendemmia 2013 Prosecco Doc, deciso stoccaggio di parte produzione, escluso biologico, per mantenere prezzi di mercato

proseccoLa Regione del Veneto, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia, e su richiesta del Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata “Prosecco”, ha decretato lo stoccaggio fino al 31 luglio 2014 di parte del prodotto che sarà ottenuto dalla vendemmia 2013 atto ad essere designato con la DOC “Prosecco”, con esclusione dei quantitativi di prodotto certificato biologico.

Trend consumi positivo, ma utile il controllo. “Come Regioni interessate a questa produzione – ha spiegato l’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato – abbiamo deciso di “sposare” la specifica proposta del Consorzio di tutela della denominazione di origine controllata ‘Prosecco’, perché ci permette di tener sotto controllo la gestione dei volumi di vino a denominazione messi in commercio, mantenendo un livello dei prezzi accettabile e stabilizzando il funzionamento del mercato rispetto ad un prodotto che continua ad incontrare successo nei mercati italiano e internazionali”. “Sebbene il trend della certificazione sia positivo per il quarto mese consecutivo, e quindi i volumi di imbottigliamento siano in significativa crescita – fa presente Manzato –si deve tenere conto anche dell’incremento della produzione conseguenza dell’entrata in produzione dei vigneti piantati negli anni più recenti. In proposito la filiera, attraverso il proprio Consorzio di tutela, si sta adoperando sulla base degli strumenti previsti dalla normativa comunitaria e nazionale nel gestire l’offerta in modo anche da garantire al consumatore la migliore qualità del prodotto”.

Gestione dello stoccaggio affidato al Consorzio. La misura dello stoccaggio è stata stabilita sulla base del ciclo vegetativo dei vigneti come segue: per i vigneti al secondo ciclo vegetativo (con resa pari al 60% della quantità stabilita all’articolo 4 del disciplinare): i quantitativi di prodotto atto ad essere designato con la DOC “Prosecco” eccedenti le 8,7 tonnellate/ettaro; per i vigneti a partire dal terzo ciclo vegetativo: i quantitativi di prodotto atto ad essere designato con la DOC “Prosecco” eccedenti le 14,5 tonnellate/ettaro. Il decreto consente al Consorzio di tutela di disporre degli strumenti necessari per la gestione del Prosecco DOC. Peraltro il prodotto potrà, in qualsiasi momento, essere svincolato dallo stoccaggio mediante istanza motivata del Consorzio stesso.

A seconda della risposta del mercato, prodotto destinato a produzione di vini Igp. “Abbiamo in sostanza riproposto una misura richiesta anche per la vendemmia dell’anno scorso – ha spiegato l’assessore – che non discrimina alcuno in quanto ogni ditta produttrice dell’uva o azienda di prima vinificazione verrà coinvolta da una riduzione della vendita del Prosecco DOC ricavato, stoccato nella fase di trasformazione”. Il quantitativo di prodotto che non può essere immesso al consumo fino alla data stabilita può, in particolari situazioni di perdurante crisi di mercato, essere totalmente o parzialmente riclassificato e destinato alla produzione di vini IGP, previa comunicazione motivata da parte del Consorzio alle competenti strutture regionali almeno 30 giorni prima e comunque non oltre il 30 giugno 2014.

(Fonte: Regione Veneto)

Vendemmia 2013 in Veneto, si inizia fra il 27 e 28 agosto, meteo permettendo

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Se in Italia la vendemmia 2013 è iniziata ufficialmente il 22 agosto scorso, in Veneto si comincerà il 27 e 28 agosto con la vendemmia delle varietà per le basi spumante e nello specifico del Pinot Nero, presente a macchia di leopardo con punte nel trevigiano e veronese. Molto dipenderà, comunque, dalle forti precipitazioni annunciate proprio per quei giorni. Uno slittamento di tre/quattro giorni si renderebbe infatti necessario per permettere ai grappoli di riequilibrare gli zuccheri diluiti dalla presenza di troppa acqua.

Il calendario della vendemmia in Veneto. In attesa del tradizionale appuntamento sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, che Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), l’Osservatorio dell’Azienda regionale ha fatto il punto sul calendario della raccolta nel Veneto, in ritardo di una decina di giorni rispetto allo scorso anno.  La vendemmia delle basi spumante – oltre al Pinot Nero ricordiamo anche lo Chardonnay – dovrebbe dunque iniziare la prossima settimana, precipitazioni permettendo. Non si tratta di grosse produzioni quantitative, ma senz’altro importanti per la tradizione spumantistica veneta. Nella prima decade di settembre, ma “senza fretta” come ci tengono a sottolineare i produttori in queste ore, partirà la vendemmia delle varietà precoci. Toccherà così al Pinot Grigio, presente in particolare lungo l’asta del Piave trevigiano e veneziano, ma anche nella pianura veronese, nel conselvano, ecc. e al Pinot Bianco. Attorno al 18/20 settembre inizierà la vendemmia della varietà Glera (Prosecco DOC) in pianura – in particolare nei vigneti dove è stato possibile intervenire con le irrigazioni di soccorso – e del Merlot, una varietà quest’ultima che negli ultimi anni ha visto una drastica riduzione degli ettari coltivati. In collina, invece, nelle “miniere d’oro a cielo aperto” che sono i vigneti trevigiani del Prosecco DOCG, la vendemmia potrebbe iniziare attorno al 23 settembre.  Scorrendo il calendario della prossima vendemmia nelle principali aree viticole del Veneto arriviamo a fine settembre (ma potrebbe essere anche a inizio ottobre) con la raccolta dell’uva Garganega nel veronese, e poi attorno al 10 ottobre con la vendemmia dei Cabernet, delle Corvine e della Rondinella.

Produzione 2013, probabile qualche punto percentuale in più del 2012. La prossima settimana prenderà il via una macchina produttiva gigantesca che nel Veneto coinvolgerà oltre 36.000 aziende vitivinicole. I quasi 77.000 ettari di vigneto potrebbero produrre ben 11 milioni di quintali di uva, superando così i 10,8 milioni prodotti nel 2012, considerato che l’imminente vendemmia viene data in linea a quella dello scorso anno, ma con qualche punto percentuale in più.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Uso fitofarmaci in viticoltura, concluso biomonitoraggio nell’area del Prosecco Docg

Vigneto a Conegliano (TV)

Vigneto a Conegliano (TV)

L’ULSS 7 ha concluso da pochi giorni l’elaborazione epidemiologico-statistica dei dati del biomonitoraggio su “Livelli e fattori predittivi di esposizione ai ditiocarbammati negli abitanti delle zone viticole dell’Azienda ULSS 7“, effettuato su un campione di popolazione residente in otto comuni dell’area del Prosecco Docg. Sono stati esaminati quasi 400 soggetti, 260 dei quali adulti e 126 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni.

I risultati. Lo studio, in sintesi, ha evidenziato che iIn oltre metà (circa 53%) dei soggetti esaminati il valore di ETU (livelli urinari di etilentiourea) era così basso da non essere laboratoristicamente rilevabile. Nei restanti soggetti i livelli di ETU rilevati erano complessivamente sovrapponibili a quelli evidenziati da studi effettuati in passato, su soggetti residenti in alcune grandi città italiane (nelle quali non ci sono, ovviamente, vigneti vicini alle abitazioni). In linea con le percentuali della popolazione generale anche il numero di soggetti (21 tra adulti e bambini, circa il 5% del campione) che presenta valori di ETU superiori ai 5 microgrammi/litro considerato valore superiore di riferimento. Non sono emerse rilevanti differenze, nei livelli di ETU, nè in rapporto al Comune di residenza né, per i bambini, alla frequenza di asili situati in Comuni con maggior densità di vigneti. Sono emerse correlazioni statisticamente significative tra i valori di ETU e il trattamento con prodotti fitosanitari del proprio orto, l’assunzione di farmaci e il consumo di vino (probabile esito, in questi ultimi due casi, di complessi fenomeni metabolici e non della presenza di ditiocarbammati nei farmaci e nel vino). I soggetti che vivono in abitazioni collocate a ridosso di vigneti di grandi dimensioni presentano livelli di ETU leggermente superiori a quelli mediamente rilevati.

Fitofarmaci in vigneto, fanno peggio i trattamenti nell’orto. “I risultati dello studio, che attesta livelli di assorbimento dei residenti nell’area del prosecco Docg sovrapponibili a quelli registrati, in passato, nella popolazione generale – commenta il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti – rappresentano un ulteriore elemento di concretezza nel dibattito relativo ai possibili effetti sulla salute dei fitofarmaci usati nella viticoltura. Elemento di concretezza che va ad aggiungersi ai dati relativi a incidenza e mortalità per tumori nell’Ulss 7, recentemente pubblicati dal Servizio Epidemiologico Regionale, che attestano valori in linea, talora inferiori, rispetto al resto del Veneto. E’ comunque opportuno ribadire – aggiunge Cinquetti – la necessità di porre le opportune cautele nei trattamenti dei vigneti, in particolare di quelli molto vicini alle abitazioni e ai siti sensibili”.

Progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi. “Con questo studio l’Ulss 7 – sottolinea il direttore Generale, Gian Antonio Dei Tos – conferma il suo impegno sui grandi temi della prevenzione. Importantissima è stata la partnership istituzionale tra tutti i soggetti quotidianamente chiamati a gestire il delicato equilibrio tra tutela della salute e fattori produttivi. Ci accingiamo, a tal proposito, ad esprimere parere favorevole al recente aggiornamento del regolamento intercomunale di polizia rurale predisposto dai Sindaci dei Comuni dell’area del prosecco Docg, dedicato ai prodotti fitosanitari, aggiornamento che orienta verso la progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi, tra cui i ditiocarbammati, oggetto dello studio dell’Ulss 7”.

Lo studio. Il complesso studio di biomonitoraggio è stato progettato a inizio 2012 dalla dott.ssa Chermaz e dal dr. Moro, medici del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 7. I campionamenti sono stati eseguiti, da personale dell’Azienda Sanitaria di Pieve di Soligo, tra l’11 e il 22 giugno 2012, periodo di massimo utilizzo dei ditiocarbammati in viticoltura, su circa 400 soggetti residenti nei comuni di Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Susegana e Vittorio Veneto. Tutti i soggetti sono stati selezionati con criterio casuale dall’anagrafe sanitaria degli assistiti, in modo da descrivere un campione rappresentativo della popolazione generale degli otto comuni prescelti. Per tutti i soggetti sono state raccolte informazioni inerenti le abitudini alimentari, gli stili di vita, la mobilità, alcuni hobby e l’utilizzo di farmaci, vino e alcolici. I dosaggi dell’ETU nei campioni urinari sono stati effettuati dal Laboratorio di Igiene Industriale del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova, diretto dal prof. Bartolucci. Su tali risultati analitici, e sulla correlazione degli stessi con le informazioni derivate da questionario e misurazioni, è stata attivata una complessa analisi statistico-epidemiologica, condotta dall’Istituto di Igiene dell’Università degli Studi di Udine, diretto dal prof. Barbone. Lo studio è stato sostenuto dalla Provincia di Treviso e dalla Comunità Montana, con un finanziamento, rispettivamente, di 15.000 e 10.000 euro, quasi interamente impegnati nelle analisi di laboratorio.

L’assessore regionale all’Agricoltura Manzato su fitofarmaci e Prosecco. “Capisco e condivido da sempre le preoccupazioni circa un possibile uso improprio dei fitofarmaci e la necessità di metodi di difesa delle colture agricole che siano più rispettosi possibile dell’ambiente. Tuttavia, alla luce della conclusione del biomonitoraggio condotto dall’USSL n. 7 e delle azioni concrete che produttori e Regione stanno realizzando per una viticoltura pulita, credo sia il momento di dare tutti una mano a promuovere il Prosecco, Docg e Doc”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato commenta con queste parole gli esiti delle indagini effettuate sulla questione, “ricerche la cui esigenza ho sempre sostenuto e non solo in questa zona – precisa Manzato – assieme all’adozione di un protocollo ambientale preciso che è diventato patrimonio comune dei produttori e sta orientando anche l’azione dei sindaci”.

Antiparassitari, uso da non demonizzare ma da contenere. “Penso anche che si debba smetterla con i pregiudizi di tipo ideologico e con i giochi linguistici”, continua Manzato. “I pesticidi sono una voluta non traduzione di un termine che significa “antiparassitari” e questi ultimi sono utili e spesso necessari per assicurare la sanità delle produzioni agricole. L’impegno comune dove essere non per una demonizzazione ma per un uso corretto al livello più basso. Nello stesso tempo la ricerca epidemiologica e le indagini di laboratorio non possono essere accusate solo perché non se ne condividono i risultati. O si hanno dati certi e precisi o diventa una calunnia bella e buona, che si trasforma anche in un danno economico nei confronti di chi si rompe la schiena per garantire reddito al territorio ed è il primo a subire le conseguenze delle sostanze che impiega”. “Io dico – conclude Manzato –  che sarebbe il momento di metterci assieme per divulgare quello che si fa e i risultati raggiunti e verificati, come esempio di buone pratiche in agricoltura a livello nazionale e internazionale, all’interno di un processo che non è finito ma vuole diminuire sempre più l’utilizzo di mezzi tecnici esterni. Rimaniamo volentieri vigili, ma stiamo anche attenti a ciò che avviene nel resto del mondo, dove il nostro Prosecco meritatamente continua a conquistare posizioni di mercato che creano ricchezza al Nord Est. Perseverare nella denigrazione è un esercizio masochistico che rischia di trasformarsi in un danno senza giustificazioni”.

(Fonte: ULSS 7/Regione Veneto)