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Vendemmia 2013: uve venete, prezzi in calo, soprattutto nelle piazze di Treviso e Padova

uvaDopo tre anni consecutivi in cui il prezzo delle uve da vino in Veneto era progressivamente aumentato con un incremento annuo medio di circa il 15%, per la vendemmia 2013 Veneto Agricoltura osserva una flessione dei prezzi. Verifica che avviene attraverso rilevamenti presso le Borse merci delle Camere di Commercio di Padova, Treviso e Verona (le quotazioni di Venezia non risultano più disponibili, poiché dallo scorso giugno è stata soppressa la Borsa merci).

Flessione prezzi più vistosa sulle piazze di Padova e Treviso. Il calo, segnalano gli esperti dell’Azienda regionale, non ha però interessato in eguale misura le tre piazze considerate: la contrazione dei listini rilevata a Padova e Treviso risulta significativa, essendo rispettivamente pari a -15% e -18%; mentre Verona conferma il livello medio di prezzo dell’anno precedente (0,69 €/kg). A Padova e Treviso il prezzo medio si è attestato invece su 0,67 e 0,45 €/kg, mentre la media regionale relativa a tutte le tipologie di uva oggetto di contrattazione è complessivamente scesa a 0,60 €/kg, in flessione dell’11% rispetto all’anno precedente. In dettaglio, l’andamento dei prezzi delle principali varietà di uva coltivate in Veneto e le relative denominazioni, si osserva che a Verona hanno subìto i ribassi più evidenti le uve atte alla produzione di Igt Bianco e Rosso Verona (-18% e -15%), ma la flessione è stata osservata anche per alcune importanti denominazioni, come Soave (-13%) e Bardolino (-7%), e vitigni di pregio come il Pinot grigio (-3%). In aumento invece le uve utilizzate per il Valpolicella (+8%), il Recioto e l’Amarone (+2,4%).

A Treviso, come era lecito attendersi, appare in ridimensionamento il fenomeno Prosecco. Tutte le tipologie di Glera hanno registrato una contrazione di prezzo: Glera Igt -15%, Prosecco Doc -7%, Prosecco Conegliano-Valdbbiadene Docg -2% e Cartizze Docg -44%. Il ribasso dei listini ha interessato anche altre tipologie di uve, da quelle a bacca bianca (Verduzzo Igt -17%) a quelle per la vinificazione dei rossi (Raboso -10%), mentre le uniche varietà che hanno beneficiato di un leggero incremento delle quotazioni sono state il Pinot bianco e Chardonnay (+1% l’Igt e +3% il Docg) e il Pinot grigio Igt (+2%).

La Borsa merci di Padova segna negativo per tutte le tipologie di uva rilevate. A tale andamento negativo può avere influito il recupero produttivo nell’area dei Colli Euganei, che nel 2012 aveva subìto una forte contrazione delle quantità vendemmiate a causa della prolungata siccità estiva determinando un’impennata dei prezzi. Più che di un vero e proprio ribasso delle quotazioni si dovrebbe pertanto parlare di un loro ritorno nel 2013 su livelli più prossimi alla norma. Tra le tipologie che hanno subìto le maggiori flessioni (pari al 20% e oltre), vanno citate tra le Igt la Glera e Rabosa e tra le Doc il Merlot, Cabernet e Moscato.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Export “Made in Italy”, nel vicentino nasce Egonitaly per rendere più semplice l’incontro fra vini italiani e gastronomia cinese

Dario Marin Egonitaly

Dario Marin Egonitaly

Il socio ARGAV Pietro Casetta ci rende partecipi di un’interessante iniziativa intrapresa da Ethan, gruppo con sede nel vicentino attivo nei settori ecologia ed energia ed ora anche enogastronomia. In particolare,  Ethan sta coordinando un programma, sotto l’egida di Egonitaly, per l’export di vini veneti e friulani in Cina, nell’Est Europa e prossimamente in Africa attraverso l’abbinamento dei vini con i prodotti gastronomici dei Paesi in questione.

L’azione in Cina. Innanzitutto è stata fatta una selezione di vini appositamente per il mercato cinese, quindi basata sulla reale possibilità di garantire abbinamenti gradevoli con i cibi presenti nella tradizione di questa nazione. Non quindi una banale operazione di export, ma la manifestazione della volontà di promuovere l’incontro fra la cultura enologica italiana e la cultura gastronomica cinese. Questa prima fase è inoltre stata accompagnata dalla messa a punto di abbinamenti fra la selezione di vini veneti con piatti italiani, e quindi da un’offerta enogastronomica tipicamente made in Italy, considerata con particolare interesse dalla nazione cinese. Il programma procederà quindi con l’apertura di shop center pilota in cui il pubblico cinese potrà essere informato e orientato, più che all’acquisto, alla conoscenza dei prodotti vinicoli ed enogastronomici della selezione veneta che gli viene offerta.

Apripista a piccole realtà artigianali. “L’idea è sorta da una considerazione molto concreta” afferma l’arch. Dario Marin, responsabile del Settore Food & Wine di Egonitaly. “Premesso che il made in Italy è costituito, almeno per quanto riguarda l’enogastronomia, soprattutto da prodotti locali di alto artigianato, si ha come conseguenza che tali prodotti non possano essere industrializzati. Questo fatto comporta che i produttori sono e devono rimanere piccole realtà, ma data questa loro ridotta dimensione si trovano privi della forza di proporsi autonomamente a mercati molto ampi. Abbiamo quindi pensato di riunire alcune piccole realtà vinicole che abbiamo ritenuto più significative per il mercato cinese, offrendo loro la possibilità di affrontarlo senza perdere la loro identità, ma semplicemente entrando a far parte di una realtà che ha come scopo proprio la valorizzazione di tale identità individuale.” Quattro le linee individuate da progetto: Friendly, composta da una selezione di Cabernet Franc, Merlot, Soave, Pinot Grigio;  Deluxe, composta da Brut, Prosecco, Orange Flower, Serprino, Rosè;  Elegance, composta da Cabernet Souvignon, Refosco, Friulano, Chardonnay, Pinot Bianco;  Superior, composta da Torcolato, Pàssio, Vin del Doge.

Tutela del Prosecco, si chiede il rispetto delle regole alla Croazia. Che prospetta la nascita del Dalmazia Proshek.

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCGIl presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc, Stefano Zanette, non intende scatenare una guerra Italia e Croazia sul vino Prosecco, ma chiede che siano rispettate le regole Ue.

Impossibilità di due denominazioni simili l’una all’altra. “Come produttori di Prosecco del Fvg e del Veneto – ha precisato Zanette – abbiamo creato la Doc riconosciuta dalla Comunità Europea. E’ una denominazione geografica e quindi ha la più ampia tutela dalle normative comunitarie che indicano tra l’altro l’impossibilità di due denominazioni che richiamino similitudine l’una con l’altra. In questo caso avviene che la Croazia con il suo Proshek è un produttore di un vino che ha una sua specificità che noi non neghiamo assolutamente in quanto è pure quella una realtà storica, anche se il vino che viene prodotto ha caratteristiche completamente diverse dal nostro. Ma noi del Consorzio abbiamo due compiti fondamentali: la produzione e la tutela di questo vino, mentre sulla questione del ‘nome’ non è il Consorzio che si deve intervenire, ma la Comunità europea che deve far applicare le norme».

Tutela del Prosecco: 330 milioni di doc contro 15 mila bottiglie. Prosegue il presidente del Consorzio Tutela Prosecco Doc: «Non c’entra se il Proshek croato sia o meno un vino diverso dal Prosecco italiano, non c’entra se loro ne producono 15 mila bottiglie, mentre noi 260 milioni più i 70 milioni prodotti dalla Docg, ma è invece da evitare l’assonanza dei due nomi che all’interno della Ue non possono coesistere. Se ciò avvenisse – aggiunge Zanette – si creerebbe una falla nella tutela della nostra, ma anche di altre denominazioni europee, fatte per garantire al massimo il consumatore. In pratica si potrebbe creare quello che è successo con il Tocai prodotto in Italia e Francia, tra l’altro di qualità di gran lunga superiore a quello prodotto in altre parti d’Europa, con una decisione che ci fu avversa». «Noi – conclude Zanette – abbiamo già avuto dei contatti informali con produttori croati e la loro idea è quella di andare a richiedere una nuova denominazione legata alla Dalmazia – il Dalmazia Proshek – e nel momento in cui l’Ue dovesse prendere in considerazione questa richiesta ci faremmo sentire».

(Fonte: Garantitaly.it)

6 ottobre 2013, torna in tutta Italia Grapperie aperte, cinque le distillerie venete partecipanti

Visita alle caldaie nelle distillerie

Visita alle caldaie nelle distillerie

Domenica 6 ottobre 2013 torna nelle distillerie di tutta Italia Grapperie Aperte, l’appuntamento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa per valorizzare e far conoscere il distillato di bandiera anche ai non addetti ai lavori.

Le distillerie partecipanti nel trevigiano. Partendo da Treviso, la prima tappa è quella dell‘Istituto Grappa Veneta alla Distilleria Sperimentale Veneto Agricoltura presso la Scuola Enologica di Conegliano: qui dalle 15 alle 19 sarà possibile effettuare visite guidate in distilleria, degustazioni libere e guidate, in abbinamento a dolci della tradizione veneta. Rimanendo in provincia di Treviso e raggiungendo Visnà di Vazzola, si arriva alla Roberto Castagner Acquaviti, dove ad attendere i visitatori ci saranno – dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18 – oltre alle classiche degustazioni di distillati e alle visite guidate agli impianti di produzione, anche test alcolometrici con utilizzo di strumenti professionali.

Le distillerie partecipanti nel vicentino .Spostandosi in provincia di Vicenza, tre sono le distillerie che aderiscono alla giornata organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa. La Distilleria Fratelli Brunello di Montegalda organizza dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 19 visite guidate con descrizione dell’intero ciclo produttivo, degustazione di prodotti locali tra cui dolci della casa e tutte le grappe di produzione propria. Ancora in provincia di Vicenza, ma a Villaga, la Distilleria LI.DI.A. ha in programma dalle 10 alle 18 una serie di visite guidate e naturalmente degustazioni delle proprie grappe in abbinamento con piatti tipici del territorio. Giornata di grandi emozioni infine, alla Distilleria Poli di Schiavon (VI), dove ad attendere i visitatori ci saranno dalle 10 alle 18 non solo visite guidate alla scoperta della storia della distillazione artigianale dall’antichità ai giorni nostri e la degustazione di grappe, distillati e liquori, ma anche una vera e propria “Seduta Spiritica” con riconoscimento al buio di profumi e intense sensazioni. Per gli appassionati di moto, c’è anche la possibilità di ammirare la nuovissima Guzzi California 1400 ospite d’eccezione per tutta la giornata.

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)

6-9 aprile 2014, a Verona anche Vinitalybio

Vino con grappoloVinitalybio è il nuovo salone specializzato dedicato ai vini biologici certificati, nato dall’accordo siglato tra Veronafiere e FederBio. La prima edizione sarà realizzata nell’ambito del 48° Vinitaly, in programma dal 6 al 9 aprile 2014.

Innovare per adeguarsi ai cambiamenti di mercato. Si tratta di un progetto per valorizzare la produzione enologica certificata secondo le norme del regolamento UE n. 203/2012 sulla produzione e l’etichettatura del vino biologico, entrato in vigore il 1° agosto dell’anno scorso.  Vinitalybio è un marchio Veronafiere e verrà realizzato in collaborazione con FederBio, che verificherà il rispetto dei requisiti degli espositori italiani ed esteri produttori di vini biologici.  «Il progetto – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – risponde alla logica dell’Ente di innovare continuamente i propri prodotti per adeguarli ai cambiamenti del mercato. Vinitalybio è una grande occasione di visibilità per le cantine biologiche italiane che rappresentano il 6,5% del vigneto nazionale con 53 mila ettari coltivati, ponendo l’Italia al secondo posto per estensione a livello mondiale. L’Italia, inoltre, con una quota del 13% rappresenta il terzo esportatore di vini bio negli Stati Uniti».

Nella certificazione la “forza” dei vini bio. «Grazie al progetto Vinitalybio – afferma Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – avremo l’opportunità di dare finalmente visibilità e voce al vino biologico certificato, che rappresenta l’unica garanzia per chi intende acquistare un vino ottenuto secondo i principi e le rigorose normative dell’UE in materia di biologico. La sua forza è quindi proprio nella certificazione, affidata a partire dalla coltivazione delle uve e fino all’imbottigliamento a organismi terzi, espressamente autorizzati dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Questo è l’unico requisito indispensabile per partecipare alla manifestazione e sul rispetto del quale FederBio supporterà Veronafiere con apposito personale e verifiche mirate. La certificazione biologica è del resto ormai riconosciuta a livello internazionale pure fuori dall’UE, dunque è un’opportunità straordinaria anche per il vino italiano per migliorare ulteriormente il proprio posizionamento sui mercati».

Vini bio nel padiglione 11. «Con l’entrata in vigore nel 2012 del regolamento sulla produzione biologica anche per il vino – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – , abbiamo colto l’occasione per adeguare alla normativa europea la nostra offerta fieristica, dando uno spazio distinto alle produzioni certificate. Come tutte le iniziative che mettiamo in campo per le rassegne, anche Vinitalybio è pensato per favorire il business e per questo l’accordo con FederBio prevede anche un’attività di incoming per portare a Verona buyer provenienti dai mercati più interessanti per il consumo di vini biologici, in particolare Germania, Svizzera e Paesi Scandinavi». Vinitalybio si configura come uno spazio espositivo ben identificato all’interno del padiglione 11, che ospiterà produttori italiani ed esteri. A loro disposizione tavoli d’assaggio organizzati per ospitare gli operatori interessati. Oltre agli stand, all’interno dello spazio dedicato verrà allestita un’enoteca, che metterà in degustazione tutti i vini biologici presenti a Vinitaly, allargando la possibilità di partecipazione a quelle aziende espositrici che, oltre ai vini prodotti con metodi convenzionali, propongono una linea bio.

(Fonte: Veronafiere)

La Regione Veneto vara la rete per l’innovazione vitivinicola

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Il Veneto creerà un network per l’innovazione vitivinicola: una rete tra quanti operano nell’ambito di questo segmento, strategico per raggiungere nuovi traguardi di qualità, tipicità e di mercato, rispetto al quale la Regione sarà capofila e farà da coordinamento tra le attività. L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi dall’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato.

Il progetto di network per l’innovazione vitivinicola è promosso direttamente dalla Regione e si propone di ridefinire e riorganizzare i rapporti tra i diversi soggetti che già operano nelle aree della ricerca, sperimentazione e formazione/divulgazione, allo scopo di realizzare una maggiore efficienza operativa e migliorare la capacità di produrre innovazione applicata in enologia e viticoltura, e di fornire agli operatori della filiera informazioni utili al miglioramento del sistema. “In questo modo – ha spiegato Manzato – potremo superare la frammentazione e il sottodimensionamento delle singole strutture, i problemi legati alla scarsità delle risorse umane e economiche anche recuperandone a livello nazionale e comunitario, gli aspetti burocratici che rendono complessi il coordinamento e le sinergia tra i soggetti interessati, evitare duplicazioni di strutture, migliorare l’efficienza della progettualità a livello regionale. Il tutto garantendo un tempestivo trasferimento dell’innovazione alle imprese”.

I settori di intervento del network saranno: il miglioramento genetico della vite (vinifera/resistenti); l’impianto e la gestione viticola; il risparmio idrico e il cambiamento climatico; la trasformazione e il condizionamento; la sicurezza alimentare, la qualità e la certificazione. Oltre alla Regione Veneto, nel progetto sono coinvolti Veneto Agricoltura, il CRA; l’Itas “Cerletti” di Conegliano, le Università di Padova e di Verona e la Provincia Verona.

(Fonte: Regione Veneto)

Vendemmia 2013 in Veneto: le difficoltà ci sono ma fa ben sperare

3684_uvaAnalisiGrappoloNel Veneto e nel Nord Est, è attesa una buona vendemmia, per qualità e quantità. Così si sono espressi il 4 settembre scorso gli esperti convocati da Veneto Agricoltura a Legnaro (PD) per le tradizionali ˜Previsioni Vendemmiali“, giunte alla 35ˆ edizione.

Per le uve bianche la produzione 2013 dovrebbe attestarsi attorno al 5-10% in più rispetto allo scorso anno, mentre per le uve nere la quantità dovrebbe rimanere invariata. Il datoè senz’altro positivo se si considera com’era partita la stagione caratterizzata, fino quasi alla fine di giugno, da abbondanti precipitazioni e basse temperature che avevano creato forti preoccupazioni per vari problemi di ordine sanitario nei vigneti. Con l’arrivo del caldo estivo (ultima decade di giugno) la situazione siè fortunatamente raddrizzata, trascinando però fino alla vendemmia un ritardo nella maturazione delle uve di 10-15 giorni rispetto al 2012. Con queste premesse, siamo ormai nel vivo della raccolta con le varietà precoci, dopo che nei giorni scorsi era toccato alle uve per le basi spumante, storicamente le prime a finire nei tini.

Nel Veneto la produzione, sotto il profilo quantitativo, si presenta a macchia di leopardo, con incrementi e cali delle rese rispetto allo scorso. VERONA: si attende un incremento delle uve Chardonnay (+5%), Garganega (+0-5%), Corvinone (+5/10%), Merlot (+5%), mentre un calo dovrebbe interessare le uve della varietà Corvina (-5%) e Rondinella (-15/20%). TREVISO: è previsto un leggero incremento quantitativo delle uve bianche (+3/4%), mentre la produzione di uve nere dovrebbe rimanere invariata. Per la Glera (Prosecco) l’aumento dovrebbe raggiungere addirittura il +5/10% e per lo Chardonnay il +5%. Per il Merlot la produzione dovrebbe rimanere invariata. Ricordiamo che nel 2012 le due province di Treviso e Verona da sole avevano prodotto oltre 8 milioni e 400 mila quintali di uva, i¾ della produzione complessiva nel Veneto. VENEZIA: in calo invece la produzione nel veneziano (-5/10%) con Merlot, Glera e Chardonnay annunciate attorno al -5%. ROVIGO: nel rodigino, addirittura, si prevedono riduzioni anche del -20/30%, dovute a importanti estirpi e forti grandinate registrate nelle scorse settimane. VICENZA: incrementi da record sono invece annunciati nel vicentino (+10/15%) e questo vale sia per il Merlot e la Glera (+15%) che per lo Chardonnay (+10%). PADOVA: segno positivo anche per i Colli Euganei e il territorio provinciale, dove l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al +10/12%. BELLUNO: qui si dovrebbe raggiungere una produzione di circa 6.000 quintali di uva, un dato quasi irrilevante nel contesto regionale ma senz’altro di grande interesse per il costante incremento che si sta registrando anno dopo anno.

Non solo Nordest. Nel corso dell’incontro odierno, Veneto Agricoltura ha fatto il punto anche sull’andamento della vendemmia nelle altre Regioni del Triveneto e nelle principali aree vitivinicole italiane. In Trentino, si attende un incremento del 15-20% per le uve bianche, mentre per le uve a bacca nera i quantitativi non dovrebbero scostarsi da quelli dello scorso anno. In provincia di Bolzano l’incremento dovrebbe attestarsi attorno al 5-10% e più in dettaglio: Schiava e Lagrein +5%, Merlot, Pinot Nero e Pinot Bianco +10%, Cabernet, Pinot Grigio, Chardonnay, Müller Thurgau e Sauvignon Blanc +15%, Traminer aromatico +20%. In Friuli-Venezia Giulia il caloè stimato attorno al 5-10%. Anche nelle altre regioni italiane la vendemmiaè un po’ in ritardo ma si annuncia interessante, soprattutto sotto il profilo qualitativo. Infine, forti preoccupazioni arrivano dalla Francia, in particolare dall’area del Bordeaux, dove pesanti grandinate hanno inciso sulle rese. In Spagna è attesa invece una buona vendemmia, anche qui in leggero ritardo. Tutta la documentazione e le slides dell’incontro sono consultabili al seguente link: Relazione generale 2013 Veneto Agricoltura. La relazione dott. Diego Tomasi CRA-VIT può essere richiesta a ufficio.stampa@venetoagricoltura.org.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia Prosecco 2013: eccedenze rese di uva e vino non potranno riportare nella designazione il riferimento al nome del vitigno “Glera”

Vite proseccoNon potranno riportare nella designazione il riferimento al nome del vitigno “Glera”, i quantitativi di prodotto ottenuti dalla vendemmia 2013 che eccedono le rese di uva e vino (i cosiddetti “superi di campagna e di cantina”) previste dai disciplinari di produzione della DOC “Prosecco” e delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene–Prosecco” e “Colli Asolani–Prosecco” o “Asolo–Prosecco”. Pertanto, i vini ottenuti da tali ”superi” potranno essere designati ed immessi al consumo con il riferimento al colore bianco o altra indicazione consentita dalla vigente normativa.

Lo prevede un Decreto della Regione del Veneto, adottato d’intesa con la Regione Friuli Venezia Giulia, su richiesta dei Consorzi di tutela delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene-Prosecco” e “Colli Asolani-Prosecco” o “Asolo-Prosecco” e della DOC “Prosecco”. Tale richiesta è stata sottoscritta anche dai rappresentanti della Federazione regionale Coldiretti del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Copagri del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confederazione italiana agricoltori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, dalla Confcooperative del Friuli Venezia Giulia e del Veneto e da Unindustria, che rappresentato la quasi totalità dei viticoltori, vinificatori e imbottigliatori che operano nel territorio.

La struttura di controllo Valoritalia Srl, incaricata del controllo delle predette denominazioni e delle indicazioni geografiche tipiche esistente sul territorio Veneto, controllerà che sia data applicazione alle limitazioni previste. Avepa, dal canto suo, assicurerà che il sistema informativo di gestione della dichiarazione unificata dei vini tenga conto delle limitazioni sopra indicate. Il Decreto regionale sarà pubblicato integralmente nel sito della Direzione competitività sistemi agroalimentari, e nelle news del “portale regionale PIAVE”. “Abbiamo accolto la richiesta dei Consorzi di tutela – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – per evitare che vengano offerti sul mercato prodotti similari ai vini Prosecco a DO e DOCG; potrebbero infatti essere messi vini frizzanti IGT o vini spumanti varietali con il riferimento al nome del vitigno “Glera” ottenuti dalla medesima superficie, che possono ingenerare confusione nei consumatori e danni alle Denominazioni stesse”.

(Fonte: Regione Veneto)

Mercoledì 4 settembre, a Legnaro (PD) le previsioni vendemmiali del Nordest. Coordina l’incontro il socio ARGAV Renzo Michieletto.

Immagine 6Si terrà il prossimo 4 settembre 2013 (ore 10,00) a Legnaro (Pd), Agripolis, sede di Veneto Agricoltura (Viale dell’Università, 14) il tradizionale appuntamento sulle previsioni della vendemmia.L’incontro é promosso da Veneto Agricoltura, tramite il suo Sportello Europe Direct Veneto, in collaborazione con Regione Veneto, Avepa, CRA-Vit di Conegliano, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e Province Autonome di Bolzano e Trento.

Programma. Nell’occasione saranno presentati i dati quantitativi e qualitativi di previsione della vendemmia nel Triveneto, suddivisi per provincia e tipologia di uva. Non mancherà uno sguardo alle previsioni nelle altre regioni d’Italia, nonché in Francia e Spagna. Ecco gli interventi previsti. Ore 10.00. Saluti e introduzione dei lavori, Giuseppe Nezzo, Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, Luigi Bavaresco, Direttore CRA-Vit di Conegliano. Ore 10.15. L’andamento meteorologico nel Veneto, Francesco Rech Arpav – Centro Meteorologico di Teolo (Pd).  Ore 10.30. Annata 2013 e primi dati previsionali della vendemmia nel Nord Est d’Italia, Diego Tomasi, Ente CRA-Vit di Conegliano. Ore 11.00, La vendemmia 2013 nel resto d’Italia, collegamenti in videoconferenza con le Regioni: Piemonte, Daniele Della Valle (Vignaioli Piemontesi), Toscana, Paolo Storchi ( Ente CRA Toscana), Puglia, Gianvito Masi (Ente CRA Puglia), Sicilia, Felice Capraro (Istituto Regionale Vini e Oli). Ore 11.45 Chiusura. Franco Manzato, Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto. Coordina il socio ARGAV Renzo Michieletto, Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa Europe Direct Veneto.

(Fonte: Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa Europe Direct Veneto)

Vendemmia 2013 Prosecco Doc, deciso stoccaggio di parte produzione, escluso biologico, per mantenere prezzi di mercato

proseccoLa Regione del Veneto, di concerto con la Regione Friuli Venezia Giulia, e su richiesta del Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata “Prosecco”, ha decretato lo stoccaggio fino al 31 luglio 2014 di parte del prodotto che sarà ottenuto dalla vendemmia 2013 atto ad essere designato con la DOC “Prosecco”, con esclusione dei quantitativi di prodotto certificato biologico.

Trend consumi positivo, ma utile il controllo. “Come Regioni interessate a questa produzione – ha spiegato l’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato – abbiamo deciso di “sposare” la specifica proposta del Consorzio di tutela della denominazione di origine controllata ‘Prosecco’, perché ci permette di tener sotto controllo la gestione dei volumi di vino a denominazione messi in commercio, mantenendo un livello dei prezzi accettabile e stabilizzando il funzionamento del mercato rispetto ad un prodotto che continua ad incontrare successo nei mercati italiano e internazionali”. “Sebbene il trend della certificazione sia positivo per il quarto mese consecutivo, e quindi i volumi di imbottigliamento siano in significativa crescita – fa presente Manzato –si deve tenere conto anche dell’incremento della produzione conseguenza dell’entrata in produzione dei vigneti piantati negli anni più recenti. In proposito la filiera, attraverso il proprio Consorzio di tutela, si sta adoperando sulla base degli strumenti previsti dalla normativa comunitaria e nazionale nel gestire l’offerta in modo anche da garantire al consumatore la migliore qualità del prodotto”.

Gestione dello stoccaggio affidato al Consorzio. La misura dello stoccaggio è stata stabilita sulla base del ciclo vegetativo dei vigneti come segue: per i vigneti al secondo ciclo vegetativo (con resa pari al 60% della quantità stabilita all’articolo 4 del disciplinare): i quantitativi di prodotto atto ad essere designato con la DOC “Prosecco” eccedenti le 8,7 tonnellate/ettaro; per i vigneti a partire dal terzo ciclo vegetativo: i quantitativi di prodotto atto ad essere designato con la DOC “Prosecco” eccedenti le 14,5 tonnellate/ettaro. Il decreto consente al Consorzio di tutela di disporre degli strumenti necessari per la gestione del Prosecco DOC. Peraltro il prodotto potrà, in qualsiasi momento, essere svincolato dallo stoccaggio mediante istanza motivata del Consorzio stesso.

A seconda della risposta del mercato, prodotto destinato a produzione di vini Igp. “Abbiamo in sostanza riproposto una misura richiesta anche per la vendemmia dell’anno scorso – ha spiegato l’assessore – che non discrimina alcuno in quanto ogni ditta produttrice dell’uva o azienda di prima vinificazione verrà coinvolta da una riduzione della vendita del Prosecco DOC ricavato, stoccato nella fase di trasformazione”. Il quantitativo di prodotto che non può essere immesso al consumo fino alla data stabilita può, in particolari situazioni di perdurante crisi di mercato, essere totalmente o parzialmente riclassificato e destinato alla produzione di vini IGP, previa comunicazione motivata da parte del Consorzio alle competenti strutture regionali almeno 30 giorni prima e comunque non oltre il 30 giugno 2014.

(Fonte: Regione Veneto)