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Vendemmia 2013 in Veneto, si inizia fra il 27 e 28 agosto, meteo permettendo

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Se in Italia la vendemmia 2013 è iniziata ufficialmente il 22 agosto scorso, in Veneto si comincerà il 27 e 28 agosto con la vendemmia delle varietà per le basi spumante e nello specifico del Pinot Nero, presente a macchia di leopardo con punte nel trevigiano e veronese. Molto dipenderà, comunque, dalle forti precipitazioni annunciate proprio per quei giorni. Uno slittamento di tre/quattro giorni si renderebbe infatti necessario per permettere ai grappoli di riequilibrare gli zuccheri diluiti dalla presenza di troppa acqua.

Il calendario della vendemmia in Veneto. In attesa del tradizionale appuntamento sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, che Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), l’Osservatorio dell’Azienda regionale ha fatto il punto sul calendario della raccolta nel Veneto, in ritardo di una decina di giorni rispetto allo scorso anno.  La vendemmia delle basi spumante – oltre al Pinot Nero ricordiamo anche lo Chardonnay – dovrebbe dunque iniziare la prossima settimana, precipitazioni permettendo. Non si tratta di grosse produzioni quantitative, ma senz’altro importanti per la tradizione spumantistica veneta. Nella prima decade di settembre, ma “senza fretta” come ci tengono a sottolineare i produttori in queste ore, partirà la vendemmia delle varietà precoci. Toccherà così al Pinot Grigio, presente in particolare lungo l’asta del Piave trevigiano e veneziano, ma anche nella pianura veronese, nel conselvano, ecc. e al Pinot Bianco. Attorno al 18/20 settembre inizierà la vendemmia della varietà Glera (Prosecco DOC) in pianura – in particolare nei vigneti dove è stato possibile intervenire con le irrigazioni di soccorso – e del Merlot, una varietà quest’ultima che negli ultimi anni ha visto una drastica riduzione degli ettari coltivati. In collina, invece, nelle “miniere d’oro a cielo aperto” che sono i vigneti trevigiani del Prosecco DOCG, la vendemmia potrebbe iniziare attorno al 23 settembre.  Scorrendo il calendario della prossima vendemmia nelle principali aree viticole del Veneto arriviamo a fine settembre (ma potrebbe essere anche a inizio ottobre) con la raccolta dell’uva Garganega nel veronese, e poi attorno al 10 ottobre con la vendemmia dei Cabernet, delle Corvine e della Rondinella.

Produzione 2013, probabile qualche punto percentuale in più del 2012. La prossima settimana prenderà il via una macchina produttiva gigantesca che nel Veneto coinvolgerà oltre 36.000 aziende vitivinicole. I quasi 77.000 ettari di vigneto potrebbero produrre ben 11 milioni di quintali di uva, superando così i 10,8 milioni prodotti nel 2012, considerato che l’imminente vendemmia viene data in linea a quella dello scorso anno, ma con qualche punto percentuale in più.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Uso fitofarmaci in viticoltura, concluso biomonitoraggio nell’area del Prosecco Docg

Vigneto a Conegliano (TV)

Vigneto a Conegliano (TV)

L’ULSS 7 ha concluso da pochi giorni l’elaborazione epidemiologico-statistica dei dati del biomonitoraggio su “Livelli e fattori predittivi di esposizione ai ditiocarbammati negli abitanti delle zone viticole dell’Azienda ULSS 7“, effettuato su un campione di popolazione residente in otto comuni dell’area del Prosecco Docg. Sono stati esaminati quasi 400 soggetti, 260 dei quali adulti e 126 bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni.

I risultati. Lo studio, in sintesi, ha evidenziato che iIn oltre metà (circa 53%) dei soggetti esaminati il valore di ETU (livelli urinari di etilentiourea) era così basso da non essere laboratoristicamente rilevabile. Nei restanti soggetti i livelli di ETU rilevati erano complessivamente sovrapponibili a quelli evidenziati da studi effettuati in passato, su soggetti residenti in alcune grandi città italiane (nelle quali non ci sono, ovviamente, vigneti vicini alle abitazioni). In linea con le percentuali della popolazione generale anche il numero di soggetti (21 tra adulti e bambini, circa il 5% del campione) che presenta valori di ETU superiori ai 5 microgrammi/litro considerato valore superiore di riferimento. Non sono emerse rilevanti differenze, nei livelli di ETU, nè in rapporto al Comune di residenza né, per i bambini, alla frequenza di asili situati in Comuni con maggior densità di vigneti. Sono emerse correlazioni statisticamente significative tra i valori di ETU e il trattamento con prodotti fitosanitari del proprio orto, l’assunzione di farmaci e il consumo di vino (probabile esito, in questi ultimi due casi, di complessi fenomeni metabolici e non della presenza di ditiocarbammati nei farmaci e nel vino). I soggetti che vivono in abitazioni collocate a ridosso di vigneti di grandi dimensioni presentano livelli di ETU leggermente superiori a quelli mediamente rilevati.

Fitofarmaci in vigneto, fanno peggio i trattamenti nell’orto. “I risultati dello studio, che attesta livelli di assorbimento dei residenti nell’area del prosecco Docg sovrapponibili a quelli registrati, in passato, nella popolazione generale – commenta il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti – rappresentano un ulteriore elemento di concretezza nel dibattito relativo ai possibili effetti sulla salute dei fitofarmaci usati nella viticoltura. Elemento di concretezza che va ad aggiungersi ai dati relativi a incidenza e mortalità per tumori nell’Ulss 7, recentemente pubblicati dal Servizio Epidemiologico Regionale, che attestano valori in linea, talora inferiori, rispetto al resto del Veneto. E’ comunque opportuno ribadire – aggiunge Cinquetti – la necessità di porre le opportune cautele nei trattamenti dei vigneti, in particolare di quelli molto vicini alle abitazioni e ai siti sensibili”.

Progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi. “Con questo studio l’Ulss 7 – sottolinea il direttore Generale, Gian Antonio Dei Tos – conferma il suo impegno sui grandi temi della prevenzione. Importantissima è stata la partnership istituzionale tra tutti i soggetti quotidianamente chiamati a gestire il delicato equilibrio tra tutela della salute e fattori produttivi. Ci accingiamo, a tal proposito, ad esprimere parere favorevole al recente aggiornamento del regolamento intercomunale di polizia rurale predisposto dai Sindaci dei Comuni dell’area del prosecco Docg, dedicato ai prodotti fitosanitari, aggiornamento che orienta verso la progressiva dismissione dei prodotti classificati come maggiormente nocivi, tra cui i ditiocarbammati, oggetto dello studio dell’Ulss 7”.

Lo studio. Il complesso studio di biomonitoraggio è stato progettato a inizio 2012 dalla dott.ssa Chermaz e dal dr. Moro, medici del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 7. I campionamenti sono stati eseguiti, da personale dell’Azienda Sanitaria di Pieve di Soligo, tra l’11 e il 22 giugno 2012, periodo di massimo utilizzo dei ditiocarbammati in viticoltura, su circa 400 soggetti residenti nei comuni di Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Susegana e Vittorio Veneto. Tutti i soggetti sono stati selezionati con criterio casuale dall’anagrafe sanitaria degli assistiti, in modo da descrivere un campione rappresentativo della popolazione generale degli otto comuni prescelti. Per tutti i soggetti sono state raccolte informazioni inerenti le abitudini alimentari, gli stili di vita, la mobilità, alcuni hobby e l’utilizzo di farmaci, vino e alcolici. I dosaggi dell’ETU nei campioni urinari sono stati effettuati dal Laboratorio di Igiene Industriale del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università degli Studi di Padova, diretto dal prof. Bartolucci. Su tali risultati analitici, e sulla correlazione degli stessi con le informazioni derivate da questionario e misurazioni, è stata attivata una complessa analisi statistico-epidemiologica, condotta dall’Istituto di Igiene dell’Università degli Studi di Udine, diretto dal prof. Barbone. Lo studio è stato sostenuto dalla Provincia di Treviso e dalla Comunità Montana, con un finanziamento, rispettivamente, di 15.000 e 10.000 euro, quasi interamente impegnati nelle analisi di laboratorio.

L’assessore regionale all’Agricoltura Manzato su fitofarmaci e Prosecco. “Capisco e condivido da sempre le preoccupazioni circa un possibile uso improprio dei fitofarmaci e la necessità di metodi di difesa delle colture agricole che siano più rispettosi possibile dell’ambiente. Tuttavia, alla luce della conclusione del biomonitoraggio condotto dall’USSL n. 7 e delle azioni concrete che produttori e Regione stanno realizzando per una viticoltura pulita, credo sia il momento di dare tutti una mano a promuovere il Prosecco, Docg e Doc”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato commenta con queste parole gli esiti delle indagini effettuate sulla questione, “ricerche la cui esigenza ho sempre sostenuto e non solo in questa zona – precisa Manzato – assieme all’adozione di un protocollo ambientale preciso che è diventato patrimonio comune dei produttori e sta orientando anche l’azione dei sindaci”.

Antiparassitari, uso da non demonizzare ma da contenere. “Penso anche che si debba smetterla con i pregiudizi di tipo ideologico e con i giochi linguistici”, continua Manzato. “I pesticidi sono una voluta non traduzione di un termine che significa “antiparassitari” e questi ultimi sono utili e spesso necessari per assicurare la sanità delle produzioni agricole. L’impegno comune dove essere non per una demonizzazione ma per un uso corretto al livello più basso. Nello stesso tempo la ricerca epidemiologica e le indagini di laboratorio non possono essere accusate solo perché non se ne condividono i risultati. O si hanno dati certi e precisi o diventa una calunnia bella e buona, che si trasforma anche in un danno economico nei confronti di chi si rompe la schiena per garantire reddito al territorio ed è il primo a subire le conseguenze delle sostanze che impiega”. “Io dico – conclude Manzato –  che sarebbe il momento di metterci assieme per divulgare quello che si fa e i risultati raggiunti e verificati, come esempio di buone pratiche in agricoltura a livello nazionale e internazionale, all’interno di un processo che non è finito ma vuole diminuire sempre più l’utilizzo di mezzi tecnici esterni. Rimaniamo volentieri vigili, ma stiamo anche attenti a ciò che avviene nel resto del mondo, dove il nostro Prosecco meritatamente continua a conquistare posizioni di mercato che creano ricchezza al Nord Est. Perseverare nella denigrazione è un esercizio masochistico che rischia di trasformarsi in un danno senza giustificazioni”.

(Fonte: ULSS 7/Regione Veneto)

Vendemmia 2013, nel vigneto inizia la fase qualitativa

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Nel primo trimestre del 2013 le esportazioni di vino veneto hanno raggiunto la formidabile cifra di 352,5 milioni di euro, segnando un +13% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il Piemonte, posizionatosi al secondo posto nella graduatoria nazionale, si è fermato a 195,4 milioni di euro, seguito dalla Toscana con quasi 161 milioni di euro. Nel 2012, il valore delle esportazioni di vino veneto ha raggiunto il miliardo e mezzo di euro, il 30,8% delle esportazioni italiane.

4 settembre, nel padovano il secondo appuntamento del Trittico vitivinicolo. Con questa straordinaria carta di identità alla mano, il settore vitivinicolo veneto si sta preparando alla vendemmia 2013, le cui stime di produzione saranno presentate in occasione del tradizionale incontro dedicato alle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia promosso da Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd) il prossimo 4 settembre (ore 10,00), secondo appuntamento del Trittico vitivinicolo organizzato d’intesa con Regione Veneto, Avepa e CRA-Vit di Conegliano.

Ritardo di circa 10 giorni per la vendemmia. In generale, lo stato del vigneto veneto a ferragosto si presenta buono. Dopo un lunghissimo intervallo tra l’inizio e la fine dell’invaiatura (cioè la maturazione-colorazione dell’uva), questa fase si sta rapidamente chiudendo, complice l’abbassamento delle temperature e la pioggia del 14 agosto che ha interessato gran parte del territorio regionale. Dalle osservazioni dei tecnici in campagna, si nota che la spargolicità del grappolo (chicchi radi) sta favorendo l’ingrossamento dell’acino, aspetto questo che permetterà di recuperare il peso finale del grappolo stesso. Inoltre, in tutte le aree viticole del Veneto è confermato il ritardo di circa 10 giorni relativamente alla data presunta di maturazione dell’uva, soprattutto nelle varietà precoci e medio-precoci (Chardonnay, Pinot, ecc.) che inizieranno ad essere vendemmiate ai primi di settembre. Finalmente si può dire che nei vigneti veneti inizia ora la vera fase “qualitativa”, che sarà tanto più evidente nelle piante che non hanno subito danni da carenza idrica. A livello termico, infine, dopo il caldo umido degli ultimi 20 giorni, i valori sono rientrati nella norma, sottraendo così le piante da uno sforzo che le ha portate per un periodo prolungato ai limiti della tolleranza climatica, un fatto questo da sottolineare e da considerare attentamente.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vendemmia 2013 in Veneto, verso il rush finale

vignetiI viticoltori veneti stanno aspettando la pioggia come la manna per non vedere i loro vigneti entrare in un preoccupante stato di stress idrico, com’è accaduto la scorsa estate a causa di un lungo periodo di siccità. Non è comunque solo questione di carenza d’acqua. Preoccupa anche l’eccessivo caldo umido che da giorni sta stagnando sulla nostra regione e che sta mettendo in crisi i vigneti, che a poche settimane dalla vendemmia avrebbero bisogno sì di giornate di sole ma anche di notti fresche e ventilate con adeguate escursioni termiche.

Occhi all’insù, dunque, o meglio attenzione ai bollettini meteo nella speranza che vengano annunciati presto (già in settimana?) refrigerio e qualche precipitazione. Va detto però che la vite è una pianta che in questi anni ha dimostrato di sapersi adattare alle difficili condizioni climatiche, sopportando bene le ondate di calore e reagendo di conseguenza. Nel pieno della fase di maturazione delle uve, cosa sta succedendo nei vigneti delle principali aree vocate del Veneto? L’Osservatorio di Veneto Agricoltura, in vista del tradizionale incontro sulle previsioni vendemmiali nel nord est d’Italia, in programma il prossimo 4 settembre a Legnaro (Pd), ha fatto il punto raccogliendo i primi dati.

Nel comprensorio del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, dopo le piogge di maggio e giugno, che comunque non hanno causato danni da malattie ai preziosi vigneti, il caldo intenso di questi giorni comincia a destare qualche preoccupazione. La pioggia (20-40 mm) della scorsa settimana ha stoppato momentaneamente una situazione di carenza idrica che però ora si sta già ripresentando sui vigneti posizionati ad altitudini superiori i 200 m. Chi può sta intervenendo con piccoli soccorsi di aiuto alle piante, ma il direttore del Consorzio, Giancarlo Vettorello, ci tiene a sottolineare che la situazione è pienamente sotto controllo, soprattutto se in settimana arriverà la pioggia come annunciato. L’invaiatura (cioè l’avvio della fase di maturazione-colorazione dell’uva) non è ancora iniziata, per cui eventuali danni dovuti alla mancanza d’acqua sarebbero limitati (acini più piccoli). A differenza delle previsioni dello scorso mese di maggio, quando all’epoca del germogliamento tutto faceva presupporre una produzione medio-alta, vale a dire superiore del 10% rispetto allo scorso anno, allo stato attuale sembra invece che si sia tornati con i piedi per terra prevedendo dunque una produzione nella norma.

Nell’area Lison-Pramaggiore-Piave l’invaiatura delle varietà precoci (Chardonnay, Pinot Grigio e Bianco) è giunta al 50%, mentre è appena all’inizio per il Prosecco (Glera) e il Merlot. Riccardo Barro, tecnico del Consorzio, non segnala particolari problemi di carattere sanitario ai vigneti, che per ora non danno segnali di sofferenza da stress idrico. Le giornate calde di questo periodo risultano essere anche piuttosto ventilate, per cui la maturazione delle uve procede bene. Rispetto allo scorso anno la vendemmia delle varietà precoci è annunciata in ritardo di una decina di giorni, tanto che le operazioni di raccolta dovrebbero iniziare nei primi giorni di settembre.

Nell’area dei Colli Euganei, diversamente dallo scorso anno, lo stress idrico non sta creando per ora eccessive preoccupazioni. Evidentemente, come sostiene Alberto Bizzaro, tecnico del Consorzio, le abbondanti piogge primaverili hanno fornito alle piante una buona scorta d’acqua. Ciò che in questo momento preoccupa maggiormente i viticoltori sono le alte temperature sulle 24 ore. Nelle varietà precoci (Chardonnay, Pinot e Moscato) l’invaiatura è avvenuta circa dieci giorni fa, mentre è già a buon punto per il Merlot. Tra qualche giorno sarà il turno del Raboso e del Cabernet. Lo stato sanitario dei vigneti, dopo le preoccupazioni dei mesi scorsi per gli attacchi fungini causati dalle abbondanti precipitazioni, appare buono. Sotto il profilo quantitativo, la vendemmia nell’area dei Colli si annuncia senz’altro superiore rispetto allo scorso anno.

Anche nel vicentino, dalla pianura ai colli, la maturazione delle uve sta procedendo con regolarità e Manuel Xausa, del Consorzio di Breganze, incrocia le dita visto com’era andata negli scorsi anni con le grandinate. Nei vigneti c’è sempre più professionalità per cui i viticoltori dimostrano di saper fare i giusti interventi nei momenti opportuni. Problemi sanitari non ce ne sono e la pioggia (25-30 mm) della scorsa settimana ha dato respiro alle piante. Le varietà precoci, in primis il Pinot, sono in piena invaiatura mentre la vendemmia dovrebbe iniziare con 15 giorni di ritardo rispetto allo scorso anno.

Infine, dal prezioso comprensorio vitivinicolo del veronese i tecnici dei diversi Consorzi ricordano che temperature così elevate, come quelle che si registrano in questi giorni, non facilitano l’attività vegetativa della vite, anzi favoriscono fenomeni di scottatura su grappoli e foglie. Ciononostante, le fasi fenologiche stanno procedendo senza evidenti variazioni rispetto alle medie storiche, anche se una certa disomogeneità nella maturazione dei grappoli si evidenzia nei vigneti non irrigati. La situazione sanitaria non desta particolari preoccupazioni, con sporadiche segnalazioni di peronospora e oidio nelle zone collinari. La Garganega sta completando l’accrescimento dell’acino e si attendono delle gradazioni sensibilmente al di sopra della media, soprattutto nei vigneti irrigati. (17-22 ° Babo). Per le uve bianche ci si attende una produzione inferiore del 10% rispetto alla media storica.

Il vigneto veneto rappresenta una vera e propria miniera d’oro a cielo aperto. Basti pensare che nel 2012 sono stati oltre 76.000 gli ettari coltivati i quali hanno prodotto 10,8 milioni di quintali di uva pari a 8 milioni di ettolitri di vino di qualità, di cui il 52,7% DOP e il 40,7% a IGP. L’export del comparto, sempre nel 2012, ha sfiorato il miliardo e mezzo di euro, posizionando la nostra Regione al primo posto in Italia con il 31% del valore complessivo delle esportazioni.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

10 agosto 2013, torna la manifestazione “Calici di stelle”, gli appuntamenti in Veneto

calici di stelle logo 215x162_v02Ritorna il 10 agosto Calici di Stelle, evento organizzato in tutta Italia dal Movimento Turismo del Vino e da Città del Vino. In Veneto, alcune aziende socie di MTV organizzeranno eventi in cantina, l’associazione regionale è poi tra gli organizzatori di due importanti appuntamenti in programma: Calici di Stelle in alta quota nei rifugi di Cortina d’Ampezzo (BL) e  Calici di Stelle nel veneziano a Marcon (VE).

Notte di San Lorenzo a Cortina d’Ampezzo. La prima edizione ampezzana di Calici di Stelle è organizzata dal Movimento Turismo del Vino Veneto, Veneziaeventi.com e Città del Vino con il patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. Quattro i rifugi e una malga i luoghi in cui si degusteranno i vini nella notte di San Lorenzo. Ai partecipanti verrà fornita la sacca con il calice di cristallo serigrafato con il quale sarà possibile accedere a tutte le degustazioni organizzate in ciascun rifugio al costo di 10 euro con oltre 100 etichette in degustazione, provenienti da tutta Italia. In abbinamento ai vini verranno proposti dei piatti con prodotti tipici a 5 euro. Maggiori info: www.veneziaeventi.com

Notte di San Lorenzo nel veneziano. A Marcon (VE), i riflettori si accenderanno su piazza Mercato, dove saranno presenti 19 produttori vitivinicoli con oltre 100 selezioni enologiche, provenienti non solo dal Veneto, ma anche da Friuli Venezia Giulia, Lombardia (Franciacorta) e Toscana (Montalcino e Grosseto); con loro, in degustazione, anche le produzioni di due birrifici artigianali veneti e di un oleificio toscano. Ad accompagnare “il lieto bere”, le delicatezze gastronomiche di tre locali del Nordest. Come tradizione, nella notte di San Lorenzo, saranno anche a disposizione telescopi per cercare le “stelle cadenti” sotto la guida degli “Astrofili Veneti”; non mancheranno l’accompagnamento musicale dei “Velluto Blu” e l’ “angolo letterario” con la presenza dello scrittore e giornalista, Sandro Brandolisio. Maggiori info: www.iwinelab.it

(Fonte: Movimento Turismo del Vino/Veneziaeventi.com/Winelab.it)

Matilde Poggi è il nuovo presidente FIVI

FIVI_Consiglio

il nuovo direttivo FIVI

Mercoledì 10 luglio scorso, presso la Reggia di Colorno, si è svolta l’assemblea ordinaria 2013 di F.I.V.I. – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. I Vignaioli Indipendenti, dopo i saluti e i ringraziamenti di Costantino Charrère, presidente in carica fin dalla fondazione nel 2008, e ora uscente, hanno votato il consiglio direttivo che guiderà la Federazione nel prossimo triennio 2013-16.

Il nuovo direttivo. L’Ufficio di Presidenza è così composto: presidente Matilde Poggi, vicepresidenti Leonildo Pieropan e Walter Massa, segretario nazionale Saverio Petrilli, consigliere delegato agli Affari Istituzionali Gianmario Cerutti. I consiglieri eletti sono: Stefano Casali, Giulia Cavalleri, Lorenzo Cesconi, Costantino Charrère, Ettore Ciancico, Luca Ferraro, Celestino Gaspari, Armin Kobler, Marco Vercesi, Guido Zampaglione. Le  nuove nomine giungono in un momento importante per FIVI che, come ricordato da Costantino Charrère nel corso della sua relazione morale, ha saputo in poco tempo ritagliarsi in Italia e in Europa grande autorevolezza nei confronti delle Istituzioni di riferimento, attraverso iniziative tangibili e in particolare grazie all’elaborazione del Dossier Burocrazia, documento concreto e dettagliato di sfoltimento burocratico. Il Dossier, recentemente presentato in Commissione Agricoltura del Senato, è stato adottato come testo base per una prima proposta di legge per la semplificazione del lavoro dei vignaioli.

Il programma. La neopresidente Matilde Poggi, al momento del suo insediamento ha dichiarato: “FIVI continuerà a procedere, insieme a C.E.V.I. (Confédération Européenne des Vignerons Indépendants), con energia e convinzione sulla strada della tutela dei diritti dei vignaioli presso tutte le istituzioni preposte sia in Italia sia in in Europa. La nostra presenza sarà attiva e propositiva a tutti i tavoli decisionali per il comparto vitivinicolo/agricolo e il nuovo consiglio è consapevole dell’impegno e dello spirito di sacrificio necessario. Gli obiettivi si raggiungono operando uniti e insieme, è quindi fondamentale che tutti i vignaioli nostri soci si impegnino per comunicare e diffondere le iniziative e idee FIVI, e soprattutto il nostro marchio che in sé racchiude ciò che noi siamo: vignaioli che coltivano le loro vigne, imbottigliano il loro vino e curano personalmente il loro prodotto”.

(Fonte: FIVI)

Bollino “Meraviglia Italiana” per la Sagra del Pesce, in corso a Chioggia (VE) fino al 21 luglio. E per l’edizione 2014, in programma “sposalizio” con il Prosecco.

Premiazione Meraviglia Italiana Chioggia

17 luglio 2013, Comune Chioggia, premiazione Meraviglia Italiana, da sx sindaco Giuseppe Casson e Carmelo Lentino consigliere Forum Nazionale Giovani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) La rinomata “Sagra del Pesce” di Chioggia (VE),  in corso fino a domenica 21 luglio prossimo, è stata insignita del bollino “Meraviglia Italiana“. La tradizionale kermesse gastronomica estiva, manifestazione simbolo della città clodiense, ha ricevuto il riconoscimento da parte del Forum Nazionale dei Giovani, membro del Forum Europeo della Gioventù (YFJ – European Youth Fourm), che ha messo in campo il progetto in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Premiazione Città Chioggia

17 luglio 2013, Comune Chioggia, premio Meraviglia Italiana, da sx Silvia Vianello (assessore al Turismo), Carmelo Lentino e sindaco Casson

Il sindaco Casson: “Un riconoscimento che celebra tutta la città”. La cerimonia di premiazione si è svolta mercoledì 17 luglio scorso alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti delle associazioni impegnate nella sagra. A consegnare il premio nelle mani del sindaco Giuseppe Casson, Carmelo Lentino, consigliere delegato alla cultura e turismo del Forum. Presenti all’incontro, anche Silvia Vianello, assessore al Turismo, Maurizio Salvagno, vicesindaco e assessore alla Pesca e alle attività produttive, Narciso Girotto, assessore alla Cultura e Paolo Ardizzon, dirigente del Comune di Chioggia. “La sagra del pesce, giunta alla 76 edizione, è diventata ormai punto di riferimento per centinaia di ospiti che ogni anno approfittano della manifestazione per visitare la nostra città. E’ un evento turistico importante che negli anni è cresciuto grazie alla collaborazione delle associazioni cittadine“, ha detto il sindaco Casson. Che ha aggiunto: “Questo premio sancisce un importante traguardo per la collettività inserendo la manifestazione in un circuito di promozione d’eccellenza con l’obiettivo di valorizzare la tradizione culturale locale in tutta Italia e all’estero”.

relatori Sagra Pesce Chioggia 2013Turismo, arte e cultura, tappe obbligate per lo sviluppo dell’economia italiana. “Una posizione geografica invidiabile, un patrimonio storico, artistico e culturale straordinario, prodotti enogastronomici d’eccellenza: la naturale vocazione economica dell’Italia è il turismo, l’arte e la cultura “, ha affermato l’assessore al Turismo Silvia Vianello. Affermazione, questa, che ha trovato il plauso di Carmelo Lentino: “Cultura e turismo rappresentano un motore di sviluppo del nostro Paese e una concreta opportunità di lavoro per i giovani“, ha ribadito il consigliere del Forum Nazionale dei Giovani. Che ha aggiunto “Il progetto “Meraviglia Italiana” trova il proprio sviluppo nel sito (oltre 3 milioni di accessi unici, il 60 per cento da Paesi extraeuropei), ed è nato per realizzare un itinerario con un alto impatto storico culturale, tra siti paesaggistici, culturali, storici e manifestazioni della tradizione culturale. Tra le varie proposte e le oltre 4500 candidature pervenute, la “Sagra del Pesce di Chioggia” è stata scelta a rappresentare le eccellenze del territorio italiano perché è occasione di diffusione della cultura veneta e del costume locale attraverso la promozione della tradizione culinaria e la diffusione dei prodotti tipici (ittico, orticolo e panificazione) nonchè di spettacoli folcloristi”.

Sinda Giuseppe Casson e Sindaco Floriano Zambon2014, annunciato connubio Chioggia-Conegliano. Nata nel 1938 con lo scopo “nazionalistico” di incentivare il consumo di pesce e la conseguente industria della pesca, la “Sagra del Pesce” di Chioggia è cresciuta negli anni in importanza e partecipazione, sia di pubblico che dal punto di vista organizzativo. E, a pochi giorni dalla chiusura, si guarda già alle novità della prossima edizione: “Ci piacerebbe “sposare” la Sagra del Pesce con un’altra eccellenza veneta, il Prosecco  Superiore di Conegliano Valdobbiadene” – ha annunciato il sindaco Casson, insieme al sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, presente all’incontro. Il “primo approccio” tra città e manifestazioni avrà luogo il prossimo settembre, in occasione della Festa dell’Uva di Conegliano e poi, a luglio 2014, le auspicate “nozze”. Viste le premesse, sembra proprio “che questo matrimonio s’ha da fare”!

Sagra del pesce, apertura standTra fritti di pesce e cicheti. La kermesse apre ogni sera in corso del Popolo alle ore 19.30 nei ristoranti e negli stand allestiti dalle associazioni locali – ASI Ciao, Associazione Culturale Teatro e Musica, AUSER, I Fasolari, Masci, UISP, che deliziano i palati con le ricette più classiche come il “saor”, il fritto misto con polenta, le “bibarasse in cassopipa”, le seppie in umido con polenta e le immancabili grigliate di pesce. Inoltre davanti alla Cassa di Risparmio i ristoratori e panificatori dell’Ascom in collaborazione con la Fondazione Clodiense propongono i classici “cicheti” dalle ore 19.30 alle ore 21.30 con il progetto “Un territorio di sogni tra sapori e spettacoli”. Ogni sera dalle 21.30 nei due palchi allestiti in Campo Duomo e in Piazza Vigo si tengono spettacoli  dimusica, spettacolo, teatro e cabaret. La Torre di Sant’Andrea, che conserva l’orologio da torre più antico del mondo, accoglie la mostra “I Dondi dell’orologio”, con la riproduzione di materiali e documenti d’archivio sull’attività della famiglia Dondi. Fino al 21 luglio, davanti a Palazzo Morari, c’è anche una mostra mercato sull’oro bianco di Cervia, il sale. Anche Europe Direct partecipa alla sagra con uno stand per la promozione della Rete Europea d’Informazione al servizio dei cittadini.

coda sagra del pesceVisto il flusso incredibile di gente agli stand, consigliamo di prenotare. ASI CIAO – stand posizionato davanti all’ufficio postale di San Giacomo – tel. 338.9702184 – guarmarco@alice.it; ASS. TEATRO&MUSICA – stand posizionato in Campo San Martino – tel. 340.5473805 – info@teatro-musica.it; AUSER – stand posizionato in piazza Granaio – tel. 329.9621288 – circolo.chioggia@auser.ve.it; I FASOLARI – stand posizionato davanti al Municipio – tel. 335.5625349 – opfasolari@libero.it; MASCI – stand posizionato davanti a Palazzo Morosini – tel. 338.4843434 – robertosig@inwind.it; UISP – stand posizionato nell’isola di San Domenico – tel. 333.6160022 papo63@interfree.it.

Commissione europea su ritiro vino Prosek prodotto in Croazia: “La competenza è degli Stati”

prosek«La Commissione ci ha delusi, demandando la questione agli Stati membri. Ci aspettavamo molto di più dall’Esecutivo Ue, vista l’evidente inadempienza delle normative comunitarie, in materia di protezione dei prodotti Doc, da parte dei viticoltori croati».

Per Ue competenza è degli Stati. Questo il giudizio dell’eurodeputato Giancarlo Scottà sulla risposta della Commissione europea all’interrogazione del trenta maggio scorso, in cui chiedeva quali misure intendesse prendere l’Esecutivo Ue per eliminare la commercializzazione delle bottiglie di vino “Prosek” prodotto in Croazia nel mercato interno e in quello dei Paesi terzi, qualora questo non fosse stato rititrato dal commercio.  «La Commissione, di fatto, non ha risposto alla nostra domanda -ha dichiarato Scottà- in quanto ha detto che “spetta alle autorità competenti degli Stati membri garantire l’applicazione di tale protezione nel mercato interno”, e ha ricordato gli accordi bilaterali negoziati con diversi Paesi terzi che servono a “garantire, anche nei loro territori, alti livelli di protezione delle Dop Ue, tra cui quella del Prosecco”». «Avrei preferito che questa risposta arrivasse prima dell’ingresso della Croazia nella Ue, trattandosi di un’interrogazione urgente, – ha lamentato l’eurodeputato – invece la Commissione ha tardato, per poi non affrontare nemmeno il nocciolo della questione».  «C’è solo da augurarsi – ha concluso Scottà – che la Croazia, ora che è entrata in Europa, non presenti alcuna domanda di protezione per “Prosek”, altrimenti la Commissione sarebbe tenuta a prenderla in considerazione».

(Fonte: segreteria europarlamentare Giancarlo Scottà)

Il Consorzio Tutela Vino Bardolino risponde a FIVI: “Increduli per gli attacchi immotivati, e spieghiamo il perché…”

Bardolino, grappoli di Corvina In risposta alla comunicazione stampa di FIVI da noi pubblicata lo scorso 27 giugno, contrastante la recente decisione del Consorzio di Tutela del Bardolino di abbassare la quantità di uva ammessa a Doc nella prossima vendemmia, pubblichiamo di seguito la risposta inviataci dall’ufficio stampa del Consorzio Tutela Vino Bardolino.

Stupore e incredulità: sono questi i sentimenti del Consorzio di Tutela del Bardolino dopo la lettura del comunicato con il quale la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti (Fivi) prende posizione contro la decisione di abbassare da 130 a 115 quintali per ettaro la quantità della uve idonee a ottenere vini della Doc Bardolino nella prossima vendemmia.

“Francamente – dice il presidente del Consorzio del Bardolino, Giorgio Tommasi – non riusciamo a capire i motivi delle considerazioni espresse dalla Fivi. Stando all’elenco dei soci che compare nel sito della federazione, i vignaioli del Bardolino aderenti alla Fivi sono sette, e cinque di questi dichiarano sui siti aziendali le loro rese per ettaro riferite al Bardolino, indicandole da un minimo di 86 e un massimo di 112 quintali. Non volendo neppure lontanamente credere che le notizie che compaiono sulle loro pagine web non siano veritiere, appare del tutto incomprensibile come possano definire lesiva dei loro interessi la scelta di abbassare le rese a 115 quintali, considerato che, essendo per loro stessa dichiarazione già al di sotto di questo valore, non sono minimamente toccati dalla decisione del Consorzio”.

L’intervento della Fivi sembra mirato anche a rivendicare una maggior rappresentatività dei vignaioli all’interno dei consorzi di tutela italiani. “L’aspirazione dei piccoli produttori a trovare espressione nei consorzi è legittima – dice il presidente Tommasi –, ma nel caso del Bardolino la Fivi ha decisamente sbagliato obiettivo, sollevando inspiegabili dubbi su un consorzio che proprio per i più piccoli ha fatto molto in questi ultimi cinque anni, arrivando a raddoppiare il prezzo delle uve, pur in un contesto economico molto difficile. Si tratta di risultati eccezionali, che è stato possibile conseguire proprio perché nel consiglio del consorzio siedono tutte le componenti della filiera, dalle più piccole alle più grandi, e non può essere altrimenti, visto che sono circa settanta le aziende di ogni dimensione che producono e vendono con loro etichetta il Bardolino nel nostro territorio. Più di metà dei consiglieri sono vignaioli che coltivano vigneti, vinificano direttamente la loro uva e commercializzano in proprio il vino che ne traggono, due di loro possiedono appena sei ettari di vigna.

Quanto alla Fivi, non risulta che come associazione abbia avanzato alcuna candidatura al recente rinnovo del consiglio consortile: forse era il caso di farlo. Non che questo intacchi il significato delle idee che esprimono – prosegue Tommasi -, ma rammento che i sette colleghi aderenti alla Fivi rappresentano l’1,02% del totale dei nostri vigneti e l’1,25% del Bardolino imbottigliato: non ritengono forse che sia democratico ascoltare anche chi rappresenta il restante 99%, soprattutto quando le decisioni, come in questo caso, trovano il consenso pressoché unanime, salvo un unico astenuto, di tutte le diverse ed articolate anime rappresentate in consiglio? Nel caso del Bardolino è poi totalmente inaccettabile, perché del tutto falsa, l’affermazione della Fivi secondo la quale in seno al consiglio i delegati delle cantine sociali esercitino una posizione egemone e monopolista: pur essendo rilevanti come dimensione, le tre cooperative del Bardolino esprimono, insieme, solo cinque consiglieri su quindici. Ma a prescindere da questo, forse le centinaia di soci delle cantine sociali non coltivano vigneti, non vinificano uva attraverso la loro cooperativa e non commercializzano vino?”

“Ovviamente – conclude il presidente del Consorzio del Bardolino – tutti i suggerimenti sono preziosi per una più efficace gestione della denominazione, però occorre tener giusto conto delle opinioni di tutti, perché tutti hanno fornito un contributo significativo alla recente rinascita del Bardolino, anche a costo di grandi sacrifici. La determinazione di abbassare la quantità di uva ammessa alla doc ne è un ulteriore esempio, visto che sono soprattutto le cooperative e le aziende di maggior dimensione, e non i piccoli produttori che dichiarano pubblicamente di essere sotto i 115 quintali per ettaro, a essere chiamate a ridimensionare il loro gettito nell’interesse di tutta la denominazione del Bardolino”.

Proposta a Bruxelles una nuova “piattaforma europea delle regioni vinicole Mediterranee”

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Difendere i criteri di certificazione per difendere la qualità del nostro vino: questo è l’obiettivo del Veneto insieme ad altre aree mediterranee che si sono incontrate nei giorni scorsi a Bruxelles per discutere su una nuova idea, la creazione di una “piattaforma europea delle regioni vinicole Mediterranee”. Di ciò sono convinti anche i viticoltori francesi della regione della Linguadoca, che hanno invitato il Veneto e altre regioni vinicole mediterranee a questo incontro presso il Comitato delle Regioni.

Difesa delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche. Sullo sfondo, il rischio che si generi confusione nei consumatori nonché una situazione di concorrenza sleale, a causa della diffusione di vini non certificati ma che assumono comunque il nome di qualcuna delle varietà di vitigni. “L’iniziativa – ha specificato l’assessore veneto all’agricoltura Franco Manzato – sarà mirata alla difesa delle denominazioni e indicazioni geografiche nella presentazione dei vini che riportano i nomi di vitigno”. L’incontro presso il Comitato delle Regioni ha avuto principalmente lo scopo di fare il punto della situazione nonché di evidenziare possibili margini di collaborazione per il futuro tra le regioni invitate.

(Fonte: Regione Veneto)