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“Pari rappresentatività per tutti”, parte dal Veneto la protesta-richiesta di FIVI nei confronti dei Consorzi di Tutela dei vini Doc

Vigneti_lowRiceviamo dall’ufficio stampa di FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e pubblichiamo la seguente nota

Martedì 11 giugno 2013 il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Tutela Vino Bardolino DOC ha deliberato di presentare richiesta ufficiale alla Regione Veneto affinché vengano ridotte le quantità di uva certificata DOC che riguardano la denominazione Bardolino DOC (campagna 2013).

Questa decisione è contraddittoria, perché non tocca le “rese” per ettaro ma solo la quota rivendicabile a DOC, è intempestiva, perché avrebbe dovuto essere presa prima della potatura invece arriva all’epoca dell’allegagione, ed è del tutto estemporanea, in quanto trattasi di misura non strutturale come invece sarebbe necessario per riallineare l’offerta di Bardolino al suo potenziale di mercato.

FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti considera questa delibera del CdA del Consorzio contraria agli interessi economici dei produttori di Bardolino e anche lesiva dei loro stessi diritti, dal momento che non rispetta in alcun modo l’autonomia programmatica di chi lavora per il mercato dell’anno successivo.

A seguito di questo fatto, ultimo esempio di una situazione frequente in numerose DOC italiane, FIVI ritiene necessario vengano messi in discussione gli equilibri nei poteri decisionali, e quindi nella rappresentatività e nel voto, degli organi collegiali dei Consorzi di Tutela delle DOC italiane.

È auspicabile che i produttori, i vignaioli, i vinificatori imbottigliatori e i soci conferitori delle Cooperative siedano ad un tavolo di confronto per discutere i principi di rappresentatività. L’obiettivo del dibattito sarà quello di ragionare su una più equa assegnazione dei poteri decisionali in seno ai CdA e alle Assemblee Generali dei Consorzi, per rendere questi organi collegiali più trasparenti, partecipati e democratici.

Il parere di FIVI è che il voto nelle Assemblee dei Consorzi debba avere un limite nelle deleghe personali.

Il sistema attualmente in vigore nella maggioranza dei Consorzi consente ai delegati delle Cooperative di esercitare, al momento del voto, una posizione egemone e monopolista.

In pratica poche persone decidono per tutti e questa situazione non è più accettabile.

Occorre superare gli automatismi (ettari/bottiglie/teste) per rivedere gli equilibri della rappresentanza alla luce anche di altri valori e criteri, quali ad esempio l’imprenditoria a ciclo completo del vignaiolo: quest’ultimo infatti si trova a contare in determinate decisioni come colui che semplicemente imbottiglia o semplicemente produce uva che poi conferisce. Appare ragionevole che chi rischia, dalla conduzione del vigneto fino alla commercializzazione delle proprie bottiglie, abbia una quota di potere di indirizzo corrispondente in seno ai Consorzi.

Vi sono esempi virtuosi di Consorzi che, su richiesta e sollecitazione dei vignaioli soci, hanno deciso di modificare il loro statuto su questo punto per essere veramente espressione equilibrata degli interessi di tutti.

FIVI auspica che si arrivi presto ad un nuovo concetto di rappresentatività che permetta ai vignaioli produttori, riconosciuti dai Consorzi stessi quali principali attori della qualità delle DOC, di essere maggiormente coinvolti e ascoltati nell’ambito di decisioni delicate ed importanti per il loro futuro, come quella deliberata in questi giorni dal CdA del Consorzio Tutela Bardolino DOC.

FIVI inizierà una campagna di sensibilizzazione nazionale su questo tema e chiederà agli organi competenti l’avvio dei necessari tavoli interprofessionali di concertazione, perché con questa azione ha la certezza di dare un contributo concreto e costruttivo alla gestione e alla crescita del sistema dei Consorzi di Tutela delle DOC nazionali, e alla causa del vino Italiano di qualità.

Fiere del vino, accordo strategico di calendario dal 2014 al 2017 fra Union des Grands Cru de Bordeaux e Vinitaly

bicchiere_di_vinoUnion des Grands Crus de Bordeaux (UGCB) e Vinitaly hanno siglato un accordo per coordinare le rispettive manifestazioni al fine di consentire ai buyer e ai media di tutto il mondo di ottimizzare la loro presenza a due dei principali eventi del calendario vitivinicolo.

2014-2017, le date delle 2 fiere. Sensibili alle esigenze dei principali protagonisti del mondo del vino, le direzioni dell’UGCB e di Vinitaly hanno deciso congiuntamente di armonizzare i propri calendari evitando qualsiasi sovrapposizione di date tra la “Semaine des Primeurs” di Bordeaux e il Vinitaly di Verona, due manifestazioni di prim’ordine tradizionalmente svoltesi fino ad ora all’inizio di aprile. In quest’ottica, le rispettive direzioni hanno concordato i calendari per i prossimi quattro anni e i due eventi si svolgeranno nelle seguenti date: 2014, 31 marzo – 5 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux 6-9 aprile Vinitaly a Verona;  2015, 30 marzo – 3 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 22 – 25 marzo Vinitaly a Verona;  2016,  4 – 8 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 10 – 13 aprile Vinitaly a Verona;  2017,  3 – 7 aprile  Semaine des Primeurs a Bordeaux, 26 – 29 marzo Vinitaly a Verona.

Sinergie strategiche. A commento di quest’importante decisione, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ha dichiarato: « In un’epoca di globalizzazione dei mercati, la Francia e l’Italia del vino hanno superato gli steccati con un’iniziativa esemplare, funzionale all’interesse dell’intero sistema, basata sul riconoscimento reciproco dell’importanza delle due manifestazioni. UGCB e Vinitaly hanno agito con realismo, professionalità e buon senso, in un’ottica di efficacia».    Da parte sua, Olivier Bernard, presidente dell’UGCB, ha sottolineato «Per entrambe le nostre organizzazioni, la principale preoccupazione è quella di soddisfare le aspettative dei nostri clienti, siano essi europei, americani o asiatici. Era nostro dovere fornire soluzioni concrete ed ora i visitatori potranno assistere sia al Vinitaly di Verona che alla “Semaine des Primeurs” di Bordeaux».

(Fonte: Veronafiere)

Vendemmia 2013, figlia del cambiamento climatico

Vite prosecco“Le anomalie metereologiche non son più da considerarsi un evento straordinario ma strutturale, che incide sempre più marcatamente sulla produzione vitivinicola veneta, settore leader a livello nazionale con 1,33 milioni di euro di export registrati nel 2012. Va dunque riconosciuto e valorizzato il costante lavoro di tecnici e ricercatori, che sfidando i cambiamenti climatici garantiscono la salute e salvaguardia di questo importante comparto”. Lo ha affermato oggi l’assessore regionale veneto all’Agricoltura Franco Manzato al tradizionale convegno promosso da Veneto Agricoltura-Europe Direct, a Conegliano-Tv, presso la sede dell’Università, d’intesa con Regione e CRA-VIT.

Primo di una serie di tre incontri. L’evento dal titolo “Vigneto veneto, andamento e previsioni produttive 2013” è il primo di una serie di tre incontri (Trittico Vitivinicolo) che da diversi anni Veneto Agricoltura dedica al settore (il prossimo appuntamento, cioè le previsioni vendemmiali 2013, si terrà nei primi giorni di settembre; mentre il terzo, sull’analisi dei dati consuntivi, è in programma nel prossimo mese di gennaio).

Esplosione di numerose malattie della vite. Se nella primavera 2012 l’agricoltura aveva dovuto fare i conti con le ondate di calore e la siccità, quest’anno, come ha illustrato Francesco Rech dell’Arpav (Servizio Meteorologico di Teolo), a complicare la vita degli agricoltori sono giunte le abbondanti precipitazioni e le temperature, ben al di sotto della media stagionale. Anomalie eccezionali queste, che nel vigneto veneto hanno favorito quasi ovunque lo sviluppo e l’esplosione di numerose malattie della vite, a partire dalla peronospora, l’escoriosi, il black-rot e la muffa grigia. Il convegno di Conegliano, rivolto principalmente ai tecnici e agli operatori del settore, ha fatto quindi il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate. La fotografia, presentata in diretta dai numerosi esperti presenti, non può che destare forti preoccupazioni. “Il bizzarro andamento metereologico dei mesi scorsi – ha evidenziato il fitopatologo Michele Borgo – ha favorito quasi ovunque allarmanti attacchi fungini ai vigneti. Una situazione che fa prevedere una progressione dei danni finora registrati, con perdite significative della produzione, in considerazione della virulenza di alcune avversità parassitarie, dei limiti dei prodotti fitosanitari e del previsto ritardo della fase di maturazione dell’uva rispetto a quanto registrato nell’ultimo decennio”. Come se non bastasse, è stato evidenziato, le viti mostrano anche seri stati di sofferenza dovuti a carenze nutrizionali, che contribuiscono ad anticipare la comparsa di sintomatologie collegate a malattie di tipo cronico, quali il mal dell’esca e l’accartocciamento fogliare.

Rallentato anche lo sviluppo fenologico. Da parte sua, Patrick Marcuzzo (CRA-VIT), ha rimarcato che le abbondanti precipitazioni e le temperature fredde registrate dal germogliamento della vite fino alla seconda decade del mese di maggio, hanno favorito l’insorgere della peronospora in tutte le cultivar del territorio veneto, tanto che i vigneti usati come testimone (non trattati) mostravano un danno del 100% già dall’11 giugno. Importanti anche i danni segnalati in provincia di Vicenza sul Tai rosso causati dal fungo dell’escoriosi. Oltre a favorire l’insorgenza di fitopatie, il freddo e l’abbondanza di precipitazioni hanno causato un ingiallimento della chioma nelle zone di fondovalle che si è risolto solamente nei primi giorni di giugno con lo stabilizzarsi delle condizioni meteo. Il freddo, che ha accompagnato gran parte di questa primavera, ha rallentato anche lo sviluppo fenologico della pianta che ha germogliato circa 10/15 giorni in ritardo rispetto al 2012. Inoltre, tra la parte orientale e occidentale del Veneto l’intervallo di germogliamento è stato di 4/6 giorni nella medesima cultivar, diversamente dalle scorse annate quando questa differenza era pari o anche superiore ai 10 giorni. Questo breve intervallo tra il germogliamento e la fioritura comporterà probabilmente una data di vendemmia ravvicinata tra la parte orientale e occidentale della Regione, con le varietà precoci (Pinot grigio, Pinot nero, Chardonnay) che matureranno presumibilmente nella prima settimana di settembre, circa una decina di giorni in ritardo rispetto allo scorso anno. Il numero di grappoli per germoglio e la percentuale di germogliamento fa pensare che per lo Chardonnay la produzione sarà in linea con il 2012 mentre per il Merlot si prevede una produzione inferiore di circa il 10%.

Altri interventi. Nel corso dei lavori, Diego Tomasi (CRA-VIT) ha spiegato alcuni aspetti legati alla produzione della vite, quali la fertilità delle gemme e la percentuale di allegagione e di colatura (mancata fecondazione del fiore, in alcuni vitigni solo il 20% delle fioriture diventerà acino), mentre Stefano Soligo (Veneto Agricoltura) ha illustrato lo stato di avanzamento della selezione clonale di iniziativa regionale. Si tratta di un interessante progetto che ha già permesso l’iscrizione di alcuni cloni (tre Prosecchi, un Pinot nero e una Malvasia istriana) mentre alcuni altri sono attualmente conservati in un campo di confronto clonale presso l’Azienda pilota Diana di Veneto Agricoltura a Mogliano Veneto (Tv). Tutto il materiale del convegno è disponibile sul sito www.venetoagricoltura.org

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Arturo Stocchetti nuovo presidente dell’Unione Consorzi Vini Veneti Doc

Arturo_StocchettiCambio ai vertici dell’Uvive, Unione Vini Veneti, consorzio che riunisce tutti i consorzi del vino del Veneto. Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave, è stato eletto nell’ambito dell’assemblea dei soci che si è tenuta a Gambellara, nuovo presidente dell’Unione, succedendo a Luciano Piona.

Chi è il nuovo presidente. Stocchetti produce Soave – è sua l’azienda Cantina del Castello – e accanto all’esperienza in vigna ed in cantina, ha maturato nel tempo anche una lunga esperienza in campo consortile. È infatti presidente del Consorzio del Soave dal 2004 e da alcuni anni è membro del comitato consultivo di Federdoc, la Federazione nazionale dei Consorzi di Tutela Italiani. Nel corso dei suoi mandati ha seguito in prima persona la delicata fase di transizione per i consorzi di tutela che, in seguito all’entrata in vigore nel 2009 dell’Ocm vino, da enti di controllo hanno assunto funzioni ‘erga omnes’ in materia di promozione e valorizzazione delle denominazioni. È stato inoltre parte attiva nella costituzione di CEVIVE, il Centro Vini Veneti e di SIQURIA, l’organismo di controllo e certificazione che segue dieci DOC del Veneto, tra le provincie di Verona, Vicenza e Padova.

(Fonte: Garantitaly.it)

Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, Isidoro Rebuli il nuovo Presidente

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Isidoro Rebuli

È Isidoro Rebuli il nuovo presidente della Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 6 maggio, lo ha eletto all’unanimità a rappresentare gli oltre 150 soci della Strada del Vino più antica d’Italia, itinerario che si snoda in uno dei territori rurali più caratteristici d’Europa.

Il programma. Isidoro Rebuli, che è titolare della nota Trattoria alla Cima di Valdobbiadene, ha già dato le prime indicazioni circa le modalità con le quali intende operare nei prossimi tre anni del suo mandato: coinvolgere in maniera determinante tutti i soci così da individuare le esigenze specifiche di ogni categoria, a partire dalle 21 Amministrazioni Comunali associate; fissare delle scadenze temporali circa gli obbiettivi programmatici che si prefiggerà l’Associazione; rafforzare le sinergie con gli altri importanti attori che operano per la promozione turistica dell’area che comprende le due note Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e Colli di Conegliano.

Il nuovo CdA. Il neopresidente sarà affiancato dalla Vicepresidente Cinzia Sommariva (Consorzio Tutela Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco) e dai due componenti l’Ufficio di Presidenza: Mara Dell’Antonia (Consorzio Tutela Colli di Conegliano Docg) ed Emanuele Follador (Az. Agr. La Casa Vecchia). Compongono altresì il nuovo Consiglio di Amministrazione Gianfranco Bortolin (Az. Agr. Le Bertole), Enrico Bortolomiol (Ciodet Spumanti), Daniele Bressan (Az. Agr. Bressan Daniele), Fabio Curto (Cantina Ponte Vecchio), Benedetto De Pizzol (Comune di San Pietro di Feletto), Michele Follador (Confraternita di Valdobbiadene), Moreno Guizzo (Comune di Miane), Marco Lucchetta (Soc. Agr. Lucchetta Marcello), Alvio Stramare (Spumanti Gemin – Bortolomiol Guglielmo), Denis Spagnol (Az. Agr. Nani Rizzi), Pierina Vibbani (Agenzia Onda Verde Viaggi). Il nuovo Collegio dei Sindaci Revisori, invece, è composto da Giuseppe Anselmi (Comune di Valdobbiadene), Stefano Colomberotto (Relais Dolcevista), Francesco Drusian (Az. Agr. Drusian Francesco).

Accise alcolici, in previsione un aumento, l’Istituto Nazionale Grappa promette battaglia

AlambiccoAncora uno sgambetto al settore dei distillati: questo si appresta a compiere la Commissione speciale per l’esame di Atti di Governo alla Camera dei Deputati, se nel corso dell’iter di conversione del Decreto Legge relativo ai pagamenti della Pubblica Amministrazione – Atto Camera 676 – passerà l’emendamento presentato dagli onorevoli Titti Di Salvo e Giulio Marcon (SEL) che prevede un aumento delle aliquote delle accise su prodotti alcolici e alcool etilico al fine di assicurare alle casse dello Stato un gettito complessivo pari a 26 milioni di euro nel 2013 e addirittura 45 milioni di euro annui a partire dal 2014.

A rischio la sopravvivenza di tanti piccoli produttori. “Siamo molto preoccupati ed amareggiati. Invece di valorizzare e sostenere una delle eccellenze italiane ci si impegna a distruggerla – commenta il presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – La grappa è un’opera d’arte italiana che il mondo ci invidia per i suoi caratteri inimitabili che sono il frutto di generazioni di esperienza, arte e tradizione sviluppatesi nei secoli, grazie al duro lavoro quotidiano di generazioni di famiglie di distillatori italiane, che tutt’ora costituiscono un comparto sostanzialmente composto da piccole aziende artigianali depositarie di un patrimonio di conoscenze unico. La nostra acquavite di bandiera, che già attraversa il difficile momento legato alla pesante situazione economica generale, rischia di essere definitivamente messa in ginocchio da un provvedimento dello Stato che comporterebbe la morte di numerose aziende del nostro settore, fallendo anche nel portare un vantaggio in termini di maggior gettito allo Stato. Aumentare le aliquote delle accise per i prodotti alcolici non porta beneficio a nessuno: il loro innalzamento produrrebbe una ulteriore contrazione dei consumi, con conseguente aggravio della già difficile situazione economica del comparto delle bevande alcoliche, determinando così una riduzione del gettito complessivo nelle casse dello Stato. In altri termini è una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori che ogni giorno portano avanti con passione questo lavoro spesso ereditato come tradizione di famiglia. Per questo motivo chiediamo con forza al Governo e alle Istituzioni competenti di rivedere questo provvedimento ed abbandonare definitivamente questa ipotesi per evitare ripercussioni devastanti”.

Nel 2012, gettito delle accise -22%. La proposta di innalzare ulteriormente le aliquote delle accise su alcolici e distillati arriva dopo un periodo lungo ben 7 anni in cui si è assistito a una progressiva riduzione del gettito derivante proprio da queste, a conferma dei timori dei soci dell’Istituto Nazionale Grappa. Dal 2006, anno dell’ultimo aumento delle accise sugli alcolici, si è infatti verificata una progressiva diminuzione del gettito annuo derivante da esse, fino a raggiungere il minimo storico del 2012, quando si è toccato i livelli record di -22% rispetto alla data dell’ultimo aumento, equivalente a 150 milioni di euro in meno rispetto alle aspettative di incasso (fonte dati Ministero Economia e Finanze).

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)

Vendita diretta vino a privati in Europa, qualcosa si muove

FIVIL’intervento di CEVI – Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti e FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e le due interrogazioni sul tema, presentate recentemente alla Commissione Europea da Astrid Lulling (Presidente Intergruppo Vino del Parlamento Europeo) e l’europarlamentare veneto Giancarlo Scottà, hanno acceso i riflettori dell’Europa sulle difficoltà che incontra la vendita diretta di vino a distanza fra gli stati e su quanto sia importante trovare una soluzione al più presto.

Obiettivo: elaborare una procedura comune UE. Grazie alle “pressioni” di FIVI, il 26 aprile scorso, per la prima volta, un rappresentante dell’Agenzia delle Dogane italiana era presente a Bruxelles per sostenere l’importanza di dare soluzione a queste problematiche. 
Nel corso della riunione, su sollecitazione di CEVI e dei rappresentanti istituzionali di Italia, Francia e Belgio, la Commissione UE ha chiesto a tutti gli Stati Membri di fornire informazioni precise sulle procedure interne relative alla vendita diretta all’estero, e in particolare:
 1) quando l’accisa è a carico del venditore 2) quando la tassa è a carico del rappresentante fiscale 3) il rimborso.
 L’obiettivo è quello di elaborare una procedura comune valida per tutti gli Stati Membri.

Tutte queste informazioni fanno ora parte di un dossier di lavoro della Commissione Europea dedicato alla questione, dal titolo “Procedure nazionali per le vendite a distanza”.

A fine mese si terrà una riunione fra CEVI/FIVI, COPA-COGECA (Confederazione generale delle cooperative agricole dell’Unione europea) e DG TAXUD (Direzione generale per la fiscalità e l’unione doganale), per procedere attivamente con i lavori.

Chi è FIVI. La Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti conta attualmente oltre 700 i produttori associati, da tutte le regioni italiane, per un totale di circa 7.000 ettari di vigneto, quindi una media di circa 10 ettari vitati per azienda agricola. 412.000 sono gli ettolitri di vino prodotti, 55 i milioni di bottiglie commercializzate e oltre 0,5 i miliardi di euro di fatturato.I 7.000 ettari di vigneto sono condotti per il 44 % in regime biologico/biodinamico, per il 18 % secondo i principi della lotta integrata e per il 38 % secondo la viticoltura convenzionale.

(Fonte: FIVI)

16 maggio 2013, il tour per i trent’anni della “Vigna del Mondo” fa tappa a Chioggia (VE). Karen Boscolo (ristorante El Gato), nominata Ambasciatrice del Vino della Pace.

Vino della Pace(di Umberto Tiozzo, socio Argav) Giovedì 16 maggio fa tappa al Ristorante El Gato di Chioggia (VE) il tour celebrativo dei 30 anni della Vigna del Mondo organizzato dalla Cantina Produttori Cormòns.

Vino della Pace. Nel 1983 sono stati messi a dimora in questo fazzoletto di terra del Friuli oltre 600 vitigni provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza di 60 Paesi, ed oggi sono 7231 le viti della Vigna del Mondo, con 855 diversi vitigni, alcuni dai nomi esotici che ricordano terre lontane, come Sirah, Tulilah, Shurrebe, Pedral, Maizy, altri a noi più familiari, come Marzemino, Terrano, Merlot, Gamay, Ucelut, che ogni anno elargiscono il Vino della Pace, simbolo di concordia e fratellanza universale. La prima vendemmia risale al 1985 e, come allora, ogni anno vi partecipano persone di diverse nazionalità, tra cui i ragazzi del Collegio del Mondo Unito di Duino. Il messaggio di pace comincia da qui e continua con la vinificazione in bianco di tutte le uve insieme. Ogni anno vengono prodotte dalle 5 alle 15mila bottiglie che, in parte, vengono inviate ad autorità civili e religiose di diversi Paesi del mondo come messaggio di pace.

 

 

Karen Boscolo ristorante El Gato

Karen Boscolo ristorante El Gato

Karen Boscolo nominata Ambasciatrice del Vino della Pace. Il menù della cena di gala “Dalla Vigna del Mondo, il Vino della Pace” proposto da Karen Boscolo, Chef del ristorante e grande cultrice della cucina chioggiotta e non solo, che nel corso della serata sarà nominata Ambasciatrice del Vino della Pace, offre come antipasti, una triade di “saòri” (sarde in saòre, scampi in saòre di radicchio, tonno in saòre di asparagi), cappessante e sedano rosolati su vellutata di broccolo abbinati a Friulano Collio 2012; come primo piatto, dei gnocchetti di patate con ragù di fasolari abbinati a Friulano Collio 2011 e come secondo piatto il filetto di Rombo in crosta di patate abbinato al Vino della Pace 2011; quindi sorbetto ananas e canella e per dessert la piccola biscotteria con chantilly al ristretto di Vino degli Angeli con Vino della Pace 2000. L’appuntamento è alle ore 20, costo € 50,00, con prenotazione obbligatoria allo 041.400265.

10-12 maggio 2013, “Terre dei Dogi in festa” a Portogruaro (Ve) con elezione del miglior Lison Docg dei Dogi 2013

Lison Docg

Lison Docg

Il prossimo fine settimana, 10 -11 e 12 maggio 2013, il centro di Portogruaro ospiterà la 9^ edizione di “Terre dei Dogi in festa”.  I protagonisti della manifestazione sono i prodotti di qualità, i vini tipici e la tradizione gastronomica del Veneto Orientale. Il centro storico diventa un palcoscenico per la valorizzazione delle eccellenze della terra, con un programma ricco di iniziative enogastronomiche, culturali, di spettacoli ed intrattenimenti.

Venerdì 10 maggio, una cena speciale per eleggere il miglior Lison Docg dei Dogi 2013. Tra i vini protagonisti del territorio c’è certamente il Lison Docg, eccellenza enologica nel cuore delle terre di Lison e Pramaggiore. Nell’ambito di Terre dei Dogi in Festa, il Consorzio Vini Venezia in collaborazione con la Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore promuove l’evento “Il Lison Docg dei Dogi 2013” in cui sarà scelto il miglior Lison Docg del 2012 che diventerà ambasciatore del territorio. Una giuria tecnica, composta da produttori ed enologi, ha selezionato i tre Lison Docg che si sottoporranno al giudizio del pubblico durante la cena in programma venerdì 10 maggio alle ore 20.00 presso il ristorante Spessotto di Portogruaro. I piatti preparati dallo chef saranno abbinati ai tre Lison Docg ‘semifinalisti’ , che hanno ottenuto il maggior punteggio dalla giuria tecnica, ed i commensali decreteranno il vincitore. L’azienda premiata riceverà in premio un prezioso calice realizzato dai maestri vetrai di Murano. La cena è su prenotazione (info@stradavini.it oppure info@hotelspessotto.it) , il costo è di 33 euro a persona.

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

Vigneti e cantine eco-friendly: la green economy protagonista a Vinitaly 2013

VinitalyRendere sostenibile l’intero processo produttivo: il futuro del vino ed il suo successo tra i consumatori passano anche da qui. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47a edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013.

Eco-sostenibilità significa parlare di carbon e water footprint, misure che calcolano, rispettivamente, il totale delle emissioni di gas serra e il consumo di acqua collegati alla produzione. Ci sono, poi, anche fattori specifici del ciclo del vino, come la valutazione della gestione agronomica del vigneto – relativa all’utilizzo del suolo e alla sua fertilità o all’impiego di agrofarmaci e di macchine agricole – e l’indicatore socio-economico e di qualità del paesaggio che misura la ricaduta delle azioni intraprese dalle aziende sul territorio.

ITA.CA, ovvero Italian Wine Carbon Calculator. L’Italia del vino è all’avanguardia su ogni fronte, con esempi di cantine completamente autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ad impianti solari e geotermici, aziende storiche riconvertite interamente a biodinamica e consorzi che forniscono ai comuni le biomasse per alimentare gli impianti pubblici o che riciclano i tappi di sughero. Pure la ricerca applicata contribuisce con il primo calcolatore italiano per il bilancio energetico del settore vitivinicolo (Ita.Ca, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), scelto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per rappresentare l’Italia nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

(Fonte: VeronaFiere)