• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

IZSVe festeggia i 10 anni della “Banca del sangue” e oltre 2 mila animali salvati

BdS-cane-veterinario

La Banca del Sangue dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie,  ovvero il servizio di raccolta, controllo sanitario e commercializzazione di sangue intero canino e felino, a disposizione dei medici veterinari e dei proprietari di animali che necessitano di trasfusione, compie 10 anni.

BdS-heart

Nata nel 2012 per tutelare la salute dei cani donatori e dei cani riceventi, senza fini di lucro, con partecipazione su base volontaria da parte dei proprietari dei soggetti donatori, destina tutti gli introiti derivanti dalla vendita delle sacche al sostegno e al mantenimento del servizio stesso. Nata come una sfida,  si è affermata velocemente sul territorio, offrendo all’utenza un servizio sempre più efficiente volto a sostenere e migliorare le terapie in ambito di medicina trasfusionale veterinaria. “Abbiamo creduto fin dall’inizio in questo progetto – dichiara Marta Vascellari, medico veterinario responsabile della Banca del sangue IZSVe – alla necessità di rendere disponibile sul territorio sangue ad uso trasfusionale, presidio sanitario salva vita, mettendo in primo piano la tutela e la salute dei soggetti donatori e dei riceventi. Il successo della Banca del sangue è il frutto della collaborazione tra medici veterinari e una rete di proprietari molto sensibili alla causa, che ci hanno sostenuto con le donazioni anche in momenti piuttosto complicati, come durante la pandemia. È doveroso ringraziare i tantissimi donatori e i loro proprietari, che in questi anni si sono affidati a noi e con il loro contributo hanno reso possibile e continuano a sostenere questa attività così importante e utile per salvare la vita di animali in condizioni cliniche critiche. Un ringraziamento sincero va anche a quanti, personale IZSVe e colleghi liberi professionisti, ogni giorno a vario titolo si impegnano perché la Banca del Sangue prosegua il suo percorso di qualità ed efficienza”.

BdS-flipper

In questi dieci anni di attività, sono stati aiutati più di 2.000 animali grazie alla distribuzione di 2.400 sacche di sangue canino e 130 sacche di sangue felino su tutto il territorio nazionale. Ad oggi la Banca del Sangue IZSVe conta più di 200 cani e circa 50 gatti iscritti al registro donatori, è dotata di una rete di otto centri di prelievo distribuiti nel territorio del Triveneto e di due sportelli H24 per il ritiro delle sacche (sede centrale di Legnaro e sezione di Villorba a Treviso), e può a buon titolo considerarsi un centro di eccellenza unico nel suo genere. Negli ultimi anni si è registrata una crescita delle attività che ha portato ad ampliare l’offerta all’utenza e a consolidare l’organizzazione e la gestione del servizio. Nel 2018 è stato attivato il servizio di produzione di sacche di sangue felino; nel 2019 la Banca del Sangue ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001; infine, novità del 2022 la recente autorizzazione di un centro prelievi presso la Sede centrale dell’IZSVe a Legnaro (Padova). Informazioni per i veterinari: https://www.izsvenezie.it/servizi/servizi-specifici/banca-del-sangue/per-veterinari/ Informazioni per i proprietari/donatori:https://www.izsvenezie.it/servizi/servizi-specifici/banca-del-sangue/per-proprietari/

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Vitivinicolo Veneto 2022: oltre 15 milioni di quintali di uva prodotta per quasi 12,6 milioni di ettolitri di vino

vino_rosso--400x300

foto Adn Kronos

La vendemmia 2022 nel Veneto ha prodotto oltre 15 milioni di quintali di uva (15.041.859), in gran parte Doc (72,05%), Docg (10,54%) e Igt (14,52), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti. Data la perdurante siccità che aveva accompagnato le diverse fasi fenologiche della vite e a causa della diffusione della flavescenza dorata, gli esperti avevano previsto una leggera riduzione della produzione. Invece, grazie alle precipitazioni che sono sopraggiunte dopo la metà di agosto, nei vigneti si è registrata una ripresa produttiva, tanto che al termine della vendemmia è stato raggiunto un +7,44% di uve raccolte rispetto al 2021. Di conseguenza, anche la produzione di vino è cresciuta rispetto all’anno precedente raggiungendo i 12.599.841 milioni di ettolitri (contro gli 11.746.774). Nel frattempo, la superficie vitata nel Veneto ha sfondato quota 100mila (101.165 ettari).

Terzo e ultimo incontro dell’anno. “Sono numeri importanti – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner – che collocano il Veneto ai vertici delle Regioni vitivinicole italiane. In particolare, considerando il vino prodotto, la nostra Regione con i suoi 12,6 milioni di ettolitri si conferma regione leader in Italia, davanti a Puglia (10,6 mln hl), Emilia-Romagna (7,4 mln hl) e Sicilia (4,3 mln hl). Il comparto vitivinicolo rappresenta dunque una delle locomotive dell’economia veneta”. E’ questa la cornice che inquadra il settore vitivinicolo veneto, messo sotto i riflettori a Lonigo (Vi), lo scorso 22 dicembre, presso la Cantina di Collis Wine Group, in occasione del terzo e ultimo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto 2022, evento in tre atti (giugno: stato fitosanitario del vigneto; agosto: previsioni vendemmiali; dicembre: consuntivo della vendemmia) promosso da Regione del Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa.

Quando si parla di vigneti, uva e vino, nel Veneto si deve per forza iniziare dalle provincie di Treviso e Verona, che da sempre fanno la parte del leone. Si tratta di due “sistemi vitivinicoli” tra i più importanti del mondo, con il Prosecco, l’Amarone e il Valpolicella sugli scudi. Basti pensare che dei 101mila ettari di vigneto veneto, ben 43.417 si trovano nella Marca e 30.289 nel veronese; seguono Venezia (10.523), Vicenza (8.197), Padova (8.168), Belluno (285) e Rovigo (284). A Treviso ovviamente prevalgono i vigneti a bacca bianca (88%), vale a dire Glera (Prosecco), mentre a Verona le uve a bacca bianca si “fermano” al 53%. A livello regionale le uve a bacca nera raggiungono appena il 26%. La graduatoria delle superfici vitate in base alle varietà di uva vede al primo posto il vitigno Glera (36.713), seguono Pinot Grigio (15.987), Garganega (8.779), Corvina (6.984), Merlot (5.990), Chardonnay (5.478) e via via tutti gli altri.

Nel Veneto, le aziende vitivinicole attive sono 27.513 con una superficie media di 3,6 ettari. Passando ai dati dell’export del vino, al terzo trimestre 2022 (ultimo dato disponibile), l’Italia presenta un fatturato di circa 5,8 miliardi di euro, con un rialzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del +12,2%, aumento dovuto alla crescita del prezzo medio, vista la stabilità dei quantitativi. Questi numeri non devono però ingannare, visto che per i principali mercati di destinazione del vino italiano, in volume di vino fermo in bottiglia, risulta un -3% verso gli Stati Uniti, -4% verso la Germania, alla quale si associa anche un -6% alla voce “vini frizzanti”. Quindi, togliendo l’effetto inflattivo, che sta pompando i prezzi, la crescita dell’export si smorza decisamente. In questo contesto, il Veneto si pone sempre al comando della classifica dei maggiori esportatori di vino in Italia, con una quota del 36% sul totale nazionale. La nostra regione, con circa 2,08 miliardi di euro (dato consolidato alla fine del 3° trimestre 2022), presenta una crescita maggiore rispetto a quella nazionale, visto che registra un rialzo del +16,6% rispetto al terzo trimestre 2021.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022: i premiati

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 copia

Si è svolta venerdì 16 dicembre 2022 in aula consiliare della Provincia di Padova  la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti”. L’iniziativa del Premio è stata rivolta ai giovani under 25 anni, che da tutto il Veneto, ma anche dalle associazioni venete nel Mondo, hanno composto ed inviato articoli e video, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Ad aprire i lavori è stato Efrem Tassinato, presidente di Rete Wigwam, che ha illustrato gli scopi del Premio, cui sono seguiti i saluti di Luigi Alessandro Bisato, consigliere alla scuola e all’istruzione della Provincia di Padova, Lucia Pizzo, presidente della Commissione Educazione e Istruzione di Anbi Veneto e Alessandra Vaccari, della giunta del Sindacato dei Giornalisti del Veneto a nome di tutte associazioni della stampa partner del Premio. Riconoscimento che ha coinvolto oltre mille giovani e anziani portatori di esperienza e pubblicato oltre 300 elaborati, quindi impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News nell’arco degli ultimi 12 mesi, per fare alle nostre Comunità, un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale. Un’iniziativa che si è avvalsa anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è stato supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I premiati. La Giuria, riunitasi il 7 dicembre 2022, è stata composta da Monica Andolfatto – segretaria del Sindacato Giornalisti del Veneto Fnsi; Giuliano Gargano – presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto; Roberto Zalambani– presidente Unarga – Unione nazionale giornalisti agroalimentari e ambientali; Fabrizio Stelluto – presidente Argav; Domenico Vita – presidente di Ucsi Veneto – Unione Cattolica Stampa Italiana; Pietro Ruo – presidente di Ungp Veneto – Unione Naz. Giornalisti Pensionati; Lucia Pizzo – presidente della Commissione Educazione e Istruzione di Anbi del Veneto – Ass. Naz. Comuni del Veneto. Valutati i lavori ammessi, già gratificati da pubblicazione e divulgazione attraverso la testata WigwamNews, la giuria ha proclamato i seguenti vincitori: Federica Testa di anni 10 di Rosario (Argentina) per l’elaborato “Il coro veneto di Rosario, identitario di una comunità” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria under 14 anni. Francesco Lista di anni 15 di Roverchiara (VR) per l’elaborato “Strazze, ossi e fero vecio, il riciclaggio di un tempo” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria 15-18 anni. Silvia Cecchini di anni 22 di Negrar di Valpolicella (VR) per l’elaborato “Indagine sull’eresia catara tra il veronese e il Garda” – Premio di Euro 300,00 al miglior elaborato singolo categoria 19-25 anni. Gruppo dell’IIS 8MarzoLorenz di Mirano (Ve) per l’insieme dei loro 23 elaborati – Premio di Euro 800,00 al Gruppo formato da almeno 12 componenti per un insieme di almeno 12 elaborati. Gruppo Scuola Secondaria G. Negri di Lozzo Atestino (PD) per il video sul loro territorio – Premio di Euro 600,00 per il miglior video realizzato dal Gruppo di almeno 12 componenti.

Menzioni di merito. Per gli elaborati singoli categoria under 14 anni: Marianna Spagnolo di anni 9 di Thiene (VI) per l’elaborato “La storia del Salbanello del gelso di nonno Tommaso” e Nicole Degan di anni 11 di Borgo Valbelluna (BL) per l’elaborato “Come cosa si mangiava nel 1945 nella Valbelluna”. Per gli elaborati singoli categoria 15-18 anni: Vittoria Emiliani di anni 15 di Cerea (VR) per l’elaborato “La Ostiglia-Treviso durante la Seconda Guerra Mondiale”; Marina Salmaso di anni 15 di Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD) per l’elaborato “La Terra ci chiede rispetto. Il Mondo è da risistemare”; Lucrezia Caloi di anni 17 di Buttapietra (VR) e Alessia Caloi di anni 15 di Vigasio (VR) per l’elaborato “Antonia e i riti del Natale. La Comunità Cimbra di Giazza”. Per gli elaborati singoli categoria 19-25 anni: Giulia Manzato di anni 20 di Arzergrande (PD) per l’elaborato “Mondo pulito con: Pinzaman e Pluto, il cane da ri-fiuto”; Asia Marchetti di anni 22 di Montagnana (PD) per l’elaborato “Come mi piacerebbe fosse il mio paese”; Aurora Faggionato di anni 20 di Thiene (VI) per l’elaborato “L’epopea del formaggio del thienese, tra il 1960 ad oggi”. Per i Gruppi formati da almeno 12 componenti per un insieme di almeno 12 elaborati: Gruppo Liceo Giorgio Dal Piaz di Feltre; Gruppo Alberi Vitali di Vicenza; Gruppo AUSF Padova; Gruppo Scuola Levi Civita di Padova; Gruppo Brenta Sicuro di Piove di Sacco (PD). Extra concorso Ilaria Vellar di anni 28 di Roana (VI) per l’elaborato “La musica dei Balt Hüttar, tradizione e lingua cimbra”. Al termine, è stato anche annunciato il lancio della seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Veneta per il 2023. Una occasione  per i giovani che vorranno essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori.

Il Premio, è stato promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto è stato supportato dal partenariato di Anci del Veneto, dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e da quello del Veneto e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che da UNARGA nazionale. Ed ancora, dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, da AICQ Veneto e dal Festival del Viaggiatore. Hanno concesso il proprio patrocinio le Province di Padova, di Rovigo, di Vicenza, di Verona e di Belluno.

Fonte: servizio comunicazione Wigwam

Presepio Artistico di Segusino, l’edizione 2022 dedicata “alla normalità”. Visibile dalla notte di Natale, rimarrà aperto sino a domenica 5 Febbraio 2023.

Natività Presepio Segusino 2021“Normalità”: questo il titolo dell’edizione 2022 del Presepio Artistico di Segusino (TV), quarantennale iniziativa di prezioso volontario, che vede gli Amici del Presepio tornare all’opera con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di stupire del periodo pre-pandemico e bellico. 

La normalità ci sarà nelle scene del presepio: un calmo e quieto vivere di un tranquillo paesino veneto in stile anni 20-40-50 del secolo scorso, dove tutti i protagonisti sono impegnati a fare delle cose normali; senza scalpore, pessimismo e ansie.  Ritorneranno  anche alcuni presepi ed allestimenti di “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, che accompagneranno i visitatori attraverso le borgate del paese (Riva Secca, Riva Grassa, Stramare e Milies), alla scoperta di tanti bei piccoli angoli nascosti e degli allestimenti natalizi.

Apertura. Il Presepio Artistico di Segusino sarà aperto dalla notte di Natale fino a domenica 5 Febbraio 2023, festivi  9:00-12:00 e 14:00-19:00, prefestivi 14:30-19:00, feriali fino al 6 gennaio 14:30-19:00 e feriali dopo il 6 gennaio 15:00-18:00.   Tutte le info e il programma degli eventi collegati è su www.presepiosegusino.it  o alla pagina Facebook, Instagram e Twitter:  Presepio Segusino, mentre per vedere i principali video vi invitiamo a seguire il canale YouTube:  Presepio Segusino.

Fonte: Amici del Presepio artistico di Segusino

22 dicembre 2022, ritorna in presenza e si svolge a Lonigo (VI) il terzo appuntamento del Trittico Vitivinicolo 2022 di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa

bottiglie-di-vino

“Il Veneto con circa 12 milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2022 si conferma regione leader in Italia, davanti a Puglia (10,6 mln hl), Emilia-Romagna (7,4 mln hl) e Sicilia (4,3 mln hl)”. Ad annunciarlo è l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Federico Caner, in vista della presentazione di tutti i numeri dell’ultima vendemmia in programma giovedì 22 dicembre (ore 10:00) a Lonigo-VI presso la cantina Collis Wine Group. L’occasione è data dal terzo focus dello storico Trittico Vitivinicolo 2022, evento di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa, che finalmente dopo due anni, causa pandemia, tornerà a svolgersi in presenza.

Nel corso dell’incontro, aperto al pubblico (iscrizioni qui: https://trittico3-2022.eventbrite.it), sarà presentato l’atteso consuntivo dell’ultima vendemmia nel Veneto, suddiviso per provincia e tipologia di uva, risultante dalle dichiarazioni di produzione dei viticoltori elaborate dagli uffici regionali e da Avepa; inoltre si discuterà di mercati internazionali del vino, a partire dall’export di vino veneto e dei canali di distribuzione utilizzati dalla aziende vitivinicole. Nel frattempo, Veneto Agricoltura ha appena pubblicato un interessante report che inquadra il vigneto regionale e la forza trainante del comparto vitivinicolo veneto. Vediamo alcuni passaggi dell’elaborato che è disponibile su https://bit.ly/3hEMNi8.

La superficie viticola regionale ha raggiunto quasi i 100.000 ettari (+30% rispetto al 2012), investiti prevalentemente a Glera-Prosecco (36.150 ettari) e Pinot Grigio (16.020 ettari). Si pensi che insieme questi due vitigni rappresentano oltre il 52% del vigneto regionale. Per quanto riguarda i prezzi delle uve spuntati quest’anno dai produttori, considerando tutte le tipologie viticole presenti in Veneto, risulta una quotazione media di 0,76 euro/kg (+0,7% rispetto al 2021). Nel dettaglio, a livello provinciale si sono registrati rialzi per Treviso e Verona, mentre per Padova la variazione annua resta negativa. Infatti, per Verona (0,79 euro/Kg) si rileva un aumento annuo del +10,2%, mentre per Treviso (0,90 euro/kg) la crescita delle quotazioni delle uve si è fermata solo al +0,8% rispetto all’anno precedente. Per la provincia di Padova (0,57 euro/Kg), invece, si rileva una perdita pari al -9,9% rispetto a quanto fatto registrare nel 2021.

Passando all’export di vino veneto, l’analisi di Veneto Agricoltura conferma la risalita delle vendite di vino veneto all’estero, dopo la fase di stasi registrata nel 2020. Lo scorso anno, il fatturato regionale del settore ha sfiorato i 2,5 miliardi di euro, segnando un nuovo record storico e registrando un rialzo annuo delle vendite oltreconfine del +11,1%. Anche i quantitativi di vino veneto esportati sono aumentati, arrivando pure in questo caso al record storico con 786 milioni di kg e una crescita del +7,2% rispetto al 2020. A sottolineare quanto sia stata felice l’annata 2021 per l’export vinicolo veneto c’è anche il prezzo medio di vendita, che è salito fino a 3,17 euro/kg (+3,7%). Il 41,6% dei vini veneti venduti all’estero è rappresentato da vini spumanti che, dopo la frenata registrata nel 2020 a causa delle restrizioni per Covid, hanno ripreso un’inesorabile ascesa delle vendite, per la maggior parte di Prosecco, confermate anche per il 2022. Stati Uniti, Germania e Regno Unito sono le principali destinazioni del vino veneto all’estero (51%).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

A quali alimenti fare attenzione in gravidanza per ridurre i rischi da microrganismi patogeni? I suggerimenti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Schermata 2022-12-15 alle 19.52.24L’alimentazione è un aspetto importante per la gravidanza: negli alimenti possono infatti essere presenti batteri, virus o altri microrganismi patogeni che, se ingeriti, possono causare malattie anche gravi, sia per la madre che per il feto. Tuttavia, facendo attenzione a certi alimenti e adottando opportuni accorgimenti, è possibile minimizzare il rischio di contrarle. Il consiglio generale è quello di consumare gli alimenti di origine animale solo se ben cotti, o se nel loro processo di produzione è prevista la cottura o una lunga stagionatura. Si possono invece mangiare frutta e verdura crude, ma solo dopo un adeguato lavaggio. Occorre prestare attenzione soprattutto alle produzioni domestiche, che non sono sottoposte a controlli da parte dei produttori o delle autorità sanitarie. Ulteriori raccomandazioni igieniche e informazioni più dettagliate sono disponibili in questo video della serie «100 secondi» e sul sito web www.alimentigravidanza.it realizzati dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Colli Euganei premiati con la Carta Europea del Turismo Sostenibile

Parco Colli Euganei

Il riconoscimento come area protetta accessibile premia anche l’impegno e il lavoro degli operatori agrituristici e delle centinaia di agricoltori di tutta la zona, impegnati quotidianamente nell’accoglienza degli ospiti e nella promozione del  territorio. E’ il commento di Coldiretti Padova alla novità annunciata dall’assessore regionale all turismo Federico Caner in occasione del riconoscimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle are protette ottenuta dal Parco dei Colli Euganei. 

Tra gli assi strategici che hanno accompagnato il progetto premiato dall’Europa spiccano la valorizzazione dei prodotti tipici e della cucina euganea, la manutenzione del territorio, la realizzazione di esperienze inclusive e accessibili, il dialogo con le comunità locali. Tutti ambiti, sottolinea Coldiretti Padova, nei quali sono attivi sia gli oltre 120 agriturismi dell’area euganea che gli agricoltori impegnati nelle attività di vendita diretta, fattoria didattica, promozione delle tipicità del territorio. Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova ricorda che “il presidio degli agricoltori nelle aree come i Colli Euganei o altri angoli della provincia permette di promuovere nuovi flussi turistici come coesione tra città e campagna in una logica di nuove geografie territoriali. Gli agriturismi e con essi le aziende agricole svolgono una funzione vitale sul territorio dei Colli Euganei e contribuiscono a qualificare l’offerta turistica e ricettiva proprio in un’ottica di sostenibilità e accessibilità, privilegiando un’accoglienza a misura di famiglie e di turisti alla ricerca di un contatto vero e genuino con l’ambiente naturale, con i gusti e le eccellenze dei nostri Colli Euganei. L’agriturismo è stato particolarmente colpito durante l’emergenza sanitaria ma ha saputo ripartire di slancio e qualificare la propria offerta. Ora questo riconoscimento conferma che siamo sulla strada giusta”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Premio Wigwam Stampa Veneta 2022, oggi a Padova la premiazione dei giovani vincitori

wigwam-premio-nuove-generazioni-flyerOggi, venerdì 16 dicembre, alle ore 11:00, nell’aula consiliare della Provincia di Padova (Palazzo Santo Stefano – Piazza Antenore, 3), si svolgerà la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa Veneta 2022 “Nuove generazioni per Comunità resilienti”. Il Premio, rivolto ai giovani under 25 anni, ha raccolto articoli e video da tutto il Veneto, oltre che dalle associazioni venete nel mondo, all’insegna del recupero, della condivisione, della valorizzazione e consegna alle nuove generazioni della memoria dei nostri anziani, quale patrimonio della cultura immateriale delle Comunità Locali.

Coinvolti oltre mille giovani e anziani. Promosso dalla Rete delle Comunità Locali Wigwam del Veneto, il Premio è stato supportato dal partenariato di ANCI Veneto, Ordine dei Giornalisti del Veneto e Nazionale e dalle associazioni regionali della Stampa: Sindacato Giornalisti FNSI, ARGAV, UCSI, UNGP, Assostampa Padova oltre che da UNARGA nazionale. Ed ancora, dall’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, AICQ Veneto e dal Festival del Viaggiatore. Hanno concesso il proprio patrocinio le Province di Padova, Rovigo, Vicenza, Verona e Belluno.  Sono stati coinvolti oltre mille giovani e anziani portatori di esperienza e pubblicato oltre 300 elaborati, quindi impaginati, pubblicati e diffusi dalla testata istituzione Wigwam News nell’arco degli ultimi 12 mesi, per fare alle nostre Comunità un regalo non consumistico e ricco di contenuti di umanità, solidarietà, comprensione, dialogo intergenerazionale.

L’iniziativa si è avvalsa anche del volano rappresentato dal Progetto CEP – Cantieri di Esperienza Partecipativa, che ha per capofila Wigwam APS Italia ed è stato supportato dal contributo della Regione del Veneto con fondi statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oggi saranno consegnati tre premi di 300 Euro per elaborati individuali, uno per ogni categoria di età: under 14, 15-18, 19-25 anni. Un premio di 800 Euro di gruppo per il miglior insieme di almeno 12 elaborati. Ed un premio di 600 Euro per il miglior video realizzato da un gruppo partecipato da almeno 12 componenti. Oltre a questi saranno 15 le Menzioni di merito che la Giuria ha voluto attribuite ai lavori ritenuti maggiormente significativi. A grande richiesta, sarà anche ufficialmente annunciato il lancio della seconda edizione del Premio Wigwam Stampa Veneta per il 2023. Una occasione per i giovani che vorranno essere protagonisti del futuro loro e dei propri territori. Ulteriori info: direzione@wigwam.it  Tel. +39 333 3938555

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Il Premio Argav nel 2022 si fa doppio per premiare il silenzioso lavoro della Bonifica, a favore (anche) dell’ambiente e al comune di Cavallino Treporti, che ha saputo trasformare la vocazione agricola in un’opportunità di sviluppo. La cerimonia si è svolta nel salone di Villa Contarini a Monselice, città millenaria che oggi decreta il vincitore della 2a edizione del “Piatto di Federico II”.

Padovese_Stelluto_Cavallino Treporti_GuardaPadovese Stelluto Cazzaro Guarda

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) “Se gran parte dei territori di pianura e costieri, nel Veneto come in Italia, sono oggi vivibili è grazie alla Bonifica, che dai tempi dei monaci benedettini ha saputo rendere e mantenere vivibili aree altrimenti acquitrinose e di cui quest’anno si celebra il centenario di un congresso, che a San Donà di Piave seppe disegnare il futuro del nostro Paese. A delinearlo furono tecnici e politici di diversa estrazione, capaci però di superare le divisioni per aprire nuove prospettive di sviluppo. Di quell’afflato sono interpreti i Consorzi di bonifica, espressione di autogoverno del territorio ed unico esempio di federalismo fiscale applicato nel nome del principio costituzionale di sussidiarietà; per questo, il premio Argav 2022 è assegnato a “Uomini e donne della bonifica”, qui rappresentati da ANBI Veneto “per il quotidiano, silenzioso ed attento lavoro a servizio del territorio, ancora più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso”.

“Riuscire ad andare avanti con lo sguardo rivolto all’indietro è pratica sconsigliabile e quasi impossibile, in cui però il Comune di Cavallino Treporti è impegnato daanni con successo, grazie all’impegno nella valorizzazione dell’entroterra, accompagnandola alle più note opportunità balneari, dove comunque la chiave del successo sta in quello, che altrove sarebbe indicato come elemento di debolezza, cioè la ridotta ricettività alberghiera. A congiungere tutto questo c’è non solo una visione di sviluppo, ma l’intelligente disponibilià di una comunità, che sa trasformare le difficoltà in opportunità, riuscendo in un’altra improba scommessa: quella di far convivere l’uomo con l’ambiente. A Cavallino Treporti chiunque impara ad essere sostenibile. Per questo, il  Premio Argav 2022 è assegnato al Comune di Cavallino Treporti “per fare dell’ospitalità un segno distintivo tra valorizzazione del territorio e del patrimonio umano”.

assemblea Premio Argav 2022Queste le due motivazioni alla base dell’assegnazione del Premio Argav 2022, riconoscimento attribuito annualmente dal Direttivo a personaggi e realtà, che con la loro attività illustrino il territorio veneto. Ed è stata una cerimonia di consegna molto partecipata, avvenuta nello splendido salone affrescato del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD), in cui erano presenti i soci Argav, presieduti da Fabrizio Stelluto, Matteo Guarda, socio Argav nonché vice presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, Antonino Padovese, direttivo Sindacato Giornalisti Veneto – fiduciario Padova, i premiati e i nostri “anfitrioni”, il vice sindaco di Monselice Andrea Parolo (a sinistra nella foto seguente) con l’assessore al Turismo Francesca Fama  (a destra nella foto seguente), presentati dal consigliere Maurizio Drago, che ha favorito la nostra presenza nella città, ricca di 7 mila anni di storia e che figura tra le Città Murate del Veneto (nelle foto in alto, da sinistra Padovese, Stelluto, Tagliaferri, Valleri e Guarda, seconda foto da sinistra Padovese, Stelluto, Cazzaro e Guarda). 

Vice Sindaco Monselice Assessore Monselice

I premiati. A ritirare il premio per l’associazione dei 10 Consorzi di bonifica veneti è stato il presidente Francesco Cazzaro, che ha ricordato come il lavoro della bonifica sia un lavoro silente, che ha bisogno di essere più conosciuto all’esterno, in quanto si tratta di un servizio necessario non solo al settore agricolo ma a tutta la società, visti i risvolti ambientali importanti che ricopre sempre più. Giorgia Tagliaferri, assessore al Sociale di Cavallino Treporti, portando i saluti dell’amministrazione e del sindaco Roberta Nesto, ha ribadito come il segnale distintivo di Cavallino sia ancora quello “dell’ortaggio porta a porta”, mentre la consigliera Anna Valleri, ha ricordato la nascita agricola del comune sempre più integrata con il turismo, un territorio foriero di prodotti di eccellenza fortemente contraddistinti nei sapori dall’ambiente lagunare e frutto del lavoro di imprese famigliari.

sala da pranzo premio Argav 2022

L’incontro si è concluso con il tradizionale pranzo di Natale dei soci Argav, quest’anno allietato in una delle portate da uno dei piatti in gara al concorso “Piatto di Federico II”, in vista del forum “Stupor Mundi” – Federico II di Svevia a Monselice, che si svolgerà oggi alle ore 11 nella sala della Loggetta a Monselice. Dopo i saluti del sindaco di Monselice Giorgia Bedin, daranno vita all’incontro: Virio Gemignani (Giostra della Rocca), Riccardo Ghidotti (storico), Franca Tacconi (Fondazine Federico II di Jesi), Anna Maria Pellegrino (Geo&Geo Rai 3) e Federica Pagliarone (Eat Parade Rai2). Al termine, alle 12.30, ci sarà il momento conviviale “A pranzo con Federico II” all’Origini Osteria Contemporanea a Monselice, con pietanze preparate dai cuochi dei ristoranti monselicensi in gara, in abbinamento ai villi dei Colli Euganei. Al termine, la giuria decreterà il vincitore della seconda edizione del “Piatto di Federico II 2022”.

Il sostegno dell’UE alle regioni carbonifere ha fatto poco per la transizione climatica

gas serra

L’assistenza finanziaria dell’Unione Europea alle regioni carbonifere ha avuto un impatto limitato sulla creazione di posti di lavoro e sulla transizione energetica, si afferma nella relazione pubblicata lo sorso 9 novembre dalla Corte dei conti europea. Malgrado i progressi generali, il carbone rimane una fonte significativa di emissioni di gas a effetto serra in numerosi paesi dell’UE. La Corte invita pertanto ad usare il nuovo Fondo per una transizione giusta in modo efficace ed efficiente, per alleviare l’impatto socioeconomico sulle regioni carbonifere della transizione dell’UE verso la neutralità climatica.

Il settore europeo del carbone è stato in costante declino negli ultimi decenni. Per sostenere la transizione socioeconomica ed energetica nelle regioni carbonifere, erano disponibili fondi della politica di coesione dell’UE: per il 2014‑2020, sono stati forniti circa 12,5 miliardi di euro alle sette regioni carbonifere oggetto dell’audit. Sebbene la produzione sia stata notevolmente ridotta, nel 2019 alla combustione di carbone era ancora imputabile il 15 % delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Il graduale abbandono del carbone a fini di generazione di energia è stato considerato di recente nel Green Deal europeo un fattore essenziale per conseguire gli obiettivi climatici per il 2030 e realizzare la neutralità climatica entro il 2050. Il Fondo per una transizione giusta, istituito nel giugno 2021, mette a disposizione 19,3 miliardi di euro nel periodo 2021‑2027 per le regioni ed i settori più colpiti dalla transizione verso la neutralità climatica. “Il Fondo per una transizione giusta, una componente fondamentale del Green Deal europeo, fornisce notevoli risorse aggiuntive alle regioni carbonifere”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, responsabile dell’audio all’interno della Corte dei conti europe. “La Commissione europea dovrebbe far sì che i fondi dell’UE sostengano un chiaro percorso di graduale abbandono del carbone, tenendo conto delle tensioni sul mercato dell’energia seguite all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”.

La riduzione della produzione di carbone ha inevitabilmente determinato un calo del numero di lavoratori in tale settore. In alcune regioni, come la Lusazia (Germania) e la Slesia (Polonia), tali riduzioni di personale sono state realizzate attraverso fluttuazioni naturali di occupati e pensionamenti, mentre in altre regioni, ad esempio nella Moravia-Slesia (Repubblica Ceca), le imprese carbonifere hanno dovuto licenziare i propri lavoratori. Per i lavoratori del settore del carbone licenziati erano disponibili attività di formazione finanziate dall’UE; tuttavia, stante l’indisponibilità dei dati riguardanti la partecipazione, gli auditor della Corte non hanno potuto stabilire se queste misure abbiano aiutato detti lavoratori a trovare una nuova occupazione. Gli auditor della Corte non hanno neanche constatato alcun impatto significativo dei finanziamenti sulla capacità di produzione di energia da fonti rinnovabili nelle regioni esaminate. Anche gli investimenti finanziati dall’UE volti a conseguire risparmi di energia hanno avuto un impatto modesto o non hanno potuto essere quantificati.

La Corte segnala il rischio che i fondi potrebbero essere spesi senza che la transizione abbia luogo. Prima di proporre il Fondo per una transizione giusta, da destinare alle regioni e ai settori più colpiti, la Commissione non ha svolto un’analisi adeguata delle realizzazioni conseguite in queste regioni grazie ai precedenti finanziamenti dell’UE, né delle necessità ancora da soddisfare. La durata limitata del programma accentua tale rischio, poiché la maggior parte dei fondi devono essere impegnati entro la fine del 2023 ed utilizzati entro la fine del 2026. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 e i relativi effetti sul mercato dell’energia potrebbero inoltre comportare ritardi nel graduale abbandono del carbone.

Paesi Ue producono meno carbone ma ne importano di più da altre nazioni. La Corte ha osservato che, in alcuni paesi dell’UE, il carbone prodotto a livello nazionale era stato sostituito da importazioni o da altri combustibili fossili. La Germania e la Polonia, ad esempio, hanno aumentato in misura significativa le loro importazioni di carbone negli ultimi 15 anni. Di conseguenza, il carbone rimane una fonte significativa di emissioni di gas a effetto serra, specie in Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Germania, Slovenia e Romania. La Corte ha inoltre constatato che non si era prestata sufficiente attenzione alle emissioni di metano derivanti dalle miniere di carbone chiuse o abbandonate.

Fonte: Corte dei conti europea