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Stasera, al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD),corso di formazione giornalisti promosso da Argav con focus sull’agroalimentare fra diritti e doveri: promozione, ispezione, vigilanza e controllo

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Stasera, venerdì 24 giugno,  ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) si svolgerà dalle ore 18.00 alle ore 21.00 un corso di formazione accreditato promosso da Argav, gruppo di specializzazione del Sindacato Giornalisti del Veneto presso il Circolo di Campagna Wigwam (Via Porto, 8) dal titolo “L’agroalimentare fra diritti e doveri. Promozione, Ispezione, Vigilanza e Controllo”. Sarà l’occasione per comprendere di più e meglio i meccanismi di funzionamento delle attività ispettive, di vigilanza, di controllo e di repressione a tutela del made in Italy agroalimentare e della promozione delle sue eccellenze.

Relatori.  Flavio Innocenzi, direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago che interverrà su “Ruolo dei Consorzi come aggregatori di sistema e promotori di sviluppo, nel contesto della nuova normalità”; Luca Giavi, direttore del Consorzio di Tutela del Prosecco doc su “Le eccellenze del made in italy agroalimentare, l’italian sounding e il ruolo dei Consorzi di Tutela. Un patrimonio da difendere. Come?”; Biagio Morana, direttore ICQRF di Conegliano su “Ispezione, controllo e vigilanza pubblica e privata sui prodotti agroalimentari”; Daniel Melis, Generale di Brigata, Comandante del nucleo Carabinieri per la tutela agroalimentare su “Le frodi agroalimentari e le attività di repressione”. Coordinatore il giornalista Gian Omar Bison membro del direttivo Argav. Il corso è in piattaforma http://www.formazionegiornalisti.it e i giornalisti interessati a partecipare possono iscriversi.

Estate, tornano le zanzare: i cittadini al fianco dei ricercatori nel tracciamento con l’app Mosquito Alert per un controllo efficace dell’insetto, nell’interesse comune e della salute pubblica. All’iniziativa, partecipano l’IZSVe e il MUSE.

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Mosquito Alert è un’app gratuita per i cittadini che vogliano collaborare al piano nazionale di tracciamento delle zanzare “Mosquito Alert Italia”, in un’ottica di scienza partecipata (citizen science), che affianca i cittadini ai ricercatori. A coordinare il progetto, Sapienza Università di Roma, con il coordinamento da parte del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, insieme ad altri enti di ricerca nazionali. quali Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, MUSE – Museo delle Scienze di Trento e Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna.

Altri partner sono i cittadini, che potranno inviare agli entomologi della task force le loro segnalazioni volontarie, tramite l’app Mosquito Alert: scaricandola gratuitamente, il cittadino potrà inviare sia segnalazioni non fotografiche delle punture, che foto di zanzare o di raccolte di acqua stagnante, che possono rappresentare potenziali siti riproduttivi dell’insetto come, per esempio, i tombini. I cittadini più appassionati potranno inviare agli esperti anche gli esemplari di zanzara che riusciranno a raccogliere. Lanciata in Spagna, l’app Mosquito Alert approda in Italia nel 2020. Interessanti i risultati internazionali raggiunti finora, con oltre 200mila download, ma si può ottenere di più. Lo scopo è quello di raccogliere e validare il maggior numero di fotografie di zanzare per mapparne le specie, con particolare attenzione alla “tigre” (Aedes albopictus) e ad altre specie invasive come la zanzara coreana (Aedes koreicus) e quella giapponese (Aedes japonicus), arrivate recentemente nel nostro paese.

Il nostro paese è uno dei più colpiti dalle zanzare in Europa, sia per numero di specie (65 attualmente conosciute) sia per la loro ampia distribuzione e densità sul territorio, considerando soprattutto le specie invasive: controllarle è importante non solo per le loro fastidiose punture, ma anche perché le zanzare sono potenziali vettori di patogeni per l’essere umano (es., virus Dengue e Chikungunya), che possono rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Tra le specie di zanzara più pericolose come vettori c’è Aedes aegypti che, attualmente non presente in Italia, richiede una specifica sorveglianza. Occorre ricordare, inoltre, che una massiva presenza di zanzare può danneggiare importanti settori dell’economia nazionale, come quello turistico.

Usare l’app Mosquito Alert è molto facile: per conoscere la specie in tempo reale, basterà fotografare una zanzara e inviare lo scatto, che deve essere di qualità per consentire una valida identificazione della specie, alla task force degli esperti che, sempre tramite smartphone, informeranno l’utente sulla zanzara fotografata ed elaboreranno mappe delle specie presenti sul territorio, utili a gestire e indirizzare le disinfestazioni. Le segnalazioni dei cittadini, una volta validate, verranno inserite nella mappa interattiva sul sito di Mosquito Alert Italia e potranno aiutare a mirare efficacemente gli interventi di controllo. Per non vanificare i risultati delle disinfestazioni in aree pubbliche condotte dagli enti locali, sarà importante sensibilizzare i cittadini anche rispetto alla gestione delle aree private in cui le zanzare potrebbero svilupparsi, come le raccolte domestiche di acqua stagnante.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) è un ente sanitario di diritto pubblico che svolge attività di prevenzione, controllo e ricerca nell’ambito della salute animale e della sicurezza alimentare. L’IZSVe è stato di recente insignito del prestigioso riconoscimento internazionale di Laboratorio di referenza WOAH (Organizzazione mondiale della sanità animale) per le micoplasmosi aviarie, che provocano infezioni a carico soprattutto dell’apparato respiratorio e articolare degli animale e possono generare perdite economiche rilevanti per l’industria avicola. Alla direzione del laboratorio è stato nominato il dott. Salvatore Catania, direttore della sezione di Verona dell’IZSVe, che negli anni si è affermata come presidio territoriale per la prevenzione e il controllo delle malattie diffusive del settore avicolo, e ha sviluppato capacità tecniche e scientifiche in grado di far fronte a importanti crisi sanitarie, come nel caso della recente epidemia di influenza aviaria. La nomina, sostenuta dal Ministero della Salute, arriva a pochi giorni dal riconoscimento all’IZSVe del Centro di referenza FAO per i coronavirus zoonotici e porta a 18 il numero dei Centri di referenza nazionali e internazionali che hanno sede all’IZSVe.

Il Museo delle Scienze di Trento (MUSE) svolge attività di ricerca e monitoraggio ambientale, divulgazione e formazione sui temi della natura, società e sviluppo sostenibile. Dal 2010 svolge il monitoraggio della zanzara tigre e altre specie di zanzara nella città di Trento in collaborazione con l’amministrazione comunale e mantiene un allevamento di zanzara tigre in laboratorio aperto al pubblico, usato anche per divulgare le attività di Mosquito Alert. Fin dalle fasi iniziali ha partecipato allo sviluppo dell’app Mosquito Alert, in particolare gli entomologi dell’unità di zoologia degli invertebrati e idrobiologia hanno contribuito allo sviluppo dei contenuti dell’app e al riconoscimento delle specie di zanzare a partire dalle foto scattate dai cittadini e inviate con la app. Il MUSE è impegnato inoltre nello sviluppare, assieme a Sapienza Università di Roma, la parte educativa del progetto proponendo ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado corsi di formazione su biologia, ecologia delle zanzare e sull’uso dell’App Mosquito Alert coinvolgendo gli studenti con appositi percorsi didattici che il docente può sviluppare in autonomia o con il supporto degli esperti.

Fonte: servizio stampa IZSVe

 

Trento. Il paesaggio forestale della Valsugana al centro del progetto rivolto alle scuole “Il giro della Rete in 14 alberi”, coadiuvato dal vice presidente Argav, Giancarlo Orsingher, e tradotto in un monologo teatrale, in scena dal 25 giugno al 26 agosto 2022

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Si chiama “Alberi parlanti – Storie piantate nella terra” il monologo teatrale che rappresenta la fase pressoché conclusiva del progetto comunicativo-didattico “Il giro della Rete in 14 alberi”, coadiuvato dal vicepresidente Argav Giancarlo Orsingher e che da gennaio a giugno ha visto coinvolte 14 classi di scuola primaria in cui è stato approfondito, con incontri e laboratori, il tema del paesaggio forestale della Valsugana (TN).

Un lavoro in sinergia. Le classi interessate sono state due del plesso di Madrano e una ciascuna per le “Rodari” e Canale di Pergine, Tenna, Caldonazzo, Novaledo, Marter, Roncegno, Ronchi, Telve di Sopra, Borgo, Strigno e Villa Agnedo. Con i ragazzi, oltre a un inquadramento generale sul paesaggio forestale della valle sono stati affrontati in particolare, rispettivamente, noce e ontano, carpino e faggio, farnia, robinia, sorbo, pino silvestre, gelso, castagno, larice, abete bianco, abete rosso e salice. L’iniziativa, molto apprezzata da insegnanti e ragazzi, è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse persone, a partire dal professor Franco Frisanco, dai forestali della stazione di Pergine Alberto Aprili e Giuliano Paoli, dal custode forestale Giacomo Bernardi, dal maresciallo dell’Agenzia provinciale delle foreste demaniali Davide Pozzo e dall’esperto Franco Gioppi, passando attraverso le varie persone che si sono prestate a portare in classe la propria conoscenza di fatti e tradizioni che legano una specifica specie forestale al territorio.

Messi a dimora 14 alberi. Nel corso degli incontri in classe, grazie alle testimonianze di queste ultime, sono emersi aneddoti e storie curiose su ciascuno dei 14 alberi trattati, uno per ciascuna classe. Dopodiché, i ragazzi hanno tradotto in immagini la specie arborea sotto la guida di Lorena Martinello, producendo una grande rappresentazione su stoffa di ogni albero. Negli ultimi giorni dell’anno scolastico, ogni classe ha messo a dimora un esemplare della “propria” specie.

Alberi parlanti calendario al 10 giugno 2022

Spettacolo in scena nel corso dell’estate, la prima si terrà il 25 giugno. Dall’insieme dei diversi aspetti toccati in classe è nato il monologo teatrale che Giuliano Comin in questi giorni sta limando per poi portarlo in scena nel corso dell’estate. Si tratterà di un’oretta di piacevole racconto adatto ai ragazzi ma anche, anzi, soprattutto, agli adulti di tutte le età, che oltre a richiamare alcune delle narrazioni riportate in classe farà riflettere sull’importanza dei boschi e della memoria di cui gli alberi sono testimoni. Silvio Boschi infatti è l’unico uomo al mondo che ha il privilegio di poter dialogare con gli alberi e in particolare con le piante delle foreste della Valsugana. Ha potuto sentirle parlare, discutere con loro, apprendere da loro aneddoti e storie che le legano al territorio a cui – è proprio il caso di dirlo – sono radicate. In programma dieci repliche in altrettante aree aperte della Rete di Riserve del fiume Brenta, alcune sicuramente suggestive come la prima, sabato 25 giugno, nell’ ”aula nel bosco” della scuola di Ronchi. E poi avanti con il lago Pudro di Pergine, il parco delle Terme di Roncegno, Novaledo, il parco Pineta di Caldonazzo, il vivaio forestale San Giorgio di Borgo, il parco Pietre d’acqua di Castel Ivano, il lariceto di Casapinello a Torcegno, il parco della darsena di San Cristoforo per concludere venerdì 26 agosto nella conca di Alberé di Tenna. La scenografia sarà costituita dall’ambiente naturale che circonderà attore e pubblico con però un tocco in più: le rappresentazioni su tela realizzate dai ragazzi che faranno da sfondo a tutta la narrazione (nella foto in alto, .

A Lobia (VI), un lavandeto dove passione e natura si incontrano

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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Il Lavandeto della Lobia, (strada di Lobia 175, Vicenza) ha riaperto le porte per le visite dopo i due anni complicati che abbiamo vissuto tutti. Questa giovane realtà trova il suo spazio presso l’azienda agricola Orna di Pierluigi Ponzio. Valentina, la moglie, per passione ma anche per una visione innovativa attenta alla biodiversità, ha intrapreso un percorso non semplice attraverso una differenziazione delle coltivazioni attorno al centro dell’attività delll’azienda agricola, che si occupa di allevamento di bovini da latte.

Fattoria didattica. Un allevamento non intensivo, attento alla cura degli animali che si possono liberamente muovere e sono allevati in buona prevalenza con la fienagione dei campi aziendali. Attorno a questa realtà, Valentina con Pierluigi, stanno portando avanti l’attività parallela, ma anche complementare, di coltivazione della lavanda, come anche altre specie officinali, che offrono prodotti di qualità nella cosmesi naturale, olii essenziali ma anche per la dieta bovina. E‘ così diventata una fattoria didattica con spazi per eventi agresti, centri estivi per bambini, apicoltura. Dal 2008 si prendono cura di un ecosistema delicato e incastonato tra altre realtà intensive. Una scelta quotidiana non semplice, anche per pesare meno sul pianeta. Una realtà in crescita da sostenere e seguire con attenzione. Per ulteriori informazioni:  http://www.aziendaagricolaorna.itillavandetodellalobia@gmail.com

Siccità e flavescenza dorata preoccupano il vigneto veneto, venerdì 17 giugno 2022, on line, il primo appuntamento del Trittico vitivinicolo

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Per il vigneto veneto l’annata 2022 sarà ricordata – almeno fino a questo momento – per le scarse precipitazioni, che in alcune aree stanno creando non poche preoccupazioni tra i produttori. Un’annata che richiederà grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, che comunque in passato hanno già dimostrato di saper affrontare con alta professionalità situazioni ben più difficili. Fondamentale per una buona vendemmia sarà ovviamente l’andamento climatico da qui in avanti. “La situazione del vigneto veneto – sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner – è seguita con attenzione per l’importanza che il settore riveste nell’economia veneta. Le strutture tecniche regionali stanno monitorando lo stato dei vigneti e collaborano con le cantine e i consorzi di tutela fornendo le indicazioni più opportune per accompagnare lo sviluppo della coltura e contrastare le criticità. Confidiamo in un decorso meteorologico normale nelle prossime settimane e auspichiamo la scrupolosa osservanza dei consigli e delle prescrizioni che vengono fornite dagli esperti nei bollettini fitosanitari per conseguire positivi risultati in termini produttivi e qualitativi per i vini veneti. Le Istituzioni faranno la loro parte ma deve essere la responsabilità del sistema e di ogni singolo viticoltore compiere ogni azione per preservare il patrimonio produttivo regionale”.

Il punto sullo stato fitosanitario e vegetativo del vigneto veneto alla vigilia dell’estate, nonché la valutazione delle primissime stime di produzione e le indicazioni della Regione del Veneto per far fronte alla diffusione della flavescenza dorata sono in programma il prossimo 17 giugno (ore 10:00) in occasione del primo incontro dell’ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, ARPAV e UVIVE. L’appuntamento si svolgerà on-line sulla piattaforma Zoom (iscrizioni qui: https://1trittico2022.eventbrite.it/). Il focus sarà innanzitutto l’occasione per analizzare l’andamento meteo del primo semestre 2022 in rapporto alla coltura della vite (Francesco Rech di ARPAV) e verificare lo stato di salute del vigneto nelle diverse aree di produzione della nostra regione (Diego Tomasi in rappresentanza del sistema dei Consorzi di Tutela del Veneto). Come accennato, la Regione presenterà ai viticoltori i propri servizi in tema di lotta alla flavescenza dorata. Vediamo, in sintesi, come si presenta “in diretta” la situazione nei principali areali vitivinicoli regionali, ricordando che l’analisi dettagliata sarà effettuata nell’incontro on-line di venerdì 17 giugno.

Bardolino – Custoza. Nell’area di Bardolino e Custoza, l’annata 2022 si sta caratterizzando, fino a questo momento, per un andamento climatico molto asciutto, come del resto in tutto il Veneto. La primavera sarà ricordata tra le più siccitose degli ultimi anni. Ciò ha comportato un ritardo del germogliamento, comunque ottimo, uniforme e costante, di 5/6 giorni rispetto alla scorsa annata, recuperato successivamente grazie alla calda prima decade di maggio. Oggi la fase fenologica registra addirittura 3/4 giorni di anticipo. Le piogge, come accennato, sono state molto scarse, registrando punte di soli 12/13 mm negli eventi piovosi più importanti. Di conseguenza, la pressione delle malattie fungine, a cominciare dalla peronospora, non si è fatta sentire. Più importante invece risulta essere la presenza di oidio nelle varietà più sensibili, come la Cortese, ben contenuta però dai trattamenti antiparassitari. La grave carenza idrica, fin dal mese di aprile, ha costretto i viticoltori ad intervenire con l’irrigazione artificiale, soprattutto nei vigneti caratterizzati da terreni ghiaiosi.

Valpolicella. Anche in questo pregiato areale vitivinicolo veronese si segnala un germogliamento regolare iniziato nella prima decade di aprile, in ritardo di qualche giorno rispetto alla media storica. La fioritura è stata rapida, conclusasi in una settimana nell’ultima decade di maggio. Ad oggi, la fenologia media si presenta buona con acini della dimensione dei grani di pepe. La fertilità delle tre varietà principali (Corvina, Corvinone, Rondinella) risulta invece leggermente inferiore rispetto alle medie storiche varietali, ma in linea con l’annata 2021. Per quanto riguarda le patologie, la peronospora si è manifestata con qualche infezione dopo le piogge dell’ultima decade di maggio, ma grazie ai modelli previsionali è stata  gestita adeguatamente dai viticoltori. L’oidio invece, in particolare in collina, sta dando filo da torcere a tecnici e operatori, visto che nella fase fenologica di quarta/quinta foglia si è manifestato in più parti. Fortunatamente i viticoltori hanno saputo agire di anticipo arginando il temile fungo. Per quanto riguarda gli insetti, la tignoletta della vite ha avuto un volo abbastanza disturbato dovuto all’andamento meteo-climatico e alla fioritura molto veloce. Infine, si segnala la presenza a macchia di leopardo della prima generazione di adulti di erasmoneura vulnerata.

Vicenza. Anche nel vicentino, il germogliamento di quasi tutte le varietà di vitigni si è manifestato con una decina di giorni di ritardo, a causa dell’andamento climatico, che però è stato via via recuperato grazie alle alte temperature di maggio, tanto che la fioritura è giunta addirittura con una decina di giorni di anticipo rispetto alle medie storiche. Sotto il profilo fitosanitario preoccupa la presenza della flavescenza dorata. Pochi invece i casi segnalati di oidio e peronospora. Per quanto riguarda le previsioni di vendemmia, stante le cose, la raccolta delle varietà precoci, annunciate in quantità media e in linea con gli ultimi anni, dovrebbe iniziare attorno al 15-18 agosto. Il Pinot Grigio invece dovrebbe subire un leggero calo produttivo a causa delle difficoltà nella ripresa vegetativa. Relativamente alle varietà di uva a bacca bianca (in particolare la Garganega) ci si attende una quantità standard rispetto alla media storica; le uve a bacca nera in questo momento presentano invece una grande difformità: il Tai Rosso in particolare presenta situazioni non omogenee; per il Merlot si annuncia un’annata particolarmente felice.

Colli Euganei. Nei Colli Euganei la situazione in vigneto si presenta al momento buona, sia per la sanità delle uve che per la loro quantità. Le varietà precoci sono nella fase di pre-chiusura grappolo, le altre di ingrossamento acini. Relativamente alla peronospora, i pochi casi segnalati sono sotto controllo; meglio ancora va per l’oidio per il quale al momento non ci sono segnalazioni. Nei vigneti a conduzione biologica viene invece segnalato qualche caso di black rot (marciume della vite). La temuta flavescenza dorata viene monitorata con il controllo in campo delle piante sintomatiche e con la loro eventuale estirpazione. Per quanto riguarda la tignoletta della vite, sono state posizionate le trappole per il monitoraggio della seconda generazione. Ciò che più preoccupa i viticoltori dei Colli Euganei è la prolungata siccità: un inverno siccitoso seguito da una primavera caratterizzata da poche piogge di scarsa intensità stanno creando forti preoccupazioni tra i produttori.

Prosecco DOC. Nell’ampio areale del Prosecco DOC, il vigneto (si intende la varietà Glera) è giunto alla fine dell’allegagione-ingrossamento degli acini, fase che si presenta ottimale. I tecnici del Consorzio di Tutela ricordano che in questi giorni si rendono necessarie le operazioni di gestione della chioma con defogliature e cimature. Il livello produttivo si annuncia complessivamente buono, in linea con i rilievi effettuati sul territorio, ad esclusione di alcune aree grandinate che a fine maggio hanno subito danni significativi. Anche lo stato fitosanitario del vigneto si presenta complessivamente buono: le primarie di peronospora giunte in questo periodo hanno una bassa incidenza. Il principale problema è rappresentato invece dalla crescente presenza della flavescenza dorata, per la quale viene raccomandato ai viticoltori di effettuare un attento monitoraggio del vigneto per rimuovere tempestivamente le piante infette.

Conegliano-Valdobbiadene Prosecco DOCG. L’annata vitivinicola in corso non presenta, al momento, particolari difficoltà dal punto di vista fitosanitario, con esclusione del grosso problema della flavescenza dorata che obbliga i viticoltori ad estirpare le piante colpite, sostituite con nuove piante che ovviamente non entrano subito in produzione. La fertilità delle gemme viene definita “media” e i grappoli sono già giunti ad una fase avanzata di allegazione. Le alte temperature di questa anomala primavera, con punte oltre i 30 gradi, stanno caratterizzando la stagione, come pure le scarse precipitazioni che, non dovessero arrivare nei prossimi 10/15 giorni, potrebbero creare grosse difficoltà alla piante. Va poi ricordata la forte grandinata di fine maggio che ha colpito una fascia di 30 km dell’areale.

Veneto Orientale. Anche le aree del Lison-Pramaggiore, Piave e Venezia DOC reclamano la scarsità di precipitazioni che sta caratterizzando fino a questo momento l’annata 2022 in tutto il Veneto. Le basse temperature primaverili hanno ritardato la fase di germogliamento, ma fortunatamente alcune precipitazioni registrate tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio hanno garantito un po’ di ristoro all’apparato radicale delle piante. Allo stesso tempo, però, ciò ha messo alle viti un po’ di pressione fungina, che però grazie alla professionalità dei tecnici è stata ben controllata. Nella seconda e terza decade di maggio, temperature spesso sopra i 30 gradi e le scarse precipitazioni hanno di fatto bloccato la peronospora. Le alte temperature hanno inoltre garantito un recupero del ritardo iniziale anticipando di qualche giorno la fioritura e la successiva allegazione. Per questo motivo si prevede la raccolta delle varietà precoci, come il Pinot Grigio, attorno al 22-25 di agosto. Anche nel Veneto Orientale prosegue in questo periodo la lotta obbligatoria allo Scaphoideus titanus, vettore della flavescenza dorata, nonché l’attività di formazione attivata dal Consorzio stesso, d’intesa con il CREA, a favore dei propri associati in merito al rilevamento e al riconoscimento in campo degli stadi giovanili e a breve anche degli adulti di questo dannosissimo insetto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura. Foto in alto di repertorio.

Riconversione irrigua nel veronese, inaugurato impianto a Villafranca (VR). Tra Psrn e Pnrr, il Veneto della bonifica sta vivendo una lunga “stagione di cantieri”.

impianto coronini Villafranca di Verona

Alla presenza del Sottosegretario all’Agricoltura Francesco Battistoni, il Consorzio di Bonifica Veronese, ANBI e ANBI Veneto hanno inaugurato mercoledì 8 giugno scorso l’impianto pluvirriguo Coronini a Villafranca di Verona, che consentirà un risparmio fino al 50% di risorsa irrigua in 500 ettari di area pedecollinare tra Villafranca di Verona e Sommacampagna coltivata a vigneti (è la zona di celebri doc come Custoza e Bardolino), seminativi e alberi da frutto.

L’intervento è il primo ad essere inaugurato di una progettualità più ampia avviata dal Consorzio di Bonifica Veronese che include anche la riconversione irrigua, da scorrimento a pressione, nei comuni di Sona (località Palazzolo) e Oppeano (località Ca’ degli Oppi), il cui valore complessivo ammonta a 20 milioni di euro finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole tramite Piano Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN 2014-2020). Una volta ultimati gli interventi, la rete in pressione nel comprensorio di bonifica Veronese aumenterà di 160 km passando da 830 a 990 km, mentre la superficie agricola irrigata a pressione aumenterà di 1.800 ettari passando da 9.060 ettari a 10.860 per un risparmio di risorsa del 50% in tutta l’area infrastrutturata. Oltre al sottosegretario Battistoni, hanno partecipato all’inaugurazione dell’impianto di Coronini, il vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Roberta Toffanin, il direttore Generale di ANBI Massimo Gargano, i vertici del Consorzio Veronese Alex Vantini, presidente, e Roberto Bin, il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro, oltre a rappresentanti delle istituzioni del territorio. L’inaugurazione si inserisce nel contesto di Terrevolute – Centenario del Congresso della Bonifica di San Donà di Piave del 1922 e de “La stagione dei Cantieri” dei Consorzi di Bonifica del Veneto.

Il quadro regionale. Complessivamente i Consorzi di Bonifica del Veneto sono riusciti ad attrarre 85 milioni di euro dal PSRN 2014-2020 per 11 progetti di efficientamento della distribuzione irrigua. Si tratta di interventi non più procrastinabili visti i periodi siccitosi sempre più lunghi e vista la disposizione comunitaria del Deflusso Ecologico che imporrà un maggiore rilascio di acqua nei fiumi. In ambito di efficientamento, ai fondi PSRN si sommano altri tre grossi interventi, ad opera del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo (46 milioni di euro tramite “Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese”), del Consorzio Brenta (12 milioni di euro  tramite DPCM L 145 /2018) e ancora del Veronese (12 milioni di euro tramite  DPCM 188/2020) per un valore totale  che supera i 155 milioni di euro con i quali, oltre al recupero e al miglioramento della capacità di invaso di vasta parte della rete in gestione ai consorzi, saranno riconvertiti 15.000 ettari di campagne (che si aggiungono ai 40.000 già presenti) da irrigazione a scorrimento a irrigazione a pressione, con un risparmio di risorsa del 50% nelle nuove aree infrastrutturate. Guardando al futuro e alle risorse ancora in attesa di essere assegnate, nel processo di efficientamento della rete irrigua grande importanza avrà anche il PNRR per il quale i Consorzi del Veneto concorrono con 21 progettualità per un totale di circa 225 milioni di euro. A questi si aggiungono 13 progetti per 100 milioni di euro che attendono di essere finanziati tramite legge 178/2020.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Lieti eventi in casa Argav

Nadia e Maurizio

Siamo lieti di festeggiare due felici eventi occorsi di recente in casa Argav. Una nuova vita che si è affacciata, Stefano, venuto alla luce il 4 febbraio scorso, figlio del consigliere Mauro Poletto, e un percorso di vita che si è consolidato, il matrimonio dei consiglieri Nadia Donato e Maurizio Drago, avvenuto lo scorso 8 giugno.

Il direttivo e i soci Argav si congratulano con Mauro, Nadia e Maurizio augurando loro tanta felicità.

Vino: la Valpolicella duetta con l’Aida in Arena. Al via dal 17 giugno Amarone Opera Prima.

PROGRAMMA AMARONE OPERA PRIMA 19-20

Oltre 100 giornalisti accreditati di cui l’80% provenienti dall’estero e 40 cantine pronte a stappare sulle note della marcia trionfale dell’Aida. È l’istantanea di Amarone Opera Prima, l’evento straordinario e fuori stagione del Consorzio Vini Valpolicella in programma a Verona dal 17 al 20 giugno. Un’occasione speciale che sfida il tabù del calendario estivo per presentare il millesimo 2017 al di fuori della tradizionale collocazione dell’Anteprima a febbraio, portando in scena anche il sodalizio tra i due simboli della città scaligera nel mondo: l’Arena e l’Amarone.

Programma. Dopo il gala dinner del 17 giugno a Giardino Giusti riservato alla stampa (solo su invito), il cartellone di Amarone Opera Prima si apre il 18 giugno con due masterclass a Palazzo Verità Poeta (Vicolo San Silvestro, 6), per scoprire la versatilità del grande Rosso e le annate top che hanno contribuito al suo posizionamento in oltre 80 nazioni del globo. Si parte alle 11.30 con “Amarone 4wd, off the beaten track: diversi stili di Amarone abbinati a piatti di alta cucina di vari paesi del mondo”, un’iniziativa ideata con La Peca, il ristorante due stelle Michelin di Lonigo (Vi) e la narrazione del critico gastronomico e wine expert, Davide Scapin. Si prosegue poi alle 15.00, con la sessione “The boom generation: gli ultimi decenni dell’Amarone dalla sua escalation al successo mondiale”, condotta da JC Viens, italian wine ambassador e Wset educator. Per la stampa nazionale e internazionale da 20 nazioni – dagli Usa agli Emirati Arabi, dalla Corea del Sud al Canada fino a Israele, Singapore e ai principali mercati europei – la giornata si chiude in Arena per assistere all’Aida di Giuseppe Verdi, l’opera simbolo dell’anfiteatro romano sotto le stelle fin dalla sua prima edizione nel 1913. Domenica 19 giugno, Amarone Opera Prima si trasferisce al palazzo della Gran Guardia (piazza Bra), per la degustazione dell’Amarone 2017 (dalle 10 alle 17 per la stampa specializzata; apertura dei banchi delle aziende dalle 12.30 e dalle 16.00 fino alle 20.00 ingresso consentito anche a wine lover e operatori) e per la conferenza stampa sullo stato di salute della denominazione e il focus su “Amarone e i miti dell’ospitalità veneta, tra storia e leggenda” (dalle ore 11). Lunedì 20 giugno, ultimo giorno di Amarone Opera Prima, la manifestazione è aperta a pubblico e operatori dalle 10.00 alle 20.00.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Vini Valpolicella

L’Ordine degli agronomi e forestali di Verona lancia una campagna di sensibilizzazione a favore delle api

Api

Se scompaiono le api o se sono ammalate la natura è ammalata”. Questo è il grido di allarme di alcuni ricercatori che fanno notare quanto la simbiosi ape-uomo natura sia la cartina di tornasole del sistema naturale che ci circonda. Le buone pratiche agronomiche, quando applicate, consentono di fare agricoltura rispettando i pronubi e le api in particolare. Con riferimento ai trattamenti fitosanitari esse prescrivono di eseguirli solo quando necessario, mai durante la fioritura e solo dopo aver sfalciato il cotico erboso in modo da evitare la contaminazione dei fiori spontanei. Lorenzo Tosi, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della provincia di Verona, in occasione della giornata mondiale delle api, occorsa il 20 maggio scorso, ha evidenziato la problematica legata all’insetto e annunciato che l’Ordine avvierà a breve una campagna di sensibilizzazione per difendere questo insetto che svolge un ruolo insostituibile per l’ambiente e per la vita dell’uomo.

In media una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele. “Dobbiamo avere consapevolezza che il ruolo che le api e tutti gli insetti impollinatori hanno sull’ecosistema è importantissimo, fondamentale ed insostituibile”, ha precisato Tosi, che ha aggiunto: è solamente attraverso la conoscenza che si può imparare ed apprezzare l’importantissimo ruolo che l’ape svolge a all’interno dell’ecosistema così da rispettarla e proteggerla”. “Le api – ha sottolineato Giuseppe Palleschi, consigliere dell’Ordine – impollinano da più di 100mila anni le piante fanerogame entomofile che rappresentano la maggioranza dei vegetali utilizzati dall’uomo da per scopi alimentari; quindi, se dovessero scomparire le api automaticamente scomparirebbero le piante e tutte le loro produzioni. La specie umana infatti è strettamente dipendente dalla presenza delle api e di tutti gli insetti impollinatori. Una decina comuni nella provincia di Verona si sono fregiati del titolo di ‘Amici delle api’, diffondiamo il messaggio e cerchiamo che molti più comuni possano diventare amici di questi meravigliosi insetti”.

Fonte: Servizio stampa Ordine agronomi e forestali di Verona

Azione per il clima: l’UE fallisce l’obiettivo di destinare il 20 per cento del bilancio nel 2014-2020 

BandiereBruxelles

Secondo una relazione speciale pubblicata lo scorso 30 maggio dalla Corte dei conti europea, l’UE ha mancato l’obiettivo perseguito di destinare all’azione per il clima almeno il 20 % della propria dotazione di bilancio per il 2014 2020.

La Commissione europea aveva annunciato di averlo raggiunto con una spesa al riguardo di 216 miliardi di euro. La Corte ha però rilevato che non sempre la spesa rendicontata riguardava l’azione per il clima e che a tale titolo erano stati comunicati importi in eccesso per almeno 72 miliardi di euro. La Corte teme che potrebbero persistere problemi di affidabilità anche nella rendicontazione della Commissione relativa al periodo 2021 2027, il cui valore-obiettivo dell’UE in materia di spesa per il clima salirà al 30%. “La lotta ai cambiamenti climatici rappresenta una priorità chiave per l’UE, che si è prefissata obiettivi climatici ed energetici ambiziosi”, ha dichiarato Joëlle Elvinger, responsabile dell’audit della Corte. “La Corte ha rilevato che, nel periodo 2014 -2020, non tutta la spesa del bilancio dell’UE dichiarata in relazione al clima era effettivamente pertinente all’azione in tale ambito. Per questo motivo, vengono formulate diverse raccomandazioni per collegare meglio la spesa dell’UE agli obiettivi climatici ed energetici perseguiti. Ad esempio, la Corte raccomanda alla Commissione di giustificare la pertinenza al clima dei finanziamenti agricoli”.

Nei programmi di spesa pubblica dell’UE, i principali settori dichiarati come connessi al clima sono agricoltura, infrastrutture e coesione; la Commissione assegna coefficienti alle varie componenti dei programmi a seconda del rispettivo contributo atteso all’azione per il clima. Secondo la Corte, la rendicontazione sulla spesa per il clima presenta punti deboli che la rendono generalmente inattendibile. L’attuale metodo di monitoraggio si basa su ipotesi: non valuta il contributo finale al conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE e non vi è alcun sistema per tenere sotto osservazione i risultati raggiunti al riguardo. I coefficienti non sono sempre realistici: in alcuni casi la spesa è considerata pertinente al clima, nonostante i progetti e i regimi sostenuti abbiano su quest’ultimo un impatto scarso o nullo (ad esempio, le infrastrutture nelle aree rurali). In altri casi, non si tiene conto dei potenziali effetti negativi (ad esempio, l’impatto nocivo delle emissioni di carbonio).

È nei finanziamenti agricoli che la spesa per il clima risulta particolarmente sovrastimata, di quasi 60 miliardi di euro, secondo la Corte. Stando ai dati comunicati dalla Commissione, il 26 % dei finanziamenti agricoli dell’UE riguardava il clima, ossia circa la metà delle spese totali dell’UE in questo ambito. Eppure, è dal 2010 che le emissioni di gas a effetto serra prodotte dall’agricoltura non diminuiscono. Analogamente, la Corte ritiene che la Commissione abbia sovrastimato il contributo fornito all’azione per il clima da altri finanziamenti per la coesione e le infrastrutture, quali per il trasporto ferroviario, l’energia elettrica e le biomasse. Applicando coefficienti più ragionevoli, la Corte calcola che la quota della spesa per il clima a valere sul bilancio dell’UE si aggiri più probabilmente intorno al 13 % (pari a circa 144 miliardi di euro), anziché al 20 % comunicato. La Corte segnala inoltre il rischio che gli importi pianificati o impegnati non siano spesi, il che potrebbe tradursi in un’ulteriore sovrastima della spesa per il clima.

La Corte ha inoltre esaminato i cambiamenti attesi nel monitoraggio della spesa per il clima dopo il 2020, per aiutare la Commissione a migliorare la futura rendicontazione in materia. La Corte nutre dubbi sull’affidabilità della rendicontazione sulla spesa relativa al clima per il periodo 2021 2027. Nonostante i miglioramenti proposti a livello dei metodi di rendicontazione, persistono in gran parte i problemi rilevati per il periodo 2014 2020. Lo strumento di finanziamento Next Generation EU, istituito nel 2020, contempla il principio fondamentale di “non arrecare un danno significativo”, ossia le attività economiche non devono costituire una minaccia per gli obiettivi ambientali o climatici. La Corte ha tuttavia rilevato che lo strumento pone ulteriori problemi a causa di collegamenti poco chiari tra pagamenti e obiettivi climatici.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea