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10 dicembre, a Monselice (PD) la consegna del premio Argav 2022 a “Uomini e donne della bonifica”. Un premio speciale al comune di Cavallino Treporti (VE).

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foto Consorzio di bonifica Acque Risorgive

Sabato 10 dicembre p.v. alle ore 10.30 i soci Argav si riuniranno in Assemblea nelle sale del ristorante Villa Contarini a Monselice (PD) per la consegna alle ore 12 del premio Argav destinato a persone che danno lustro alla nostra regione, grazie alla loro attività. Quest’anno, a ricevere il premio, decretato dal Direttivo Argav, saranno gli “Uomini e le donne della bonifica“, nella persona del presidente di Anbi Veneto Cazzaro, per il quotidiano, silenzioso e attento lavoro a servizio del territorio, ancor più prezioso in quest’anno straordinariamente siccitoso. Un premio speciale sarà consegnato al comune di Cavallino Treporti (VE), per l’azione di ospitalità come segno distintivo della valorizzazione del territorio e del patrimonio umano. Al termine della cerimonia di premiazione, seguirà il tradizionale pranzo di Natale. 

 

Trento. Agricoltura biologica e biodiversità nel territorio, i risultati del progetto Terra, Aria e Acqua.

biodiversità argav

Sono stati presentati lo scorso 25 novembre presso la sala Falconetto di Palazzo Geremia a Trento i primi risultati del progetto promosso dal Biodistretto di Trento con il supporto del Comune e la consulenza scientifica del MUSE dedicato alla realizzazione di un grande catalogo della biodiversità che insiste nel territorio agricolo del comune capoluogo.

Terra, Aria e Acqua. Sono questi i tre elementi attorno ai quali l’omonimo progetto ha concentrato i suoi sforzi: ricerca, azioni condivise a favore della biodiversità, analisi di dettaglio e a scala di paesaggio, attività di divulgazione e coinvolgimento dei cittadini. Approcci e proposte diverse, indirizzati però ad una visione comune, basata sulla tutela e valorizzazione partecipata del territorio, sulla sostenibilità e sul buon uso degli ambienti agricoli e urbani, con un’attenzione ai paesaggi che li caratterizzano e alla loro biodiversità. 

Interventi. Presentando la serata il presidente dell’Associazione Biodistretto di Trento Giuliano Micheletti si è soffermato sull’importanza del ruolo dell’agricoltura biologica in favore della comunità cittadina sottolineando il valore del contadino inteso come custode della terra. Il vicesindaco e assessore all’agricoltura del comune di Trento Roberto Stanchina ha insistito nell’inserire il ruolo dell’agricoltura biologica nel tema più generale della transizione ecologica confermando l’impegno dell’amministrazione comunale nel portare avanti questo progetto che punta alla crescita della biodiversità nell’ambito cittadino. Il tutto in coerenza con l’Ordine del giorno recentemente approvato dal Consiglio comunale per il sostegno al settore biologico. Massimo Bernardi, sostituto direttore Ufficio ricerca e collezioni museali del MUSE ha ribadito la disponibilità del museo nel proseguire un’esperienza che ha anche l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico angoli di natura e di biodiversità presenti nel sistema agricolo cittadino di inestimabile valore naturalistico e sociale. Numerosi sono anche gli attori coinvolti nel progetto: le aziende del Biodistretto di Trento (Azienda agricola Foradori, Cantina Aldeno, Cantina La-Vis, Cantina Moser Trento, Cantina Sociale di Trento, Cantine Ferrari, Cooperativa Samuele, Maso Cantanghel, Maso Martis e Società Frutticoltori Trento), l’amministrazione comunale, le Cooperative sociali Progetto 92 e La Sfera, la cittadinanza e, non ultimi, i ricercatori e le ricercatrici del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, affiancati da molti appassionati volontari che hanno contribuito alla raccolta di preziose informazioni.

300 cassette nido nelle aziende a favore di specie insettivore a rischio habitat. Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, le indagini condotte su paesaggi, avifauna e insetti impollinatori hanno permesso di approfondire le conoscenze sulla biodiversità delle aree agricole e verdi del territorio del Comune di Trento, individuando i fattori e gli elementi che influenzano la presenza delle specie al loro interno. I risultati ottenuti hanno quindi fornito spunti per la proposta e sperimentazione di specifiche misure di conservazione e buone pratiche. Tra queste, l’installazione di quasi 300 cassette nido all’interno delle aziende che hanno aderito al progetto a favore di importanti specie insettivore che nel recente passato hanno risentito della perdita di habitat e di opportuni siti di nidificazione legata ai cambiamenti nelle pratiche agricole. I dati raccolti nel corso del primo anno di monitoraggio fanno ben sperare: diverse coppie di codirossi comuni e cince si sono riprodotte nelle cassette nido, riuscendo a portare all’involo fino a 7 piccoli, mentre il ritorno di specie più rare come il torcicollo e l’upupa conferma la bontà dell’azione.

Altri approfondimenti sono stati dedicati ai suoli, grazie al supporto del pedologo Giacomo Sartori. Le analisi condotte hanno permesso di ricavare importanti informazioni per la caratterizzazione delle unità di paesaggio più rappresentative della città di Trento e dei suoi ambiti collinari e per la definizione di linee guida per una gestione sostenibile di questa preziosa risorsa. Un tema che proseguirà con specifiche ricerche relative alla biodiversità dei suoli, assieme a nuove indagini su altre forme di vita come le formiche, le farfalle e gli insetti impollinatori. Alle attività di ricerca si sono quindi affiancate quelle di divulgazione e di coinvolgimento della comunità e delle scuole, invitate a riscoprire la ricchezza di vita che popola gli ambienti urbani e a contribuire con le proprie osservazioni naturalistiche alla descrizione della biodiversità presente all’interno del Comune di Trento. I dati così raccolti hanno permesso di analizzare come le caratteristiche del paesaggio influenzino la frequentazione dei cittadini e la fornitura di particolari servizi ecosistemici, quali l’impollinazione e quelli di tipo culturale. La serata di è conclusa con la piena soddisfazione degli organizzatori e con la convinzione condivisa di proseguire in questa esperienza di scoperta e miglioramento del territorio agricolo e naturale. A tale proposito è stata anche individuata una nuova pista di lavoro tesa alla definizione di alcuni percorsi cittadini legati alla biodiversità e all’agricoltura da realizzare nei prossimi anni.

Fonte: Servizio stampa Progetto Terra, Aria, Acqua. 

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3 Dicembre 2022, alla Biblioteca La Vigna (VI) si parla di “Terapia verde”

Schermata 2022-12-01 alle 20.08.47 Sabato 3 dicembre alle ore 10.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza, in contra’ Porta S. Croce, 3, la presentazione del libro “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale” di Andrea Mati. Architetto e paesaggista, appartenente ad una storica famiglia di vivaisti, Mati si occupa da quarant’anni della realizzazione di giardini dalle specifiche funzioni terapeutiche, avvicinando la natura alle persone che soffrono, in stretta collaborazione con medici, psicologi, geriatri e psichiatri. Ingresso gratuito in presenza, fino ad esaurimento posti disponibili. Al centro la persona che “si prende cura del verde”. Proposto nell’ambito della collaborazione tra Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP) e Collegio dei Periti Agrari di Vicenza, l’incontro si inserisce nel ciclo LIBER&LECTIO della Biblioteca “La Vigna” e si rivolge a paesaggisti, tecnici, agronomi, architetti e a quanti siano interessati all’argomento. Saranno presenti il presidente della Biblioteca Remo Pedon, Il vicepresidente di AIAPP Sez. Triveneto Emilia Romagna Beppe Provasi, il presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca “La Vigna” Danilo Gasparini, la dott.ssa Chiara Ometto, psicologa-psicoterapeuta e l’autore del libro, Andrea Mati. “Gli effetti benefici della natura sulla salute dell’uomo sono riconosciuti da millenni, già i Romani parlavano di “Rus in urbe”, la campagna in città. Andrea Mati, con la filosofia del “verde terapeutico”, compie una vera e propria rivoluzione rispetto alla visione precedente perché pone al centro la persona che “si prende cura del verde”. Mi fa molto piacere che la presentazione del libro sia ospitata alla Biblioteca “La Vigna”, un’istituzione dedicata alle scienze agrarie che tra le sue collezioni vanta anche la presenza di testi, antichi e moderni, di botanica e progettazione di giardini. Quello della green therapy è sicuramente un filone che potremo sviluppare”, dichiara Pedon. “Giardini terapeutici”. “L’associazione dei Paesaggisti italiani, AIAPP, con il patrocinio del Collegio dei Periti Agrari, promuove con la Biblioteca “La Vigna” un incontro pubblico di grande interesse – precisa Provasi – sulle esperienze di realizzazione e gestione di spazi verdi dedicati alla terapia di particolari patologie: l’Alzheimer, la demenza senile, le sindromi dello spettro autistico, la sindrome di Down, il reinserimento delle persone con disagio psichico, il recupero dalle dipendenze. Saranno presentate le esperienze maturate in vari decenni di lavoro da Andrea Mati. Tutti i professionisti, gli operatori sanitari, gli operatori del verde, i progettisti, sono invitati per conoscere da vicino un ricchissimo patrimonio di esperienze terapeutiche scientificamente documentate, ed a trarne ispirazione per il loro lavoro e per il rapporto con il verde, anche per ispirare una nuova consapevolezza del valore del verde e del rapporto con la natura che si può creare nei “Giardini Terapeutici”. Verrà anche presentato in anteprima il progetto  di un nuovo Parco “Anima Mundi”,  dove sono previsti questi giardini terapeutici a Camisano Vicentino, promosso dalla dott.ssa Chiara Ometto. Il libro. Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale (Giunti Editore 2022). Lo psicologo James Hillman diceva che «il mondo è come un giardino» e «tutto quello che accade in un giardino è pieno di metafore sulla nostra vita psichica». Il ciclo di vita, il fiorire e l’appassire, la capacità delle piante di rigenerarsi hanno indubbiamente un grande valore simbolico. Ma il prendersi cura di una pianta può avere anche un effetto terapeutico, può essere un toccasana per molti tipi di fragilità umana. Curando il verde, una persona in difficoltà cura sé stessa, perché recupera quella dose di attenzione, fiducia in sé e progettualità che ha perso e che le è indispensabile per rifiorire nella vita. Su questo principio rivoluzionario, “il verde che salva le persone fragili”, Andrea Mati ha costruito il suo lavoro e la sua missione. Da quasi quarant’anni collabora con comunità per il recupero di tossicodipendenti – da San Patrignano alla Comunità Incontro di don Gelmini – e con centri di assistenza per disabili psichici, e ha accompagnato nel reinserimento sociale e lavorativo decine e decine di persone svantaggiate grazie a due cooperative nate su sua iniziativa e dedite alla progettazione e coltivazione di giardini. Questa decennale esperienza ha dato luogo a una ricerca sperimentale con un sodalizio di psicologi, geriatri e psichiatri volta a progettare giardini dalle specifiche funzioni terapeutiche, che si rivelano di grande aiuto nella cura della sindrome di Down, dell’autismo, delle depressioni, dell’Alzheimer e di tutte le dipendenze. La summa della filosofia di vita di Andrea Mati è raccontata attraverso quattro stagioni di piante e di persone che si salvano a vicenda, e che possono farci scoprire la poesia inedita del linguaggio della natura che accomuna uomini e vegetali. Ma soprattutto queste pagine ci svelano un nuovo rapporto con la bellezza del mondo che possiamo salvare nel nostro piccolo, a cominciare da ogni creatura nel metro quadro intorno a noi. Dove trovare libri su paesaggio e giardini a Vicenza. Aiapp Ter ha iniziato un’interessante collaborazione con la storica libreria Galla 1880 di Porta Castello a Vicenza. Oltre a curare la vendita di una selezione di libri interessanti per i temi trattati in questa e nelle prossime conferenze, Galla ha voluto allestire una vetrina sul tema del paesaggio e dei giardini, divenendo un punto di riferimento per i professionisti o gli appassionati del settore. Fonte: Biblioteca La Vigna

Verso Fieragricola Tech 2023. Rinnovabili, la sfida del fotovoltaico, opportunità per l’agricoltura senza spreco di suolo.

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La sfida è ambiziosa: arrivare ad almeno 52.000 MW di capacità fotovoltaica entro il 2030, con una crescita dell’82% fra il 2025 e il 2030. E il vantaggio non è solo di natura ambientale, visto l’obiettivo di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche di aumentare la resilienza degli agrosistemi ai cambiamenti e migliorare l’efficienza energetica. La strategia delle energie rinnovabili, a livello europeo inserita nei progetti «Green Deal» e «Fit for 55», richiede impegno, ma allo stesso è alla portata degli operatori, purché si semplifichino gli iter autorizzativi e procedurali. E anche l’agricoltura, attraverso veri e propri «sistemi» agrovoltaici, giocherà un ruolo nella diffusione dell’energia pulita, anche se ad oggi solo l’11,5% della potenza fotovoltaica installata in Italia (pari a 2.497 MW) è generata da 38.115 impianti installati nelle aziende agricole (il 4,07% del totale degli impianti). I numeri, forniti da Nicola Colonna del Dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali del Gruppo agrivoltaico sostenibile di Enea, sono stati illustrati nei giorni scorsi nel corso del webinar moderato da Giulio Meneghello (caporedattore di QualEnergia, partner dell’evento) sulle “Applicazioni fotovoltaiche per le imprese agricole italiane”, organizzato da Fieragricola Tech, manifestazione in programma a Veronafiere i prossimi 1 e 2 febbraio e dedicata, come ha ricordato Sara Quotti Tubi (event manager di Fieragricola), «ha tre focus specifici nell’ambito delle tecnologie: le energie rinnovabili in agricoltura, l’agricoltura digitale e la smart irrigation».

L’Italia, grazie alla dotazione finanziaria prevista dal Pnrr, può contare su un piano di risorse pari a 1,10 miliardi di euro per gli impianti agrovoltaici di medie e grandi dimensioni e su 1,5 miliardi di euro per la realizzazione del cosiddetto Parco agrisolare, così da incentivare l’installazione di pannelli ad energia solare sui tetti di edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. «Fra i benefici dell’agrovoltaico – ha riassunto Michela Demofonti, coordinatrice del gruppo di lavoro Agro-Fv di Italia Solare – vi è la possibilità dell’utilizzo simultaneo del territorio per l’agricoltura e per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico, che permette così di aumentare la resilienza dei terreni agricoli, diversificare le fonti di reddito e creare valore aggiunto alle aree rurali». Secondo i calcoli di Italia Solare, entro il 2030 sono necessari 41,4 GW di nuove installazioni fotovoltaiche e la nuova potenza, in particolare, richiederebbe circa 54.000 ettari di superficie, il 30% della quale potrebbe sfruttare i tetti. «Pertanto – ha reso noto Demofonti – la superficie agricola necessaria è di meno di 38.000 ettari, equivalente allo 0,23% della superficie agricola totale».

Per rispettare gli ambiziosi obiettivi europei è necessario, tuttavia, un cambio di marcia. Lo ha riferito Marino Berton di Esco Agroenergetica (Cia-Agricoltori Italiani): «Nel corso del primo semestre 2021 sono stati installati in Italia impianti fotovoltaici per 362 MW, mentre, a partire dal prossimo anno e per tutto il prossimo decennio, sarà necessario installare mediamente 2.500 MW ogni semestre, cioè quasi sette volte tanto», ha calcolato.  Sarà sicuramente utile, per Berton, «cogliere l’opportunità offerta dalla futura costituzione di numerose comunità energetiche, nelle quali gli agricoltori produttori di energia potranno partecipare, fornendo un contributo alla produzione di rinnovabili al servizio della comunità e ottenendo benefici economici. E a livello comunitario, l’Unione europea sta mettendo a punto una strategia per promuovere le Comunità energetiche rurali, che rappresentano una nuova opportunità». Fra impianti elevati da terra, interfilari, verticali, gli impianti agrovoltaici che adottino soluzioni integrative innovative «devono svilupparsi in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale, anche consentendo l’applicazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione – ha specificato Nicola Colonna di Enea –. Il decreto legge 77 del 31 maggio 2021 prevede infatti che l’accesso agli incentivi per gli impianti sia subordinato alla contestuale realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività delle aziende agricole interessate».

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

2 e 16 Dicembre 2022, in Saccisica due serate di approfondimento a carattere ambientale organizzate dal “Gruppo per l’Idrovia”. Tra i relatori, il socio Argav Renato Malaman, che parlerà dei “colli” ritrovati.

serate del 2 e 16 dicembre

Dopo le due iniziative organizzate a Ponte San Nicolò (PD) e Camponogara (VE), il “Gruppo per l’Idrovia” composto da Gigizip (Gruppo imprenditori zona industriale di Padova),  Legambiente con i circoli di Piove di Sacco, Albignasego, Selvazzano, Cia – Agricoltori di Venezia-, Rete Wigwam, Comitato spontaneo alluvionati di Montegrotto Terme, Associazione Intercomunale Brenta Sicuro -, invita a partecipare ad altri due appuntamenti in cui saranno presentate due pubblicazioni a carattere ambientale e che si terranno alle ore 20.30 (entrata gratuita fino ad esaurimento posti) il prossimo Dicembre nella sede direzionale di Banca Patavina (via Alessio Valerio, 79/80) a Piove di Sacco (PD).

Il 2 Dicembre, Gianfranco Bettin, attivista ambientale e saggista, ex deputato e prosindaco di Venezia, attualmente consigliere del comune lagunare, presenterà l’ultima sua opera letteraria “I tempi stanno cambiando”- clima, scienza, politica. Un agile libro, definito una “piccola guida ambientalista per umani consapevoli”, in cui Bettin dialoga con Marco Rabito, meteorologo e divulgatore scientifico di alto livello, sul docufilm prodotto dall’attore Leonardo Di Caprio “Before the flood” che parla dei cambiamenti climatici.

Il 16 Dicembre Antonio Mazzetti e Renato Malaman, co-autori insieme a Claudio Grandis e Toni Grossi, presenteranno il volume “I colli ritrovati”- gli Euganei a cinquant’anni dalla Legge che fermò le cave. Il libro ricorda quel che successe con la Legge che li salvò, mettendo al centro i colli con le loro straordinarie specificità ambientali e culturali. I due autori dialogheranno con Fabrizio Brancoli, direttore dei quotidiani veneti del gruppo Gedi Il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, la Nuova di Venezia e Mestre, il Corriere delle Alpi. A far da spunto per la discussione, le immagini, pressochè esclusive, degli anni ‘70 tratte da trasmissioni televisive. Antonio “Toni” Mazzetti è naturalista e profondo conoscitore ed amante dei Colli Euganei che costantemente presenta con visite guidate e consulenze. Di rilievo, oltre a “I colli ritrovati”, le altre sue opere “La flora dei Colli Euganei ed “I nomi della terra – Toponomastica dei Colli Euganei”. Renato Malaman è giornalista, socio Argav, specializzato in reportage ambientali, culturali e culinari che unisce in modo magistrale. Ha viaggiato in ben 122 paesi, ha, quindi, una eccezionale visione del mondo e dei nostri Colli Euganei.

Fonte: “Gruppo per l’Idrovia”

“Veneto in ciabatta”, il panino sostenibile 2023 targato Molino Cosma di San Martino di Lupari (PD)

Il Cosma Panino Green 2023_MOLINO COSMA“Veneto in ciabatta”, farcito con sopressa vicentina, radicchio di Treviso saltato e formaggio Asiago, è il panino risultato vincitore del concorso della prima edizione del Cosma Panino Green 2023: a decretarlo una giuria di esperti, tra cui il presidente Argav Fabrizio Stelluto, chiamata a scegliere tra i cinque panini finalisti nel corso di una originale iniziativa organizzato da Molino Cosma, storica azienda (1900) di San Martino di Lupari (PD) all’interno della sua Academy.

Veneto in ciabatta_Il Cosma Panino Green 2023_ Molino CosmaLo chef Mariola ha utilizzato per le sue creazioni le farine sostenibili tipo 1 e un ampio paniere di gustosi ingredienti naturali. “Veneto in ciabatta” verrà proposto dagli organizzatori del concorso per tutto il 2023 nei propri momenti di promozione quale “Primo Panino Sostenibile”. “Da sempre rispettosi dell’ambiente – dichiara Marta Cosma, direttore commerciale di Molino Cosma -, abbiamo deciso di investire sulle farine sostenibili e i suoi valori socio-ambientali, tracciando dal seme alla tavola la nostra produzione. Questa iniziativa si colloca perfettamente all’interno della nostra strategia per garantire al mercato una produzione naturale e soprattutto ecosostenibile”.

Il chi è di Molino Cosma. L’azienda ha una ventina di dipendenti ed un fatturato di 18milioni di euro. Produce ogni anno62 mila t di sfarinati e semilavorati,  ha una capacità produttiva di 200 t al giorno e una capacità di stoccaggio di 3mila t di frumento. Oltre a coprire integralmente il mercato italiano, l’azienda esporta in Germania, Portogallo, Polonia, Albania e Croazia.

Fonte: Servizio stampa Molino Cosma

25 Novembre 2022, corso di formazione giornalisti al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), tema i giornali di trincea

Schermata 2022-11-23 alle 22.49.30“Un patrimonio da scoprire: dopo Caporetto, i giornali di trincea strumento di riscossa nazionale” è il tema cui è dedicato il corso di formazione, accreditato dall’Ordine dei Giornalisti, proposto dal Sindacato Giornalisti del Veneto ed organizzato da Argav, per venerdì 25 Novembre prossimo (dalle ore 18.30),  al Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello a Piove di Sacco (in via Porto,8). L’incontro, che darà diritto a 2 crediti formativi tramite iscrizione sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it, approfondirà la conoscenza di quello che fu un fenomeno peculiare ed irripetuto di comunicazione tra propaganda, umanità vera e forma d’arte. 

Relatore sarà Fiorenzo Silvestri (nella foto sopra di Trevisotodayblog), esperto d’arte illustrativa, ricercatore ed uno dei maggiori collezionisti italiani di giornali di trincea; seguiranno i contributi di Beatrice De Paolis, Mario Squizzato e Angelo Cecchinato per l’esperienza del Cantiere Partecipativo della Comunità Locale Wigwam di Padova Est “Storie di memorie dei caduti della Grande Guerra”, nonché di  Valeria Balasso, corrispondente della Comunità Locale Wigwam dell’Alto Vicentino per l’esperienza realizzata dal Cantiere Partecipativo “I giovani d’oggi e la Grande Guerra di Mario Rigoni Stern”. Introdurrà e coordinerà la serata Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

La seconda parte della serata (dalle ore 20.30) sarà dedicata alla conviviale mensile, dove saranno ospiti e proporranno degustazioni: Andrea Dian per la Confraternita del risotto alla Saonarese; Alessandro Agostini per la gastronomia artigianale Agostini Elio di San Martino di Lupari ed Elisa Dilavanzo per  l’Azienda Vitivinicola Maeli di Baone. La partecipazione è gratuita ed aperta a tutti, previa comunicazione alla segreteria Argav (Mirka Cameran   e-mail:  argav@fastwebnet.it;   tel. cell.: 339 6184508). Il corso sui giornali di trincea sarà trasmesso in diretta anche sulla pagina FB @wigwamcircuit.  

Vino. L’Osservatorio Uiv/Vinitaly dà indicatori del settore in frenata, con -16% per i fatturati nel 2023

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Voci di costo lievitate e vendite in flessione, crollo della redditività, ansia da recessione. Per il vino italiano, reduce da anni di crescita importante sui mercati mondiali, il grande freddo è già arrivato, e si farà sentire per tutto il 2023. Lo dice l’indagine congiunturale dell’Osservatorio Uiv/Vinitaly, presentata nei giorni scorsi al wine2wine di Veronafiere, nel corso del convegno di filiera che ha aperto l’evento dedicato al vino.

Secondo lo studio, il surplus di costi registrato quest’anno dalle imprese italiane – 1,5 miliardi, l’83% in più, derivanti dai soli aumenti dei prezzi energetici e delle materie prime secche, come tappi, vetro e carta – complicherà i bilanci 2022 delle imprese. A partire dal Margine operativo lordo, previsto quest’anno al 10%, in discesa rispetto al 25% del 2021 e peggiore anche dell’annus horribilis 2020, quando l’indicatore di redditività riscontrato era al 17%. Ma la vera doccia fredda sarà nel 2023: in uno scenario recessivo il Mol andrà in caduta libera (4%), con un fatturato, a -16%, che in molti casi non riuscirà a coprire costi in decremento (-11%) ma comunque relativamente alti. In termini monetari, la riduzione del Mol attesa per l’anno prossimo è di circa 900 milioni di euro, attestandosi così a 530 milioni di euro contro il miliardo e 400 milioni del 2022 e i 3,4 miliardi del 2021. 

Relativamente al mercato, l’Osservatorio di Unione italiana vini e Vinitaly prevede per il 2022 una chiusura d’anno con vendite generali in calo dell’1% a volume (41,4 milioni di ettolitri), per un valore in aumento, grazie all’horeca e alla vendita diretta, del 6%, a 14,3 miliardi. Molto meglio l’estero sulla dinamica valoriale (+10% contro +1% del mercato italiano), mentre i volumi sono attesi stabili in Italia e in leggera contrazione sui mercati internazionali, in particolare Usa, Germania, ma anche Cina e ovviamente Russia. Il dato del valore – rileva l’analisi – non deve però trarre in inganno: l’incremento, del tutto inflattivo, del 7% sul prezzo medio non basta a coprire i costi, come dimostrato dalle richieste delle imprese alla distribuzione di aumentare i listini mediamente del 12%. 

Dichiarazioni. Luca Rigotti, coordinatore settore vino Alleanza delle Cooperative: “Il vino cooperativo si trova nelle stesse difficoltà in cui si trova l’intero settore: parliamo di costi ormai ingestibili, dall’energia alla logistica, e di difficoltà nel reperimento delle materie prime. Per la vendemmia 2021 riusciamo ad avere dei risultati soddisfacenti, ma per la prossima sarà impossibile non andare ad incidere sulla remunerazione dell’uva. Credo che ci sia un problema di aziende meno strutturate che dovranno per forza fare un percorso di accorpamento, di fusione o di ri-organizzazione: ci sono tante forme per diventare più competitive e in questo modo ridurre i costi. Sicuramente sarà un anno difficile, ci sono tanti problemi collegati ad uno scenario socio-economico-politico liquido, che dà insicurezza. Il mondo del vino deve fare squadra per far capire che siamo un’economia importante e che vogliamo un sistema vino maturo, che percorre la strada della sostenibilità”. Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi: “Il vulnus del nostro settore è il divario tra domanda e offerta. Produciamo troppo: non possiamo impiantare continuamente, prima di fare il vino bisogna pensare a chi, dove e come venderlo. Quello della qualità è un problema risolto da tempo grazie proprio al lavoro degli enologi e dei produttori che ci permettono di svolgerlo. Ora è giunto il momento di lavorare sul rapporto tra domanda e offerta, e solo poi possiamo dare valore attraverso il patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese. Come ci insegnano i francesi, non dobbiamo parlare delle uve ma del nostro territorio, quello nessuno lo può rubare. Dobbiamo dare importanza a ciò che è nostro”. Micaela Pallini, presidente di Federvini: “Le aziende si trovano a fronteggiare momenti molto difficili. Quando si parla di misure antiinflazione, quindi di lavorare sui tassi di interesse, per l’Italia del vino occorre considerare i nostri 3 mercati di riferimento – Stati Uniti, Germania e Regno Unito – che iniziano a mostrare segnali di difficoltà. Negli Stati Uniti in particolare nel 2023 i tassi dovrebbero crescere del 5-7% e potrebbero arrivare al 10%. Questo è un tema molto importante perché influirà sui consumatori americani. Il grande tema per il prossimo anno è quello di alcool e salute: l’health warning irlandese purtroppo è andato avanti, nonostante il parere contrario di tanti. Tra i temi prioritari, quello dei fondi promozionali della Pac e degli accordi di libero scambio”. 

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Influenza aviaria, nel 2021-2022 la più grande epidemia in Europa

integrazione-dati-epidemiologici-aviaria-2016-2017L’epidemia 2021–2022 di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) è la più grande finora mai osservata in Europa. A dirlo sono i dati contenuti nel report congiunto EFSA, ECDC e Laboratorio di referenza europeo (EURL) per l’influenza aviaria dell’IZSVe: 2.467 focolai nel pollame, 48 milioni di uccelli abbattuti negli stabilimenti colpiti, 187 rilevamenti negli uccelli in cattività e 3.573 eventi HPAI negli uccelli selvatici. Anche l’estensione geografica dell’epidemia è senza precedenti: dalle isole Svalbard al Portogallo meridionale e ad est fino all’Ucraina, colpendo 37 paesi europei.

Solo negli ultimi tre mesi, tra giugno e settembre 2022, è stato segnalato in Europa un numero mai registrato prima di casi di infezione da virus ad alta patogenicità (HPAI) di influenza aviaria in volatili selvatici e domestici. Come riporta il comunicato ufficiale di EFSA:“sono 788 casi di virus HPAI in 16 Paesi dell’UE/SEE e nel Regno Unito: 56, 22 e 710 rispettivamente nel pollame, nei volatili in cattività e in quelli selvatici. L’insolita persistenza negli uccelli selvatici si è protratta per tutta l’estate verificandosi in 15 Paesi europei. Il virus ha raggiunto le colonie di riproduzione di uccelli marini sulle coste atlantica settentrionale e del Mare del Nord, causando una massiccia mortalità, in particolare in Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.”Contestualmente è stato pubblicato anche il report congiunto sui test per il rilevamento delle infezioni da virus dell’influenza zoonotica negli esseri umani e sulle misure di sicurezza sul lavoro per i lavoratori esposti. Il documento mira a fornire una guida su come identificare tempestivamente le infezioni umane trasmesse da virus influenzali animali, al fine di fornire un’allerta rapida e implementare le necessarie misure di prevenzione e controllo. Illustra inoltre gli obblighi dei datori di lavoro per la protezione dei lavoratori dall’infezione o in caso di focolai.

Rischio basso per l’uomo. “Nonostante la situazione eccezionale che si è verificata in Europa, al momento il rischio di spillover di un virus influenzale aviario dagli animali all’uomo è basso – dichiara Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza europeo per l’influenza aviaria presso l’IZSVe – “ma la situazione necessita di essere costantemente monitorata perché il virus è molto diffuso e può evolvere in senso negativo in ogni momento”. Infatti i virus zoonotici dell’influenza animale, principalmente aviaria e suina, possono trasmettersi dagli animali all’uomo e causare epidemie o addirittura pandemie, come è già successo in passato. Le persone più esposte ad eventi di spillover sono quelli in prima linea nei focolai: gli allevatori di specie sensibili ai virus influenzali, il personale negli zoo e nei macelli, nei laboratori, nelle strutture sanitarie e gli addetti alla gestione dei rifiuti zootecnici o alla conservazione della fauna selvatica.

Fonte: IZSVe

Agricoltura urbana e periurbana a Vicenza, seminario sabato 19 Novembre alla Biblioteca La Vigna. Tra i partecipanti all’iniziativa, il consigliere Argav Alessandro Bedin.

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Sabato 19 Novembre alle ore 15.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” il seminario “Agricoltura urbana e periurbana a Vicenza”, organizzato nell’ambito del corso di Geografia del Paesaggio, parte del Laboratorio Città e Territorio del corso di laurea triennale in Architettura dell’Università IUAV di Venezia. L’incontro è coordinato dalla prof.ssa Viviana Ferrario, titolare del corso ed esperta di paesaggi agrari, e dell’arch. Raffaella Lioce, IUAV Venezia | CDA Bibl. Int. “La Vigna”, con la collaborazione di Eugenia Spinelli e Leonardo Rossi, assistenti del corso.

Il corso di Geografia del Paesaggio ha l’obiettivo di formare gli studenti sui concetti di base della geografia, nello specifico quelli di territorio e di paesaggio. Quest’ultimo è osservato come oggetto di studio e, al contempo, utilizzato come strumento d’indagine al fine di produrre strategie per il territorio, in particolare agricolo. L’area di studio scelta quest’anno è proprio la città di Vicenza sulla quale è stata avviata un’esercitazione che punta a comporre un’analisi complessiva del paesaggio agrario urbano e periurbano, che possa essere interrogata e utilizzata per la produzione di strategie e progetti per il territorio. Al mattino, gli studenti saranno accompagnati a visitare le aree di studio dai rappresentanti delle associazioni Laboratorio spazi rurali e boschi urbani e Comunità Vicentina per l’Agroecologia Davide Primucci, Pierangelo Miola e Alessandro Bedin, anche consigliere Argav. L’incontro pomeridiano, coordinato dalla prof.ssa Ferrario e con la presenza di alcuni esperti e rappresentanti di progetti e realtà del settore, avrà lo scopo di raccontare i progetti attivi sul territorio e di creare un dialogo tra volontari e studenti.  L’appuntamento viene proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024.

Interventi.  Pierangelo Miola (Lab. spazi rurali e boschi urbani), Il bosco, il campo, le acque. Dalla segregazione al connubio. Filippo Fortuna (Lab. spazi rurali e boschi urbani | Comunità Vicentina per l’Agroecologia), I capisaldi del verde periurbano di Vicenza. Davide Primucci (Lab. spazi rurali e boschi urbani | Comunità Vicentina per l’Agroecologia), Strategia di valorizzazione territoriale attraverso il Parco Agricolo di Carpaneda. L’incontro è aperto al pubblico, entrata libera fino ad esaurimento posti disponibili.

Fonte: Biblioteca La Vigna