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Trento, Festival dell’Economia, Fondazione Edmund Mach invita alla partecipazione di alcuni incontri sul futuro di agricoltura, ambiente e alimentazione

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Sino al 5 giugno si svolge a Trento il Festival dell’Economia. Il tema scelto per l’edizione 2022 – “Dopo la pandemia  – tra ordine e disordine” – stimolerà il dibattito tra le menti più brillanti del mondo scientifico, gli opinion leader di riferimento e importanti esperti delle più diverse discipline per analizzare com’è cambiato il mondo (e come cambierà) dopo la pandemia e la guerra in Ucraina. La Fondazione Edmund Mach invita il pubblico a partecipare a tre eventi con relatori di prestigio su tematiche che vanno dalla biodiversità all’idrogeno, passando per le agro-tecnologie d’avanguardia. L’ingresso in presenza a tutti gli eventi del Festival è gratuito, fino ad esaurimento posti, non è prevista la prenotazione.

Venerdì 3 giugno 2022 – h 15-16 La grande sfida dell’idrogeno verde: il ruolo di agricoltura e foreste, Dipartimento di Economia – Sala Conferenze Via Vigilio Inama, 5 – Trento con: prof. Franco Cotana, Università di Perugia, membro del Comitato Tecnico-Scientifico FEM e fondatore del CRB, Centro di Ricerca sulle Biomasse, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio presso l’Università di Perugia, centro di riferimento Italiano per la ricerca sui biocarburanti e le biomasse ad uso energetico; dr. Gabriella De Stradis, dirigente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali; prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach. Modera Jacopo Giliberto, Il Sole 24 ORE

Venerdì 3 Giugno – 18:00 – 19:00 Agritech: come cambia l’agricoltura. Che cosa ci aspetta in un futuro (molto) prossimo? Fondazione Caritro – Via Calepina 1, Trento con prof. Matteo Lorito, Rettore Università degli Studi Federico II di Napoli; on. Filippo Gallinella – presidente della XII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach. Modra Giorgio Dell’Orefice, Il Sole 24 ORE

Sabato 4 giugno –  18.15 – 19.15 Dipartimento di Economia – Sala Conferenze, Via Vigilio Inama, 5 – Trento Agricoltura sostenibile, high tech e biotecnologie con: Anna Gatti, direttore Lift Lab Scuola di direzione aziendale Università Bocconi di Milano; Lorenza Alexandra Lorenzetti, ALTIS – Università Cattolica del Sacro Cuore;  Bruno Mezzetti, Università Politecnica delle Marche; Mario Pezzotti, professore di Genetica Agraria Università di Verona, direttore Scientifico Centro Ricerca ed Innovazione Fondazione Edmund Mach

Domenica 5 Giugno – 16:00 – 17:00 La biodiversità fra ordine e disordine Dipartimento di Economia – Sala Conferenze, Via Vigilio Inama, 5 – Trento con: prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach; prof. Michele Morgante, Università di Udine e Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata; prof. Danilo Porro, membro della Delegazione Nazionale nel Comitato di Programma di Horizon Europe 2021-2027, direttore Institute of Molecular Bioimaging and Physiology del CNR Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze Università Milano Bicocca. Modera Alessia Maccaferri, Il Sole 24 ORE. Ulteriori informazione: www.festivaleconomia.it 

Fonte: Servizio stampa FE

1000 bottiglie di vino a sostegno della Biblioteca “La Vigna”

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Per due anni hanno vendemmiato con uno scopo benefico: sostenere la Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Sono i ragazzi del Rotaract Club Vicenza, un gruppo che riunisce giovani vicentini disponibili a mettere in pratica le proprie capacità a sostegno del territorio.

Tutto ebbe inizio nel 2020, quando venti giovani diedero origine ad un’originale iniziativa, la RotarHarvest, la prima vendemmia che promuove l’enologia vicentina, mirando a scopi benefici. “Con Rotarharvest produciamo con le nostre mani qualcosa di buono, che sapesse di convivialità e potesse contribuire a fare del bene” spiega il presidente Nicola Moro. Grazie alla collaborazione dell’azienda agricola Ca’ Duso di Costabissara, i ragazzi del Rotaract hanno creato un’edizione limitata dei vini Tai rosso (vendemmia 2020) e Pinot Grigio (vendemmia 2021) con il desiderio di devolvere il ricavato della vendita delle bottiglie alla Biblioteca “La Vigna” in un cerchio virtuoso che aiuti a coltivare la cultura.

I frutti di questa iniziativa verranno utilizzati per valorizzare al meglio gli spazi e le raccolte della Biblioteca “La Vigna”. “E’ un aiuto molto importante per la Biblioteca, un’istituzione che si configura come un unicum a livello mondiale per le raccolte librarie inerenti la viticultura e l’enologia, dichiarata nel 2020 di eccezionale interesse culturale dal Ministero per i beni e le Attività Culturali” spiega il presidente della Biblioteca Remo Pedon. Venerdì 27 maggio scorso,  il Presidente del Rotaract Nicola Moro ha consegnato il service al presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna” Remo Pedon.  Durante l’evento si è svolta una conferenza con la partecipazione di Danilo Gasparini, presidente Consiglio Scientifico della Biblioteca “La Vigna”, che ha relazionato sui prodotti tipici vicentini, Nazareno Vicenzi, enologo responsabile area tecnica del Consorzio Pinot Grigio delle Venezie DOC che ha parlato del Pinot Grigio, Domenico Pedicelli, enologo consulente che ha trattato del Tai Rosso, Giacomo Crotta, presidente Slow Food Vicenza con un intervento su Slow Food e il vino. L’appuntamento è stato proposto come Living Lab del progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Fonte: Biblioteca La Vigna

4 giugno 2022, le Terme Euganee scelgono il loro “aperitivo”, in giuria anche il presidente Argav Fabrizio Stelluto

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Sabato 4 giugno, a Villa Bassi ad Abano Terme, con inizio alle ore 17.30, si terrà l’evento “Aperitivo delle Terme Euganee”, organizzato da Ascom Confcommercio di Abano Terme in collaborazione con il comune di Abano Terme, Venice Promex Camera di Commercio di Padova e Ogd Thermae Abano Montegrotto.

La scelta è tra tre aperitivi. L’idea di realizzare un aperitivo delle Terme Euganee nasce circa due anni fa, in piena pandemia, da Ascom di Abano Terme. Un primo coinvolgimento dei barman dell’Associazione ABI Professional,  dei Maître locali dell’Associazione A.M.I.R.A. e dell’Associazione Cuochi Terme Euganee e Padova, ha permesso di individuare gli ingredienti base, messi a disposizione da Consorzio Vini Doc dei Colli Euganei, distilleria Luxardo di Torreglia, azienda Agricola Scarpon di Arquà Petrarca e il ristorante La Montanella di Arquà Petrarca. Con tali ingredienti sono stati elaborati numerosi prototipi presi in esame dagli esperti dell’Associazione Barman Professional e da tecnici valutatori che hanno infine decretato, a pari merito, la  nomina di tre aperitivi che saranno giudicati nell’evento di sabato 4 giugno. Sarà poi un contest sui social network Instagram e Facebook a individuare il nome dell’aperitivo. L’intenzione è quella di fornire agli ospiti di Abano e delle Terme Euganee un aperitivo locale, quindi anche secondo una chiave di tipicità che possa invogliare il turista e non solo: un prodotto nuovo, di qualità e che possa ben sposarsi con le tipicità di degustazione del territorio. Quindi un aperitivo che sia veicolo di promozione territoriale e di coinvolgimento di operatori, istituzioni e altre realtà (foto in alto Consorzio Terme Euganee).

La giuria sarà composta da un rappresentante del comune di Abano Terme, un rappresentante Ascom Confcommercio, un rappresentante dell’Associazione Barman Italiani Professional, un rappresentante dell’Associazione Maître Italiani Ristoranti Alberghi, il presidente dell’Associazione Giornalisti Agroalimentari del Veneto (ARGAV) Fabrizio Stelluto, la giornalista americana Sharla Ault, che scrive per Condè Nast, specializzata in interviste dal mondo mixology, ovvero l’arte del bere miscelato.

Alberi non nativi, il punto alla FEM con esperti internazionali

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Le specie arboree non native sono state introdotte nell’area alpina per scopi ornamentali perché si adattano meglio agli ambienti cittadini e risultano più resistenti ai cambiamenti climatici. Possono però causare problemi ecologici perché alcune di loro, se sfuggono agli ambienti urbani, possono diventare selvatiche e quindi competere e sovrastare le specie autoctone, trasformando significativamente gli equilibri degli ecosistemi. Ne deriva che questi alberi esotici vanno, quindi, attentamente studiati e monitorati singolarmente per creare adeguati piani di azione e gestione. Il progetto europeo ALPTREES, che ha visto nei giorni scorsi l’incontro conclusivo alla Fondazione Edmund Mach, promuove la conoscenza degli alberi non nativi finalizzata ad una strategia transnazionale europea per una loro gestione sostenibile (in inglese “Non Native Trees” NNT) indagando benefici e potenziali rischi.

Il progetto è coordinato dall’Istituto di ricerca forestale, rischi naturali e paesaggio di Vienna. Accanto ai partner istituzionali francesi, tedeschi, austriaci e sloveni, l’Italia è rappresentata dal Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, che coordina il WorkpackagePolicy implementation, stakeholder engagement & capacity building” del progetto, dal Comune di Trento e dal Consorzio Langhe Monferrato e Roero. Con il ruolo di “osservatore” è presente il Servizio foreste della Provincia autonoma di Trento. Nello Spazio Alpino Europeo, che comprende le regioni dei paesi europei che si affacciano sulle Alpi, sono presenti circa 150 specie arboree autoctone e oltre 500 specie non autoctone. La maggior parte di queste ultime sono esclusivamente per ornamento e quindi per scopi urbani. Ad esempio, la robinia, l’ailanto, l’acero americano, il ciliegio tardivo, l’abete di Douglas, il pioppo ibrido e l’olmo siberiano sono solo alcune delle circa 100 specie di alberi non nativi presenti in Italia.

Ma quali sono i vantaggi e i rischi che possono causare queste specie esotiche? I vantaggi includono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, il contributo alla bioeconomia, le infrastrutture verdi urbane e periurbane più resilienti e la riduzione dei rischi di eventi naturali distruttivi. Tuttavia, l’albero non nativo può, in determinati casi, diventare invasivo e quindi può comportare rischi per la biodiversità autoctona e il funzionamento dell’ecosistema.  Nel corso dell’evento sono presentati i principali risultati delle attività di ricerca, che includono anche un docufilm divulgativo di 50 minuti sul progetto, realizzato nel 2021 in 5 paesi (Italia, Francia, Germania, Austria e Slovenia) e 14 location con la collaborazione di 21 istituzioni italiane ed europee.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Edmund Mach

Sabato 28 maggio, i soci Argav visitano la “Casa delle api” e l’Oasi Lipu a Gaggio di Marcon (VE)

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Oggi, sabato 28 maggio, i soci Argav visitano la “Casa delle api”, a Gaggio di Marcon (VE). Si tratta della prima struttura pubblica nel Veneto realizzata per far conoscere un insetto fondamentale per la nostra catena vitale. Per rispettare i bioritmi delle api, l’appuntamento è alle ore 9.00 in piazza della Chiesa, a Gaggio di Marcon, da dove ci muoveremo per la vicina Oasi Lipu (lega italia protezione uccelli), diventato un importante biotopo sulle rotte dei migratori e che visiteremo. Consigliato portare un binocolo con sé per meglio vivere l’esperienza del birdwatching nella stagione delle cove.

Museo etnografico delle Dolomiti, una meravigliosa scoperta, a partire dal Giardino delle rose “narranti”, che domenica 29 maggio sarà in festa!

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(di Marina Meneguzzi, consigliera Argav) A Seravella di Cesiomaggiore, paesino tra Belluno e Feltre, c’è una realtà museale che i soci Argav hanno avuto la possibilità di conoscere sabato 21 maggio scorso e di cui raccomandiamo vivamente la visita. Si tratta del Museo Etnografico delle Dolomiti, struttura di riferimento della rete dei musei della Provincia di Belluno, diretta da Cristina Busatta. E’ davvero uno scrigno di tesori della cultura popolare bellunese, con reperti ben esposti, anche con effetti multimediali, nei tre piani dell’edificio, un tempo villa di campagna del conte Alteniero Avogadro degli Azzonia.

Interno museo etnografico Dolomiti

Un’esposizione sorprendente. Parte della ricca collezione è esposta in mostre temporanee nell’annesso rustico, ma la gran parte è allestita in modo permanente in 18 sezione tematiche, i cui contenuti sono arricchiti da interviste raccolte da Daniela Perco, ideatrice ed ex conservatrice del museo: dalle consuetudini alimentari dell’area, dall’emigrazione obbligata per sbarcare il lunario – magnifica la sezione dedicata alle balie da latte, tra cui anche quelle di personaggi noti come il regista Luchino Visconti e casa Savoia –, esperienza dolorose che comunque ha avuto il merito di allargare gli orizzonti della gente del luogo; ed ancora, la sezione dagli attrezzi per cercare di alleviare la fatica di muoversi e lavorare in pendenza,  a quella dedicate alle fiabe, leggende, canti e musiche, alla sezione a tema animali selvatici e domestici (incredibile sentire i tanti e diversi modi con cui le donne chiamavano a sé il pollame) e saperi vegetali.

Daniela Perco Museo Etnografico Dolomiti

Esperienza sensoriale. Altra importante sezione della mostra, in continuo divenire ed in continuo fiorire tra metà maggio a metà giugno, è i Giardino pensile delle rose antiche che si sviluppa intorno al museo circondato da un muro, con un piccolo berceau da cui si spazia con lo sguardo sulla Val Belluna e sulle montagne dolomitiche che la incorniciano. E’ un luogo speciale in cui si possono ammirare oltre 300 rosai, tra cui primeggiano numerose varietà di rose antiche, raccolti a partire dal 1997 nel territorio della provincia di Belluno. Nato da una proposta di Daniela Perco (nella foto in alto), il giardino ha trovato concreta realizzazione attraverso un lavoro certosino di riproduzione, per talea o margotta, di varietà di rose antiche presenti nelle case contadine, nelle ville, nelle canoniche della provincia, grazie anche all’instancabile impegno di Alida Dal Farra, dipendente provinciale nonché appassionata di rose e Renato dal Cin, volontario del Gruppo Folklorico di Cesiomaggiore, associazione la cui collezione di oggetti è divenuta corpus essenziale dell’allestimento museale e che contribuisce attivamente alla manutenzione del giardino, insieme al sostegno tecnico di un’azienda privata locale. Il restauro delle strutture murarie è opera della Comunità Montana Feltrina, con il prezioso apporto dell’Amministrazione Provinciale di Belluno.

Feste delle rose. Nessuno dei rosai presenti è stato comprato: alcuni erano già presenti nella villa, altri provengono da diverse località del Bellunese, altri ancora sono legati a vicende di emigrazione. Tutti celano una storia legati agli abitanti del luogo. Per valorizzare il giardino, vengono organizzate periodicamente delle iniziative, come i corsi di disegno botanico sulle rose antiche, conferenze ed altri eventi. Tra questi, la Festa della rose, in programma domenica 29 maggio, con visite guidate e attività per bambini e adulti (per ulteriori informazioni, potete contattare il numero di telefono 0437/959162, o consultare il sito Internet del Museo). Da non perdere!

26-29 maggio 2022, a San Donà di Piave (VE) prende il via TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica, quattro giorni dedicati al rapporto tra uomo, acqua, ambiente e sostenibilità

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ANBI Veneto con i suoi Consorzi di Bonifica e Università degli Studi di Padova inaugurano giovedì 26 maggio 2022, dalle 9.00, in piazza Indipendenza a San Donà di Piave (VE) TerrEvolute 100 – Festival della Bonifica. L’iniziativa si protrarrà fino a domenica 29 maggio, con incontri, convegni, spettacoli, concerti, visite guidate e mostre dedicati al rapporto tra uomo, acqua e territorio. Curatrice e coordinatrice scientifica della manifestazione è Elisabetta Novello, docente di storia economica dell’Università di Padova; direttore artistico è l’attore Andrea Pennacchi.

A 100 anni dal congresso che ha posto le basi della bonifica moderna, il sistema dei Consorzi è chiamato a far fronte alle nuovo sfide dei mutamenti climatici. Con Terrevolute si celebra il Centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete, che proprio a San Donà di Piave, nel marzo del 1922, pose le basi della Bonifica moderna, definita “integrale” perché unisce aspetti di sicurezza idraulica alla gestione della risorsa ad uso irriguo, pratiche bonificatorie che fino agli inizi del ‘900 erano considerate e attuate separatamente. “Oggi come 100 anni fa il Veneto si propone come laboratorio per un nuovo approccio alla gestione del territorio attraverso la gestione dei corsi d’acqua e della risorsa – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro –. Ieri le attenzioni si concentravano sulle esigenze vitali dell’uomo, come la necessità di abitare e lavorare in terre salubri e coltivabili. Oggi, a questo obiettivo fondamentale, si affianca la necessità di preservare l’equilibrio tra attività umane e natura, nel segno di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Con TerrEvolute e le celebrazioni per il Centenario del Congresso del 1922, i Consorzi di Bonifica mettono le basi per un nuovo approccio alla gestione del suolo che guarda avanti di 100 anni.

Aspetto principale del Festival è la componente convegnistica, con confronti tra rappresentanti istituzionali, docenti universitari, rappresentanti delle attività produttive e ovviamente dei consorzi di bonifica. Ad iniziare sarà la tavola rotonda (giovedì 26 maggio, ore 10.00) “Il futuro delle nostre terre” che vedrà il direttore generale di ANBI Massimo Gargano dialogare con Gianpaolo Vallardi, presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Roberta Toffanin, vicepresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Marina Colaizzi, segretaria generale Autorità di Bacino Distrettuale Alpi Orientali e i rappresentanti di Coldiretti (Andrea Colla, presidente Coldiretti Venezia); Gianmichele Passarini (presidente CIA Veneto) e Paolo Ferrarese (vicepresidente Confagricoltura Veneto), coordinati dal giornalista Beppe Gioia. Ad aprire la mattinata inaugurale (ore 9.00) saranno l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, il sindaco di San Donà Andrea Cereser, il presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (che ospita il Festival) Giorgio Piazza, il presente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro e il Prorettore dell’Università di Padova Paolo Sambo, oltre al dg di ANBI Massimo Gargano. Inaugurazione e simposi del 26 e del 27 saranno trasmessi in diretta streaming su www.facebook.com/AnbiVeneto

Momento principale del Festival è il grande simposio che si articolerà tra giovedì e venerdì in piazza Indipendenza dal titolo “Consorzi di bonifica e sviluppo sostenibile. Itinerari e azioni per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030” e che vedrà il coinvolgimento di rappresentanti di istituzioni e diversi docenti di Università di tutta Italia. Si parlerà di sostenibilità e gestione del territorio declinando le sessioni sulla base dei goal dell’Agenda 2030. Sabato 28 maggio, sempre in piazza Indipendenza, si terranno i workshop “Le acque rigenerano la città: Sicurezza idraulica e qualità della vita” (con rappresentanti di enti di ricerca, mondo della bonifica, associazioni di categoria, ore 10:00-12:30). A completare la sezione convegnistica sarà un fitto programma di presentazioni di libri che avranno luogo presso il Caffè Letterario e la Corte Leonardo da Vinci. “TerrEvolute | Festival della bonifica è arrivato alla sua quinta edizione, che coincide con il centenario del Convegno dedicato alla bonifica che si tenne nel marzo 1922 a San Donà di Piave, durante il quale venne fermamente ribadita la necessità di coordinare la finalità economica delle opere con quella sociale, vale a dire miglioramento delle condizioni di vita e dei rapporti di lavoro –  spiega la curatrice del Festival Elisabetta NovelloNegli anni successivi la bonifica si arricchì di nuovi valori e responsabilità come quelli legati alla ‘bonifica ambientale’, nei primi anni Novanta, promuovendo una serie di interventi a favore del rispetto per l’ambiente. Oggi siamo all’inizio di una nuova fase, quella della “bonifica per la sostenibilità” e di questo si occuperà il Simposio. Un importante momento di confronto fra mondo accademico (23 dipartimenti di 15 diverse Università italiane), politico e mondo della bonifica.” “Mai come in questo periodo storico è fondamentale focalizzare l’attenzione sull’ambiente e il rispetto delle risorse naturali e, quindi, anche sull’acqua e sulla sua gestione – spiega Paolo Sambo, prorettore alle Politiche per le sedi decentrate dell’Università di Padova –. Ed è utile affrontare la tematica con approccio olistico che consideri non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli sociali ed economici, come fa una manifestazione che prende spunto dal passato per guardare al futuro in un’ottica di sostenibilità, guidata dagli obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati dall’ONU. Il legame fra le due ricorrenze, il centenario del Congresso Regionale delle Bonifiche Venete e gli ottocento anni dell’Università di Padova, si concretizza in una manifestazione che dimostra, ancora una volta, come ateneo e territorio non solo possono, ma devono, interagire e collaborare per l’avanzamento della conoscenza e della società. Il coinvolgimento di enti territoriali, amministratori locali e ricercatori, in eventi offerti a pubblici diversi rappresenta un chiaro esempio di come l’Università di Padova declini il concetto di terza missione per e sul territorio”.

Spettacoli. Mercoledì 25 maggio si terrà la proiezione del film Welcome Venice, seguirà tavola rotonda con regista (Andrea Segre) e attori del film intervistati dai ragazzi del Giffoni Film Festival sul tema della conservazione degli ecosistemi fragili e delle tradizioni culturali ed economiche ad essi legate. Saranno presenti rappresentanti di Legambiente, Marevivo e del mondo del turismo. Evento speciale, mercoledì 25, dopo il film Welcome Venice, sarà “Idrovore Tricolore” con la proiezione, in diretta, sullo schermo di piazza Indipendenza, delle idrovore disseminate nel territorio nazionale illuminate con le luci della bandiera italiana. Giovedì 26 maggio, la compagnia di danza RBR Dance Company presenterà Boomerang – gli illusionisti della danza. Un viaggio onirico che inizia con la comparsa della vita sulla terra, la nascita dell’uomo e che si sviluppa poi in tre ambienti diversi ma tra loro collegati dalla presenza, diretta o indiretta, del genere umano. Venerdì 27 maggioValerio Aprea legge Maccox”, protagonista della trasmissione tv Propaganda, in uno spettacolo sui mutamenti climatici. Sabato 28 maggio sarà il turno del duo comico Ale e Franz con uno spettacolo su uomo e ambiente. Infine domenica 29, si terrà lo spettacolo di chiusura che ripercorre alcuni momenti della vita di Silvio Trentin, tra i principali protagonisti del Congresso di San Donà del 1922, in un monologo di Andrea Pennacchi.

Il Festival è patrocinato da Ministero della Transizione Ecologica, Ministero dell’Agricoltura, Regione del Veneto – che l’ha inserito nel calendario dei Grandi Eventi -, ANCI Veneto, Comune di San Donà di Piave, Conferenza sindaci delle Venezia Orientale, Coldiretti, Cia e Confagricoltura. Programma e info su www.festivalbonifica.it. Anche quest’anno il Festival si avvale del sostegno di Crédit Agricole-FriulAdria nel quadro della collaborazione strategica con ANBI Veneto finalizzata a promuovere la green economy. La banca, infatti, ha legato il proprio nome allo studio di ANBI Veneto sul sistema delle risorgive (in fase di completamento) e al Contamination Lab, il laboratorio di idee innovative organizzato dall’Università di Padova da cui ha preso forma il progetto Irribanc per l’efficientamento dell’acqua in agricoltura.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

27 maggio 2022: dedicato alle epidemie del nostro tempo il focus del corso di formazione giornalisti organizzato da Argav in collaborazione con il Sindacato Giornalisti Veneto e l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie

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Venerdì 27 maggio p.v. alle ore 18.30 si terrà la serata mensile di approfondimento al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Saranno ospiti gli esperti dell’Istituto Zooprofilatico Sperimentale delle Venezie, un centro di riferimento a livello internazionale per affrontare un tema di grande attualità, le epidemie del nostro tempo.

Programma. Dopo i saluti, gli interventi previsti sono: Isabella Monne, veterinaria, “L’evoluzione di Sars-cov-2: infinite possibilità?”, Calogero Terregino, veterinario, “Epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità in Italia”, Francesca Scolamacchia, veterinaria, “Peste suina africana: programmare la sorveglianza per gestire l’emergenza”. Vista la recente presenza della malattia anche in italia, non mancherà un “focus” sul vaiolo delle scimmie. Il corso è accreditato dall’ordine dei giornalisti, chi fosse interessato ad avere riconosciuti i crediti, deve iscriversi attraverso la piattaforma http://www.formazionegiornalisti.it, nella tipologia di ricerca organizzatore ente terzo formatore (Sindacato Giornalisti Veneto).

A seguire. Ore 20.30, avremo ospite Marco Bellavere, imprenditore s.p.a. – società prodotti alimentari, per presentare la nuova linea del Leon (2 tipi di biscotti, vino rosso, 7 tipi di birra, 5 tipi di spalmabili, grappa barricata).

Ciliegie, pronti alla raccolta con piante cariche di frutti 

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Si respira aria di ottimismo tra i frutticoltori veronesi per la raccolta delle ciliegie, che prenderà il via, dalla pianura alla collina, in questi giorni. Le piante, infatti, sono cariche di frutti come da anni non si vedeva, premessa per una produzione abbondante, che tutti si augurano possa ripagare delle forti perdite causate dalle gelate dello scorso anno. “Tiriamo un sospiro di sollievo, perché quest’anno il gelo non ci ha colpito – sottolinea Francesca Aldegheri, presidente del settore frutta di Confagricoltura Verona -. Il freddo, tra marzo e aprile, ha solo rallentato un po’ il processo di fioritura, e pure la siccità ha causato qualche problema e perciò inizieremo la raccolta in ritardo di qualche giorno rispetto alla tabella di marcia. Però l’assenza di gelate ha favorito la fioritura e la crescita dei frutti, con una produzione abbondante anche grazie al fatto che l’anno scorso le piante, a causa delle forti perdite, sono state praticamente a riposo. Partiamo, quindi, con ottime prospettive, anche se bisogna stare attenti alla gestione della pianta perché il mercato oggi chiede frutti di 28-30 millimetri di calibro e le ciliegie piccole non valgono niente. Attenzione anche alle concimazioni e al fabbisogno di acqua, per non mandare in stress idrico le piante. Infine, occorrerà monitorare i soliti nemici: cimice asiatica e drosophila. La cimice sta già cominciando a uscire e va combattuta per tempo, con le armi che abbiamo a disposizione, perché non si diffonda e faccia strage di frutti”.

Anche dal punto di vista del mercato i presupposti sono ottimi. “La Spagna, che in questo periodo ci invade solitamente con la sua produzione, in aprile è stata colpita da una forte ondata di maltempo, che ha causato danni a parecchie produzioni, dalle drupacee agli ortaggi – spiega Aldegheri -. La Puglia ha già iniziato a vendere il suo prodotto, ma finirà prima di noi, che in collina andremo avanti con la raccolta fino ai primi di luglio. Abbiamo parecchie varietà che ci consentono maturazioni differenziate nel tempo: Ferrovia, Regina, Kordia, Durone, Mora, Carmen e vari cloni del gruppo Sweet. Si cerca di diversificare anche per non trovarci con la raccolta concentrata in poche settimane, che ci metterebbe in difficoltà anche per quanto riguarda la manodopera, che è sempre più difficile da reperire”.

Si spera in un’annata che riporti il sorriso dopo un 2021 praticamente a reddito zero. A causa delle gelate, le perdite di produzione furono fortissime, soprattutto in pianura e negli impianti sforniti di sistemi antibrina. Anche il 2020 fu flagellato dal gelo, mentre nel 2019 fu la grandine a causare la spaccatura dei frutti precoci. Tra maltempo e perdita di valore i ciliegi, in provincia di Verona, hanno subito una forte riduzione. Secondo i dati di Veneto Agricoltura, la superficie produttiva dei ciliegeti veneti si è ridotta dai 2.784 ettari del 2008 ai 1.968 ettari del 2021, di cui il 77% in provincia di Verona (1.510 ettari). “La grande distribuzione deve capire che se si vuole vedere prodotto italiano bisogna che i frutticoltori ricevano il giusto compenso – avverte il presidente -, altrimenti smetteranno di produrre e sugli scaffali rimarrà solo frutta straniera, con minori garanzie di freschezza e qualità. Lavorare tanto, rischiare, pagare in anticipo le spese e tirare i conti a fine anno per scoprire che il bilancio è in perdita non conviene a nessuno”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Domenica 22 maggio 2022, ore 18, al “Manegium” di Fratta Polesine (RO) si parla dell’impegno profuso da Giuseppe Romanato per l’ottenimento della legge 1097/71 che salvò i Colli Euganei

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Il socio Argav Giorgio Pavan ha organizzato a Fratta Polesine (RO), nella sede del “Manegium” (via Riviera Scolo 11), alle ore 18,  l’incontro “I Colli Euganei salvati, la legge 1097/71 cinquant’anni dopo e l’impegno di Giuseppe Romanato“, originario proprio di Fratta Polesine.

Programma. Dopo la presentazione di Adriano Azzi, sono previsti gli interventi del giornalista Renato Malaman, Gianni Sandon, del Comitato difesa Colli Euganei, Gianluigi Ceruti, ex parlamentare e Carlo Fracanzani, ex ministro e coautore, insieme a Giuseppe Romanato, della legge 1097. Le conclusioni saranno affidato a Gianpaolo Romanato.