• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Agriturist nazionale si colora di Veneto

AgrituristIl presidente regionale David Nicoli è vicepresidente nazionale; il past president Alberto Sartori è presidente del Collegio dei revisori dei conti; Alessandra Da Porto entra nella Giunta esecutiva. Questo l’esito definitivo del rinnovo delle cariche di Agriturist nazionale, la più antica e prestigiosa associazione agrituristica del nostro Paese, dopo che il ligure Cosimo Melacca era già diventato nuovo presidente.

Chi sono i neo-eletti. David Nicoli è stato eletto all’unanimità lo scorso mese di maggio alla presidenza di Agriturist Veneto; classe 1971, una laurea in scienze dell’informazione, è titolare a Rovigo di un’azienda ad indirizzo cerealicolo e dell’agriturismo “Millefiori” con alloggio e ristorazione.  Alberto Sartori, già presidente di Agriturist Veneto per due mandati, è titolare dell’azienda agrituristica “Tenuta La Pila” a Villa Bartolomea (VR), località Spininmbecco, con alloggio e ristorazione, in una corte rurale risalente al 1733 situata in prossimità del fiume Adige.Alessandra da Porto conduce con il padre Antonio l’agriturismo con alloggi “Villa Selvatico”, una villa veneta del XVI secolo circondata da un parco secolare, situata a Vigonza (PD), località Codiverno.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Agriturist (Confagricoltura): l’abusivismo nel turismo va contrastato con maggiore efficacia

I controlli (fiscali, previdenziali, igienico-sanitari, amministrativi, ecc.) sono una garanzia di leale competizione fra le imprese. L’Italia, nel momento in cui cerca di recuperare e valorizzare le proprie  risorse imprenditoriali, non può più tollerare uno stato generalizzato di illegalità, che penalizza le imprese migliori, soprattutto in settori strategici come il turismo e l’agricoltura.
Un’evasione fiscale che vale 36 miliardi di euro. Lo sottolinea Agriturist (Confagricoltura), facendosi interprete della diffusa protesta proveniente dalle aziende agricole associate, di fronte al dilagare dell’abusivismo turistico, del furto di macchine agricole, bestiame, prodotti sulle piante e perfino mobilio. Secondo una recente stima del Cescat (Centro Studi Casa Ambiente e Territorio, di Assoedilizia), l’evasione fiscale nel turismo “vale” 36 miliardi di euro, con mancati introiti per le casse dello Stato di 13,5 miliardi. Interessa soprattutto pensioni, b&b, sistemazioni di tipo familiare, stabilimenti balneari, bar, ristoranti, e varia dal 20% al nord, al 35% nel sud e le isole. L’ISTAT parla addirittura di una evasione del 50%. Nei fatti, questo significa che i “furbi” possono offrire ospitalità a prezzi inferiori del 30%, rispetto agli onesti che finiscono inevitabilmente fuori mercato. Tanti nostri associati – prosegue la nota di Agriturist – conoscono vicine attività turistiche che operano senza autorizzazione, non regolarizzano i dipendenti, adottano sistematicamente procedure per aggirare i doveri fiscali. E’ uno stato di cose che non “torna” con la frequenza dei controlli cui molte aziende agrituristiche sono sottoposte.
Vuol dire che altri non sono altrettanto cercati e controllati? Altrimenti, come è possibile il persistere di tanta diffusa illegalità? C’è forse una logica dei controlli che si concentra verso le aziende più “in ordine”, evitando di affrontare quelle più “difficili”? Sono interrogativi inquietanti sui quali l’Associazione di Confagricoltura sollecita la risposta delle autorità competenti. Soprattutto nel Mezzogiorno, il sospetto di pesanti condizionamenti da parte della malavita organizzata, è più che una ipotesi. Non sappiamo, né possiamo sapere – conclude Agriturist – se siano in ballo fenomeni di corruzione  oppure semplicemente deterrenti “ambientali”: di fatto, rileviamo che, almeno nel settore agrituristico, aziende solitamente corrette ricevono anche più visite ispettive nel corso dello stesso anno per controlli di vario genere, mentre continua la concorrenza sleale da parte di aziende che praticano sistematicamente l’evasione fiscale, previdenziale o di altra natura.
Problema IMU. Agriturist esprime forte preoccupazione anche per gli effetti della pesante tassazione sulle attività agricole e agrituristiche introdotta con l’IMU: molte aziende agricole e agrituristiche sono in grave difficoltà e potrebbero cedere alle pressioni della malavita organizzata, che già da tempo si offre per acquistarle, forte di una enorme disponibilità finanziaria. Gli effetti di questo fenomeno sul sistema produttivo, sono già dirompenti; a breve la situazione potrebbe essere irrecuperabile con effetti esiziali per il futuro dell’economia sana del Paese.
(Fonte: Confagricoltura)

Agriturismo: estate nel segno dell’incertezza

foto Agriturist, Agriturismo Tenuta Castel Venezze, San Martino di Venezze (Ro)

Per l’agriturismo, l’estate 2011 non promette nulla di buono: uno studio di Agriturist basato sulle visite ricevute dal portale internet http://www.agriturist.it dall’1 al 15 giugno, evidenzia, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, una sensibile flessione della domanda (-11%) che interessa in uguale misura gli ospiti italiani e gli ospiti stranieri.

Costante la richiesta di vacanze economiche. La stessa flessione si conferma per le ricerche di informazioni su specifici servizi (passeggiate a cavallo, piscina). Resta invece costante, a confronto col 2010, la domanda di vacanze economiche, mentre è in crescita quella di agriturismi con campeggio (+12%) e di alto livello (+18%). Una tendenza in linea con il resto del settore turistico italiano che continua a vivere un momento di difficoltà. Nei primi tre mesi del 2011, secondo i dati recentemente diffusi dalla Banca d’Italia, a fronte di un incremento della domanda estera (spesa +2,8%), si è registrata una rilevante crescita dei viaggi degli italiani verso l’estero (spesa +7,9%), e il bilancio crediti/debiti ha segnato una flessione di 177 milioni di euro, pari a -19% rispetto al 2010. Prosegue dunque l’erosione dell’attivo turistico nazionale che, fra il 2006 e il 2010, è diminuito di 3,1 miliardi di euro pari a -26%.

Arrivo turisti stranieri, superati da Francia e Spagna. L’estate si profila molto incerta ed è davvero difficile capire se vi sarà un’inversione di tendenza rispetto allo scorso anno quando, dopo un primo semestre sostanzialmente stabile (-0,7%), nel trimestre estivo è arrivato un imprevisto -2,9%. Ben più pesante la flessione per l’agriturismo, che da luglio a settembre 2010, ha fatto registrare un -12,2%. Da un sondaggio dell’Osservatorio Nazionale del Turismo rivolto ai tour-operator europei, emerge che le richieste di viaggi verso l’Italia, nel 2011, sarebbero in crescita dell’11% rispetto al 2010; ma Francia e Spagna registrano un ben più consistente +25%. Lo stesso sondaggio rivolto ai tour-operator statunitensi vede invece la meta Italia in flessione del 3% mentre la Francia registra un + 9% e la Spagna + 5,5%.

Prezzi invariati rispetto al 2010. “Si vedrà nei prossimi giorni – precisa Agriturist – se la tendenza negativa sarà confermata, oppure se vi sarà un recupero grazie alle prenotazioni dell’ultimo minuto che, in periodi di crisi, sono sempre più diffuse. Le condizioni perché l’agriturismo si lasci alle spalle il cattivo risultato dello scorso anno ci sono tutte: prezzi invariati, comfort in costante miglioramento, atmosfera di completo relax nei bellissimi paesaggi delle nostre campagne, offerta enogastronomica legata alla tradizione locale e ai prodotti genuini delle aziende agricole ospitanti (26% biologiche), ampia scelta di località vicine al mare, a città d’arte, a parchi naturali e alle tante sorprese culturali ed escursionistiche dell’Italia “minore”.

(fonte Confagricoltura)

Il presidente del Gal Adige nel consiglio nazionale Agriturist. Tra le prossime iniziative dell’associazione, le “stelle” per gli agriturismi.

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Alberto Faccioli, presidente del Gal Adige, è entrato a far parte del consiglio nazionale di Agriturist, l’associazione di Confagricoltura che coordina e assiste gli agriturismi. È la prima volta che un polesano entra nel consiglio nazionale dell’associazione, con sede a Roma, formato dal presidente, la napoletana Vittoria Brancaccio, da cinque vice presidenti e da nove consiglieri. La carica durerà per tre anni. Faccioli, presidente provinciale di Agriturist, cinquantadue anni, risiede a Bagnolo di Po, dove conduce assieme alla moglie Monica, l’azienda agricola e agrituristica “Valgrande”.

In Polesine, il settore agrituristico e il campeggio sono gli unici che hanno tenuto. A dirlo sono i dati dell’osservatorio statistico sul turismo forniti dalla Provincia, che analizza i movimento clienti nelle strutture ricettive della provincia di Rovigo. E a proposito di dati, Alberto Faccioli, fa notare un incremento delle aziende agrituristiche associate ad Agriturist che da 9 del 2000 sono passate a 27 nel 2010, confermando che Rovigo è la provincia, a livello veneto, con la più alta percentuale di iscritti.

Qual è la parola d’ordine del nuovo mandato nazionale di Agriturist? “La classificazione, dice il neoconsigliere Faccioli, e, come le ‘stelle’ per gli alberghi, anche le imprese agrituristiche potranno finalmente contare su un sistema di classificazione trasparente ed omogeneo a livello nazionale, in grado di fornire al turista le informazioni necessarie sulla qualità del servizio reso da ciascuna azienda. Tutto ciò che ruota attorno all’agriturismo, è un settore di vitale importanza per l’economia delle aree rurali; l’agriturismo ricopre un ruolo strategico dal momento che sa coniugare la possibilità di trovare prodotti di qualità direttamente nel territorio con la cultura e l’ambiente in cui sono realizzati”.

Per definire il punteggio da attribuire a ciascuna struttura, non conterà solo il comfort, come accade oggi per le strutture alberghiere, ma saranno presi in considerazione soprattutto gli aspetti relativi alla tipicità dell’offerta, al paesaggio, alla possibilità di partecipare ai lavori dell’azienda e alla professionalità dell’operatore. “Chi sceglie gli agriturismi per le proprie vacanze, dice Faccioli, è desideroso di capire di più dell’alimentazione e del gusto dei cibi, vuol rendersi conto di come nascono i prodotti tipici. Chi offre agriturismo è generalmente in grado di dare a queste curiosità le giuste risposte perchè è egli stesso consapevole protagonista di una agricoltura che punta sulla qualità e di una accoglienza che del prodotto tipico si fa orgogliosa testimone”.

(fonte Gal Adige)

Il gracidio delle rane e il canto del gallo mandano in tilt il turista

Le cronache recenti raccontano di turisti esasperati dal gracidare delle rane o dal canto del gallo, soprattutto di turisti che perdono la vita nei boschi dove sono andati a raccogliere funghi. Si tratta – secondo Agriturist (Confagricoltura) – di preoccupanti testimonianze di un’involuzione culturale cui, lodevoli quanto estemporanee raccomandazioni al senso della misura e alla prudenza, difficilmente potranno porre argine. Occorre una riflessione seria su quanto sta accadendo investendo soprattutto la scuola di un compito educativo che in passato era assicurato da spontanei trasferimenti di esperienza dagli adulti ai ragazzi.

Ansia e protesta per ogni forma diversa da quella umana. “Noi agricoltori che proponiamo l’agriturismo – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – registriamo di anno in anno una sempre più frequente intolleranza degli ospiti verso le manifestazioni concrete della natura. Ogni forma di vita diversa da quella umana, invece che suscitare curiosità e interesse, rappresenta piuttosto motivo di ansia e di protesta, anche quando occupa legittimamente il proprio habitat naturale. Le escursioni piacciono sempre di più ma sono affrontate, a volte, con disarmante superficialità”.  La diffusione delle vacanze in campagna, secondo Agriturist,  propone ormai gli stessi problemi delle vacanze al mare o in alta montagna: si affronta la natura come se fosse “costruita” dall’uomo e ad esclusiva misura dell’uomo, senza documentarsi sui possibili pericoli, sottovalutando i consigli dei più esperti, con la pretesa che ci sia sempre qualcuno pronto ad intervenire in caso di difficoltà.

Il rimedio? Vacanza obbligatoria in agriturismo! “Si dovrebbe – prosegue provocatoriamente il presidente di Agriturist – prescrivere a tutti almeno una settimana di vacanza in agriturismo, per abituare al silenzio e ai “rumori” della natura; per imparare a conoscere gli insetti, gli uccelli e gli ormai pochi altri animali selvatici con cui conviviamo, rispettandone la presenza e trattandoli responsabilmente. E saper distinguere, con il consiglio di chi, come gli agricoltori, la natura la vive quotidianamente, una semplice passeggiata di qualche centinaio di metri da una escursione lunga e impegnativa, per la quale si richiede una adeguata attrezzatura e preparazione”.

(fonte Confagricoltura)

Indagine Agriturist: la vacanza si prenota sempre più via web

foto Agriturismo La Fattoria di Montiano (GR)

Il Web – con le travel guide, i blog, i social network – è sempre più importante per le vacanze. Online si cercano indirizzi e strutture ricettive prima di partire e online si riportano – al ritorno – esperienze di viaggio e indici di gradimento che poi altri utenti valuteranno e utilizzeranno, a loro volta, per “costruire” le loro vacanze. Insomma il “passa parola” telematico è fondamentale per il successo di una struttura ricettiva.

Vacanze? Meglio in agriturismo. L’importanza di Internet la sa bene Agriturist (l’associazione agrituristica di Confagricoltura) che ha voluto effettuare un monitoraggio su una delle più importanti “travel guide” (Tripadvisor) per valutare come gli appassionati di agriturismo giudicano, in generale, l’accoglienza ricevuta nelle aziende agricole. Emerge che è valutata “molto buona” nel 72% dei casi e addirittura “eccellente” nel 12% dei casi. Ad essere particolarmente entusiasti sono soprattutto gli stranieri con un 15% di giudizi altamente positivi in più rispetto agli italiani.

Entroterra della Maremma

Assoluta libertà di organizzare il proprio tempo. Le motivazioni più frequentemente dichiarate dagli agrituristi, peraltro coincidenti con quanto rilevato da Agriturist analizzando i visitatori del proprio portale Web, mettono in evidenza un elevato “rendimento”, in termini di relax, della vacanza in agriturismo che, pur essendo generalmente breve (in media 4,6 giorni), produce risultati di riposo e di evasione dalla routine quotidiana superiori a qualsiasi altra soluzione di viaggio. Ciò si deve – ad avviso di Agriturist – alla distanza da contesti urbani (traffico automobilistico, rumori, luoghi affollati), e all’affrancamento da qualsiasi organizzazione “ad orario” della giornata: l’ospite non riceve alcuna pressione in direzione del “dover fare” e può scegliere in assoluta libertà come organizzare, più o meno attivamente, il proprio tempo. Il luogo dove l’ospite alloggia, l’azienda agricola, è infatti di per sé accogliente e attivatore di tante curiosità sicché non è necessario “uscire” per trascorrere ore piacevoli e vivere esperienze interessanti. In molti casi, anche chi proviene da paesi molto lontani (Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, ecc.) trascorre – pone in evidenza Agriturist – la maggior parte del proprio tempo di vacanza nell’azienda agricola che lo accoglie, compiendo soltanto brevi gite nelle immediate vicinanze.

Si sceglie l’agriturismo perchè…Ai primi posti nel gradimento degli agrituristi c’è l’amenità del paesaggio, l’immersione nella natura, la buona tavola (con particolare attenzione per la prima colazione) e la piscina. Il rapporto qualità-prezzo è generalmente considerato molto favorevole e sono particolarmente apprezzate la cordialità e l’assistenza degli agricoltori ospitanti.

(fonte Confagricoltura)

Agriturismo: nel 2009 il fatturato scende a 55 mila euro

Agriturismo Tenuta Castel Venezze (Ro)

“Nel 2002 il fatturato medio di una azienda agrituristica era di 61.740 euro, nel 2009 e’ sceso a 55.570 euro. La situazione e’ preoccupante e richiede interventi concreti dello Stato e delle Regioni per tutelare un settore che fa bene all’agricoltura, allo sviluppo di tutto il turismo, all’ambiente, al paesaggio”. Cosi’ Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) anticipa i ”numeri” del settore, che saranno presentati in un incontro stampa previsto il 18 marzo 2010 a Roma.

Ad accenturare la crisi, i costi della burocrazia. ”Nel 2009 – prosegue il presidente di Agriturist – siamo andati appena un po’ meglio del resto del turismo, scontando, rispetto al 2008, una diminuzione di presenze del 3,3% a fronte del -4,3% che Eurostat assegna al turismo italiano nel suo complesso. Ma l’offerta e’ cresciuta del 4,0% e il fatturato medio delle aziende ha perso il 6,4%”. Secondo Agriturist, oltre che con la flessione del fatturato, le aziende agrituristiche hanno dovuto sostenere un generalizzato aumento dei costi, determinato anche dal moltiplicarsi di incombenze normative e formalita’ burocratiche ormai insostenibili per chi svolge, sia pur ”in piccolo”, tante attivita’ diverse. I redditi effettivi, nel 2009, sarebbero dunque stati tagliati di circa il 10%, rispetto all’anno precedente.

L’anno che verrà. ”Le prospettive per il 2010 – dichiara Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist – aldila’ di una generica speranza di ripresa del turismo, sono molto incerte. Ci sono segnali promettenti di un recupero della domanda estera, mentre da quella interna ci aspettiamo una crescente attenzione per la proposta enogastronomica e naturalistica”.

(fonte: Asca)