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6-7 luglio 2013, un altopiano (quello di Asiago), da gustare con colazione e merende nella natura

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Malga Fassa Asiago

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il 6 e il 7 luglio 2013 il Consorzio Turistico Asiago 7 Comuni, nel vicentino, promuove un grande evento dedicato ai prodotti del territorio con “Altopiano da gustare, colazioni e merende nel cuore della natura”, per far conoscere e gustare il paesaggio dell’Altopiano di Asiago dal punto di vista turistico ed enogastronomico.

Gara a chi prepara la miglior colazione e domenica mattina colazione d’autore per tutti! Nel piazzale dello Stadio del Ghiaccio, ad Asiago, viene allestita una tensostruttura con gli spazi dedicati alla colazione e alla merenda. Famosi chef del territorio, coordinati da Alessandro Dal Degan, si sfidano nel preparare le migliori merende e prime colazioni. Agli showcooking aperti al pubblico si svolgono delle vere e proprie gare nel preparare meglio le colazioni e le merende: sabato pomeriggio sul tema della “Miglior Merenda” e domenica pomeriggio sulla “Miglior Colazione”. Domenica mattina ci sarà la colazione d’autore per tutti. I prodotti dell’Altopiano, come le marmellate, il miele e la cioccolata di Rigoni di Asiago, sono i protagonisti della kermesse montana.

Momenti di approfondimento. Vengono allestiti oltre una ventina di stand gastronomici in cui gli operatori dell’Altopiano danno visibilità alla produzione locale. Domenica prende il via un convegno tenuto da un esperto nutrizionista sul tema “L’importanza della prima colazione in un regime alimentare equilibrato”. Una guida tascabile viene stampata appositamente per segnalare gli hotel e i ristoranti dell’altopiano che collaborano all’iniziativa. Ma l’Altopiano di Asiago è fatto anche di prati, colline, malghe, sentieri da perlustrare e da scoprire. E l’evento del 6/7 luglio offre momenti di natura da assaporare e da vivere, per il benessere del corpo e dello spirito, una filosofia che accomuna i grandi produttori dell’Altopiano.

Sull’Altopiano di Asiago l’antico rituale dell’alpeggio

Torna sull’Altopiano di Asiago il rito della monticazione: è la salita agli alpeggi delle mandrie di bovini che, trascorso l’inverno nelle stalle di pianura, con l’arrivo dell’estate vengono portate a pascolare in montagna. La pratica dell’alpeggio, in queste zone, che tradizione vuole vada dal 1° giugno al 21 settembre, vanta una storia millenaria.

Pascoli utilizzati da 10 secoli. Viene testimoniata in forma scritta, per la prima volta, in un documento ufficiale del 983 d.C., che riguarda appunto l’assegnazione di terre da destinare al pascolo (“La Via delle Malghe”, a cura di Silvia Dalla Costa e Gianbattista Rigoni Stern). Da almeno dieci secoli quindi, i prati dell’Altopiano sono utilizzati dagli allevatori come risorse foraggere per il bestiame, durante il periodo estivo. Nei primi giorni le mucche vengono fatte pascolare sui prati a più bassa altitudine, dove l’erba è già rigogliosa. Con il trascorrere del tempo l’erba cresce anche a quote più elevate e le mandrie vengono spostate via via più a monte. Un razionale sfruttamento del pascolo prevede che gli animali consumino interamente l’erba di una porzione di pascolo prima di essere spostati. In questo modo vengono sfruttati i pascoli naturali fino a 2.000 m e oltre, contribuendo al mantenimento della biodiversità di una considerevole porzione di territorio di incommensurabile valore.

Altopiano di Asiago: il più grande comprensorio di malghe d’Europa. Se ne contano 87 per una superficie totale di pascoli di 7775 ettari. Sono di proprietà collettiva, gestite dalle amministrazioni comunali di competenza, che ne promuovono, ogni sei anni, le gare per la concessione in uso temporaneo. Quando si parla di malga non si intende solo l’edificio in cui si producono, e spesso si vendono, latte, formaggi, salumi, ma anche il pascolo, le strutture e le infrastrutture dove si pratica l’attività di alpeggio. Esse costituiscono un patrimonio economico, storico, ambientale, architettonico e, negli ultimi anni, anche turistico, che è fondamentale salvaguardare. In questo senso, un contributo importante è dato anche dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago che, con la sua attività, vigila sulla produzione casearia di sei alpeggi dell’Altopiano soci del Consorzio di Tutela, che producono il formaggio Asiago DOP. L’Asiago delle malghe viene marchiato a fuoco e vi viene apposta sul piatto una speciale “pelure” di carta riso, recante la denominazione ed il logo della DOP, la scritta “Malga” seguita dal nome dell’alpeggio di produzione ed il logo della Comunità Montana “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni”.

 

Malga Pusterle

Le malghe produttrici di Asiago DOP. Sono malga II Lotto Marcesina (Enego – Az. Agr. L. Tognon); malga Il Lotto Valmaron (Enego – Az. Agr. A. e P. Dalla Palma); malga Verde (Conco – Az. Agr. M. Cortese); malga Pusterle (Roana – Az. Agr. S. Basso); malga Larici (Lusiana – Az. Agr. R. Frigo); malga Porta Manazzo (Asiago – Az. Agr. A. Rodeghiero). Questi sei alpeggi si contenderanno, il prossimo 10 luglio, il titolo del concorso annuale per il Miglior Formaggio Asiago d’Allevo Vecchio e Stravecchio prodotto in malga, che andrà a premiare un produttore per la categoria Vecchio ed uno per la categoria Stravecchio.

 

(fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago)

Tutti i numeri del Torcolato, il passito Doc del vicentino che traina l’economia breganzese

Mirka Schweiger, segretaria Argav, con Beppe Bigazzi, ambasciatore del Torcolato nel mondo

(Breganze, 20 gennaio 2010, Prima del Torcolato annata 2009).  Con poco più di 600 ettari a vigneto, Breganze è una piccola Doc,  eppure i suoi vini fanno il giro del mondo, perché la qualità non si conta in ettari di superficie ma in perizia ed esperienza enologica che, ai piedi dell’Altopiano di Asiago, si nutrono di secoli di storia viticola, di conoscenza e di attenzione per le peculiarità pedoclimatiche del territorio. Il 10% della superficie vitata, di questa porzione di pedemontana vicentina, è coltivata a Vespaiola, sessanta ettari da cui la viticoltura breganzese riesce a estrarre uno dei suoi prodotti di punta: il Torcolato, un vino che in tutto e per tutto è l’essenza di questo territorio. La resa è molto bassa: da 100 chili di uva vespaiola si ottengono tra i 25 ed i 30 litri di Torcolato, un nettare prezioso, quindi, prodotto in circa 100.000 bottiglie nei vari formati, che raccolgono e conservano i 50.000 litri di vino ottenuto, per un giro d’affari valutato intorno ad 1.500.000 euro.

Questo vino esportato in tutto il mondo è il frutto del lavoro e della meticolosità di dodici aziende viticole che coprono per collocazione l’intera area della Doc. Ognuna si indentifica per le particolari condizioni pedoclimatiche dei terreni dove coltivano le viti; tutte competono tra loro sul terreno della qualità non solo per il Torcolato ma per ogni altra tipologia. Dodici Torcolati esprimono nelle loro sensazioni e profumi la storia di chi li produce e il sapore di una terra. Sensazioni che richiedono tempo per assemblarsi e armonizzarsi: assaggiare Torcolato, pertanto, richiede pazienza e attesa. L’annata 2009, protagonista della Prima, per il disciplinare di produzione potrà essere in commercio a partire dal 31 gennaio 2011, ma l’esperienza suggerisce ai produttori un invecchiamento maggiore, vista anche la longevità del vino. Lo producono: Bastia di Mario Saccardo, Giuseppe Bonollo, Cà Biasi di Innocente Dalla Valle, Cantina Beato Bartolomeo, Col Dovigo, Gastaldia, Maculan, Firmino Miotti, Vignaioli Contrà Soarda, Vigneto Due Santi, Villa Magna, Vitacchio Cav. Guerrino. Info: Associazione Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze

(Ufficio stampa Alpe Comunicazione)