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Oggi il primo webinar Argav dedicato a “Le guerre dell’acqua in Italia e in Europa”

Il tema della gestione dell’acqua in Italia e in Europa sta acquisendo una sempre maggiore importanza a causa dei mutamenti climatici in atto e dei conseguenti periodi siccitosi sempre più frequenti e lunghi.

Vista l’attualità di questa emergenza – il problema della siccità ha sicuramente caratterizzato questo inizio d’anno (pur se in secondo piano per l’emergenza sanitaria) – abbiamo deciso di organizzare il webinar su piattaforma Zoom dedicato a “Le guerre dell’acqua in Italia e in Europa“. 

Oggi, venerdì 15 maggio, dalle ore 16.30 alle ore 18, interverranno:
Francesco VINCENZI, presidente Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue (ANBI), Massimo GARGANO, dg ANBI, Alessandro BATTILANI, segretario generale Irrigants d’Europe.

Per collegarsi, sarà sufficiente copiare il sottoriportato link sulla barra di Google (o altro motore di ricerca) su computer, tablet o smartphone
https://us02web.zoom.us/j/88309291917?pwd=a0dzKzRmVnZNemxaeWU2djI3b0lGdz09
poi dare invio e si dovrebbe riuscire a partecipare automaticamente all’incontro (eventualmente fare clic su Apri Zoom Meeting).

Spettacoli, simposi, tour, incontri letterari, progetti didattici e laboratori: al via oggi sino al 19 maggio a San Donà di Piave (VE) la seconda edizione di Terrevolute – Festival della Bonifica

Sarà il rapporto tra l’uomo e l’ambiente che lo ospita l’argomento principale di Terrevolute | Festival della Bonifica, con un focus particolare sulle opportunità, le sfide e i rischi legati alla risorsa idrica. L’evento, in programma a San Donà di Piave (Ve) dal 16 al 19 maggio, si inserisce nel contesto della settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione, ed è organizzato dall’Università degli Studi di Padova e dall’Anbi Veneto con i suoi 11 Consorzi di Bonifica: Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese.

Ideatrice e curatrice di TerrEvolute è Elisabetta Novello, docente di Storia economica e di Storia ambientale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova. Il Festival rientra a pieno titolo fra le modalità attraverso le quali il settore interpreta la Settimana Nazionale della Bonifica, iniziativa promossa da molti anni da Anbi Nazionale per sensibilizzare la cittadinanza sulla gestione attenta della risorsa idrica e sulla difesa del suolo. Tale iniziativa è declinata in ambito locale dalle Anbi Regionali e dai Consorzi di Bonifica.

Nel 2022, si festeggerà il centenario. Prosegue, così, dopo il successo della prima edizione – oltre 5.000 visitatori, tour, spettacoli e convegni “sold out” – il percorso di avvicinamento alla celebrazione, nel 2022, dei 100 anni dal Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che si svolse a San Donà di Piave nel 1922. In quell’occasione venne sviluppata una nuova idea di bonifica, già maturata da alcuni anni, secondo la quale gli interventi di trasformazione di territori improduttivi e malsani dovevano essere coordinati fra di loro fin dalla prima fase progettuale: una ‘bonifica integrale’ che alle azioni tese al prosciugamento unisse quelle di sanificazione, di irrigazione, di fornitura di acqua potabile, di predisposizione di infrastrutture, di gestione dei bacini montani. L’edizione 2019 di TerrEvolute vede nuovamente la curatela artistica di Andrea Pennacchi, regista e attore teatrale e televisivo, che ha definito il cartellone degli spettacoli – con la presenza di artisti di calibro nazionale – incentrati sul rapporto tra uomo e risorsa idrica. Anche questa seconda edizione prevede un grande mix di spettacoli di piazza, tavole rotonde, presentazioni di libri, progetti didattici, laboratori per i più piccoli, visite guidate, concerti, mostre, eventi gastronomici. Una programmazione articolata che si rivolge a cittadini ma anche agli addetti ai lavori, agli amministratori, agli studenti e che vuole sensibilizzare la cittadinanza sul ruolo cruciale di una corretta e oculata gestione della risorsa idrica.

Tra le novità della seconda edizione, il taglio scientifico del Festival. Già dall’inizio del 2019 alcune commissioni tecnico-scientifiche, composte da docenti universitari provenienti da diversi Atenei italiani ed esperti del mondo della bonifica, sono all’opera per produrre documenti programmatici su alcune tematiche di rilievo per lo sviluppo delle aree di bonifica. Durante il Festival il risultato delle Commissioni verrà presentato e discusso pubblicamente alla presenza di politici nazionali e locali, rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, portatori di interesse. Tutti i documenti presentati saranno poi condivisi nel sito web. Quattro i temi affrontanti: “Intervenire sul territorio per migliorare la gestione del rischio idraulico e geomorfologico” (giovedì 16 maggio, mattina); “A dieci anni dall’emanazione della l.r. 08/05/2009, n. 12: Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio” (giovedì 16 maggio, pomeriggio); “Paesaggio e turismo culturale: strategie per la valorizzazione del territorio” (venerdì 17 maggio, mattina); “La sostanza organica per migliorare le caratteristiche fisiche e idrologiche dei suoli agrari” (venerdì 17 maggio, mattina). Completa il programma scientifico la tavola rotonda a cura dei ricercatori under 40 anni di AISSA, Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie dedicata ad “Acqua e agricoltura” (venerdì 17 maggio, pomeriggio). Le iniziative scientifiche saranno anche valevoli per il conseguimento di crediti formativi degli iscritti agli ordini professionali.

Sabato mattina avrà luogo l’evento “Università in Piazza”: 8 docenti dell’Ateneo patavino terranno delle brevi lezioni agli studenti delle scuole di San Donà in Piazza Indipendenza, introdotti da Andrea Pennacchi che, per l’occasione, interpreterà il ruolo di Galileo Galilei. Altro aspetto fondamentale, in continuità con la prima edizione, è il programma di tour in bici e bus nei luoghi della bonifica. Queste alcune tra le destinazioni delle visite guidate da personale del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale: Idrovora di Torre di Fine, Idrovora del Termine, Idrovora Valle Tagli, Azienda Agricola Tre Case, Idrovora di Cittanova, Ponte sostegno di Brian, Azienda agricola «La Fagiana», Azienda Genagricola di Ca’ Corniani, Ca’ Savio.

Tra le proiezioni che si terranno presso la sede del Consorzio di Bonifica del Veneto Orientale figurano il documentario sulla bonifica di Ca’ Corniani di Caorle (giovedì 18 maggio) realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova, e il video realizzato presso l’Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (Pd) dagli studenti del Master in sceneggiatura Mazzacurati dell’Università di Padova. Vi saranno anche iniziative dedicate alle scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglioso Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Tra altura e bassura, percorsi di bonifica”.

Spettacoli. Altro fiore all’occhiello di questa edizione, i grandi artisti con i loro spettacoli serali gratuiti, che animeranno Piazza Indipendenza, Corte Leonardo e la Corte consorziale L. Fassetta. Il primo a esibirsi sarà Giobbe Covatta, giovedì 16 alle ore 21.30 in Piazza Indipendenza, con lo spettacolo “” (sei gradi). Seguirà venerdì 17 alle ore 20 Corte consorziale L. Fassetta, “Ninèa Serraglia | Donna di Baréna”, di Moira Mion e Francesco Niccolini. Nella stessa giornata, alle ore 21.30, in Piazza Indipendenza andrà in scena lo spettacolo di Teresa Mannino: “Tra terra e acqua. Una riflessione semiseria sull’ambiente”. Sabato 18, protagonisti di Corte Leonardo saranno, alle ore 19.30, Mirko Artuso e Giorgio Gobbo, con “Come alberi appesi a un filo. Musica, parole e riflessioni sul tempo che viviamo”. Alle 21.30, poi, in Piazza Indipendenza Andrea Pennacchi, Francesca Sartori e Tajaf, si esibiranno con “Cena con l’Apocalisse”, di Andrea Pennacchi e Natalino Balasso. Nella giornata conclusiva di domenica 19 si inizierà con Giovanna Digito, in Corte Leonardo, che alle ore 18.30 metterà in scena “Storie de casa nostra”. Alle 19.30 sarà invece la musica la protagonista del centro, grazie alla parata musicale da Piazza Trevisan a Piazza Indipendenza dei Funkasin Street Band. Evento conclusivo del Festival sarà infine “Come gocce d’acqua”, di Pantakin Circoteatro, spettacolo ideato da Emanuele Pasqualini e Carla Marazzato.

Risorsa idrica da gestire attentamente. “Il successo della prima edizione di TerrEvolute dimostra quanto sia vivo l’interesse dei cittadini verso il territorio, un interesse che va inquadrato nel contesto generale di attenzione ai mutamenti climatici che vede l’alternarsi di lunghi periodi siccitosi a nubifragi – afferma Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto -. Da questa riflessione parte la seconda edizione del Festival che ha come focus l’acqua quale fattore di rischio e al contempo opportunità per i territori. I Consorzi di Bonifica del Veneto che gestiscono 26mila km di canali, 400 idrovore, servendo 4,5 milioni di cittadini su una superficie di 1,2 milioni di ettari, sono ben consapevoli che la vera ricchezza per un territorio sono cittadini informati e responsabili e Istituzioni attente ed efficienti. Il festival – continua Romano – nasce proprio con l’obiettivo, condiviso dall’Anbi nazionale, Università di Padova, organizzazioni agricole, comuni e Regione di mantenere vivo il dibattito sull’importanza di una gestione attenta della risorsa idrica.”

Un contenitore scientifico e culturale. «La tutela del territorio e il suo sviluppo sostenibile sono temi centrali per il nostro Ateneo – afferma il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto -. Ed è per questo motivo che siamo lieti di portare il nostro contributo a manifestazioni diffuse che puntano a sensibilizzare cittadinanza e studenti su argomenti sempre più cruciali. Così come è essenziale gestire in maniera responsabile e solidale le risorse che il territorio ci mette a disposizione». “La settimana nazionale della bonifica e dell’irrigazione nasce con l’obiettivo di richiamare l’attenzione pubblica su di una gestione etica e responsabile della risorsa idrica – spiega la prof.ssa Elisabetta Novello, curatrice del Festival -. “TerreEvolute | Festival della Bonifica”, vuole essere un contenitore scientifico e culturale che ha come principale obiettivo quello di dare spazio e nuova linfa ai temi della sostenibilità e della tutela del territorio. L’ambiente nel quale siamo ospiti è un patrimonio prezioso che merita di essere conosciuto, valorizzato e partecipato. La salvaguardia di tale ricchezza può essere garantita solo se tutti, ognuno negli ambiti di propria competenza, si impegnano nella realizzazione di azioni condivise”.

Fonte: Servizio stampa Terrevolute Festival della Bonifica

Bonifica veneta eccellenza del Paese, ma i cambiamenti climatici impongono maggior attenzione al risparmio della risorsa idrica

Duecento amministratori tra agricoltori, rappresentanti dei cittadini e sindaci hanno affollato la sala dell’hotel Laguna Palace di Mestre (VE) al convegno organizzato lo scorso 7 marzo da Anbi e Coldiretti sul sistema della bonifica veneta quale eccellenza del Paese.

Consorzi di bonifica veneti, un modello virtuoso. “I numeri parlano chiaro – ha detto in apertura dei lavori il direttore dell’Anbi regionale Andrea Crestani – 12mila kmq di territorio servito (il 60% della Regione), quasi 5milioni di assistiti (l’89% della popolazione), 26mila km di canali irrigui e di scolo, circa 400 idrovore (delle 700 totali in Italia). Un esempio nazionale per professionalità, capacità d’intervento, progettualità e innovazione, il tutto sostanziato ulteriormente da conti in ordine, sprechi azzerati e senza oneri sul bilancio regionale”. Un biglietto da visita che non lascia dubbi sul modello virtuoso di controllo e manutenzione del territorio basato sull’ autogoverno, la sussidiarietà, l’autonomia finanziaria.

Un po’ di storia. Ha spiegato Massimo Gargano direttore dell’Anbi nazionale: “L’intuizione a cui si devono i moderni consorzi sta in un Regio Decreto n.12 del 1933 “Nuove norme per la bonifica integrale”, se non fu visionaria, per certo fu innovativa affidando agli abitanti di una certo comprensorio il compito di programmare le attività irrigue e idrogeologiche, segnalare le straordinarietà ma soprattutto prevenirle con la cura e la manutenzione del paesaggio nel rispetto dell’equilibrio naturale”. “Una legge regionale del 2009 mise i puntini sulle “i” disciplinando le funzioni, semplificando l’organigramma, aggregando ulteriormente, applicando il principio comunitario di precauzione e prevenzione del danno ambientale – ha sottolineato Giuseppe Romano di Anbi Veneto – anticipando con saggezza e preparando le strutture normativamente, dotandole di strumenti adeguati per quanto sarebbe accaduto negli anni successivi, eventi alluvionali e fenomeni atmosferici fuori dall’ordinario che hanno visto il pronto intervento di Sindaci schierati con la Protezione Civile, i tecnici consortili nonché i funzionari della Regione insieme ovviamente agli imprenditori agricoli. L’azione nel momento dell’urgenza ha scardinato gerarchie e favorito la consapevolezza che di fronte ai cambiamenti climatici non si è mai sufficientemente pronti nonostante i guanti e i caschetti in dotazione”.

Dissesto idrogeologico. Il presidio dei primi cittadini e la loro responsabilità rispetto al dissesto idrogeologico del 91% dei comuni è stato testimoniato da Maria Rosa Pavanello dell’Anci Veneto. Secondo i dati Ispra, oltre un milione di persone vive in aree a pericolosità da frana elevata e più di 6 milioni in zone a pericolosità idraulica. La popolazione più a rischio si trova in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria. Sul patrimonio di storia, abilità e competenza da difendere e valorizzare è intervenuto Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto, che alla luce di quanto accaduto anche recentemente, dalle alluvioni ai tornado fino alla siccità, ha invocato soluzioni e politiche adatte. “Un ragionamento sul risparmio della risorsa idrica e la sua conservazione va avviato e ovviamente condiviso dai consumatori, dagli ambientalisti oltre che dagli attori principali della campagna”.

Di capitale umano ha parlato Onofrio Rota, segretario generale Fai Cisl: “Metteremo in campo un’agenda agroalimentare, industriale e ambientale riformatrice, che leghi le istanze della produttività con quelle della giustizia sociale. Il binario da seguire è composto dal lavoro, che deve essere sostenuto e ben contrattualizzato. La nostra strategia è la negoziazione con le istituzioni locali e non”. In chiusura il direttore Pietro Piccioni, non ha perso l’occasione di evidenziare la disponibilità di Coldiretti al dialogo per procedere, con la forma della concertazione, lungo un percorso di studio e ricerca per esaltare il ruolo degli enti consortili in una prospettiva di sviluppo ecosostenibile.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

Trivellazioni in Alto Adriatico, secondo Anbi “bisogna evitare di ripetere errori che si pagano ancor oggi”

Non si può rifinanziare, grazie ad un impegno politico trasversale da noi sollecitato, la cosiddetta Legge Ravenna, con lo stanziamento di 26 milioni di euro dal 2018 al 2024 per mitigare le conseguenze della subsidenza e contestualmente rischiare di riaccenderne le cause, creando le condizioni per trivellazioni anche nell’Alto Adriatico”: a dichiararlo è Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), aderendo all’invito dei presidenti dei Consorzi di bonifica rodigini Adige Po e Delta del Po, i cui presidenti, Mauro Visentin e Adriano Tugnolo, dichiarano: “Non vogliamo più alluvioni, non vogliamo più che il territorio si abbassi. Le conseguenze sono state disastrose per il Polesine”.

Un po’ di storia. “I territori delle province di Rovigo, Ferrara e del comune di Ravenna – ricorda Giancarlo Mantovani, direttore dei Consorzi di bonifica polesani – sono stati interessati dallo sfruttamento di giacimenti metaniferi dal 1938 al 1964; l’emungimento di acque metanifere innescò un’accelerazione, nell’abbassamento del suolo, decine di volte superiore ai livelli normali: agli inizi degli anni ‘60 raggiunse punte di 2 metri ed oltre, con una velocità stimabile fra i 10 ed i 25 centimetri all’anno; misure successive hanno dimostrato che l’abbassamento del territorio ha avuto punte massime di oltre 3 metri dal 1950 al 1980. Successivi rilievi effettuati dall’Università di Padova hanno evidenziato un ulteriore abbassamento di 50 centimetri nel periodo 1983-2008 nelle zone interne del Delta del Po”.

Il Polesine ha già dato. L’ “affondamento” del Polesine e del Delta Padano ha causato un grave dissesto idraulico e idrogeologico, nonchè ripercussioni sull’economia e la vita sociale dell’area; il sistema di bonifica è attualmente costituito da un numero importante di centrali idrovore, che continuano a garantire l’indispensabile pompaggio per “sollevare” l’acqua verso il mare: 201 nel rodigino, 170 nel ferrarese e 144 impianti nel ravennate. La conseguenza dell’alterazione dell’equilibrio idraulico fu lo sconvolgimento del sistema di bonifica. Tutti i corsi d’acqua si trovarono in uno stato di piena apparente, perché gli alvei e le sommità arginali si erano abbassate, aumentando la pressione idraulica sulle sponde ed esponendo il territorio a frequenti esondazioni. Gli impianti idrovori cominciarono a funzionare per un numero di ore di gran lunga superiore a quello precedente (addirittura il triplo od il quadruplo), con maggior consumo di energia e conseguente aumento delle spese di esercizio a carico dei Consorzi di bonifica. Si è reso inoltre indispensabile il riordino di tutta la rete scolante così come degli argini a mare.“I territori del delta del fiume Po – concludono all’unisono i presidenti di ANBI e dei Consorzi di bonifica polesani – da oltre mezzo secolo stanno subendo le conseguenze di una scelta sbagliata; il Polesine ha già dato e le conseguenze sono note a tutti”.

Fonte: Servizio stampa Anbi

Festival della bonifica Terrevolute a San Donà di Piave (Ve), assaporato il successo della prima manifestazione, si guarda già alla prossima edizione

Con lo spettacolo al Teatro Astra “Non ci sono più le quattro stagioni” di Luca Mercalli e la banda Osiris si è conclusa domenica sera la prima edizione di Terrevolute, il Festival della Bonifica organizzato dai Consorzi di Bonifica del Veneto, attraverso l’articolazione regionale della propria associazione Anbi e dall’Università di Padova. L’iniziativa ha animato, per quattro giorni, con spettacoli, incontri letterari e convegni, il centro di San Donà di Piave (Ve), capoluogo del territorio consortile “Veneto Orientale”, portando in primo piano il dibattito sul rapporto tra uomo e territori di pianura, fortemente caratterizzati dal plurisecolare lavoro di bonifica.

I numeri del successo. L’iniziativa è stata un successo superiore alle aspettative, sia per la partecipazione di pubblico, sia dal punto di vista organizzativo. I quattro spettacoli serali – tre in Piazza Indipendenza (Cirri e Artuso il giovedì, Mario Tozzi venerdì, Gobbo e Pennacchi sabato, e l’ultimo al teatro Astra di e con Mercalli e la banda Osiris) – hanno registrato il pienone; parte del pubblico, soprattutto venerdì e sabato, è rimasta in piedi perché esauriti i 600 posti a sedere; pieno in tutti i suoi 500 posti a sedere anche il Teatro Astra per lo spettacolo di domenica. Molto frequentati anche i cinque simposi scientifici al Centro Leonardo Da Vinci (oltre 30 relatori da tutta Italia ma anche Spagna e Marocco) dedicati a tematiche ambientali, ai mutamenti climatici e alla patrimonio culturale della bonifica. In particolare ha colpito la vasta presenza tra il pubblico – a fianco di professionisti, tecnici, studenti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico – di cittadini comuni, interessati a questi approfondimenti. Tutto esaurito anche per gli incontri al Caffè Letterario con gli scrittori Antonio Pennacchi, Ulderico Bernardi e Giuseppe Vazza. Ottima affluenza si è inoltre registrata tutte le sere nella corte del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale dove sono stati allestiti due punti ristoro e un palco che ha visto avvicendarsi diversi complessi di blues e rock.

Grande successo infine per i tour nei luoghi della bonifica, oltre 30 nel weekend, che hanno coinvolto un migliaio di persone da tutto il Veneto e anche fuori in biciclettate e in escursioni in autobus messi a disposizione da ATVO. I tour sono stati occasione per visite guidate a idrovore (Torre di Fine, Termine, Valle Tagli, Cittanova, Sindacale, Macchina Fissa), aziende agricole storiche (La Fagiana, Ca’ Corniani) e altri luoghi legati alla bonifica del Veneto Orientale (come il Bosco delle Lame, le porte vinciane di Brian). Ben frequentati anche i tour a bordo di barche elettriche e i voli sui luoghi della bonifica che hanno avuto come base l’aviosuperficie Litorale di Caorle.

Verso il centenario. Alla luce di questo successo è dunque confermata la volontà di proseguire nel percorso di iniziative verso il centenario, nel 2022, del Congresso regionale della Bonifica che proprio a San Donà ebbe luogo nel 1922 e lanciò a livello nazionale la bonifica integrale. “Il sistema veneto della Bonifica, sempre impegnato nel mantenere il territorio sicuro e irrorato, ha dimostrato che grazie alla sua coesione, all’affiatamento e alla precisione organizzativa, è in grado di ottenere risultati eccellenti anche in attività non strettamente legate ai propri compiti quotidiani, in questo caso la realizzazione di un Festival – ha affermato Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto -. Perché un Festival? Perché è uno strumento di comunicazione e relazione con tutti i cittadini, ideale per sensibilizzare sul tema fondamentale come l’importanza di una gestione attenta della risorsa idrica. Il successo di questa edizione, con partecipanti provenienti anche da fuori Regione, dimostra il diffuso interesse per queste tematiche e riteniamo rappresenti anche una dimostrazione di apprezzamento della cittadinanza nei confronti del lavoro della bonifica. Il mio ringraziamento – conclude Romano – va a tutti coloro che hanno contribuiti a questa iniziativa, agli 11 consorzi veneti, all’Università di Padova, alla Regione del Veneto, al Comune di San Donà e alle associazioni agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura, nonché alle associazioni culturali e ai numerosi partner privati che ci hanno sostenuto”.

L’Università di Padova. “Questo è solo l’inizio di un percorso che sono certa non potrà che svilupparsi positivamente negli anni – ha affermato la curatrice Elisabetta Novello, docente di storia economica dell’Università di Padova –. Tutti i partecipanti hanno dimostrato molto interesse per i temi trattati ed è emerso un forte desiderio di conoscere approfonditamente l’ambiente che ci ospita e l’attività che in esso svolge l’uomo. Si tratta di attività basate sul rispetto dell’ecosistema che mirano a un’economia sostenibile per una società evoluta da ogni punto di vista”.

Il consorzio di bonifica ospitante. Soddisfatto anche Giorgio Piazza, presidente del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale che ha ospitato la manifestazione: “La grande affluenza di pubblico a tutte le iniziative messe in campo ci ha permesso di dare il giusto risalto al fondamentale ruolo che il Consorzio riveste per la vita di questo territorio non solo sul piano della salvaguardia idraulica, ma anche per quanto riguarda la qualità paesaggistica e la sostenibilità ambientale”.

Fonte: Servizio stampa Terrevolute | Festival della Bonifica

24 maggio 2018, evento formativo per giornalisti organizzato da Argav/Odg Veneto in collaborazione con Anbi e Università di Padova a San Donà di Piave (VE) nell’ambito del Festival della Bonifica. Il 16 maggio, direttivo Argav ad Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Si intitola “Nuove sfide per il governo del territorio: rigenerare le città” l’evento organizzato da Argav nell’ambito della formazione professionale promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto (già disponibile in piattaforma, 7 crediti formativi) e che si svolgerà giovedì 24 maggio dalle 9.30 alle 17.30 nell’auditorium del centro culturale “Leonardo Da Vinci” di San Donà di Piave (Ve), in piazza Indipendenza 13.

Il Festival. L’evento si tiene in occasione della prima giornata del Festival della Bonifica “Terrevolute”, organizzato da Anbi e Università di Padova sino al 27 maggio e che porrà per quattro giorni San Donà di Piave al centro del dibattito nazionale sul rapporto tra uomo e territorio.

Temi trattati. Nel corso della giornata saranno affrontati i seguenti argomenti: aspetti tecnico normativi della rigenerazione urbana; strategie e approcci innovativi; infrastrutture verdi e gestione dei deflussi di pioggia; una proposta per prevenire le perdite delle reti idriche; nuove strategie di gestione delle acque superficiali urbane; il Rinascimento nelle manutenzioni; il caso di Firenze e dei suoi fiumi; bonifica integrata: quando la bonifica rigenera il passaggio … anche urbano. In programma anche la visita al sistema di centrali idrovore nel Veneto Orientale (trasferimento in bus).

Coordinatore della giornata il presidente Fabrizio Stelluto. Docenti saranno: Lcia Bortolini, Giuseppe Cappochin, Michelangelo Savino, Francesco Ferrini, Vincenzo Mauro Cannizzo, Marco Cattalini, Alessandro Paoletti, Marco Bottino, Carlo Bendoricchio, Sergio Grego, Lucia Bortolini, Marco Cattalini.

Direttivo Argav. Si terrà invece ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), nel circolo di campagna Wigwam, il prossimo 16 maggio alle 18.30 il direttivo Argav, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; assemblea ARGAV 2018; proposta di una commissione per selezionare i premi ARGAV; programmazione prossime attività 2017; varie ed eventuali.

Il mondo della bonifica e dell’agricoltura si dà appuntamento a San Donà di Piave (Ve) a maggio in un inedito evento firmato Anbi veneto e Università di Padova

Sala gremita per la presentazione di Terrevolute/Festival della bonifica

Quattro giorni di spettacoli, musica, mostre e convegni dedicati al rapporto tra uomo e territori di pianura. Anbi Veneto, l’associazione regionale dei Consorzi di Bonifica, e DiSSGeA, Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, organizzano dal 24 al 27 maggio 2018 a San Donà di Piave (Ve) Terrevolute | Festival della Bonifica.

L’origine del nome. Terrevolute è un titolo con due interpretazioni ugualmente valide:  Terre volute perché desiderate, necessarie per soddisfare i bisogni di comunità in continua evoluzione, e Terre evolute, perché sviluppate, trasformate da esperienza, know how e innovazione tecnologica. Il Festival vede la partecipazione attiva degli 11 consorzi di Bonifica del Veneto – Adige Euganeo, Adige Po, Acque Risorgive, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B. (Lessinio Euganeo Berico), Piave, Veneto Orientale, Veronese – e rappresenta l’originale approccio del sistema della bonifica veneto alla “Settimana delle Bonifica” che l’Anbi nazionale da anni colloca a maggio. Sotto il marchio di Terrevolute saranno infatti riunite anche le singole iniziative che ciascun Consorzio veneto, in piena autonomia, organizzerà nella settimana tra il 20 e il 27 maggio nel rispettivo comprensorio; si sperimenterà così un modello di Festival diffuso su tutto il Veneto, che avrà come cuore San Donà di Piave.

La scelta della città non è casuale. San Donà di Piave, nel territorio del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, ha per il mondo della bonifica un valore simbolico importantissimo. Qui, nel 1922, si tenne infatti il Primo Congresso Regionale per le Bonifiche Venete che vide la presenza di esperti e politici da tutta Italia e nel quale furono poste le basi per la moderna bonifica, definita “integrale” perché unisce azioni finalizzate alla sanificazione del territorio con strategie d’irrigazione. Con Terrevolute | Festival della Bonifica si avvia così un percorso di iniziative che porterà, nel 2022, alla grande celebrazione del centenario del Congresso.

Il festival. Tratterà tematiche legate al territorio e al paesaggio, al rapporto tra uomo e ambiente, alla storia e alle attività produttive a partire dall’agricoltura.  È un Festival che intende giocare anche con la metafora, con il concetto di “uscire dalla palude” che oltre al senso letterale assume valenze simbolica anche dal punto di vista personale, sociale, professionale. In una parola “umano”. È un evento che si rivolge al grande pubblico ma che include anche momenti di confronto per addetti ai lavori: professionisti, amministratori, rappresentanti del mondo accademico e imprenditoriale.

Per questo il Festival prevede più articolazioni: spettacoli teatrali e musicali, convegni, animazioni di piazza, mostre e installazioni multimediali, eventi collaterali. Patrizio Roversi, Antonio Pennacchi, Mario Tozzi, Massimo Cirri, Luca Mercalli e la Banda Osiris sono solo alcuni dei nomi che affollano il cartellone degli spettacoli rivolti al grande pubblico, tutti gratuiti previa registrazione al sito dell’evento www.festivalbonifica.it. Grande rilievo è dato inoltre ai simposi scientifici con esperti provenienti da tutta Italia, ma anche Spagna e Marocco. Si terranno nella sala Ronchi del Consorzio Veneto Orientale e sono così intitolati: Rigenerare la città (giovedì 24, mattina); Ripensare il territorio (giovedì 24, pomeriggio);  Cambiamenti climatici e sicurezza idraulica (venerdì 25, mattina); Cambiamenti climatici e gestione delle risorse idriche (venerdì 25, pomeriggio); Patrimonio culturale della bonifica: paesaggio e memoria (sabato 26, mattina).

Vi saranno anche iniziative dedicate alla scolaresche, con la lezione plenaria conclusiva del Progetto Scuola di Anbi Vento “Alla Scoperta del meraviglio Mondo dell’Acqua” che porterà a San Donà di Piave studenti da tutto il Veneto, e il progetto didattico del Consorzio Veneto Orientale “Bonifica in gioco”. Sono previste poi iniziative a favore di ordini professionali valevoli per il conseguimento di crediti formativi. Ad arricchire la manifestazione saranno animazioni di piazza, mostre fotografiche, istallazioni multimediali, tour in bicicletta, iniziative gastronomiche e mercatini con prodotti agroalimentari del territorio (in collaborazione con le associazioni di categoria agricole).

La manifestazione è curata da Elisabetta Novello, prof.ssa di Storia economica all’Università di Padova, è sostenuta da Anbi Nazionale e si svolge in collaborazione con le associazioni di categoria del mondo agricolo – Coldiretti, Cia e Confagricoltura – e il Comune di San Donà di Piave. Enti patrocinanti sono: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente, Regione del Veneto (che ha inserito il Festival tra i Grandi Eventi), Comune di San Donà di Piave e Università di Padova.

Fonte: Servizio stampa Terrevolute/Festival della Bonifica

 

 

26 marzo 2018, a Codevigo (PD) il corso di formazione giornalisti, già disponibile nella piattaforma, sulla gestione idrogeologica del territorio organizzato in collaborazione con Argav

idrovora Santa Margherita di Codevigo (PD)

Si terrà lunedì 26 marzo 2018 all’interno dell’edificio che ospita l’idrovora Santa Margherita a Codevigo (PD) il corso di formazione giornalisti “La gestione idrogeologica del territorio: stato e prospettive del Veneto” organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav, Unaga (Unione Nazionale Associazione Giornalisti Agricoli), Anbi Veneto (Ass. Naz. Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue). Il corso (4 crediti, 50 posti disponibili, partecipazione gratuita) è già disponibile nella piattaforma di accreditamento.

Temi trattati. Il sistema di bonifica in Veneto. Consorzio di bonifica: ruolo, compiti e storia. Il Piano per la riduzione del Rischio Idrogeologico Anbi/Piano nazionale degli invasi: le ricadute sul Veneto. L’allertamento in emergenza regionale. La mappa del rischio idrogeologico. Siccità estate 2017. Il piano degli interventi. Dove reperire le informazioni in caso di emergenza. “Buone pratiche” nell’utilizzo dei social in caso di emergenza. Analisi sulla vulnerabilità del territorio. Analisi precipitazioni e cambiamenti climatici. Situazione dissesto dell’Emilia Romagna. Il protocollo Unitalia – Protezione Civile. Il volume “Note tecniche sulle alluvioni ed i servizi idrici integrati”.  Al termine, ci sarà la visità guidata all’impianto ed al Museo delle Idrovore. Introduzione Fabrizio Stelluto, presidente Argav, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Paolo Ferraresso, presidente Consorzio di bonifica Bacchiglione. Relatori: Andrea Crestani, direttore Anbi Veneto, associazione regionale dei consorzi per la gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue del Veneto, Gianluca Garro, opera nell’ufficio stampa di #Italiasicura, struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della presidenza del Consiglio dei Ministri, Renato Drusiani, dal 2013 advisor tecnico dell’area Idrico-Ambientale di Federutility, autore di numerose pubblicazioni in materia di acqua, energia, archeologia idraulica e management dei servizi pubblici locali, Marci Amanti, responsabile del servizio Geologia Applicata e Idrogeologia del Dip. Difesa del Suolo/Servizio Geologico d’Italia. Per la visita guidata all’impianto ed al Museo idrovore: Francesco Veronese, direttore Consorzio di bonifica Bacchiglione.

Il Veneto oltre l’emergenza siccità, a Fieragricola, giovedì 1 febbraio 2018 ore 13.30, Anbi Veneto incontra la stampa per fare il punto sulla situazione

I dati degli ultimi anni relativi alle precipitazioni piovose dimostrano che il Veneto, come tutto il Paese, si troverà sempre di più a far fronte a lunghi periodi siccitosi. La questione non può più essere trattata come emergenza ma attraverso misure strutturali che necessitano di progetti a lungo termine e nuove risorse.

Incontro rivolto alla stampa. A questo riguardo, Anbi Veneto organizza l’incontro stampa “Il Veneto oltre l’emergenza siccità” – Dal nuovo Piano Irriguo Regionale agli strumenti per il risparmio idrico“, che si terrà a Veronafiere nel Padiglione 3 – Area Forum giovedì 1 febbraio alle ore 13.30 nell’ambito di Fieragricola, in corso fino al 3 febbraio. All’incontro saranno presenti Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Regione del Veneto, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Andrea Crestani, direttore Anbi Veneto, Francesco Vincenzi, presidente Anbi.

Gli strumenti in via di definizione. L’istituzione del nuovo Piano Irriguo regionale, previsto nella legge di stabilità regionale 2018, rappresenta un nuovo fondamentale tassello nell’efficientamento della rete irrigua, affiancandosi ad altre misure quali il Piano Irriguo Nazionale, i nuovi strumenti finanziari previsti nella Legge di Stabilità dello Stato, l’aggiornamento sui fondi del Programma di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) e sui Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC), nonché le innovazioni tecnologiche messe in campo dai consorzi di bonifica per il risparmio idrico e il riuso delle acque di depurazione. L’incontro presenterà una panoramica su tali strumenti, partendo dal nuovo Piano Irriguo regionale, attualmente in fase di definizione, e che dovrà essere adottato entro giugno.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

A Verona l’Anbi presenta alla stampa le azioni per un Veneto più sicuro

Oggi, lunedì 6 novembre 2017, alle ore 12.30, il Consorzio di Bonifica Veronese (strada della Genovesa, 31/e, Verona) terrà la conferenza stampa “Manutenzione Veneto e Piano Invasi: azioni per un territorio più sicuro“, in cui verranno illustrati i dati relativi al Piano di Riduzione del Rischio Idrogeologico del Veneto inseriti nel piano “Manutenzione Italia 2017” presentato da Anbi al Governo, verrà inoltre illustrato il piano regionale degli Invasi, inserito nell’attuale Legge di Stabilità e fondamentale per far fronte alle problematiche della siccità.

Intervengono: Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Andrea Crestani, direttore generale Anbi Veneto, Francesco Vincenzi, presidente Anbi, Massimo Gargano, direttore generale Anbi.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto