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28 giugno 2017, direttivo Argav nel Trevigiano

Il prossimo direttivo ARGAV si terrà  mercoledì 28 giugno 2017 dalle ore 18,30 in una saletta messa a disposizione dall’Antica Trattoria Alle Fossette, locale storico veneto, che si trova a  Musile di Piave (TV). Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, candidature congresso 2017, prossime attività, varie ed eventuali.

23 giugno 2017, inizia da Venissa “Incontri in cantina”, la nuova inziativa Argav a carattere enologico realizzata in collaborazione con Arte&Vino

Da giugno a dicembre 2017 Argav, in collaborazione con l’associazione Arte&Vino, propone una nuova iniziativa legata al mondo enologico. Si tratta di “Incontri in cantina”, un modo informale e gustoso per avvicinarsi alla conoscenza del “nettare degli dei”. In tutto saranno 4 uscite a tema per 20/25 persone al massimo.

Prima uscita a Venezia e precisamente a Mazzorbo, per la visita alle ore 17 di Venissa. Focus dell’incontro sarà l’analisi sensoriale e la tecnica della degustazione, con la compilazione della scheda di valutazione. Relatore sarà Ottavio Venditto, mglior Sommelier Ais d’Italia 2014, costo di partecipazione per i soci Argav 10 euro a persona. Considerato che molti non hanno la “carta venezia”, c’è la possibilità di usufruire di un trasporto privato al costo di 15 euro a persona A/R con partenza da Altino (Quarto d’Altino) alle ore 16 (non sono ammessi ritardi) e rientro da Mazzorbo tra le 20.00 e le 21.00. Saranno inviati ai soli partecipanti le specifiche del posto ad Altino dove arrivare con l’auto. Le eventuali adesioni sono da inviare prima possibile alla segretaria Argav, Mirka Cameran (cell. 339-6184508, email: argav@fastwebnet.it), esplicitando se si intende di usufruire del trasporto da Altino.

Gli altri appuntamenti in programma ad “Incontri in cantina” sono: venerdì 22 settembre 2017, ore 17, Arquà Petrarca (PD), cantina Vignalta, argomento “Mineralità, sapidità e acidità. Quali le differenze? Come si riconoscono? Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?” venerdì 3 novembre 2017 ore 17 a Sant’Ambrogio di Valpolicella (VR), cantina Aldegheri, argomento “Struttura, Persistenza, Età Evolutiva. Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?”, relatore Marco Mitola – Sommelier di Arte&Vino; venerdì 15 dicembre 2017 ore 17 Crocetta del Montello (TV) cantina Villa Sandi, argomento “Abbinamento cibo – vino. Gli aspetti principali di riferimento”, relatore Ottavio Venditto, miglior Sommelier Ais d’Italia 2014.

28 aprile 2017, all’incontro Argav-Wigwam in Saccisica si parla di reti d’impresa operanti nella sostenibilità ambientale, turismo esperenziale e lupi. A fine convivio, in degustazione la Brasiola® del Piave, il “bigolo solidale”, il ragù di gallina Padovana ed il merlot dell’Abbazia bio.

foto di repertorio, incontri Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco

Venerdì 28 aprile si terrà a partire dalle ore 19 ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) il consueto incontro conviviale realizzato in collaborazione con Wigwam.

Saranno ospiti: Antonio Casotto, presidente Ethan SpA per presentare la rete d’imprese “Veneto Green Cluster” attiva nel settore della sostenibilità ambientale, riconosciuta dalla Regione Veneto e dell’Unione Europea; Giancarlo Ferron, guardiacaccia e scrittore, per presentare il suo ultimo libro “Lo sguardo del lupo”; Cecil Rousset, operatrice turistica, per presentare la proposta di turismo esperenziale di Confartigianato Veneto.

I produttori e gli artigiani protagonisti della serata sono: Alessandro Doretto, maitre sabreur dell’Antica Trattoria Alla Fossetta di Musile di Piave (V(, locale storico veneto, per presentare la novità “La Brasiola® del Piave”;  Enrico e Alberto Artusi, titolari del Pastificio Artusi di Casalserugo (PD, che produce pasta fresca artigianale di alta qualità, per presentare il “Bigolo solidale”, fatto con farina di grano Iervicella del territorio terremotato; Matteo Fiorenzato, co-titolare della Macelleria da Diego di Codiverno di Vigonza (PD), specializzata nella produzione artigianale di rugù della tradizione di carne e vegetali, per presentare il ragù di Gallina Padovana e Raffaele Sovran, vitivinicoltore di Sesto al Reghena (PN) per presentare il il Merlot dell’Abbazia Bio. Degustazioni a fine incontro preparate e presentate da Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, presidente del Circuito Wigwam.

Lutto in casa Argav

Nelle scorse ore ci ha lasciati la mamma dei soci Renzo e Ornella Michieletto. Il presidente Fabrizio Stelluto, il direttivo e i soci si stringono intorno a loro in questo momento di dolore e porgono le più sentite condoglianze, sperando che il Santo Natale possa comunque portare loro un po’ di serenità.

11 giugno 2016, visita di studio in Cansiglio per giornalisti

Cansiglio faggeta x webVeneto Agricoltura e Argav organizzano per sabato 11 giugno (ore 10,00-18,00) una visita guidata per giornalisti in Cansiglio. Sono disponibili ancora alcuni posti, gli interessati contattino Veneto Agricoltura: renzo.michieletto@venetoagricoltura.org, tel. 049 8293716 – 349 5877454.

Il programma della giornata. Oltre ad una facile escursione nel bosco per capire le specie presenti, alcuni concetti base della selvicoltura naturalistica ed il concetto di multifunzionalità della foresta, si visiteranno il Giardino Botanico Alpino “G. Lorenzoni”, inaugurato nel 1972, di straordinaria importanza per la biodiversità dell’area, il Museo Regionale dell’Uomo “A.Vieceli”, che  espone la storia della presenza umana in Cansiglio a partire dalla Preistoria ed il villaggio cimbro.

13 giugno 2016, a Conegliano (TV) evento ARGAV-UNAGA di formazione stampa sul vino

bottiglie-di-vinoIl 13 giugno dalle 14.30 presso l’Aula Magna del Cirve, Università di Viticoltura ed Enologia di Conegliano (Tv), si svolgerà”#Vino3.0: comunicare e promuovere il vino. Il ruolo dell’informazione e del marketing dal calamaio al touch”, evento per giornalisti promosso da Argav – Unaga e FIS Veneto riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti per i crediti formativi.
Programma. Sarà l’occasione per i colleghi della carta stampata, in particolare per coloro i quali si occupano di food & wine, di seguire il seminario dedicato a “comunicazione e promozione del vino tra informazione e marketing“, un excursus dalla carta al web tra diritti e doveri dell’informazione analizzando il fenomeno vitivinicoltura da un punto di vista culturale e commerciale tra vecchi e nuovi media e strumenti di comunicazione. Moderato dal socio e collega Gian Omar Bison, presenti tra i relatori il presidente Unaga Mimmo Vita, il preside della facoltà Vasco Boatto, Franco Maria Ricci, presidente di Fondazione Italiana Sommelier e direttore Bibenda, Daniele Maestri, giornalista e sommelier e Alessandro Olivieri, CEO Vinitaly Wine Club. L’iscrizione all’evento avviene tramite la piattaforma Sigef: https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/

Vini Lison-Pramaggiore (Ve), i terreni ricchi di “caranto” donano aromi e qualità, l’esperienza dei soci ARGAV nella cantina di Toni Bigai

Soci Argav da Toni Bigai

I soci ARGAV partecipanti alla lezione in vigna da Toni Bigai

(di Omar Bison) Proseguono gli appuntamenti in azienda del sodalizio Argav-Unaga e FIS Veneto. Dopo il corso sul vino e la vitivinicoltura specifico per comunicatori e giornalisti, la ripresa delle giornate didattiche si è svolta presso l’Azienda “A Mi Manera” di Toni Bigai zona Lison – Pramaggiore (VE).

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Soci Argav in visita alla cantina A Mi Manera

Personaggio eclettico, originale, fantasioso e comunque innamorato del vino e della viticoltura al punto da sforzarsi sempre e comunque di viverlo e produrlo “a modo suo”. Durante la lezione, svoltasi soprattutto in vigneto alla presenza, tra gli altri, del prof. Giovanni Cargnello, agronomo ed enologo di fama e di Riccardo Fabbio, sommelier, si è parlato di qualità in vigna: dalla scelta della cultivar al clone, dal portainnesto al il sesto di impianto, dai diversi sistemi allevamento  alle potature verdi e secche. Una sola certezza: la cura del vigneto e le scelte colturali determinano la qualità dell’uva, che sta alla base della qualità del vino.

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Soci ARGAV in visita alla cantina A Mi Manera di Toni Bigai

Filosofia della cantina: raccogli il grappolo che vorresti mangiare. “Dico sempre ai collaboratori impegnati nella vendemmia – sostiene Toni Bigai – di non raccogliere grappoli di uva, che non mangerebbero”. La giornata è proseguita con la degustazione didattica, accompagnati dai sommelier della FIS Veneto, Massimiliano Masini e Antonio Iodedo, che hanno presentato e accompagnato l’assaggio di “Ghemme” e “Gattinara”, esaltandone i punti in comune a partire dal vitigno (nebbiolo), ma anche rilevando le caratteristiche organolettiche specifiche e in particolare l’influenza dei terroir di riferimento. Tra i vini di Bigai sono stati degustati: ”A mi manera” bianco (ottenuto da una base di uve Tocai Friulano, macerate nella buccia congiuntamente a piccoli quantitativi di uve Malvasia Istriana, Chardonnay, Piccolit Friulano), vino battonato (rimontato settimanalmente nei propri lieviti) per otto mesi circa fino ad avere profumi ed ampiezza del gusto di notevole spessore; a seguire,  Tai 2014 e Chardonnay.  

La zona “Lison-Pramaggiore”, è caratterizzata da terreni pianeggianti, venutisi a creare nel corso dei millenni ad opera delle glaciazioni e dei successivi depositi alluvionali, trasportati dalle acque di scioglimento degli antichi ghiacciai, che andavano ritirandosi. Inoltre, negli stessi terreni, si riscontra, a debole profondità, la formazione di vari strati di aggregazione di carbonati, da cui ne esce il tipico detto locale “terreni ricchi di caranto“. È proprio in questi terreni che si riconferma ciò, che è conosciuto da tempo e cioè che i terreni ricchi di calcio producono vini pregiati, ricchi di sostanze aromatiche.

22 aprile 2016, l’accordo con FIS porta i soci ARGAV a lezione nel vigneto di Toni Bigai a Lison di Portogruaro (VE)

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La firma del protocollo d’intesa tra Mimmo Vita (UNAGA), Raul D’Alessandro (FIS Veneto) e Fabrizio Stelluto (ARGAV)

L’ARGAV,  in collaborazione con F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) Veneto, ha deciso di continuare il percorso formativo sul vino e la viticoltura attraverso l’organizzazione di giornate didattiche in azienda, mirate alla formazione di giornalisti e comunicatori. L’obiettivo resta quello di dare, a chi scrive e parla di vino, strumenti minimi, ma adeguati a descriverlo in maniera appropriata oltre che aprirci a realtà produttive importanti del comparto veneto.

Grazie al protocollo d’intesa sottoscritto con F.I.S. Veneto, abbiamo visitato quattro aziende significative, con lezioni e degustazioni specifiche in un minicorso di avvicinamento al vino, che ha visto soci F.I.S. impegnati nella veste di relatori e guide alla degustazione. Considerata la qualità della proposta, abbiamo ora deciso di darle seguito con giornate tematiche, replicandone le modalità organizzative: tendenzialmente di venerdì, alle ore 17.15; un’ora di formazione tematica, visita dell’azienda e poi degustazione didattica di due vini “foresti” e due vini aziendali.

Il prossimo appuntamento è previsto venerdì 22 aprile alle ore 17.15 presso l’Azienda “A Mi Manera” di Toni Bigai a Lison di Portogruaro (Ve). La lezione sarà in vigneto e tenuta da un tecnico esperto per parlare di qualità in vigna: dalla scelta della cultivar al clone al portainnesto, il sesto di impianto, i diversi sistemi allevamento, le potature verdi e secche.

Nella Bassa Padovana, il museo (San Salvaro) e la cantina (Ponte al Masero) che non ti aspetti

(di Marina Meneguzzi) Giovedì 24 marzo scorso i soci ARGAV hanno visitato un’oasi di pace nella campagna veneta, il Monastero di San Salvaro, (via Pozzotto 1, San Salvaro-Urbana), uno degli edifici più antichi della Bassa Padovana.

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Un modellino del Monastero di San Salvaro presente nel Museo delle Antiche Vie

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da sx Alice Cavatton e Roberto Soliman

Nostri gentili anfitrioni sono stati Roberto Soliman, già sindaco di Urbana, attivo per anni nella valorizzazione culturale del monastero ed Alice Cavatton di Historia Tourism, associazione di giovani che gestisce attualmente il complesso museale. Ed è stata proprio Cavatton ad illustrarci la rinnovata realtà turistica, che oggi rappresenta un punto di partenza ideale per conoscere un ambiente del tutto caratteristico, sospeso tra percorsi storici e vie d’acqua. Il monastero di San Salvaro si trova, infatti, sul lato destro del fiume Fratta, al confine con la provincia veronese.

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Nel Museo delle Antiche Vie si può vedere la riproduzione di una mappa storica del territorio

Un po’ di storia. “Il Fratta rappresentava già in epoca romana una preziosa risorsa per il trasporto di merci e persone nonché per l’approvvigionamento idrico di campagne e persone, come possono documentare alcune carte e mappe conservate oggi al museo”, ha raccontato Cavatton. “Il centro monastico di San Salvaro, nei documenti Santissimo Salvatore, poi abbreviato per consuetudine in “Salvaro”, nasce attorno all’’XI secolo quando gli Estensi, avendo molte proprietà nel territorio della “scodosia”, fecero le loro prime donazioni alla chiesa affinché si sviluppassero monasteri e abbazie. Dal 1407 fino al 1690 il monastero passò sotto la guida dei Camaldolesi che già si erano stabiliti nella vicina Carceri. E’ probabilmente in quest’epoca che il monastero raggiunse il suo massimo splendore, arrivando ad ospitare fino a 15 monaci. Sappiamo dai documenti che la comunità monastica era autosufficiente, i monaci producevano miele, vino ed olio, curavano e lavoravano le terre e molto probabilmente anche la gestione di un piccolo giardino officinale con piante a fini medicamentosi”.

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Nell’ex granaio/fienile del Monastero oggi trova posto il Museo delle Antiche Vie

Luogo di ristoro per i pellegrini. Il monastero era posto lungo una via minore di pellegrinaggio che permetteva di raggiungere Santiago de Compostela, fungeva dunque anche da locanda per ristoro di genti e animali, luogo di rifugio per anime bisognose e meno abbienti. Dopo il 1690, l’intero patrimonio architettonico, compresi i quasi 3000 campi padovani, venne messo all’’asta, probabilmente per finanziare le guerre della Repubblica di Venezia, ma anche per una carenza di vocazioni. Tre anni dopo il monastero con le sue proprietà venne acquistato dalla famiglia nobile Carminati, originaria di Milano ma trasferita prima a Bergamo e poi a Venezia, che trasformò l’intero complesso in azienda agricola di campagna fino agli anni 50 del ‘900. Il complesso monastico fu quindi acquistato prima dalla parrocchia di San Salvaro e poi dal comune di Urbana nel 1997. Intorno agli anni 2000,  è stato sottoposto ad un importante progetto di restauro e recupero funzionale degli spazi per restituirlo in tutto il suo splendore alla comunità”.

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Tra gli oggetti conservati nel Museo delle Antiche Vie, anche le scarpe-zoccolo di un tempo

Il monastero oggi. Oltre alla chiesetta adiacente, che conserva un bell’affresco, all’interno dell’ex complesso monastico si può ammirare il Museo delle Antiche Vie, piccolo centro di documentazione storica del territorio della Bassa Padovana, che mette in luce le vie di comunicazione, i collegamenti, i costumi e i mestieri che caratterizzarono la storia e l’evoluzione di queste terre. In virtù dell’antico ruolo di ricovero, nella struttura è stato ricavato un ostello destinato all’accoglienza di pellegrini e turisti, anche amanti delle vacanze in bici, nonché adatto ad accogliere campi scuola e soggiorni estivi residenziali (anche in autogestione ) sia durante i mesi invernali che estivi. Varie e molteplici le attività proposte dall’associazione Historia Tourism: visite guidate alle città d’arte, escursioni, programmi didattici, giochi, laboratori naturalistici,visite alle aziende agrituristiche, attività all’aria aperta.

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I soci ARGAV nell’ingresso-osteria del Monastero di San Salvaro

Nell’ingresso-osteria del Museo si trova il punto informazioni in cui lo staff dell’Associazione Historia Tourism dispensa consigli ai visitatori per la visita del territorio, ricco di centri minori, monumenti, chiese, aziende agricole e fattorie didattiche, in autonomia o in compagnia delle guide turistiche. Nell’osteria è presente anche la Bottega dei sapori tipici, come i vini del Merlara Doc, il prosciutto crudo Berico-Veneto, gli insaccati della Bassa Padovana, i formaggi della latteria di Urbana, miele e marmellate a km 0.

25 aprile, pic nic al Monastero, 1 maggio a spasso con il botanico. Per chi volesse visitare il complesso museale, può approfittare delle prossime iniziative in programma. All’insegna di cultura e benessere, la proposta di lunedì 25 aprile, con il Museo aperto con orario continuato e nel pomeriggio attività ricreative per i più piccoli (laboratori di baby yoga, decorazione di mandala e favole nel bosco). Martedì 26 aprile, alle ore 20.30, è previsto invece il corso “Le piante che ci appartengono, come riconoscere e utilizzare le specie vegetali, le piante aromatiche e officinali del nostro territorio“, tenuto da Giovanni Nalin e propedeutico all’escursione naturalistica che ci sarà domenica 1 maggio con partenza alle ore 15 dal Monastero di San Salvaro (iscrizione 10/5 euro). Maggiori info: 347-6238422.

Manuel Bisin

Manuel Bisin, titolare insieme alla famiglia dell’azienda agricola Ponte al Masero

La Doc Merlara più piccola del Veneto ha 2 soci, una cantina sociale e Ponte al Masero. A proposito di sapori tipici della Bassa Padovana, terminata la visita al monastero, i soci ARGAV hanno visitato l’azienda agricola Ponte al Masero di Merlara, che deve il nome all’antica tradizione della lavorazione della canapa, un tempo qui fatta macerare (masero) in un corso d’acqua. Ad accoglierci, c’era Manuel Bisin, giovane viticoltore che, dopo gli studi in Trentino (Fondazione Mach) e nel Collio (Cormons), ha preso in mano le redini dell’azienda vinicola paterna, che conferiva le uve alla cantina sociale di Merlara (oggi gruppo Collis), per farne un’azienda agricola che punta su ricerca e qualità.

Cantina Ponte al Masero

esterno cantina Ponte al Masero

Malvasia istriana, irrigazione sotteranea e sensori per la fermentazione. “La nostra prima scelta è stata quella di differenziare la produzione incentivando la coltivazione di Malvasia istriana, oggi pressoché abbandonata nel territorio a favore del prosecco”, ha raccontato Bisin. “Quindi abbiamo guardato alla ricerca, collaborando con Università, centri di ricerca specializzati, come il Crea-vit di Conegliano e il CNR, nonchè con privati, mettendo a punto tecnologie all’avanguardia, come i sensori che rivelano lo stato di fermentazione del vino ed un sistema di irrigazione sotteranea. Siamo fortunati, la nostra zona è caratterizzata da una buona escursione termica, che dà alle uve aromi e concentrazione zuccherina, il terreno, un mix di sabbia, limo, argilla, dona invece ai nostri vini la mineralità. Per il resto, c’è un grande lavoro in vigna, abbiamo persino sviluppato una tecnica agricola per salvare il grappolo dalla grandine. Oltre alla Malvasia, i nostri 10 ettari sono vitati a Tai, Merlot e Cabernet Franc, raggiungiamo una produzione di 6/700 ettolitri all’anno, con prospettive di crescita. Vendiamo soprattutto nel territorio – vini in bottiglia e sfusi – ma abbiamo una piccola esportazione in Francia, dove hanno iniziato ad apprezzare i nostri vini rosso e rosato”. Vini dal buon rapporto qualità/prezzo, che abbiamo potuto degustare e comprare nella saletta che accoglie i visitatori, ripromettendoci di tornare per ulteriori assaggi e acquisti quando saranno pronti quelli del 2015, “una grande annata”, ha annunciato Bisin.

 

Informazione agricola, per Coldiretti una possibilità residuale, più che scelta strategica

Il presidente Fabrizio Stelluto, il Direttivo e i soci ARGAV esprimono grande sconcerto per la decisione di Coldiretti Rovigo di non avvalersi più da gennaio 2016 della collaborazione professionale di Beatrice Tessarin, giornalista e nostro vice presidente vicario, che con l’organizzazione professionale agricola polesana aveva un contratto di collaborazione per l’attività di Ufficio Stampa.

La comunicazione le è stata data l’antivigilia di Natale 2015, senza che niente lasciasse intravvedere una simile decisione, dopo otto anni in cui la collega Tessarin ha contribuito con il suo lavoro a dare a Coldiretti Rovigo una grande visibilità mediatica.

Coldiretti Rovigo ha motivato la decisione come una scelta di contenimento dei costi. Ancora una volta, dispiace quindi constatare che, fra i primi a pagare per scelte indipendenti dalla loro volontà, siano gli operatori della comunicazione, a testimonianza di come questa sia ancora vissuta non come una scelta strategica, bensì come una possibilità residuale. E’ un’opzione legittima, purché si sia consci che la professionalità acquisita in anni di lavoro (senza contare l’impegno personale) non è valore facilmente sostituibile, come invece sembra pensare Coldiretti Rovigo. Che pare abbia delegato la comunicazione locale a personale interno che non ha titolo per svolgere attività giornalistica.

ARGAV esprime profonda solidarietà a Beatrice, collega che stimiamo per l’impegno e la professionalità dimostrata nella sua attività giornalistica e associativa, che ha sofferto e sta soffrendo molto per una scelta che le riserva grandi incognite per il suo futuro lavorativo. Una scelta, quella compiuta da Coldiretti Rovigo, che ci sconcerta particolarmente visto che l’Organizzazione opera in una provincia dove l’agricoltura è settore economico e sociale trainante, e che assume una valenza pesante per il già ridotto scenario dell’informazione agricola veneta per migliorare il quale ci stiamo impegnando.