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A Jesolo (VE) un progetto “d’impatto”con la natura

foto Natural Impact Project

foto Natural Impact Project

(di Marina Meneguzzi) Il nome – Natural Impact Project – potrebbe far pensare a un gruppo musicale (e poi vedremo che la musica in parte c’entra). Si tratta invece di un’associazione che unisce l’attività di sport&natura, condotta da tre ragazzi mestrini, Claudia Campagna, Andrea Benincasa e Alessandro Civran. Che, forti del loro entusiasmo e dell’amore per il territorio, stanno cercando di rilanciare, dopo un lungo periodo di chiusura, dei laghetti di pesca sportiva a Jesolo (via Ca’ Giacchetto 19), in provincia di Venezia, in una zona verde abbracciata dal Sile.
Direttivo Jesolo

Parte del direttivo ARGAV ai lavori nello spazio verde di Natural Impact Project

I laghetti, di origine artificiale, sono sei, tra loro collegati al fiume da chiaviche, aperti alla pesca sportiva “no kill”, per cui ogni pesce catturato viene rilasciato in acqua. “I laghetti sono abitati da pescegatti, trote, storioni, carpe, temoli russi, e tanti altri pesci, alcuni anche di mare, in quanto l’acqua è salmastra“, racconta Andrea, 35 anni, che li ha “censiti” e curati fin dal loro arrivo.  “Abbiamo preso in gestione i laghetti a maggio di quest’anno e a tutt’oggi ci hanno visitato un migliaio di persone circa, anche stranieri, arrivati grazie al passaparola e ai social network, un buon esito che fa ben sperare per il futuro”, racconta Claudia, 27 anni, laureata in Scienze sociali, appassionata di musica. Che coltiva organizzando, nello spazio verde ben curato che circonda i laghetti, dei pomeriggi con spettacoli musicali dal vivo.

Andrea_Claudia_Natural_Impact_Project

da sx Andrea Benincasa e Claudia Campagna

Tra grigliate e wake park. “A chi lo desiderasse, siamo in grado di offrire su prenotazione delle grigliate di carne, in futuro ci piacerebbe aprire di più al mondo della ristorazione, ma è ancora prematuro parlarne, abbiamo già investito nell’attività tutti i nostri risparmi e dunque dobbiamo essere cauti“, raccontano all’unisono. Adiacente ai laghetti di pesca sportiva, c’è un altro specchio d’acqua in cui altri giovani, in felice collaborazione d’intenti con Natural Impact Project, offrono attività di wakeboard, sport acquatico che nasce dalla fusione tra sci nautico e snowboard, per cui, grazie a un cavo trasportatore e alcuni ostacoli, chi si cimenta riesce a compiere salti e acrobazie sull’acqua.

 

 

 

9 ottobre 2015, al via il corso di avvicinamento alla degustazione del vino FIS-ARGAV

bicchiere_di_vinoNell’ambito dell’accordo di collaborazione firmato da ARGAV con Fondazione Italiana Sommelier, prenderà il via il 9 ottobre per terminare il 15 gennaio 2015 il corso di avvicinamento alla degustazione del vino (max 16 partecipanti), che si terrà in 4 importanti cantine venete.

Programma. Le lezioni si terranno dalle ore 17,15 alle 20,30. Dopo la parte teorica, seguirà quella pratica con la degustazione guidata di 3 vini per ogni serata, di cui uno della cantina ospitante.  Venerdì 9 ottobre 2015 nella cantina Az. Agricola Le Carline (via Carline 24, Pramaggiore-Venezia tel. 0421799741 ) si parlerà di “Tecnica della degustazione“, docenti saranno Mariucia Pelosato e Massimiliano Masini. Venerdì 13 novembre 2015 nella cantina Az. Agricola Maculan (via Castelletto 3, Breganze-Vicenza, tel. 0445-873733) si parlerà di “Enologia e produzione del vino bianco, rosso  e rosato“, docenti Mariucia Pelosato e Paola Dallemulle. Giovedì 3 dicembre 2015,  nella cantina Az. Agricola Cecchetto (via Piave 67, Tezze di Piave-Treviso, tel. 0438-28598), si parlerà di “Produzione vini spumanti, dolci, e speciali gli strumenti di lavoro ed elevazione di cantina botti, barrique e bottiglie“, docenti Filippo Busato e Mauro Businaro. Venerdì 15 gennaio 2016, nella cantina Speri Viticoltori (via Fontana 14, Pedemonte-Verona, tel. 045-7701154), si parlerà di “Conservazione del vino, principali difetti (tappo) temperature di servizio e bicchieri, guide mode e scheda a punteggi“, docenti Raul D’Alessandro e Nicola Campanini.

Stasera all’incontro ARGAV-Wigwam si parla di fitodepurazione, agricoltura sociale, problematiche dei settori lattiero-caseario e zootecnico

Platea incontro ARGAV Wigwam Agronet dicembre 2012

foto di repertorio incontro ARGAV-Wigwam

Stasera, venerdì 25 settembre, alle ore 19 circa, ricominciano gli incontri ARGAV nel
Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

Ospiti. Nell’incontro,  si farà il punto su alcune situazioni d’attualità. In particolare, ci sarà Terenzio Borga, presidente A.Pro.La.V., che parlerà del settore lattiero-caseario (alla vigilia di “Caseus Veneti”), Carlo Bendoricchio, direttore Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (Venezia Mestre), che illustrerà le esperienze di disinquinamento con metodi naturali (fitodepurazione) in atto nel bacino scolante della laguna di Venezia, Dario Fabbri di Confcooperative Rovigo, che presenterà  opportunità ed esperienze nel campo dell’agricoltura sociale, e Giuliano Marchesin, direttore Unicarve e socio ARGAV, che spiegherà i tanti motivi di preoccupazione per il settore zootecnico veneto.

Passione e attenzione alla qualità, il segreto (svelato) del successo della storica Latteria Perenzin a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV)

Soci Argav+Perenzin

18 aprile 2015, I soci ARGAV in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano Emanuela Perenzin

(di Marina Meneguzzi) Il formaggio in frigo ha fatto la muffa? Contrariamente a quanto potreste pensare, è un buon segno, significa che nel produrlo non sono stati usati conservanti e che, se indicata nell’etichetta di confezionamento la parola “edibile“, potete mangiarvi anche la buccia! Parola di Emanuela Perenzin, titolare insieme al marito Carlo Piccoli dell’omonima storica Latteria a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), meta della visita dei soci ARGAV lo scorso 18 aprile.

scaffalutura formaggi bio foto Beatrice Tesserin

Scaffalatura formaggio capra bio (foto Beatrice Tessarin)

Innanzitutto, qualche dato: casari da 4 generazioni, Prenzin Latteria ha registrato nel 2014 3milioni di fatturato (+ 13% rispetto al 2013), lavorando 2 milioni di litri di latte proveniente da stalle di Belluno, Brunico, Susegana (il latte di bufala dell’azienda agricola Borgoluce, che i soci ARGAV in passato hanno visitato) e da un’unica stalla di Conegliano (la società agricola biodinamica San Michele Tre Marie). Pionieri nella riscoperta dei formaggi a base di latte di capra, Perenzin Latteria è leader in Italia nella produzione di formaggi caprini da latte biologico.

Museo Perenzin 1Percorsi Enogastronomici di Ricerca. La visita è stata un’esperienza sensoriale davvero coinvolgente, ripetibile da tutti, possibilmente su prenotazione (tel. 0438-21355),  che ha consentito di visitare il caseificio – percorso museale con i cimeli e le glorie di famiglia compreso -, i magazzini e di gustare una selezione di prodotti. La visita è iniziata dal nuovo PER, (Percorsi Enogastronomici di Ricerca), innovativa formula di accoglienza che associa alla vendita di oltre 30 tipologie tra formaggi di vacca, capra, bufala e bio, anche salumi, vini, birre artigianali e una selezione di specialità gastronomiche italiane di qualità.

degustazioneIl formaggio è una creatura che respira, vive e matura giorno dopo giorno. Associata alla vendita, c’è l’attività di ristorazione nel Cheese bar Osteria del Casaro dove è possibile deliziarsi con menù a tema nonché fare interessanti degustazioni guidate, condotte con grazia e maestria anche dalla stessa Emanuela Perenzin (costo 10 euro a persona per gruppi di 5/6 persone con assaggio di circa una decina di formaggi). In occasione della nostra visita, abbiamo assaggiato nove formaggi partendo, in un crescendo di sapori, dalla caciotta senza sale, che odora di burro e di panna, per passare alla specialità della casa, il piccolo fiore di bufala – davvero magnifica la sua scioglievolezza in bocca! – , e ad una serie di formaggi “ubriachi” e affinati al vino, dal bufala ubriacato al Glera (vitigno del Prosecco), dolce e piccante con un retrogusto finale di bufala e “di  cantina”, medaglia d’oro all’ultima edizione del World Cheese Awards di Londra, al capra al Traminer, al Millefoglie ubriaco al Marzemino. Ed ancora, abbiamo assaggiato il formaggio Montagna, dagli aromi di erbe e fiori di prato dei pascoli altoatesini, il formaggio di capra affinato al pepe, il formaggio San Pietro in cera d’api, dai sentori mielati con retrogusto vanigliato e fiorito, ed infine il Castel, libera interpretazione dei Perenzin di come poteva essere un formaggio nel Medievo, fatto con latte crudo non pastorizzato, ricco di grasso e proteine, e lasciato inacidire per un giorno in ambiente igienicamente controllato, morbido nel sottocrosta e sempre più consistente a mano a mano che ci si avvicina al cuore del formaggio.

Soci Argav + Carlo Piccoli

I soci Argav in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano a destra Carlo Piccoli, direttore Accademia Int.le dell’Arte Casearia

Con i corsi dell’Accademia dell’Arte Casearia, si dà “forma” ai propri desideri professionali. Tra le attività intraprese da Emanuela Perenzin e, soprattutto, da Carlo Piccoli, c’è la nascita dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia,  sorta dalla collaborazione con l’Associazione Famiglie rurali Sinistra Piave. L’Accademia è l’unica presente in Italia, dopo quella di Thiene (Vi) istituita nel 1927 ma chiusa anni orsono, ed è ospitata negli spazi dello stabilimento della Latteria. A dirigere l’Accademia è Carlo Piccoli, maestro assaggiatore Onaf dal 1995 e casaro “sperimentatore”, grazie al suo lavoro ventennale in produzione e in negozio, che gli ha permesso negli anni di avere un dialogo diretto con i clienti. “In un momento in cui la crisi si fa sentire in ogni settore – ha affermato Piccoli –, è importante recuperare mestieri della tradizione delle nostre zone. Purtroppo manca la conoscenza pratica di tali lavori. Per questo abbiamo pensato di istituire l’Accademia, che si basa sulla quotidianità e sulle reali dinamiche di un caseificio e dove oltre all’insegnamento sulle varie fasi di trasformazione del latte, ci prefiggiamo di trasmettere una passione, attraverso dei corsi pensati per chi vuole mettere velocemente a frutto ciò che apprende. Le lezioni sono mirate, tecniche, e inserite nel contesto reale lavorativo, viene dato spazio anche all’aspetto del marketing, al fine di insegnare a gestire in autonomia una piccola azienda”. I corsi durano una settimana e si svolgono pressoché ogni mese, al termine delle lezioni viene rilasciato un attestato, principali destinatari sono aziende agricole, malghe con piccoli allevamenti, giovani imprenditori agricoli, addetti al settore caseario e gastronomico e tutti coloro che sono interessati ad imparare un vecchio mestiere artigianale, che si sta sempre più industrializzando (info date e costi attività didattiche, tel. 0438 21355 oppure mail a accademia.artecasearia@gmail.com).

29 maggio 2015, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) l’incontro ARGAV-Wigwam. Vino, musica e problemi legati all’agricoltura, di montagna e non, gli argomenti della serata.

Piatti Rifugio Alpe MadreVenerdì 29 maggio, alle ore 19, si tiene il consueto appuntamento di fine mese al Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Avremo ospiti Liliana Carraro, responsabile comunicazione “Antonio Carraro” Trattori e Macchine agricole, che ci parlerà di nuove normative comunitarie penalizzanti l’Italia, Massimiliano Masini, direttivo F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) Veneto, che illustrerà obbiettivi e metodologie dell’associazione, Dario Ferroni, gestore del Rifugio Alpe Madre Monte Grappa Solagna, che illustrerà realtà e problemi di un giovane imprenditore di montagna. Dulcis in fundo, la cantautrice Erica Boschiero presenterà il suo nuovo Cd “Caravanbolero”.

 

24 aprile 2015, a carattere “internazionale” l’incontro ARGAV-Wigwam (con finale veronese)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Venerdì 24 aprile 2015 alle ore 19 si terrà al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) il consueto incontro mensile di aggiornamento professionale. Nell’occasione, avremo ospite una delegazione della Slovacchia nell’ambito di un progetto di interscambio con l’Italia. Saranno inoltre presenti Federico Giotto, enotecnico di fama internazionale, fondatore della “Giotto Earth Listener”  e Antonio Tomezzoli, risicoltore veronese.

 

 

27 marzo 2015, all’incontro ARGAV-Wigwam si parla di “cultura dell’acqua”, di oli e dell’asparago di Conche

Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venezia illustra la fusione ai soci ARGAV

foto d’archivio di un passato incontro ARGAV-Wigwam

Questa sera, venerdì 27 marzo 2015, alle ore 19, si terrà al circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (PD) il consueto appuntamento mensile ARGAV-Wigwam. Nell’occasione, saranno con noi Eriberto Eulisse, direttore del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua, Federico Dianin, presidente Consorzio Agrario del Nordest, Giuseppe Matticari,  imprenditore marchio “Crudolio” di Montecchio Maggiore (VI).  Protagonista della conviviale sarà anche l’asparago di Conche, grazie alla maestria dell’anfitrione-chef-amico, Efrem Tassinato.

Fraccaro Spumadoro, “più che un’azienda dolciaria, una grande pasticceria di tradizione famigliare”

Benvenuto Fraccaro(di Marina Meneguzzi) Semplicità, genuinità e qualità: i soci ARGAV hanno potuto toccare con mano i valori portanti di Fraccaro Spumadoro di Castelfranco Veneto (Tv), “più che un’azienda dolciaria d’importanza nazionale, una grande pasticceria di tradizione famigliare”, come amano descriversi gli stessi titolari. L’occasione è stata la visita agli stabilimenti di produzione dell’impresa, nonché al neonato Fraccaro Cafè, lo scorso 13 marzo. Ad accoglierci con calorosa simpatia, Luca e Michele Fraccaro e Paolo Pietrobon, rispettivamente terza e quarta generazione della famiglia Fraccaro.

Luca Fraccaro Fabrizio Stelluto Paolo Fraccaro

da sx Luca Fraccaro, Fabrizio Stelluto che dona la penna ricordo ARGAV e Paolo Fraccaro

Una “fragrante” chiave di successo. 1932, 2000, 2010: le tre annate segnano tre tappe importanti per la famiglia Fraccaro. Il 1932 è l’anno della fondazione, dovuta all’iniziativa di Giovanni Fraccaro che, insieme alla moglie Elena, aprì un panificio sotto l’antica torre del castello della “Città del Giorgione”. Nell’arco di qualche anno, complice il maggior benessere economico che spingeva i castellani, così si chiamano gli abitanti di Castelfranco, al consumo di beni più “voluttuari”, il panificio cominciò a sfornare anche dolci, divenuti con il passare degli anni “core business” aziendale. Nel 2000, l’azienda, trasferitasi fin dagli anni ’70 nell’attuale sede in via Circonvallazione, sempre a Castelfranco, introduce la linea Bio, che tanto successo ha in Italia e all’estero (in particolare in Francia). Nel 2010, per rispondere alle richieste di un consumatore sempre più attento alla salute e all’etica, arriva la linea Vegana al farro. Tre tappe importanti, si diceva, nella storia dell’azienda dolciaria che hanno in comune un “fragrante” filo conduttore: il “lievito madre” originale del 1932. Che in barba a guerra e crisi economiche, continua da ottant’anni a far “vivere” i prodotti dolciari Fraccaro, divenendone la chiave del successo.

Michele Fraccaro lievito madre 1932

Michele Fraccaro tiene tra le mani il Lievito Madre del 1932

I prodotti dolciari Fraccaro vengono ancor oggi realizzati in modo del tutto artigianale. Certo, alcune fasi di lavoro sono state automatizzate, ma la manualità e l’attenzione artigianale restano ancora predominanti in tutta la produzione. “Il Lievito Madre Fraccaro viene tenuto vivo giornalmente, grazie alla fermentazione naturale di farina e acqua nel quale sono presenti microrganismi che si riproducono e trasformano gli zuccheri in anidride carbonica”, racconta con dovizia di particolari Michele Fraccaro, accompagnandoci nella visita ai reparti di produzione. “Il nostro lievito madre dà il vantaggio dell’estensibilità durante la lavorazione della pasta, che con questo ingrediente diventa liscia più velocemente, ottenendo una migliore alveolatura e maggiore sofficità con un gusto e un aroma più intensi. Inoltre, con l’impiego del nostro lievito naturale anche la digeribilità ci guadagna”. L’azienda conta oltre 100 prodotti, suddivisi in tre linee: la linea Pasticceria (dolci legati alle festività natalizie e pasquali), la linea Spumadoro (dolci e merende realizzate con 12 ore di lievitazione, e contengono mediamente il 50% di grassi in meno rispetto ad un classico croissant di pari peso) e la linea Pasticceria Bio, con anche proposte vegane.  Tutti i prodotti lievitati sono realizzati con il lievito madre e materie prime selezionate, preferibilmente locali, come, ad esempio, nella produzione di panettoni “speciali”, in cui viene utilizzato il Prosecco Docg Valdobbiadene e il radicchio variegato di Castelfranco.

Panettone dei Presìdi Fraccaro Slow Food con ingredientiA proposito di panettoni. Da Natale 2014, l’azienda è stata scelta da Fondazione Slow Food per la produzione del primo “panettone dei Presìdi” prodotto in edizione limitata, senza conservanti e aromi, e che ha tra gli ingredienti i datteri dell’oasi di Siwa (Egitto), che hanno la particolarità di essere meno dolci dei datteri tradizionali, la vaniglia di Mananara (Madagascar) e i canditi provenienti dagli agrumi del Gargano (Puglia), tutti Presìdi Slow Food. Che, assieme all’antico lievito madre e alla farina tipo 0 prodotta da un mulino di Vicenza, al miele italiano e alle uova fresche, rendono questo panettone un dolce della tradizione natalizia “Eccellente e Solidale”, proposto in belle scatole di latta in acciaio riciclato realizzate da Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero dell’Acciaio), con “l’etichetta narrante” dove si racconta descrivendo chi lo produce e tutta la filiera. Una curiosità: perché Spumadoro. Dal 1940 Fraccaro Dolceria usa nella produzione dei dolci l’Aroma Spumadoro (in vendita nelle principale insegne di supermercati), miscela di oli essenziali di agrumi mescolata ad acqua e aromi naturali e con aggiunta di curcuma, che ne conferisce una colorazione 100% naturale.

Rendering-FraccaroCafe-FraccaroStoreTutti i numeri di Fraccaro Dolciaria. L’azienda impiega 40 collaboratori, senza contare i lavoratori stagionali. Altri 23 collaboratori sono stati assunti nel nuovo Fraccaro Cafè. La produzione consta di 120.000 pezzi finiti al giorno, con un fatturato nel 2014 di 6,2 milioni di euro: il 58% derivante dal mercato Italia e il restante 22% da mercati esteri quali Australia, Francia, Canada, Germania e Svizzera. L’azienda, certificata Bio, è una realtà a basso impatto ambientale grazie all’utilizzo di energie rinnovabili. Altro passo verso la completa ecosostenibilità è la progressiva diminuzione dell’impatto del packaging sull’ambiente, attraverso l’utilizzo di incarto totalmente riciclabile per i prodotti.

Cuoco Fraccaro

Luca Pibiri, chef del Fraccaro Cafè, insieme a una collaboratrice

Fraccaro Cafè. L’innovativo spazio, diretto dal padovano Simone Cecchinato, ha aperto i battenti a fine ottobre 2014. L’intenzione della famiglia Fraccaro era quella di proporre un ponte diretto tra il consumatore e l’azienda, un obiettivo ampiamente raggiunto, visto il grande successo di pubblico. “Siamo convinti di offrire una formula originale, incentrata sulla pasticceria di qualità e con una forte identità italiana. E’ ancora presto per dirlo, ma consideriamo il Fraccaro Caffè  un punto di partenza di un progetto che ha la velleità di aprire nel futuro altri spazi come questo” sottolineano Luca e Paolo Fraccaro. Il Fraccaro point comprende in un unico locale caffetteria, gelateria, ristorante e pizzeria (80 posti, pizza alla pala, pasta fresca fatto a mano ogni giorno, ai fornelli della cucina a vista lo chef sardo Luca Pibiri coadiuvato dal suo valido team) e punto vendita. Tutti i lievitati sono fatti, naturalmente, con il lievito madre. Le brioche possono essere farcite con confetture a scelta, anche con il gelato artigianale privo di additivi, coloranti e aromi artificiali, il caffè servito, miscela 100% arabica, è di una rinomata torrefazione veneta. Tra i dolci, vale la pena provare il classico tiramisù nella versione “Fraccaro” con il pandoro, le brioches salate farcite con la soppressa vicentina Dop e una notevole varietà di formaggi veneti. Nella cantina a vista, una vasta selezione di vini come prosecco e spumanti Doc e Docg da uve biologiche servite al calice. E prima di uscire, impossibile non fare una capatina al “Fraccaro Store”, per portarsi a casa ogni sorta di leccornia.

 

Ghisetti e Abafoods: a Badia Polesine (Ro), due (verdi) “isole felici” nel panorama economico veneto e italiano

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20 febbraio 2015, i soci ARGAV in visita all’azienda Ghisetti 1870 a Badia Polesine (Ro)

(di Marina Meneguzzi). Secondo l’Istat, il clima nel Paese sta cambiando: a febbraio l’indice di fiducia delle imprese ha raggiunto il valore più alto da gennaio 2011 e quello dei consumatori addirittura da giugno 2002. Sono piccoli segnali ma importanti, in un periodo come quello attuale in cui, anche nel Nordest, un tempo locomotiva d’Italia, molte aziende sono in stato di crisi o hanno addirittura chiuso i battenti. Ma in cui, per fortuna, hanno continuato a esistere tante isole felici.

20 febbraio 2015, i soci ARGAV alla presentazione aziendale Ghisetti 1870, Badia Polesine

I soci ARGAV in Polesine. Due di queste realtà imprenditoriali si trovano a Badia (RO), importante centro dell’Alto Polesine, e rappresentano un esempio di eccellenza italiana nel campo dell’agroalimentare. Grazie al socio consigliere Paolo Aguzzoni, autore anche delle foto che vedete a commento dell’articolo, lo scorso venerdì 20 febbraio i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di visitarle. Si tratta delle aziende Ghisetti 1870 e Abafoods, che distano pochi metri l’una dall’altra. Ad  accoglierci nella visita agli stabilimenti di Ghisetti 1870, Andrea Bertolaso, responsabile commerciale e Maddalena Meneghetti, responsabile qualità. Per Abafoos, diretta da Andrea Tomelieri, passato per un saluto, a farci da cicerone c’era Andrea Vernucci, rsponsabile marketing, accompagnato da Nicola Calgaro, responsabile commerciale estero.

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20 febbraio 2015, i soci ARGAV visitano gli stabilimenti dell’azienda Ghisetti 1870, Badia Polesine

Ghisetti 1870, una storia che parla di innovazione e investimenti. Parlare di prodotti di V gamma in Italia (verdure fresche tagliate, pulite e cotte o precotte sottovuoto) significa parlare di Ghisetti 1870, pioniere nel Belpaese per quanto riguarda questo tipo di lavorazione dell’ortofrutta, da loro introdotta fin dalla fine degli anni ’80. Ma andiamo per ordine. L’azienda, fondata a fine ‘800 nel modenese dal bresciano Ghisetti, dopo la grande crisi economica del ’29 concentra la produzione dall’agroalimentare all’ortofrutticolo. Negli anni ’60, l’impresa viene trasferita a Badia Polesine, e diviene centro di logistica per l’approvvigionamento delle materie prime, prese da un’azienda francese, nonché per la distribuzione alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) e ristorazione italiana dei prodotti lavorati. Forti del successo aziendale, nel 2000 Ghisetti acquisisce l’azienda francese e, nel 2012, viene inaugurato l’attuale nuovo stabilimento di Badia Polesine, costruito con l’intento di produrre, e non solo distribuire, in Italia. Quella dell’azienda polesana è quindi una storia di successo, che parla di crescita e di continui investimenti, anche in termini di personale, visto che nel corso del 2015 sono previste 10 nuove assunzioni, che andranno ad aggiungersi ai 20 dipendenti attuali. “In un periodo di crisi economica, la nostra azienda rappresenta un’isola felice”, conferma Andrea Bertolaso. Che aggiunge: “Attualmente abbiamo una capacità produttiva di 6 mila tonnellate di lavorato da confezionare (patate, rape, carote, castagne, zucca, carciofi, radicchio, frutta, ecc.), corrispondenti a 12 milioni di piccole confezioni, contiamo di portare la produzione a 10 mila tonnellate nell’arco di qualche anno, grazie all’installazione di nuovi macchinari. Siamo leader nazionali per quanto riguarda gli alimenti cotti e precotti in sottovuoto, ma lavoriamo anche prodotti orticoli freschi, che vengono tagliati e puliti, pronti per l’uso”. Per quanto riguarda i prodotti, Maddalena Meneghetti, nell’interessante presentazione generale, ci ha riferito: “L’ortofrutta da noi prodotta presenta indubbi vantaggi nutrizionali oltre a una grande conservabilità (fino a 6 mesi) e nel prossimo futuro la nostra attenzione sarà verso un’ulteriore riduzione dei conservanti negli alimenti. Tra le nostre caratteristiche, c’è la scelta di non portare il prodotto a fine cottura in modo da lasciare al consumatore il piacere di cuocerlo come preferisce”.

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da sx Andrea Vernucci, responsabile marketing e Nicola Calgaro, responsabile commerciale estero di Abafoods, Badia Polesine

Da Abafodds, cibarsi diventa ancor più “semplice”. Anche Abafoods, fondata nel 1999 dalla famiglia Bartoli e rilevata di recente da una società olandese, ha ampliato da poco il proprio stabilimento, che produce oltre 60 bevande vegetali biologiche (senza lattosio, colesterolo, zuccheri aggiunti) con i marchi Isola Bio (leader nei negozi Natura Sì) e Sole del Mattino Bio, ottenute da cereali e leguminose con un metodo estrattivo da loro brevettato. Il mercato di riferimento è vario: persone attente alla propria salute, all’ecologia e all’etica, vegetariani e vegani, persone allergiche.

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20 febbraio 2015, i soci ARGAV alla presentazione aziendale Abafoods, Badia Polesine

Coltivazione diretta. Parola d’ordine dell’azienda, che si prepara ad agire nel mercato globale, è “riportare il cibo alla natura” usando solo prodotti freschi, di stagione e, quando possibile, prodotti nelle vicinanze. La coltivazione delle materie prime è in prevalenza diretta (nel 2007 hanno fondato in Molise l’azienda agricola La Goccia, che fornisce avena, farro, miglio e soia) ed i fornitori esterni sono selezionati e sottoposti a rigorosi controlli. Molto attenti alla sostenibilità (l’azienda si serve di un impianto di cogenerazione per il risparmio energetico, utilizza solo imballaggi riciclabili e riciclati, e monitorizza le emissioni di CO2 allo scopo di ridurne la quantità emessa), prossimamente è prevista l’uscita di un’etichetta “green” per le bevande Isola Bio rilasciata, attraverso il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, dal Ministero dell’Ambiente.

 

30 gennaio 2015, all’incontro ARGAV-Wigwam si parla del progetto di interscambio Italia-Slovacchia

Italia SlovacchiaStasera, venerdì 30 gennaio 2015, alle ore 19, si terrà ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) il consueto incontro di approfondimento ARGAV organizzato in collaborazione con Wigwam, rete internazionale per lo sviluppo solidale e sostenibile, e moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

D’eccezione la tematica trattata, vale a dire il progetto di interscambio 2015 Italia-Slovacchia (Cultura, Turismo, Prodotti, Servizi, Impresa), tra le Wigwam Local Community italiane e slovacche. Dopo i saluti delle autorità locali, di Josef Švagerko, sindaco del comune di Propad e di Claudio Garbo, vicesindaco del comune di Due Carrare (Pd) nonché coordinatore rete Wigwam Comuni Sviluppo Solidale e Sostenibile, Fabio Bortolini, animatore della Wigwam Local Community di Vysoké Tatry – Poprad, presenterà il progetto, a cui seguirà la performance del “Ruggero Robin Trio“. Interverranno, inoltre Alberto Gerotto, presidente della Camera di Commercio Italo/Slovacca, il presidente della Pro Loco di un comune della Saccisica, il presidente della Pro Loco di Poprad, Severino Veggian, coordinatore delle Categorie economiche della Saccisica e Leonardo Toson, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco. La serata si concluderà con una degustazione dei prodotti tipici slovacchi preentata da Efrem Tassinato, giornalista e chef, nonché presidente del Wigwam Circuit.