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300.000 GRAZIE DA ARGAV!

Sono passati 5 anni, ma ci sembra ieri quando abbiamo dato vita al nostro sito, che festeggia oggi le 300 mila visite. Un traguardo che ci sprona ad essere sempre più attenti nel dare notizie
sul mondo agricolo e ambientale di interesse a voi lettori.Trecentomila grazie

I soci ARGAV incontrano gli “S-cék di Segusin”

da sx Anna Mello_Carlo Stramare (Associazione Presepio Segusino)_Fabrizio Stelluto_Dennis Coppe_Giannantonio Coppe (Pro Loco Segusino)

da sx Anna Mello e Carlo Stramare (Amici del Presepio Artistico di Segusino) con la penna ricordo ARGAV, il presidente Fabrizio Stelluto, Dennis Coppe (Pro Loco Segusino) e Luca Coppe (Amici del Presepio)

(di Marina Meneguzzi) Domanda da quiz televisivo: come si chiamano gli abitanti di Segusino, paesino della Marca trevigiana (al confine con la provincia bellunese), incastonato tra il Monte Grappa e il Cesen, nonché bagnato dal fiume Piave? Segusinesi, diranno, e con ragione, i più. Ma, in verità, c’è un altro nome con cui le due mila anime del paese sono conosciute:  i “S-cék da Segusin”. Il motivo della strana denominazione sta nel forte legame che il territorio ha con il suo prodotto più tipico, il formaggio S-cék, citato nelle cronache della Diocesi di Padova, di cui Segusino fa parte, fin dal 1400.

Caterina Verri caseifico StramareA Segusino, il casaro è donna. Ebbene, lo scorso 27 dicembre, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di assistere alla produzione dello S-cék,  formaggio a base di latte crudo vaccino, grazie alla Pro Loco e all’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino e  alla disponibilità di Caterina Verri del caseificio Dario e Saverio Stramare, che ha organizzato per noi una dimostrazione. Oltre a noi, all’incontro era presente un collega di Telebelluno (potete vedere la sua intervista al presidente Fabrizio Stelluto nel video postato a fine paragrafo). Caterina ha iniziato con lo spiegarci la storia del formaggio, preparato anticamente con il colostro, il latte, cioè, dei primi 5 giorni dopo il parto della mucca. Un latte, questo, dal colore giallognolo per cui il prodotto veniva anche chiamato “formaggio fatto con il latte di zucca“. “Il latte – ha spiegato Caterina – veniva fatto cagliare direttamente nel secchio di mungitura. Dopo 20/40 minuti, la cagliata veniva rotta e mescolata. Il formaggio, che rimaneva molto tenero in quanto privo di caseina, era fatto scolare, quindi versato con un sol gesto sul desco, da qui la derivazione onomatopeica del nome S-cék, dal rumore che si produceva nell’operazione di versamento”. Oggi lo S-cék, sempre a base di latte crudo vaccino, viene consumato fresco, ma soprattutto stagionato di 40 giorni, 3, 6 e 12 mesi ed anche aromatizzato, in forme (pezhatele) sui 2-2,5 kg dalla crosta morbida color giallo carico, la pasta soda e compatta, il gusto forte e leggermente piccante. Chi desiderasse assaggiarlo, lo può trovare nel caseificio di proprietà della famiglia di Caterina (via San Rocco 51, Segusino, tel. 340-6352987 oppure 347.0033193), che lo vende anche al mercato settimanale dei contadini a Valdobbiadene (Tv), oppure, nel periodo estivo, anche nella Malga Binot (loc. Molvine di Segusino, tel. 349.8706227) dell’azienda agricola Giulio Stramare. “In questo caso – racconta la casara Serena Stramare – lo S-cék acquista colori e profumi più intensi, in quanto si ritrovano nel latte le erbe dei pascoli di montagna”.

P1020736Piccole produzioni locali. L’economia segusinese è da tempo basata sull’occhialeria, settore produttivo oggi non più fiorente come un tempo ma pur sempre importante. Negli ultimi tempi, la comunità sta cercando di dar valore ai sapori della tradizione contadina, con l’avvio del progetto “Piccole Produzioni Locali”, che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie. Oltre allo S-cék, a Segusino vengono prodotti eccellenti salumi (azienda agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellate di frutta e le rinomate patate da Milies, azienda agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, cell. 349-8706227, azienda agricola La Roja, via Cavarne 23, cell. 338-6736834), ed è stata avviato l’allevamento di oche ruspanti di montagna (azienda agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, cell. 340.0652189). Molti di questi prodotti, li potete assaggiare anche nei momenti di festa del paese, come l’Antica Fiera del Rosario, che si svolge da oltre cent’anni l’ultima domenica di ottobre.

1 Presepio Segusino Natività 2013La migrazione veneta protagonista del Presepio Artistico. Nonostante le feste natalizie siano passate, c’è ancora la possibilità di vedere il Presepio Artistico di Segusino, che ogni anno richiama tanta gente per la bellezza della rappresentazione e per la particolarità di dedicare ogni edizione ad un tema, nel 2014-15, “Migranti!”. Allestito nelle vicinanze della chiesa parrocchiale (viale Italia 270), il Presepio è visitabile fino a domenica 1 febbraio 2015 (aperto tutti i pomeriggi e nei giorni festivi anche al mattino, info eventi tel. 334.3797867). Assieme alle scene della Natività, nel presepio sono riprodotti ambienti e personaggi reali del paese, con tre scene dedicate  all’emigrazione che ha visto protagonista Segusino a fine ‘800 e inizio ‘900. Tra gli appuntamenti ancora in programma alla manifestazione “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, segnaliamo due concerti in programma domenica 18 e 25 gennaio, a cura del Coro di Stramare (delizioso borgo a pochi chilometri da Segusino) e del Coro della Banda Municipale di Segusino.

Cristina e Rudy Coppe Locanda Caravaggio

Cristina e Michele Coppe della Locanda Caravaggio

Roul Bortolin

Roul Bortolin, cantina Riva Cironel a Guia di Valdobbiadene

Visitare le colline del Prosecco. Segusino si trova a pochi chilometri da Valdobbiadene, immancabile, quindi, una sosta in qualche cantina lungo la panoramica Strada del Prosecco (davvero eccellente la produzione di Raoul Bortolin, dell’azienda agricola “Riva Cironel”, via Cironel 1, a Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160). Se vi coglie un languorino, consigliamo per la bontà delle pietanze e l’ottimo rapporto qualità/prezzo (circa 28 euro a persona per antipasto, primo, secondo, vino della casa, dolce, caffè) una sosta alla Locanda Caravaggio a San Vito, piccola frazione di Valdobbiadene. Il locale (anche pizzeria) è molto curato e tranquillo, gestito da due giovani segusinesi, i cugini Cristina (raffinata e creativa chef) e Rudy Coppe (sue le premure in sala). Il ristorante offre una cucina ricercata (anche nella proposta di pizze), con pietanze ben presentate a base di prodotti tipici di qualità, tra cui, naturalmente lo S-cék. Ottima la tagliata di cervo, grande varietà di dolci della casa e, in quanto locanda, c’è disponibilità di alcune camere spaziose e confortevoli (via Garibaldi 305, tel. 0423.972956, ristorante da prenotare nei fine settimana).

 

 

 

 

E’ veneta la terza “fabbrica dei libri” più grande e green d’Europa

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19 dicembre 2014, i soci ARGAV in visita a Grafica Veneta di Trebaseleghe (Pd). Al centro, a dx del presidente Stelluto, il patron Fabio Franceschi con in mano la penna ricordo ARGAV

(di Marina Meneguzzi) Un’ azienda giovane (età media 37 anni), che ama considerarsi come una grande famiglia che opera all’unisono per conseguire il proprio benessere attraverso una semplice, anche se impegnativa, formula: “Produrre tanto, costare poco, pensare veloce, agire presto”. Questo, in sintesi, il “segreto” del successo di Grafica Veneta, azienda di Trebaseleghe, in provincia di Padova, divenuta nell’arco di una quindicina d’anni la terza stamperia più grande d’Europa. A rivelarlo ai soci ARGAV, in visita all’azienda lo scorso 19 dicembre, è stato Fabio Franceschi, presidente e patron di Grafica Veneta, di concerto con Giampaolo Pinton, responsabile sicurezza, ambiente e qualità, che ci ha accompagnato nella visita (sempre possibile, basta compilare la richiesta nel sito) insieme a Sandra Chiarato, nostra socia e fautrice dell’opportunità di visita, in quanto “portavoce” dell’azienda.

Una fabbrica di libri dall’anima “green”. “Già da tempo la nostra è un’azienda “carbon free” – ha spiegato Pinton – grazie all’impianto fotovoltaico di 100.000 metri quadrati installato sul tetto dello stabilimento, che ricava dal sole 3 megawatt di energia con cui viene svolto per intero il ciclo produttivo”. “Inoltre – ha aggiunto Pinton – gran parte dei libri viene stampata su carta riciclata e certificata FSC, l’attestazione internazionale che garantisce la provenienza del materiale da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici”.

Un buon inizio d’anno. In media, l’azienda stampa un libro ogni 3 secondi, 7 giorni su 7. A richiesta, Grafica Veneta è in grado di stampare, confezionare e consegnare al cliente in 24 ore 10.000 volumi. Ogni giorno, da Trebaseleghe partono libri diretti in tutto il mondo: dagli elenchi telefonici in Africa, alle enciclopedie in Russia, dalle pubblicazioni scolastiche in Francia agli allegati nei Paesi dell’Est, dalla narrativa in America del Sud ai gialli in Scandinavia, dai volumi universitari in Albania alle collane per l’infanzia in Grecia. Da gennaio 2015, inoltre, l’azienda stamperà per due anni i dizionari e le pubblicazioni scolastiche per tutta l’Europa di Harper Collins, casa editrice anglo-americana oggi parte del colosso multimediale Murdoch. All’appello manca ancora la Cina “ma ci stiamo lavorando”, ha riferito Pinton.

Rapporto “viso a viso”. Come si diceva, la forza di Grafica Veneta è quello di far sentire i collaboratori parte di una grande famiglia “multirazziale”, chiamata a rendersi parte attiva dello sviluppo anche con idee e suggerimenti. In azienda ci sono attualmente 228 dipendenti – italiani, rumeni e indiani – tra cui 28 assunti nel 2014 e nel 2015 sono previste altre 65 nuove assunzioni. Franceschi conosce ogni dipendente di persona ed in seno all’azienda lavora anche una psicologa per favorire il benessere organizzativo. L’export, che si attesta intorno al 70%, è la più importante voce del bilancio aziendale, che ha tenuto le due cifre nonostante un periodo difficile per l’economia globale. Altro fattore molto importante, che denuncia il forte legame dell’azienda con il territorio, è la scelta di non delocalizzare la produzione.

Galeotto fu Harry Potter. I titoli che hanno fatto girare maggiormente le rotative riguardano la produzione di ricette di Benedetta Parodi pubblicate da Rizzoli con una tiratura totale di 3milioni e i capolavori di autori emergenti come Dicker Joel che, con “La verita sul caso Harry Quebert” per Bompiani, in pochi mesi è arrivato a 15 ristampe. Sempre apprezzati i gialli scandinavi monopolio di Marsilio, che annovera tra i talenti del thriller anche molti bravi italiani. Fertile il sodalizio veneto con Neri Pozza per narrativa e tutti gli altri generi. La Rowling, autrice di Harry Potter, la saga fantasy la cui stampa ha determinato nel decennio 1997-2007 il successo in Europa di Grafica Veneta, è tornata a scegliere il nord est e sotto pseudonimo e produce consensi a ruota libera per Salani, vedi l’ultimo “Il baco da seta”. Guardando al futuro ora tocca al sicuro best seller di Umberto Eco “Numero Zero”, già in partenza per le librerie e in vendita dalla metà di gennaio. E per la serie “buon sangue non mente”, anche i figli del patron di Grafica Veneta, Nicola e Alberto Franceschi, hanno debuttato di recente nel mondo dell’impresa con una loro start up e una linea completa di bloc notes, matite perpetue, cartelle, astucci e tracolle, chiamata Royal Notes.

Buone feste dai soci ARGAV, in visita il 27 dicembre al Presepio Artistico di Segusino (Tv), dedicato nel 2014 all’emigrazione veneta

1 Presepio Segusino Natività 2013Dopo la prima bella esperienza vissuta lo scorso Natale, sabato 27 dicembre i soci ARGAV saranno nuovamente a Segusino (Tv)  per la visita del Presepio Artistico, organizzato dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio. Ogni anno il presepio cambia tema e quello del 2014 è “Migranti!” (aperto alla visita tutti i pomeriggi da Natale fino al 1 febbraio 2015, e nei giorni festivi anche al mattino, info eventi tel. 334.3797867).

Allontanarsi dal proprio Paese non significa abbandonare! A parlarcene in modo più dettagliato è Carlo Stramare, presidente dell’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino. “In questo periodo, la parola “Migranti” è particolarmente d’attualità – racconta Carlo – ma è bene distinguere tra migranti-emigranti e profughi, quest’ultimi costretti ad abbandonare il proprio paese in seguito a persecuzioni politiche, cataclismi o sciagure collettive. Emigrare, invece significa semplicemente allontanarsi dal proprio paese per andare in terra straniera. Attenzione: allontanarsi, non abbandonare! Ed è proprio da questa sottile differenza che nasce lo spunto per il Presepio Artistico di Segusino, edizione Natale 2014.  Si perché non vogliamo parlare della tragica realtà dello sbarco dei profughi in Italia, sebbene il problema sia davvero grande e triste; ma vogliamo parlare degli emigranti, dei nostri Migranti!”.

Di migrazione in migrazione: la prima nell’800…“Chi di noi in casa non ha mai sentito parlare un papà o un nonno delle loro esperienze da migrante? …ma guai a chiamarli profughi!, continua Carlo. La storia di Segusino, piccolo paese di origine orgogliosamente contadina, vide svariati fenomeni migratori durante gli anni, e tanto per citarne alcuni, balza subito alla memoria l’importante emigrazione del 1882 verso il Messico dove un gruppo di Segusinesi (con altri bassofeltrini) vi si trasferirono in seguito ad un’azzardata promessa di floridità e di distese terriere da coltivare che, però, si dimostrò meno veritiera di quanto sembrasse. Non si persero d’animo i seguisinesi migranti: si rimboccarono le maniche e iniziarono a coltivare e a costruire, fondando un nuovo paese tutt’oggi esistente, dal nome Chipilo, dove il dialetto parlato è ancora quello segusinese, sebbene a distanza di generazioni!”.

“Vado per tornare!” “La povertà era tanta a Segusino – continua a raccontare Carlo – e il ‘900 portò altre importanti emigrazioni verso la Francia, verso il Belgio, la Svizzera, l’Argentina, l’Australia e altri paesi ancora. Ma in quei “nostri” migranti non c’era la volontà di andare ospiti in un paese lontano per farsi compatire o per farsi accogliere. I “nostri” migranti partirono con la volontà di lavorare, di andare in terra straniera per offrire la loro manodopera, il loro sudore, le loro capacità manuali ed intellettuali.  Il presepio edizione 2014 non vuole ricordare un fenomeno migratorio in particolare, appunto perché riteniamo siano tutti degni di memoria, ma vogliamo rappresentare in tre scene chiave quella che è stata l’emigrazione segusinese, e perché no, anche quella veneta dell’epoca”.

Prima scena del Presepio: la partenza. “Ogni saluto è sempre triste – spiega Carlo – e anche se dentro ad ogn’uno (si sapeva) c’era la volontà di tornare presto e di tornare più ricchi, il saluto lo abbiamo immaginato come un momento triste e silenzioso: un papà che saluta i suoi figli, una moglie o una fidanzata che saluta il suo amato compagno che sta per partire verso terre lontane; rese ancora più lontane rispetto ad oggi perché non c’erano aerei, internet e i telefoni ad avvicinare le distanze. Seconda scena del Presepio: il ritorno a casa, la felicità! La fine di una lunga attesa, ma anche la fine della miseria grazie ai frutti del duro lavoro offerto alla terra lontana. Terza scena del Presepio: il non ritorno. Non tutti tornarono. Non tutti ci riuscirono. Qualcuno non riuscì a fare fortuna. Qualcuno ritornò dopo 20-30 anni. Qualcuno non ritornò proprio. La felicità del ritorno dei migranti è vicina alla tristezza del ricordo di chi non è tornato. Attraverso il tema del Presepio edizione Natale 2014 – conclude Carlo – vogliamo trasmettere il messaggio che i nostri emigranti andavano in terra straniera umilmente, in cerca di lavoro, offrendo rispetto, fatica e sudore, ma soprattutto con l’obiettivo di ritornare a casa, di tornare a Segusino, perché a Segusino era la vita di ogn’uno di loro. Migrante ma non profugo”.

Tante iniziative fino al 1 febbraio 2015. Il Presepio Artistico di Segusino rientra nella manifestazione “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” che si svolgerà in paese da Natale fino al 1 febbraio 2015. Si potranno ammirare bellissimi presepi nell’antico borgo di Stramare, a Milies, a Riva Secca, a Riva Grassa e in molte altre vie ancora. Un gradito ritorno quest’anno sarà il bus navetta verso i borghi Stramare, Riva Grassa e Riva Secca nelle domeniche 28 dicembre e 4 gennaio, con la possibilità di visite guidate e degustazione di prodotti tipici; domenica 11 gennaio, si andrà invece tutti a piedi a visitare i borghi con la prima pedonata non competitiva ed aperta a tutti, intitolata “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”. Domenica 18 e 25 gennaio allieteranno le giornate due bellissimi concerti che faranno seguito a quelli pre-natalizi dell’ormai tradizionale “Note Santa” (a cura del Coro di Stramare) e quello della Banda Municipale di Segusino.

Programma per i soci ARGAV. Grazie alla disponibilità e perfetta organizzazione  dell’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino, i soci ARGAV avranno modo di scoprire in modo più approfondito i prodotti locali, tra cui spicca lo s-cek, formaggio fresco tipico del territorio. Ecco di seguito il programma nel dettaglio. Ore 9:00 ritrovo presso la Chiesa Parrocchiale di Segusino. Ore 9:30 trasferimento presso il Caseificio Stramare Dario e Saverio, dove la signora Caterina mostrerà la preparazione dello s-cèk. Parteciperà alla dimostrazione anche la signora Serena dell’azienda agricola Stramare Giulio, anch’essa produttore di s-cek di montagna, durante il periodo estivo. Ore 11:45 visita al Presepio Artistico di Segusino “Migranti!”. Ore 13:00 pranzo presso la “Locanda Caravaggio” di S.Vito di Valdobbiadene. Nell’occasione, la signora Cristina farà degustare le sue specialità, alcune anche a base di formaggio s-cèk. Ore 15:30 visita alla cantina produttrice di vino Prosecco “Bortolin Raul” sulle colline di Valdobbiadene. Oore: 17:00 ritorno a Segusino e rientro.

 

 

 

 

 

 

Ambiente in Veneto. La crisi economica “abbatte” anche le polveri sottili, ma la bruciatura delle biomasse aumenta le sostanze cancerogene nell’aria. Conte: servono risorse vere dallo Stato per la difesa ambientale del territorio.

Stelluto Conte

da sx Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV) e Maurizio Conte (assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo Regione Veneto)

(di Marina Meneguzzi) Ciò che non potè l’uomo, potè la crisi. Che, indirettamente, porta una notizia positiva per la nostra salute. Nel corso del 2014, è diminuita, infatti, la quantità di PM10, le polveri sottili presenti nell’atmosfera, dannose per l’apparato respiratorio, e lo si deve ad interventi strutturali, come ad esempio il miglioramento del sistema di abbattimento dei fumi industriali, ma anche al fatto che, purtroppo, molte aziende hanno chiuso i battenti e che, per risparmiare, viaggiamo di meno in auto. Ad evidenziare il dato, tra i tanti temi trattati, è stato Maurizio Conte, assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo della Regione Veneto, nella conferenza stampa di fine anno relativa agli impegni presenti e futuri per la tutela del territorio e svoltasi ieri, lunedì 15 dicembre, a Palazzo Balbi a Venezia, in collaborazione con ARGAV, rappresentata dal presidente Fabrizio Stelluto.

Bruciatura biomasse il prossimo problema ambientale? Un dato allarmante emerso durante l’incontro è la forte crescita nell’aria di benzo(a)pirene, un idrocarburo cancerogeno che viene emesso dalla bruciatura di biomasse (legna, pellet), sistema di riscaldamento domestico preferito negli ultimi anni per il risparmio economico rispetto al metano. Da notare, che da alcuni giorni a questa parte è stato annunciato l’aumento dell’IVA al 10 al 22% del pellet, lievitazione che guarda più al miglioramento delle entrate del Paese piuttosto che a un sistema di disicentivazione all’uso. Altra brutta notizia dal punto di vista ambientale riguarda il bellunese, dove, nell’inverno 2013/14, l’eccessiva piovosità e le abbondanti nevicate hanno causato gravi ed estesi danni al patrimonio boschivo – si parla di circa 500 mila alberi caduti -. Dopo le note dolenti, l’incontro stampa è proseguito con una disamina delle azioni intraprese dall’assessorato per la salvaguardia del territorio ed illustrate da Conte e dai dirigenti responsabili: dalle grandi opere per la mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi di contrasto dell’erosione costiera e di ripristino dei litorali, alle iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico. Di seguito, potete leggere nello specifico i punti trattati, evidenziati da una nota stampa dell’assessorato.

Un anno a difesa dell’ambiente veneto. Conte: servono risorse vere dallo stato. “Il “Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico”, redatto dalla Regione del Veneto dopo l’alluvione del 2010, prevede interventi strutturali per l’importo complessivo di oltre 2,7 miliardi di euro”, ha riferito Conte. Che ha aggiunto: “Finora la Regione ha investito circa 500 milioni. E’ un importo ancora limitato rispetto all’obiettivo complessivo, ma sicuramente rilevante per il bilancio regionale. Il problema di fondo è avere una disponibilità di risorse vere da parte dello Stato oppure liberare le risorse bloccate dai vicoli del Patto di stabilità da utilizzare per il dissesto idrogeologico”.

Bacini di laminazione, lavori già avviati e in via di attuazione. I bacini di laminazione rappresentano le azioni strutturali prioritarie per l’attuazione di una politica di difesa idraulica del territorio. Sono stati avviati i lavori sul Timonchio per la cassa di espansione di Caldogno e a breve inizieranno quelli per il bacino di Trissino, entrambi nel vicentino. Essendo ora state individuate le risorse finanziarie necessarie, è stato annunciato che la Giunta Regionale procederà a giorni ad autorizzare l’avvio delle procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione sul fiume Bacchiglione a monte di Viale Diaz nei Comuni di Vicenza e Caldogno (VI), che avrà un costo complessivo € 18.750.000; del bacino di laminazione “Anconetta” sul fiume Agno-Guà-S. Caterina nei Comuni di S. Urbano e Vighizzolo d’Este (PD) per un costo complessivo € 15.700.000; del bacino di laminazione di “Prà dei Gai” sul fiume Livenza nei Comuni di Portobuffolè e Mansuè e sul fiume Monticano in Comune di Fontanelle (TV) per un costo complessivo € 39.000.000. Ad oggi si sono invece già concluse le procedure di gara dei bacini sul torrente Alpone in località Colombaretta, nel comune di Montecchia di Crosara (VR), e sul torrente Muson, nei comuni di Fonte e Riese Pio X (TV), mentre è in corso quella per il bacino S. Lorenzo sul torrente Tramigna nei comuni di Soave e S. Bonifacio (VR). Nel 2015 sarà quindi possibile dare inizio ai lavori su tutti questi tre bacini di laminazione.

Rischio idrogeologico. L’assessore Conte ha inoltre fatto presente che, con la rimodulazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-2013 (ex FAS), sono state incrementate le risorse da destinare alla linea di intervento per la riduzione del rischio idrogeologico a 61.750.000 euro, consentendo la realizzazione di ulteriori interventi a regia regionale. Tra questi ci sono anche interventi di contrasto dell’erosione costiera e di ripristino ambientale dei litorali per quasi 11 milioni: 1,1 milioni a Bibione, 3,5 milioni a Caorle, 3 milioni più altri 1,4 milioni a Jesolo e Cavallino-Treporti, 1,8 milioni a Chioggia.
In materia di sicurezza idraulica, la Regione finanzierà inoltre interventi di manutenzione di carattere straordinario sui fossi di privati e enti pubblici nei comuni con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti: è disponibile un importo complessivo di circa 4 milioni 400 mila euro, a fronte di richieste per circa 11 milioni di euro.

Idrovia Padova-Venezia. Si è appena conclusa la gara per l’affidamento dell’incarico per la redazione del progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale navigabile con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta. In via provvisoria, fino all’espletamento di tutti i controlli previsti dalla normativa, si è aggiudicata l’incarico l’associazione temporanea di studi professionali composta da Technital di Verona e Beta Studio di Ponte S. Nicolò (PD). La precisazione da parte dell’assessore Conte dello stato di provvisorietà di assegnazione dell’incarico è dovuta al fatto che la società veronese Technital fa parte delle imprese del Consorzio Venezia Nuova, al centro dell’inchiesta Mose. “La Technital ha fatto l’offerta migliore, ma se non avrà i requisiti previsti dalle norme, tra cui quelle di verifica antimafia e antiriciclaggio, l’incarico passerà alla seconda in graduatoria”, ha precisato Conte. “Il progetto sarà redatto – ha continuato l’assessore- sentendo anche le amministrazioni locali, l’Interporto di Padova e il Porto di Venezia sia per quanto riguarda il dimensionamento dei natanti per il trasporto merci fino alla Laguna di Venezia, sia come soluzione anche per i problemi idraulici dell’area.

Miglioramento dell’aria. Nuove tecnologie e crisi economica hanno favorito una costante diminuzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. Va però in controtendenza la crescita del benzo(a)pirene dovuto all’uso di biomasse per il riscaldamento domestico. Tra le azioni messe in campo in sinergia con altre realtà, il Veneto ha aperto anche una serie di bandi che hanno come finalità ultima il miglioramento della qualità dell’aria. Sono quattro e riguardano la rottamazione di stufe e caldaie obsolete, la sostituzione di automobili inquinanti, l’applicazione di sistemi di bike sharing e l’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica. I dati non sono ancora definitivi, in quanto non sono ancora chiuse del tutto le operazioni di protocollo a causa delle istanze pervenute negli ultimi giorni (i bandi scadevano il 10 dicembre). I dati finora disponibili dicono che per il bando stufe e caldaie (2 milioni di euro) sono state presentate circa 500 richieste; per il bando auto (2 milioni di euro) circa 450 richieste; per il bando illuminazione (4 milioni di euro) circa 100 richieste; per il bando bike sharing (1,1 milioni di euro) 81 richieste con obiettivo di trasferire il trasporto delle persone dalle auto private alle biciclette.

Settore forestale. L’annata è stata caratterizzata dal pesante condizionamento meteo-climatico che ha influito su tutta l’attività delle strutture forestali regionali. L’inverno 2013-2014 è stato mite (il terreno non ha mai gelato), piovoso, con copiose precipitazioni nevose nel periodo gennaio – febbraio di neve pesante e sciroccosa che, in particolare nell’alta provincia di Belluno (Comelico, Centro Cadore e Agordino), hanno provocato gravi ed estesi danni al patrimonio boschivo d’alto fusto. La massa legnosa schiantata in provincia di Belluno ammonta a 235.000 mc. E’ andato perso circa il 77% dell’incremento legnoso annuo dei boschi della provincia di Belluno per un danno stimato pari a 7,5 milioni di euro in termini di redditività potenziale compromessa. Sul territorio montano e collinare si è verificato un diffuso stillicidio di fenomeni franosi; spesso non gravi se singolarmente considerati, ma non per questo meno insidiosi e dannosi soprattutto se valutati nell’impatto sulla realtà territoriale locale. In questo quadro d’insieme va inserito anche il tragico evento del 2 agosto a Refrontolo, a seguito della esondazione del Torrente Lierza, costato la vita a quattro persone. I Settori Forestali Regionali hanno attuato un programma annuale di 96 interventi di sistemazione idrogeologica ed idraulico-forestale, per 15 milioni di euro; 26 interventi (per circa 3 milioni di euro) a specifico ristoro degli eventi meteo-alluvionali di gennaio-febbraio 2014 mentre 3 milioni sono stati previsti come dotazione straordinaria per Refrontolo, in aggiunta alle iniziative di pronto intervento. Tutti i lavori sono realizzati direttamente dalle strutture forestali in economia con l’impiego, a livello regionale, di 624 operatori forestali specializzati.

Rifiuti, cave e piano aria. Conte ha infine ricordato che sono già stati presentati in consiglio regionale il nuovo piano rifiuti, il piano cave e il piano aria che hanno concretizzato un processo di programmazione importante, in cui sono state raccolte le esigenze provenienti da vari settori e la più recente evoluzione normativa, avendo come obiettivo primario la messa in sicurezza dei siti a rischio.

Sonno e regole contro gli abusi e le dipendenze (anche da alcol) dei giovani d’oggi

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Fonfanti_Fabrizio Stelluto

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Bonfanti_Fabrizio Stelluto

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Fai dormire tuo figlio le ore di cui ha bisogno. Premia tuo figlio solo se lo merita: gli insegnerai a godersi la vita. Insegna a tuo figlio a spendere bene il denaro”: sono le tre regole d’oro, basate sulla ricerca neuroscientifica ed il buon senso, che i genitori dovrebbero seguire nell’educare i propri figli e di cui Luigi Gallimberti, psichiatria di formazione psicoanalitica e tossicologo, si fa portavoce nel libro “C’era una volta un bambino…” (Book Editore, 149 pagine + DVD, 14 euro). Gallimberti ha avuto modo di presentare la sua ultima pubblicazione lo scorso 28 novembre ai soci ARGAV nel corso del tradizionale incontro che la nostra associazione organizza ogni fine mese in collaborazione con Wigwam (www.wigwam.it) nel circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

Con sonno e regole si possono vincere le insidie che affliggono i “nativi digitali”. In questi incontri, i temi trattati sono soprattutto quelli di nostra competenza – agricoltura, ambiente ed enogastronomia – ma spesso e volentieri spaziamo in altri settori d’interesse generale, come ad esempio il sistema educativo ed i pericoli in cui i giovani, cresciuti con le tecnologie digitali come i computer, Internet, cellulari, ecc., possono incorrere, in quanto oggi sono sempre più assediati non solo da sostanze (alcol, sostanze stupefacenti, energy drink assunti come fossero semplici bevande energetiche per lo sport, mentre bevendoli significa assumere un contenuto di sostanze eccitanti pari anche a 9 caffè) ma anche da giochi d’azzardo e videogiochi (tra tutti, uno dei più pericolosi è, purtroppo, più diffusi – 125 milioni di copie vendute nel 2012 – è il videogame Grand Theft Auto, in cui il giocatore interpreta un criminale che deve completare missioni quali rapine, omicidi, stupri ed altri crimini). Già direttore di Tossicologia Clinica delle Farmacodipendenze dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, oggi direttore di un centro di Disintossicazione Clinica e insegnante di Promozione della salute all’Università di Padova, Gallimberti ha infatti esperienza di abusi, dipendenze e dei disagi che li generano. Lo studioso ha fondato l’Associazione “Genitori Attenti”, da lui stesso presieduta, che sta realizzando numerosi progetti di prevenzione in varie regioni italiane, come il “Progetto Pinocchio“, che ha affrontato il tema della dipendenza attraverso una ricerca effettuata nelle scuole di Padova che ha coinvolto 1.400 ragazzi tra gli 11 e 13 anni. “Che si tratti di sostanze o di comportamenti, il processo di dipendenza non cambia, in entrambi i casi c’è un’incapacità di contenersi che porta ad un abuso“, ha affermato il professor Gallimberti. Che, insieme alla collaboratrice al progetto, la dottoressa Elena Marini, ha fornito qualche dato della ricerca: il 33,8% degli alunni di terza media ha fumato almeno una volta mentre il 18% fuma stabilmente,  il 53,9% degli alunni di terza media ha consumato alcolici una volta mentre il 25,7% beve abitualmente, l’1,4% dei ragazzi di prima media ha fumato spinelli almeno una volta mentre il 2,6% dei ragazzi di terza media consuma almeno una volta al mese cocaina, anfetamine, ecstasy. Dati, questi, che dovrebbero preoccupare tutti, ma che in special modo sono destinati a sensibilizzare genitori ed educatori. Che al loro attivo, hanno come “armi”, per l’appunto, le tre regole auree. “La mancanza di sonno e di regole sono le madri di tutte le dipendenze – ha concluso il professore – fornire regole certe ai bambini fin da piccoli consente di abituarli a dormire il giusto. I nostri dati confermano che tra i ragazzi che dormono più di 8 ore le dipendenze sono minori e il rendimento scolastico migliore“.

Aviaria, no ad allarmismi, ma attenzione sempre alta. La serata ha visto anche l’intervento di Lebana Bonfanti, dirigente responsabile del Laboratorio sorveglianza epidemiologica, legislazione veterinaria e benessere animale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (www.izsvenezie.it), che ci ha parlato, senza toni allarmistici, dei nuovi focolai di influenza aviaria presenti in Nord Europa (qui leggete un approfondimento https://argav.wordpress.com/2014/11/21/aviaria-nuovo-ceppo-in-gran-bretagna-e-in-olanda-commissione-ue-dispone-misure-preventive/), tenuti sotto costante monitoraggio dai centri specializzati, come è l’IzsVe.

Bottoni d’epoca (dal 1600 al 1970) in mostra permanente. L’incontro è poi proseguito con la presentazione di Leda Siliprandi, creatrice del Museo Storico del Bottone “Sandro Partesotti” (www.art-buttons.com), una chicca museale che si trova a Vigorovea, a poca distanza da Piove di Sacco (Pd), e che consigliamo a tutti di vedere perché “i bottoni sono piccoli oggetti ai quali spesso prestiamo poca attenzione, ma che sono parte del nostro abbigliamento e che ci raccontano molto su costumi, stili, eventi storici, scoperte, gusto ed estetica di una civiltà”. Nella serata, Leda ha presentato la bella pubblicazione “Cultura da vivere”, redatta da lei stessa insieme a Serena Trabuio, che raccoglie, oltre ad un sunto della storia del bottone, le esperienze di una stagione di iniziative culturali vissute all’interno del Museo con serate di approfondimento (alimentazione e cucina, costume, musica, danza, antiquariato, poesia), laboratori (decorazione, recupero creativo) e l’organizzazione della mostra di vetri d’arte 1880-1980.

Un viaggio alla scoperta delle radici comuni (a tavola) tra la musica di ieri e di oggi. Originale e innovativa l’esperienza che ci ha raccontato, infine, Andrea Manica, giovane scrittore di Argenta (Fe), presente alla serata insieme al collega e amico fotografo, l’altrettanto giovane Denis Rabiti, fautori della prima guida, per ora solo digitale, di enogastronomia musicale “La Palestra del cantautore” (www.lapalestradelcantautore.it). Ad iniziare Andrea sulla via della ricerca di luoghi in cui la buona cucina italiana s’incrocia con la vita degli artisti fu Mario Soldati, o meglio, il suo libro”Vino al vino“,  che lo scrittore (e regista) pubblicò nel 1969, ed in cui il racconto di viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini diventava la descrizione di un itinerario alla ricerca di una civiltà legata alla terra e al clima. E questo è anche l’intento di Andrea & Co: sedersi a tavola con gli artisti per parlare della loro poetica e nel contempo portare alla ribalta la buona cucina, entrambi aspetti fondamentali della cultura italiana.

La Cucina del Wigwam. Quando si parla di buona cucina, è d’obbligo parlare dei convivi preparati da Efrem Tassinato, giornalista-chef e nostro anfitrione. Che a fine serata ci ha allietato con deliziose pietanze a base di Radicchio di Chioggia Igp, dal pasticcio al risotto fino alla birra. Grazie alle iniziative di promozione e valorizzazione del Consorzio di tutela, il Radicchio di Chioggia Igp sta conquistando riconoscibilità come “il Principe Rosso”. A questo proposito, ricordiamo che è pieno svolgimento la gara gastronomica tra ristoranti e agriturismi del territorio destinata a proclamare il locale “Ambasciatore del Radicchio di Chioggia Igp”.

 

 

 

Condoglianze al nostro socio Andrea Saviane

luttoIl direttivo e i soci ARGAV si stringono con grande affetto intorno al socio e consigliere Andrea Saviane, il cui papà è scomparso questa mattina. A lui e ai suoi cari vanno le nostre più sentite condoglianze per il grande dolore che li ha colpiti.

2 dicembre 2014, il direttivo ARGAV si riunisce ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo direttivo ARGAV si terrà martedì 2 dicembre alle ore 18,00  nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzarello di Piove di Sacco con il seguente ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, approvazione verbale precedente, comunicazione della Segretaria, definizioni premio ARGAV, definizioni assemblea ARGAV, pogrammazione prossime attività, varie ed eventuali.

Clima, raggiunto un livello di gas serra mai avuto in 800 mila anni, se ne è parlato all’incontro ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

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da sx Marco Monai, Fabrizio Stelluto, Andrea Crestani ed Hermes Redi

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Asiago Dop

 

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I produttori ospiti de “La cucina del Wigwam” dedicata all’Asiago Dop

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nell’arco di 800 mila anni, nella Terra si sono alternati periodi caldi e di glaciazione, rintracciabili attraverso le registrazioni climatiche ottenenute con le analisi del terreno (carotaggi) . Ma in questo lunghissimo arco di tempo, la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (gas serra) non aveva mai superato il livello di guardia di 300 punti, fatto invece successo negli ultimi anni, in cui si sono registrati 380 punti con previsioni di crescita a 400. La colpa? Dell’uomo e della sua opera di antropizzazione (combustione gas fossili, deforestazione). A confermare, ancora una volta, il fatto che il cambiamento climatico in atto sia dovuto al fattore umano (dissesto idrogeologico compreso, con relativi tragici fatti che ogni anno colpiscono l’Italia), è arrivato l’intervento di Marco Monai, direttore del Centro Meteo di ARPAV, intervenuto all’incontro ARGAV-Wigwam del 24 ottobre scorso, incentrato sul tema dell’acqua (da contenere, regimare, valorizzare).

Raggiunto presto il punto di non-ritorno? A suffragio di quanto esposto da Monai, arriva anche l’ultimatum lanciato nel frattempo dal rapporto finale dell’Ipcc (il gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu): “Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e sparire definitivamente dal 2100, perché la temperatura media della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85C tra il 1880 e il 2012 e resta poco tempo per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, limite per evitare conseguenze tragiche per l’uomo e la natura”.

Pevisioni meteo, attendibili sono nell’arco di una settimana. Monai ha spiegato che i dati di elaborazione attendibili delle previsioni meteo a livello stagionale sono molto bassi e che per l’Italia è ancora più difficile prevedere il tempo meteorologico al di là della settimana, causa la morfologia del Paese, molto diversificata. Dunque, non si dovrebbe dar retta a coloro che all’inizio di ogni stagione annunciano gran freddo oppure gran caldo, attenendosi a consultare, di settimana in settimana, fonti di informazioni, anche web, accreditate dal punto di vista scientifico. A proposito della condizione idrogeologica del Veneto, Andrea Crestani, direttore di Unione Veneta Bonifiche, altro ospite dell’incontro, ha ribadito la responsabilità dell’uomo sul dissesto in atto nel Belpaese (“abbiamo costruito dove non si poteva”), informando che dagli anni 70/80 del secolo scorso, abbiamo perso terreno agricolo pari a 13 campi di calcio al giorno. Crestani ha spiegato che il Veneto sta migliorando per quanto riguarda il rischio alluvioni – nel 2013 sono stati aperti 130 cantieri utili al riguardo – ma non per quanto riguarda gli allagamenti dei centri urbani, su cui incidono anche le scelte delle amministrazioni locali.

La difesa ambientale della laguna di Venezia. Altro ospite dell’incontro è stato Hermes Redi, direttore di Consorzio Venezia Nuova,  ente concessionario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia per la realizzazione dei piani di salvaguardia della Laguna di Venezia, tra i quali rientra anche il progetto MOSE, finito nella bufera per corruzione, tangenti e fondi neri. Al di là delle vicende giudiziarie – ancora in corso – che hanno travolto politici e imprenditori, Redi ha parlato di come il MOSE, che sarà completato a giugno 2017, non sia solo un progetto ingegneristico italiano per la difesa di Venezia dalle acque alte, ma anche un progetto di difesa ambientale. L’ente, infatti, è nato per salvaguardare Venezia e la laguna, un’area di 550 km quadrati afflitta da problemi di subsidenza, aumento livello maree, mareggiate, erosione, inquinamento, acque alte. A questo proposito, il Consorzio si è attivato nel rinforzare il litorale di Pellestrina, una cinquantina di chilometri in tutto, nell’aumentare la resilienza ambientale del territorio attraverso la ricostruzione di barene per oltre 1600 ettari, nel recuperare le isole abbandonate come le isole della Certosa e di San Servolo, nella difesa ambientale (40 km di canali industriali coperti e 100 km di rive rialzate e restaurate, adattamenti all’innalzamento del livello del mare, come ad esempio a Chioggia).

Tutte le forme dell’Asiago Dop. A fine serata, come è oramai tradizione negli incontri mensili ARGAV-Wigwam, Efrem Tassinato, chef-giornalista e nostro anfitrione, ha curato l’aspetto enogastronomico. La “Cucina del Wigwam”, ha portato in tavola il tema “Il formaggio Asiago DOP e le sue forme“. In particolare, si sono degustati gnocchi farciti al formaggio Asiago Dop (Agostini Elio di San Martino di Lupari), pasta fresca farcita al formaggio Asiago Dop (Pastificio Avesani di Bussolengo), vino Vespaiolo Breganze Doc (Cantina Maculan di Breganze), Asiago fresco Dop (Azienda Agricola Rela di Canove), birra Antoniana (Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana), Asiago mezzano Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e confettura (Azienda Agrituristica del vicentino), Asiago vecchio Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e miele allo zafferano (Malga Asiago di Massimiliano Gnesotto di Asiago), Asiago stravecchio Dop (Azienda Agricola Rela di Canove e vino Torcolato di Breganze (Cantina Maculan di Breganze). Dulcis in fundo, abbiamo assegnato la deliziosa torta Ortigara (Pasticceria Carli di Asiago).

 

 

 

 

6/11, i soci ARGAV in visita all’Ecovillaggio “La nuova Terra” di Codroipo (Ud)

Foto-ecovillaggio CodroipoGiovedì 6 novembre 2014 i soci ARGAV andranno in visita all’Ecovillaggio “La Nuova Terra”   (via Ferrovia, 70   tel 0432-905724) a Codroipo (Ud). L’iniziativa stampa, proposta dal consigliere Maurizio Drago, è realizzata in collaborazione con la Cooperativa Eureka, ed è finalizzata alla conoscenza della struttura e delle sue modalità di gestione, dei progetti che l’Istituto di Ricerca Eureka ha sviluppato e sta sviluppando in ambito nazionale ed internazionale, nonché del metodo innovativo biologico-omedinamico inventato ed applicato alla produzione agricola.

Programma. Arrivo previsto, ore 10.30 circa.  Saluti di benvenuto di Enzo Nastati, presidente Eureka, e consegna della cartella stampa ai giornalisti presenti. Si proseguirà con  la visita alle serre ed ai campi coltivati con il metodo biologico-omeodinamico. La prima parte della visita si concluderà nei campi sperimentali dove Eureka ha da anni avviato l’attività di sperimentazione e rigenerazione di alcune varietà di ortive e cereali. Ore 13.00. Pranzo  assieme ai membri dell’Ecovillaggio,  a base di alcuni prodotti biologici coltivati nello stesso. Ore 14.15.  Si proseguirà con la visita agli edifici  costruiti in bio-edilizia.  Ore 15.00.  Convegno di chiusura su metodo, nuova agricoltura e sperimentazioni in corso. Ore 16.00. Saluti di commiato.