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Buone prassi di filiera corta e interscambio tra comunità locali marine e montane, oggi alle 16:30 su Zoom anche la Birreria di Pedavena (BL)

foto di repertorio, soci Argav in visita allo stabilimento Birreria Pedavena

La Birreria di Pedavena (BL) sarà la testimonial di buone prassi del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi per il progetto “Filieracorta del Cerrano: prodotti locali nel circuito della ristorazione” nell’incontro sulla piattaforma web Zoom di mercoledì 10 marzo 2021 alle ore 16:30 organizzato dal comune di Pineto (PE) col supporto di Rete Wigwam.

Interscambio tra comunità locali. L’iniziativa si inquadra nel progetto di valorizzazione e promozione delle produzioni agroalimentari del territorio del Cerrano nel canale Horeca ad iniziare da quello locale. Ovvero la realizzazione di un rapporto diretto, organizzato e continuativo, perciò di filiera corta, tra le disponibilità offerte dall’agricoltura e dagli allevamenti, nonché dalla piccola pesca e dall’artigianato alimentare cui possono accedere i punti vendita e di somministrazione del territorio stesso. Questo, con l’applicazione del modello delle “Comunità locali di offerta e di interscambio” che si va affermando per la transizione dei territori verso uno sviluppo che sia sostenibile ma anche equo, solidale e duraturo. Il paniere delle disponibilità offerte dai produttori locali è già formato ed ora, anche con questa iniziativa, sarà creato il raccordo col mondo della ristorazione e, più in generale, della somministrazione in un territorio che, in tempi normali, essendo a forte vocazione turistico-balneare, già di suo rappresenta un mercato appetibile e che lo potrà essere ancora di più qualificandosi con l’offerta di prodotti freschi ed in ogni caso realizzati a km zero. L’incontro sarà quindi occasione di confronto di esperienze tra gli attori locali e gli operatori e gli esperti di comunità di offerta anche di altre regioni. Perché giova a tutti, estendere una dinamica che prediliga il locale ma, nel contempo, si apra agli altri territori con l’interscambio delle produzioni tipiche di ognuno.       

InterverrannoRobert Verrocchio – sindaco del comune di Pineto; Marta Illuminati  – assessore del comune di Pineto; Fabiano Aretusi – presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano; Stanislao D’Argenio – direttore dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano; Aurelio Damiani – chef di Filieracorta; Antonella Gorza – titolare del ristorante Birreria Pedavena di Pedavena (BL); Elio Basili – hotel Rivamare di Marina di Massignano (AP); Enzo Malavolta – produttore Bio di Marina di Massignano (AP); Donato Fioriti – giornalista, presidente di ARGA Abruzzo e vicepresidente Nazionale di Unaga (Unione Nazionale delle Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili e rappresenta il gruppo ufficiale di specializzazione sui temi citati, della FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana); Avelio Marini – responsabile dei Progetti di Filieracorta del Wigwam Circuit; Efrem Tassinato – chef e presidente del Wigwam Circuit. Modera l’incontro la giornalista Evelina Frisa – corrispondente di Radio 24 e collaboratrice de Il Centro – Quotidiano d’Abruzzo. 

Per ricevere il link di accesso è necessario qualificarsi inviando una mail a: wigpineto@gmail.com

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Valbelluna, invito agli agricoltori a coltivare più orzo, utile per produrre la birra locale

24/6/11, Pedavena, soci ARGAV in visita allo stabilimento Birreria Pedavena

24/6/11, Pedavena, soci ARGAV in visita allo stabilimento Birreria Pedavena

“Mi unisco all’appello della Birreria Pedavena e della cooperativa “La Fiorita”: coltivate più orzo in Valbelluna per produrre la birra Dolomiti, e non solo. E’ una produzione il cui valore non si misura solo nel reddito pur buono che spunta, ma nella promozione complessiva di un territorio e di un birrificio che ha oltre un secolo di storia e che ho fortemente voluto salvare, quando poco meno di un decennio fa c’era il pericolo reale di una chiusura dello stabilimento”. Luca Zaia, presidente del Veneto, fa suo l’invito della famosa birreria e della cooperativa di produttori che fornisce l’orzo locale per una birra ottima a km zero.

Agricoltori, destinate i campi alla produzione di orzo. “Ci fu allora un impegno comune per ridare futuro alla birreria e lavoro a quanti erano impegnati nel processo di produzione – afferma Zaia – e oggi condivido in pieno l’esigenza di fare un ulteriore passo che faccia crescere la produzione di birra Dolomiti, tutta bellunese nella formula e nei suoi ingredienti, a partire dall’acqua e soprattutto dall’orzo. Ricordo che l’impegno della birreria ha avvantaggiato questa produzione e invito quanti hanno terreno adatto a coltivare questo cereale, materia prima di una grande bevanda che non teme la concorrenza dei nomi internazionali più blasonati”.

Birra “ambasciatrice” del territorio. “Non solo: le Dolomiti sono un nostro “brand” e la birra che ne porta il nome, prodotta localmente con ingredienti di territorio, è uno splendido ambasciatore per tutti coloro che apprezzano questo genere di bevanda. Che in questo caso ha una qualità di alto spessore, prodotta in casa e in grado di andare ovunque nel mondo, confermando il valore delle produzioni a km zero e la loro capacità di vincere anche la sfida dell’export senza per questo contraddirsi. La birra di Pedavena smentisce quei benpensanti che si domandano come conciliare esportazioni e caratteristiche locali, è lo fa – conclude il governatore – proprio perché non ha un sapore anonimo e omogeneo, ma perché esprime il cuore, l’anima, il gusto, le caratteristiche e le capacità del luogo dove si ottiene”.

Fonte: Regione Veneto

Pedavena: “birreria di paese”

(di Pietro Bertanza, socio ARGAV) Nel pomeriggio del 24 giugno scorso un gruppetto di fortunati giornalisti ARGAV ha avuto l’occasione di poter visitare la birreria Pedavena (www.labirreriapedavena.com). Una realtà produttiva che può vantare innumerevoli traversie, così ci ha raccontato Italo Dalla Costa, responsabile dell’accoglienza e tuttofare dell’azienda bellunese.

La storia del birrificio inizia nel 1897 quando la famiglia Luciani parte da Canale D’Agordo (Bl) per stabilirsi a Pedavena, dove era risaputo che l’acqua fosse “buona” e non in base ad analisi chimiche, ma per quella saggezza popolare che non ha bisogno di prove empiriche. Qui ha il via la produzione della birra Pedavena che negli anni conquista sempre maggiori quote di mercato e si afferma come marchio. Nel 1974 arriva Heineken. L’azienda olandese acquisisce la birreria e la utilizza per produrre birre di alta qualità riconoscendo il merito alla fabbrica di Pedavena di saper fare prodotti di alto livello. Come un fulmine a ciel sereno nel 2004 Heineken decide di chiudere Pedavena senza che nessuno avesse percepito segnali di crisi. Tutti i dipendenti restano sbigottiti. Ma, passato il primo disorientamento, la popolazione intera, partendo dal sacerdote, al quale si aggiungono il sindaco, la gente comune, la stampa, ecc. fa del caso di Pedavena la propria bandiera. Fatto sta che nel 2006 il gruppo Castello di Udine rileva la birreria di Pedavena.

24/6/11, Pedavena, soci ARGAV in visita allo stabilimento Birreria Pedavena

Produrre birra di qualità è questione di acqua e quantità. Dopo questo breve riassunto di oltre 110 anni di storia, anche se molto altro ci sarebbe da raccontare, il nostro accompagnatore ci spiega come nasce una birra di qualità e svela qualche segreto. Il procedimento di produzione della birra Pedavena prevede l’introduzione del malto macinato (l’ingrediente fondamentale) nel tino di miscela con la famosa acqua. Il tutto viene portato ad una temperatura di circa 70 °C per far avvenire la saccarificazione (trasformazione dell’amido contenuto nel malto in saccarosio). La miscela va spostata nel tino di filtrazione, dove si separa la fase solida (il malto macinato) dalla liquida (il mosto) che va immessa nella caldaia di cottura. A questo punto si aggiunge il luppolo (conservante naturale della birra parte della componente amara) al mosto di birra che viene raffreddato a 7-8 °C e aggiunto di lieviti per far partire la fermentazione. Dopo 30-60 giorni (il tempo necessario per la maturazione) la birra è pronta per essere filtrata, imbottigliata e bevuta.

Fabbrica di paese. Aneddoti sulla birreria di Pedavena se ne possono raccontare a bizzeffe e sicuramente il più conosciuto riguarda la filosofia aziendale che i Luciani hanno voluto dare alla fabbrica sino dal 1897. Si tratta del nomignolo con cui è conosciuta l’azienda feltrina: la “fabbrica di paese”, proprio perché nella birreria lavorava la gente di Pedavena. Almeno un componente di ogni famiglia di Pedavena lavorava in birreria, così ci racconta Dalla Corte. Interessante è anche sapere che a Pedavena è tutt’ora in piena attività l’unica scuola per mastri birrai d’Italia dove sono stati formati i più importanti mastri birrai nazionali. Altra verità ci viene svelata da Gianni Pasa, il mastro birraio di Pedavena, alla domanda quale birra è la migliore Pasa risponde senza nessuna esitazione: la birra più semplice perché deve farsi bere senza tante preoccupazioni. Anche noi, dopo la suggestiva degustazione della birra del centenario (che, aimè, si può trovare solo a Pedavena) concordiamo con il mastro birraio della fabbrica di paese.