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L’elenco AOP si allunga: nella lista tre nuovi prodotti tra cui le Pesca di Verona IGP

La Commissione europea ha aggiunto tre nuove denominazioni di prodotti agricoli e alimentari nell’elenco delle Denominazioni di Origine Protetta (AOP) e Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Si tratta dei formaggi ceki “Jihoèeská Niva” e “Jihoèeská Zlatá Niva” (IGP) e della “Pesca di Verona” (IGP). La pasta slovena “Idrijski žlikrofi” è stata introdotta nell’elenco delle Specialità Tradizionali Garantite (STG). Contrariamente alle IGP e AOP, le STG non sono legate a una zona geografica determinata, bensì valorizzano la composizione tradizionale di un prodotto o il suo modo di produzione tradizionale.

1889: nasce la prima pizza napoletana. E con la pubblicazione del regolamento 97/2010 della Commissione, riportato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 5 febbraio (L34), anche la Pizza Napoletana è ufficialmente una Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea e scattano quindi i venti giorni dopo i quali il riconoscimento sarà operativo a tutti gli effetti. La pizza napoletana Stg dovrà essere preparata con pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella Stg, olio extravergine d’oliva e origano, avere un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile “a libretto”. Il logo europeo Stg potrà essere utilizzato solo se il prodotto è conforme con il disciplinare di produzione, anche se sarà comunque permessa la possibilità di continuare a usare il nome di pizza napoletana anche per il prodotto non certificato.

Ma il rischio di contraffazione rimane. “Si tratta di una forma di tutela del tutto insufficiente  – ha commentato la Coldiretti – che non impedirà il fatto che metà delle pizze servite nelle pizzerie italiane continui a essere preparata con ingredienti importati dall’estero: cagliate provenienti dall’est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale, all’insaputa dei consumatori. Unici elementi di tutela sono legati al fatto che la mozzarella, secondo il disciplinare, deve essere di bufala Dop ma anche mozzarella Stg, e che la pizza non può essere congelata o surgelata. Niente peraltro viene specificato riguardo al pomodoro, tranne che deve essere sparso con un movimento a spirale. In Italia – ha precisato Coldiretti –  sono stati importati in un anno 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 150 milioni di chili di concentrato di pomodoro e oltre 5 miliardi di chili di grano, è facile capire come il rispetto dell’originalità degli ingredienti e del loro legame con il territorio sia una condizione determinante per la tutela della vera pizza napoletana tradizionale.

Pizza, che numeri! Secondo un sondaggio on line della Societa’ Dante Alighieri pizza è la parola italiana piu’ conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall’espresso (6 per cento).  25mila le pizzerie in Italia con 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che è in crescita nonostante la crisi. Una recente ricerca Doxa afferma che, quando si tratta di scegliere qualcosa di “gustoso” per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento pizza.

(fonte: Verona Agricoltura Europa/Coldiretti)

Consorzi di bonifica Adige Po e Veneto Orientale: i nuovi Presidenti

Giuliano Ganzerla, Presidente Consorzio bonifica Adige Po

Giuliano Ganzerla (55 anni, imprenditore agricolo di Stienta, rappresentante della Coldiretti) è il primo presidente del nuovo Consorzio di bonifica Adige Po, nato dalla fusione degli enti consortili rodigini “Padana Polesana” e “Polesine Adige Canalbianco”; l’assemblea consorziale lo ha eletto con 25 voti su 26. Vicepresidente è stato nominato Giuseppe Tasso; nel consiglio di amministrazione siederanno anche Luca Panaro e Sandro Vendemiati oltre a Pietro Caberletti, sindaco di Bagnolo di Po, in rappresentanza delle 49 Amministrazioni Comunali facenti parte del comprensorio del Consorzio di bonifica.

Gianluigi Martin (47 anni, rappresentante della Coldiretti) è invece il primo presidente del neonato Consorzio di bonifica“Veneto Orientale”, nato dalla fusione degli enti consortili “Basso Piave” (con sede a San

Gianluigi Martin, Presidente Consorzio di bonifica Veneto Orientale

Donà di Piave, in provincia di Venezia) e “Pianura Veneta tra Livenza e Tagliamento” (con sede a Portogruaro, sempre in provincia di Venezia e di cui Martin era già presidente). Martin ha ottenuto 20 dei 25 voti disponibili: l’assemblea si è tenuta a Portogruaro, ma la nuova sede consortile sarà trasferita a San Donà. Vicepresidente è stato nominato il sandonatese Vincenzo Menegaldo; il consiglio di amministrazione è completato da Luciano Baldo di Concordia Sagittaria (Venezia) e Giovanni Borga di Chiarano (Treviso). Quanto prima i Sindaci dei 30 Comuni del comprensorio consortile nomineranno un loro rappresentante che entrerà nel Consiglio di Amministrazione.

In Veneto operativa la legge del Km Zero

Foto Coldiretti Veneto

Coldiretti Veneto, 12 gennaio 2010 – Dopo l’approvazione da parte del consiglio regionale del Veneto la legge regionale cosidetta del “km zero” è finalmente operativa in quanto compatibile con le norme comunitarie. Un particolare quest’ultimo che rendeva inefficace la norma seppur vigente. Infatti, il provvedimento originario prevedeva all’articolo 7 un parere positivo di compatibilità da parte della Commissione Europea in merito agli aiuti di stato e alla libera circolazione delle merci.

Superato questo impasse, grazie all’impegno di Coldiretti e dei funzionari della Regione, ora dopo la pubblicazione nel BUR la normativa sarà applicabile a tutti gli effetti autorizzando anche gli enti locali a promuovere l’orientamento del consumo dei prodotti di provenienza regionale in mense pubbliche, nella ristorazione collettiva e in tutti i supermercati.

Il testo innovativo introduce per la prima volta la definizione di “prodotti agricoli a km zero” individuando caratteristiche precise ed essenziali quali: stagionalità, sostenibilità ambientale, qualità organolettiche e legame con la tradizione culinaria veneta. Si tratta di un segno di grande responsabilità da parte del Governo del Veneto – commenta Giorgio Piazza presidente di Coldiretti – ricordo che ogni pasto percorre in media 1900 chilometri prima di giungere sulle tavole, per cui consumare prodotti locali aiuta la salute, le tasche e l’ambiente in quanto riduce le emissioni di gas ad effetto serra che provocano cambiamenti climatici.

foto ADN Kronos - menù Km 0 in ospedale ad Adria

Nel 2007 Coldiretti ha consegnato alla Regione Veneto 25 mila firme raccolte tra cittadini e consumatori. Nel 2008 il Consiglio regionale ha approvato la prima legge del genere unica in Italia, la numero 7 del 25 agosto. Nel 2010 le modifiche apportate al testo al fine di favorirne l’applicazione in quanto il documento originario prevedeva il consenso dellUnione Europea.
Sotto lo “slogan km zero” in tutto il Veneto sono operativi 100 mercatini agricoli, una mensa ospedaliera (la seconda d’Italia) ad Adria, un circuito di 30 ristoranti che adottano menù a breve distanza utilizzando le tipicità delle campagne limitrofe. Oltre 36000 pasti allanno nelle scuole dei comuni di Vittorio Veneto, Tombolo, Galliera Veneta, Rosolina e Porto Tolle sono realizzati con prodotti locali.