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Dalla Preistoria dei laghi di Revine al futuro delle Colline del Prosecco: la formazione in campo di Argav

foto Fabrizio Stelluto

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Ottima riuscita per la visita formativa, organizzata da Argav: all’indomani di un webinar con l’Associazione Pubblici Giardini dai sorprendenti contenuti d’interesse, una rappresentanza dei nostri iscritti ha svolto un educational in terra trevigiana, cominciando dal Parco Archeologico Didattico del Livelet realizzato nel 2007, grazie alla lungimiranza ed all’impegno di un comitato locale nonché al contributo dell’allora Amministrazione Provinciale, sulla riva occidentale del lago di Lago, in comune di Revine; la ricostruzione di un villaggio palafitticolo permette di avvicinarsi alla conoscenza degli insediamenti umani, che caratterizzarono l’area prealpina tra 6.000 e 3.500 anni fa. I 20.000 visitatori registrati nel 2019 stanno a dimostrare la valenza anche turistica della salvaguardia di un ambiente incontaminato, dove proseguono le ricerche archeologiche dopo i ritrovamenti nella vicina località di Calmaggiore di Tarzo.

soci Argav in visita al Parco Archeologico del Livelet (Foto Stelluto)

Sorprendente è stato anche l’ambiente del momento conviviale, vissuto nell’antica osteria “Al forno” di Refrontolo, uno dei locali più antichi della Marca Trivigiana e gestito da 160 anni dalla famiglia Piol. Premiato con la chiocciola Slow Food per l’attenzione alla cultura culinaria del territorio, ha presentato melanzane in saor, sformatino con fichi e speck, ravioli con speck e mirtilli accompagnati da burro fuso e profumo di cannella, bigoli in salsa; nei bicchieri il verdiso, alternativa locale a sua maestà, il prosecco.

i soci Argav visitano la cantina Perlage (foto Fabrizio Stelluto)

All’eccellenza enoica trevigiana è stata dedicata la parte pomeridiana della giornata; accompagnati da Ivo De Nardi, antesignano della vitivinicoltura biologica, ci si è dapprima recati, a Soligo, sulle colline del santuario di Collagu, i cui ciglioni (terrazzamenti inerbiti ricavati nella roccia) sono emblema della candidatura delle Colline del Prosecco a patrimonio Unesco; a seguire si è tornati in pianura per conoscere la realtà della viticoltura biodinamica. A concludere la giornata di approfondimento è stata la visita alla cantina biologica Perlage in Farra di Soligo, esempio di come la sostenibilità agricola possa ormai essere un importante plus anche sul mercato del vino; la degustazione di tre differenti tipologie di prosecco ha certificato l’ampio spettro qualitativo di un fenomeno enologico , esportato nel mondo.

Il prossimo appuntamento Argav sarà con l’Assemblea elettiva, in calendario sabato 24 Ottobre a Mestre (VE).

video del collega Mauro Poletto

Colline del Prosecco patrimonio Unesco. Zaia: “Vittoria meritata e attesa di un intero territorio”

San Pietro di Barbozza ValdobbiadeneLe Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono patrimonio dell’Umanità. La 43° sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, riunita a Baku, capitale dell’Azerbaijan, ha iscritto le Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali da tutelare come patrimonio dell’umanità.

La felicità della delegazione italiana a Baku alla notizia dell'assegnazione del riconoscimento Unesco alle colline del ProseccoI 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l’ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1092 (ora 1093) luoghi ‘unici’ in 167 Paesi. L’Italia rafforza ulteriormente il proprio primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell’umanità. “Ci avevamo creduto sin dall’inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto a patrimonio dell’umanità e ora, grazie anche agli approfondimenti richiesti da Icomos, siamo riusciti a portare la palla in meta”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, presente a Baku insieme ai tre consulenti scientifici del dossier della candidatura, Mauro Agnoletti (docente di pianificazione del paesaggio rurale all’università di Firenze e coordinatore scientifico del catalogo nazionale dei paesaggi rurali), Amerigo Restucci (ex rettore dello Iuav di Venezia) e Leopoldo Saccon (architetto di Conegliano) e al presidente dell’Associazione temporanea di scopo per la candidatura, Innocente Nardi. “Il riconoscimento del massimo organismo mondiale per la tutela dei beni culturali – prosegue il presidente – consacra il lavoro di un intero territorio, il laborioso gioco di squadra, creato tra istituzioni, esperti, produttori e abitanti, per identificare e far apprezzare al mondo intero identità, valori e caratteristiche di un paesaggio plasmato dall’attività agricola e che si è conservato integro e autentico attraverso i secoli. Aver realizzato questo sogno, e averlo fatto insieme, esalta la gioia della vittoria”.

Colline di Farra di SoligoNuove opportunità di sviluppo. “L’iscrizione delle colline del Prosecco nell’esclusivo registro dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura – ribadisce Zaia –significa promuovere a livello internazionale un microcosmo fatto di natura e di cultura, di attività rurali e di insediamenti storici che hanno plasmato in modo  originale e inconfondibile i rilievi della Sinistra Piave. Il blasone Unesco consacra la particolare conformazione geomorfologica delle nostre colline e il ricamo di coltivazioni vitate, di ciglioni erbosi e terrazzamenti creato nei secoli dal lavoro di agricoltori eroici. D’ora in poi istituzioni, imprenditori e abitanti saranno ancor più impegnati nel conservare l’integrità di questo habitat, salvaguardandone la biodiversità e sviluppando le potenzialità attrattive”.

Farra di Soligo CollaguIl dossier. Il successo della candidatura –  avviata nel 2009 dall’Associazione temporanea di scopo costituita dal Consorzio di tutela del Prosecco di Valdobbiadene Conegliano, dalla Provincia e dalla Camera di commercio della Marca, nonché dall’Ipa composta da enti pubblici e stakeholders del territorio -va individuato in un insieme di fattori. Il dossier presentato a Baku si  è incentrato sulla qualità del paesaggio, traendo spunto dall’iscrizione dell’area nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali storici del Ministero dell’Agricoltura e tenendo conto dei suggerimenti di Icomos. I consulenti scientifici del dossier della candidatura hanno messo in evidenza come i prodotti tipici abbiano una qualità non solo legata ai processi produttivi, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio.

Nel caso del Prosecco, già dal Medioevo la struttura mezzadrile ha creato appezzamenti di piccole dimensioni che si sono mantenuti fino ai nostri giorni, creando un mosaico di piccole vigne che si inframezzano al bosco. Questa struttura, in abbinamento alle sistemazioni del terreno, in particolare ai ciglioni erbosi che si arrampicano sulle ripidissime pendici collinari, documentati almeno dal 1600, contribuisce all’unicità dell’area e alla bellezza dei luoghi. Alle forme del paesaggio si associano poi le architetture degli impianti viticoli e le tecniche di allevamento, le quali, come nel caso della Bellussera, inventata a Tezze di Piave a fine Ottocento, conferiscono ulteriori elementi di diversificazione ed unicità rispetto ai paesaggi viticoli già candidati nella World Heritage List. La candidatura del Prosecco appare, al momento, l’unica, fra i siti viticoli iscritti nel Worl Heritage, a puntare sul paesaggio. Altro elemento fondamentale per il successo della candidatura è stata la capacità della Regione Veneto di mettere in piedi una struttura organizzativa ed un gruppo di lavoro molto efficienti, che in un tempo limitatissimo hanno realizzato un dossier davvero convincente.

Il futuro. Valorizzare l’iscrizione, assicurando la conservazione dei valori del sito e  promuovendo un turismo di qualità che faccia conoscere il paesaggio al grande pubblico è solo il primo passo. Il paesaggio rurale è un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale e della competitività di tutto il nostro sistema agricolo, che trova nel turismo un naturale complemento per lo sviluppo del territorio rurale. E’ però necessario che il successo ottenuto porti ad una crescita della consapevolezza riguardo al potenziale che il paesaggio rappresenta per tutto il paese. Valorizzare il registro nazionale dei paesaggi storici, trampolino di lancio per l’iscrizione nei programmi Unesco e Fao, proteggere il territorio rurale dall’abbandono, adeguando anche gli strumenti di tutela e promuovere le unicità dell’Italia nella prossima politica agricola comunitaria 2020-27, sono gli obiettivi più ambiziosi.

Il voto. A Baku il comitato per il Patrimonio mondiale Unesco, ha approvato a pieni voti l’iscrizione delle Colline delle Marca nel registro mondiale, facendo proprie le valutazioni consegnate dagli esperti di Icomos (Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti) accompagnate da 14 raccomandazioni per il mantenimento dell’egida Unesco al sito: raccomandazioni che spaziano dalla mappa dettagliata dei manufatti di architettura rurale ad una migliore distinzione tra la ‘core zone’ e la cosiddetta ‘buffer zone’ (‘zona cuscinetto’), per mitigare l’impatto ambientale degli insediamenti produttivi; dall’approfondimento del modello socio-economico in vigore alla pianificazione della sostenibilità a lungo termine del paesaggio culturale; dell’elaborazione di un piano strategico per lo sviluppo sostenibile e coerente del turismo e del ricorso alle energie rinnovabili ad un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nella gestione del sito.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto