• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Etichetta facoltativa carni bovine: ottimo lavoro di squadra

Grande soddisfazione e compiacimento per il lavoro svolto a più mani – ha detto Fabiano Barbisan, presidente del Consorzio L’Italia Zootecnica e Unicarve, nell’apprendere, quasi in diretta, la notizia che la Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare (Envi), ha appena soppresso l’art. 14 della Proposta di Regolamento presentato dalla Commissione Europea che, di fatto, prevedeva, con una riga, di far sparire l’etichettatura facoltativa delle carni bovine.

Questo secondo round è andato bene ed ora si dovrà attendere l’accordo che Consiglio dei Ministri Eu e Parlamento dovranno trovare per presentare il testo definitivo in Aula di proposta di regolamento, tenuto conto che gli uffici legislativi dei vari Gruppi sono al lavoro per interpretare correttamente le modifiche che sono state apportate all’Art. 16 del Reg. 1760/2000 e valutare il “conflitto” di due “considerando” che dovranno essere sistemati prima del voto parlamentare. “E’ stato un ottimo lavoro di squadra – ha affermato Barbisan – che ha visto Parlamentari Europei di diverso schieramento politico tenere in considerazione le nostre richieste, sostenendole al momento opportuno. Molto rimane ancora da fare per garantire il mantenimento dell’etichettatura facoltativa, ma ho fiducia che i prossimi passaggi, decisivi, ci portino ad un risultato positivo. Per scaramanzia – ha concluso Barbisan – rinvio i ringraziamenti ufficiali alle persone che si sono molto impegnate nelle prime due fasi (Commissione Agri e Commissione Envi) a quando sarà chiusa definitivamente la partita perché porteremo la nostra carne etichettata a Bruxelles e li inviteremo tutti ad una grande grigliata liberatoria”.

(Fonte: Asterisconet.it)

Zootecnia inquinata in Lazio: solidarietà del Consorzio Italia Zootecnica all’allevatore che ha denunciato l’inquinamento ambientale

Valle dei Veleni, così è chiamata dal 2005 la Valle del Sacco, quella zona del Lazio dove più di cinquanta aziende in nove paesi, tra Roma e Frosinone, sono state costrette a vedere distrutti anni di sacrifici. Colleferro; Gavignano; Segni; Paliano; Anagni; Sgurgola; Morolo; Supino, Ferentino: in questi paesi nel 2005 è stata dichiarata l’emergenza. Una sostanza tossica per l’uomo, vietata in Italia dal 2001, era stata ritrovata in quantità superiori ai limiti nel latte dei bovini, nel fieno e nel mais.

Da allora l’area di Colleferro continua ad essere utilizzata per lo stoccaggio e l’interramento di rifiuti tossici, senza che nessuna istituzione intervenga per far cessare questa situazione vergognosa. Ieri la “Valle degli Orrori” è tornata sugli schemi televisivi a far parlare di sé a seguito di una denuncia in televisione da parte di un allevatore che sta perdendo tutte le sue greggi per avvelenamento.

Istituzioni lontane. Noi agricoltori – ha detto Fabiano Barbisan, Presidente del Consorzio L’Italia Zootecnica – siamo sottoposti a rigidissimi sistemi di controllo e dobbiamo rispettare le regole ferree della Direttiva Nitrati, per prevenire la benché minima forma di inquinamento. Sembra però – continua Barbisan – che gli Enti pubblici e, nella fattispecie, la Regione Lazio, possano “soprassedere” alla cura del territorio ed al controllo degli scarichi abusivi di sostanze tossiche. Ma non erano stati investiti milioni di euro dalla Regione Lazio per bonificare la zona e rilanciare l’agricoltura e la zootecnia della Valle? Nulla, ancora una volta il Settore Primario è stato coinvolto in una vicenda scandalosa: bestiame, latte, foraggi, terreni…avvelenati dalle discariche abusive nascoste nella Valle.

Appello ai Ministri Fazio e Prestigiacomo. L’impegno degli agricoltori andrebbe premiato, perché nonostante le enormi difficoltà del settore vanno avanti e continuano a garantire produzione. Il Consorzio L’Italia Zootecnica esprime tutta la sua solidarietà all’allevatore laziale che ha avuto il coraggio per primo di denunciare quanto successo alla sua azienda e di preservare in questo modo la salute dei consumatori interrompendo la commercializzazione dei prodotti. Facciamo un appello ai Ministro della Salute, Fazio e dell’Ambiente Prestigiacomo, affinché intervengano con fermezza per sanare il malcostume di chi, istituzione, avrebbe dovuto occuparsi delle oltre 50 aziende vittime di una politica che certo non le aiuta.

(fonte Consorzio L’Italia Zootecnica)