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7-9 ottobre 2022, a Cavallino-Treporti (VE) il Congresso nazionale Unaga, che segue l’Assemblea del network europeo Enaj

«Questo ottobre 2022 ci vede tornare a riunirci dal vivo. Dopo due anni penalizzati dalla pandemia, ripartiamo con due appuntamenti di grande importanza. Lo scorso fine settimana si è svolta l’assemblea dell’Enaj, la rete europea dei giornalisti agricoli; il prossimo week-end, dal 7 al 9 ottobre, ci sarà il Congresso Unaga. Ringrazio il Comune di Cavallino-Treporti, il Parco Turistico ed Assocamping per l’ospitalità a quasi un centinaio di giornalisti. Cavallino oggi è un territorio, che vive con il turismo estivo, ma il settore agricolo mantiene un posto di rilievo nel sistema economico. Ecco perché è il luogo ideale per noi giornalisti, che ci occupiamo di agroalimentare, ambiente e territorio. Noi intercettiamo i bisogni e le paure, ma anche le soddisfazioni relative a questi settori e lo comunichiamo. Pertanto, con questi due appuntamenti vogliamo offrire nuova consapevolezza ai colleghi, il cui ruolo è fondamentale per la conoscenza di questi temi. Vogliamo anche ribadire che la nostra professione è delicata e dev’essere sempre guidata dall’etica». Così Roberto Zalambani, presidente di Unaga (Unione Nazionale Associazioni Giornalisti di Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili, Turismo Rurale), gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana, incontrato a margine dell’Assemblea europea ed in vista del Congresso nazionale.

I giornalisti appartenenti alle associazioni regionali (Arga) si ritroveranno per eleggere gli organismi nazionali e discutere le linee guida per i prossimi quattro anni. L’accoglienza avverrà a Mestre (VE), nel Museo del ‘900 (M9), dove i partecipanti potranno visitare la sezione dedicata all’alimentazione e la mostra “Il gusto e la cultura del cibo in Italia”. Da lì partirà una navetta per Cavallino-Treporti, dove i congressisti saranno ospitati dal camping “Ca’ Pasquali Village”; potranno così godere di una struttura a cinque stelle, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il “Superplatz 2022” per il turismo all’aria aperta dal più grande Automobile Club Tedesco (ADAC) ed il “Top Camping 2022” dall’Automobile Club olandese. «La nostra località è stata scelta dalle associazioni dei giornalisti di settore: italiani ed europei si stanno incontrando a Cavallino Treporti, capitale dell’ospitalità all’aria aperta. Noi ne siamo orgogliosi! Con noi ci sono anche tutti coloro che, per la nostra comunità, stanno portando le proprie esperienze di vita e di lavoro, contribuendo così ad un’articolata attività congressuale. Chi descrive e chi ama questo territorio hanno modo di confrontarsi sulla storia e la cultura della nostra terra. Un’esperienza nuova ed una significativa opportunità per tutti» afferma Roberta Nesto, sindaca della prima località italiana per il turismo “en plein air”.

Programma. Sabato mattina è previsto un seminario sull’agricoltura locale ed una visita all’azienda agricola “Valleri”, dal 1957 specializzata nella produzione, lavorazione e confezionamento di erbe aromatiche, verdura e frutta. «I rappresentanti delle categorie professionali dell’agricoltura e del turismo presenteranno un’economia fortemente collegata al territorio: dalla tradizione alla trasformazione, alla conservazione di prodotti a chilometro zero e bio. Si parlerà, inoltre, del binomio turismo-agricoltura per valorizzare le eccellenze del territorio» spiega Fabrizio Stelluto, presidente dell’Arga di Veneto e Trentino Alto Adige, che organizza il Congresso. Dopo il pranzo nel ristorante “La Tenuta di Cavallino”, storico edificio agricolo del Litorale, ci sarà il trasferimento al Centro Congressi di Ca’ Savio. Il pomeriggio di sabato sarà totalmente dedicato ai lavori congressuali, fino alla proclamazione dei nuovi organismi dirigenti. Domenica 9, ci sarà un sopralluogo alla pista ciclopedonale di via Pordelio; un percorso panoramico, unico al mondo: sette chilometri, tra cui cinque realizzati su una struttura metallica, sospesa “a sbalzo” sulla Laguna, patrimonio dell’Unesco. Successivamente, si visiterà il Museo Batteria Vettor Pisani, fortificazione costruita tra il 1909 ed il 1912 a difesa di Venezia. Prese il nome dal comandante supremo veneziano Vettor Pisani, che sconfisse la flotta genovese di Pietro Doria nella guerra di Chioggia del 1380. Il pranzo finale si svolgerà presso la Casa della Pesca, vicino a Punta Sabbioni, punto di stoccaggio e vendita della piccola pesca artigianale. Ai giornalisti saranno presentate le attività ittiche della realtà, che riunisce quattro cooperative (Soc. coop. San Marco Pescatori di Burano, Faro Società Cooperativa, Pescatori Cavallino Società Cooperativa, Cooperativa fra lavoratori della piccola pesca di Cortellazzo) con l’obiettivo di svolgere un’attività professionale, tutelando la biodiversità. Ci sarà anche un banco di assaggio allestito dal Consorzio Vini Venezia in collaborazione con Ais Veneto. Per chi potrà fermarsi ancora un po’, infine, un’ultima opportunità: una visita in battello alle attività ittiche lagunari.

5 ottobre 2019, a Venezia, nel convento dei Carmelitani Scalzi, la 2a edizione di Feel Venice

Nella cornice dell’antico giardino a Venezia che si cela all’interno del complesso del Convento dei Carmelitani Scalzi, a due passi dalla Stazione di Santa Lucia, il Consorzio Vini Venezia presenta la II edizione di FeelVenice, giornata dedicata alle eccellenze enogastronomiche del territorio.

Protagoniste 16 cantine provenienti dal territorio del Piave e del Lison Pramaggiore che durante la degustazione libera presenteranno a giornalisti, ristoratori e pubblico accreditato il meglio delle referenze provenienti dalle 5 diverse denominazioni consortili: DOC Piave, DOC Lison Pramaggiore, DOC Venezia, DOCG Malanotte e DOCG Lison. A partire dalle ore 11:00 e durante tutto l’arco della giornata verranno proposte inoltre 4 degustazioni condotte da Renato Grando, docente di Slow Food che accompagnerà i partecipanti alla scoperta della storia e delle caratteristiche del Lison DOCG e del Raboso nelle sue due principali declinazioni: il Raboso DOC Piave e il Malanotte DOCG. Seguiranno le degustazioni alla cieca condotta da AIS Veneto. Ad accompagnare l’evento, vi sarà il Caseificio Tomasoni di Breda di Piave, azienda trevigiana che da oltre 60 anni rappresenta l’emblema dei formaggi del Piave di altissima qualità, che proporrà al pubblico una selezione dei suoi 30 tipi di formaggi e stracchino.

FeelVenice è anche una giornata dedicata all’arte e alla cultura enologica: durante la giornata infatti la chiesa seicentesca del Convento e l’antico Brolo saranno eccezionalmente aperti al pubblico che potrà andare alla scoperta del meraviglioso vigneto-collezione della biodiversità viticola sito nel giardino che racchiude più di 20 varietà recuperate da diversi orti e giardini

Appuntamenti dedicati al vino. Degustazione libera aperta al pubblico: dalle ore 11:00 alle ore 18:00. Degustazioni guidate: Lison Docg, I turno inizio ore 11 (media e giornalisti), II turno, inizio ore 15:30 (accreditati); degustazione Raboso: I turno inizio ore 13:15 (media e giornalisti), II turno inizio ore 17 (accreditati).A ppuntamenti dedicati al cibo. All’interno del chiosco del Convento per tutto l’arco della giornata sarà possibile degustare i prodotti offerti dal Caseificio Tomasoni e altri partner gastronomici sponsor dell’evento che proporranno al pubblico i propri prodotti agroalimentari provenienti dal territorio.p Apuntamenti culturali. Per raccontare il giardino segreto, nascosto dalle alte mura del convento, durante la giornata saranno proposte visite guidate nel brolo e al vigneto potendo così passeggiare tra le viti, gli orti, il frutteto, l’oliveto lasciandosi inebriare dal profumo dei fiori e delle erbe aromatiche e officinali. Sarà inoltre possibile visitare la chiesa di Santa Maria di Nazaret. La partecipazione all’evento vede il versamento di una quota minima di 10 euro che sarà interamente devoluta alla Chiesa di Santa Maria di Nazareth. La partecipazione alle degustazioni guidate prevede il versamento di una quota minima di 10 euro da versare al momento dell’ingresso.

Fonte: servizio stampa Consorzio vini Venezia

23 settembre 2017, a Venezia, tra mistiche aiuole e vigneti, si degusta il “vin moro”

i soci Argav sotto la cerchiata con i vitigni coltivati dal Consorzio Vini Venezia nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) C’è una speciale “Terra Promessa” a Venezia e la si trova a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia, sul retro della chiesa di Santa Maria di Nazareth, da tutti conosciuta come chiesa degli Scalzi. Nella fattispecie, si tratta di un vitigno di origine israeliana, il cui grappolo può raggiungere anche una cinquantina di centimetri, impiantato dal Consorzio Vini Venezia insieme ad altre varietà di vitigni, in quello che si presenta come una sorta di itinerario spirituale fuori dal turismo di massa veneziano, il Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, visitato dai soci Argav lo scorso 2 settembre.

da dex, Padre Fabio illustra ai soci la storia del Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, mentre Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venzia, quella del vigneto (foto Marina Meneguzzi)

Protetto da un muro di cinta, l’orto-giardino monastico, ridimensionato a metà Ottocento dall’insediamento della stazione ferroviaria e restaurato di recente per opera dell’architetto Giorgio Forti, oggi è aperto a visite guidate che, partendo dalla chiesa, capolavoro del Barocco veneziano del tardo Seicento, conducono a scoprire un tracciato ispirato al carisma carmelitano e alla storia dell’Ordine religioso, nonché all’opera della fondatrice, Santa Teresa d’Avila, che nel 1577 compose lo scritto “Castello Interiore“, da lei pensato come un cammino di vita cristiana diviso in 7 tappe. Nel giardino di 6 mila metri quadrati, sono presenti, quindi, 7 aiuole: dal prato verde all’orto delle erbe officinali, tra cui c’è la melissa moldavica, distillata dai monaci fin dal 1710 per divenire la celebre “Acqua di Melissa“, citata persino da Carlo Goldoni ne La Locandiera, ed oggi venduta nel piccolo negozio adiacente al giardino; le aiuole continuano con l’orto alimentare, i frutteto dei gusti perduti, l’orto degli ulivi, il bosco ed il vigneto.

particolare uva Terra Promessa coltivata nel brolo degli Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

Una collezione della biodiversità viticola veneziana. Nel vigneto, collocato nella quarta aiuola, sono piantati 17 filari (7 + 10 come i sacramenti e i comandamenti). E questo grazie al Consorzio Vini Venezia, che si è impegnato, con l’ausilio del prof. Attilio Scienza, delle Università di Padova e di Milano nonché de CRA-VIT di Conegliano (TV), a recuperare la “storia vitivinicola” veneziana rintracciando in diversi orti e giardini veneziani più di 70 esemplari, individuando ben 30 varietà di vitigni, di cui ancora 3 risultano sconosciute. Tra le varietà analizzate e mappate che trovate nel brolo degli Scalzi figurano vitigni che si trovano nella Doc Venezia, tra cui Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano, Chardonnay, Malvasia istriana, oltre alle varietà Rushaki (di origine armena) e la sopracitata Terra Promessa, queste due ultime impiantate per rendere omaggio alla storia dei Carmelitani Scalzi, iniziata nel XII Sec. in Palestina, sul monte Carmelo.

Particolare vigne e brolo Giardino mistico Carmelitani Scalzi a Venezia (foto Consorzio Vini Venezia)

Vin moro di Venezia, presentazione libro (su prenotazione) e degustazione (libera).  Questo angolo verde di paradiso sabato 23 settembre ospiterà la prima edizione di #FeelVenice, appuntamento che avrà cadenza annuale organizzato dal Consorzio Vini Venezia per portare alla ribalta le diverse denominazioni e le ricchezze enologiche del territorio. Quest’anno, la manifestazione darà risalto al Raboso con la presentazione alle ore 9.30 del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro”, nuova pubblicazione dello scrittore e sociologo Ulderico Bernardi (posti limitati, prenotazione obbligatoria a elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it – 347 3441102 ). A partire dalle ore 14.00 sino alle 19.30, in una degustazione libera, sarà possibile, invece, gustare i nettari del Consorzio Vini Venezia: dai vini del Piave a quelli del Lison-Pramaggiore, ai vini della Doc Venezia, insieme alle eccellenze dei produttori gastronomici del territorio. In via eccezionale, sarà anche possibile visitare la chiesa seicentesca del Convento, ora in restauro, ed il giardino mistico (contributo partecipazione a partire da 10 euro, il ricavato della giornata sarà interamente devoluto al restauro della facciata della Chiesa di Santa Maria di Nazareth).

9 e 10 settembre 2017, due mattinate dedicate all’agricoltura biologica e al gusto della dolcezza al Festival della Politica a Mestre (VE)

Inizia oggi a Mestre (VE) per terminare il 10 settembre, il Festival della Politica, organizzato dalla Fondazione Gianni Pellicani in collaborazione con il comune di Venezia. Giunto alla settima edizione, il Festival, il cui tema quest’anno è la crisi internazionale e il “disordine globale” che stiamo vivendo, rappresenta un appuntamento ormai consolidato, animato dai protagonisti del panorama culturale italiano. Tra gli argomenti che saranno discussi, ci saranno due mattinate dedicate alla cultura enogastronomica italiana, organizzate in piazzetta Battisti, dalle ore 11.30, in collaborazione con il Master in “Filosofia del Cibo e del Vino” dell’Università San Raffaele.

9 settembre, “L’agricoltura biologica, non solo un certificato, ma uno stile di coltivazione e di vita”. Il comparto del biologico in Italia fa registrare numeri da record: 1,5 milioni di ettari coltivati a bio. più di 60.000 aziende agricole bio, oltre 8.000 imprese di trasformazione, 250.000 addetti, un valore di 3 miliardi di euro, crescita media di mercato, dal 2010 ad oggi, dell’11%. In questo contesto, la Camera dei Deputati ha approvato  il 2 maggio scorso la nuova legge sull’agricoltura biologica (attende ora l’approvazione del Senato), che s’intitola “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”. Il testo della legge recita, “affinché l’agricoltura biologica venga valorizzata, nell’interesse dei consumatori e dei produttori, in modo adeguato alla crescente rilevanza che assume per l’economia rurale italiana e per lo sviluppo di produzioni di qualità, rispettose dell’ambiente e delle risorse naturali”. Si tratta, quindi, di una legge tendente a far uscire l’agricoltura biologica dall’idea che sia solo un “certificato”, elevandola a stile di vita, a sano modello di interazione uomo/natura. Trattasi infatti di una cornice normativa che può peraltro concretamente trasformare le scelte a tavola di ognuno di noi, cioè il mangiare, in “atto agricolo” per salvaguardare la fertilità dei suoli. A discuterne, saranno Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera e primo firmatario del Testo unico sull’agricoltura biologica, Carlo Favaro, direttore del Consorzio Vini Venezia e promotore del Biodistretto Vini Venezia, Daniele Piccinin, titolare de Le Carline e presidente del Biodistretto veneto, Andrea Rigoni, amministratore delegato Rigoni di Asiago, Fabio Brescacin, presidente di EcorNaturaSì. A coordinare la discussione, sarà Gianni Moriani, Master in Filosofia del Cibo e del Vino, Università Vita-Salute San Raffaele Milano.

10 settembre, “Il gusto della dolcezza”. Questa mattinata sarà invece animata dal dialogo tra due famosi pasticceri, Dario Loison, direttore dell’omonima pasticceria e Giancarlo Perbellini, della Dolce Locanda di Verona. A coordinare gli interventi, sarà sempre il professor Gianni Moriani.

Fonte: Master in Filosofia del Cibo e del Vino Università Vita-Salute San Raffaele Milano/Consorzio Vini Venezia

 

 

 

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2 settembre 2017, i soci Argav visitano alcuni vigneti a Venezia

foto tratta dal sito La laguna nel bicchiere

Grazie all’interessamento del giornalista socio Gabriele Pasetti, i soci Argav potranno godere di un’esperienza unica ed originale a Venezia sabato 2 settembre: vendemmiare nell’isola lagunare di San Michele dalle viti autoctone, recuperate grazie al lavoro dell’associazione “La laguna nel bicchiere”.

Programma. Il ritrovo per i partecipanti (adesione alla segretaria Mirka Cameran entro il 29 agosto) è alle ore 9.45 davanti alla stazione ferroviaria Santa Lucia. Da lì , si passeggerà attraverso il centro storico fino alle Fondamenta Nuove, dove ci si imbarcherà sul traghetto per l’isola di San Michele, dove si visiteranno i vigneti e la cantina. Sarà possibile partecipare alla vendemmia, raccogliendo l’uva dai tralci e pigiandola nei tini. Per chi volesse, sarà possibile degustare un “disnar venexian” al prezzo concordato di € 15,00 cadauno. La visita terminerà nel primo pomeriggio dopo di che sarà possibile visitare l’attiguo cimitero monumentale, dove si trovano, fra le altre, le tombe dell’impresario teatrale Sergej Djagilev; dell’attore Cesco Baseggio, dei compositori Igor Stravinskij, Ermanno Wolf Ferrari, Luigi Nono, del poeta Ezra Pound, dello psichiatra Franco Basaglia, del pittore Virgilio Guidi, dello scrittore Josif Brodskij, dell’allenatore Helenio Herrera, degli artisti Armando Pizzinato, Zoran Music, Emilio Vedova, del commediografo Giacinto Gallina, dell’attrice, Lauretta Masiero. Prima di ripartire, ci sarà la possibilità di visitare (ore 16.30 ca.) anche il vigneto recuperato dal Consorzio Vini Venezia nel convento dei Carmelitani Scalzi, vicino alla stazione ferroviaria.

 

La Jury des Prix dell’OIV (Organisation internationale de la Vigne et du Vin) assegna la menzione speciale al libro “Il vino nella storia di Venezia”

Il vino nella storia di Venezia_copertinaL’ Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha premiato “Il vino nella storia di Venezia – Vigneti e cantine nelle terre dei dogi tra XIII e XXI secolo” con la Menzione speciale del prestigioso concorso internazionale che premia ogni anno i libri migliori che riguardano il mondo del vino. La cerimonia di consegna del Premio si terrà lunedì 19 ottobre alle ore 19 presso l’Ambasciata di Romania a Parigi.

Il Premio. “Il vino nella storia di Venezia – Vigneti e cantine nelle terre dei dogi tra XIII e XXI secolo”, edito da Biblos (www.biblos.it), ha ricevuto la Menzione speciale nella categoria “Storia e belle arti”. I riconoscimenti assegnati dalla Giuria dei Premi dell’OIV ogni anno sono un punto di riferimento e riconoscimento internazionale nel mondo del vino. Il Premio della Giuria viene assegnato da molti anni ai migliori libri pubblicati nel corso degli ultimi due anni in ambito scientifico, tecnico, economico, giuridico, geografico, storico, ma anche nei settori della salute, della letteratura e delle belle arti. E dal 2010, per promuovere la scoperta dei vini e la cultura del vino, sono state aggiunte delle categorie che permettono un approccio edonistico e multiculturale: l’abbinamento tra vino e cibo, scoperta e presentazione dei vini, vini e territori di tutto il mondo.

Nel libro, il progetto di recupero di antichi viti. “Il volume raccoglie i contributi di alcuni tra i massimi conoscitori della storia del rapporto tra Venezia ed il vino – afferma Carlo Favero, direttore del Consorzio e curatore del libroquali Alvise Zorzi, il prof. Attilio Scienza e altri professionisti dell’Università di Padova, Milano, Venezia, Modena e Reggio Emilia, del Cra di Conegliano, del Cirve di Conegliano, dell’Archivio di Stato di Venezia, dell’Accademia italiana della vite e del vino. Una pubblicazione che costituisce una base per una moderna storia dell’enologia nella città lagunare e del suo entroterra”. Il libro raccoglie i risultati del progetto di recupero delle antiche viti che ha permesso di dare nuova vita al patrimonio viticolo della città lagunare con la realizzazione di due autentici musei naturali, uno sull’isola di Torcello e l’altro all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi. “Concepire un libro che racconti la lunga e complessa storia di Venezia, utilizzando il vino come trama, è un modo originale ed efficace di condurre il lettore ed il visitatore attraverso la città ed i suoi territori di un tempo – spiega Giorgio Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia – . Le memorie di un passato glorioso, e le testimonianze d’arte e lavoro, si conservano tuttora in monumenti, chiese collezioni, biblioteche, piazze, orti e giardini. Un libro da leggere, consultare, confrontare. Un libro di storia, di tecnica, di costume”.

L’OIV è l’ organismo intergovernativo di tipo scientifico e tecnico, di competenza riconosciuta nell’ambito della vigna e del vino. Ne fanno parte 35 Stati. La sua mission è quella di indicare ai propri membri provvedimenti che tengano conto delle preoccupazioni dei produttori, dei consumatori e degli attori della filiera vitivinicola; assistere le altre organizzazioni internazionali intergovernative e non governative, in particolare quelle che perseguono attività normative; contribuire all’armonizzazione internazionale delle pratiche e delle norme esistenti e, per quanto necessario, all’elaborazione di nuove norme internazionali, per migliorare le condizioni di elaborazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli e contribuire alla considerazione degli interessi dei consumatori.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

Doc Venezia apre alla possibilità di una Doc interregionale Pinot Grigio

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Giorgio Piazza, presidente Consorzio Vini Venezia

Comunicare al mondo i vini di Venezia, stabilizzare le produzioni e soprattutto chiudere positivamente la partita del Pinot Grigio. Sono questi i tre obiettivi che si è posto il rinnovato Consiglio di Amministrazione del Consorzio Vini Venezia. Il nuovo Consiglio di Amministrazione ha confermato alla presidenza Giorgio Piazza, coadiuvato dai riconfermati vice presidenti Pier Claudio De Martin e Franco Passador.

Pinot Grigio, nascerà una Doc interregionale? «”Governare” e valorizzare il nuovo fenomeno Pinot Grigio è, secondo me, una delle priorità del mondo vitivinicolo veneto – afferma Giorgio PiazzaServe un salto di qualità notevole sposando da parte di tutti l’unico percorso attuabile, quello della Doc interregionale, che differenzierà inequivocabilmente il Pinot Grigio da tutti gli altri, italiani e non. Dal canto suo, il Consorzio Vini Venezia è disponibile ad aprire i confini della sua Doc Venezia Pinot Grigio e trasformarla in una grande Doc che abbracci la produzione del Pinot Grigio interregionale di qualità».

Il nuovo CdA. Hanno fatto l’ingresso tre ‘quote rosa’; si tratta di Isabella Collalto, Lucia Paladin e Astrid Scala. Il nuovo CdA è così composto: Tersilio Bellotto, Antonio Bonotto, Riccardo Bonotto, Virgilio Bozzetto, Isabella Collalto, Pierclaudio De Martin, Francesco Favro, Roberto Galli, Giancarlo Guidolin, Sergio Luca, Lucia Paladin, Franco Passador, Giorgio Piazza, Jean Pierre Regini, Astrid Scala, Mauro Stival, Loris Vazzoler e Luca Zuccarello. Sono stati anche nominati i presidenti dei Comitati di Denominazione: per la DOCG Lison Francesco Favro, per la DOCG Malanotte del Piave Antonio Bonotto, per la DOC Lison-Pramaggiore Mauro Stival, per la DOC Piave Giancarlo Guidolin e per la DOC Venezia Lucia Paladin.

Due nuovi “musei enoarcheologici” a Venezia. Comunicazione e promozione dei Vini Venezia proseguiranno anche attraverso il grande progetto su Venezia, partito dalla ricerca e dalla mappatura delle viti antiche ritrovate su vigneti, giardini ed orti di Venezia e laguna e che ha portato alla realizzazione di due nuovi vigneti, uno sull’Isola di Torcello e l’altro all’interno del brolo del convento dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio. I vigneti sono due musei di enoarcheologia nei quali è salvaguardata la biodiversità enoica di Venezia e del Veneto orientale.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

Enologia e ricerca. Un lievito autoctono per il Lison Docg

Docg LisonCon lo scopo di rafforzare l’identità del vino Lison classico Docg, l’Università di Padova in collaborazione con Veneto Agricoltura e il Consorzio Vini Venezia, ha svolto una ricerca per la selezione di lieviti autoctoni nell’area della Dogc Lison.

Lieviti specifici per la varietà Tocai. Il progetto, durato quattro anni, è iniziato con un capillare campionamento per la raccolta di grappoli d’uva e porzioni di tralcio nei vigneti della varietà Tocai. Dalla ricerca è emerso che esistono le basi genetiche per poter affermare che i lieviti isolati nella Docg Lison sono specifici e associati unicamente alla varietà Tocai e che ne esaltano le caratteristiche varietali.

Fonte: Consorzio Vini Venezia

Anti-contraffazione “made in Italy”, contrassegni di stato per le D.O. Lison-Pramaggiore, Piave e Venezia

Consorzio Vini VeneziaI continui successi dell’agroalimentare italiano, in Europa e nel mondo, rafforzano e consolidano le nostre eccellenze, ma le espongono, inesorabilmente, alla contraffazione causando un ingente danno a tutta l’economia del comparto. Tale situazione fa sì che il consumatore abbia sempre più bisogno di essere garantito sulla qualità e provenienza dei prodotti che mette sulla sua tavola.

Dal 2014, fascetta alle bottiglie. Nel settore vitivinicolo, la massima garanzia viene data dal contrassegno di Stato, una fascetta, prima in esclusiva delle Docg, ora estesa anche alle più importanti Doc italiane. Il Consiglio di amministrazione del Consorzio Vini Venezia, consapevole di dover affrontare con il giusto approccio le nuove esigenze del consumatore, ha deliberato di “vestire” con la fascetta anche le bottiglie delle Doc Venezia, Lison-Pramaggiore e Piave dal 1° gennaio 2014. «Un passaggio fondamentale – afferma Giorgio Piazza, presidente del Consorzio Vini Venezia – che permetterà di salvaguardare ulteriormente le tipologie più rappresentative, in primis il nostro Pinot Grigio. Nella convinzione che questa scelta non sia un limite ma un valore aggiunto per i nostri vini». Per approfondire con tutti i produttori le azioni annunciate, il Consorzio Vini Venezia organizza per lunedì 25 novembre alle ore 18 un incontro nel quale interverranno i rappresentanti di Valoritalia e dell’ ICQRF per illustrare tutte le procedure necessarie per questo delicato passaggio.

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)

10-12 maggio 2013, “Terre dei Dogi in festa” a Portogruaro (Ve) con elezione del miglior Lison Docg dei Dogi 2013

Lison Docg

Lison Docg

Il prossimo fine settimana, 10 -11 e 12 maggio 2013, il centro di Portogruaro ospiterà la 9^ edizione di “Terre dei Dogi in festa”.  I protagonisti della manifestazione sono i prodotti di qualità, i vini tipici e la tradizione gastronomica del Veneto Orientale. Il centro storico diventa un palcoscenico per la valorizzazione delle eccellenze della terra, con un programma ricco di iniziative enogastronomiche, culturali, di spettacoli ed intrattenimenti.

Venerdì 10 maggio, una cena speciale per eleggere il miglior Lison Docg dei Dogi 2013. Tra i vini protagonisti del territorio c’è certamente il Lison Docg, eccellenza enologica nel cuore delle terre di Lison e Pramaggiore. Nell’ambito di Terre dei Dogi in Festa, il Consorzio Vini Venezia in collaborazione con la Strada dei Vini Doc Lison Pramaggiore promuove l’evento “Il Lison Docg dei Dogi 2013” in cui sarà scelto il miglior Lison Docg del 2012 che diventerà ambasciatore del territorio. Una giuria tecnica, composta da produttori ed enologi, ha selezionato i tre Lison Docg che si sottoporranno al giudizio del pubblico durante la cena in programma venerdì 10 maggio alle ore 20.00 presso il ristorante Spessotto di Portogruaro. I piatti preparati dallo chef saranno abbinati ai tre Lison Docg ‘semifinalisti’ , che hanno ottenuto il maggior punteggio dalla giuria tecnica, ed i commensali decreteranno il vincitore. L’azienda premiata riceverà in premio un prezioso calice realizzato dai maestri vetrai di Murano. La cena è su prenotazione (info@stradavini.it oppure info@hotelspessotto.it) , il costo è di 33 euro a persona.

(Fonte: Consorzio Vini Venezia)