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Nel cuore del Parco regionale Veneto del Delta del Po, lo storico borgo d’acque di Loreo dà vita a due importanti eventi enogastronomici: “Terra e Mare” (16 giugno) e la “Sagra del pane” (18-22 giugno)

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav). Innovazione e tradizione si incontrano a Loreo, borgo d’acque di origine millenaria dal prestigioso passato – fu importante porto fluviale della Serenissima e suo baluardo nei confronti dei rivali ferraresi Estensi, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista artistico-culturale – e un futuro che guarda al turismo esperienziale. Due golosi appuntamenti enogastronomici si avvicenderanno infatti nei prossimi giorni.

Si inizia lunedì 16 giugno, a partire dalle ore 19 con “Terra e Mare”, serata che si svolgerà nelle sale del Comune di Loreo e che avrà come protagonista l’ostrica rosa (nel guscio) del Delta del Po allevata da alcuni anni a questa parte con il metodo a sospensione Tarbouriech nella sacca di Scardovari; il prelibato mollusco sarà servito in abbinamento al Prosecco Docg, prodotto nelle colline trevigiane Patrimonio Unesco, e al “vulcanico” Serprino dei Colli Euganei (Padova), Riserva mondiale della biodiversità (Mab) Unesco, come dal resto è dal 2015 (quest’anno in via di richiesta di rinnovo) lo stesso Parco regionale veneto del Delta del Po, insieme a una parte di quello emiliano. A guidare i partecipanti nella voluttuosa degustazione sarà un noto volto televisivo, il giornalista Gioacchino Bonsignore, che cura la rubrica culinaria “Gusto” del TG5. Lo speciale evento vedrà co-protagonisti i sapori gastronomici di Loreo, con le aziende del territorio che presenteranno salumi, formaggi, miele, confetture e, naturalmente, il famoso “pane di Loreo”.

Quest’ultimo, un pane biscottato (cotto cioè 2 volte), la cui origine si perde nella memoria storica locale, sarà invece il principale protagonista della Sagra che si svolgerà a Loreo per la 24 edizione dal 18 al 22 giugno. Una festa questa molto sentita dai loredani (così si chiamano gli abitanti nonostante il nome del paese derivi da Lauretum per l’abbondante presenza al tempo della fondazione di alberi di lauro), che vede partecipare ogni giorno 3-4 mila persone. Questo panbiscotto è infatti diventato un po’ un simbolo affettivo paesano dopo la grande migrazione che vide i polesani, e dunque anche molti loredani, andare all’estero e nelle regioni “più ricche” del Nord Italia dopo la tragica alluvione del 1951. Al tempo, il panettiere Giorgio Bellato, emigrato in Piemonte, vi esportò la tradizione del panbiscotto, e quindi per molti emigranti polesani il panbiscotto di Loreo divenne ricordo tangibile della proprie radici. Oggi la tradizione continua a Loreo grazie alla storica bottega “Panificio Domeneghetti”, condotto da Roberto e dai due giovani figli, unici custodi (diventerà un Presidio Slow Food?) di questo prodotto che continua a identificare il territorio e la sua autenticità. Ricco il programma della Sagra tra cui segnaliamo il Trofeo del salame, che eleggerà il miglior salume rigorosamente fatto dalle famiglie del posto, il mercato dei prodotti tipici con assaggi gratuiti lungo i portici (in tutto 440 metri), la battitura del grano, l’esposizione di animali e mezzi agricoli storici con la rievocazione della trebbiatura con mezzi d’epoca, il taglio del panino fatto dal panificio Domeneghetti, laboratorio del pane e un dibattito con esperti nutrizionisti sulle salutari proprietà del pane (per ulteriori informazioni chiamate la Pro Loco di Loreo, tel. 329-121 7153 oppure consultate la loro pagina facebook https://www.facebook.com/profile.php?id=61573166957749).

I due eventi enogastromici sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa organizzata dal nostro socio e consigliere Maurizio Drago (nella foto in alto terzo da sinistra), condotta dalla scrittrice Elisa Giacometti (nella foto in alto sesta da sinistra) a cui hanno partecipato il sindaco Moreno Gasparini (nella foto in alto quinto da sinistra), anche presidente del Parco regionale veneto del Delta del Po, principale promotore in particolare di “Terra e Mare”. “La serata unirà e darà valore a territori che esprimono culture enogastromiche straordinarie, e sarà il primo di futuri eventi che vorremmo organizzare per far conoscere prodotti agroalimentari di eccellenza”, ha affermato Gasparini, ringraziando tutti coloro che daranno vita all’iniziativa , in primis i tanti volontari che con passione rendono possibile la realizzazione di tanti eventi che animano il territorio di Loreo. A presentare la “Sagra del Pane” è stato il presidente della Pro Loco, Diego Siviero (nella foto in alto quarto da sinistra), mentre Franco Frizzarin (nella foto in alto ottavo da sinistra), manager del Distretto del Commercio di Loreo, ha ribadito l’importante lavoro fatto dall’amministrazione comunale per posizionare la cittadina nel circuito del turismo attento al territorio. “Il fenomeno dell’overtourism offre a Loreo, orgogliosamente parte di quello che viene definito a torto “turismo minore”, nuove opportunità di visita legate sia a fattori ambientali – il Delta del Po e le opere legate alla bonifica – , sia alle testimonianze storico-culturali presenti nel borgo”, ha affermato Frizzarin.

Da vedere a Loreo c’è infatti l’Oratorio della Santissima Trinità (a partire dal 1613), sede della Confraternita dei Flagellanti o dei Fradei, una delle più antiche d’Italia, e che tutt’oggi, in occasione della Santissima Trinità (domenica 15 giugno) richiama ogni anno molti “fradèi” provenienti da tutta Italia e molti fedeli che partecipano a una speciale processione di preghiera in notturna. Alll’interno dell’Oratorio si può ammirare un affresco manierista (XVI secolo) attribuito alla scuola di Giovanni Bellini raffigurante la “Vergine, Gesù e Santi” proveniente dal Palazzo del Municipio, e da cui fu tradotto nel 1904. C’è poi il Duomo di Santa Maria Assunta. altro simbolo della cittadina. Sorto nel 1094, dopo varie vicissitudini fu riconsacrato nel 1539. Nel XVII secolo venne costruita l’attuale facciata barocca progettata, così come l’interno dell’edificio, dall’architetto veneziano Baldassarre Longhena (1598-1682) ),  e nel 1675, da chiesa parrocchiale, assunse il titolo di duomo. Nel 1739 vi venne traslata l’immagine della Madonna della Carità, oggetto di venerazione da parte dei fedeli per le grazie ricevute fin dal 1736, assumendo da quel momento il titolo di Santuario. Tra le preziose testimonianze artistiche presenti c’è un coro ligneo settecentesco molto ben conservato e un organo a canne di fine Settecento perfettamente funzionante realizzato dall’organaro Gaetano Callido. Nelle sale della Torre Civica c’è invece l’Antiquarium, aperto al pubblico in determinate occasioni di festa, che racconta la storia del territorio attraverso reperti archeologici provenienti da scavi locali. Una chicca sono le ex carceri, costruite nell’Ottocento durante la dominazione austro-ungarica del Regno Lombardo-Veneto e che oggi ospitano la biblioteca. Oltre a conservare i graffiti (partite di tris, date varie) incise sul pavimento delle celle dai prigionieri, l’edificio ha le pareti un po’ inclinate su un lato, e ciò determina una singolare sensazione di vertigini nel salire le scale e nel muoversi tra una sala e l’altra.

Lotta al granchio blu , turismo slow, hub per le tartarughe e ostrica rosa: l’Università di Padova e imprese locali in rete per un progetto che ridisegna il Delta del Po

Un territorio unico dalla straordinaria biodiversità, fuori dai circuiti turistici e oggetto di una riscoperta come meta di un viaggio lento, a contatto con la natura: il Delta del Po, la più vasta zona umida italiana, è una delle aree in cui il cambiamento climatico sta imprimendo gli effetti più evidenti. Una zona naturalistica oggi al centro di un progetto innovativo che mette in connessione in modo nuovo il mondo dell’università e della ricerca e gli attori del territorio, aziende d’eccellenza in primis: “Le Mappe del Delta” è un percorso che nasce dal Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università di Padova in collaborazione con Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po e Fondazione Goletta L.A.B. nell’ambito della terza missione, ovvero delle iniziative dedicate alla diffusione dell’attività di ricerca oltre i confini del contesto accademico. L’intero progetto è curato da Studio Bleu, realtà specializzata nella comunicazione della scienza, attraverso progetti che la rendono accessibile a pubblici diversi.

Progetti che intercettano la dimensione del turismo slow, cui il territorio con i suoi 80mila ettari e una popolazione di “appena” 73mila abitanti, con la sua ricchezza di ecosistemi e fauna dentro e fuori dall’acqua, è naturalmente vocato. Fra ambienti umidi e valli da pesca, lagune e canneti, dune e barene, fra tartarughe, fenicotteri e delfini, senza dimenticare le tante specie di uccelli, il Delta del Po si presta al cicloturismo, ma anche all’ippoturismo e al birdwatching oltre ovviamente alla navigazione turistica su piccole imbarcazioni, spesso con la guida esperta di pescatori del posto che conoscono ogni sfumatura del paesaggio e che ne leggono le trasformazioni intervenute nel corso dei decenni.

Nella prima fase docenti, ricercatori e personale tecnico del dipartimento, guide naturalistiche del Parco, imprenditori agricoli e ittici alla guida di realtà di eccellenza del territorio si sono messi in gioco per disegnare insieme nuovi percorsi. Alle attività di formazione per migliorare la comunicazione della propria ricerca e alle occasioni di dialogo e networking con stakeholder del territorio si sono affiancati tavoli di lavoro tematici per intercettare e attivare possibili progetti condivisi di ricerca e innovazione. Dalle produzioni alimentari d’eccellenza – fra cui le vongole minacciate dal granchio blu e l’ostrica rosa prodotta nella sacca di Scardovari, ma anche il riso e il miele del Parco del Delta – all’avifauna – con le quasi 400 specie di uccelli censite – fino alla tutela della fauna selvatica e allo sviluppo di nuova offerta turistica ad essa connessa: molti i temi al centro dell’incontro fra ricercatori dell’ateneo e territorio, qui di seguito soltanto alcuni esempi.

Le vongole minacciate e l’ostrica rosa sostenibile “allevata” con le maree

Lo studio dei ricercatori indaga la composizione del microbioma delle vongole, utile a identificarne la provenienza. La Laguna di Caleri, situata tra il Po di Levante e l’Adige, oltre a rappresentare un’area con una grandissima biodiversità, è un “laboratorio di ricerca a cielo aperto” per progetti sviluppati con gli allevatori di vongole. Al centro delle ricerche anche la modalità di produzione dell’ostrica rosa, allevata con un metodo innovativo, sostenibile e unico basato sulla marea solare ideato e brevettato da Florent Tarbouriech e importato in Italia, in collaborazione con l’itticoltore francese, da Alessio Greguoldo: le ostriche sono incollate una ad una, a mano, su corde a loro volta collegate ad un argano che le solleva dall’acqua riproducendo l’effetto delle maree atlantiche. La frequenza degli innalzamenti, stabilita grazie a un timer alimentato da pannelli fotovoltaici, permette di gestire la crescita del prodotto. Aziende e Università sono inoltre impegnate insieme nello studio di soluzioni che possano difendere la produzione di molluschi – vongole e ostriche rosa – dalla specie aliena invasiva.

Il riso Igp e l’aumento del cuneo salino

Oggetto della ricerca del dipartimento BCA, anche la produzione biologica di frumenti nel territorio, di erba medica destinata all’alimentazione sana e sostenibile degli animali e del riso del Delta Igp, che si caratterizza per i chicchi di grandi dimensioni, per l’alto valore nutrizionale e per la modalità di coltivazione a tre metri sotto il livello del mare. Una produzione, quella del riso, che nasce da piccole realtà, quasi sempre familiari, che hanno adottato modelli di economia circolare: un’eccellenza anche in questo caso minacciata da fenomeni connessi al cambiamento climatico, dall’aumento del cuneo salino – ovvero il movimento sotterraneo dell’acqua del mare verso l’entroterra – fino alla presenza sempre più impattante delle nutrie che distruggono gli argini.

Mieli rari: la ricerca contro le frodi alimentari
Il miele di barena, prodotto dalle api a partire dalla pianta di limonium che cresce in ambienti ostili, ma anche quello di lavanda e di erba medica, sono prodotti rari e tipici del territorio. La collaborazione fra i ricercatori del dipartimento e gli apicoltori del Delta del Po, che nell’ex scuola elementare di Ca’ Cappellino a Porto Viro ospita anche un museo dedicato proprio al nettare degli dei, è attualmente incentrata sul supporto allo sviluppo di una filiera corta e sicura e sulla messa a punto di strumenti di analisi sempre più sofisticati per garantire l’origine geografica e botanica dei mieli, scongiurando il rischio di frodi alimentari.

Un hub per la fauna selvatica

La valorizzazione del territorio come scrigno di biodiversità, il turismo slow e la tutela dell’avifauna e della fauna selvatica sono temi che percorrono diversi progetti che coinvolgono il Parco Regionale e il dipartimento BCA. È il caso ad esempio della Goletta Catholica, nota per essere stata la prima Goletta Verde di Legambiente, usata in passato per i monitoraggi della qualità delle acque e oggi – restaurata, riallestita e ormeggiata ad Albarella – utilizzata soprattutto per attività realizzate grazie alla collaborazione tra i fondatori di Fondazione Goletta L.A.B. – Fondazione Cariparo, Ente Parco del Delta del Po, Legambiente e Università degli Studi di Padova (Dipartimento BCA): al monitoraggio dei cetacei e dei delfini si affiancano le attività con le scuole a bordo della goletta ormeggiata. All’orizzonte un altro progetto ambizioso: nel territorio Dipartimento e Parco stanno lavorando alla nascita di un hub dedicato alla conservazione e al recupero della fauna selvatica, un laboratorio di ricerca per gli studenti dei corsi di medicina veterinaria e Animal care, ma anche uno spazio in cui proporre attività di divulgazione aperte a cittadini, turisti e scuole, coinvolti in attività su temi legati alla convivenza uomo-animale, all’impatto del cambiamento climatico e alla conservazione della biodiversità. L’hub sarà composto da due strutture fisicamente separate ma integrate: il centro di custodia situato nell’area dell’Ex Ceac, già in fase di ristrutturazione, e il centro “Bonello” gestito da Veneto Agricoltura.

Podcast e mappe per raccontare in modo nuovo il territorio
Il progetto prevede anche un’attività di comunicazione per raccontare in modo nuovo il Delta, fra gli output figurano infatti quattro podcast con le voci di chi vive e chi studia questo territorio unico, sospeso fra terra, acqua e mare e tre originali mappe che sviluppano il racconto del progetto attraverso tre itinerari – dal Giardino botanico di Porto caleri al museo delle api di Ca’ Cappellino, dal centro di interesse archeologico di San Basilio all’Oasi di Ca’ Mello, la Sacca degli Scardovari – e propongono una narrazione turistica-scientifica ricca di suggestioni che incrocia il racconto degli aspetti naturalistici con la valorizzazione dell’attività di ricerca scientifica e delle eccellenze dell’agricoltura e del panorama ittico del territorio. Mappe e podcast verranno presentati in occasione di un evento in programma nel territorio la prossima primavera.

La fase finale di lancio e disseminazione del progetto, attualmente in corso, si inserisce in un nuovo progetto di terza missione dell’Università – RINASCO – Rigenerare Insieme Natura Ambiente Salute Consapevolmente – iniziativa che coinvolge sei dipartimenti di Università di Padova (BCA, MAPS – Medicina Animale Produzioni e Salute, TESAF – Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-forestali, DAFNAE – Diparimento di Agronomia, animali, alimenti, risorse naturali e ambiente, DCTV – Dipartimento di Scienze Cardio-toracico vascolari e sanità pubblica, DNS – Dipartimento di neuroscienze).

Fino a settembre 2010, a Rosolina Mare (RO) c’è la Bottega del Parco

La Bottega del Parco è un’iniziativa che prevede una mostra mercato di prodotti tipici esposti presso il Palazzo dei congressi di Rosolina Mare. Fino alla seconda settimana di settembre, lunedì, martedì, venerdì dalle 18.30 alle 23.00 e domenica alle 21.00 saranno in mostra il riso, il miele dei produttori di Cà Cappellino, il pane di Loreo, il sidro e le confetture dell’agiturismo Pavoni, oltre a frutta, verdura ed altre bontà dei produttori locali.

In programma anche due mostre. Dal 1 al 28 luglio:Po, fiume di celluloide”, mostra fotografica dedicata a 9 grandi film che sono stati girati nell’ambientazione del Delta del Po e dal 29 luglio al 16 agosto “I diari della terra”, mostra fotografica itinerante che raffigura i paesaggi rurali del Veneto, a cura della Regione Veneto.

Conoscere meglio il delta del Po. Durante la settimana sono previsti due appuntamenti fissi: ogni lunedì alle 21.15 sono organizzati degli incontri per approfondire la conoscenza del territorio del Delta del Po su aspetti storici, ambientali, sui centri di visita e sulle possibilità di escursione. A queste serate parteciperanno anche guide naturalistiche ed esperti del settore, quali ornitologi e botanici, che con la loro esperienza renderanno gli incontri molto interessanti. Il martedì sera sarà dedicato invece alternativamente a due temi, uno dedicato ai più piccoli e l’altro agli adulti. Per i bambini sono organizzati laboratori, in cui i piccoli potranno realizzare fischietti e piccoli oggetti in argilla con l’aiuto di Benvenuto Fecchio della Fattoria Didattica l’Ocarina del Po. Per gli adulti, invece, Fabrizio Barbieri, agronomo, e Michele Colla, farmacista ed erborista, condurranno degli incontri dedicati alle erbe officinali e alle piante del Delta del Po. Questi appuntamenti consentiranno al pubblico di imparare a conoscere le proprietà terapeutiche e l’uso in cucina di queste piante, oltre al loro utilizzo nell’aromaterapia e nella preparazione di tisane.

(fonte Regione Veneto)