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Ad Expo 2015, l’Austria porta l’aria e i sapori del bosco

(di Marina Meneguzzi) Quando si pensa all’Austria, la mente va alle sue montagne coperte di foreste, splendida attrazione turistica per gli italiani, nonché all’attenzione che gli austriaci hanno nei confronti della salvaguardia dell’ambiente e della sostenibilità ambientale. Un immaginario collettivo che trova conferma nella scelta di questo Paese di presentarsi ad Expo 2015 con un padiglione fortemente innovativo che unisce architettura, tecnologia ambientale, arte culinaria e design made in Austria.

A Milano, si “respirerà l’Austria”. In sintonia con il tema dell’esposizione universale milanese “Nutrire il Pianeta, Energia per la vita”, il padiglione austriaco sarà infatti dedicato all’aria, fonte primaria di sostentamento, e al respiro. Edifici e ambiente saranno collegati in modo “naturale”, nel verso senso del termine, segno tangibile del rapporto sostenibile tra vita urbana e natura: i 560 mq di spazio espositivo assumeranno, infatti, le sembianze di un tipico bosco austriaco, piantato all’interno del padiglione. Grazie ad alberi, arbusti, erbe aromatiche, frutti di bosco e frutti selvatici, sarà riprodotto il microclima di una foresta. Di conseguenza, verrà prodotto ossigeno per 1.800 visitatori l’ora. Il padiglione sarà a impatto zero sul clima e autosufficiente dal punto di vista energetico grazie alla presenza di pannelli solari. Il progetto “Breathe Austria” (Respira Austria), di cui è autore il prof. Klaus K. Loenhart, comprende un team interdisciplinare in cui figurano anche rappresentanti del Politecnico di Graz e dell’Università di Scienze Agrarie di Vienna. La partecipazione dell‘Austria a Expo 2015 (direttore del progetto è Rudolf Ruzicka) è stato sostenuta con un budget di 12 milioni di euro dal Ministero Federale Austriaco per la Scienza, la Ricerca e l’Economia insieme alla Camera Federale dell’Economia Austriaca.

Una nuova cucina austriaca ad Expo 2015. 
Per la partecipazione austriaca all’esposizione universale di Milano, l’Expo-Büro della Camera Federale per l’Economia austriaca ha invitato importanti chef stellati provenienti da tutta l’Austria a mettere a punto un programma culinario in grado di coniugare innovazione e tradizione. E’ nato così il Koch.Campus,  fondato e diretto da Klaus Buttenhauser. Nel team di questo speciale laboratorio di idee ci sono chef austriaci di eccellenza quali Heinz Reitbauer (Steirereck, Vienna), Thomas  Dorfer (Landhaus Bacher, Mautern) e Andreas Döllerer (Döllerer´s Genusswelten, Golling). “Al centro del nostro progetto culinario ci sono i prodotti alimentari naturali provenienti dal bosco, dalla pianura e dalle montagne che, uniti a una serie di ingredienti insoliti, sempre di origine naturale, come la farina di corteccia di betulla, ad esempio, o la cera d’api, danno origine a  sorprendenti combinazioni“, ha spiegato Buttenhauser nel corso di una presentazione stampa avvenuta lo scorso 15 ottobre a Vienna, nella cascina dello Steirereck. Ha aggiunto Buttenhauser: “Le ricette ideate contribuiranno a identificare l’Austria come un Paese che produce alimenti in modo sostenibile, ma anche come destinazione per intenditori e gourmet“.

All’incontro erano presenti anche Karl Hartleb, vice direttore di Advantage Austria (la Camera Federale dell’Economia Austriaca), che segue l’internazionalizzazione dell’economia austriaca anche attraverso la partecipazione a fiere come Expo 2015, ed ancora, Katrin Theil, del Ministero Federale Austriaco per la Scienza, la ricerca e l’Economia, il cui dipartimento è diretto da Michael Laschan, oltre agli chef Heinz Reitbauer (nostro anfitrione), Thomas Dorfer, Helmut e Philip Rachinger. I visitatori del padiglione austriaco potranno gustare le specialità  del bosco nel Luftbar, il Bar Aria, ad un costo accessibile (da 2 a 5 euro), seduti su panchine con vista sul bosco ospitato nel padiglione. Gli assaggi saranno serviti su materiale riciclabile e come bevanda sarà offerta gratuitamente acqua potabile purissima, trattata e arricchita da Best Water Technologies (ma ci saranno anche birra, vino e grappa).

 Nel padiglione, sarà presente anche un secondo punto gastronomico, allestito come fosse un ristorante, nella zona “Business” sulla terrazza panoramica, adatto ad ospitare gli eventi e le manifestazioni organizzati dalle aziende austriache. Il padiglione e i due punti gastronomici saranno aperti ogni giorno dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 dalle 10 alle 22.

Tutti a far merenda. Ma vediamo quali delizie gastronomiche il padiglione austriaco riserverà ai visitatori. Nel Bar Aria sarà servito un fantastico pane e burro, la merenda tipica austriaca delle gite in montagna. Solo che in questo caso il pane sarà di farina di corteccia di betulla (mista a segale), dalla soffice consistenza, mentre il burro sarà fatto con cime di abete rosso. A ideare la pietanza, davvero molto buona (provare per credere) è stato Harald Irka, chef di Saziani Stub‘n, Straden, Stiria. 
Harald Irka, 23 anni, è diventato rapidamente un nome di primo piano sulla scena del Fine Dining austriaco. Nella guida Gault Millau ha una valutazione di 17 punti e tre cappelli, nella guida Falstaff è a 91 punti su 100.

Assaporare il profumo del bosco. Il bravissimo Heinz Reitbauer (Steirereck, Vienna)
 ha ideato le “pigne di pino selvatico“, deliziose brioche che saranno farcite a seconda della stagione, con funghi, selvaggina, anatra selvatica; Reitbauer ha inoltre proposto una sorprendente “patata (in cera d’api”, accompagnata da “acqua di miele” servita in bicchierini a forma esagonale come le celle di un favo d’api. Reitbauer è diventato l’indiscusso numero uno dei cuochi austriaci. In tutte le guide gastronomiche del suo paese occupa attualmente il primo posto. Lo Steirereck è al 16° posto della classifica World’s Best 50 Restaurants e rappresenta dunque il ristorante austriaco di spicco sul piano internazionale.

A caccia di funghi. Sempre nel Bar Aria, si potranno gustare i “Funghi su letto di salsa Verjus della Kamptal“, pietanza ideata da Thomas Dorfer (chef di Landhaus Bacher, Mautern, Bassa Austria) in cui i funghi vengono serviti in combinazione con altri elementi del bosco, come le noci, la rosa canina, il prosciutto di cervo affumicato. 
Dorfer, dopo aver ottenuto il 6° posto al Bocuse d‘Or 2005, è entrato di diritto nell’élite dei grandi chef austriaci. Con 18 punti nella Gault Millau e 99 punti nella guida Falstaff, è lo chef più quotato della Bassa Austria. Nella classifica internazionale San Pellegrino World‘s Best Restaurants occupa attualmente il 91° posto.

Pesci di torrente. Molto delicato il “Pesce al cedro“, un salmerino albino cotto tra due scandole di cedro e servito con sale di cime di abete rosso e sugo di aceto di lamponi. Autore del piatto è Helmut Rachinger (Mühltalhof, Neufelden, Alta Austria
). Con 95 punti su 100 nella attuale guida Falstaff, Rachinger è  ai vertici della classifica dei migliori chef dell’Alta Austria. Il Mühltalhof è per molti gourmet un riferimento prezioso per una cucina raffinata e autentica, basata su prodotti regionali.

Sapori invernali. Nel menù del ristorante troverete anche il piatto “Cuore di cipolla d’inverno, funghi porcini” con scaloppina di camoscio al burro, ideato da 

Andreas Döllerer (Döllerer‘s Genusswelten, Golling, Salisburgo). Cofondatore insieme a Thomas Dorfer e Heinz Reitbauer del Koch.Campus, nella guida A la Carte 2015 lo troviamo al primo posto ex aequo della classifica, con 99 punti su 100.

Dulcis in fundo. Davvero buono, infine, il gelato al miele di bosco, con crema di mirtillo rosso, cioccolata fondente e nocciole tostate, che potete trovare sia al bar che al ristorante ideato da Tobias Wussler (sous-chef presso Landhaus Bacher, Mautern, Bassa Austria

). Wussler è il braccio destro di Thomas Dorfer al Landhaus Bacher, ed è originario della Foresta Nera.

Tanti gli eventi fuori Expo dell’Austria. 
Molti gli eventi in programma all’interno del padiglione, ma non solo. Verranno offerti in città molti spettacoli di musica classica e moderna, danza, cinema, arte figurativa e di strada. Il 26 giugno 2015 sarà una giornata “tutta austriaca” che culminerà con un concerto alla scala di Milano eseguito dalla Filarmonica di Vienna, diretta da Mariss Jansson, che eseguirà la sinfonia n. 3 di Gustav Mahler.

Expo 2015, il vice ministro all’Agricoltura Olivero: “Salvaguardare e coltivare la biodiversità è il messaggio che l’Italia vuole trasmettere al mondo”

da sx Stelluto Olivero Vita

da sx, Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV), Andrea Olivero (vice ministro all’Agricoltura) e Mimmo Vita (presidente UNAGA)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Lunedì 8 settembre scorso i soci ARGAV hanno avuto l’opportunità di incontrare  al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) Andrea Olivero, vice ministro alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. All’incontro, moderato dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, oltre ai soci giornalisti e aderenti, era presente anche Mimmo Vita, presidente UNAGA, e naturalmente Efrem Tassinato, nostro anfitrione, nonché tesoriere UNAGA  e principale fautore dell’incontro. Molti gli argomenti affrontati dal vice ministro nel corso della serata: dall’embargo russo ai cambiamenti climatici, dall’Ogm al biologico, all’Expo.

Biodiversità, modello culturale in cui ciascun Paese riconosce la diversità dell’altro. Più famoso oramai alle cronache per gli scandali finanziari che per l’importanza del tema a cui è dedicato, “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, l’Expo andrà in scena a Milano da maggio a ottobre 2015. Alla manifestazione, il Governo ha invitato 165 ministri dell’Agricoltura da tutto il mondo, molte le Nazioni partecipanti, tra queste, ha riferito il vice ministro, “hanno aderito molti paesi del Sud-Est Asiatico”. Per quanto riguarda il ruolo del nostro Paese, il vice ministro è stato chiaro, il messaggio che l’Italia vuole trasmettere al mondo attraverso l’Esposizione Universale sarà l’importanza di salvaguardare e coltivare la biodiversità. “L’omologazione dei consumi creata dalla globalizzazione ha fallito perché non è riuscita ad alimentare il mondo, e un modello che cancella coltura e culture non ha futuro“, ha detto Olivero. Che ha aggiunto: “La biodiversità è da tutelare e riconoscere, e non deve essere vista come una chiusura al mondo, bensì un modello in cui ciascun Paese riconosce la diversità dell’altro. La difesa della tracciabilità della produzione ha soprattutto un valore culturale, di cui all’Expo ci faremo paladini, ma non è sufficiente, bisogna fare un ulteriore passo e far capire che la diversità dei prodotti agroalimentari serve a valorizzare le singole comunità rurali. Si tratta di una sfida enorme, perché la maggior parte dei Paesi non la pensa come noi”.

Embargo russo, bio e Ogm. Pur non essendo rose e fiori, il settore agroalimentare è l’unico comparto in Italia che registra un segno positivo nell’export e in occupazione. Per quanto riguarda l’embargo russo all’agroalimentare europeo, che ha creato gravi danni economici, specie al settore dell’ortofrutta, anche in Italia, Olivero ha detto:. “Compensare le perdite per l’Ue non sarà facile, perché c’è un danno diretto – i prodotti agroalimentari invenduti- e indiretto, per cui i prodotti agroalimentari Ue invenduti vengono riversati sul mercato interno causando una caduta dei prezzi”. Una chiosa interessante a questo proposito è arrivata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto: “Comprare i prodotti a km zero è senz’altro una scelta più conveniente e salutare, ma l’embargo russo ha dimostrato come il mercato, anche italiano, non possa fare a meno della globalizzazione“. Buone notizie invece per i prodotti bio. “In Italia – ha riferito Olivero – il mercato del biologico è in netta controtendenza, sta crescendo con percentuali a 2 cifre, tanto che la l’offerta non arriva a soddisfare la domanda. E questo è un problema, perché non possiamo garantire i prodotti bio importati, con il rischio che s’incrini l’importante rapporto fiduciario tra produttore e consumatore, nel caso quest’ultimo si senta tradito sulla veridicità della produzione da agricoltura biologica”.  Qualcosa si muove anche sul fronte Ogm: “Ci sono segnali interessanti che arrivano dalle multinazionali operanti in agricoltura – ha riferito il vice ministro – , e che registrano una loro inversione di rotta a favore della biodiversità“.

Sviluppo della Rete rurale, importante per la salvaguardia del territorio. Alla domanda del consigliere Cristina De Rossi in merito ai passi che gli agricoltori potrebbero fare per  difendersi dai cambiamenti climatici in atto, il vice ministro ha evidenziato come sia importante cercare di riportare le persone nel territorio, assicurando loro le risorse necessarie per la messa in sicurezza dell’ambiente. Un programma attuabile anche attraverso i Piani di Sviluppo Rurale regionali. A questo riguardo, è stato evidenziato come alcune Regioni non  siano riuscite a spendere i fondi resi disponibili nel periodo 2007-2013. “Colpa della politica, che non ha fatto crescere anche a livello locale una classe dirigente in grado di ben amministrare, ma anche della burocrazia”, ha commentato il vice ministro. Che ha palesato gli sforzi messi in atto dalla task force di uomini voluti dal ministro Martina per cercare di portare all’interno del ministero una maggiore pianificazione e attenzione allo sviluppo dei rapporti con l’estero.

Premiati gli uomini dediti all’agricoltura. Nell’occasione, il vice ministro ha consegnato gli attestati di partecipazione alle aziende agricole e dell’artigianato alimentare nonché ai Consorzi di Tutela del Veneto (qui le foto) che hanno partecipato, attraverso il Circuito Wigwam, presieduto da Efrem Tassinato, alla V Fiera europea dei prodotti regionali svoltasi a Zakopane, in Polonia, lo scorso 10-17 agosto, e che hanno accompagnato la presentazione del progetto sul turismo religioso del Veneto su “La Via di Karol“, che sta incontrando grandissimo interesse sull’asse Polonia-Italia. Al termine dell’incontro, Efrem Tassinato, chef-giornalista, ha deliziato i presenti con pietanze a base di prodotti delle aziende e dei Consorzi di Tutela intervenuti alla serata.

Expo 2015, al via il roadshow di Vinitaly per presentare il padiglione vino

Expo 2015 MilanoPartirà oggi da Bari il roadshow che vedrà impegnati i vertici del Vinitaly di Veronafiere nella presentazione del padiglione “Vino-A taste of Italy” per EXPO 2015. Seguiranno le tappe di Napoli il 17 settembre, Ancona il 18 settembre, Siena il 23 settembre, Cuneo il 25 settembre, Gorizia il 26 settembre (luoghi e orari disponibili su http://www.vinitaly.com).

Il Padiglione al Vinitaly, come sarà. Il roadshow è l’occasione per illustrare nel dettaglio a regioni, associazioni, consorzi e a tutti i produttori, il progetto del padiglione concepito per rappresentare e raccontare la storia e i prodotti di tutto il comparto, ambasciatore indiscusso del  “Made in Italy” nel mondo. Un obiettivo quello della “rappresentazione democratica” di tutti gli eccellenti produttori, grandi e piccoli, che contribuiscono alla ricchezza e unicità del nostro sistema che si riflette oltre che nel concept del progetto anche nel listino, pensato per offrire realmente a tutti la possibilità di partecipare ad un evento unico. Duemila metri quadrati, situati all’incrocio strategico tra cardo e decumano dell’area Expo, sull’arteria centrale che porta verso la Lake Arena; un padiglione indipendente, contiguo all’area della Comunità Europea e proprio di fronte a Palazzo Italia e al padiglione delle Regioni, tutti spazi che insieme ai due blocchi situati al di là del cardo costituiscono lo spazio del Padiglione Italia. Partendo da un percorso emozionale di scoperta e conoscenza multisensoriale del primo livello, si passerà poi al piano superiore, vero e proprio cuore del padiglione. Il vino italiano troverà qui spazio in tutte le sue innumerevoli storie e sfumature, una vera e propria “Biblioteca del Vino”, dove ciascun prodotto rappresenta un titolo con una specifica storia da raccontare, una moltitudine di storie scritte, che i visitatori potranno leggere degustando e conoscendo, per immaginare insieme la storia da scrivere, il futuro. Infine, al terzo livello, gli spazi dedicati agli incontri. Un padiglione ad alto contenuto tecnologico, pensato in un’ottica di totale sostenibilità poiché ogni singolo elemento sarà riutilizzato.

Costi di partecipazione. L’offerta “entry levelper poter posizionare una bottiglia nella prestigiosa e suggestiva area de “La Biblioteca del Vino”, al primo piano del Padiglione per un periodo di tre mesi, è infatti di 3.000 euro + IVA (più un primo numero di bottiglie necessarie alle degustazioni), sale a 5.000 euro + IVA per due bottiglie e a 9.000 euro + IVA per 4 bottiglie. In tali tariffe è compresa la presenza dei prodotti nell’enoteca virtuale per la vendita online durante tutta la durata della manifestazione. Nell’area è stato inoltre previsto un meccanismo di wine dispenser che consente ai produttori di poter considerare una presenza del proprio prodotto senza l’aggravio di costi aggiuntivi di personale, assicurando tuttavia al contempo la massima valorizzazione delle etichette grazie alla presenza di sommelier professionisti in grado di affiancare e guidare il pubblico nella degustazione. Per i produttori che desiderano essere presenti per tutti i sei mesi dell’EXPO, l’offerta per posizionare una, due o quattro bottiglie è rispettivamente di 4.500, 8.000 e 15.000 euro + IVA.

Istituzioni, le modalità di partecipazione. Altrettanto interessante  l’offerta messa a punto per le grandi realtà (Regioni, Consorzi e grandi produttori) che desiderano o necessitano di ampi spazi dedicati. Per loro nelle aree Diamante e Platino saranno disponibili spazi che verranno completamente allestiti e personalizzati, dotati di banchi multimediali con video e tablet, attraverso i quali sarà possibile arricchire la presentazione della storia dei vini proposti. Inoltre verrà messa a loro disposizione un sala per l’organizzazione di una degustazione a settimana. I vini saranno anche inclusi nell’offerta dell’enoteca virtuale per la vendita online durante tutta la durata della manifestazione. Ad ogni visitatore inoltre sarà offerta la possibilità di avvalersi di una Applicazione Mobile che, grazie al collegamento wireless con le postazioni wine dispenser, sarà in grado di fornire dettagliate informazioni sui vini in degustazione, guidando il visitatore alla scoperta del mondo del vino italiano con la possibilità poi di acquistare direttamente online i vini appena degustati. Tali spazi, inclusivi di tutti i servizi qui descritti, saranno dotati nell’area Diamante di wine dispenser compatibili per la presenza concomitante di ben 100 bottiglie (per un valore totale di 4.200 euro + IVA a bottiglia per un periodo di tre mesi e di 6.000 euro + IVA a bottiglia per un periodo di sei mesi). Nell’area Platino saranno invece dotati di wine dispenser compatibili per la presenza concomitante di 72 bottiglie (al costo totale di circa 4.860 euro + IVA a bottiglia per un periodo di tre mesi e di circa 6.940 euro + IVA a bottiglia per un periodo di sei mesi). Nell’offerta di queste aree è inclusa la possibilità di utilizzo della sala degustazione per master class o specifiche presentazioni. Tutte le offerte prevedono inoltre una gestione flessibile delle bottiglie, consentendo almeno un cambio di etichetta durante il periodo e la presenza di sommelier per l’assistenza alla degustazione dei visitatori.

Fonte: VeronaFiere

Pubblicati gli Atlanti dei 36 prodotti agroalimentari a Denominazione e dei 371 sapori della tradizione veneta

GalliVeneto Agricoltura, in collaborazione con la Regione Veneto, ha curato la pubblicazione di due Atlanti analitici dedicati rispettivamente alle produzioni DOP e IGP e ai prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto.

18 Dop e 18 Igp. “La nostra è regione di sapori genuini straordinari e qualità al massimo livello – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – grazie a centinaia di prodotti che esprimono tradizione, innovazione e lavoro dei nostri agricoltori e dei nostri artigiani. Si tratta di 18 specialità a Denominazione d’Origine Protetta, che spaziano dai prodotti a base di carne o di origine animale ai formaggi, dagli oli all’ortofrutta, dai cereali ai prodotti del mare, e di altrettanti prodotti a Indicazione Geografica Protetta: 36 prodotti di punta che fanno del veneto la prima regione italiana nelle specialità agroalimentari con riconoscimento e tutela comunitaria. A questi si aggiungono 371 prodotti agroalimentari tradizionali, figli del territorio, talora vere e proprie rarità, che spaziano dalle bevande alle carni dio ogni tipo, dai grassi ai formaggi, dalle produzioni vegetali naturali o trasformate alla pasta e alla panetteria, dalle produzioni ittiche al miele”.

Compendio unitario. Di questi prodotti erano disponibili l’elenco e notizie “disperse” approfondendone la conoscenza uno per uno. Ora gli Atlanti presentano un compendio unitario, di facile e omogenea consultazione. “In vista di Expo 2015, momento nel quale il Veneto si presenterà al mondo attraverso le proprie peculiarità agroalimentari e vitivinicole – conclude Manzato – è doveroso avere a disposizione uno strumento che permetta di conoscere tutte assieme queste eccellenze che rappresentano autenticamente il nostro territorio e che sono un patrimonio di sapori a livello mondiale”.

Fonte: Regione Veneto

Expo 2015, il Padiglione del Vino sarà realizzato da Vinitaly

Expo 2015La fiera Vinitaly è stata incaricata della realizzazione e gestione del Padiglione del Vino per Expo Milano 2015. L’incarico è stato assegnato sulla base della convenzione siglata tra Padiglione Italia e Veronafiere, a meno di un mese dalla firma del protocollo tra il Ministero delle politiche agricole alimentari forestali, il Padiglione Italia e Expo 2015 S.p.A. (firmato lo scorso 10 marzo).

Padiglione Italia, cuore dell’Expo. Il Ministro Maurizio Martina ha dichiarato: «La scelta di Vinitaly è una scelta di competenza, esperienza e professionalità, fatta nella consapevolezza che possa assicurare al vino Italiano una importante e adeguata rappresentazione nell’ambito di Expo Milano 2015. Vinitaly è la manifestazione che più di ogni altra ha scandito e accompagnato l’evoluzione del sistema vitivinicolo nazionale e internazionale, contribuendo negli anni a rendere il vino una delle più coinvolgenti e dinamiche realtà del settore primario». Diana Bracco, Presidente Expo 2015 S.p.A e Commissario per il Padiglione Italia, ha aggiunto: «L’accordo è importantissimo perché un altro pezzo fondamentale della cultura e della produzione italiana fa il suo ingresso nel grande mosaico del Padiglione Italia all’Expo 2015. In particolare il vino è uno degli elementi centrali della nostra storia e della nostra stessa identità. I vigneti punteggiano tutta la nostra penisola e rendono il comparto vinicolo italiano unico al mondo per varietà e qualità. Il Padiglione Italia sarà il cuore dell’intera Esposizione, e il fatto che la stessa Unione Europea abbia deciso di collocare il proprio spazio espositivo al suo interno, a poca distanza dal vino italiano, è un’ulteriore occasione di attrattività del nostro Cardo: il vino pertanto avrà la giusta primazia che si merita».

Il Padiglione del Vino a Expo Milano 2015 si svilupperà su una superficie di circa 2.000 metri quadrati e sorgerà nelle aree di pertinenza del Padiglione Italia, esattamente all’incrocio tra il Cardo NE e il Decumano, pertanto nella piazza centrale dell’intera area Expo, dove godrà della massima visibilità.Nella realizzazione dello spazio e gestione della regia, Vinitaly lavorerà in concerto con Ministero delle politiche agricole alimentari forestali, Padiglione Italia ed Expo 2015 S.p.A per il coinvolgimento di tutta la filiera vitivinicola italiana: dalle associazioni ai grandi gruppi di produttori, dai comitati alla distribuzione ai soggetti che ne divulgano la cultura. Il Padiglione del Vino italiano racconterà la storia e la tradizione culturale del comparto, riserverà un’area dedicata al “primo approccio” al mondo del nostro vino per i milioni di visitatori che non lo conoscono, destinerà spazi agli educational attraverso wine tasting e masterclass, nonché con il coinvolgimento di produttori e testimonial, e guiderà agli abbinamenti “wine&food” nell’area specifica. Un focus importante sarà inoltre sul turismo del vino, sulla cultura del territorio e le bellezze italiane ad esso legate. Non mancherà una forte connotazione tecnologica, fino ad offrire veri e propri viaggi virtuali ed interattivi alla scoperta di attrezzature, macchine e prodotti per la produzione, l’imbottigliamento ed il confezionamento di vino. I visitatori potranno infine accedere all’“Enoteca dei vini italiani”, con relativo wine shop, per la vendita diretta del prodotto confezionato, con consegna a domicilio, merchandising e gadget del vino e di EXPO 2015.

Il Comitato organizzativo. L’elaborazione delle linee strategiche di sviluppo e definizione del progetto sarà in capo al Comitato Scientifico, di prossima costituzione. Al fianco di Diana Bracco, Commissario Generale di Sezione per il Padiglione Italia e, presieduto da Riccardo Cotarella (Presidente Assoenologi), il Comitato vedrà anche: Piero Antinori, Presidente Istituto del vino italiano di qualità – Grandi Marchi; Giovanni Mantovani, Direttore Generale Veronafiere;  Ruenza Santandrea, Presidente Gruppo Cevico; Lamberto Vallarino Gancia, Presidente Federvini; Domenico Zonin, Presidente Unione Italiana Vini; il Presidente del Comitato Grandi CRU che sarà nominato dall’Assemblea. Del Comitato farà parte anche Raffaele Borriello, Vice Capo di Gabinetto del Ministero delegato all’EXPO 2015, in qualità di coordinatore.

(Fonte: Verona Fiere)

 

155 mila visitatori (+6% rispetto al 2013) e + 36% presenza buyer esteri: chiusa con successo la 48^ edizione di Vinitaly, dal cui podio il premier Renzi lancia la sfida “Export Vino 2020 + 50%”

Vinitaly 2014Con la visita di Matteo Renzi a Verona, prima volta di un presidente del Consiglio in visita a Vinitaly, si è concluso ieri il Salone internazionale del vino e dei distillati, svoltosi insieme a Sol&Agrifood, Rassegna dell’agroalimentare di qualità ed Enolitech, Salone delle tecnologie per la viticoltura, l’enologia e l’olivicoltura. La rassegna conferma la sua leadership di principale piazza di affari internazionale del vino, con un aumento degli operatori del 6% per un totale di 155.000 presenze in 4 giorni di manifestazione. Importante la crescita in termini numerici e qualitativi dei buyer esteri, saliti a 56.000 rispetto ai circa 53.000 del 2013, raggiungendo un’incidenza del 36% sul totale.

hashtag campo liberoIl premier Renzi lancia l’hashtag #campolibero. A Vinitaly il premier Renzi ha lanciato l’obiettivo del +50% dell’export enologico al 2020 e ha annunciato il piano in 18 punti per la semplificazione in agricoltura e per il sostegno delle imprese agricole e dei giovani. «Abbiamo creato un hashtag apposito, “#campolibero”, che sarà messo online sul sito del Ministero delle Politiche agricole. Resterà online fino al 30 aprile per osservazioni ed entro il 15 maggio ci sarà un provvedimento di investimento forte sui due temi». «Il Governo sta facendo molto per il vino – ha commentato Ettore Riello, presidente di Veronafiere durante l’incontro con Renzi – e l’investitura che abbiamo ricevuto dal Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina nella giornata inaugurale di Vinitaly per la realizzazione e la gestione del Padiglione del Vino ad Expo Milano 2015 è importante, perché riconosce alla fiera e a Vinitaly un ruolo centrale e di sistema per la promozione del vino italiano nel mondo». «L’affluenza di buyer dall’estero a Vinitaly in costante crescita negli anni – ha detto Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere è una dimostrazione della centralità della nostra manifestazione per gli operatori professionali di tutto il mondo. Nella top ten quest’anno abbiamo al primo posto la Germania, con gli Usa quasi a pari merito; seguono Gran Bretagna, Canada, Russia, Svizzera, Asia con Singapore, Hong Kong e Cina, la Francia al settimo posto, Austria, Giappone. All’undicesimo posto i Paesi Scandinavi con Danimarca, Svezia e Norvegia». Chiusa con successo la fiera, Vinitaly dà quindi appuntamento alla 49^ edizione, che si svolgerà a VeronaFiere dal 22 al 25 marzo 2015.

(Fonte: Verona Fiere)

 

 

 

Expo2015, la Food Valley Padana pronta ad accogliere i visitatori

LOGO unpoxexpo_modSaranno 10 milioni i visitatori di Expo Milano fra maggio-ottobre 2015. I sondaggi dicono che almeno il 20-25% degli ospiti sarà interessato a girare il BelPaese fuori Expo. Da una prima indagine di UnPOxExPO presso le associazioni di italiani residenti all’estero, in 18.480 hanno risposto che sono interessati a fare il turista lungo il Grande Fiume, attratti dalla Food Valley Padana perché patria di eccellenze alimentari e di vini, binomio classico della Dieta Italiana Mediterranea.

Spumanti lungo il Po e le zone limitrofe. UnPOxExPO2015 dedica alle bollicine italiane un cartellone di appuntamenti, di visite in cantina, di pacchetti turistici che uniscono un grande ristorante, un momento di arte e cultura, visite a due cantine, un pernotto in aziende produttive. Diversi Tour Operator nazionali sono già attivati a vendere questi pacchetti. In Piemonte i dolci e i cioccolati, la pasticceria e le torte, si abbinano a Asti spumante, Erbaluce di Caluso, Bracchetto d’Acqui a alle bollicine di Gavi. Dalla capitale del Moscato al regno del Pinot Nero in Oltrepò per una bollicina rosata di Cruasè metodo tradizionale e per un assaggio di Franciacorta in Lombardia. Da Tortona all’Oltrepò , le cantine offrono una gamma di bollicine bianche e rosse eccezionali, dal Riesling al Pinot Pianco, dal Gutturnio alla Malvasia.

Milioni di assaggi in sintonia con l’arte culinaria del distretto padano. La pianura Emiliana offre una peculiarità enoica unica: il mondo del Lambrusco di Reggio e Mantova, vini effervescenti di grande fascino, abbinamento obbligato con il salato-acido dei salumi Dop Salame Varzi, Coppa Piacenza, Prosciutto Parma, Culatello Zibello, Pancetta e Fiocco delle Terre Verdiane, Mortadella di Modena. Il delta del Po offre vini frizzanti effervescenti dal sapore marino, nati in terre sabbiose e salmastre, in esclusiva per i salami cotti, dalla Fortana all’Uva d’Oro, dal Trebbiano al Pignoletto, vini solo italiani. Infine lo sguardo lungo del Po, passato l’Adige e il Brenta due compagni di viaggio delle acque fluviali padane, ecco mostrarsi le distese del Prosecco doc e in lontananza le vigne del Prosecco Superiore Docg, oggi, il vino italiano più diffuso e apprezzato al Mondo. La piramide del Prosecco in abbinamento a Venezia rappresenta uno dei pacchetti turistici più attrattivi, fra buongusto a tavola e arte cultura della Laguna, una simbiosi del made in Italy non copiabile, non furtivo, ma reale che diventa una calamita per le migliaia di visitatori che hanno già prenotato i pacchetti turistici fluviale di unPOxExPO2015. A questo ritmo di prenotazione il progetto può attrarre circa 1 milione di arrivi in 6 mesi, circa 100 milioni di giro d’affari per i 200 comuni coinvolti da Cuneo a Venezia.

(Fonte: UnPoxExpo)

6-9 aprile 2014, a Verona Fiere, al via la 48^ edizione di Vinitaly

Vinitaly VenetoSi apre oggi alle ore 11 con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina il 48° Vinitaly, Salone Internazionale del vino e dei distillati. In concomitanza con Vinitaly, aprono anche Sol&Agrifood, la Rassegna dell’agroalimentare di qualità ed Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie.

L’Italia del vino vale oltre 5 miliardi di export ed è il primo esportatore del mondo con una quota del 21% del mercato internazionale e il Vinitaly, con 4100 espositori da più di 20 Paesi, riserva grande attenzione proprio alle iniziative rivolte al mercato estero. Alla cerimonia inaugurale – Auditorium Verdi Centro Congressi Veronafiere, ore 11 –, oltre al Ministro Martina, intervengono il Presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo Paolo De Castro, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi, il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il Presidente e il Direttore generale di Veronafiere Ettore Riello e Giovanni Mantovani.

Nel pomeriggio, incontro con il Ministro Martina, Paolo De Castro, Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del Governo per Expo 2015, Diana Bracco, Commissario Padiglione Italia, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Ettore Riello, Presidente di Veronafiere, sul tema “Il vino italiano per Expo Milano 2015” (area Mipaaf piano terra Palaexpo, ore 15). Alle 16, sempre nell’area Mipaaf, il Ministro Martina e il Ministro dell’Interno Angelino Alfano con Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato scientifico, affrontano il tema “La legalità nel bicchiere, il piano di azione”.

(Fonte: Verona Fiere)

Stampa agricola. Il Consiglio Nazionale UNAGA nomina i vicepresidenti e fa il punto su Expo 2015, l’attività delle ARGA e la crisi del settore editoriale

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

Decisioni importanti quelle assunte dal Consiglio Nazionale UNAGA, di cui ARGAV fa parte, nella seduta del 22 marzo u.s. La foto documenta alcuni momenti della riunione, che come si sa ha cadenza bimestrale e che, come abitudine per la sessione primaverile, si è tenuta a Roma presso la sede della FNSI.

Nomina dei vicepresidenti. Vediamole in sintesi: la più importante è la nomina dei due vice presidenti, andata alla presidente  dell’ARGA Sardegna Mariella Cossu (all’unanimità, con funzioni di Vicario) e al presidente dell’ARGA Friuli Venezia Giulia Carlo Morandini (a maggioranza). La votazione si era resa necessaria per la vacanza delle due vice presidenze; la prima per l’autoscioglimento dell’ARGA Puglia e quindi con la decadenza di Roberto De Petro da presidente dell’ARGA e da vicepresidente UNAGA. La seconda perché non votata all’ ultimo Congresso UNAGA, tenutosi a Bari nell’ottobre scorso.

Expo 2015. Altrettanto importante è il “via libera” dato alla Giunta UNAGA, ora composta dal presidente nazionale Mimmo Vita, dal segretario Roberto Zalambani, dal tesoriere Efrem Tassinato e dai neo vice presidenti, per le azioni presentate in vista di EXPO Milano 2015. Unaga si sta impegnando per chiudere rapporti di collaborazione specialmente con Padiglione Italia, al fine di favorire la maggior diffusione sia in Italia che all’estero, della conoscenza dell’evento meneghino. In particolare attraverso le relazioni internazionali, UNAGA è membro di IFAJ (i giornalisti agricoli mondiali) e di ENAJ (il network della Commissione europea dei giornalisti agricoli), si opererà affinchè i colleghi giornalisti trattino di Expo2015 sulle loro testate comunicando l’evento; e perché vengano a Milano ed in Italia, scoprendo  assieme ad Expo le eccellenze agroalimentari, culturali e ambientali del Bel Paese. In agenda meetings, educationals, workshop, eventi esperienziali.

Le attività delle associazioni regionali. Durante l’incontro si è parlato delle attività delle ARGA, con al centro tematiche di grande valore, come la situazione nella Terra dei Fuochi e le produzioni agricole per le quali da tempo si è attivata ARGA Campania. O la valorizzazione dei prodotti nati dalle coltivazioni nelle terre frutto dei sequestri mafiosi: EthiCatering di Roma ha proposto il suo menù a base di eccellenze provenienti da terreni confiscati alle mafie e confezionati nelle carceri italiane. Andrea Guolo, Segretario dell’ARGA dell’Emilia Romagna ha ricordato lo spettacolo teatrale di grande successo “Mafie in pentola. Libera terra, il sapore di una sfida” da lui scritto e interpretato dalla moglie, l’attrice Tiziana Di Masi ( il volume d’affari complessivo dell’agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% su due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi, secondo Coldiretti). Ma ogni ARGA è attiva sul proprio territorio con parecchie iniziative info-formative. A questo proposito, anche su sollecitazione del presidente della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giovanni Rossi – come sempre squisitamente presente ai lavori di UNAGA dove ha delineato un quadro della professione molto difficile (irreversibile?) sul piano sindacale e del riconoscimento della professionalità, e per il quale la Federazione si sta spendendo anche in favore dei meno tutelati (cioè i Freelance e gli Uffici Stampa), altro pilastro dell’attività 2014 (e anni seguenti) sarà quella di accompagnare l’Ordine nazionale dei Giornalisti e quelli regionali nelle iniziative obbligatorie per la formazione permanente degli iscritti alla categoria. L’impegno UNAGA, ovviamente ruoterà attorno ai temi che sono propri dell’Unione (Agricoltura ,Alimentazione, Ambiente, > Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili).

Presto l’annuario UNAGA. Altre decisioni sono state assunte per il miglioramento del sito (www.unaganews.org), i rapporti internazionali (nomina della presidente dell’ARGA Emilia Romagna Lisa Bellocchi a responsabile), la realizzazione dell’Annuario UNAGA, la continuazione del lavoro della Commissione Statuto e Regolamento nella quale entra il segretario Roberto Zalambani, la attivazione a breve della ARGA Toscana, finora associata a quella dell’Emilia Romagna. Un ottimo lavoro, che sicuramente produrrà i suoi frutti.

(Fonte: UNAGA)

Presentata l’edizione 2014 di Vinitaly (Veronafiere 6-9/4), tra le novità un unico padiglione per gli espositori stranieri, grande attenzione ai vini bio. Prossimo obiettivo, Expo 2015.

Vinitaly Veneto«Vinitaly è la massima espressione dell’eccellenza vitivinicola italiana e per questo non ho dubbi che sarà protagonista durante i sei mesi dell’Expo a Milano. Presto vedremo svilupparsi il potenziale cui abbiamo lavorato insieme finora. Nei prossimi giorni il ministero farà dei passi avanti con Expo in questo senso». Così il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, a Roma, durante la conferenza stampa di presentazione di Vinitaly 2014, in riferimento agli atti attuativi per il padiglione vino che verranno firmati a breve tra ministero ed Expo. «Riconosco la centralità di Vinitaly – ha poi aggiunto Martina – anche per lo stile, la capacità e la forza di promuovere all’estero il vino tricolore e le sue imprese».

Internazionalizzazione è tra le parole chiave della 48ª edizione di Vinitaly, presentata ieri nella Capitale. Il più importante salone mondiale dedicato ai vini e ai distillati torna, infatti, a Veronafiere dal 6 al 9 aprile 2014. La manifestazione si conferma network globale per la promozione del sistema vitivinicolo, con buyer in arrivo da oltre 120 nazioni. Uno strumento a servizio delle imprese del settore, soprattutto di quelle italiane che nel 2013 hanno totalizzato oltre 5 miliardi di euro di export. «In questo quadro, Vinitaly è sempre più strategico – ha spiegato il presidente di Veronafiere Ettore Riello – per la sua capacità di valorizzare una parte così importante dell’eccellenza agroalimentare italiana. Il continuo lavoro di sviluppo della rassegna, l’interpretazione degli scenari di mercato e un’esperienza di oltre cento anni nel campo fieristico, ci hanno permesso di superare per la prima volta i 100mila metri quadrati espositivi netti, con il sold out già da parecchi mesi».

Tra le novità di quest’anno, due sono proprio dedicate al focus sull’estero. La presenza degli espositori stranieri per la prima volta è stata resa organica, all’interno di un unico padiglione che prende il nome di Vininternational – International Wine Production. In questa direzione va anche l’iniziativa di International Buyers’ Lounge, con Taste and Buy: nuova area per il b2b wine&spirit dedicata a operatori che arrivano da oltreconfine.  «Uno dei punti di forza di Vinitaly – ha dichiarato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – è da sempre quello di proporre un percorso di andata e ritorno. Grazie alla rete di Vinitaly International, infatti, accompagniamo le imprese italiane negli Usa, in Russia e in Cina, favorendo al contempo l’arrivo di quelle estere all’appuntamento di Vinitaly a Verona, che genera un indotto di oltre 300 milioni di euro sul territorio. Per favorire le presenze internazionali di quest’anno, con buyer da 120 Paesi, abbiamo investito oltre un milione di euro nelle attività di incoming». Per Mantovani, la strada dell’internazionalizzazione è quella giusta: «Se il Pil italiano, fermo da 12 anni – continua con un esempio –, seguisse le performance di crescita media del 6,5% annuo del nostro vino all’estero, avremmo risolto da tempo i problemi del Paese».

Vinitaly 2014 parla bio. In questa edizione, grande attenzione anche al mondo del biologico, grazie al debutto di Vinitalybio: salone specializzato riservato ai vini biologici certificati, realizzato con la collaborazione di FederBio. L’intento è quello di valorizzare le produzioni enologiche che seguono le norme del regolamento UE, e di rispondere a una precisa domanda del mercato, in particolare nei Paesi del Nord Europa, dell’America del Nord e dell’Estremo Oriente. Presente alla conferenza anche il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro che ha ribadito l’importanza del settore vitivinicolo per la crescita dell’agroalimentare italiano: «Se applicassimo i risultati ottenuti dal vino italiano all’estero a tutta la filiera agroalimentare, potremmo tranquillamente raddoppiare gli attuali 33 miliardi di euro di export. Naturalmente per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di tanti Vinitaly, di tante fiere in grado di accompagnare le imprese, mettendole a sistema».

Sol&Agrifood. In contemporanea alla rassegna veronese, dal 6 al 9 aprile tornano anche Sol&Agrifood ed Enolitech, i due saloni che completano l’offerta di Vinitaly con l’eccellenza del food e delle tecnologie per la viticoltura, l’enologia e l’olivicoltura made in Italy.

(Fonte: Veronafiere)