• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Da giugno a dicembre 2014, nel semestre di Presidenza UE dell’Italia, focus su Expo 2015 di Milano

Expo 2015 MilanoNel secondo semestre del 2014 l’Italia succederà alla Grecia alla guida dell’Unione Europea. Tutti i Consigli informali che si terranno durante questo periodo avranno luogo a Milano, per sostenere Expo 2015, l’evento espositivo internazionale in programma l’anno prossimo.

Ad ottobre, il rinnovo di partnership tra Asia ed Europa. Sempre per lo stesso motivo, il 16 e 17 ottobre 2014, si terrà a Milano il 10° summit internazionale tra capi di Stato e di governo d’Europa e d’Asia (ASEM), per rinnovare la partnership tra i due continenti. Si riuniranno i rappresentanti di oltre 54 Paesi e si predisporrà un business forum con centinaia di aziende.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Expo 2015, da costruire un “sistema Veneto”. Parola di Flavio Furlani, riconfermato presidente CIA Veneto.

IMG_0661«Non ci possiamo permettere di mancare l’appuntamento con Expo 2015.  Serve per il Veneto recuperare il ritardo e adottare un approccio globale e unitario, più coraggioso e lungimirante. Abbiamo davanti un’occasione fondamentale per il nostro comparto e l’intero nostro territorio: quella di costruire insieme, finalmente, un “sistema Veneto” permanente, una “filiera veneta”. Da promuovere non solo nella fase di avvicinamento e poi di presenza all’esposizione, ma anche – e soprattutto – dopo». A sollecitare il dibattito intorno all‘Expo è il presidente di Cia Veneto Flavio Furlani, riconfermato ieri alla guida di una delle maggiori organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo regionale, in occasione della sesta assemblea elettiva di CIA Veneto, svoltasi alla Corte Benedettina di Legnaro, a Padova.

flavio_furlani

Flavio Furlani

CIA “certificatore” del merito creditizio delle proprie imprese. ra i temi toccati dal presidente nella sua relazione, quelli della crisi, che tante aziende ha messo in ginocchio anche nella nostra regione, e della mancanza di politiche strategiche a sostegno del settore. E ancora, la necessità di salvaguardare la filiera agroalimentare e di tutelare il reddito degli agricoltori, la difficoltà sempre crescente di accesso al credito (rispetto al quale Cia si propone come “certificatore” del merito creditizio delle proprie imprese), l’impellenza di un piano di difesa per il territorio che ancora una volta, in questi giorni di piogge intense e devastanti, ha messo in evidenza tutta la sua vulnerabilità. Infine, il presidente ha invocato con forza la necessità di saper cogliere insieme le prossime importanti opportunità, come regione e come Paese: «Dalla nuova politica agraria comunitaria (Pac) al Piano di sviluppo rurale regionale (Psr) – raccomanda Furlani -, serve un progetto di sviluppo rispetto al quale poi delineare le politiche d’azione: un conto sono le risorse, altro le misure».

Gli asset del Veneto. Al suo appello a lavorare insieme, da subito, a un percorso verso l’Expo, ma che prosegua oltre l’Expo, convinta la risposta degli interlocutori. A partire da Giampaolo Pedron, direttore di Confindustria Veneto, che rispetto al bisogno di una piattaforma comune di intenti e di interventi a sostegno dell’intera “filiera Veneto”, sottolinea: «È indispensabile andare oltre la frammentazione. Il “nuovo Veneto” ha tre asset fondamentali su cui puntare. Innanzitutto la grande capacità di produrre beni e servizi; poi le materie prime eccezionali che, purtroppo, non sappiamo sfruttare: come il territorio – di cui l’agricoltura è custode e valorizzatrice -, i paesaggi, l’arte e la cultura; infine, il nostro essere la grande piattaforma logistica dell’Europa che guarda a est. Partendo da questi tre fattori possiamo e dobbiamo affrontare, con la dovuta innovazione di pensiero, la fase che ci sta davanti. Non facciamo come il venditore ambulante – conclude -, che allestisce al meglio il proprio banchetto senza alcuna attenzione alla visione complessiva!».

Regione: in vista dell’Expo 2015, avviate operazione di incoming turistico.  Messaggio che vale anche per l’Expo, naturalmente. Mentre è attesa l’approvazione, proprio in questi giorni, della delibera regionale che segna la prima impronta del Veneto sulla strada verso l’Esposizione universale, Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, assicura: «Il Veneto si presenterà all’Expo come sistema di aziende ed eccellenze. Per raggiungere questo obiettivo la Regione ha avviato due iniziative importanti: la prima riguarda un’operazione di incoming che porterà nella nostra regione 300 tra operatori del settore e giornalisti da Russia, Stati Uniti e altre aree, mentre la seconda punterà ad ampliare e consolidare i rapporti con il mercato cinese, in collaborazione con la Fondazione Italia-Cina, per una durata complessiva di tre anni. In questo scenario l’Expo 2015 rappresenta un’ottima occasione per dimostrare che il Veneto è capace di fare sistema, integrando cultura, tradizione e qualità agroalimentari del territorio».

De Castro: “il mondo chiede più cibo”. Presente al congresso della Cia anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo: «Il tema racchiude in sé una visione del settore agricolo completa e di grande prospettiva – evidenzia facendo riferimento al titolo dell’assemblea -. Oggi il mondo chiede più cibo, e l’agricoltura deve rispondere in maniera adeguata a questa domanda in un’ottica che garantisca allo stesso tempo sostenibilità sociale, ambientale ed economica. A Expo 2015 dobbiamo arrivare con la consapevolezza che il tema dell’alimentazione sarà, nei prossimi anni, determinante – aggiunge -, e che quella sarà l’occasione per iniziare a immaginare l’agricoltura del futuro. In questo scenario, anche i nostri agricoltori e le loro imprese giocheranno un ruolo decisivo se saranno capaci di organizzarsi per essere più forti e competitivi in un mercato in costante evoluzione e sempre più globale».

(Fonte: CIA Veneto)

Consorzi di bonifica veneti: “Investire in irrigazione porta più occupazione e ricchezza (anche ambientale)

Impronta idricaI cambiamenti climatici degli ultimi anni (eventi alluvionali come quelli che hanno colpito l’Italia in questi ultimi giorni, ma anche forte siccità come nel 2003, 2006 e 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare le criticità nell’utilizzo della risorsa idrica.

Investire in irrigazione significa migliorare la bilancia economica ed occupazionale veneta. I Consorzi di bonifica del Veneto, che annualmente provvedono a fornire acqua ad un territorio da 600.000 ettari (200.000 con irrigazione strutturata e 400.000 con irrigazione di soccorso), evidenziano la necessità di una più moderna ed efficiente gestione dell’irrigazione in agricoltura, in quanto primo fattore di produzione e di valorizzazione dell’ambiente. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “L’agricoltura viene facilmente vista come la maggior responsabile dei consumi idrici, quando invece, attraverso l’irrigazione, genera ambiente, paesaggio e contribuisce alla ricarica delle nostre falde. Proprio per questo l’impronta idrica dei prodotti, sia agricoli che non (Water Foot Print) e la loro provenienza aprono una grande riflessione sulla sostenibilità dei consumi di questa importante risorsa.”

Necessario sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua. Un chilo di carne di manzo ha un’impronta idrica ben più elevata di tanti altri prodotti, perché derivante dal consumo diretto di acqua da parte dei bovini e da quella utilizzata per l’irrigazione delle foraggere di cui si nutrono, ma è ancora più significativo che i beni materiali di non “prima necessità” come scarpe, abbigliamento, carta (1 foglio = 13 litri), ma anche caffè, cioccolata e birra, ormai di uso quotidiano, se sommati producano sicuramente un’impronta idrica ben maggiore di quella agricola. “Sono dati su cui invitiamo a riflettere – prosegue Romano – Non è certamente nostra intenzione sostenere una politica finalizzata a mantenere gli attuali consumi irrigui, quanto piuttosto sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua, volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree, dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero ed il riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene.”

Mdifiche colturaliModifiche colturali. Continua Romano: “Una migliore disponibilità d’acqua, sulla base delle esperienze degli ultimi anni, ha comportato modifiche colturali, differenti turnazioni, migliore strutturazione ed efficienza delle aziende agricole. Ad esempio, un’eventuale riconversione da seminativo (grano/mais) a colture specializzate (melo/pero/vite) porta un incremento medio di produzione lorda vendibile di 14.500 euro all’ettaro ed un aumento medio di giornate lavorative pari a 90 giorni ad ettaro.” Esistono poi altrettanto importanti esperienze come il “Sistema Intelligente Irriframe”, una piattaforma informatica a supporto delle aziende agricole, che fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, un consiglio irriguo puntuale e preciso su ogni tipologia di coltura. Il sistema permetterà di ottimizzare l’utilizzo d’acqua, risparmiandone il consumo fino al 30%, riducendo i costi di produzione e, in prospettiva futura, migliorando il sistema delle turnazioni, rendendole più efficienti e razionali. I Consorzi di bonifica sono inoltre molto impegnati in interventi per preservare il buono stato dell’acqua, con aree di fitodepurazione per la riduzione dei carichi di nutrienti in Laguna di Venezia, azioni per la ricarica della falda acquifera e lo scongiurare della scomparsa delle risorgive, aree di vivificazione lagunare, aree umide ed opere di sbarramento anti-sale contro la risalita del cuneo salino.”

In vista dell’Expo, conoscere meglio le vie d’acqua. Conclude il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “Siamo inoltre grandi produttori di energia pulita, idroelettrica per la precisione: nel 2013 i 34 impianti idroelettrici e fotovoltaici consortili disseminati nel Veneto hanno prodotto 36 milioni di chilowattora annui”. Il 2014, sarà inoltre un anno di grandi confronti sul tema dell’acqua come fattore di produzione; aderendo al tema di Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, i Consorzi di bonifica del Veneto, in collaborazione con i G.A.L. (Gruppi d’Azione Locale) della regione, parteciperanno all’importante appuntamento con un progetto mirato alla conoscenza delle vie d’acqua e delle peculiarità di un vasto territorio, che va dal Delta Po al litorale del Veneto Orientale.

(Fonte: Uione Veneta Bonfiche)

UNAGA presenta all’associazione mondiale dei giornalisti agricoli il progetto per Expo 2015

1545700_10202214710922736_1996694443_nIl Presidente UNAGA Mimmo Vita (nella foto, primo a destra), assieme a parte del “board” dei giornalisti agricoli mondiali (IFAJ), all’incontro annuale alla Grüne Woche a Berlino (Germania). Nella foto di Antonio Brunori,  delegato UNAGA per i rapporti internazionali, si possono riconoscere da sinistra il canadese vicepresidente Owen Roberts, Riitta Mustonen, il presidente Markus Rediger e James Campbell.

Le tematiche affrontate. UNAGA, di cui fa parte ARGAV, ha partecipato alle decisioni assunte in questa sede relative all’organizzazione interna di IFAJ, ai prossimi congressi (2014 in Scozia, 2015 in Nuova Zelanda), ai premi giornalistici previsti nel 2014 di cui sarà data adeguata informazione e ha presentato il proprio progetto di attività verso EXPO2015 che è stato accolto all’unanimità.

(Fonte: UNAGA)

L’UE firma per l’EXPO 2015 di Milano

Expo 2015 MilanoAnche l’Unione Europea parteciperà all’Esposizione Internazionale in programma a Milano nel 2015 e per l’occasione potrà contare di un proprio sito espositivo che si svilupperà su una superficie di 1.900 mq. In questo modo sarà evidenziato il ruolo che le Istituzioni di Bruxelles intendono avere a livello globale sul terreno della sicurezza alimentare, in linea con il tema dell’EXPO “Nutrire il Pianeta: Energia per la vita”.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Agrinsieme Veneto: spot Expo 2015 criminalizza il consumo di carne

Carne equinaAgrinsieme Veneto contro il promo Expo 2015. In una nota, il coordinamento che riunisce le sigle associative regionali Confagricoltura, CIA, Legacoop Agroalimentare, Confcooperative-Fedagri, Agci- Agrital, precisa infatti: “Lo spot televisivo, destinato a far scoprire a tutti gli italiani Expo Milano, ha individuato alcuni elementi cardine molto importanti per la comunicazione dei temi e valori di Expo Milano 2015. Lo afferma l’agenzia Sarà 186united che ha realizzato lo spot. Uno di questi “elementi cardine” è la criminalizzazione del consumo di carne: Per produrre un chilo di carne sono necessari 15.000 litri d’acqua. In altre parole: chi si nutre di carne, poca o tanta non importa, contribuisce a distruggere l’ecosistema del pianeta”.

I calcoli. “Lasciamo ai medici nutrizionisti spiegare se si debba mangiar carne o meno, ed in quale quantità – continua la nota -, ma il dato dei 15.000 litri d’acqua necessari per produrre un kg di carne è una frottola. Una bugia, anche se ripetuta tante volte, non diventa una verità e stupisce che una simile frottola sia diventata un “cardine” di Expo Milano. Un manzo beve mediamente circa 4 litri di acqua al giorno ogni 100 Kg di peso vivo: considerando che durante tutto il ciclo produttivo un manzo abbia un peso medio, esagerando, di 500 kg e beva 20 litri di acqua al giorno, fanno 7.300 litri di acqua all’anno. Facendo una stima approssimativa dalla nascita alla macellazione (16-17 mesi per un peso tra i 600-700 kg) ) un manzo non beve più di 10.000 litri di acqua, circa 15 litri per ogni kg di peso vivo, quindi al massimo 45 litri di acqua per ogni Kg di carne. Come si passa da 45 litri a 15.000 litri?

Impronta idrica. Il dato dei 15.000 litri, molto fantasioso, è stato calcolato da Arjen Hoekstra, inventore dell’impronta idrica, sommando all’acqua che bevono i bovini o che serve per lavare le stalle e per irrigare le colture di mais e soia, anche l’acqua che viene utilizzata per estrarre i minerali ferrosi necessari per realizzare gli attrezzi agricoli, le attrezzature utilizzate negli allevamenti e nei macelli e per fabbricare i mezzi (camion, trattori, rimorchi ecc. ecc.) che servono per trasportare i cereali, gli animali e la carne ed i silos per gli stoccaggi. Chiunque sia provvisto di buon senso capisce che un calcolo siffatto è privo di qualsiasi logica, e meno male che i pubblicitari non hanno preso a riferimento un altro dato sul consumo di acqua, ancor più fantasioso. Secondo il prof. Arjen Hoekstra, un foglio di carta A4 ha un’impronta idrica di 10 litri. Un buon libro, a seconda del numero di pagine, consuma tra i 2.000 ed i 5.000 litri. Dobbiamo smettere anche di stampare i libri? Avanti di questo passo ed a qualcuno verrà la brillante idea di sopprimere l’umanità per salvare il pianeta – l’uomo consuma più acqua di tutti – e qualcun altro la prenderà sul serio. Il problema delle risorse idriche disponibili è troppo serio per essere affrontato con tanta superficialità”.

(Fonte: Agrinsieme Veneto)

Expo 2015, il padiglione del vino e dell’olio “made in Veronafiere”

Expo 2015 Milano«Per fare il Padiglione del vino e dell’olio italiano all’Expo non si può che partire da Vinitaly». Lo ha detto lo scorso 12 luglio a Verona Maurizio Martina, sottosegretario di Stato al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con delega per l’Expo 2015, annunciando il nuovo progetto dello “Spazio Vino e Olio”, a firma Veronafiere-Vinitaly, allestito a fianco del Padiglione Italia all’Expo 2015. Un’area fortemente voluta dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Nunzia De Girolamo per dare giusta visibilità a una delle filiere dell’agroalimentare che meglio ci rappresentano all’estero.

Vinitaly, pivot del vino italiano. «Vinitaly sarà portabandiera dell’Italia enologica – ha spiegato Martina – perché per svolgere questo ruolo occorre know how, ma anche quel profilo di indipendenza da qualsiasi interesse di parte che nessun altro può garantire. Veronafiere avrà la regia organizzativa dello spazio all’interno dell’Expo, ma anche di tutti gli eventi che faranno da trait d’union tra l’Expo di Milano e Verona». «Con 132 Nazioni accreditate e 20 milioni di visitatori previsti, l’Expo offre un’occasione straordinaria per il sistema Paese e il Governo Letta lo ha posto al centro dell’agenda politica per lo sviluppo e la promozione dell’Italia – ha puntualizzato l’onorevole Gianni Dal Moro, della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati –. Vinitaly, nel ruolo di pivot del vino italiano a livello internazionale, rappresenta la migliore chiave d’accesso per il “Sistema Verona” all’appuntamento del 2015».

Arte e Vino, tra gli eventi culturali a Verona. «Il sottosegretario Martina ha finalmente dato un indirizzo preciso al percorso di avvicinamento ad Expo 2015. Verona con Vinitaly è in grado di rivestire un ruolo di primo piano e ci stiamo attrezzando con una serie di eventi culturali a Verona per intercettare una parte dei visitatori dell’Expo. Tra questi, un rilievo internazionale riveste la mostra su “Arte e Vino” in collaborazione con l’Ermitage di San Pietroburgo» ha affermato il sindaco di Verona, Flavio Tosi.

Un padiglione degno di futura memoria. «L’accordo annunciato oggi – ha commentato il presidente di Veronafiere Ettore Riello – è un’ulteriore opportunità per affermare all’Expo l’eccellenza italiana della filiera vitivinicola e olivicola. Grazie alla storia di Vinitaly e Sol&Agrifood, alla conoscenza diretta delle aziende italiane con oltre 4.400 espositori presenti ogni anno a Verona alle due rassegne, ma anche alla esperienza sui mercati esteri con Vinitaly International, siamo in grado di rappresentare al meglio l’intero comparto».«Stiamo pensando ad un padiglione per l’Expo che sappia farsi ricordare come il Padiglione Italia a Shanghai e che diventi quindi una nuova struttura espositiva di Veronafiere – ha detto il direttore generale di Veronafiere Mantovani –. Gli eventi che si svolgeranno alla Gran Guardia di Verona, inoltre, frutto della partnership tra Expo Spa e OperaWine, saranno l’occasione per presentare anche tutti i distretti di eccellenza della realtà veronese, come ad esempio l’agroalimentare e il marmo-lapideo».

(Fone: Veronafiere)

Il ministro per le Politiche Agricole Catania al Consiglio nazionale della stampa agricolo-ambientale UNAGA

da sinistra, Giovanni Rossi, presidente FNSI, il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e Mimmo Vita, presidente UNAGA

da sinistra, Giovanni Rossi, presidente FNSI, il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e Mimmo Vita, presidente UNAGA

“Il negoziato per il rinnovo della Pac si sta avviando alla fase conclusiva. Rivendico la correttezza di un trasferimento di budget dagli aiuti diretti ai fondi per lo sviluppo rurale”.  Lo ha affermato il ministro per le Politiche agricole, Mario Catania, intervenendo presso la sede del Mipaaf a Roma al Consiglio nazionale Unaga (Unione nazionale della stampa agroalimentare e ambientale, gruppo di specializzazione Fnsi), nel cui ambito rientra l’attività di ARGAV.

Aiuti diretti difficili da ottenere, si deve puntare sulla leva dello sviluppo rurale. Il ministro ha infatti illustrato ai giornalisti della stampa specializzata le principali modifiche in discussione a Bruxelles, sottolineando il ruolo attivo svolto dall’Italia nella discussione e nella formulazione di proposte atte a rendere più efficaci le linee strategiche che caratterizzeranno l’agricoltura europea (PAC) fino al 2020. “La politica di aiuti diretti – ha affermato il Ministro – considerati i costi che essa impone, non reggerà più, e dobbiamo imparare a usare bene la leva dello sviluppo rurale”. Il Ministero ha svolto un ruolo fondamentale nella formulazione delle proposte in discussione a Bruxelles presso i principali tavoli agricoli, che sono la determinazione degli aiuti al settore, lo sviluppo rurale, e la complessa questione del ‘greening’, sull’alternanza delle colture, che esclude le piccole aziende (fino a 10 ettari). “Stiamo definendo anche altri aspetti importanti della nuova Pac – ha aggiunto Catania – dallo sviluppo rurale alla figura dell’agricoltore attivo”. “Ritengo – ha soggiunto – che possiamo affrontare serenamente la fase di negoziato a Bruxelles, consapevoli che la parte più difficile potrebbe arrivare con l’applicazione della nuova Pac in sede nazionale, quando l’Italia dovrà applicare con il necessario buon senso le misure facoltative contenute nella Politica agricola comunitaria”. Per quanto riguarda i tempi di approvazione della nuova PAC, il ministro Catania ha confermato il probabile slittamento di un anno.

Ruolo stampa agricola e ambientale. Il titolare del dicastero delle Politiche agricole ha sottolineato il ruolo strategico della stampa specializzata per l’informazione in un settore che torna al centro della scena economica e sociale. “Dobbiamo avviare” – ha dichiarato – percorsi di rilancio, che partano dall’agricoltura e dal suo ruolo nel nuovo modello di sviluppo del nostro Paese; tali percorsi potranno toccare in modo positivo la vostra professione, la cui importanza è nevralgica per la tenuta della democrazia in Italia”.  Ai lavori del Consiglio nazionale sono intervenuti il Presidente della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), Giovanni Rossi, e il Segretario Franco Siddi, sottolineando lo stato di crisi dell’editoria. “E la drammatica fase di transizione” – come ha affermato Siddi – che colpisce l’intero sistema giornalistico italiano, e che il sindacato intende comunque affrontare senza arretrare rispetto ai principi”.  “Il ruolo dell’Unaga – ha affermato Rossi – è estremamente positivo, e costituisce un esempio per altri gruppi di specializzazione: è uno dei punti di eccellenza per il suo ruolo di aggregazione tra colleghi attorno a una specificità professionale”.

Il presidente Unaga, Mimmo Vita, ha espresso soddisfazione per l’intervento del ministro Catania e per il riconoscimento del suo Dicastero al ruolo della stampa specializzata, concretizzato nella concessione dello spazio più prestigioso del ministero, la sala Cavour, al Consiglio nazionale del gruppo di specializzazione Fnsi. “I temi sollevati dal ministro Catania – ha affermato Vita – saranno determinanti per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea; come stampa specializzata, ci impegniamo a fare rete con le istituzioni e le associazioni attive nel settore, affinché si possa riflettere sulle questioni agricoltura/ambiente, e agricoltura/turismo rurale, che sono determinanti per il futuro del settore primario e per la sopravvivenza delle aziende agricole italiane”. Il Consiglio nazionale ha confermato lo svolgimento del Congresso nazionale elettivo a Bari nel prossimo autunno, e l’impegno a ospitare gli stati generali dei giornalisti agroalimentari di tutto il mondo in Italia, in occasione di Expo 2015. E rilanciato la mozione prospettata dall’ARGA FVG (Associazione Regionale della Stampa Agricola, Agroalimentare, dell’Ambiente e Territorio del Friuli Venezia Giulia) per la creazione di un Tavolo nazionale sul ruolo e sulla tutela dei giornalisti della pubblica amministrazione.

(Fonte: UNAGA)

Un orto planetario al centro di Expo 2015

progetto ExpoMilano 2015

E’ stato presentato nei giorni scorsi il Masterplan 2010 dell’Expo 2015. Tra i presenti, anche il pool di architetti ideatori del masterplan, Stefano Boeri, Ricky Burdett e Jacques Herzog (quest’ultimo intervenuto con una testimonianza registrata) che hanno approfondito gli aspetti più innovativi del progetto. “Stiamo costruendo un orto planetario che non ha precedenti e quindi bisogna valorizzarlo”, ha anticipato Boeri. In questa fase in cui si inizia a immaginare cosa si potrà fare sui terreni dopo l’evento, Boeri ha spiegato che “le future costruzioni dovranno posizionarsi solo a livello perimetrale”.

L’orto planetario, quindi sarà l’elemento distintivo dell’Expo. “L’orto – ha spiegato Boeri – porterà non solo pezzi di natura, ma anche pezzi di agricoltura provenienti da tutto il mondo”. Il suo mantenimento e il suo ruolo dopo il 2015 “sarà la vera eredità dell’Expo”. Boeri immagina un ruolo di polo dell’agroalimentare che avrà una valenza economica importante per “la capacità di portare turismo”, ma anche per la capacità di “porsi come polo della ricerca scientifica dove studiare le trasformazioni dell’agricoltura e come polo educativo e didattico”. Nei sei mesi dell’Expo, sui terreni saranno impiantate tre grandi serre, una da 15.000 mq e due da 8.000 mq che ricreeranno i vari microclimi, quello tropicale, quello della savana e quello desertico.

(fonte ilsole24ore.com)