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Ricerca esente IMU e accessibile – nei risultati – a tutti, questa la “politica del fare” di Ilaria Capua, ospite all’Assemblea ARGAV.

Platea e relatori Assemblea ARGAV giugno 2013

22 giugno 2013, Padova, un momento dell’Assemblea dei soci ARGAV

Marisa Merlin e Stelluto

22 giugno 2013, Marisa Merlin, curatrice della Biennale RicCAA con Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Lo scorso 22 giugno i soci ARGAV si sono riuniti in Assemblea a Padova nello spazio convegni della Biennale “RicCAA – Cantiere Arte Ambientale”, messa gentilmente a disposizione da Marisa Merlin, curatrice della bella rassegna d’arte e di design, terminata da pochi giorni (nella foto a dx, Marisa Merlin con il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto davanti alla sua opera “Tessuto Urbano”).

Stelluto e Capua

Fabrizio Stelluto e Ilaria Capua, premio ARGAV 2012, neoparlamentare e ricercatrice virologa

Ilaria Capua, neoparlamentare “smarrita”. Nostra ospite d’eccezione è stata llaria Capua, premio ARGAV 2012, in aspettativa all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie in quanto eletta parlamentare nelle fila della lista di Mario Monti. La deputata, che ringraziamo ancora per essere stata presente nonostante fosse reduce da un grave lutto familiare, ha suggellato la fine dell’Assemblea Attualmente, Ilaria Capua è vicepresidente della Commissione Cultura, che si occupa di Ricerca e Università, e fa parte della Commissione Agricoltura. Naturale, per il presidente Fabrizio Stelluto, chiederle un primo giudizio sull’attività parlamentare, a cui la virologa ha risposto con estrema schiettezza. “Posso dire di provare un senso di smarrimento – ha riferito infatti Ilaria Capua – perché la politica è un mondo che non conoscevo ed è molto complesso“. “Fino ad ora – ha continuato la Capua – ho dedicato tempo ad osservare per capire tutto ciò che succede nelle aule parlamentari e…nei corridoi, per fare un’analisi dei problemi che non sia superficiale. Ma poiché non mi piace perdere tempo, sta cercando di “infilare” degli emendamenti in proposte di legge già esistenti, altrimenti bisognerebbe aspettare anni per vederne gli effetti“.

Ilaria Capua

22 giugno 2013, Ilaria Capua all’Assemblea dei soci ARGAV

Ricerca, esenzione IMU. A mo’ di esempio, Ilaria Capua ha citato l’emendamento che aveva cercato di far passare lo scorso 22 aprile nel decreto dei pagamenti per la Pubblica Amministrazione, nell’ambito del capitolo sull’IMU, e che riguarda la possibilità di rendere esenti da questa imposta non solo le associazioni no profit, già esentate, ma anche le onlus che si occupano di ricerca. Che potrebbero quindi destinare i soldi, invece che all’IMU, al finanziamento di borse di studio di giovani ricercatori oppure all’acquisto di apparecchiature necessarie per la ricerca. L’emendamento è però stato tolto e tenuto come raccomandazione. Nonostante ciò, Ilaria Capua è cautamente ottimista in merito al buon esito del suo operato, grazie anche all’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica esercitata sui quotidiani di recente da Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” e da Gian Antonio Stella, inviato ed editorialista del Corriere della Sera.

Capua e Stelluto

Ilaria Capua e Fabrizio Stelluto

On line i risultati delle ricerche finanziate da fondi pubblici. Nel futuro prossimo della deputata Ilaria Capua c’è anche un provvedimento per rendere accessibile on line i risultati delle ricerche finanziate con fondi pubblici. Tema a lei caro, visto che, nel 2000, quando era già all’IzsVe, ha sviluppato la prima strategia di vaccinazione a fronte delle minaccia epidemica causata dal virus “aviario” H5N1 e nel 2006 ha messo i dati a disposizione della comunità scientifica in piattaforme digitali “open access”, suscitando ampio dibattito nel mondo della ricerca internazionale sulla condivisione interdisciplinare dei dati genetici per affrontare minacce globali come le pandemie. La sua presa di posizione ha portato a cambiare, almeno in parte, la politica delle organizzazioni internazionali in materia di trasparenza dei dati. Ad esempio, Ilaria Capua ha riferito che nei recenti casi di nuova influenza aviaria H7N9 apparsi in Cina, a Shanghai, nel giro di una settimana i dati inerenti al nuovo sottotipo di virus influenzale sono stati resi pubblici. Diverso invece il comportamento del virologo che ha individuato in Medio Oriente il nuovo ceppo di sindrome respiratoria simile alla SARS (da qui il nome MERS, Sindrome Respiratoria Medio-Orientale), che ha invece brevettato i dati, con conseguente minor accesso alle informazioni sulla diffusione del coronavirus. Dal canto suo, da ricercatrice virologa, la deputata Ilaria Capua ha sollecitato il Ministero della Salute a cautelarsi in tempo utile per contenere lo sviluppo di queste due potenziali pandemie. Chi ha orecchi per intendere, intenda!

Cristina Rossi legge la testimonianza mandata da Bepi De Marzi

22 giugno 2013, la socia ARGAV Cristina De Rossi legge la testimonianza di Bepi De Marzi

Epilogo poetico dell’Assemblea grazie a Bepi De Marzi. A memoria dell’attività condotta nel triennio 2010-2013 dal direttivo ARGAV, all’Assemblea erano stati invitati a partecipare anche Marco Paolini e Bepi De Marzi, rispettivamente premio ARGAV 2010 e 2011. Impegnati entrambi su altri fronti di lavoro, gli artisti sono stati presenti idealmente all’incontro ed il compositore, direttore di coro e organista Bepi De Marzi, anche con uno scritto, inviato al presidente Stelluto e letto con superba maestria, quasi fosse una consumata attrice di teatro, dalla giornalista socia ARGAV Cristina De Rossi. Per il piacere dei nostri lettori, pubblichiamo di seguito la bella testimonianza di Bepi De Marzi.

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Da quel mattino di pioggia. Il pranzo ai tavoli rotondi. A dicembre, dopo l’Immacolata. Io, suonatore d’organi alle messe, venivo dai canti in tenerezza: Imà,colà,tà… Vergì,nebè,là… Dinò,stravì,tà… Tusè,i-lasté,là…Mattino di vento, perfino, in quello spazio tra il prestigio delle Terme, i Colli, le strade, la città del Santo in levantine cupole. Ho portato a casa il vostro Ferro con la targhetta. Vi leggo sempre il sole, il vento, la terra dura, le zolle. Vibra, ma vibra, la composizione geniale, giusta per le mie speranze, per le mie battaglie perdute. Per le mie malinconie. Nel mio tempo che finisce. Ho cercato un basamento di castagno, che in quindici mesi si è fatto bruno. Al cielo, quando muta, spande profumo amaro. Talvolta annuncia la pioggia. I ferri modellati hanno già una carezza di ruggine. Al tocco, allo sfioro, tintinnano il silenzio dei pensieri. Oggi che sono sulle montagne svizzere a cantare (ma la Svizzera sta rovinandosi tra le solite banche e la xenofobia imparata dall’Insubria) sarei venuto a raccontarvi del pane. Mio nonno era fornaio. Ho sempre mangiato pane croccante dal forno, nei mattini. I miei giochi di bambino sapevano di lievito e farina. Vi mando allora una speranza del Poverello d’Assisi, pensando a questo Papa che sa proprio di Francesco. Bergoglio che non dovrà sorseggiare tisane offerte da suore inanellate come spose senza talamo, donne per niente sotto i veli svolazzanti nei corridoi che qualcuno chiama sacri. Al Vaticano delle torve trame. Dove anche i canti della Sistina mercenaria sanno di consolidate malattie senza miracolose guarigioni. Questo narrare me l’hanno chiesto per il calendario di Frate Indovino (ma non ridete, grazie!), proprio di luglio, adesso: un box, hanno detto, “di mille caratteri, spazi inclusi”. “Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento”. Quali turbini dal Subasio, mio Francesco? E temporali. Ma tu, scalzo, con l’abito di bigello. Lampi a schiarire “la valle di Spuleto”. Cantore in letizia. Non chiamate menestrello il mio Francesco. Il menestrello è un servitore, un cortigiano. Il mio Santo era un Cantalaude, un Trovatore. Preparava in solitudine il cantare: in Rivo Torto, a Monte Casale, a Fonte Colombo. In coro con le stelle. Altro vento, lassù, alla tua Verna; il gelo dal Penna, a tramontana. La neve, che ancora viene prima dell’inverno, sempre la prima in Appennino. Verna di mille metri e più: dono dell’estasiato conte Orlando di Chiusi in Casentino, commosso alla tua voce in Montefeltro. Francesco clandestino sulle navi, anche tu, mio Santo, nel dolore dei migranti. Ma plachi la tempesta con le braccia in croce, incantando i marinai. Oltre Venezia, nella mia laguna. Tornavi dall’Egitto. Soffia il grecale, il vento freddo dal mare, alle Due Vigne. San Francesco del Deserto.

Bepi De Marzi

 

 

24 maggio 2013, all’incontro ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) si parla di alimentazione dietetica, maltempo e rischio idrogeologico, foreste ed arte

Nuvole 2 opera di Marisa Merlin

Nuvole 2 opera di Marisa Merlin

Venerdì 24 maggio 2013, alle ore 19.00 circa, si terrà il consueto appuntamento mensile di aggiornamento professionale ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD),  in via Porto 8, ospiti di Efrem Tassinato, presidente nazionale Wigwam.

Un ricco carnet di argomenti. Per l’occasione, interverranno Denis Nogara,  amministratore unico “DenPas”,  per parlare di alimentazione dietetica,  Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche,  per fare il punto dopo l’evento alluvionale della scorsa settimana,  Marisa Merlin, artista,  per presentare RicCAA, Biennale Internazionale d’Arte, Design e Politiche di Sostenibilità Ambientale ed infine Marco Pitteri,  Consigliere Ordine Agronomi e Forestali Veneto,  per aggiornarci sul loro Congresso Nazionale appena svoltosi a Riva del Garda.

Direttivo e soci ARGAV in visita alla sede di Confagricoltura Rovigo. Nella conversazione con il direttore Chiarelli, luci (riso) e ombre (valli da pesca) della produzione agricola polesana.

Direttivo e soci ARGAV a Confagricoltura Rovigo 14 maggio 2013. A dx del presidente, Fabrizio Stelluto, il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli

Direttivo e soci ARGAV a Confagricoltura Rovigo 14 maggio 2013. A sx del presidente Fabrizio Stelluto, il direttore di Confagricoltura Rovigo, Massimo Chiarelli

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nel rispetto del proposito, intrapreso a inizio mandato, di tenere i Consigli nelle varie province del Veneto e Trentino Alto Aidge, in modo da avere l’opportunità di incontrare Organizzazioni e Istituzioni legate per finalità all’attività dell’Associazione, il direttivo ARGAV si è riunito lo scorso 14 maggio a Rovigo, ospite di Confagricoltura Rovigo. Presenti, oltre ai consiglieri, anche una rappresentanza nutrita dei soci ARGAV polesani.

Un’Associazione che comunica, anche con il Web 2.0. Ad accoglierci con calore e simpatia a Palazzo Manfredini (i Manfredini erano una delle più antiche famiglie nobili di Rovigo), il direttore Massimo Chiarelli. L’edificio, probabile risultato di un intervento di modifica compiuto nel Settecento su una struttura più antica, si affaccia sulla piazza che dal Duomo prende il nome. Nel tempo, Palazzo Manfredini è stato scuola pubblica, ospedale, ospizio, tipografia fino ad arrivare al 1953, quando l’Associazione Agricoltori della provincia di Rovigo, oggi Confagricoltura, lo acquistò per farne la propria sede. Il recente restauro (a spese dall’Associazione) ha consentito la presenza nell’ex solaio di una bella sala riunioni e di un’aula formazione dotata delle più moderne attrezzature. “Proprio ieri – racconta Chiarelli – ci siamo collegati in streaming con la nostra sede di Roma, dove era in corso una riunione  e a cui abbiamo assistito comodamente seduti con risparmio di tempo e denaro”. Ci piace stare al passo con i tempi – aggiunge Chiarelli – e soprattutto siamo molto attenti alla comunicazione, attività a cui i nostri soci tengono molto, e che noi seguiamo sia attraverso l’uso di mezzi tradizionali come il periodico Il Polesine e la newsletter quindicinale sia attraverso i Social Media, dove siamo presenti con account su Facebook, Twitter e You Tube.

Luci e ombre. L’Associazione, che raggruppa 2.500 soci  per un totale di 68 mila ettari della superficie provinciale, comprende non solo grandi aziende, come di tradizione, ma anche di media-piccola dimensione, oltre a tutte le valli da pesca del Polesine, oggi afflitte da parecchi problemi di sopravvivenza economica, lenita dalla possibilità di destinare alcune aree non protette alla caccia. I costi che i proprietari delle valli da pesca fanno sempre più fatica a sostenere sono gravati infatti da alcuni fattori: dalle perdite di pescato dovuto al caldo eccessivo sofferto nelle recenti stagioni estive, frutto dei cambiamenti climatici in corso, dalla concorrenza di prezzi (escluso per le mazzancolle) con mercati stranieri come Turchia e e Tunisia sino alla massiccia presenza di cormorani, che se possono far felici i visitatori del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, preoccupano però i valligiani per la loro intensa attività predatoria. Tra le produzioni agricole di segno positivo nel territorio, il riso del Delta del Po Igp, che i soci ARGAV hanno avuto modo di conoscere e apprezzare in un incontro di aggiornamento professionale tenutosi al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) a gennaio 2013. “Il percorso che ha portato ad ottenere l’Igp è nato e si è sviluppato proprio nelle nostre sale”, ricorda Chiarelli, che ha avuto l’onore di scriverne i disciplinari. “In tempi in cui si parla di abolizione di province e spending review, di fatto – chiosa il direttore – l’unione nel Consorzio di Tutela del riso del Delta del Po Igp con la provincia di Ferrara ha già dato vita a un’unica identità geografica e ad una comunione di intenti per trovare le migliore strategie commerciali ddel nostro prodotto, che oggi comincia ad essere presente anche nella grande distribuzione”.

Sostenibilità: determinante valutare l’intero ciclo di vita di un prodotto. Se ne è parlato al workshop ARGAV “L’impronta ecologica”, tenuto dagli esperti di CSQA.

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Di particolare interesse e attualità il workshop di formazione professionale “L’impPlatea workshop impronta ecologica 21 marzo 2013ronta ecologica“, organizzato da ARGAV su iniziativa del presidente, Fabrizio Stelluto, giovedì 21 marzo scorso, nell’ambito della Settimana dell’Ambiente Veneto in Fiera a Padova, in occasione del salone “SEP- Green R.evolution Exhibition”.

Mimmo Vita presidente UNAGA

Mimmo Vita presidente UNAGA

Massimo Zennaro presidente Sindacato Giornalisti del Veneto

Massimo Zennaro segretario Sindacato Giornalisti Veneto

Gianluca Amadori presidente ODG Veneto

Gianluca Amadori presidente Ordine Giornalisti Veneto

Ruolo dei giornalisti. L’incontro, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, ha visto la presenza di Gianluca Amadori, presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti e di Massimo Zennaro, neo segretario regionale del Sindacato giornalisti. Entrambi hanno ricordato la grave situazione della categoria e del mondo dell’informazione veneto, una “crisi che si affronta con coraggio e soprattutto idee – hanno affermato Amadori e Zennaro – ed in questo senso va accolto con estremo favore l’inziativa  ARGAV, rivolta ad approfondire argomenti di grande interesse per i lettori”. Mimmo Vita, presidente UNAGA, ha ricordato la responsabilità dei giornalisti del settore agroambientale, “che hanno il compito di trasferire ai lettori, nel modo più corretto, informazioni determinanti per il futuro dell’uomo e della Terra, come ha evidenziato nel suo discorso di inizio pontificato Papa Francesco, che ha parlato di custodia della bellezza del creato, di rispetto di ogni creatura di Dio e dell’ambiente in cui viviamo”.

Relatori CSQA Padova Fiere 21 marzo 2013

I relatori CSQA

CSQA, esempio d’eccellenza italiana nella certificazione indipendente. A spiegarci in modo ampio ed esaustivo il tema del workshop, gli esperti di CSQA, Luigino Disegna, presidente CSQA, Maria Chiara Ferrarese, responsabile Ricerca e Sviluppo CSQA e Michele Crivellaro, responsabile Marketing e Comunicazione CSQA. Che ricordiamo, è una società italiana che da più di vent’anni offre servizi di certificazione, ispezione e formazione ad aziende ed enti pubblici con l’obiettivo di creare valore e di infondere fiducia nei mercati e nei territori. L’azienda opera, tra gli altri, nei settori agri-food & packaging, foreste e filiere del legno e carta, prodotti tradizionali e, tra i servizi offerti, effettua anche la certificazione di bilanci ambientali, sociali e di sostenibilità. Una parola, quest’ultima, oggi molto di moda, hanno ricordato i relatori, che basa il proprio modello su 3 pilastri, economico, ambientale e sociale, e fonda le prime notizie nel 2001, quando la Commissione Europea pubblicò il Libro VerdePromuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese“.

Pier Luigi Sgambaro workshop impronta ecologica 21 marzo 2013

Pier Antonio Sgambaro titolare Jolly Sgambaro

Sostenibilità, opportunità per le aziende. Nella scelta dei consumi, oggi si iniziano a considerare sempre più importanti i criteri legati alla sostenibilità e all’ambiente. L’opinione pubblica, inoltre, è molto più incisiva oggi nelle scelte aziendali che in passato, forte anche del fatto che le persone vivono spesso sulla propria pelle certe problematiche (effetto vissuto) ed è più sensibile al tema della sostenibilità dei prodotti. Quindi, l‘imprenditore “virtuoso” – e al nostro workshop ne era presente un esempio, Pier Antonio Sgambaro, titolare di Jolly Sgamabaro, che i soci ARGAV hanno visitato lo scorso anno-, dovrebbe considerare la sostenibilità come un passo da intraprendere per rendere più competitiva la propria azienda, piuttosto che considerarla un vincolo, un costo o semplicemente una buona prassi. Premesso ciò, i relatori CSQA hanno sottolineato come sia importante considerare, nella valutazione della sostenibilità, l’intero ciclo di vita di un prodotto/servizio, perché la qualità si costruisce nei vari passaggi della filiera e non può essere rintracciata solo nel prodotto/servizio finale. Si deve iniziare quindi a progettare a monte i prodotti ragionando sull’impatto ambientale che questo avrà su tutto il ciclo di vita.

impronta ecologicaImpronta ecologica: dopo la l’impronta climatica, l’impronta idrica. L’impronta ecologica è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Tra gli indicatori di maggior utilizzo, figura la “Carbon footprint, ovvero l'”impronta climatica”, cioè l’ammontare dell’emissione di CO2 attribuibili ad un prodotto, un’organizzazione o un individuo. In tale modo viene identificato l’impatto che le diverse attività umane hanno sul “cambiamento climatico” di origine antropica. Prossima frontiera, che probabilmente vedrà i primi risultati a livello legislativo nel 2015, è però il water footprint, l’impronta idrica, indicatore del consumo di acqua dolce, che ricordiamo, ammonta al 2% dell’acqua presente sulla superficie della Terra. L’impronta idrica include sia l’uso diretto che indiretto di acqua da parte di un consumatore o di un produttore. Per il computo si sommano tre componenti: acqua blu, che si riferisce al prelievo di acque superficiali e sotterranee destinate ad un utilizzo per scopi agricoli, domestici e industriali ed è la quantità di acqua dolce che non torna a valle del processo produttivo nel medesimo punto in cui è stata prelevata o vi torna, ma in tempi diversi; acqua verde, cioè il volume di acqua piovana che non contribuisce al ruscellamento superficiale e si riferisce principalmente all’acqua evapo-traspirata per un utilizzo agricolo; acqua grigia, che rappresenta il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti al punto che la qualità delle acque torni sopra gli standard di qualità.

Il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e i soci Carlo Osti e Alessandra Vendrame premiati dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto

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Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Venerdì 22 marzo scorso, in occasione dell’assemblea annuale che ha riunito a Mestre (Ve) gli iscritti all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, presidente dell’ODG Veneto, ha premiato con la medaglia d’argento per i 30 anni di attività giornalistica Fabrizio Stelluto, presidente della nostra associazione, insieme a Carlo Osti, giornalista e socio ARGAV di Rovigo.

Nel corso della cerimonia, sono stati consegnati anche i diplomi ai colleghi diventati professionisti nel corso del 2012, tra cui la giornalista e socia ARGAV Alessandra Vendrame.

A Fabrizio Stelluto, Carlo Osti e Alessandra Vendrame vanno le più vive e sincere congratulazioni di tutti i soci Argav!

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Alessandra Vendrame, socia ARGAV

Giovedì 21 marzo 2013, in Fiera a Padova, workshop ARGAV “L’impronta ecologica”, ovvero, come calcolare il costo ambientale del nostro vivere

impronta ecologicaGiovedì 21 marzo 2013, nell’ambito della Settimana dell’Ambiente Veneto di cui ARGAV è partner, terremo in Fiera a Padova, (in occasione del salone “SEP– Green R.evolution Exhibition”, dedicato alla “green economy”), presso la Sala 8 d, alle ore 9.30, un workshop, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, su un tema di grande attualità per il nostro specifico professionale: l’impronta ecologica, cioè come calcolare il costo ambientale del nostro vivere. A spiegarcelo, saranno esperti del CSQA, che ringraziamo per l’indispensabile collaborazione.

120’ di aggiornamento professionale. Questo il programma dell’incontro: Ore 9.30 Salui. Gianluca Amadori, presidente Ordine Giornalisti Veneto, Massimo Zennaro, segretario Sindacato Giornalisti Veneto, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV. A seguire: Luigino Disegna, Presidente CSQA, Maria Chiara Ferrarese, responsabile Food and No Food CSQA (La sostenibilità nella produzione agricola), Michele Crivellaro, responsabile Sistemi Gestione Ambientale e Sicurezza CSQA (Carbon and water foot print), Mimmo Vita, presidente UNAGA (conclusioni). Discussione.

“Ma l’Europa vuole bene agli Europei?” Il pensiero del presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, a proposito di tracciabilità alimentare

Fabrizio-Stelluto-150x150(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Per chi, come me, ritiene l’Unione Europea un importante traguardo, è difficile, se non impossibile, giustificare l’attendismo di Bruxelles sull’obbligo di tracciabilità alimentare di fronte allo scandalo della carne equina ed in un momento di basso sentimento comunitario come l’attuale.

Privilegiato il potere di lobby alimentari. Se, fino a pochi giorni fa, la sacrosanta richiesta italiana era soprattutto giustificata da una necessità di tutela del prodotto, oggi è divenuta una questione di salute pubblica, considerata la presenza sospetta dell’antinfiammatorio fenilbutazone nelle carni equine, già fraudolentemente spacciate per bovine. Eppure, ciò nonostante si tergiversa, privilegiando il potere di lobby alimentari dalla filiera poco trasparente, ma dagli interessi chiarissimi: il profitto. La fresca vicenda politica italiana dovrebbe essere d’insegnamento: l’Europa non può essere costruita sul mero predominio economico, ma deve dare testimonianza di lavorare per l’interesse generale altrimenti sarà spazzata via. Nell’epoca di Internet è nata una nuova democrazia, che torna ad essere dalla nostra parte e la tutela della salute non può che esserne un bene primario.

Venerdì 22 febbraio 2013, ambiente protagonista della serata ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

treeSarà dedicato ad iniziative di carattere ambientale, di cui ARGAV è partner, l’incontro mensile che si terrà venerdì 22 febbraio 2013 alle ore 19.00 ca. nella consueta sede del Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) in via Porto 8.

Saranno nostri ospiti: Paolo Coin,  amministratore delegato PadovaFiere, per presentare la rinnovata edizione di SEP – Green R.evolutionMariano Carraro,  segretario Ambiente Regione Veneto, per presentare la Settimana dell’Ambiente  2013Andrea Crestani,  direttore Unione Veneta Bonifiche,  per illustrare il progetto “Aquater– Salva(e)guardiamo il territorio”. Saranno con noi anche il responsabile del Consorzio DolomitiAmbiente ed il presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Veneto.

11 febbraio 2013, Confagricoltura Rovigo va in Assemblea, a moderare i lavori il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto

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Lorenzo Nicoli, presidente Confagricoltura Rovigo

L’atmosfera pre-elettorale non poteva non contagiare anche i lavori dell’assemblea di Confagricoltura Rovigo, che si svolgerà lunedì 11 febbraio, con inizio alle ore 9.30, a Rovigo, nella Sala “A. Bisaglia” CENSER di Rovigo Fiere (viale Porta Adige 45). L’assemblea ospiterà un confronto che promette di essere molto stimolante fra tre autorevoli candidati alla Camera dei deputati nella circoscrizione Veneto 1: Gian Pietro Dal Moro (Pd), componente uscente della Commissione agricoltura della Camera; Giancarlo Galan (Pdl), già ministro delle Politiche agricole; Stefano Valdegamberi, presidente del Gruppo UdC nel Consiglio regionale del Veneto.

A moderare l’incontro, il presidente ARGAV. I tre politici saranno coinvolti in un dibattito, coordinato dal presidente ARGAV, il giornalista Fabrizio Stelluto, sull’agenda agricola dei rispettivi partiti. E’ prevedibile che ne usciranno indicazioni utili per permettere agli agricoltori di orientare con intelligenza il loro voto. I lavori, che saranno introdotti dalla relazione del presidente di Confagricoltura Rovigo Lorenzo Nicoli e vedranno la partecipazione anche del presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi, saranno chiusi dal presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Metti una sera all’incontro ARGAV-Wigwam, a parlare di “agricoltura sostenibile”, riso del Delta del Po Igp, olio extravergine degli Alburni e “cinici” liquori

Relatori

da sx Luigi Rosolia, Eugenio Bolognesi, Dave Garzon, Giorgio Piazza e Fabrizio Stelluto

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Sala gremita per l’appuntamento di aggiornamento professionale ARGAV svoltosi lo scorso 25 gennaio al circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Graditi ospiti dell’incontro, moderato dal presidente Fabrizio Stelluto, sono stati: Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto, Eugenio Bolognesi e Deborah Piovan, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consorzio Riso del Delta del Po Igp, Dave Garzon, contitolare delle aziende venete About Ten e Flairtender e Luigi Rosolia del Wigwam Comunità Locale di Offerta degli Alburni (Campania).

Chiarato Pizza e Miotti Coldiretti

da sx Sandra Chiarato, Giorgio Piazza e Federico Miotto

Sostenibilità dell’agricoltura e patto rinnovato con il consumatore: queste le priorità del prossimo mandato di Giorgio Piazza, imprenditore vitivinicolo di Annone Veneto (Ve), confermato lo scorso 18 gennaio alla guida di Coldiretti Veneto. Palpabile l’orgoglio di Piazza di far parte di un’associazione che, nell’arco di dieci anni, si è messa in discussione e ha contribuito a cambiare radicalmente, dal punto di vista culturale ed economico, il rapporto tra agricoltore e consumatore attraverso molteplici iniziative, prima tra tutte la rete di “Campagna amica” e le sue botteghe dove si fa vendita diretta. Da sempre produttore di vini biologici, Piazza ha spiegato che considera fondamentale la questione ambientale: il lavoro degli agricoltori, e dunque dei propri associati, sarà infatti sempre più legato alla sostenibilità della produzione e alla consapevolezza di come sia necessario adottare uno stile di vita “a più basse emissioni”. Nell’arco della serata, Giorgio Piazza è stato affiancato da due colleghi, Federico Miotto, allevatore di Piove di Sacco, neopresidente di Coldiretti Padova che, con i suoi 31 anni, è un felice esempio del ricambio generazionale in atto anche all’interno dell’associazione e Sandra Chiarato, socio ARGAV nonché infaticabile e creativa addetta stampa di Coldiretti Veneto.

Bolognesi e Piovan Consorzio Riso Delta Po Igp

da sx Eugenio Bolognesi e Deborah Piovan

Il riso del delta del Po Igp. Le prime testimonianze sulla coltivazione del riso nel delta del Po risalgono al 1495 ed ulteriori conferme sulla presenza di risaie nel territorio deltizio si hanno durante le bonifiche attuate dalle famiglie veneziane nel ‘700, fino ai 4 mila ettari attestati nel 1850. Questa coltura era strettamente legata alla bonifica e rappresentava il primo stadio di valorizzazione agraria dei nuovi terreni, per accelerare il processo di utilizzazione dei terreni salsi da destinare poi alla rotazione colturale. Altra testimonianza, quella del Dipartimento dell’Ispettorato Agrario delle Venezie, che nel 1950 attestatava che “la risaia rappresenta per questo territorio la coltura più idonea, vera e propria bonifica dell’acquitrino e che il riso prodotto in questa zona è, per qualità intrinseche, fra più pregiati se non il più pregiato d’Italia”. Il Consorzio di tutela ha poco più di un mese di vita – è sorto infatti il 20 dicembre 2012 – ma affonda le radici nel 1988, grazie all’attività del Cavalier Mario Landini, originario di Pavia e polesano d’adozione, scomparso nel 2005, considerato il pioniere della risicoltura nel Delta del Po. Landini riunì dapprima i risicoltori in un’associazione e richiese poi la protezione europea Igp per il riso del Delta, gettando così le basi per la nascita del Consorzio, che oggi conta 14 aziende iscritte che operano in 19 comuni, 8 veneti in provincia di Rovigo (Ariano nel Polesine, Porto Viro, Taglio di Po – dove c’è la sede legale del Consorzio-, Porto Tolle, Corbola, Papozze, Rosolina e Loreo) e 11 dell’Emilia Romagna, in provincia di Ferrara (Comacchio, Goro, Codigoro, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Migliaro, Migliarino, Ostellato, Mesola, Jolanda di Savoia – dove c’è la sede operativa del Consorzio- e Berra). Le varietà di riso tutelate dal Consorzio sono Carnaroli, Baldo, Arborio e Volano per un totale di produzione annua di 54 mila quintali di riso Igp (contro una produzione totale annua di riso nel territorio di 620 mila quintali). Obiettivo futuro del Consorzio è quello di rafforzare produzione e commercializzazione guardando anche all’export. Info: tel. 0532.1930083.

Dave Garzon Cinico liquore

Dave Garzon

Un “Cinico” che piace. La passione più che ventennale per il lavoro di barman ha portato Dave Garzon a creare, insieme al socio Francesco Mortai, in una perfetta economia di scala, due aziende, “About ten“, specializzata nell’ideazione e distribuzione di liquori e “Flairtender“, società che offre servizi di formazione personale nel settore della ristorazione, corsi per barman e barman freestyle, snackeria creativa, birra, caffetteria creativa e latte art nonché servizio di catering. Sempre l’esperienza, maturata in gran parte all’estero, ha suggerito a Dave la creazione di “Cinico”, un liquore che mancava nel mercato italiano, ottimo digestivo ma perfetto anche come base di miscelazione per aperitivi e cocktail, dalla gradazione moderata (20°), frutto dell’infusione di spezie naturali, tra cui rabarbaro, zenzero ma soprattutto cannella, nel distillato di grano. Naturale chiedergli il perché del nome, “Cinico”, visto che all’assaggio il liquore è decisamente piacevole! “Abbiamo voluto creare un’assonanza con la pronuncia inglese di cannella (cinnamon), spiega Garzon – ma per rafforzare l’accezione positiva del nostro prodotto, nell’etichetta abbiamo riportato anche l’aforisma di Oscar Wilde, “Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere”.

Luigi Rosalia

Luigi Rosolia

Olivicoltura di montagna. In chiusura dell’incontro, abbiamo avuto l’opportunità di conoscere Luigi Rosolia, in arrivo da Sicignano (Sa), amena località campana che si trova tra Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Monti Alburni. Rosolia, olivicoltore di montagna, era presente all’incontro in quanto rappresentante del Wigwam Comunità Locale di Offerta degli Alburni. Tutti i presenti hanno potuto assaggiare ed apprezzare la bontà dei prodotti degli Alburni durante il convivio finale, curato da Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA, nonché presidente nazionale Wigwam e per l’occasione chef, che ha messo in tavola bruschetta di pane cotto a legna con olio extravergine di oliva degli Alburni e, sempre dello stesso territorio, formaggio caciocavallo, lucaniche e vino Primitivo amabile seguito da un bis di risotto della varietà Carnaroli del Delta Po IGP (con olio extravergine di oliva degli Alburni e caciocavallo e Cinico liquore alla cannella e ricotta affumicata). Non sono mancati i dolcetti di Pontelongo a rappresentare la Comunità Locale di Offerta della Saccisica del territorio e le frittelle di quasi Carnevale, preparate da Diana dell’ospitante Wigwam Circolo di Campagna “Arzerello”.