La 55ª Mostra nazionale della Razza Bruna, ultimo evento del programma della 117ª Fieragricola di Verona 2026 che si è tenuta dal 4 al 7 febbraio scorso, ha incoronato campionessa assoluta «Mirina», bovina nata il 28 luglio del 2019 e di proprietà della società agricola La Torre di Olzeri Adolfo e C., un allevamento multifunzionale con 70 capi totali (dei quali 35 bovine in lattazione) a Baceno, in provincia di Verbania-Cusio-Ossola.
Felicità alle stelle, suggellata da una pioggia di spumante nel ring di Veronafiere, proprio come meritano di essere festeggiate le grandi vittorie sportive. E così è per Luca Olzeri, 40 anni, titolare dell’azienda insieme al fratello Fausto, 20 ettari a valle e 150 ettari di pascolo a circa 1.700 metri di quota. Come in tutte le aziende agricole di montagna, il periodo estivo si passa in rigorosamente in alpeggio, per garantire un’alimentazione fresca di pascolo alle bovine. «La nostra è un’azienda agricola multifunzionale – spiega Luca Olzeri – perché trasformiamo il latte in latticini e formaggi sia nel nostro punto vendita, sia nei ristoranti e negozi di tutta la provincia. Abbiamo anche un agriturismo nel parco naturale Veglia Devero (la struttura si chiama Alpe Crampiolo, consente anche di adottare una mucca e di ritirare successivamente i prodotti caseari ottenuti dal latte dell’animale prescelto, ndr), con la possibilità di ristorazione e di pernottamento».
Nessun dubbio sulla scelta effettuata. «La multifunzione è una soluzione vincente, in particolare nelle nostre zone di montagna, perché ti permette di diversificare l’orientamento produttivo, poter contare quindi su redditi diversificati, e riesce inoltre a offrire la tua qualità direttamente ai consumatori», prosegue Olzeri. Un solco che permetterà un futuro anche alla zootecnia di montagna, che per l’allevatore di Baceno dovrà ispirarsi a tre fattori: «Diversificazione, qualità, turismo».
Grande soddisfazione per la conquista del titolo di campionessa assoluta a «Mirina» anche per Davide Errera, titolare dell’allevamento Corte Murata di Borgo Virgilio e fra i grandi vincitori delle più importanti mostre zootecniche nella razza Holstein, al quale è stata affidata la cura e la gestione della vacca nei giorni di sosta a Verona, in vista della gara a Fieragricola. «La mostra ha messo in luce capi con qualità notevolissime e sarà ricordata per la partecipazione di animali moderni, vale a dire funzionali, non estremi nelle dimensioni – analizza Enrico Santus, direttore di Anarb, l’Associazione nazionale allevatori di razza Bruna –. Il giudice ha voluto dare un messaggio molto chiaro: arti e piedi devono essere in perfetta funzionalità, perché un animale deve durare in stalla. Qualità, arti e piedi, mammelle: sono i parametri per un animale sano, produttivo, completo e duraturo, perché la longevità resta uno dei grandi obiettivi per coniugare produttività, benessere animale e sostenibilità ambientale. Non ci deve essere dicotomia fra animale da mostra e animale da stalla, anzi. La bovina che vince qui deve essere quella che va bene anche in stalla».
Un altro significativo messaggio della 55ª Mostra nazionale della Bruna riguarda l’innovazione, claim peraltro adottato da Fieragricola per questa 117ª rassegna internazionale. «Per molto tempo si è pensato che le realtà svantaggiate interne avessero bisogno di meno tecnologia, mentre è esattamente il contrario – sostiene Santus –. Proprio nelle realtà più difficili come quelle di collina o di montagna, dove si fa una zootecnia eroica e di presidio del territorio, la tecnologia può aumentare molto la competitività di queste aziende. Abbiamo assistito alla diffusione in stalla di sensori, robot di mungitura e pensavamo fossero solamente tecnologie da pianura. Poi le abbiamo viste diffondersi nelle montagne e sono una delle risposte vincenti per mantenere gli allevatori in montagna, dove le antiche tradizioni devono potersi confrontare con l’aiuto fondamentale dell’innovazione tecnologica più avanzata».
Fonte testo e foto: servizio stampa Veronafiere
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L’agricoltura dell’Africa si è ritrovata a Fieragricola, la cui 117a edizione si è appena chiusa a Veronafiere. Missione: l’acquisto di macchine agricole, attrezzature e tecnologie per sostenere lo sviluppo locale del settore primario, che per il Continente africano significa accompagnare la crescita di un comparto che rappresenta il 30-35% del Pil, assorbe il 50% dell’occupazione e costituisce la fonte di sostentamento per il 70% della popolazione.
«Sono a Fieragricola perché l’Ucraina è interessata a sviluppare rapporti nel settore primario. Per noi esportare materie prime agricole è fondamentale, in quanto è una voce importante dell’economia del nostro Paese. Siamo grati all’Italia, che ci dà un sostegno enorme, così come estremamente significativo è l’aiuto mostrato ieri a Bruxelles dalla Commissione europea per l’Ucraina». Così ha detto Yaroslav Melnyk, ambasciatore d’Ucraina in Italia (nella foto in alto a destra), che ha incontrato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo (nella foto in alto a sinistra), il direttore commerciale di Veronafiere Raul Barbieri e l’europarlamentare Paolo Borchia, prima di visitare Fieragricola di Verona, conclusasi nei giorni scorsi.

L’Africa è un Continente in ritardo strutturale anche in campo agricolo, con problemi organizzativi e tecnologici. Ne deriva una crisi di sistema della filiera che si evidenzia nella produzione di un’economia che, sebbene rappresenti il 24% della superficie agricola utilizzabile (Sau) mondiale, in termini di valore si ferma al 6%. È il combinato disposto di un’area gigantesca dalle forti contraddizioni, in cui le grandi potenzialità, frutto anche di una notevole ricchezza naturale, e le sconfinate aree rurali fanno a pugni con l’emergenza denutrizione e con un’agricoltura di pura sussistenza, mentre vola il deficit commerciale dell’agroalimentare e, paradossalmente, aumentano gli sprechi alimentari (al 15%) a causa di perdite lungo la filiera produttiva e distributiva.
È scattato il conto alla rovescia per la 114ª edizione di Fieragricola, rassegna internazionale di agricoltura, meccanica agricola, zootecnia, agroforniture, energie rinnovabili e servizi, in programma a Verona Fiere da oggi, mercoledì 29 gennaio a sabato 1 febbraio. Attese, al convegno inaugurale dedicato all’agribusiness di Ue e Italia in Africa, la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e la ministra dell’Agricoltura della Croazia, Marija Vučković.
I dati degli ultimi anni relativi alle precipitazioni piovose dimostrano che il Veneto, come tutto il Paese, si troverà sempre di più a far fronte a lunghi periodi siccitosi. La questione non può più essere trattata come emergenza ma attraverso misure strutturali che necessitano di progetti a lungo termine e nuove risorse.