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31 gennaio-3 febbraio 2018, a Verona la 113a edizione di Fieragricola fotografa i cambiamenti avvenuti in 10 anni nei campi e sul mercato

bovino da latte

È scattato il conto alla rovescia per il via alla 113^ Fieragricola, in programma a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio. La grande kermesse scaligera aprirà i cancelli a tanti pubblici: allevatori, agricoltori, cerealicoltori, produttori di energie rinnovabili, imprenditori forestali, agriturismi, venditori di mezzi agricoli, imprese agromeccaniche, agronomi e professionisti. La manifestazione, nata nel 1898, è stata presentata ieri a Roma, insieme a uno studio di Fieragricola e Nomisma sul tema “Agricoltura 2007-2017: cosa è cambiato?“.

La fotografia del decennio. Circa 180mila imprese in meno, con una decrescita della forza lavoro di quasi l’8%. Ma anche una buona tenuta del valore aggiunto (+3,9%) e un valore medio della produzione per azienda cresciuto dell’88 per cento. È la morfologia della campagna italiana post-crisi ritratta dallo studio Fieragricola-Nomisma. Per l’agricoltura la crisi ha fatto da acceleratore nella struttura, nei processi e nella competitività delle imprese agricole italiane, alla stregua di un selezionatore naturale che ha sostanzialmente espulso le aziende più deboli, quelle meno strutturate e organizzate, ma anche chi non è riuscito a intercettare le tendenze di una domanda profondamente cambiata. L’uscita dal mercato, in dieci anni, di quasi il 20% delle imprese agricole, in buona parte a conduzione diretta, ha coinciso infatti con diversi salti di qualità: dal valore della produzione, alla crescita (del 58%) della superficie media per azienda, alla produttività che, con 36mila euro per addetto, è oggi quasi il doppio rispetto alla media Ue. Inoltre, fa ben sperare sia l’ulteriore incremento delle aziende a conduzione femminile – oggi al 20% contro una media Ue del 13% – e gli incoraggianti ultimi sviluppi di imprese under 35, a +14% negli ultimi 18 mesi, sebbene l’età media sia ancora molto più alta dei colleghi europei.

L’Italia agricola a metà del guado. “Rispetto ad altri settori, come l’intero manifatturiero o le costruzioni, il nostro primario ha reagito prima alla recessione, cercando di irrobustirsi e innovarsi – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –. Possiamo dire che oggi siamo a metà del guado: più strutturati ma ancora non abbastanza rispetto ai competitor, più professionali ma in attesa del grande passo digitale e in parziale ripresa sul fronte delle nuove trattrici, più giovani in un comparto ancora tradizionalmente dominato da conduttori in età avanzata. Fieragricola in questo studio ha analizzato il decennio 2007-2017 per capire come procedere verso il definitivo salto di qualità. Non a caso il tema chiave della rassegna sarà dedicato alla nuova Pac e all’agricoltura 4.0″.

Cambiano i consumi: boom del bio. Secondo lo studio Fieragricola-Nomisma, negli anni pre e post-crisi è cambiata la struttura, ma anche la congiuntura; una rivoluzione condotta da una domanda che ha ridotto tutti i consumi alimentari (-10,7% in media), con punte legate a prodotti più voluttuari (-13% per vino e alcolici). A fare in parte da contraltare, il boom del biologico – cresciuto nella Gdo del 160% e nei campi del 56% – unitamente alla crescita dei prodotti a marchio (+87%) e all’attività sempre più multifunzionale del settore primario, con l’agriturismo che ha visto crescere del 35% le proprie strutture e con il boom del contoterzismo. Infine, un chiaroscuro legato all’export della nostra materia prima, da record nel 2017 (6,6 miliardi di euro), ma con il massimo storico anche dell’import (12,8 miliardi). Ne consegue un saldo negativo senza precedenti: -6,1miliardi di euro. Per il direttore area Agroalimentare di Nomisma, Denis Pantini: “Nel prossimo futuro i produttori avranno bisogno di nuovi strumenti  finanziari e di gestione del rischio per combattere volatilità dei prezzi ed effetti nefasti del cambiamento climatico e di nuovi modelli organizzativi per rafforzare la competitività ed integrare maggiormente la loro posizione nella filiera. Da questo punto di vista, lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione potranno favorire l’implementazione di modelli produttivi più efficienti”.

Alcuni numeri della fiera. Dieci padiglioni occupati, oltre 1.000 espositori, una superficie netta di 57mila metri quadrati (+4,4% sull’edizione precedente), un’area demo esterna di 7.500 metri quadrati allestita per gli Special Show, 980 animali (+63,3%), delegazioni commerciali provenienti da 33 Paesi esteri e tre concorsi sulle razze bovine (compreso il debutto della mostra europea della Limousine), più di 120 convegni in calendario nei quattro giorni di manifestazione, durante i quali sono previsti corsi di abilitazione professionale alla guida delle trattrici.

Fonte: Servizio Stampa Verona Fiere

 

 

Energie rinnovabili, nel 2030 dall’agricoltura 8 miliardi di metri cubi di biometano

“L’Italia è il quarto Paese al mondo dietro a Germania, Stati Uniti e Cina e secondo in Europa per numero di impianti di biogas nelle aziende agricole, che sono più di 1.250 realizzati e dagli attuali 2 miliardi di metri cubi abbiamo la potenzialità per arrivare a 8 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030. L’agricoltura potrà raggiungere fino al 15% del fabbisogno nazionale del gas naturale, realizzando occupazione e favorendo nuovi investimenti”.

La fiera veronese. Lo ha detto Christian Curlisi, direttore del Consorzio Italiano Biogas (CIB), intervenendo alla prima tappa del roadshow 2017 di Fieragricola di Verona (31 gennaio al 3 febbraio 2018) di presentazione dei principali focus espositivi: meccanizzazione, zootecnia, energie rinnovabili, multifunzione, agrofarmaci e fertilizzanti, mangimistica. «Siamo la prima fiera dell’agricoltura in Italia in grado di garantire un’offerta trasversale in tutti i segmenti dell’agricoltura – ha spiegato Luciano Rizzi, area manager Agriexpo & Technology di Veronafiere – e puntiamo ad offrire servizi e approfondimenti in grado di dare risposte innovative al sistema agricolo e zootecnico, alle prese con la sfida della sostenibilità e dei mercati globali”.

Biogas, occupazione e prospettive. “I 4,5 miliardi di euro finora investiti nel settore del biogas hanno creato oltre 12mila posti di lavoro – ha proseguito il direttore del CIB, Curlisi – ma possono diventare molti di più e aprire nuove opportunità per l’agricoltura e la filiera delle energie rinnovabili”. In un futuro prossimo, infatti, gli agricoltori potranno essere i partner privilegiati nel progetto di una bioraffineria a biogas, nella quale si raggiungono diversi obiettivi: integrare le reti di energia elettrica e del gas; produrre fertilizzanti organici e rinnovabili, riducendo così l’impatto della chimica in campo; produrre biocarburante, biomateriali e chimica verde e ridurre le emissioni. “Non dimentichiamo che oggi l’agricoltura è responsabile del 12% delle emissioni di gas serra – ha ricordato Curlisi – e il biogas può essere uno strumento per aumentare il carbonio organico e i nutrienti nel suolo; ridurre il rischio di erosioni; incrementare il tenore organico e ridurre il compattamento del suolo”.

Biogas. ma fatto bene”. Il tutto a patto che il processo di filiera segua i canoni di quello che il CIB ha battezzato «Biogasdoneright», il biogas fatto bene. Integrazione produttiva, buone pratiche agricole, sostenibilità ambientale e processi rivolti al sequestro di carbonio nel suolo sono tutti gli ingredienti che, secondo Curlisi, “sono necessari per combattere i cambiamenti climatici e rispondere in maniera concreta agli obiettivi definiti dagli accordi della Cop21 di Parigi”.

Produrre di più e meglio non solo è possibile, ma è anche alla portata. Seguendo gli schemi definiti dal CIB, il cui modello è al centro di studi su scala internazionale per la validità delle soluzioni proposte per la filiera agricola, non vi sarebbe nemmeno sovrapposizione tra colture destinate all’alimentazione e quelle con finalità energetica, che possono coesistere nell’arco della campagna produttiva. È il caso delle combinazioni in campo fra grano e mais insilato oppure grano insilato e soia foraggera o, ancora, triticale e pomodoro. La nuova frontiera delle rinnovabili, in materia, è il biometano, sia per l’utilizzo nella rete energetica sia come biocarburante per le trattrici agricole. Per questo è necessaria la pubblicazione del decreto di modifica del precedente decreto ministeriale del 5 dicembre 2013, attraverso il recepimento delle osservazioni sollevate in sede di consultazione pubblica. Allo stesso tempo, anche lo sviluppo del mercato dei biocarburanti e l’immissione diretta del biometano nella rete del gas darebbe un impulso al settore. Sostenendo così in maniera alternativa gli agricoltori italiani.

Fonte: Servizio Stampa Verona fiere

A Fieragricola urbanizzazione e agricoltura a confronto nel Salone della nutrizione e della difesa sostenibili

Suzukii

Drosophila suzukii

Urbanizzazione che prende sempre più piede e un’agricoltura che deve fare i conti con una difesa rispettosa dell’ambiente. Su questo delicato equilibrio si gioca la partita per ottenere produzioni di qualità e sostenibili, in grado di fronteggiare la competizione mondiale. Anche l’Italia e il mondo della ricerca sono pronti a offrire utili chiavi ai professionisti dell’agricoltura nel nuovo Salone della nutrizione e della difesa sostenibili realizzato da L’Informatore Agrario con Fieragricola nel Padiglione 2 con il contributo dei principali esperti nazionali di ogni settore.

In programma dal 3 al 6 febbraio 13 workshop e 2 convegni tecnici, di cui uno in doppia lingua italiano/francese. Si va dalla difesa sostenibile alla fertilizzazione razionale delle colture passando per le strategie innovative dedicate alla redditività dei seminativi. Inoltre, grazie a un accordo stretto in esclusiva tra Edizioni L’Informatore Agrario e  l’Ordine di Verona assieme all’Ordine regionale veneto, workshop e Convegni sono accreditati dal programma di formazione permanente dei dottori agronomi e forestali. Nello specifico i workshop danno diritto a 0,125 CFP, mentre i convegni danno diritto a 0,5 CFP.

Convegno Ambienti rurali sempre più urbanizzati: nuova sfida per i mezzi tecnicigiovedì 4 febbraio ore 10 – area forum – padiglione 2. L’insofferenza delle comunità rurali per i trattamenti alle coltivazioni crescono continuamente. Molti sono ormai i Consigli comunali delle municipalità caratterizzate da intense attività di coltivazione di viti, meli, ecc. che improvvisano divieti e limitazioni all’impiego degli agrofarmaci. Nel convegno si propone un approccio «collaborativo» evidenziando le opportunità insite in questa nuova coscienza ambientale collettiva. Programma: ● L’agricoltura di domani dovrà essere ancora più sostenibile, Geremia Gios – Università di Trento ● La registrazione, una garanzia per i cittadini, Gabriele Zecchin – Servizio fitosanitario Regione Veneto ● Indicazioni pratiche per la difesa integrata, Domenico D’Ascenzo – Servizio fitosanitario Regione Abruzzo ● La meccanizzazione a tutela della salute e dell’ambiente, Cristiano Baldoin – Università di Padova ● Proposte operative: i casi della Val di Non e della Valpolicella.

Convegno Nutrizione innovativa delle colture: il ruolo delle specialitàVenerdì 5 febbraio ore 10 – Area Forum – Padiglione 2. Produrre di più con meno, conciliando sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La chiave di volta è l’innovazione tecnologica, declinata verso la nutrizione delle colture. I relatori affronteranno i temi della novità tecniche e agronomiche relative alla fertilizzazione, ponendo l’accento sia su come razionalizzare l’impiego degli elementi tradizionali come azoto, fosforo e potassio, sia raccontando le potenzialità di una nuova categoria di prodotti per la nutrizione che si sta affacciando sul mercato, i biostimolanti. Programma: ● Produrre di più con meno: la sfida della sostenibilità, Claudio Ciavatta – Università di Bologna ● Biostimolanti: nuova frontiera per la nutrizione, Giuseppe Colla – Università della Tuscia ● Tecniche innovative per la fertilizzazione:esperienze pratiche

Laboratorio didattico Insetti nocivi e utili per la lotta biologica per la prima volta sotto la lente. Alla scoperta degli insetti responsabili delle principali avversità agrarie con gli esperti  di Agrea Centro Studi. Nel nuovo laboratorio didattico organizzato da L’Informatore Agrario con Agrea Centro Studi, oltre a filmati multimediali su insetti e malattie a ciclo continuo, i visitatori e  gli studenti delle scuole superiori e universitarie in Fiera potranno per la prima volta osservare in postazioni multimediali grazie a microscopi ottici di nuova generazione, fianco a fianco con gli esperti.,  una ventina di insetti, tra tutti la Drosophila suzukii, il nemico numero uno di uva e ciliegie, e lo Scaphoideus Titanus, responsabile della flavescenza dorata della vite, oltre a un campionario di farfalle. Non mancheranno anche insetti come la Crysopa, acari predatori e coccinellidi,  utili per la lotta biologica.  Per conoscere, riconoscere e combattere le malattie che colpiscono le colture agrarie.

La partecipazione agli eventi è gratuita, previa iscrizione su http://www.fieragricola.informatoreagrario.it

Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario

Fieragricola 2016 ai blocchi di partenza, alcuni interessanti appuntamenti

Drone AgricolturaConto alla rovescia per la 112ª edizione di Fieragricola 2016, al via mercoledì 3 febbraio, con il convegno inaugurale dedicato al tema della «Sostenibilità e innovazione per l’agricoltura del futuro», in programma alle 10.30 al Centro Congressi di Veronafiere (Auditorium Verdi). Sarà presente il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Martina.

Le sfide dell’high-tech per l’agricoltura. “Sarà una manifestazione in cui i visitatori potranno trovare molte novità tecnologiche, finalizzate a incrementare la produttività, le rese in campo, nel rispetto dell’ambiente – dichiara il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – declinate nei comparti della meccanica agricola, zootecnia, energie da fonti rinnovabili, agrofarmaci, fertilizzanti, sementi, vigneto e frutteto, gestione del verde e dell’attività forestale». Tra le novità hi-tech nei 9 padiglioni occupati da oltre 1.000 aziende espositrici, c’è infatti molta attenzione alla sostenibilità economica e ambientale, alcune delle quali segnalate con l’assegnazione delle stelle (da una a tre) grazie alla prima edizione del «Premio Innovazione», realizzato da Fieragricola in collaborazione con L’Informatore Agrario. La consegna ufficiale alle aziende che hanno conquistato in totale «94 stelle» si terrà venerdì 5 febbraio alle ore 14 in sala Mascagni (galleria tra i padiglioni 4 e 5).

Vigneti e paesaggio. Tra i convegni che si terranno nel corso della Fiera, segnaliamo il convegno “Progetto e paesaggio: il rapporto tra i nuovi vigneti e il territorio“, che si terrà venerdì 5 febbraio dalle 14 alle 18 in Sala Vivaldi, nel GreenSpacesExpo, organizzato dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori di Verona in collaborazione con l’Ordine di Verona dei Dottori Agronomi e Forestali ed il Collegio dei Periti Agrari di Verona. Dopo gli interventi di Luca Crema (presidente Ordine Agronomi e Dottori Forestali Verona) sulla “Gestione e condivisione sociale dei nuovi vigneti“, parleranno Alberto Ballestriero (socio AIAPP) “Vigneti o fabbriche del vino?“, Claudio Oliboni (perito agrario-tecnico di campagna di Cantina Valpolicella Negrar), “Costruire consapevolezza per una nuova sensibilità alla terra“, Marina Valenti (relazioni esterne Cantina Valpolicella Negrar), “La Scuola nel vigneto fra conoscenza, creatività e solidarietà“, Roberto Netto (presidente Associazione Culturale Borgo Baver onlus), che parlerà dell’esperienza di tutela dei vigneti di Borgo Baver, che i soci ARGAV hanno avuto modo di conoscere in occasione di una visita, Michele Cappelletti (funzionario del settore forestale regionale, responsabile ufficio vincolo idrogeologico), “Il Servizio Forestale in rapporto alle nuove richieste di insediamenti di vigneti” e Fabio Pasqualini (architetto, presidente AIAPP Triveneto Emilia Romagna), “Esperienze nel progetto di vigneti“.

La Regione Veneto tutta insieme. Mostrare la molteplicità dei servizi offerti allo sviluppo, all’innovazione, alla competitività del settore primario veneto è l’obiettivo di Veneto Agricoltura, AVEPA, ARPAV, gli enti che si offrono servizi concreti al settore primario veneto e che a Fieragricola saranno riuniti sotto l’unico tetto regionale nello stand della Regione Veneto (Pad. 12, Stand B4).

Coldiretti, presente in Fiera nel padiglione 12. In collaborazione con l’Associazione italiana allevatori (AIA),  offre l’occasione di conoscere le più rare e curiose razze a rischio di estinzione di mucche, maiali, cavalli, asini, capre, pecore, conigli, oche e polli, nell’ambito della più grande e varia “stalla” mai aperta al pubblico in città. Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti, nell’occasione presenterà il dossier “L’Italia in fattoria” sul rischio di scomparsa di un patrimonio unico del Paese. Nel padiglione, sarà attiva la banca dati “JOB IN COUNTRY”, punto di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, attraverso un portale in cui sia chi cerca lavoro che l’azienda che ha necessità di personale possono interfacciarsi per entrare in contatto, selezionandosi sulla base di analogie e peculiarità di ciascuno. Nell’occasione sarà presentata anche l’applicazione “FARMERS FOR YOU”, che propone dei percorsi grazie ai quali gli utenti potranno individuare dove alloggiare, dove mangiare e dove acquistare prodotti agroalimentari Made in Italy, presso le aziende e gli agriturismi della rete di Campagna Amica.

Giovedì 4 febbraio, convegno Confagricoltura “L’innovazione in viticoltura tra conservazione e progresso”. L’incontro si terrà nell’Area Forum del Padiglione 12 dalle ore 11. Dopo l’introduzione di Lorenzo Nicoli, presidente Confagricoltura Veneto e il saluto del vice presidente di Veronafiere Guidalberto di Canossa, seguiranno gli interventi di Diego Tomasi (Direttore CREA-VIT di Conegliano) di Barbara de Nardi (ricercatrice CREA-VIT di Conegliano) e di Mario Pezzotti (professore Università di Verona) che illustreranno le possibili applicazioni della CIS Genica e del Genome Editing nella vite. Le conclusioni saranno a cura di Giangiacomo Bonaldi, membro di giunta di Confagricoltura nazionale. Sfruttando il rapido sviluppo delle tecniche genetiche, l’Italia assieme alla Francia ha sequenziato il genoma della vite (composto di oltre 25.000 geni). Da qui è iniziata una grande attività di ricerca che ha permesso di utilizzare la conoscenza del genoma anche nell’ambito di numerose altre applicazioni di carattere fisiologico. Secondo Tomasi: “Nell’ultimo decennio il cittadino, il consumatore, ma anche il viticoltore, hanno maturato una nuova sensibilità nei confronti della viticoltura, esprimendo sempre più la volontà di portarsi verso una viticoltura che non inquini e non sia impattante. Per fare questo si è operato con grande convinzione verso attrezzature sempre più efficaci, principi attivi meno pericolosi, piani di difesa meno aggressivi, prodotti stimolanti le difese della pianta, confusione sessuale. Questo è un dato incontestabile del nuovo modo di gestire i vigneti.”Le nuove frontiere sono quelle offerte da tecniche innovative di miglioramento genetico (CIS genesi e Genome editing), identiche alle naturali trasformazioni che spontaneamente avvengono in natura, ma accelerandone enormemente i tempi. Queste sono tecniche “pulite”, non OGM che mantengono intatta l’identità genetica della pianta e dunque la tipicità del prodotto. I nuovi vitigni ottenuti dall’Università di Udine (ma anche in Francia, Germania, Svizzera per un totale complessivo oggi di circa trentacinque nuove varietà resistenti), sono un esempio di come il miglioramento genetico può dare una risposta concreta alle necessità produttive dell’agricoltore che è sempre più attento all’ambiente e a quella del cittadino e del consumatore verso la qualità e la salubrità dei cibi”.

Fonte: Verona Fiere, Associazione Culturale Borgo Baver onlus, Veneto Agricoltura, Coldiretti Verona, Confagricoltura Veneto

3-6 febbraio 2016, a Veronafiere torna Fieragricola, con oltre 1.000 espositori e 600 capi nonché focus su innovazione e sostenibilità

FieragricolaIl settore agricolo guarda al futuro con più ottimismo rispetto agli anni scorsi e le aziende sono pronte a investire fino a 600.000 euro nel prossimo triennio, confermando un clima di ottimismo, agevolato sia dall’avvio dei Programmi di sviluppo rurale che da una maggiore facilità di accesso al credito. È quanto emerge da una ricerca esclusiva di Fieragricola (realizzata da Grs Research and Strategy), condotta su un campione di circa 1.000 aziende italiane del settore agricolo e che è stata presentata ieri al Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, alla vigilia della rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma a Veronafiere dal 3 al 6 febbraio prossimi.

Agricoltura e innovazione, binomio vincente. All’inaugurazione parteciperà il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, mentre per il giorno successivo è prevista la presenza del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti. Il tema del convegno inaugurale sarà incentrato sul futuro dell’agricoltura, fra sostenibilità e innovazione. «Il binomio agricoltura e innovazione è la chiave di volta per una visione strategica del settore che oggi più che mai è al centro dell’attenzione del Governo e della politica economica – ha dichiarato il Vice Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Andrea Olivero -. Il Ministero che rappresento sta portando avanti un’ampia azione di semplificazione come strumento per accrescere la competitività delle aziende, un piano di rilancio della ricerca teso a rispondere ai fabbisogni del settore e la messa a punto di nuovi strumenti per facilitare l’accesso al credito e sostenere gli investimenti, come dimostra il recente accordo di 6 miliardi di euro sottoscritto con Intesa San Paolo».

La 112ª edizione della Fiera è centrata su innovazione e sostenibilità, con la presenza trasversale di meccanica, zootecnia, energie da fonti rinnovabili, vigneto e frutteto, sementi, chimica, gestione del verde. «Nel nostro ruolo di strumento a servizio del business delle imprese – ha detto il presidente di Veronafiere, Maurizio Danesesiamo convinti che il format di Fieragricola risponderà pienamente alle esigenze dei visitatori. Dalla ricerca, infatti, è emerso che il 51% degli imprenditori agricoli intende investire principalmente nelle attrezzature, mentre gli allevatori hanno indicato fra le priorità l’acquisto di attrezzature nel 38% dei casi, l’adeguamento nel 31% dei casi alle normative sul benessere animale e nel 29% dei produttori zootecnici ha nel mirino l’ammodernamento della stalla esistente».

Agricoltori e allevatori pronti a innovare la propria azienda. In particolare, dall’analisi che ha coinvolto imprenditori agricoli, allevatori, operatori del settore macchine e attrezzature, servizi per l’agricoltura, si evince che il 42% degli agricoltori intende investire in azienda nel prossimo triennio fino a 50.000 euro, il 34% fra 51.000 e 150.000 euro, il 12% fra 151.000 e 300.000 euro, il 6% fra 301.000 e 600.000 euro. Ancora più spiccata la propensione ad investire per gli allevatori, che nei prossimi tre anni puntano a investire nel 31% dei casi fino a 50.000 euro, per il 30% fra 51.000 e 150.000 euro, per il 21% fra 151.000 e 300.000 euro, per l’11% fra 301.000 e 600.000 euro. «Gli operatori – ha specificato il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovaniipotizzano un aumento generale del mercato per il proprio settore di riferimento nel 29% dei casi, con un balzo di 5 punti percentuali rispetto al 2014 e al 2013. Fieragricola, la cui superficie è cresciuta del 18% rispetto all’edizione precedente, si è attrezzata per rispondere al sentiment del settore, schierando nove padiglioni, un’area demo esterna con macchine e attrezzature in movimento per gli Special Show, oltre 1.000 espositori e 600 animali provenienti da Italia, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Irlanda, Germania, Austria, più di 100 convegni e workshop».

Per l’edizione 2016 molto è stato fatto anche per l’internazionalizzazione. Le delegazioni estere provengono da Austria, Belgio, Svizzera, Germania, Francia, Croazia, Serbia, Slovenia, Montenegro, Romania, Repubblica Ceca, Lituania, Russia, Iran, Sudafrica, Camerun, Uganda, Zambia, Tunisia, Algeria, Polonia, Romania, Ucraina, Kazakistan, Turkmenistan, Etiopia, Mozambico, Angola, Egitto. Per la prima volta a Fieragricola anche una delegazione cubana. «Nel corso della manifestazione verrà illustrato il Focus Africa – precisa Mantovani volto ad offrire un panorama completo del continente africano e a proporre un’azione coordinata di accompagnamento all’internazionalizzazione delle imprese, alla quale Veronafiere farà seguire l’appoggio nelle manifestazioni rivolte al settore primario in Marocco, con la partecipazione a Mèdinit Agro dal 16 al 18 marzo, e in Etiopia dal 12 al 16 maggio, per Agrifex».

Saranno presenti tutti i più importanti brand delle meccanica agricola: New Holland Agriculture, Case IH, John Deere, Argo Tractors (Landini, McCormick, Valpadana), Agco Group (Fendt, Valtra, Massey Ferguson), Same-Deutz Fahr, Kubota, Claas, Jcb, Bcs, Antonio Carraro, Krone, Merlo, Manitou, Breviglieri, Caffini, Maschio Gaspardo, Berti e molti altri. Ha scelto Fieragricola per il debutto a fiere del settore in Italia il gruppo cinese Lovol Arbos. Fra le novità che i visitatori potranno trovare in fiera ci saranno gli strumenti per l’agricoltura di precisione (sistemi di guida, mappe di raccolta, software elettronici per l’informatizzazione dei dati), ma anche macchine e attrezzature per la semina su sodo e la minima lavorazione e i mezzi specializzati per vigneto e frutteto. E persino i droni, per i quali – come per trattori e attrezzature – è stata prevista un’area dinamica.

La zootecnia, forte di oltre 600 animali – grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Allevatori – ingrandisce il ring per le gare, con il 15° European Open Holstein Show dedicato alla razza Frisona e la 48ª Mostra nazionale della Bruna, ma anche per la didattica rivolta ai ragazzi degli istituti agrari. E fra le innovazioni del comparto, grande attenzione ai sistemi di mungitura automatica e di preparazione e distribuzione delle razioni alimentari per i bovini. Di estrema rilevanza per gli operatori, il Meeting Interbull, dedicato alla genomica delle razze bovine da latte. Sempre sul versante zootecnico ritorna l’elicicoltura, sulla spinta di una forte richiesta da parte degli allevatori. Spazio anche alle energie rinnovabili come elemento chiave per la multifunzione e l’incremento della redditività aziendale e alla gestione del verde e delle foreste, in un’ottica di maggiore attenzione all’ambiente e alla sostenibilità.

Fonte: Veronafiere

De Castro: con fine delle quote latte aumento volatilità prezzi. Cina chiama Italia: opportunità per export, mercato da esplorare.

latte_16492Che cosa succederà con la fine del regime delle quote latte, previsto per il 31 marzo 2015? «Aumenterà indubbiamente la volatilità dei prezzi, che già oggi mostra forti scosse: a Natale il latte spot era quotato 50 centesimi al litro, oggi siamo a 30 centesimi. Per questo l’Unione europea dovrà il prossimo settembre occuparsi di adottare un Pacchetto Latte bis, per gestire il futuro con minori incertezze». A dirlo è Paolo De Castro – presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e tra i candidati più autorevoli a ricoprire il ruolo di commissario Ue all’Agricoltura – intervenendo questa mattina al 4° Dairy Forum di Clal a Bardolino (Verona), evento dedicato alla filiera lattiero casearia, di cui Fieragricola (www.fieragricola.it) è partner.

Previsto un aumento di latte a livello globale. Dal palco del Dairy Forum, De Castro invita tutto il comparto lattiero caseario presente a compattarsi per formulare proposte concrete su come gestire la fase post-quote. Anche perché, se è vero che «la produzione dell’Unione europea prevista in aumento dello 0,8 per cento nei primi due anni dall’abolizione del regime contingentato – afferma De Castro – è anche vero che con lo scenario mondiale che si andrà a delineare non ci attendiamo un impatto negativo sui prezzi». Il portale Clal (www.clal.it), che offre una panoramica completa sui prezzi, i trend e gli scenari mondiali del comparto lattiero caseario, indica un aumento di latte a livello globale, con il colosso cinese proiettato in una corsa all’import in rapida accelerazione. La conferma arriva direttamente da uno dei più importanti player dell’ex Celeste Impero. «Le previsioni di crescita del mercato lattiero caseario sono del 10-12% nei prossimi 5 anni, con un aumento del 7% del latte liquido – specifica Liu Yan, vicepresidente delegata allo sviluppo strategico di Mengniu Dairy Group, realtà che ogni giorno consegna 10mila tonnellate di latte uht a 70 milioni di consumatori –. Oggi i consumi di latte sono stimati in 14 milioni di tonnellate, con una media pro-capite annuale di 29,4 chilogrammi consumo medio annuale».

Mercato cinese sempre difficile da conquistare. Se il mercato cinese rappresenta un’opportunità per i produttori di latte e formaggi anche europei e italiani, Liu Yan avverte che «lo scenario è complicato: i cinesi non amano l’odore del formaggio, conoscono molto bene la mozzarella e pensano che tutti i formaggi debbano essere bianchi e non gialli, apprezzano in modo particolare il gelato. Siamo comunque disponibili a collaborare con l’Italia e a trovare sinergie». Quello che appare assodato è che «la domanda mondiale di latte è in aumento in tutto il mondo, ma non in Europa: dovremo quindi esportare verso i Paesi emergenti. E le previsioni per l’Ue-28 di export di latte nel 2022 sono di una crescita di 22 punti percentuali», preconizza il professor Holger Thiele dell’Università do Kiel (Germania).

Lo scenario impone strumenti per contenere la volatilità, come potrebbero essere i futures. Strumenti presentati da Charles Piszczor del Chicago Mercantile Exchange (Cme) come «opportunità per ridurre la volatilità e assicurare il rischio delle eccessive oscillazioni di prezzo». Il Cme Group, che annualmente gestisce contratti per oltre 3 miliardi di dollari in settore dell’agricoltura, energia, metalli, ha da poco aperto una sede londinese, con l’obiettivo di spingere sullo strumento dei futures, anche nel comparto lattiero caseario. «I requisiti necessari sono la trasparenza dei mercati, che non vi siano regimi di monopolio o duopolio, che la burocrazia o i governi non esercitino pressioni – avverte Piszczor – e che, se parliamo di piccole e medie imprese di allevamento, che vengano sottoscritti contratti dai quali è facile entrare o uscire».

Assolatte: “Futures? Sì, ma con cautela”. Negli Stati Uniti funzionano, tanto che sono quasi 29mila i contratti futures aperti nel settore del «milk», in Italia gli operatori sono piuttosto timidi, forse anche perché il 55% della produzione di latte viene trasformata in formaggi Dop, che hanno una qualità molto elevata. «Approfondiremo il discorso – commenta Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte, l’associazione di categoria dell’industria di trasformazione del latte – ma se i futures sono uno strumento per assicurarsi contro il rischio di volatilità eccessiva dei prezzi, bisognerà valutare attentamente che non si trasformino in un doppione delle assicurazioni».

(Fonte: Veronafiere)

 

A Fieragricola 2014, Coldiretti arriva con “l’Arca di Noè per salvare la fattoria Italia”

Animali testimonial a Venezia per agricoltura socialePer salvare la fattoria italiana ritorna l’“Arca di Noe” con le piu’ rare e curiose razze di mucche, maiali, cavalli, asini, capre, pecore, conigli, oche e polli salvate dal rischio di estinzione da allevatori italiani, nell’ambito della piu’ grande “stalla” mai aperta al pubblico in città in Italia. L’iniziativa promossa dalla Coldiretti in collaborazione con l’Associazione italiana allevatori (AIA) con Italialleva offre forse l’ultima occasione per conoscere alcuni animali dal vivo con la straordinaria biodiversità presente in Italia e l’illustrazione delle specifiche caratteristiche dalle ore 9,30 del 6 febbraio alla Fieragricola di Verona nel Padiglione 9 ma anche con la presentazione del primo dossier sull’allarmante scomparsa degli animali nelle stalle italiane, che ha avuto una drammatica accelerazione nell’ultimo anno. Insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ci saranno gli studenti degli Istituti superiori di agraria che hanno registrato quest’anno il maggior incremento percentuale nelle iscrizioni.

Proprio alle opportunità di lavoro dei giovani è dedicato lo stand aperto dalla Coldiretti alla Fieragricola nel padiglione 2 con uno spazio dedicato alle idee proposte dalle nuove generazioni in agricoltura, dal vino di giuggiole dell’Odissea agli agrocosmetici alle stelle alpine, dai mobili rivestiti da fibra di fico d’India alle mozzarelle con latte di capra, dal ragu’ di trota al latte a lunga conservazione 100 per 100 italiano. Nei giorni della Fiera all’interno dello stand sono previste esposizioni ed analisi legate alla necessità di difendere e valorizzare il Made in Italy dal campo alla tavola ed anche “l’angolo” informativo per diventare agricoltori ed un fitto programma di workshop su come promuovere il vero made in Italy nel mondo (dalle 10 alle 11 del 7/1), sull’innovazione in agricoltura a servizio dell’ambiente (dalle 12 alle 13 del 7/1), sulle le start up (dalle 15 alle 17 del 7/1) e sul modello di vendita diretta di Campagna Amica (dalle 11 alle 13 del 8/1).

Il convegno. Nella giornata inaugurale di giovedi 6 febbraio alla Fieragricola nella sala Rossini – Galleria 6/7 è stato organizzato da Coldiretti Giovani Impresa l’incontro “Agricoltura…Tutto un altro sviluppo – dai territori un modello sostenibile per una nuova società” che inizia alle ore 11,00 con l’introduzione di Vittorio Sangiorgio (delegato nazionale Coldiretti Giovani Impresa) con gli interventi di Adam Arvidsson (Sociologo), Marco Marzano De Marinis (direttore esecutivo OMA) e Alex Giordano (co-fondatore Ninja Marketing).

(Fonte: Coldiretti)

Uomo e ambiente, a Fieragricola (Verona, 6-9 febbraio 2014) si parla anche di “Pet therapy” e sicurezza alimentare

Pet therapyAnche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sarà presente a Fieragricola, che si terrà a Verona dal 6 al 9 febbraio 2014, con una serie di iniziative che esplorano il complesso e articolato rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Venerdì 7 febbraio 2014 sono previsti due convegni e una tavola rotonda. In Sala Salieri, a partire dalle ore 9.00, si terrà il convegno “Il Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con gli animali (IAA) e le fattorie sociali: realtà e prospettive”. Il convegno intende promuovere il dialogo tra il Centro di referenza nazionale, i servizi educativi, i servizi socio-sanitari e l’agricoltura sociale, al fine di sostenere e sviluppare una rete di progettualità in grado di arricchirsi della sinergia degli attori coinvolti e delle specifiche competenze. In contemporanea, in Sala Respighi, alle ore 9.00 si terrà un workshop su “Commercio globale in agricoltura: quali rischi ed opportunità per la sicurezza alimentare” nel quale interverranno Romano Marabelli del Ministero della Salute, Antonia Ricci e Roberto Piro dell’IZSVe, Aldo Grasselli della Società italiana medicina veterinaria e  Valerio Giaccone dell’Università di Padova. Per i temi affrontati il convegno si rivolge a tutte quelle figure che a diverso titolo si occupano di sicurezza alimentare. Nel pomeriggio, verrà organizzata una tavola rotonda per gli addetti al settore sul tema “Impianti per la lavorazione, trasformazione e commercio dei prodotti agroalimentari e sicurezza alimentare”.

Per partecipare agli eventi contattare l’Ufficio relazioni esterne relazioniesterne@izsvenezie.it – 049 8084247-281. Per tutta la durata della Fiera sarà presente uno stand dell’IZSVe per la diffusione di informazioni in ambito di benessere e sanità animale.

(Fonte: IZSVe)

Drosophila suzukii su vite, se ne parla l’8 febbraio 2014 a Fieragricola (Verona, 6-9/2)

SuzukiiDrosophila suzukii è un problema reale in vigneto? Certamente la vite non è l’ospite preferito dell’insetto che, infatti, finora non ha determinato danni economici rilevanti. Tuttavia la preoccupazione tra i viticoltori è elevata e il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella in seno a Fieragricola 2014 ha voluto organizzare un convegno per fare il punto della situazione, che si terrà sabato 8 febbraio dalle ore 10:30 alle ore 13:30 presso il Centro Congressi Europa – Sala Salieri (piano -1).

La diffusione dell’insetto. Dopo i primi ritrovamenti ufficiali del 2009 in Trentino, Drosophila suzukii si è diffusa con estrema rapidità tanto sul territorio nazionale, arrivando a interessare a tutt’oggi ben 12 regioni, che in quello dell’Europa Centrale, dove è presente in 13 Paesi.  E’ estremamente polifaga: attacca i frutti prossimi alla maturazione di molte specie, quali piccoli frutti, ciliegio e altri fruttiferi, ma è stata segnalata anche su uva da vino in alcune realtà viticole italiane ed europee.  “Dalle prime esperienze – rassicura Luisa Mattedi della Fondazione E. Mach di San Michele all’Adige (Trento) – sembra comunque che l’uva non rappresenti il frutto preferito da questo moscerino e infatti non si assiste al disfacimento tipico dei frutti di altre colture anche se permane il rischio che i fori di ovodeposizione possano rappresentare delle vie indirette di penetrazione di marciumi, quali botrite e marciume acido”.

Il ciclo di sviluppo molto breve e non strettamente condizionato dalla temperatura fa sì che le numerose generazioni (fino a 13 all’anno) di Drosophila suzukii si sovrappongano determinando una capacità di crescita esponenziale. Il momento dell’attacco prossimo alla raccolta, inoltre, rende difficile la difesa. I qualificati relatori del convegno comporranno un quadro di insieme per capire quale è la reale pericolosità di Drosophila suzukii nei diversi ambienti in cui è stata monitorata. Partendo dalla sua biologia, verranno illustrate le conoscenze finora acquisite nelle esperienze condotte in Trentino, in Alto Adige, nel Veronese – e in particolare in Valpolicella –, in Svizzera e in Europa.

Le domande a cui dare risposte. Quali sono le trappole migliori per il monitoraggio? Su quali elementi si basa la suscettibilità varietale? Quale influenza sul comportamento dell’insetto hanno le condizioni ambientali e agronomiche? Esistono delle condizioni che inibiscono lo sviluppo delle uova dell’insetto nell’acino? E che ne impediscono il passaggio allo stadio di adulto? E nel caso particolare nella produzione di Amarone della Valpolicella in cui l’appassimento delle uve in fruttaio permette la chiusura del ciclo, da stadio preimmaginale ad adulto? Quali sono le possibili strategie di controllo? Per informazioni: info@consorziovalpolicella.it

Programma del convegno. Saluti.Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella. Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. Cenni su riconoscimento, biologia ed ecologia,  Alberto Grassi, Fondazione E. Mach, San Michele all’Adige (Trento). Pericolosità in vigneto: stato dell’arte, Luisa Mattedi, Fondazione E. Mach, San Michele all’Adige (Trento). Le esperienze in diversi territori, Trentino, dalla segnalazione del 2009 ad oggi, Luisa Mattedi, Fondazione E. Mach, San Michele all’Adige (Trento), Alto Adige, l’esperienza su Schiava, varietà sensibile, Florian Sinn, Beratungsring Südtirol. Attività di monitoraggio in vigneto e in fruttaio in Valpolicella Classica e Valpantena, Renzo Caobelli, Consorzio Tutela Vini Valpolicella. Indagini nei vigneti e nei fruttai del Veronese, Enrico Marchesini, Agrea – Centro Studi. L’importanza della Drosophila suzukii per la produzione viticola svizzera ed europea, Mauro Jermini, Agroscope Changins-Wädenswil, ACW Centro di ricerca Cadenazzo (CH). Discussione e conclusioni. Modera Clementina Palese, giornalista da L’Informatore Agrario.

(Fonte: Consorzio Tutela Vini Valpolicella)

Con lo speciale “Agricoltura 2030”, Fieragricola (6-9/2/14 Veronafiere) interroga gli esperti sull’agricoltura del futuro

agricolturaCome sarà l’agricoltura nel 2030? È la domanda che l’Ufficio stampa di Fieragricola (Veronafiere 6-9/2/14) ha rivolto a economisti, docenti universitari, riferimenti per gli scambi di prodotti agroalimentari, sindacati del mondo agricolo, rappresentanti di importanti filiere della meccanizzazione agricola e della zootecnia. Ecco un’anticipazione delle risposte, che saranno approfondite nel corso della fiera all’interno di un dossier che sarà pubblicato nel sito della manifestazione agricola.

Le risposte. Appare probabile, come scrive Dario Casati, economista agrario, già prorettore dell’Università di Milano, che «i mercati si amplieranno, la concorrenza si dovrà sviluppare liberamente, l’accessibilità alle scoperte scientifiche sarà alla base di una nuova (fase della) rivoluzione verde».  A determinare il futuro agricolo, è convinto Giorgio Amadei, presidente dell’Accademia nazionale di Agricoltura, saranno «tre famiglie di innovazioni», come «informatica, robotica e bio-tecnologie». Così l’agricoltura del 2030 potrà rispondere meglio alle esigenze demografiche del pianeta e assicurare forme di reddito agli imprenditori agricoli, questi ultimi finalmente collegati coi mercati. Mercati sempre più tecnologici, ipotizza Francesco Bettoni, presidente della Borsa Merci Telematica Italiana, grazie anche al sistema di commercializzazione che dai 6 milioni di euro di scambi del 2002 è arrivato a 733 milioni nel 2013. Nel 2030 chissà, difficile estrapolare volumi. Ma il percorso è stabilito, nei suoi tratti essenziali. «Si parla molto di digital divide; il divario, nel caso del nostro Paese – sostiene Bettoni – non è solo digitale, ma è prima di tutto culturale».  Sedici anni, per Gabriele Canali, docente di Economia agroalimentare all’Università Cattolica di Piacenza, «con l’accelerazione che la storia ha subito nell’ultimo secolo, e in particolare negli ultimi decenni, potrebbe portare a “un altro mondo”».  Canali individua alcune macro-tendenze, dalla «capacità di produrre in modo economicamente efficiente prodotti agricoli, di valorizzare la qualità, di offrire servizi di natura ambientale». Ben prima del 2030, è convinto l’economista dell’Università Cattolica, «la crescente competizione e la riduzione delle forme di sostegno spesso distorsive determineranno una forte selezione delle imprese e delle produzioni».

(Fonte: Veronafiere)