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6-7 giugno 2015, grande raduno a Chioggia (Ve) dei “nobili” della tavola veneti

Giuseppe Boscolo Palo con Radicchio ChioggiaI blasonati della tavola veneta si ritrovano alla corte del Principe Rosso, il Radicchio di Chioggia Igp, per un weekend all’insegna del gusto targato Veneto.

Le tipicità del Veneto. Assieme ai codinastici Radicchi di Treviso, Castelfranco e Verona Igp, ci saranno i polesani Insalata di Lusia Igp, Aglio Bianco Dop e Riso del Delta Igp, gli euganei Vini dei Colli Doc e Prosciutto Berico Dop. Dalla Marca trevigiana arrivano gli Asparagi Igp di Badoere e di Cimadolmo e i preziosi e rari Marroni Igp di Combai e di Monfenera; dal Vicentino le Ciliegie di Marostica Igp e dal Veronese l’Olio del Garda Dop, mentre dalle vallate bellunesi scendono i saporiti Fagioli di Lamon Igp. L’Associazione dei Produttori di latte del Veneto presenterà una rassegna dei formaggi regionali Dop: Asiago, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Taleggio. E se leggendo vi è già venuta l’acquolina in bocca, oltre poter degustare ed acquistare i prodotti di stagione (gli altri saranno rappresentati dalle loro insegne araldiche), durante tutto il periodo dell’evento verrà sfornato di continuo risotto al Radicchio di Chioggia Igp col Riso Carnaroli del Delta Igp.

Gemellaggio del gusto. «Questa rassegna “Il Principe Rosso incontra le tipicità del Veneto” in cui il prodotto Clodiense si presenta assieme alle nostrane delizie regionali – spiega Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP – nasce da una stretta collaborazione tra la Pro Loco di Chioggia ed il nostro Consorzio di Tutela, nell’ambito del progetto “Gusto Veneto” dell’ U.N.P.L.I., nel quale proporre il cibo come veicolo per la promozione del territorio in tutte le sue accezioni diventa una scelta strategica, che l’Expo sta rendendo universale. E questo evento per promuovere l’unico prodotto a marchio presente sul territorio Clodiense, che crea un “gemellaggio” del gusto affiancando nella promozione anche altri prodotti tipici a marchio della nostra Regione, si realizza anche grazie alla ritrovata unità d’intenti tra il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP e l’Amministrazione Comunale, la quale, attraverso i buoni uffici degli assessori Marco Dughiero all’Agricoltura e Luigi De Perini al Turismo, ha messo a disposizione il plateatico e le tipiche “casette” della Sagra del Pesce».

Orari della manifestazione. La manifestazione apre i battenti in Piazza Italia (che per l’occasione sarà pedonalizzata) nel centro balneare di Sottomarina a ridosso del lungomare Adriatico, direttrice spiaggia-centro storico Chioggia, oggi sabato 6 giugno dalle 18 alle 24, e prosegue domenica 7 dalle 10 alle 24.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Radicchio di Chioggia, insalata di Lusia, aglio del Polesine, cozza di Scardovari e riso del Delta, c’è una “Strada” nel futuro delle eccellenze Dop e Igt?

3-Radicchio e birra in Polesine.ridAnche il Radicchio di Chioggia IGP protagonista degli incontri con giornalisti di testate tedesche, austriache, olandesi, danesi, svizzere e russe, che sono stati per alcuni giorni ospiti in Polesine per conoscere la variegata offerta di turismo, produzioni agricole e gastronomia che si possono godere immersi nelle bellezze naturali del Delta del Po. Un’iniziativa, promossa e realizzata da ConSviPo (Consorzio Sviluppo del Polesine) dall’8 all’11 luglio 2014, che fa seguito ad un analogo educational-tour di fine maggio dedicato alla stampa nazionale.

Cinque eccellenze gastronomiche del Polesine. Quattro giorni di full-immersion tra workshop e visite guidate a ville, abbazie, santuari, attraverso percorsi rurali, ciclabili e fluviali, nella terra dei grandi fiumi, toccando con mano il territorio di produzione dei cinque prodotti a marchio DOP e IGP coltivati totalmente o in parte in Polesine: il Radicchio di Chioggia IGP, l’Insalata di Lusia IGP, l’Aglio Bianco Polesano DOP, la Cozza di Scardovari DOP e il Riso del Delta IGP. Prodotti tipici con una storia più che centenaria, che la delegazione straniera ha potuto così conoscere da vicino, apprezzandone le qualità organolettiche, e apprendendo caratteristiche e specificità dei terreni, delle acque e dei vari sistemi produttivi. Ai diversi workshop, nei quali i responsabili dei Consorzi di Tutela hanno spiegato il ruolo e le attività di ciascun organismo e risposto alle domande dei giornalisti, sono seguiti gustosi “incontri” con la cucina tipica di vari ristoranti che sapientemente hanno valorizzato le specificità territoriali.

Radicchio Igp-Presidente Boscolo

Giuseppe Boscolo Palo

Offerta territoriale strutturata. «Queste iniziative sono utilissime per la promozione dei nostri prodotti tipici e del territorio nel suo complesso – ha affermato Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP – e ringrazio pertanto il Consorzio Sviluppo del Polesine per l’opportunità che ci è stata data. L’interesse mostrato dai giornalisti, italiani e stranieri, dimostra che è necessario creare un’offerta territoriale strutturata, per far sì che il Radicchio di Chioggia IGP sia “vissuto” pienamente da tutte le componenti economiche dell’area geografica tutelata. Ritengo che la costituzione della Strada del Radicchio di Chioggia possa essere la risposta adeguata».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia IGP)

Il Radicchio di Chioggia Igp arriva nei supermercati della città lagunare

26314LIl Radicchio di Chioggia Igp è arrivato anche nei supermercati della città lagunare. Fisicamente, la strada che ha percorso è veramente poca: dagli orti litoranei tra il Brenta e l’Adige, al centro di confezionamento dei Fratelli Garbin in Valgrande a Sant’Anna-Cavanella, fino a Sottomarina in viale Venezia nel supermercato Sisa-Issimo, gestito dalla giovane coppia Fiammetta e Marco Tiozzo. Un autentico km zero, quindi, che è stato subito apprezzato anche dai numerosi turisti che hanno affollato la località balneare nel lungo ponte del 25 aprile.

In un anno, raddoppiata la quantità commercializzata. Più lungo e articolato, invece il cammino che il Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia ha dovuto percorrere per promuovere l’immagine e le qualità del prodotto dall’origine certificata col marchio europeo, partecipando ad alcune delle maggiori fiere nazionali ed internazionali di settore, dal Macfrut di Cesena, al Sol&Agrifood del Vinitaly a Verona, fino al Frut Logistica di Berlino. In questo affiancato anche dalla capillare promozione nelle grandi catene della GDO nazionale effettuata direttamente dai confezionatori associati al Consorzio. Azioni che in un anno hanno portato al raddoppio dei quantitativi commercializzati.

boscolo-giuseppe-tiozzo-marco-sisa-radicchio-chioggia-igp-csLa produzione. «Paradossalmente – spiega Giuseppe Boscolo Palo (a sx nella foto) presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – finora è stato più semplice comunicare l’Igp del radicchio come garanzia del legame col suo territorio d’origine ai consumatori del Nord Europa, dove “Chioggia” è spesso sinonimo di “Radicchio” nei menù dell’alta gastronomia. Speriamo che questo sia l’avvio per la diffusione su tutti i banchi dei negozi e su tutte le tavole dei ristoranti di Chioggia dell’autentico Radicchio Igp, di cui attualmente è in produzione la tipologia precoce, che si raccoglie da aprile fin verso l’estate esclusivamente negli orti litoranei di Chioggia e Rosolina; poi, da settembre fino ad inverno inoltrato, si raccoglie il radicchio tardivo, che viene prodotto nel territorio dei 10 comuni che vanno dalla Laguna di Venezia fino al Delta del Po: Chioggia, Cavarzere, Cona, Codevigo, Correzzola, Rosolina, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ariano Polesine».

28-29/9/13, Radicchio di Chioggia Igp: dopo Macfrut, in piazza a Padova per “l’abbraccio tra pane e pesce”

Bellò, Boscolo, Gianni, De Girolamo

da sx Bellò (Opo Veneto), Boscolo (Consorzio Radicchio Chioggia Igp), Gianni (assessore Agricoltura Provincia Venezia), De Girolamo (Ministro Agricoltura)

Quest’anno c’era anche il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Cesena, la più importante rassegna nazionale dell’intera filiera ortofrutticola,  quest’anno incentrata sul ruolo che l’ortofrutticoltura del bacino del Mediterraneo giocherà nello scenario internazionale nel prossimo futuro.

L’Italia è il primo produttore europeo di ortofrutta, un settore con un fatturato intorno ai 20 miliardi, che fa gustare il Made in Italy in tanti Paesi e che nel 2012 ha realizzato un attivo della bilancia commerciale di oltre 11 milioni di euro, con un export di quasi 40 milioni di euro. Il Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia era presente assieme ai Consorzi degli altri radicchi veneti e a quelli di alcuni dei più prestigiosi prodotti dell’agricoltura regionale col marchio europeo di origine protetta, in uno stand collettivo di circa 300 mq coordinato da Opo Veneto e dal Mercato di Lusia, che nel giorno di apertura è stato visitato dal ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, accompagnata anche dall’assessore all’agricoltura della Provincia di Venezia, Lucio Gianni, che ha patrocinato la partecipazione del Consorzio di Chioggia, contribuendo anche a finanziare parte del materiale promozionale.

Boscolo intervista TvRadicchio di Chioggia, in Veneto primo per superficie coltivata, quantità di produzione e presenza sul mercato. «In pochi mesi dall’insediamento del nuovo CdA, in aprile con la presenza a “Sol&Agrifood” del Vinitaly a Verona – dichiara Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia – ed oggi al Macfrut, con questa partnership siamo riusciti a portare a due tra le più importanti vetrine nazionali ed internazionali il nostro Radicchio, che in Veneto è primo per superficie coltivata, quantità di produzione e presenza sul mercato. In tutte le occasioni abbiamo riscontrato un notevole apprezzamento per il nostro pregiato ortaggio e un grande interesse per quanto offre complessivamente la sua area di produzione, con Chioggia in particolare, il tutto rappresentato nel materiale informativo distribuito, che è imperniato sulla strategia “il prodotto promuove il territorio”. “Chiusi i battenti del Macfrut – ha proseguito Boscolo – col nostro radicchio e altri ortaggi locali di stagione subito dopo saremo a Padova in Prato della Valle già questo sabato e domenica nella Manifestazione “Abbraccio tra pane e pesce” con i Fasolari e i Panificatori chioggiotti».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

Bando Chioggia Ortomercato del Veneto per piattaforma logistica prodotti ortofrutticoli

Chioggia Ortomercato del Veneto

Chiusa a giugno con discreti risultati la campagna primaverile del radicchio precoce (6.200 tonnellate di prodotto conferito, circa il 5% in più rispetto al 2009), Chioggia Ortomercato del Veneto non va in vacanza, ma dà avvio ai progetti per il futuro. «Abbiamo cominciato a sfogliare le prime pagine del nostro “libro dei sogni” – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – dando pubblica evidenza ad un bando per la concessione di un’area coperta di oltre 1.200 metri quadrati all’interno del nostro ortomercato da adibire a piattaforma logistica per prodotti ortofrutticoli.

Domande entro il 28 agosto 2010. Le manifestazioni di interesse delle ditte operanti nel settore della logistica o del trasporto merci su strada, con particolare riferimento ai prodotti ortofrutticoli, devono essere presentate a Chioggia Ortomercato del Veneto entro il 28 agosto 2010 secondo le modalità specificate nell’avviso pubblico esposto all’Albo Pretorio del Comune di Chioggia e pubblicato nel sito www.chioggia.org. Il bando è disponibile anche presso la direzione del mercato orticolo (tel. 041.5543430).

Prossimo obiettivo, un impianto fotovoltaico. «Con questo primo passo verso l’apertura alle imprese che vogliono investire e sviluppare in quest’area le loro attività – chiosa Boscolo – abbiamo lanciato un sasso nello stagno dei progetti per il rilancio della struttura. Ora aspettiamo si generi l’onda d’interesse anche per le altre idee che abbiamo nel cassetto, soprattutto per l’impianto fotovoltaico sopra le coperture della centrale, che una volta realizzato, potrà fornire energia elettrica pulita alle attività imprenditoriali sottostanti e sarà il più grande del nostro territorio».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

Il mercato orticolo di Chioggia pensa in grande

Chioggia Ortomercato del Veneto

Giro di boa per il radicchio rosso precoce primaverile di Chioggia. Iniziata il 7 aprile, la stagione dei conferimenti dovrebbe concludersi dopo la metà di giugno. E al mercato orticolo di Brondolo si fanno le prime valutazioni. Il prezzo spuntato dalle prime partite (2,32 euro al chilo) non è stato mai più raggiunto e le quotazioni sono progressivamente scese all’aumentare dei conferimenti giornalieri. Il mese di aprile può comunque vantare una quotazione media di poco superiore a 1,40 euro al chilo.

Meglio del 2007-2008, ma peggio del 2009. Pur non essendosi ripetuta l’ottima performance dello stesso mese del 2009 (2,20 euro/kg di media), è andata comunque meglio del precedente biennio 2007-2008, quando le medie dello stesso periodo si sono attestate molto in basso, tra i 24 e i 37 centesimi. Per quanto riguarda i quantitativi, a fine aprile mancavano all’appello circa mille quintali rispetto allo scorso anno, quando i conferimenti del mese avevano di poco superato i 23mila quintali. Alla fine della seconda settimana di maggio però, nonostante il perdurare di un andamento climatico tipicamente marzolino, il gap è stato ampiamente superato, mentre i prezzi tengono ancora e sono attestati alcuni centesimi sotto l’euro.

I progetti per il futuro. Per Chioggia Ortomercato del Veneto, la società che da poco più di due mesi ha avuto in gestione il mercato, questo è anche tempo di mettere in campo i progetti per il futuro. «L’attenzione principale in questa prima fase è necessariamente rivolta all’impresa agricola – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – alla quale ci proponiamo di offrire una serie di servizi: dalla informatizzazione all’approvvigionamento dei mezzi tecnici per la produzione, dalla nuova asta ad orologio al laboratorio di analisi, dalla piattaforma logistica alla frigoconservazione. Serve inoltre la formazione degli operatori e l’anagrafe delle aziende. Il passo successivo sarà un patto di valorizzazione territoriale tra produzione e commercializzazione per attuare iniziative promozionali, fino alla creazione di un polo agroalimentare al servizio della città».

Dal polo agroalimentare all’energia fotovoltaica. «Siamo pronti ad accogliere investitori privati che vogliano sviluppare in quest’area le loro attività – prosegue Boscolo – ed alcune richieste ci sono già pervenute, come l’insediamento di una piattaforma logistica per prodotti ortofrutticoli, ma anche in settori completamente nuovi, come quello di una ditta del settore ittico o quello di un paio di ditte della logistica alimentare. Stiamo anche valutando diverse ipotesi per installare sopra le coperture della centrale un impianto fotovoltaico, per coprire il fabbisogno energetico delle diverse attività che si andranno insediando, senza alcuna emissione di sostanze inquinanti: ricavando l’energia elettrica dall’irraggiamento solare, ogni anno risparmieremmo oltre 400 tonnellate di olio combustibile ed eviteremmo di immettere in atmosfera circa 1.300 tonnellate di anidride carbonica. Il nostro “libro dei sogni” – conclude il presidente – sarà presto tradotto in un masterplan e in un piano finanziario triennale che interesserà tutti gli 8 ettari di competenza del mercato, la cui redazione sarà affidata ad un professionista attraverso un bando di evidenza pubblica».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

E’ arrivato il radicchio nuovo al Mercato orticolo di Chioggia

Radicchio Chioggia Ortomercato del Veneto

Al Mercato orticolo di Chioggia è iniziata la nuova stagione del radicchio rosso precoce primaverile. Le prime due partite, solo 14 quintali conferiti mercoledì, sono state quotate 1,92 euro al chilo. Un dato che ha incoraggiato gli ortolani a raccogliere. Infatti, il giorno successivo ne sono arrivati più del doppio, subito venduti nella caratteristica asta all’orecchio a 2,32 euro, confermando così la buona partenza di questa annata.

Il vero boom dei conferimenti è atteso comunque per la settimana prossima, quando si supereranno i 500 quintali giornalieri, per stabilizzarsi attorno ai 1500. Il prezzo spuntato alle prime aste ha per gli operatori un grande valore scaramantico, una sorta di viatico per tutta la successiva campagna del mese di aprile, decisiva per il reddito di un’intera annata delle aziende orticole locali con circa 50 quintali venduti attorno a 2,70 euro e la media del mese si è attestata poco sopra i due euro, mentre nel 2008 il primo radicchio, conferito il 4 aprile, fu quotato poco più di 80 centesimi e la media del mese non raggiunse i quaranta centesimi.

Giuseppe Boscolo Palo, Presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Radicchio primaverile: costi di produzione più elevati rispetto a quello autunno-invernale. «Speriamo che si confermi il buon andamento dell’aprile dello scorso anno – afferma Giuseppe Boscolo Palo, presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto e produttore anch’egli – ma va precisato che il radicchio precoce ha costi di produzione più elevati. Alle voci di spesa che gravano su quello autunno-invernale, infatti, per il radicchio primaverile vanno aggiunti i costi di produzione in serra delle piantine da trapianto, di disinfezione del terreno, di acquisto del concime naturale, dei teli di polietilene per le coperture di archi, archetti e per le pacciamature a terra. Complessivamente siamo attorno ai 70-80 centesimi al chilo. Una volta portata la merce al mercato – aggiunge Boscolo – c’è una percentuale da versare al commissionario cui si affida il prodotto per l’asta.

Prevista una produzione di ottima qualità. Per le aziende iscritte al Consorzio del Radicchio di Chioggia Igp, ci sono ulteriori costi legati all’applicazione del disciplinare di produzione, alla certificazione e all’utilizzo del packaging dell’Igp. Nella forbice tra tutto questo e il prezzo di vendita ci stanno gli ammortamenti di mezzi e attrezzature, il rischio d’impresa (di fatto, le calamità naturali e le perdite per le vendite sottocosto di altri periodi dell’anno) e, finalmente, la remunerazione del nostro lavoro». «La produzione si presenta di ottima qualità – annuncia Pietro Cigna, un’esperienza

Pietro Cigna, Direttore Chioggia Ortomercato del Veneto

trentennale nella direzione del mercato, con l’Apos prima, il Cogemo poi, e ora nella nuova società di gestione – con buona pezzatura, colore vivace e foglia croccante. Le temperature sotto la media del periodo hanno ritardato di qualche giorno la maturazione del radicchio precoce, ma ne hanno favorito colorazione e consistenza».

Ma come si riconosce il vero radicchio nuovo da quello invernale ancora conservato nei frigoriferi? «Intanto c’è da dire che il prodotto deve provenire esclusivamente dagli orti litoranei di Sottomarina e Rosolina – spiega Giuseppe Palo -, e di questa origine, di cui da anni andiamo chiedendo la esplicita specificazione in etichetta,  è il passaggio nel nostro mercato che fa da garanzia rispetto alle importazioni da aree del sud del mondo, come Cile o Egitto. Il cespo del radicchio precoce di Chioggia è più leggero dell’invernale frigoconservato, la foglia leggermente più sottile e l’attacco del fittone (la radice) ha un diametro inferiore, attorno ai 2 centimetri».

(Fonte: Chioggia Ortomercato del Veneto)

Nasce Chioggia Ortomercato del Veneto. E punta subito su più servizi, sicurezza alimentare, qualità dei prodotti, valorizzazione della tipicità regionale

sindaco di Chioggia (a sx) Romano Tiozzo e presidente Chioggia ortomercato del Veneto, Giuseppe Boscolo

«Non solo mercato alla produzione, ma anche punto di incontro tra consumatore e impresa agricola, una sorta di grande Farmer’s Market, che accorci la filiera e stimoli la diversificazione produttiva. E poi l’organizzazione di nuovi spazi per la logistica e la movimentazione delle merci, la messa in campo di incisive azioni di promozione del prodotto per l’ampliamento della rete commerciale, anche attraverso il collegamento con altri mercati, come quelli di Padova, Verona e Rovigo; infine favorire iniziative per la trasformazione del prodotto organizzata direttamente da parte del produttore». Queste le principali linee di sviluppo della rinnovata Centrale orticola, illustrate alla stampa mercoledì 27 gennaio dal sindaco di Chioggia, Romano Tiozzo.

Necessità di innovare per il rilancio del comparto orticolo clodiense. L’incontro con gli organi d’informazione, organizzato per presentare l’andamento delle produzioni conferite alla Centrale orticola di Brondolo nel 2009, è stato anche l’occasione per delineare i progetti di rilancio del comparto orticolo clodiense e di sviluppo della struttura rinnovata dopo circa due anni di lavori. «Accanto alla indispensabile ristrutturazione del mercato ortofrutticolo – ha detto il sindaco – siamo arrivati, se pur dopo lunga gestazione, ad una soluzione vera per la gestione dello sviluppo strategico del settore, attraverso la costituzione di una società mista pubblico privata, Chioggia Ortomercato del Veneto. Con questi nuovi strumenti e perseguendo le linee di sviluppo indicate, il Mercato orticolo di Chioggia può diventare sempre più polo d’attrazione per il produttore, vero soggetto debole della filiera».

Radicchio conferito in Centrale

Il vero problema: la fuga del prodotto. Nel 2009 in Centrale orticola sono stati conferiti circa 130mila quintali di prodotto, con un fatturato di poco più di 11 milioni di euro. Il radicchio di Chioggia, che ha rappresentato quasi l’85% delle produzioni conferite, ha registrato quotazioni con valori medi mensili compresi tra 2,20 e 0,51 euro/kg per la varietà primaverile (aprile-giugno) e tra 0,20 e 0,40 euro/kg per la varietà autunnale (settembre-dicembre), con una media annua ponderata di 0,88 euro/kg, più del doppio rispetto al 2008, a fronte però di un calo dell’8,6% delle produzioni. «Sono valori complessivamente buoni – ha detto Giuseppe Boscolo Palo, neopresidente della società di gestione Chioggia Ortomercato del Veneto, illustrando l’andamento dell’attività 2009 in Centrale i orticola – specie se confrontati con gli scarsi 6 milioni di euro del fatturato 2008. In ogni caso la redditività per gli ortolani rimane molto bassa, inoltre va segnalato che in dieci anni le produzioni conferite si sono più che dimezzate. Il vero problema è infatti la fuga del prodotto: in un decennio abbiamo perso più del 50% degli ortaggi e quanto viene conferito oggi in mercato è solo il 30% della produzione totale, cioè della effettiva capacità produttiva di Chioggia. Questa azione di rilancio del mercato – ha proseguito Boscolo – passa attraverso maggiori servizi e attraverso la sicurezza alimentare, la qualità dei prodotti, la valorizzazione della tipicità regionale».

Mercato all'orecchio in Centrale

Addio asta all’orecchio, meglio asta a orologio. Secondo il presidente Chioggia ortomercato del Veneto, le linee direttrici da perseguire per raggiungere questi obiettivi sono: impegnare nella programmazione le organizzazioni dei produttori, oggi finalmente parte attiva nella gestione (uno dei primi esempi in Italia); collegare questo mercato in rete con altre realtà specifiche, in primis il mercato di Padova; lavorare per la tracciabilità del prodotto in modo da rendere riconoscibile le produzioni locali da quelle importate e poi spacciate per nostrane; rendere trasparente la contrattazione, abbandonando la sia pur caratteristica asta a orecchio a favore di quella a orologio; completare la ristrutturazione del mercato e concentrarsi su nuovi progetti mirati per dotare di servizi la struttura.
Chioggia ortomercato del Veneto, che subentra nella gestione del Mercato orticolo al CoGeMo, è una società mista pubblico-privati nella quale SST (la Società Servizi Territoriali alla quale l’Amministrazione comunale ha conferito la proprietà della struttura acquisita da Veneto Agricoltura) detiene l’84% delle quote, il restante 16% è delle organizzazioni dei produttori: CAPO, COS, SICO e OPO Veneto. Anche il Consorzio di tutela del radicchio di Chioggia IGP, ha assicurato il presidente di SST, Gianni Boscolo Bocca, avrà la propria sede presso la Centrale orticola.

Ortaggi vari in Centrale

Dati 2009 prodotti agricoli conferiti alla Centrale Orticola di Brondolo. In tutto il Veneto i radicchi, in controtendenza con le altre orticole, sono cresciuti in produzione (+4%) e,soprattutto, in valore: +32%. Il radicchio di Chioggia primaverile, a causa della scarsità di prodotto presente sui mercati, ha registrato inizialmente prezzi notevolmente superiori rispetto all’annata precedente ed una successiva flessione delle quotazioni, scese anche a livelli inferiori a quelli dei mesi corrispondenti del 2008, con valori compresi tra 0,46 e 0,86 a seconda della piazza di contrattazione. Andamento simile anche per il radicchio autunnale, con quotazioni in progressivo calo, ma comunque su valori superiori a quelli del 2008. Sui principali mercati veneti la media annua è stata nel complesso di 0,60 euro/kg (+43%).
Lo scorso anno in Centrale orticola di Brondolo a Chioggia sono stati conferiti circa 130mila quintali di prodotto, con un fatturato di poco più di 11 milioni di euro. Il radicchio tipo lungo (16.215 quintali, pari al 12% del totale conferito nel 2009), ha registrato una media annua di 0,74 euro/kg a fronte di un calo di 2,5 punti percentuali rispetto al 2008.

Cipolla bianca, protagonista del saòr con sardine

Conferimenti più che dimezzati perché i prodotti sono venduti sul campo o dati ai centri di lavorazione. Il restante 3% è rappresentato dalla cipolla bianca (ideale componente del classico saòr con le sardine), che con i suoi 1.690 quintali a 0,39 euro/kg di media è cresciuta del 35% circa in peso e del 70% circa in valore; dalle patate (1.440 quintali a 0,16 euro/kg di media), che hanno perso più del 50% della produzione a prezzi medi pressoché invariati; e dalle erbette rosse (1.108 quintali a 0,38 euro/kg di media), calate del 5% in produzione e del 17% in valore.
Uno sguardo panoramico sull’andamento dei conferimenti in Centrale orticola nell’ultimo decennio permette di notare che questi si sono complessivamente più che dimezzati rispetto agli ultimi dati precedenti il 2000. In dettaglio, il radicchio tondo si è ridotto del 54,88%, quello lungo del 27%, la cipolla bianca dell’89,57%, le patate dell’80,61%, infine le erbette del 63,12%. Una perdita progressiva di conferimenti, che non sono dovuti però ad una diminuzione delle produzioni. Queste infatti, come già successo da tempo per le carote, vengono in parte, fino ad ora sempre più crescente, direttamente vendute sul campo a commercianti o conferite a centri di lavorazione.

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)