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Stasera, dopo l’evento che fa incontrare alcune delle realtà più innovative nel mondo dell’agricoltura, i giornalisti Argav incontrano in Avepa a Padova l’assessore regionale all’Agricoltura Pan

Verso le 19 di stasera, mercoledì 30 gennaio, i giornalisti Argav incontreranno l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan nella sede di Avepa a Padova per un momento di confronto e scambio di idee utile anche in vista del disegno delle prossime linee strategiche del futuro sviluppo rurale del Veneto.

I tanti volti dell’agricoltura s’incontrano. Pan sarà ad Avepa già a partire dalle 18, in occasione dell’incontro aperto al pubblico “Il settore agricolo e l’innovazione dell’eccellenza Made in Italy” organizzato da Regione Veneto e Avepa in collaborazione con Smau. Si tratta di un tavolo di lavoro che riunirà i tanti volti dell’agricoltura 4.0 provenienti dal mondo della ricerca, dell’innovazione e dell’imprenditoria del Veneto per confrontarsi sulle più attuali tecnologie a disposizione del settore, sui progetti in corso e sugli incentivi, i bandi e le opportunità che la Regione del Veneto offre facendo leva sull’innovazione, come ad esempio il bando che stanzia 9.234.550 euro per contribuire agli investimenti di produttori vitivinicoli e di imprese di trasformazione e commercializzazione dei vini, nell’ambito del programma nazionale di sostegno al settore.

I partecipanti. All’incontro saranno presenti il vicepresidente regionale Gianluca Forcolin e l’assessore Pan per raccogliere le istanze e le suggestioni provenienti dalle diverse realtà coinvolte e dal pubblico partecipante, approfondendo con loro le diverse opportunità che offre la Regione del Veneto alle imprese del settore e non solo. L’evento si configura quindi come un momento in cui aziende agricole, startup, imprese digital e attori dell’ecosistema che operano nello specifico settore condividono spunti, idee e progetti che hanno come obiettivo quello di innovare prodotti e processi e, al contempo, mantenere forte il valore della tradizione del nostro “Made in Italy”. Tra i partecipanti al tavolo di lavoro, vi sarà Avepa, con un intervento del dirigente Area tecnica pagamenti diretti Gianluca Bevilacqua, l’Università degli Studi di Padova, rappresentata dal prof. Luigi Sartori, del dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali, Confagricoltura Anga, rappresentata da Chiara Sattin, presidente Anga Padova – Confagricoltura. Vi saranno anche soggetti abilitatori, che hanno il compito di far crescere e preparare le startup al mercato e di farle incontrare con il mondo delle imprese, come Paradigma e Start Cube, l’incubatore universitario di Padova.

Le startup presenti. Tra queste, Agriopendata by EZ Lab, startup che opera nel campo delle soluzioni informatiche avanzate per il Semantic Web e Open Data in ambiente Cloud, Archetipo, startup padovana specializzata nello sviluppo e nell’applicazione di servizi mediante l’uso professionale di droni. Biofarm, la startup che permette di adottare un albero e riceverne i frutti a casa, Cardtech, centro di addestramento padovano per la guida di droni, Melovita, startup con l’obbiettivo di facilitare il consumo del melograno attraverso lo sviluppo di prodotti dedicati e valorizzare i suoi molteplici benefici nutrizionali e che conta circa dieci ettari piantati tra le province di Padova e Vicenza. Tra i fornitori di innovazione sarà presente Datalab, azienda di Noventana (PD), Gold Partner SAP Business One, con oltre 25 anni di esperienza a supporto dei processi di trasformazione digitale nel mondo delle PMI Italiane e estere.

Tra le aziende agricole che hanno scelto di far parte del tavolo di lavoro per condividere i propri progetti di innovazione,figura la già premiata Barduca Bio, azienda che punta all’economia circolare per arrivare a zero sprechi e zero emissioni, il cui progetto ha ricevuto il Premio Innovazione Smau, Allevamento Veneto Ovini, vincitore del Premio Innovazione Smau 2018, per l’approccio innovativo al mercato: l’azienda realizza salumi con la carne ovini andando a soddisfare le esigenze religiose, culturali e nutrizionali della popolazione sempre più cosmopolita. Ci saranno poi Caffini, azienda che produce e commercializza atomizzatori, polverizzatori e nebulizzatori, l’azienda agricola e vinicola Cecchetto, produttrice, tra gli altri del vino Raboso del Piave, l’azienda vitivinicola Monte Fasolo, l’azienda agricola Nonno Andrea, Lattebusche, l’azienda lattiero-casearia della Vallata Feltrina, la società Cooperativa Agricola Consortile Collis, l’azienda agricola produttrice di vini del territorio Cà Rugate e gli studi che offrono supporto e consulenza alle imprese, tra cui lo Studio Tecnico Benincà e 3A.Il programma completo dell’evento è disponibile al link: bit.ly/TavoloAgricoltura

Fonte: Servizio stampa Smau

 

Risorsa idrica in Veneto, gli obiettivi raggiunti e quelli futuri di Anbi Veneto e Regione

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Zootecnia, la Regione Veneto ha in progetto un impianto innovativo in grado di dar reddito al settore, in grossa sofferenza. E ai giovani agricoltori, finanziamenti a fondo perduto per le start-up.

Pan e dirigenti settore agricoltura Regione Veneto

Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura regione Veneto

(di Marina Meneguzzi)  “Se da qui a fine gennaio non dovesse piovere, sarà necessario attivare una procedura di emergenza per affrontare la siccità, che sta mettendo in difficoltà non solo il settore agricolo ma anche quello civile, specie in alcune zone montane”. A dirlo è stato l’assessore regionale all’Agricoltura, caccia, pesca e bonifiche Giuseppe Pan, che ieri a Legnaro (Pd), nelle sale della Corte Benedettina, ha incontrato i giornalisti ARGAV prima del tradizionale appuntamento di presentazione dei primi dati sul settore agroalimentare veneto 2015, forniti da Veneto Agricoltura. 

Irrigazione di precisione e filiere del latte. Pan ha ricordato come nel 2015 si sia registrato un 20 per cento in meno di precipitazioni in Veneto. “I laghi montani sono pressochè a secco, li ho visitati nei giorni scorsi, e questo è problema, perché è l’Alto Veneto a fornire acqua al resto della regione. Tutti speriamo in una Primavera meno siccitosa, in ogni caso sarà bene incentivare sempre più l’irrigazione di precisione, anche se poi, recenti studi hanno dimostrato come il sistema tradizionale vada a ricaricare le falde irrigue“, ha aggiunto l’assessore. Che, tra gli argomenti affrontati, ha anticipato la realizzazione di un progetto innovativo destinato a soccorrere il settore zootecnico, in profonda crisi (nei paragrafi successivi trovate tutti i dati forniti da Veneto Agricoltura), vale a dire la realizzazione di un impianto per il trattamento del siero, refluo generato dalla lavorazione del formaggio. “Il progetto è destinato a coinvolgere le latterie del Veneto, e comporterà un investimento di 30/40 milioni di euro, presto lo presenteremo al Ministero dell’Agricoltura, siamo molto fiduciosi nell’aver trovato una fonte di reddito alternativa che vada a contrastare la continua diminuzione del prezzo del latte”, ha riferito Pan.

Ai giovani agricoltori, un aiuto a fondo perduto di 40 mila euro. Ma ecco i dati presentati poi nel dettaglio da Alessandro Censori e qui riassunti da Pan. “Quella del 2015 è stata un’annata agricola di alti e bassi, con alcuni settori in piena salute (vino su tutti) e altri in sofferenza (latte e carne), e che ha visto da una parte diminuire il numero delle aziende attive ma dall’altra aumentare il numero degli addetti, in particolare di quelli dipendenti.  Il settore primario – ha sottolineato Pan – vale ben 5,7 miliardi di euro e si presenta in costante trasformazione, grazie anche al concreto supporto fornito dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) regionale. Basta ricordare che saranno 1,2 i miliardi messi a disposizione dal PSR 2014-2020. Un supporto finanziario strategico, che offre importanti opportunità di rinnovamento alle aziende agricole e di ricambio generazionale attraverso l’aiuto al primo insediamento dei giovani (dai 18 ai 40 anni), che ora possono contare anche su finanziamenti a fondo perduto (ben 40.000 € su presentazione di business plan la cui validità sarà verificata da Avepa) e/o a tassi agevolati, in accordo con la Banca Europea per gli Investimenti. Senza tralasciare il supporto al sistema di qualità dei nostri prodotti, all’ambiente, alla diversificazione delle attività agricole, ecc.”.

Nel dettaglio. Il dato più importante riguarda il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta, che nel 2015 è da stimarsi in 5,7 miliardi di euro, sostanzialmente in linea (-1%) rispetto all’anno precedente; un risultato sul quale hanno inciso, negativamente, il calo di produzione (causa meteo) e di prezzo (mercati) delle principali colture erbacee, assieme alla flessione del settore zootecnico, dovuta in particolare al ribasso delle quotazioni del latte; ottima la performance dei prodotti vitivinicoli, con incremento di produzione e prezzo. Prosegue il calo del numero di imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio del Veneto, sceso nei primi nove mesi del 2015 a 65.192 unità, -1,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il numero di imprese dell’industria alimentare è invece salito a 3.714 unità attive (+1,4%). Lieve aumento per gli occupati in agricoltura, che nei primi tre trimestri del 2015 si attestano su una media di 61.224 unità (+2%), come risultante del calo dei lavoratori indipendenti (-9,5%) e la notevole crescita di quelli dipendenti (+23%).

Bene il commercio con l’estero: il deficit della bilancia commerciale veneta dei prodotti agroalimentari relativa al terzo trimestre 2015 risulta dimezzato (-52,5%) rispetto allo stesso periodo del 2014, scendendo a circa 400 milioni/euro a causa del lieve incremento delle importazioni, che si attestano sui 4,7 miliardi di euro (+1%), e della notevole crescita delle esportazioni (+12,8%), salite a 4,3 miliardi/euro, un livello record mai raggiunto nel periodo gennaio-settembre.

I risultati delle varie colture agricole. Le alte temperature e la scarsa piovosità del periodo estivo 2015 hanno penalizzato soprattutto mais e soia, le principali colture del Veneto per estensione (rispettivamente 209.000 e 134.000 ettari), che hanno subìto diminuzioni di resa intorno al -20% e conseguente flessione produttiva; non dissimile il calo di resa della barbabietola da zucchero. L’annata è stata invece moderatamente favorevole per riso, tabacco e per i cereali autunno-vernini come frumento tenero, frumento duro (che ha triplicato la superficie coltivata) e orzo. Ma la globalizzazione delle commodity ha causato una certa pesantezza dei mercati anche dove si è verificata una contrazione produttiva, con quotazioni mediamente di segno negativo. Le colture orticole hanno fornito risultati diversi a seconda della stagionalità: si è osservato un aumento di resa per patata (+10%) e radicchio (+21%), e un calo per lattuga (-19%) e fragola (-1%). La superficie complessivamente investita a patate e ortaggi è aumentata del 2,5% rispetto al 2014, quale risultante dell’aumento delle coltivazioni in piena aria (+4%) e in serra (+7%) e del contestuale calo delle piante da tubero (-12%).

La frutticoltura, in particolare quella estiva, sembra non essere ancora uscita dalla crisi che ha contraddistinto le ultime annate e che ha causato un significativo ridimensionamento di tali colture. Rispetto al 2014 la produzione è risultata in lieve crescita per actinidia (+4%), pero (+2%) e melo (+1,4%), in calo pesco (-3,6%) e ciliegio (-27%). Ancora note dolenti dal punto di vista commerciale (prezzi) per le pesche (-38%) e le mele (-15%). Da segnalare il ritorno a livelli normali della produzione olivicola (+37,5%) dopo il disastroso raccolto 2014.

La vitivinicoltura ha beneficiato di una vendemmia molto positiva sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Rispetto all’anno precedente, infatti, la produzione di uva è stimata in aumento di circa il +20%, mentre quella di vino dovrebbe raggiungere i 9,7 milioni di ettolitri (+18%). Anche i prezzi di uve e vini risultano generalmente in aumento, sospinti dall’andamento crescente delle esportazioni (+10,3% in valore nei primi 9 mesi del 2015).

In difficoltà il settore zootecnico. Il prezzo del latte è calato su base annua di oltre il -10%, mentre la produzione è risultata sostanzialmente stabile. La carne bovina ha subìto la pesantezza dei mercati al consumo, registrando quotazioni in leggero ribasso e un’analoga contrazione produttiva. Il comparto suinicolo ha dimostrato un incremento della produzione (+10%) al quale è corrisposto un calo dei prezzi del -7% e il medesimo andamento, ma in misura meno accentuata, è stato osservato per la carne avicola. Tuttavia, la riduzione dei costi per l’acquisto di mangimi e prodotti energetici ha parzialmente preservato la redditività degli allevamenti da carne. Pesca: ancora in calo la flotta peschereccia veneta (-5,4%), ma i quantitativi prodotti nei primi 6 mesi 2015 dalla pesca marittima sono in aumento del +13%.

 

Agroalimentare veneto, report 2014 molto altalenante

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl comparto agroalimentare veneto vede alternare grandi soddisfazioni e forti preoccupazioni. E così si presenta anche il 2014.  Bene la produzione (+2,7% rispetto al 2013), favorita da un andamento climatico complessivamente favorevole; meno si può dire per i prezzi, generalmente in calo (-6,1%), che sempre più soffrono il fenomeno dell’internazionalizzazione dei mercati,  non controllabile a livello locale. Ciononostante, la produzione agricola regionale ha raggiunto lo scorso anno l’importante valore di 5,7 miliardi di euro, comunque in calo del 3,6% rispetto al 2013. In contrazione anche la redditività delle imprese agricole. Sono questi, in sintesi, i macrodati che emergono dal “Rapporto 2014 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”, presentato ieri a Legnaro (Pd) da Veneto Agricoltura.

Luci ed ombre. Giuseppe Nezzo, Commissario Liquidatore dell’Azienda regionale, nell’inquadrare il Report, strumento oramai di riferimento per il mondo agricolo veneto, ha messo in evidenza “quanto siano importanti per le risultanze economiche del comparto, i fattori climatici e della globalizzazione dei mercati. Anche l’annata agricola 2014 ha dovuto sottostare a questi due fattori”. Il neo assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, ha rafforzato il concetto ricordando come “il Report 2014 sulla congiuntura evidenzi la presenza di settori in difficoltà, per via degli alti costi di produzione e dei bassi prezzi spuntati dagli agricoltori, e altri in forte crescita (vino su tutti). Per affrontare le difficoltà che sta vivendo il comparto, dopo l’estate arriveranno i primi bandi del nuovo PSR 2020, che in particolare punterà sui giovani agricoltori”. L’Assessore ha anche voluto esprimere la sua contrarietà alla produzione di formaggio con il latte in polvere.

Nel dettaglioAlessandro Censori, a capo del Settore Economia e Mercati di Veneto Agricoltura, ha ricordato che se da una parte la fresca e piovosa estate scorsa ha penalizzato alcune colture, in particolare la vite, dall’altra ha favorito la produzione di mais (+35%, ma prezzi giù, -16%), soia (+45% di superficie coltivata, -13% prezzi medi), molto bene le barbabietole da zucchero (+48% superficie coltivata, raccolto raddoppiato, resa +40) e di diverse colture ortofrutticole (patate +49%, lattuga +13%, mele +15%, pere +5%, ecc.). Si è detto della difficile passata stagione vitivinicola, caratterizzata da un andamento climatico estivo particolarmente umido e piovoso che ha consentito una raccolta di uva pari a circa 10,4 milioni di quintali (-11% rispetto al 2013). Di conseguenza, la produzione di vino é scesa a 8,2 milioni di ettolitri (-9%). Note positive arrivano però dalle esportazioni di vino dal Veneto che nel 2014 hanno registrato un fatturato di 1,67 miliardi di euro (+5,1%), sostenuto dal boom del Prosecco nei mercati internazionali.

Zootecnia e multifunzionalità in agricoltura. Il 2014 segna una crescita del 2,9% della produzione di latte (11,2 milioni di quintali, prezzo medio annuo +2%; ma forti ribassi, tutt’ora in corso, hanno segnato la seconda parte della’anno). La produzione veneta di carne bovina è invece scesa ulteriormente (-2%, 189.200 tonn.), fotografia di una situazione stagnante dal punto di vista commerciale che si riscontra anche nel comparto suinicolo (produzione e prezzo medio -2%). Le attività di supporto all’agricoltura (contoterzismo, manutenzione del verde, attività post-raccolta, ecc.) si sono invece rafforzate, dimostrando come la multifunzionalità sia uno strumento sempre più adottato dalle aziende agricole.

Imprese e occupazione. L’alternanza di preoccupazioni e soddisfazioni che caratterizzano l’annata 2014 riguarda anche il numero delle imprese attive e l’occupazione. Lo scorso anno, il numero di aziende agricole iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio del Veneto è ulteriormente diminuito, attestandosi su 65.988 aziende (-2,5% rispetto al 2013). Si confermano invece in crescita le imprese agricole costituite nella forma di “società di persone” (+1,8%). In calo la forza lavoro che ha visto ridursi il numero di addetti in agricoltura del 3,9% (62.998 unità). Alternanza anche nei settori dell’import e dell’export: il deficit della bilancia commerciale è salito a 1.301 milioni di euro, ma l’export trainato soprattutto dal vino, in particolare dal prosecco, scatta in avanti del +16,8%.

Pesca e acquacoltura. Nel 2014 il valore regionale della pesca è di 179,1 milioni di euro, -3% sul 2013. In flessione la flotta peschereccia veneta: 652 le imbarcazioni. Continuano le difficoltà per la produzione di vongole di mare.

Prime valutazioni 2015. Le prime indicazioni danno una flessione degli investimenti a frumento tenero e orzo. Al contrario, si stima che gli ettari coltivati a frumento possano triplicare. Previsto per il mais un forte calo pari al 15-20%, compensato dall’aumento della soia. Durante i primi mesi del 2015 si osserva una tendenziale stabilità dei prezzi per frumento tenero e mais, con valori comunque inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente rispettivamente dell’11% e del 20%. L’annata viticola 2015 sembra progredire bene. Ancora bene l’export di vino, grazie soprattutto agli spumanti. Determinante il successo del Prosecco: il settore degli spumanti italiani, dove le bollicine trevigiane fanno la parte del leone, registra nel primo trimestre 2015 aumenti superiori al 30% in valore e al 40% in quantità. Difficile la situazione nel comparto lattiero caseario dovuta anche al termine del regime delle quote latte. Nel primo semestre del 2015 le quotazioni del latte crudo alla stalla sono in calo del 10-15%, su valori considerati critici per la redditività degli allevamenti. In diminuzione le quotazioni dei principali formaggi DOP veneti. Il comparto della carne resta caratterizzato da una condizione recessiva della produzione. In ripresa i consumi alimentari ma solo per i prodotti confezionati.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura