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Innovazione in viticoltura ed enologia, il 2 luglio 2019, a San Pietro in Cariano (Vr) formazione in campo con macchine green e workshop de L’Informatore Agrario. Ad organizzare l’evento, il Consorzio tutela vini Valpolicella, che in assemblea ha ridotto rese di produzione per la vendemmia 2019.

Martedì 2 luglio a San Pietro in Cariano (VR), nella Tenuta Pule (via Andrea Monga), dalle 9:30 alle 16 (ingresso libero) si svolgerà Valpolitech in vigneto, primo di due eventi annuali – l’altro, Valpolitech in cantina, si svolgerà il 10 settembre 2019 – sull’innovazione tecnologica in viticoltura e in enologia organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella.

In esposizione. Ci saranno le macchine agricole ‘green’ come quelle per la gestione meccanica dell’erba sulla fila, le macchine irroratrici, macchine e prodotti per il sovescio, le attrezzature per la gestione della chioma, i droni per i rilevamenti oltre ai nuovi sistemi gestionali, alla sensoristica innovativa e alle energie alternative. Il 2 luglio, spazio anche alla formazione in campo con le prove pratiche dei macchinari tra i filari, e in aula con due workshop organizzati in collaborazione con L’Informatore Agrario, media partner dell’evento: “Il sovescio per equilibrare la fertilità dei suoli in vigneto” alle ore 14:00 e “Le alternative per la difesa sostenibile del vigneto” alle ore 15:00.

Contenimento della produzione. Il Consorzio, che rappresenta oltre l’80% dei produttori che utilizzano la denominazione ‘Valpolicella’, lo scorso 19 giugno ha tenuto l’assemblea dei soci di approvazione bilancio – 2,1 milioni di euro il fatturato dello scorso anno, su cui incidono in particolare le iniziative di promozione in Italia e all’estero oltre che le azioni di tutela dei marchi – e ha ratificato decisioni legate alle politiche di contenimento delle produzioni della D.O., già oggetto di delibere in Consiglio, e ora al vaglio della Regione Veneto. Approvate la riduzione per la vendemmia 2019 della resa totale per ettaro (110 quintali, anziché 120) e la riduzione della cernita per la messa a riposo delle uve per la produzione di Amarone e Recioto al 40% (da disciplinare è al 65%), cernita che però può crescere del 5% per le aziende certificate bio o RRR. Per il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Andrea Sartori: “Si tratta di misure contenitive strategiche per garantire qualità e redditività di una filiera che, negli ultimi 10 anni, ha visto crescere di quasi il 30% la superficie dei propri impianti. Per questo motivo – ha proseguito Sartori -, a salvaguardia dell’esclusività in particolare del nostro prodotto di punta, l’Amarone, stiamo dialogando con la Regione per importanti decisioni legate alla gestione in equilibrio del nostro vigneto”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Vini Valpolicella

 

In occasione di Fieragricola (31 gennaio – 3 febbraio 2018), L’Informatore Agrario e Veronafiere assegnano il premio “foglie dell’innovazione” alle aziende espositrici che hanno valorizzato la digitalizzazione dei processi produttivi

Durante la 113a edizione di Fieragricola, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, saranno svelate e assegnate le “foglie dell’innovazione”, riconoscimento istituito da Veronafiere e dal settimanale L’Informatore Agrario per valorizzare le innovazioni nel settore agricolo e già trasferite sul mercato a partire dal 1 gennaio 2017.

Riservato alle 1000 aziende espositrici di Fieragricola 2018, il Premio innovazione valuterà, attraverso una commissione specializzata esterna, sia i nuovi prodotti così come le evoluzioni tecniche e tecnologiche di quelli già esistenti, purché si tratti di un miglioramento efficace per resa, sostenibilità ambientale, efficienza tecnica e qualità. Si rafforza così l’impegno e la partnership tra Fieragricola e L’Informatore Agrario che, insieme, spingono l’acceleratore verso i traguardi contemplati dal piano industriale 4.0 che prevede investimenti mirati per la digitalizzazione dei processi produttivi in agricoltura. Un progetto condiviso anche dal Mipaaf che punta a far crescere le tecnologie di precisione nel primario, portando le superfici coltivate con l’ausilio innovativo al 10% entro il 2021 (attualmente sono l’1%).

Innalzare il livello di qualità di tutta la filiera produttiva italiana. “Siamo di fronte a una nuova rivoluzione agricola che permetterà alle imprese del primario di essere più competitive sul mercato globale – dichiara Giovanni Mantovani, ceo di Veronafiere Spa –. Si tratta di una sfida epocale verso il compimento di una digitalizzazione che è già in atto e Fieragricola intende sostenere l’innovazione delle imprese di un settore strategico per l’intero sistema Paese”. Per Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario: “L’innovazione in campo agricolo è tra le leve più determinanti per il prossimo futuro e non solo in termini di efficienza del comparto. Perseguire un’agricoltura 4.0, infatti, significa anche innalzare il livello di qualità di tutta la filiera produttiva, accelerando così l’ammodernamento e la competitività di un sistema agricolo che in Italia vale complessivamente 260 miliardi di euro con oltre 1,5 milioni di imprese – tra agricole e zootecniche – presenti su tutto il territorio”. Nel 2016 sono stati 49 i prodotti premiati per complessive 94 stelle assegnate. Tutte le schede saranno pubblicate in anteprima sul sito  www.fieragricola.informatoreagrario.it oltre che sul supplemento de L’informatore Agrario per Fieragricola 2018.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

8 aprile 2014, a Vinitaly 2014 si parla prevenzione del deperimento dei vigneti

Logo_VignaDayDurata sempre più limitata dei vigneti e diffusione crescente delle malattie del legno: il deperimento della vite rappresenta il flagello con cui ci si misura oggi, paragonabile alla fillossera, se non peggiore, vista la sua portata planetaria e contro il quale l’unica strategia efficace è la prevenzione. Un tema cruciale di cui si parlerà al convegno  sulla prevenzione del deperimento dei vigneti organizzato a Vinitaly su idea di Marco Simonit di Simonit &Sirch e de L’Informatore Agrario martedì 8 aprile alle 9.45 (Sala Rossini, Centro Congressi Arena tra Padiglione 6 e 7).

Gestione pianta e malattie del legno. In primo piano le esperienze sulla gestione della pianta e sulle malattie del legno di illustri ricercatori stranieri, con i quali collaborano da tempo i Preparatori d’Uva, riuniti per la prima volta in Italia, che saranno presentate a una platea di produttori, tecnici e ricercatori. Un primo passo per condividere, discutere e sviluppare un «pensiero viticolo» che rimetta al centro dell’attenzione la vite, la sua salute e la sua longevità, foriera peraltro di elevata qualità dei vini. Un ruolo centrale, per arginare il problema, è svolto dalla potatura. “La potatura è l’operazione che più impatta sulla naturale propensione della vite all’accrescimento indeterminato, provocando in corrispondenza dei tagli coni di disseccamento più o meno estesi e aprendo potenziali vie di ingresso ai patogeni – anticipa Clementina Palese, giornalista de L’Informatore Agrario e moderatrice del convegno. A questa operazione colturale si può guardare come elemento di prevenzione del deperimento trasferendo le buone pratiche a coloro che effettivamente tagliano”.

Dalla tecnica alle testimonianze. Ampio e qualificato il parterre di esperti di levatura internazionale che svilupperanno il tema da un punto di vista tecnico. Sulla potatura della vite, strategica per mantenere le piante longeve e in grado di offrire uve di qualità, si esprimeranno l’australiano Alain Deloire, direttore del Wine and Grape Industry Centre in Australia e l’italiano Marco Simonit, di Simonit&Sirch e fondatore della Scuola Italiana di Potatura della Vite. Il tema critico delle malattie del legno sarà affrontato dallo svizzero Olivier Viret, capo della ricerca per Agroscope Chagins- Wädenswil ACW, dal francese Pascal Lecomte, del Centre de Recherches de Bordeaux e dall’australiano Richard Smart, consulente viticolo internazionale e docente presso l’Università della Tasmania. La seconda parte del convegno prevede gli interventi e un confronto con responsabili di tre aziende vitivinicole di riferimento: Andrea Lonardi di Bertani Domains, Marcello Lunelli di Ferrari Spumanti e Alessandro Ceretto dell’omonima azienda.

Programma. Ore 10.00 – Saluti. Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere, Antonio Boschetti, Direttore de L’Informatore Agrario. Modera Clementina Palese, giornalista de L’Informatore Agrario. Ore 10.10 – Il Sacro Graal, ovvero la perfezione della potatura della vite. Alain Deloire Direttore del Wine and Grape Industry Centre – Charles Sturt University, Wagga Wagga – Australia. Ore 10.30 – Malattie del legno e loro prevenzione
Olivier Viret – Capo della ricerca – Agroscope Changins-Wädenswil ACW – Svizzera. Ore 10.50 – La progressione delle malattie del legno in Francia (10 anni), nuova definizione dei sintomi e parassiti associati. Contributo video.
Pascal Lecomte INRA UMR 1065 SAVE (Santé et Agroécologie du VignoblE) Centre de Recherches de Bordeaux – Francia. Ore 11.10 – Malattie del legno un problema sempre più rilevante specialmente per le barbatelle
Richard Smart Consulente viticolo internazionale e docente presso l’Università della Tasmania – Australia. Ore 11.30 – Potatori dalla parte della pianta: nuovi mestieri nel campo della prevenzione. Marco Simonit  Co-fondatore di Simonit&Sirch. Guida oggi l’equipe dei Preparatori d’Uva ed è fondatore della Scuola Italiana di Potatura della Vite. Ore 11.45 Domande e risposte. Ore 12.00 Talk show con i rappresentanti di tre aziende vinicole Bertani Domains (Andrea Lonardi); Ferrari Spumanti (Marcello Lunelli); Ceretto (Alessandro Ceretto). Preregistrazione all’indirizzo:  www.informatoreagrario.it/vinitaly2014

(Fonte: L’Informatore Agrario)

3 maggio 2013, la stampa agricola festeggia Alberto Rizzotti, fondatore de L’Informatore Agrario

InvitoVenerdì 3 maggio 2013, a partire dalle ore 10,30, la stampa agricola veneta è invitata a partecipare all’incontro organizzato a Verona, presso la sede de L’Informatore Agrario (via Bencivenga Biondani 16) per festeggiare Alberto Rizzotti, che compirà a breve 101 anni, e che ha fondato la rivista nl 1945.

Bisogno del mondo agricolo di una buona informazione. L’incontro non vuole essere una celebrazione, piuttosto un doveroso omaggio alla persona, ovviamente, ma soprattutto una riflessione sull’informazione in agricoltura. In questi decenni è cambiato il mondo, è cambiata l’agricoltura, è cambiato il modo di raccontare e di affiancarla nelle trasformazioni. Da quelle prime «austere» pagine de L’Informatore Agrario a oggi quasi niente è rimasto uguale, se non il bisogno del mondo agricolo di avere una buona informazione.

Programma. 10.30 Saluti Giorgio Vincenzi, dfirettore responsabile di Vita in Campagna, Marco Limina,  direttore responsabile di Mad,  Antonio Boschetti,  direttore responsabile de L’Informatore Agrario, Flavio Tosi,  sindaco di Verona; 10.45 L’esperienza di Alberto Rizzotti, una vita dedicata alla divulgazione, Elena Rizzotti,  presidente Edizioni L’Informatore Agrario; 11.00 Il ruolo dei media tecnici nel progresso dell’agricoltura, Mimmo Vita,  presidente Unaga: 11.30 L’agricoltura veneta, un paniere di eccellenze,  Franco Manzato,  assessore regionale all’Agricoltura; 11.45 Il futuro dell’editoria tecnica, Giuseppe Reali,  amministratore delegato di Edizioni L’Informatore Agrario; 12.00 buffet.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Biogas: per 34.000 aziende una nuova fonte di reddito, se ne parla il 27 ottobre 2012 nel convegno de L’Informatore Agrario alla Fiera del bovino da latte di Cremona (25-28/10/12)

Nuove prospettive di reddito con il biogas per le 34.000 aziende lattiero-casearie italiane grazie agli incentivi che saranno erogati dal 1̊ gennaio 2013. «Il decreto ministeriale dell’11 aprile 2012 favorisce la crescita di impianti con potenza al disotto dei 300 kW e alimentati a reflui zootecnici, riducendo al solo 30% la eventuale quota di insilati di cereali» spiega Alessandro Ragazzoni, docente all’Università di Bologna, relatore sabato 27 ottobre al convegno “La redditività del biogas con i nuovi incentivi” organizzato da L’Informatore Agrario alla Fiera del Bovino da latte (25-28 ottobre 2012) a Cremona in collaborazione con Cremonafiere.

ll biogas si fa strada nelle stalle italiane. Il comparto agroenergie italiano è destinato quindi nel tempo a cambiare volto segnando l’incremento di impianti di piccola taglia, in controtendenza rispetto al 2011 in cui, in base a dati diffusi dal Crpa, la classe di potenza tra i 500 e i 1.000 kW ha segnato +189%. «Negli ultimi dieci anni il settore del biogas ha registrato uno sviluppo esponenziale passando dai 50 impianti prima del 2000 ai 521 del 2011- chiarisce Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario-. In parallelo la potenza è aumentata: dai 3,3 MW installati prima del 2000 si è giunti ai 349,7 del 2011». Quanto alla dieta, da aprile 2007 a maggio 2011 si sono moltiplicati gli impianti alimentati a effluenti, sottoprodotti e colture dedicate, passati da 58 a 194 (+37,2%), con la conclusione che hanno raggiunto il primo posto come quota (57,9%) mentre quelli a base di soli effluenti zootecnici contano per il 29%. «Una quota destinata invece ad aumentare dall’anno prossimo» spiega Alessandro Ragazzoni.

Cremona e Brescia le provincie “zootecniche” con il record di impianti in Lombardia, regione capofila in Italia. Il convegno de L’Informatore Agrario metterà a confronto esperti su un settore in profonda evoluzione. In base al censimento Crpa, dal 2007 al 2011 gli impianti a biogas sono passati da 154 a 521. La regione leader è la Lombardia con 201 impianti seguita a grande distanza da Veneto (78), Piemonte (72) ed Emilia Romagna (63). Da notare che Lombardia e Piemonte vedono concentrati gli impianti proprio in provincie importanti per la zootecnia nazionale: rispettivamente Cremona, con 64 impianti (30,4% del totale regionale e 12,2% di quello nazionale) e Brescia con 49 (23,3% del totale regionale e 9,4% di quello nazionale). Per il Piemonte la capofila è Cuneo con 35 impianti sui 72 regionali, la potenza è passata dai 450 kW/impianto del 2010 a circa 750 kW nel 2011, con un incremento del 65%.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

7-8 luglio: a Ceregnano (RO) c’è “Agro-Innovare

Il 7 e l’8 luglio, nell’iniziativa organizzata dal settimanale L’Informatore Agrario e dal mensile MAD-Macchine Agricole Domani con Veneto Agricoltura e il Centro Inter-universitario di Ricerca in Agricoltura di Precisione dell’Università di Padova presso l’azienda Sasse Rami di Veneto Agricoltura a Ceregnano (Rovigo), dimostrazioni dal vivo delle potenzialità di tecniche colturali che coniugano risparmio energetico e protezione dell’ambiente.

L’agricoltura conservativa dà una mano a preservare l’ambiente dai danni dei gas-serra. Dalle più recenti sperimentazioni condotte in Italia risulta infatti che questa tecnica consente, attraverso un minor impiego di combustibile di origine fossile, la riduzione da 0,8 a 3 t/ha di emissioni di CO2 in atmosfera ogni anno. «In particolare, considerando una superficie nazionale a seminativi di circa 12 milioni di ettari e una potenzialità nell’adozione delle tecniche di lavorazione semplificata del 30% si possono limitare le emissioni di CO2 da 3,3 fino a 12,5 milioni di tonnellate all’anno, che significa dal 17 al 65% della riduzione nazionale prevista dal protocollo di Kyoto entro il 2012» spiega Luigi Sartori, del del Centro Inter-universitario di Ricerca in Agricoltura di Precisione dell’Università di Padova.

Protagonista delle “giornate in campo”, l’agricoltura conservativa. Le riconosciute potenzialità dell’agricoltura conservativa, utile anche per preservare lo stock di carbonio nel suolo,  la rendono  per la prima volta protagonista, insieme all’agricoltura di precisione, delle “giornate in campo” organizzate quest’anno da L’Informatore Agrario con Veneto Agricoltura e il Cirap. “Agro-innovare” evidenzierà in particolare i benefici delle due tecniche per garantire interventi altamente mirati e una gestione agronomica semplificata (lavorazioni ridotte, gestioni delle infestanti,ecc.). Partner delle giornate è Unacoma (Unione nazionale dei costruttori di macchine agricole). «L’agricoltura conservativa contrasta la tendenza a lavorazioni troppo energiche e permette il controllo dell’erosione e il miglioramento dell’efficienza dell’acqua e della sua qualità – dice Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Tra i vantaggi economici rientrano la riduzione dei consumi di gasolio, di manodopera e delle potenze dei trattori impiegati».

Veneto Agricoltura: prove e confronti di lavorazioni in aziende pilota. In virtù della misura del PSR 214i azione 1 stanziata dalla Regione Veneto, Veneto Agricoltura, azienda della Regione per il settore agricolo, oltre alle giornate sulle macchine a Sasse Rami, sta effettuando un’intensa attività di prove e confronti di lavorazioni in aziende pilota e dimostrative.  «Una sperimentazione più organica, su centinaia di ettari, in condizioni pedo-climatiche differenziate, sarà avviata utilizzando tutte le realtà pilota e sperimentali di pianura della nostra azienda (Vallevecchia di Caorle, Diana di Mogliano Veneto, Sasse Rami di Ceregnano)» annuncia Paolo Pizzolato, amministratore unico di Veneto Agricoltura.

(fonte Edizioni L’Informatore Agrario)