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Irrigazione e bonifica, elementi fondamentali per la crescita del Paese

Massimo Gargano

Massimo Gargano

“Partiamo da un assunto, i Consorzi di bonifica e di irrigazione sono elementi fondanti di un’agricoltura determinante per la crescita economica del Paese secondo un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al proprio centro”. Ad affermarlo, è stato Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione (ANBI), nel corso della Conferenza Nazionale Acque Irrigue tenutasi nei giorni scorsi a Roma.

Risorsa idrica, fondamentale per il comparto agroalimentare. Oggi più che mai – continua Gargano – di fronte alla semplificazione dei livelli istituzionali con l’eliminazione di Province e Comunità Montane, i Consorzi di bonifica sono protagonisti del territorio secondo il principio di sussidiarietà, che voglio tradurre in principio di prossimità; dobbiamo dare vita, insieme ai Sindaci, a grandi campagne di ascolto, cui devono seguire azioni risolutive. In questo, grande attenzione va dedicata al Sud, dove si acuisce la forbice con lo sviluppo del Nord: per quanto ci concerne, non mancano esempi positivi come la Calabria, ma ci preoccupano la deriva di situazioni come quelle di Sicilia, Basilicata, Puglia.

Risparmio d’acqua. Il sistema irriguo esperto Irriframe, che fa già risparmiare annualmente 100 milioni di metri cubi d’acqua, punta a raggiungere i 500 nei prossimi anni. All’Unione Europea, che chiede il recupero dei costi della distribuzione irrigua, diciamo che l’irrigazione collettiva già lo fa, limitando l’intervento pubblico ai soli investimenti strutturali; allo stesso tempo, in Italia, notiamo che una legge importantissima come quella contro l’indiscriminato consumo di suolo agricolo si è arenata nella pastoie degli interessi di parte. Eppure, in questa Conferenza, presentiamo i dati di un’indagine dell’INEA, che dimostra la disponibilità degli italiani a contribuire, affinchè l’ambiente, ove l’acqua è elemento indispensabile, venga mantenuto. E’ un potenziale tesoretto, su cui riflettere in un momento, in cui servono investimenti: noi segnaliamo quelli per il Piano Irriguo Nazionale, per il Sud, per la pulizia dei bacini delle dighe!”. Conclude Gargano: “In un mondo che corre, l’Italia deve tornare a farlo; rallentare significa non fare gli interessi del Paese. All’Italia che sa di muffa, si deve contrapporre un’Italia frizzante. I Consorzi di bonifica, portatori di cultura e valori positivi, si mettono, ora come sempre, al servizio degli interessi della collettività”.

Ministro Martina, CdB vantano esperienze d’avanguardia. “Siamo consci che 300 milioni in 7 anni, destinati dal P.O.N. (Piano Operativo Nazionale) al Piano Irriguo Nazionale, non sono molti, ma è meglio averli che no. Ora dobbiamo lavorare per incrementarli attraverso il Fondo di Coesione.” Risponde così il ministro alle Politiche Agricole Alimentari Forestali, Maurizio Martina, alle perplessità emerse nel corso della Conferenza. “Quello dell’acqua è uno dei fronti più esposti nei rapporti fra Paesi; i modelli idrici sono oggetto di un costante confronto internazionale. In Italia, c’è ancora da lavorare per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche anche se possiamo vantare esperienze innovative e d’avanguardia come i Consorzi di bonifica. L’Expo sarà una straordinaria opportunità per presentarle”.

Paolo De Castro: tutelare suole e risorse idriche. “Il tema centrale in Italia come in Europa, in una logica di lungo periodo, è la gestione delle risorse naturali oggi sottoposte ad un forte stress, derivante soprattutto dalla crescente domanda alimentare dai Paesi asiatici. Dobbiamo quindi concentrarci sulla tutela di suolo e risorse idriche; non c’è alcuna concorrenza fra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.” Lo afferma l’europarlamentare, Paolo De Castro, intervenendo da Bruxelles alla Conferenza Nazionale Acque Irrigue per la crescita e il lavoro, in corso di svolgimento a Roma. “Il settore agricolo-alimentare è l’unico, che sta crescendo nella difficile congiuntura economica del Paese e l’acqua ne è fattore determinante; non è più tollerabile alcuno spreco. In questo quadro, i Consorzi di bonifica hanno ed avranno un ruolo strategico; smettiamo, quindi, defatiganti discussioni sulla loro soppressione.”

(Fonte: ANBI)

 

 

 

 

 

Fitodepurazione italiana esempio nel mondo

bonifica2Novanta tra i più importanti studiosi in materia di ecologia e di aree umide, provenienti da 20 Paesi europei, oltre che da Stati Uniti e Giappone, si sono riuniti nei giorni scorsi, presso l’impianto idrovoro Cà Bianca di Chioggia, nel veneziano, in occasione dell’appuntamento annuale realizzato dalla Sezione Europea della Society of Wetland Scientists (SWS), organizzazione “no profit”, fondata nel 1980 per promuovere la conoscenza degli ambienti umidi.

In Italia esistono oltre 1000 impianti di fitodepurazione a flusso “sottosuperficiale” (prevalentemente utilizzati per il trattamento delle acque reflue domestiche) e svariate decine di zone umide a flusso superficiale (perlopiù gestite da Consorzi di bonifica; la più recente, a Vecchiano, è stata inaugurata a servizio del lago di Massaciuccoli, in Toscana), comprendenti anche i più moderni “sistemi flottanti” per la depurazione di acque di drenaggio agricolo e per il finissaggio di impianti di depurazione convenzionali (il cosiddetto “affinamento” indispensabile per l’utilizzo in agricoltura delle acque reflue, come sollecitato dalle normative). Oltre che per le prestazioni depurative, questi sistemi sono apprezzati per la multifunzionalità: sono ricchi di flora e fauna selvatica, bene inseriti nel contesto paesaggistico, possono acquisire valenza paesaggistica scegliendo specie vegetali adeguate, producono ragguardevoli quantità di biomassa da utilizzare per la produzione energetica.

Dal mondo per studiare le aree umide italiane. “L’incontro di Chioggia è un riconoscimento internazionale all’impegno dei Consorzi di bonifica per la qualità delle acque nell’ambito del virtuoso rapporto con il mondo agricolo: l’acqua è indispensabile al territorio e l’irrigazione, gestita dagli enti consortili, è elemento determinante nel rimpinguare le falde anche con tecniche innovative come le aree di infiltrazione e i pozzi bevitori. Senza risorsa idrica non può esserci sviluppo soprattutto per quella agricoltura, che segna dati positivi nell’export e nell’occupazione soprattutto giovanile.” Questo il commento di Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), che sottolinea anche come la qualità delle acque sia uno degli obbiettivi prioritari indicati dalla Commissione Europea che, dopo circa due anni di lavoro ed una consultazione, cui anche l’ANBI ha partecipato, ha pubblicato la comunicazione relativa a “Blueprint”, cioè un “Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee”.

Il Piano, al fine di raggiungere un “buono stato delle acque” entro il 2015, come stabilito dalla Direttiva Quadro sull’Acqua, si propone un approccio strategico basato su tre pilastri: migliorare l’attuazione della politica idrica dell’Unione Europea; integrare maggiormente gli obiettivi di politica idrica in settori strategici (l’agricoltura, la pesca, le energie rinnovabili, i trasporti) con i Fondi di coesione e strutturali; colmare le attuali lacune, in particolare in merito agli strumenti necessari per incrementare l’efficienza idrica. Il Piano non indica una soluzione universale, ma propone una serie di strumenti, con cui gli Stati membri possono migliorare la gestione idrica soprattutto attraverso i Piani di Gestione di Bacino. “Blueprint”, nel sottolineare la necessità di promuovere le tecnologie di irrigazione e le pratiche, che consentono un uso efficiente dell’acqua, fa sovente riferimento al “Partenariato Europeo per l’Innovazione relativa all’acqua (P.E.I.)”.

Innovazioni nel settore acque da accelerare. “Tale partenariato tra Commissione UE/Stati membri/stakeholder/istituti di ricerca – sottolinea il direttore generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli – dovrà affrontare le carenze del sistema europeo di ricerca in modo da accelerare le innovazioni nel settore acque (agricoltura – industria – ambiente) per raggiungere un uso sostenibile ed efficiente delle risorse idriche.” Tali innovazioni dovranno essere disseminate in Europa, rappresentando input per le “raccomandazioni” di politica comunitaria, relative alle acque, nonché per l’utilizzo di fondi strutturali, destinati allo sviluppo di soluzioni innovative nel settore acque.  “Ne deriva – conclude Martuccelli – che i risultati e gli orientamenti, che emergeranno nei progetti avviati dalla task force del P.E.I. (esperti d’acqua in vari settori) influenzeranno profondamente la politica comunitaria sulle risorse idriche negli anni a venire.”

(Fonte: ANBI)

Trattenere l’acqua per distribuirla quando serve: i Consorzi di bonifica a servizio del territorio. Acqua e agricoltura, Manzato: nessuno può più affidarsi solo alla buona sorte

“Il nuovo modello di sviluppo della penisola non puà che essere incentrano sull’acqua: irrigazione e sicurezza idraulica; basti pensare che l’84% del “made in Italy” agroalimentare dipende dalla disponibilità idrica”. Lo afferma Massimo Gargano a commento degli “stati generali” sull’irrigazione in Veneto.

Territorio “stressato”. “L’abusivismo edilizio, causa prima dell’eccessiva urbanizzazione, ha prodotto una pressione antropica insostenibile, oltre che una perdita sensibile di territorio destinabile all’agricoltura: in Veneto si stimano 189 abitanti per chilometro quadrato, contro gli 89 iberici. Bisogna porre fine – continua Gargano – allo stress, cui questo territorio viene continuamente sottoposto. I Consorzi di bonifica e le aziende agricole loro collegate si candidano ad essere una moderna risposta nella gestione della risorsa idrica attraverso azioni per la ricarica della falda acquifera e la creazione di bacini di invaso dalla duplice funzione: trattenere l’acqua, quando piove troppo per utilizzarla nei periodi di siccità. Inoltre, in Veneto sono stati positivamente sperimentati i pozzi bevitori, progetto innovativo di ricarica della falda e che garantirà l’immissione annuale nel sottosuolo di circa 10 milioni di metri cubi d’acqua.”

Risparmio idrico in agricoltura. L’ANBI, oltre ad aver lanciato un piano degli invasi che è già stato sottoposto all’attenzione delle Istituzioni, ha promosso IRRIFRAME, “sistema esperto” per il risparmio idrico in agricoltura, già attivo con successo anche in Veneto e che verrà proposto ad “Expo 2015”. “Comuni, Organizzazioni Professionali Agricole, Consorzi di bonifica, Autorità di Bacino ed Università – conclude il Presidente A.N.B.I. – sono i soggetti, che possono e devono lavorare assieme per dare quelle risposte innovative, di cui il Paese ha bisogno”.

Acqua e agricoltura, il punto della Regione Veneto. “Nessun imprenditore agricolo può più affidarsi solo alla buona sorte. Assicurarsi non è una decisione scaramantica ma una scelta imprenditoriale; non farlo non può ricadere sulla collettività. E accanto a questo serve un nuovo e diverso sistema irriguo che ottimizzi l’utilizzo dell’acqua”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato traccia con queste parole la linea d’azione futura del settore primario sulla disponibilità di risorse idriche: per le imprese, per la Regione, ma anche per lo Stato.

Ricorso al sistema assicurativo agevolato e valorizzazione dei consorzi di difesa. “La siccità di quest’anno ha insegnato a tutti – ha affermato – che non siamo più di fronte ad un fenomeno straordinario e imprevedibile, ma ad un mutamento complessivo”. Fino a 25 anni fa, la linea delle siccità estive ricorrenti era lungo il Po, al di sotto del quale le piogge erano insufficienti per il mais, mentre al di sopra i 700-750 millimetri di pioggia (di cui 200 estivi) facevano la differenza. Ora questa linea si è spostata sul Bacchiglione. “La risposta al problema – ha aggiunto Manzato – deve essere data su due fronti. Da un lato una reale prevenzione economica del danno, che significa ricorso al sistema assicurativo agevolato e valorizzazione dei consorzi di difesa, che – tra parentesi – a dicembre liquideranno ai loro assicurati oltre 10 milioni di premi. Lamentarsi a cose fatte significa scaricare le proprie responsabilità su altri: per ogni dichiarazione di calamità, le risorse necessarie derivano da un automatico aumento delle accise sui carburanti che ricade su tutti”.

Chi punta al governo del Paese deve impegnarsi a garantire un adeguato sistema irriguo all’Italia e al Veneto. “Dall’altro serve la massima valorizzazione possibile della risorsa idrica disponibile per l’agricoltura: chi punta al Governo del Paese deve impegnarsi sin d’ora anche su questo terreno”. “In ogni caso, per fronteggiare le conseguenze della siccità di quest’anno la Giunta regionale ha già richiesto la declaratoria di eccezionale avversità atmosferica, pur sapendo che le risorse nazionali attuali sono del tutto insufficienti e che serve una deroga al regime assicurativo. Questo però ci consentirebbe – ha concluso Manzato – di intervenire per contribuire a ricostruire i capitali di conduzione per le aziende che hanno perduto il reddito”.

(Fonte: ANBI/Regione Veneto)

Estate in arrivo: stato delle risorse idriche italiane

Diga (foto Anbi)

“L’estate ormai alle porte ripropone il paradosso ambientale italiano: quest’anno, grazie ad un inverno e ad una primavera particolarmente piovosi, non c’è alcun problema di approvvigionamento idrico; anzi, c’è talmente tanta acqua che alcuni invasi hanno dovuto essere scolmati, rilasciando la preziosa risorsa verso il mare. E’ una ricchezza irrimediabilmente persa e che, invece, andrebbe immagazzinata come riserva, con evidenti benefici ambientali. Il Piano Nazionale degli Invasi, fatto di bacini medio-piccoli collinari o di pianura, resta però ancora nel libro dei sogni.”

Lo stato delle risorse idriche italiane. E’ quanto dichiara Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), di fronte ai rassicuranti dati sulle risorse idriche del Paese: i bacini del Centro-Sud, a riempimento pluriennale, racchiudono quantità idriche tali da essere un buon viatico anche per la prossima stagione irrigua; i grandi laghi del Nord segnano livelli superiori (Maggiore, Iseo, Garda) o in linea (Como, Idro) con le medie stagionali.

Un Piano Nazionale Invasi per evitare sprechi. “Ogni anno, in Italia, lasciamo terminare in mare, inutilizzati, 8.000 miliardi di litri d’acqua, che potremmo rimpiangere nei momenti di necessità. E’ una risorsa naturale, cui si deve attribuire anche un valore economico, considerato che condiziona fortemente il reddito agricolo: secondo stime del Consorzio Canale Emiliano Romagnolo, l’apporto irriguo comporta un incremento di valore produttivo nei campi che, a seconda della coltivazione, va dai 500 ai 3.000 euro ad ettaro.”

(fonte Anbi)

Senz’acqua l’Italia non dà frutti

E’ innovativa l’immagine della nuova campagna di “prevenzione mediatica” lanciata dall’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), incentrata sulla tutela e gestione della risorsa idrica: “Senz’acqua l’Italia non dà frutti” è l’headline immediatamente comunicativa, accompagnata all’immagine di una foglia, da cui cade una goccia, il cui valore è esaltato dal termine Riserva. “L’immagine è una sintesi del concetto di natura – spiega l’art director, Giacomo Marsella – Gli elementi della foglia e dell’acqua hanno un significato primordiale, riconducibile agli inizi della vita. Il connubio è sospeso in un candido non-luogo: l’unione nella lucente nettezza è rassicurante. I colori sulla foglia sono una citazione ai Pellerossa (richiamati anche dal termine riserva) ed al loro rispetto per le risorse naturali, quali l’acqua.”

La cultura dell’acqua. “Quando abbiamo pensato a una campagna di comunicazione sul bene acqua soprattutto ad uso irriguo – aggiunge Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. – temevamo, per questo periodo, il rischio siccità. Invece, quest’anno, i bacini contengono mediamente notevoli quantità di risorsa idrica e ciò rafforza il significato della nostra iniziativa, mirata a sensibilizzare sulla necessità di una nuova cultura dell’acqua, soprattutto ora che non siamo in emergenza. I problemi strutturali, concausa dei deficit idrici registrati negli scorsi anni, non sono infatti stati risolti ed il rischio permane: il Piano Nazionale degli Invasi (bacini medio-piccoli collinari e di pianura capaci di trattenere le acque meteoriche per utilizzarle nei momenti di necessità), indicato dall’ANBI, ha finora raccolto soprattutto condivisioni di principio. Se è vero che il nostro futuro sarà quello che sapremo costruirci, è necessaria una maggiore consapevolezza collettiva sui valori del bene acqua; i consorzi di bonifica e di irrigazione se ne fanno interpreti, forti di un impegno all’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica, che ha portato le utilizzazioni irrigue sotto la soglia del 50% del fabbisogno nazionale ed in favore di un settore dell’eccellenza made in Italy, quello agroalimentare, dove l’84% della produzione dipende dalla disponibilità idrica.”

(fonte Anbi)

Al via Vinitaly 2010

Apre oggi sotto il segno della fiducia la 44^ edizione di Vinitaly. Business, promozione e internazionalizzazione sono le parole chiave della rassegna leader di Veronafiere che, dopo la crisi mondiale del 2009, si propone come appuntamento indispensabile per la ripresa e il rilancio del settore.

La “cinque giorni” dedicata al vino sarà ufficialmente inaugurata oggi alle 10,30, alla presenza di Luca ZaiaMinistro per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali nonché neo-governatore della Regione Veneto. Presenti anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi e l’assessore all’Agricoltura della Regione  Abruzzo, Mauro Febbo. «Il nostro obiettivo è consolidare la nostra leadership, dopo essere stati l’unico organizzatore fieristico ad aver chiuso il 2009 con il bilancio in attivo – afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere. – E la strategia passa dal continuo miglioramento delle infrastrutture e all’offerta integrata di servizi innovativi per favorire gli scambi commerciali del sistema Paese».

Ed è proprio l’internazionalizzazione a guidare il Vinitaly World Tour, che ha già toccato l’India e due volte gli Stati Uniti e si appresta alle prossime tappe in Russia, Cina, Giappone, Corea e Singapore. «I segnali – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale – sono positivi e l’aspettativa è di confermare l’equilibrio di visitatori raggiunto nel 2009, con una significativa presenza dall’estero». A Vinitaly, spazio anche alle produzioni di qualità del Made in Italy  con SOL, il Salone internazionale dell’olio d’oliva extravergine di qualità, dove, il 9 aprile, sarà firmato il primo accordo di programma per la promozione dell’extra vergine italiano in Italia e all’estero. A firmare lo storico accordo, che avrà importanza strategica per la promozione e valorizzazione delle nostre produzioni oleicole, saranno Adolfo Urso, viceministro allo sviluppo economico, e Massimo Gargano, presidente di Unaprol, l’organizzazione di operatori olivicoli che condivide con Veronafiere l’ambizioso progetto. Grazie alla concomitanza con Sol e Agrifood Club, infine, i visitatori di Vinitaly, in particolare quelli esteri, hanno anche a disposizione anche il meglio della produzione oleicola e agroalimentare italiana, mentre con Enolitech possono aggiornarsi su tutte le nuove tecnologie e le attrezzature all’avanguardia per produrre, confezionare, trasportare, vendere e degustare.
(fonte Veronafiere)

Massimo Gargano, presidente A.N.B.I.: “Le emergenze ambientali del paese hanno una sola risposta, la prevenzione”

“L’emergenza idrogeologica del territorio e la grande macchia oleosa sul fiume Po devono obbligare ad un’univoca riflessione: la necessità della prevenzione.” Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.) a margine della Preconferenza Organizzativa dei Consorzi di bonifica del Nordest, svoltasi a Mogliano Veneto, in provincia di Treviso.

Norme ambientali per le aziende non agricole da rivedere. Intervenendo sull’allarme ambientale, che sta interessando il più grande fiume italiano, aggiunge: “Sarebbe bastato che lo sversamento di petrolio fosse avvenuto fra qualche settimana (a stagione irrigua avviata) e quello che oggi è un gravissimo danno ambientale si sarebbe rivelato anche una iattura economica dalle pesanti conseguenze per il settore primario padano. Il paventato blocco dell’irrigazione, infatti, comporterebbe, se prolungato nei giorni, danni per milioni di euro alle coltivazioni in campo che, lungo l’asta del Po, vanno dai seminativi all’ortofrutta fino all’aglio IGP ed ai prati stabili; senza contare l’enorme tragedia, che rappresenterebbe l’ingresso della massa oleosa nel delta polesano e le ancora incerte conseguenze, che potrebbero avere, per la salubrità idrica, i depositi di sostanze inquinanti rilasciati sul fondo dalla macchia oleosa. Non capisco perché – insiste Gargano – al deposito di Villasanta non siano state applicate quelle norme di prevenzione ambientale che, invece, sono imposte alle aziende agricole.”

I Consorzi di bonifica nordestini uniti per la riduzione del rischio idreologico
. Intervenendo sulla situazione idrogeologica a Nordest, Gargano ha ricordato come dal quotidiano lavoro dei Consorzi di bonifica sia scaturita la proposta di Piano Nazionale per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, fatto di progetti perlopiù immediatamente cantierabili: nel Veneto si tratta di 346 progetti per un importo complessivo di 703 milioni di euro; in Friuli Venezia Giulia, i progetti sono 6 per una spesa totale di 323 milioni di euro; in Trentino Alto Adige, 1 progetto per un importo di 3 milioni di euro; prevedono perlopiù interventi di manutenzione e adeguamento della rete idraulica di scolo delle acque a difesa dei centri abitati.

(fonte Anbi)

26 febbraio 2010: a Padova, Assemblea regionale Fedagri Veneto; a Mogliano Veneto (Tv), i vertici dei nuovi consorzi di bonifica incontrano la stampa

Venerdì 26 febbraio 2010 all’hotel Crowe Plaza di Padova si svolgerà l’Assemblea regionale di Fedagri Veneto (prima convocazione alle 8.30 e seconda convocazione alle ore 9.30). Questo  l’ordine del giorno: Apertura dei lavori; Elezione del Presidente dell’Assemblea ed altri adempimenti relativi all’Assemblea; Relazione del Presidente della Federazione Regionale; Discussione; Assemblee di settore; Elezione degli organi della Federazione regionale, Elezione dei delegati alla Assemblea nazionale.

All’Assemblea parteciperanno il Presidente e il Direttore di Confcooperative Fedagri Maurizio Gardini e Fabiola di Loreto. Saranno inoltre presenti il Vice Presidente della Regione Veneto e Assessore all’agricoltura Franco Manzato e il Presidente della IV Commissione Clodovaldo Ruffato.

A Mogliano Veneto, presentazione dei nuovi vertici dei rinnovati Consorzi di bonifica. Venerdì 26 febbraio 2010, alle ore 10.30, a Villa Braida di Mogliano Veneto (Treviso), si svolge un incontro stampa di presentazione dei nuovi vertici dei rinnovati consorzi di bonifica, nati dalla riforma del settore voluta dalla Regione Veneto. L’occasione si presta per fare il punto sui principali interventi da attuare contro il rischio idrogeologico nelle 7 province, secondo quanto emerso dalla recente presentazione, a Roma, di una proposta di piano nazionale da realizzare di concerto con gli enti territoriali. All’incontro, in occasione della Preconferenza Organizzativa dei consorzi del Nordest, interverranno anche il Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, Massimo Gargano ed il Direttore Generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli (fonte Unione Regionale Veneta Bonifiche Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari).

Difesa idrogeologica del territorio: Italia un Paese a rischio

Massimo Gargano, Presidente ANBI

A seguito della risoluzione approvata dalla Commissione Ambiente della Camera in data 21 aprile 2009, 10 deputati – Zamparutti, Piffari, Libè, Germanà, Guido Dussin, Commercio, Sardelli, Ghilia, Braga, Bossa – hanno presentato all’Aula di Montecitorio una mozione sulla difesa idrogeologica del territorio, approvata con voto quasi unanime (479 si su 481 presenti).

Le cifre del disastro. “Non possiamo che apprezzare l’impegno di quanti avvertono come prioritari gli interventi per la tutela di un suolo, già morfologicamente fragile, come quello italiano” commenta Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.).  I dati che seguono, riportati nell’atto di indirizzo, testimoniano la grave situazione presente nel Paese: negli ultimi 80 anni si sono verificati 5.400 alluvioni e 11.000 frane; secondo il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sono “a rischio elevato” l’89% dei comuni umbri, l’87% di quelli lucani, l’86% di quelli molisani, il 71% di quelli liguri o valdostani, il 68% di quelli abruzzesi, il 44% di quelli lombardi: in pratica, oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici e persino maremoti; secondo il C.I.N.A.S., Consorzio Universitario del Politecnico di Milano, nel decennio 1994-2004, lo Stato ha dovuto esborsare 20.946 milioni di euro per tamponare i danni di alluvioni, terremoti e frane più gravi, vale a dire oltre 2 miliardi l’anno, ai quali va aggiunto un altro miliardo e mezzo complessivo per interventi minori; l’Italia è un Paese fortemente antropizzato con una densità media pari a 118 abitanti per chilometro quadrato (la Francia ne conta 114 , la Spagna 89) ma fortissime sperequazioni nella distribuzione territoriale: ai 68 abitanti per chilometro quadrato della Sardegna si contrappongono i 379 della Lombardia (da sola, questa regione registra una volta e mezza gli abitanti della Finlandia!); il patrimonio immobiliare italiano è stimato in 27 milioni di abitazioni; i più recenti riferimenti statistici indicano che, dal 2003 ad oggi, sono state costruite 1.600.000 abitazioni (oltre il 10% sono abusive!) nonostante, da 20 anni, la popolazione, nel nostro Paese, non sia cresciuta, ma al contrario sia calata sensibilmente e solo negli ultimi anni abbia dato segni di ripresa, grazie al contributo degli immigrati. Oggi l’Italia è il primo Paese in Europa per disponibilità di abitazioni, di cui il 20% non occupate!

Edifici pubblici costruiti in aree a rischio. E ancora,  una recente mappatura, effettuata dal C.R.E.S.M.E., evidenzia la condizione critica, in cui versano oltre 20.000 edifici pubblici, tra cui scuole ed ospedali, realizzati in aree dichiarate di estrema pericolosità per esposizione al rischio idrogeologico o sismico; spesso gli Enti Locali, per motivazioni politiche quali l’approvazione di piani urbanistici o la destinazione di aree edificabili, non attuano il principio della prevenzione e, a volte, strutture pubbliche (scuole , caserme, ospedali, stazioni) vengono costruite in aree a rischio quali, per esempio, quelle nelle prossime vicinanze dei fiumi; secondo i dati comunicati dal Governo, l’estensione delle aree a criticità idrogeologica è pari al 9,8% del territorio nazionale (il 6,8% coinvolge direttamente centri urbani, infrastrutture ed aree produttive). Il fabbisogno necessario per la sistemazione complessiva della situazione di dissesto sul territorio nazionale è stimato in 44 miliardi di euro, di cui 27 miliardi per il Centro-Nord e 13 miliardi per il Mezzogiorno, oltre a 4 miliardi per il recupero e la tutela del patrimonio costiero.

Gli impegni dell’atto parlamentare. La mozione impegna il Governo a presentare e a dotare delle opportune risorse pluriennali il piano nazionale straordinario per il rischio idrogeologico, secondo le indicazioni già comunicate alle Camere; ad attuare sollecitamente la Direttiva Europea sulla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni; a promuovere iniziative normative, che introducano norme a favore della difesa del suolo e della riduzione del rischio idrogeologico, in modo da costituire un quadro di riferimento certo per singole normative regionali. “Contribuire a diffondere la conoscenza su questo atto parlamentare – conclude Gargano – ci pare un doveroso passo per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso problemi, drammaticamente emersi nelle scorse settimane, ma che la memoria collettiva pare avere già rimosso. A fronte dei dati sopra riportati e che cancellano ogni alibi, chiediamo, una volta di più, che la sicurezza idrogeologica e la manutenzione dell’imponente reticolo di scolo (quasi 200 mila chilometri di canali e corsi d’acqua naturali ed artificiali gestiti dai Consorzi di Bonifica) siano assunte come priorità nelle politiche del Paese, che continua a spendere molto più per riparare i danni di quanto destina alla prevenzione”.

(fonte: Asterisco informazioni)