• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Dal 1 giugno 2010 nuove regole per la pesca nel Mediterraneo

Niente più seppie, calamaretti e telline nelle tavole degli italiani che potranno dire addio anche a rossetti, bianchetti e latterini, frittura di paranza per eccellenza dalla Liguria alla Calabria. Tutto questo a partire da martedì 1 giugno con l’entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo. La Commissione europea, infatti, detta nuove regole per la pesca nel Mediterraneo, con maglie più larghe che rendono impossibile, ad esempio, la cattura dei calamaretti e dei rossetti essendo molto piccoli, e nuove distanze dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, come telline e cannolicchi che vivono e si riproducono a pochi metri dalla costa.

Obiettivo: la tutela di specie a rischio. Prelibatezze che godono di una solida tradizione gastronomica italiana ma che si scontrano con l’obiettivo dichiarato dell’Ue di tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti, imponendo quindi limiti a metodi e confini dei territori di pesca. Il Regolamento Mediterraneo è penalizzante soprattutto per l’Italia, Paese per antonomasia della piccola pesca a cui è dedita il 5% della flotta. E ora occorre saper affrontare una nuova realtà che, a detta delle associazioni di categoria a partire dall’Agci Agrital, deve essere governata, dopo aver giocato a Bruxelles senza successo la carta di deroghe e proroghe.

La posizione del Ministro Giancarlo Galan. Il Ministro Galan ha dichiarato “Sono pienamente consapevole delle difficoltà che la pesca italiana sta affrontando.  L’entrata in vigore delle nuove regole per il Mediterraneo stanno creando molte preoccupazioni al settore, e mi fanno riflettere sulla esigenza di avviare strategie che non consentano più di accumulare ritardi rispetto alle politiche comunitarie. Proprio per questo  ritengo di condividere l’idea che si costituisca l’unità di crisi e ho richiesto la predisposizione di un dossier pesca che sto analizzando per affrontare con concretezza e  realismo i problemi. D’altra parte con le Associazioni della pesca sono pronto a condividere una politica basata su una pesca responsabile, capace di garantire le imprese nel rispetto del mare. Dobbiamo disegnare insieme un settore capace di affrontare i nuovi scenari economici, soprattutto utilizzando al meglio gli strumenti a nostra disposizione. Dovremo usare in modo corretto la programmazione triennale e la legge delega proprio per ridisegnare il settore alla luce delle ricorrenti emergenze.”
(fonte Ansa/Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)

Città del Vino: bene Galan su colline Prosecco patrimonio Unesco

“Esprimiamo il nostro appoggio al Ministro Galan per l’avvio del procedimento di candidatura delle colline del Prosecco tra i siti Patrimonio dell’Umanita’, un’iniziativa fondamentale per la tutela e la valorizzazione dei territori vitivinicoli italiani. E un segnale importante perche’ sarebbe il primo paesaggio vitato italiano tutelato dall’Unesco, mentre in Francia, Portogallo, Ungheria e Svizzera esistono gia”’: è quanto sottolinea Paolo Benvenuti, direttore generale delle Citta’ del Vino, l’associazione dei territori a piu’ alta vocazione vitivinicola in Italia, dopo l’annuncio da parte del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan della richiesta di inserimento delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista propositiva dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanita’ dell’Unesco.

Viticoltura di montagna e delle isole? Praticamente eroica! Le Citta’ del Vino rivolgono il loro appello al Ministro Galan per ”valutare la possibilita’ di mettere a disposizione risorse specifiche per la tutela della vitivinicoltura cosiddetta ”eroica” di montagna e delle isole, di cui l’Italia e’ ricca di esempi, non solo come importante segmento produttivo del mondo del vino italiano, ma come strumento di conservazione della storia, della cultura e delle tradizioni locali e per il suo ruolo fondamentale nella conservazione del paesaggio rurale italiano”.

(fonte Asca)