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Difesa del territorio dalle acque alte in Adriatico, Lussinpiccolo in Croazia chiama, Venezia risponde

1 foto Lussipiccolo

Da lunedì 26 a mercoledì 28 giugno 2023 Lussinpiccolo, località principale dell’isola di Lussino, in Crozia, accoglierà un gruppo di studio veneziano esperto in materia di ingegneria ambientale e idraulica. Anche l’intera area del Quarnaro, infatti, risente dei cambiamenti climatici globali e condivide il problema del fenomeno delle acque alte marine. Alzare le rive non è più sufficiente e quindi occorre intervenire prima possibile con l’obiettivo fondamentale di difendere le città con efficaci opere di ingegneria idraulica ed ambientale.

Sinergia tra Paesi. “Il sindaco di Lussinpiccolo, insieme alla locale Comunità degli Italiani, ci ha invitato per esaminare la situazione della cittadina che, analogamente a Venezia, è minacciata dall’innalzamento del livello del mare e, conseguentemente, per proporre qualche soluzione al fine di contenerne gli effetti. A Venezia abbiamo il MOSE. Per Lussinpiccolo si può pensare a qualcosa del genere? Oppure a qualcos’altro? Lo si valuterà nel corso dell’incontro”, afferma il presidente dell’Ordine Ingegneri città metropolitana di Venezia Mariano Carraro, componente della delegazione veneziana, insieme a Francesca Domeneghetti, vicepresidente Ordine Ingegneri Venezia e coordinatrice gruppo di lavoro progetto Europa Adriatica, Mario De Marchis, consigliere Ordine Ingegneri Venezia, Hermes Redi, direttore Consorzio Venezia Nuova, Sebastiano Carrer, società di ingegneria Thetise membro Commissione cambiamenti climatici Ordine Ingegneri Venezia, Tommaso Marella società di ingegneria Thetis. “Ci interessa molto l’esperienza di Venezia in merito alla difesa del territorio dal fenomeno delle acque alte e l’impatto dei cambiamenti climatici. Noi siamo impegnati a dare ancora più sicurezza a Lussino e valorizzare le sue eccellenze per fare in modo che siano conosciute e visitate in serenità. Con Venezia ci unisce una lunga storia di relazioni tra le due sponde adriatiche e ci sono buone basi per creare sviluppo sostenibile insieme”, afferma al riguardo Ana Kučić, sindaco di Lussinpiccolo.

L’iniziativa è ospitata da Città di Lussinpiccolo, Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo ed Ente del Turismo di Lussinpiccolo. E’ organizzata con l’adesione dell’Ordine Ingegneri Venezia, la partecipazione e collaborazione dell’Unione Italiana, il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Fiume e di AIL Venezia. Il meeting è supportato da Jadranka Turizam, Thetis, Consorzio Venezia Nuova e Fondazione Archivio Vittorio Cini. Progetto Europa Adriatica ( autore Vittorio Baroni) sotto l’egida del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia con la la collaborazione della Capitale Europea della Cultura 2025 Nova Gorica e Gorizia. Partner del gusto veneziano Bellini Canella. Ulteriori informazioni https://adriaticeurope.org/concept

Fonte: Progetto Europa Adriatica

MOSE, stasera tour in motonave per assistere al primo sollevamento delle paratoie alla Bocca di Malamocco, iscrizioni entro le ore 11 di oggi

Per stasera, lunedi 2 dicembre 2019, la Comunità Wigwam della Città di Venezia ha organizzato un tour in motonave per assistere al primo sollevamento del Mose alla Bocca di Malamocco. L’imbarco è previsto all’Isola del Tronchetto (parcheggio auto) alle ore 18:45 e poi alle Zattere alle ore 19:15.

Le prove di sollevamento delle paratie mobili avverranno dalle ore 20:30 alle 24:00 ed a bordo sarà servita la cena. Si tratta di un tour esplorativo, per conoscere la Bocca Portuale dove mare e Laguna si Incontrano e rivolto a tutti i cittadini portatori di interesse e per la comunità scientifica internazionale. Un progetto che rientra nell’attività della Rete internazionale Wigwam delle Comunità Locali per lo sviluppo solidale e sostenibile promossa dal Laboratorio Venezia per la Resilienza e la Residenza diretto dall’ingegner Giovanni Cecconi.

Obiettivo dell’iniziativa: lo scambio di conoscenze sulla laguna e sul progetto Mose e la sua possibile immediata operatività; la discussione e la condivisione relativamente alla petizione per la costituzione della Agenzia Lagunare Magistrato Alle Acqua – ALMA; la partecipazione ai tavoli di lavoro per sviluppare la petizione aperta ALMA e definire le azioni prioritarie insieme con le istituzioni. Attesi Veneziani e non, visitatori ed istituzioni che vogliano contribuire con presentazioni ed interventi ai tavoli di lavoro o, semplicemente, assistere alle prove di sollevamento delle paratie mobili, commentate in diretta dall’ingegnerCecconi, già direttore della Control Room del Mose, poi fondatore e ora direttore del laboratorio Wigwam per la resilienza ai cambiamenti climatici.

E’ richiesto un contributo per motonave e iscrizione alla Rete Wigwam di 20,00 euro e un contributo alle spese per la cena di 15,00 euro. In alternativa o in aggiunta si potranno portare contributi in cibarie e bevande da condividere insieme. Le prenotazioni sono accettate sino ad esaurimento posti, fino alle ore 11:00 di lunedì 2 dicembre, tramite e-mail a ceccogio@gmail.com  o tel. +39 335 1379177E’ gradito versamento anticipato del contributo associativo di 20,00 euro per la gita e di 15,00 per eventuale cena a Cecconi Giovanni IBAN IT63N0533602020000046349096 Studenti e disoccupati solo contributo di 15:00 euro per la cena, mentre il costo motonave sarà offerta da altri partecipanti.

Fonte: Servizio stampa Wigwam

 

29 novembre 2019, si parla di MOSE, laguna e buon governo delle acque alla conviviale Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

foto di repertorio con Fabrizio Stelluto, presidente Argav in piedi, moderatore degli incontri al Wigwam

Domani, venerdì 29 novembre, alle ore 19, è in programma la consueta conviviale di aggiornamento Argav in collaborazione con Wigwam, che ci ospita per l’occasione in via Porto 8 ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). Saranno con noi: Giovanni Cecconi, direttore Venice Resilience Lab per un aggiornamento sulla vicenda MOSE, Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, per un bilancio regionale di fine mandato sull’attività dei Consorzi di bonifica, Marco Santori, presidente Ethimos Foundation, per presentare il biodistretto di Amatrice, Ivan Furlanetto, itticoltore, per presentare l’attività dell’azienda agricola Sant’Ilario e Valle Miana Serraglia.

Ambiente. Giovedì 14 marzo 2019 esplorazione nella laguna di Venezia dedicata al cambiamento climatico e alle misure di adattamento, partecipazione gratuita sino ad esaurimento posti

La Comunità Locale Wigwam della Città di Venezia e la Consulta Lagunare del Polo Nautico di S. Giuliano organizzano giovedì 14 marzo 2019 la prima esplorazione lagunare dedicata al cambiamento climatico e alle misure di adattamento. Si tratta di un’iniziativa aperta alla cittadinanza e con accettazione di adesioni fino a raggiungimento della capienza e che si comporrà di una parte “navigante”, di una di conferenza e di un convivio. Il tema generale sarà quindi: la laguna di Venezia è attrezzata per il cambiamento climatico? Cosa è stato fatto e cosa manca in termini di capacità di adattamento? 

Wigwam-Venice Resilience lab rappresenta il focus della comunità veneziana che promuove lo sviluppo solidale sostenibile offrendo occasioni per agire insieme, prima possibile con quello che c’è, e provare il piacere della collaborazione, a cittadini, istituzioni sociali, ambientali ed economiche, visitatori, professori, ricercatori, studenti, artisti, artigiani, e professionisti.

Il programma in generale prevede alle 13:30 l’imbarco alle Zattere Gesuati, per la gita navigante offerta dagli studenti dell’Università di Reims, cui farà seguito alle 19:00 a San Giuliano al Buffet “Ciò che Ciò”, offerto da Wigwam e dalla Consulta Lagunare. Richieste di adesione: ceccogio@gmail.com o con sms 335-1379177. Dalle 14:00 alle 17:30 escursione con motonave in laguna di Venezia e visita al MOSE con 34 studenti dell’Università di Reims. Il gruppo di studenti sarà accompagnato da: Jon Marco Church, Associate Professor (currently visiting fellow at the IUAV University of Venice), University of Reims Champagne-Ardenne IATEUR – BP 30 – 57 rue Pierre Taittinger – 51571 Reims Cedex, France www.univ-reims.fr

Tema della giornata: “Pathways of Adaptation to Climate Change”. Come è tradizione, in queste occasioni, oltre alla visita e alle spiegazioni per gli studenti,  si svolgerà un workshop a bordo con inviti a veneziani e veneti come occasione di incontro e confronto sui problemi della gestione sostenibile e solidale della laguna. In particolare, si parlerà della gestione del Mose in caso di crescita del livello del mare: limiti operativi, adattabilità e opportunità per la salvaguardia ambientale. Saranno presentati alcuni risultati modellistici delle possibili chiusure per livelli del mare crescenti ed alcuni potenziali utilizzi delle barriere mobili per la gestione ambientale della laguna (ricambio forzato delle acque in occasione di crisi anossiche, gestione di dispersioni di inquinanti, gestione della risospensione e perdita in mare dei sedimenti). Per lo sviluppo di questi temi saranno anche invitati il Provveditorato e il Consorzio Venezia Nuova affinché vi sia un contributo di valutazioni, cui seguirà un dibattito con domande e risposte. La visita al MOSE e il workshop sugli effetti del cambiamento climatico in laguna e sulla gestione delle barriere mobili si svolgeranno nelle lingue inglese e italiano.

Il programma nel dettaglio. Ore 14:00  – imbarco ai Gesuati Zattere e presentazione del Bacino di San Marco e del concetto di co-evoluzione di laguna e società/acqua e terra. Learning and Building with Nature: il ripristino delle strutture naturali biostabilizzanti. Ore 14:30 – visita in Arsenale alla controll room delle barriere mobili in arsenale ed al jack-up il mezzo di manutenzione delle paratoie. Ore 15:30 – trasferimento in bocca di Lido. Le trasformazioni storiche della bocca lagunare per consentire la navigazione: dalle garzine ai moli foranei, al Mose. Ore 16:00 – partenza per Lazzaretto Nuovo, Murano, Arsenale, Zattere. Provveditorato: Stato di attuazione del Mose. Con illustrazione ad opera dell’ing. Giovanni Cecconi degli effetti del cambiamento climatico in generale in Laguna e sulla gestione del Mose. Ore 17:00 – discussione e conclusioni della giornata. Ore 17:30 – sbarco alle Zattere. Dalle ore 19 alle ore 23, al polo nautico di San Giuliano (presiede e controlla i tempi un giornalista di WigwamNews o de Il Gazzettino). Ore 19:00 – Giovanni Cecconi – Linkman della Wigwam Local Community Città di Venezia e Direttore di Venice Resilience Lab | Lo stato di interramento della laguna media e i problemi associati alla navigazione in Laguna. ORE 19:30 –Roberto Mel– L’uso dei modelli matematici nella comprensione dei processi lagunari e nella progettazione delle soluzioni (in attesa di conferma). Ore 20:00 – Alessandro Sartori – Habitat e avifauna in laguna di Venezia, come riconoscerla? (in attesa di conferma). Ore 20:30 – Discussione conviviale. Ore 23:00 – Termine del workshop.

A questo evento faranno seguito nel corso del 2019 di altre 10 giornate dedicate ai problemi lagunari e ai metodi “win-win” per risolverli, normalmente collocate in ogni secondo o terzo venerdì del mese.

Fonte: servizio stampa Wigwam

Clima, raggiunto un livello di gas serra mai avuto in 800 mila anni, se ne è parlato all’incontro ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

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da sx Marco Monai, Fabrizio Stelluto, Andrea Crestani ed Hermes Redi

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Asiago Dop

 

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I produttori ospiti de “La cucina del Wigwam” dedicata all’Asiago Dop

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nell’arco di 800 mila anni, nella Terra si sono alternati periodi caldi e di glaciazione, rintracciabili attraverso le registrazioni climatiche ottenenute con le analisi del terreno (carotaggi) . Ma in questo lunghissimo arco di tempo, la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (gas serra) non aveva mai superato il livello di guardia di 300 punti, fatto invece successo negli ultimi anni, in cui si sono registrati 380 punti con previsioni di crescita a 400. La colpa? Dell’uomo e della sua opera di antropizzazione (combustione gas fossili, deforestazione). A confermare, ancora una volta, il fatto che il cambiamento climatico in atto sia dovuto al fattore umano (dissesto idrogeologico compreso, con relativi tragici fatti che ogni anno colpiscono l’Italia), è arrivato l’intervento di Marco Monai, direttore del Centro Meteo di ARPAV, intervenuto all’incontro ARGAV-Wigwam del 24 ottobre scorso, incentrato sul tema dell’acqua (da contenere, regimare, valorizzare).

Raggiunto presto il punto di non-ritorno? A suffragio di quanto esposto da Monai, arriva anche l’ultimatum lanciato nel frattempo dal rapporto finale dell’Ipcc (il gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu): “Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e sparire definitivamente dal 2100, perché la temperatura media della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85C tra il 1880 e il 2012 e resta poco tempo per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, limite per evitare conseguenze tragiche per l’uomo e la natura”.

Pevisioni meteo, attendibili sono nell’arco di una settimana. Monai ha spiegato che i dati di elaborazione attendibili delle previsioni meteo a livello stagionale sono molto bassi e che per l’Italia è ancora più difficile prevedere il tempo meteorologico al di là della settimana, causa la morfologia del Paese, molto diversificata. Dunque, non si dovrebbe dar retta a coloro che all’inizio di ogni stagione annunciano gran freddo oppure gran caldo, attenendosi a consultare, di settimana in settimana, fonti di informazioni, anche web, accreditate dal punto di vista scientifico. A proposito della condizione idrogeologica del Veneto, Andrea Crestani, direttore di Unione Veneta Bonifiche, altro ospite dell’incontro, ha ribadito la responsabilità dell’uomo sul dissesto in atto nel Belpaese (“abbiamo costruito dove non si poteva”), informando che dagli anni 70/80 del secolo scorso, abbiamo perso terreno agricolo pari a 13 campi di calcio al giorno. Crestani ha spiegato che il Veneto sta migliorando per quanto riguarda il rischio alluvioni – nel 2013 sono stati aperti 130 cantieri utili al riguardo – ma non per quanto riguarda gli allagamenti dei centri urbani, su cui incidono anche le scelte delle amministrazioni locali.

La difesa ambientale della laguna di Venezia. Altro ospite dell’incontro è stato Hermes Redi, direttore di Consorzio Venezia Nuova,  ente concessionario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia per la realizzazione dei piani di salvaguardia della Laguna di Venezia, tra i quali rientra anche il progetto MOSE, finito nella bufera per corruzione, tangenti e fondi neri. Al di là delle vicende giudiziarie – ancora in corso – che hanno travolto politici e imprenditori, Redi ha parlato di come il MOSE, che sarà completato a giugno 2017, non sia solo un progetto ingegneristico italiano per la difesa di Venezia dalle acque alte, ma anche un progetto di difesa ambientale. L’ente, infatti, è nato per salvaguardare Venezia e la laguna, un’area di 550 km quadrati afflitta da problemi di subsidenza, aumento livello maree, mareggiate, erosione, inquinamento, acque alte. A questo proposito, il Consorzio si è attivato nel rinforzare il litorale di Pellestrina, una cinquantina di chilometri in tutto, nell’aumentare la resilienza ambientale del territorio attraverso la ricostruzione di barene per oltre 1600 ettari, nel recuperare le isole abbandonate come le isole della Certosa e di San Servolo, nella difesa ambientale (40 km di canali industriali coperti e 100 km di rive rialzate e restaurate, adattamenti all’innalzamento del livello del mare, come ad esempio a Chioggia).

Tutte le forme dell’Asiago Dop. A fine serata, come è oramai tradizione negli incontri mensili ARGAV-Wigwam, Efrem Tassinato, chef-giornalista e nostro anfitrione, ha curato l’aspetto enogastronomico. La “Cucina del Wigwam”, ha portato in tavola il tema “Il formaggio Asiago DOP e le sue forme“. In particolare, si sono degustati gnocchi farciti al formaggio Asiago Dop (Agostini Elio di San Martino di Lupari), pasta fresca farcita al formaggio Asiago Dop (Pastificio Avesani di Bussolengo), vino Vespaiolo Breganze Doc (Cantina Maculan di Breganze), Asiago fresco Dop (Azienda Agricola Rela di Canove), birra Antoniana (Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana), Asiago mezzano Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e confettura (Azienda Agrituristica del vicentino), Asiago vecchio Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e miele allo zafferano (Malga Asiago di Massimiliano Gnesotto di Asiago), Asiago stravecchio Dop (Azienda Agricola Rela di Canove e vino Torcolato di Breganze (Cantina Maculan di Breganze). Dulcis in fundo, abbiamo assegnato la deliziosa torta Ortigara (Pasticceria Carli di Asiago).

 

 

 

 

Fabrizio Stelluto confermato presidente ARGAV. In Assemblea, MOSE all’ordine del giorno.

Fabrizio Stelluto ARGAV

Fabrizio Stelluto confermato presidente ARGAV

Il giornalista professionale veneziano, Fabrizio Stelluto, è stato confermato, all’unanimità, Presidente ARGAV nel congresso celebrato a Selvazzano Dentro (PD), lo scorso 29 giugno. Ricordiamo che ARGAV è l’articolazione territoriale di UNAGA, gruppo di specializzazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana e di cui è presidente il padovano, Mimmo Vita. Tra gli obbiettivi del prossimo mandato, ha evidenziato Stelluto, figurano un maggiore impegno nel campo della formazione giornalistica ed il potenziamento del network tra associati.

Direttivo ARGAV

Il tavolo della presidenza: il consigliere Nadia Donato, Umberto Tiozzo (Vicepresidente vicario uscente), Donato Sinigaglia (Presidente dell’assemblea), Fabrizio Stelluto (Presidente riconfermato), Pietro Bertanza (Vicepresidente), Efrem Tassinato (in rappresentanza della Giunta Unaga)

Il nuovo Direttivo. Rimarrà in carica un quadriennio e ne fanno parte i giornalisti: Paolo Aguzzoni, Pietro Bertanza, Emanuele Cenghiaro, Cristina De Rossi, Maurizio Drago, Marina Meneguzzi, Renzo Michieletto, Daniele Pajar, Andrea Saviane, Beatrice Tessarin, Umberto Tiozzo; oltre a loro, in rappresentanza dei soci aderenti, ci saranno Mirka Cameran Schweiger e Nadia Donato. Del Direttivo sono altresì componenti di diritto i giornalisti: Mimmo Vita (presidente UNAGA), Efrem Tassinato (segreteria UNAGA), Gabriele Cappato (consigliere nazionale UNAGA), Donato Sinigaglia (consigliere nazionale UNAGA) oltre ad un rappresentante del Sindacato Giornalisti Veneto e ad alcuni membri cooptati. L’assemblea congressuale ha anche approvato i bilanci consuntivo 2013 e preventivo 2014 oltre ad un ordine del giorno a partire dalla vicenda Mose, presentato dalla giornalista Cristina De Rossi, neo-consigliere.

Cristina De Rossi

Cristina De Rossi, neo consigliere ARGAV, legge l’ordine del giorno sulla vicenda MOSE

Ordine del giorno votato dall’assemblea congressuale di ARGAV. In merito alle vicende giudiziarie relative al MOSE, opera idraulica di rilevanza mondiale, vicende che vedono coinvolti esponenti di rilievo della vita politica, amministrativa e imprenditoriale del nostro territorio (e non solo), l’ARGAV nella sua veste di stampa specializzata altresì nell’approfondimento e nella trattazione delle tematiche ambientali, esprime con forza, al di là e al di sopra di qualsiasi giudizio nel merito dei presunti comportamenti degli indagati e nell’utilità o meno dell’opera, il suo sdegno per la gravità di quanto avvenuto e la sua preoccupazione per quanto potrà esserne conseguente. L’ambiente è patrimonio indispensabile, impagabile e inalienabile per la vita di tutti noi, da cui nessuno può prescindere. A tal fine, l’ARGAV ribadisce l’importanza e la necessità assoluta di porre le tematiche ambientali al di sopra di ogni speculazione e profitto alcuno. Conferma altresì il suo impegno nell’adoperarsi e nel promuovere, attraverso momenti e occasioni di studio e di confronto, un’ informazione più ampia e puntuale possibile, al fine di mantenere alta l’attenzione e la consapevolezza su ciò che le tematiche ambientali rappresentano e rivestono per il nostro stesso esistere.

Venezia, il Mose e tu

img(di Cristina De Rossi, socio ARGAV) Sarà sicuramente solo una coincidenza, ma è singolare che gli arresti dei 35 presunti implicati nelle tangenti del Mose di Venezia siano avvenuti nella Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Cristina Rossi legge la testimonianza mandata da Bepi De Marzi

Cristina De Rossi

E’ oltremodo simbolico che si faccia pulizia, si aprano le finestre e le porte per sbattere i tappeti impregnati dallo sporco della corruzione, dal finanziamento illecito e dalla frode fiscale, proprio nel giorno dedicato alla riflessione sulle azioni che ognuno di noi può compiere per il miglioramento delle condizioni del proprio ambiente.

La laguna si risveglia come ogni giorno, ma oggi le sue acque sono ancora più torbide e melmose: il sindaco della città è agli arresti e con lui altri nomi di grosso calibro, politici e amministratori, che hanno segnato nel bene e nel male il destino del Veneto, e non solo, negli ultimi decenni.

Mazzette, tangenti, favori, imboscamenti di danaro, uomini e donne corrotti e compiacenti: se tutto ciò verrà provato, saremmo di fronte all’ennesima umiliazione nei confronti dei cittadini probi e onesti, dei figli ignari della delinquenza dei padri.

Venezia e il Mose sono piatti succulenti, da sbrodolarsi di sugo fino alle orecchie. Se le accuse troveranno conferma, vorrà dire che questi signori non hanno usato il tovagliolo per pulirsi la bocca, ma le banconote, per milioni di euro.

Vorrà dire che hanno mangiato avidi e voraci più dei gabbiani, peggio dei pesci siluro che sradicano flora e fauna nei nostri fiumi, fino a renderli privi di vita altra.

Vorrà dire che a noi cittadini verrà tolta, per l’ennesima volta, la voglia di credere e sperare in un mondo più pulito e non solo per l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo.

Vorrà dire instillare in maniera prepotente il sospetto che sono e siamo tutti uguali, ladri, furbi, parassiti.

Vorrà dire punire e umiliare quanti, nelle associazioni, nei partiti, nella società civile, hanno dato il loro disinteressato contributo per aiutare il prossimo e creare un mondo più giusto.

Vorrà dire essere ancora costretti a respirare l’aria fetida dei palazzi e dei salotti in cui incontreremo ancora politici accaparratori, avidi, disonesti, che più hanno più rubano.

Vorrà dire sentirsi impotenti nel non poterli cacciare a calci nel sedere, liberando le loro sedie, arieggiando le loro stanze che puzzano di disonestà , ancorché abbellite da quadri e suppellettili, forse messi ad arte per coprire il marcio e occultarne il lezzo.

Ma tutto questo si saprà alla fine, dopo i processi, perché si deve partire dal presupposto che tutti sono innocenti, finché non viene provato il contrario.

Essere garantisti è una conquista intellettuale, serve a moderare l’istinto.

Ma ora gli arresti effettuati nell’alba liquida di una Venezia sonnacchiosa e stiracchiante, portano inevitabilmente a un pensiero meno nobile: che di garantito ci sia solo la galera.

I soci Argav in visita al Mose

25/06/10 I soci Argav durante la visita al MO.S.E. organizzata dal Consorzio Venezia Nuova (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Beatrice Tessarin) Mosè salvò il popolo ebraico dalle acque del mar Rosso, mentre fuggiva inseguito dai carri da guerra degli egiziani. Il MO.S.E., con una straordinaria assonanza tecnologica (è infatti l’acronimo di “modulo sperimentale elettromeccanico”) dovrebbe salvare Venezia dalle acque dell’Adriatico, nonostante l’inseguimento degli strascichi dei partiti del “no”.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

L’Arsenale il futuro centro operatativo di controllo del Mose . Per dare un’occhiata da vicino, il 25 giugno, una trentina di soci dell’Argav sono stati ospiti del Consorzio Venezia Nuova, che ha messo a disposizione un intero staff tecnico per accompagnare i giornalisti all’Arsenale restaurato (che diventerà il centro operativo di controllo del “sistema Mose”), sui cantieri aperti alla bocca di Lido (dove sono in costruzione i giganteschi cassoni di calcestruzzo) e nella laguna Nord, per visitare la ricostruzione dell’ambiente morfologico delle barene. Una squisita ospitalità che ha permesso di vedere cose normalmente precluse ai cittadini comuni, anche perché, nonostante le dimensioni ciclopiche, i cantieri (circa 15 chilometri) sono tutti fronte mare e riforniti via acqua con circa 1600 metri di lavori subacquei. Nel solo cantiere della bocca di Lido, lavorano 180 operai, ma sono circa tremila le persone impegnate nelle opere dirette e nell’indotto.

25/06/10 I soci Argav in visita ai cantieri Mose (foto Beatrice Tessarin)

Cos’è il MO.S.E. Il “progetto Mose” è un sistema di dighe mobili (4 in tutto), costituite da paratoie allineate (78 complessivamente) che vanno dai 3,6 ai 4,5 metri di spessore per un’altezza variabile dai 18,5 ai 29,6 metri e lunghe 20 metri e che si alzeranno dal loro alloggiamento sottomarino in caso di pericolo di marea superiore ai 110 centimetri (ma potrebbero funzionare anche per livelli inferiori) e andranno ad isolare la laguna veneziana, chiudendo le tre bocche di porto (Lido, Malamocco e Chioggia) che la collegano col mare Adriatico. Insomma, 1600 metri di dighe fantasma, che in mezzora risalgono dal mare: una cosetta da niente nei giochi per bambini, un problemino maggiore nei giochi per ingegnere idraulico, tenendo conto dell’ambiente naturale in equilibrio terra-acqua, dell’impatto ambientale sugli habitat, del fatto che tutto si deve mimetizzare e far vivere le attività portuali come se niente fosse. Eppure si può fare. Il Mose è al 63 per cento e sarà operativo nel 2014.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Le opere di difesa passiva. Il lavoro maggiore e forse meno eclatante è, però, cominciato nel 1987, col recupero del litorale, il restauro dei moli, il rialzo delle rive urbane, l’escavo dei canali, il consolidamento delle difese a mare contro le mareggiate, il ripristino dell’ambiente morfologico con la creazione di nuove barene in laguna. Tutte opere di cosiddetta difesa passiva che mirano ad impedire l’erosione marina, a rompere il moto ondoso, a ridurre gli effetti del vento per “aiutare la natura a difendere Venezia”, come dicono al Consorzio Venezia Nuova. E consentire così alla tecnologia del Mose di essere l’ultima barriera della città, da attivare in caso di fallimento di un efficace sistema di difese passive, che oggi sono all’85 per cento del progetto. Un costo complessivo di circa 4.700 milioni di euro. Deve funzionare per forza. Ma, l’insieme delle opere e delle sperimentazioni multidisciplinari di questi vent’anni sono forse il vero miracolo del progetto Mose, perché hanno permesso di accumulare una mole di sapere unico al mondo. Tutto l’ingegno, la creatività, la tecnologia, la biologia e le scienze ambientali, unite all’esperienza dei veneziani, alla conoscenza anche storica del loro territorio, hanno creato uno know how economicamente monetizzabile ed esportabile.

25/06/10 Visita Mose soci Argav (foto Beatrice Tessarin)

Venezia e l’acqua: da sempre una relazione complicata. Si dice che il mondo salverà Venezia, perché tutte le migliori menti mondiali hanno concorso per tutelare la città serenissima, ma è possibile che sia invece Venezia a salvare il mondo, esportando le sue ormai millenarie conoscenze di come si sopravvive ai bordi di un mare che si alza costantemente.

Incontri formativi Argav: il 15 giugno ad Arzerello si parla di Mose

Mose - Malamocco verso il mare

In vista della visita che i soci Argav faranno prossimamente ai cantieri del Mose, martedì 15 giugno alle ore 19:00 si svolgerà nella consueta sede del circolo Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd) una serata di confronto e dibattito su questa grande opera di ingegneria idraulica veneziana, tornata di recente sulla scena mediatica internazionale. A condurre l’incontro sarà il socio Massimo Marco ROSSI, che ha avuto modo di produrre numerosi materiali sulla questione ed esporrà ai presenti i propri risultati. Nell’occasione, chi desidera potrà fermarsi a cena con contributo di € 15,00 (necessaria conferma allo 049 9703015).

Zaia visita il MOSE

(di Fabrizio Stelluto, Asterisco Informazioni e Presidente Argav)

Imponente schieramento mediatico per la visita che il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha svolto ai cantieri del Mose, la più grande opera idraulica moderna, destinata a preservare Venezia dalle alte maree fino a 3 metri. Il termine dei lavori, costati 4678 milioni di euro, è previsto per il 2014; attualmente lo stato di avanzamento ha raggiunto il 63%. Nel corso dell’incontro, Zaia ha più volte sottolineato come il Mose sia il principale committente della Regione dando occupazione a circa 3000 persone. Va infine evidenziato come siano già 12 i Paesi stranieri, che hanno chiesto di insediare un gruppo di studio all’Arsenale per seguire l’evolversi del cantiere e dell’attivazione del sistema Mose.