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Gennaio 2014, incontro ARGAV-Wigwam all’insegna delle nuove sfide della PAC 2014-2020, del buon gusto veneto e dei proverbi sul vino

Giovanni Rossi Presidente FNSI

Giovanni Rossi, presidente FNSI

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) E’ con il saluto di Giovanni Rossi, presidente FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) che abbiamo aperto l’incontro mensile ARGAV-Wigwam, tenutosi venerdì 31 gennaio scorso presso il circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD). Nel saluto, Rossi ha ricordato il difficile momento vissuto dal settore editoriale, ciò nonostante, visto il carattere conviviale della riunione, ha applaudito al nostro anfitrione, Efrem Tassinato, per la bellezza della sede nazionale Wigwam nonché al presidente ARGAV, Fabrizio Stelluto, e di riflesso a Mimmo Vita, che presiede UNAGA, di cui ARGAV fa parte,  per l’organizzazione di questi incontri per i soci realizzati ben prima che divenisse obbligatoria l’attività formativa per i giornalisti iscritti all’Albo.

Renzo Michieletto

Renzo Michieletto

Le sfide della nuova PAC. Ed un felice esempio di formazione è stata la lezione del socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto -Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura, che ha parlato della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 (PAC). “Negli ultimi vent’anni – ha spiegato Michieletto – in Europa sono state approntate cinque riforme, in quanto la politica agricola necessita sempre di revisioni a seconda degli accadimenti economico e sociali che avvengono. Ma per la prima volta, quella del prossimo settennio è stata frutto di una co-decisione di Consiglio e Parlamento Europeo“. “Si tratta di una riforma importante – ha continuato Michieletto – perché arriva in un momento delicato, dovuto alla crisi economica, e perché riserva all’agricoltura un ruolo di responsabilità: nei prossimi anni sarà infatti necessario produrre di più (si calcola che nel 2030 il fabbisogno alimentare sarà aumentato del 50% e nel 2050 del 70%) con un utilizzo sostenibile delle risorse materiali e garantendo uno sviluppo equilibrato delle aree rurali UE“. Le sfide future della nuova PAC sono quindi economiche (sicurezza alimentare, crisi economica, variabilità dei prezzi di mercato delle produzioni alimentari), ambientali (emissioni gas serra, degrado del terreno, qualità acque, habitat e biodiversità) e territoriali (vitalità zone rurali, diversità dell’agricoltura nella UE).”Nonostante un calo progressivo avvenuto nel corso degli anni  – ha continuato Michieletto -, la nuova PAC continua ad essere la più importante voce di spesa del bilancio europeo, pari al 38%, ed è composta da due “Pilastri”: il I° Pilastro riguarda i pagamenti diretti agli agricoltori, mentre  il II° Pilastro riguarda i programmi di sviluppo rurale a regia regionale (vedi a questo proposito articolo post incontro stampa in Regione)”. Novità importante della nuova PAC è che il 30% dei pagamenti diretti dovrà essere destinato al “greening”, riconoscimento ufficiale del ruolo svolto dagli agricoltori, chiamati a salvaguardare, con il loro lavoro, anche l’ambiente. Per chi desidera avere una visione completa della nuova PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto ha pubblicato di recente una pubblicazione.

Salvagno Redoro

Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti

Olivicoltura, produzione stabile nel 2013. L’incontro è proseguito con la presentazione della stagione olivicola 2013 da parte di Daniele Salvagno, amministratore di Redoro Frantoi Veneti. “In Veneto, che conta l’1% rispetto alla produzione nazionale – ha riferito Salvagno – nel 2013 c’è stata una minore resa in olio (pari al 12%) ma anche maggior produzione (+20%) per cui i risultati possono dirsi pressoché stabili”. Salvagno ha ricordato anche l’importante ruolo di salvaguardia svolto dal Consorzio di tutela Olio Extra Vergine d’Oliva Veneto Dop ed informato dei continui sforzi compiuti da Federdop per tutelare l’olio d’oliva italiano di qualità, contrassegnato dalla Dop, dalla produzione di finto olio extravergine italiano che in realtà proviene da Spagna, Marocco e Tunisia, e che si trova a basso costo sugli scaffali dei supermercati. “Fra tanti problemi che affliggono il nostro settore – ha concluso Salvagno -, mi piace comunque ricordare  l’importanza dell‘olivo come risorsa ambientale e paesaggistica e invito tutti, a questo riguardo, a scoprire i benefici effetti di una passeggiata in un oliveto ben tenuto”.

Salvango Taglia El Torcio

da sx Daniele Salvagno (Redoro, presidente Il Buon Gusto Veneto), Mauro Marin (Gastromomia Il Ceppo, azienda associata a Il Buon Gusto Veneto) e Giancarlo Taglia (manager di rete Il Buon Gusto Veneto)

Il Buon Gusto Veneto fa network. All’incontro erano presenti anche Mauro Marin e Giancarlo Taglia, rispettivamente titolare della vicentina gastronomia Il Ceppo e manager della rete “Il Buon Gusto Veneto“, di cui Il Ceppo fa parte, insieme a Redoro e ad altre aziende venete, in tutto circa una quarantina.  “Il nostro network di imprese – ha spiegato Taglia – è nato nel 2012 per accrescere le capacità innovative e la competitività sui mercati delle aziende associate. Il progetto nasce dal comparto agroalimentare ma vuole coinvolgere il territorio veneto a 360° per promuovere l’arte, la cultura e il turismo, ossia tutte le eccellenze che a vario titolo spiccano in ambito nazionale ed internazionale”.  Le azioni del network sono molteplici: promuovere nei mercati italiani ed esteri le tipicità venete, presentare nella Grande Distribuizione un’offerta unificata e qualificata (Taglia ha citato a questo proposito la recente esperienza di un corner Il Buon Gusto Veneto nell’ipermercato Galassia di San Giovanni Lupatoto, nel veronese, che in tre mesi ha registrato 70 mila euro di prodotti venduti); ed ancora, partecipare a fiere (la prossima in programma è Cibus)  e promuovere i prodotti anche attraverso un catalogo di regalistica destinato alle grandi aziende. Altro grande obiettivo del network è quello di diventare realtà nazionale tramite l’istituzione, attualmente in atto, di reti consorelle in molteplici regioni per affermare il Buon Gusto Italiano quale brand di qualità sui mercati nazionali ed esteri.

FogoLibro FogoProverbi, tweet ante-litteram di saggezza popolare. L’incontro ha ospitato anche un reading di Luisella Fogo, nata ad Este  (PD) e con un’intensa attività alle spalle (insegnante, critica d’arte, gallerista, articolista, redattrice, organizzatrice di mostre socio-storico educative per le scuole ), autrice del libro Proverbi veneti su l’ua e sul vin (con prefazione del socio ARGAV Maurizio Drago), in tutto circa 500 “perle di saggezza popolare” che rappresentano un viaggio di 3500 anni tra personaggi della storia che di epoca in epoca hanno scritto e parlato di vino. La raccolta li riassume in una serie di sei titoli distinti: “La vigna e l’ua”, “La vendemia e el vin”, “A l’Osteria”, “El vin e la Cusina”, “El vin e la Dona”, “El vin e la Vita”. “I proverbi sono, in fondo, gli sms o i tweet di oggi – ha affermato la Fogo -, all’epoca non c’erano né telefonini né internet ed i proverbi erano il mezzo più veloce e sintetico per comunicare battute di spirito, ma anche consuetudini della vita quotidiana. C’era un proverbio per ogni situazione ed il mondo del vino ne ha ispirati tantissimi”. Per chi volesse acquistarlo, info 337. 440439.

Gnocchi Tyche Allegra TavolaIl Buon Gusto Veneto servito a tavola. La serata è terminata con un gustoso convivio-degustazione preparato da Efrem Tassinato con alcuni prodotti delle aziende associate a Il Buon Gusto Veneto e altre prelibatezze venete. Questo il menu: lardo della Saccisica (Consorzio Buoni Convivi di Piove di Sacco, Padoa), musetto di Giulio (norcineria tradizionale casereccia di Casalserugo, Padova), gnocchi di patata veneta (Tyche Allegra Tavola di Treviso/Il Buon Gusto Veneto), gnocchi ripieni di formaggio Dop del Veneto, asparagi di Bassano Igp e radicchio di Treviso Igp e prosciutto cotto veneto (Elio Agostino di San Martino di Lupari, Padova), sopressa Vicentina Dop (Salumificio dei Castelli di Montecchio Maggiore, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), casatella Trevigiana Dop, stracchino e ricotta (Lovagricola-Bianche, Treviso/ Il Buon Gusto Veneto), baccalà alla vicentina e baccalà mantecato (Gastronomia Il Ceppo, Cavazzale di Monticello, Vicenza/Il Buon Gusto Veneto), olio extra vergine d’oliva (Redoro Frantoi Veneti di Grezzana, Verona/Il Buon Gusto Veneto), prosecco di Conegliano Valdobbiadene Dogc Superiore (Az. Agricola Col di Rocca di Susegana, Treviso/Il Buon Gusto Veneto), crostoli e frittelle con la crema (Pasticceria Paccagnella di Rubano, Padova).

Inizia Fieragricola 2014, fino al 9 febbraio la rassegna internazionale del settore primario tiene banco a Verona

FieragricolaApre oggi la 111ª edizione di Fieragricola, in programma a Verona fino a domenica 9 febbraio 2014 e sarà una fiera all’insegna della sostenibilità, dell’innovazione e della trasversalità. Elementi che incoronano Fieragricola fra le principali manifestazioni internazionali del comparto primario. Il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, e il direttore generale, Giovanni Mantovani, riceveranno le numerose autorità previste per l’inaugurazione della rassegna internazionale dedicata al comparto primario. Sarà il sottosegretario alle Politiche agricole con delega all’Expo, Maurizio Martina, a tagliare il nastro, insieme con il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

In apertura, convegno sulla nuova PAC. Sono attese anche numerose autorità dall’estero, dal ministro agricolo della Lituania, Vigilijus Jukna, al direttore dell’Agenzia governativa facente capo al ministero dell’Agricoltura del Marocco, Mohamed El Guerrouj, al vicedirettore della Commissione Agricoltura di Bruxelles, José Manuel Souza Uva. Quest’ultimo è fra i relatori, insieme agli onorevoli Martina e De Castro, del professor Francesco Marangon, presidente della Società italiana di economia agraria, del convegno inaugurale (ore 11,15, Auditorium Verdi) su «Agricoltura europea tra nuova Pac e mercati globali». Gli interventi saranno preceduti dai saluti del numero uno di Veronafiere, Ettore Riello, del sindaco di Verona, Flavio Tosi, del presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, del governatore del Veneto, Luca Zaia. Modera il giornalista Paolo De Debbio. Sotto la lente, le opportunità per l’agricoltura italiana ed europea alla luce della Politica agricola comune recentemente approvata e gli scenari futuri sui mercati internazionali, preso atto che la globalizzazione e le dinamiche di crescita di importanti realtà come Cina, Russia e Sudamerica hanno riflessi concreti anche sull’andamento dei listini all’interno dell’Unione europea.

Le scelte dei competitori europei in fatto di PAC. L’Italia è chiamata, nelle prossime settimane, a declinare su scala nazionale i criteri che la Politica agricola comune ha delegato agli Stati membri. Altri Paesi, in misura variabile competitori diretti dell’Italia, hanno già annunciato come si muoveranno. La Spagna ha fissato a 300 euro il limite minimo per la domanda di contributi Pac, la Germania sposterà dal 2015 il 4,5% dei fondi dal primo al secondo pilastro (dagli aiuti diretti allo sviluppo rurale); ai giovani sarà riconosciuto un pagamento addizionale di 50 euro per ettaro nel primo pilastro. Il Regno Unito ha annunciato che non amplierà la «black list» comunitaria sull’agricolture attivo, ma ha pianificato un trasferimento dei fondi dal primo al secondo pilastro del 10,6%, prevedendo di arrivare al 15% nel 2019. La Francia trasferirà il 3% dei fondi dal primo al secondo pilastro e utilizzerà tutto l’aiuto accoppiato – pari al 13% dei fondi assegnati – per la zootecnia da carne (675 milioni di euro) e da latte (140 milioni).

(Fonte: Veronafiere)

Riforma della PAC, si chiude il lungo iter

programma 27 settembre PAC bozza 3Con l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (Comagri) ci si avvia verso la conclusione una delle più travagliate riforme della politica agricola europea. Il dossier attende ora solo il vaglio della plenaria a Strasburgo.

Gli europarlamentari hanno approvato tutti e quattro i dossier della riforma della PAC 2014-2020, di cui tre con un’ampia maggioranza: sui Pagamenti diretti agli agricoltori 31 voti a favore, otto contrari e due astensioni; sullo Sviluppo rurale 35 sì, tre no e tre astensioni, mentre su Finanziamento, controllo e monitoraggio i voti a favore sono stati 35 e quelli contrari sei. Solo il testo sull’Organizzazione Unica di Mercato ha ottenuto una maggioranza meno forte, con 27 sì e 14 no. Si tratta di un risultato negoziale straordinario perché per la prima volta nella storia della PAC il Parlamento europeo ha migliorato significativamente le proposte di regolamento della Commissione.

Il travagliato percorso del dossier PAC. “Una PAC più verde, più equa e più giovane”: è stato questo lo slogan che ha accompagnato il percorso della riforma in questi due anni di elaborazione. Ma com’è giunto il dossier alla fase di approvazione finale dopo i lunghi negoziati e i tanti rimaneggiamenti? In primis va ricordata la svolta verde, uno dei principali elementi di riforma: d’ora in poi quasi un terzo (il 30%) del sostegno al reddito degli agricoltori dipenderà dall’attuazione di alcune misure di cura nei confronti dell’ambiente. Oltre a perdere parte dei sussidi, i produttori potrebbero subire ulteriori sanzioni. L’equità del nuovo corso in agricoltura consiste nell’aver equilibrato gli aiuti percepiti dai produttori nei diversi Paesi e tra le diverse aree geografiche di uno stesso Paese. Per i Paesi, come l’Italia, dove il sussidio medio è superiore alla media europea, questo significherà una graduale riduzione dei benefici a favore dei Paesi che ora ricevono contributi decisamente inferiori. Per attrarre più giovani nelle campagne è stato predisposto per loro uno schema obbligatorio: a chi ha meno di 41 anni andrà un sussidio addizionale pari al 25%. La riforma estende di due anni il termine per mettere fine alle quote nella produzione dello zucchero (dal 2015 al 2017) e mantiene il sistema dei diritti d’impianto nel settore vitivinicolo fino al 2030.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

PAC 2014-2020, raggiunto l’accordo definitivo sulla riforma

programma 27 settembre PAC bozza 3Il Ministro lituano dell’Agricoltura, Vigilijus Jukna, ha annunciato l’accordo politico raggiunto dal Consiglio, Parlamento e Commissione europea (trilogo) sugli ultimi punti rimasti in sospeso dopo gli accordi dello scorso 26 giugno della riforma della PAC.

Tenute in maggiore considerazione le aspettative della società. I testi legislativi e le disposizioni transitorie da adottare formalmente saranno approvati entro la fine dell’anno in corso, per poi poter essere applicate dal 1° gennaio 2014. Fatta salva l’approvazione formale da parte di entrambe le Istituzioni e l’adozione degli atti giuridici sul bilancio generale dell’UE 2014-2020, l’accordo di Vilnius rappresenta la conclusione di un iter che spinge la PAC verso una “nuova” direzione che tiene maggiormente conto delle aspettative della società. Vediamo in dettaglio i punti dell’accordo finale, ricordando ai lettori che ulteriori informazioni e documentazione possono essere richiesti alla redazione di Veneto Agricoltura ( mail: europedirect@venetoagricoltura.org, tel. 049 8293716).

Pagamenti diretti agli agricoltori. L’accordo è stato raggiunto sulla regressività obbligatoria e volontaria. In pratica, ciò significa che l’importo del sostegno (pagamento diretto) che un’azienda agricola riceve (escluso il pagamento relativo al Greening) sarà ridotto di almeno il 5% per gli importi superiori a 150.000 euro. I costi salariali possono essere dedotti prima che sia effettuato il calcolo. Tale riduzione non riguarda gli Stati Membri che applicano il “pagamento redistributivo” in base al quale almeno il 5% della dotazione nazionale è trattenuto per essere ridistribuito sul primo ettaro di tutte le aziende agricole. I fondi “recuperati” attraverso questo meccanismo sono trasferiti alla dotazione per lo Sviluppo rurale nello Stato Membro/Regione interessata e possono essere utilizzati senza obbligo di cofinanziamento.

Convergenza esterna. Le dotazioni nazionali per i Pagamenti diretti per Stato Membro saranno progressivamente adattate in modo che i Paesi in cui il pagamento medio (in euro per ettaro) è attualmente inferiore al 90% della ridistribuzione media dell’UE godranno di un graduale aumento della loro dotazione (1/3 della differenza tra il loro tasso corrente e il 90% della media UE). Inoltre, vi è la garanzia che ogni Stato Membro dovrà raggiungere un livello minimo entro il 2019. Le dotazioni per gli altri Stati Membri che ricevono importi superiori alla media saranno adeguati di conseguenza.

Trasferimento di fondi tra i pilastri. Gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% del loro massimale nazionale relativo i pagamenti diretti (1° pilastro ) allo Sviluppo rurale (2° pilastro). Questi importi non richiedono il cofinanziamento. Viceversa, gli Stati Membri hanno la possibilità di trasferire fino al 15% della loro dotazione nazionale dal 2° al 1° pilastro, percentuale che sale al 25% per gli Stati Membri che ricevono meno del 90% della media UE dei Pagamenti diretti.

Sviluppo rurale. Gli stanziamenti nazionali allo Sviluppo rurale per Stato Membro sono inclusi nel Regolamento di base, ma questi importi possono essere adeguati da un atto delegato, ove tecnicamente necessario, o da un atto legislativo.

Tasso di cofinanziamento. Il tasso massimo di cofinanziamento dell’UE per la maggior parte dei pagamenti sarà fino all’85% nelle Regioni meno sviluppate, le Regioni ultraperiferiche e nelle isole minori del Mar Egeo, del 75% nelle Regioni in transizione e del 53% nelle altre Regioni, ma potrà essere più elevato per sostenere le misure a favore del trasferimento di conoscenze, la cooperazione, la costituzione di Organizzazioni di produttori e le sovvenzioni per l’insediamento dei giovani agricoltori, così come per i progetti LEADER e per la spesa in materia di ambiente e cambiamento climatico.

(Fonte: Europe Direct Veneto Ufficio Stampa Veneto Agricoltura)

Agricoltura bio in Italia e nella UE, quale futuro? INEA ne parla a Sana (Bologna, 9 settembre 2013)

Invito_SANA_defLa riforma della PAC e dei regolamenti comunitari per l’agricoltura biologica impone una riflessione sulle possibili strategie per una maggiore integrazione delle politiche a livello comunitario, nazionale e regionale. L’INEA intende, in occasione del SANA, a Bologna (7-10 settembre 2013) presentare la propria attività di ricerca e discutere con esperti su come tali politiche possano contribuire congiuntamente a dare nuovo slancio al settore e quale possa essere il ruolo della ricerca in Italia, in sinergia con quanto previsto nel Programma Quadro Horizon 2020.

Programma. Il seminario “Il futuro dell’agricoltura bIologIca In ItalIa e nell’UE: quali opportunità per una maggiore integrazione delle politiche?” si svolgerà il 9 settembre all’interno della fiera (sala Allemanda, Piano ammezzato – Padiglione 33, Ingresso Aldo Moro). Questo il programma:  ore 10.00 registrazione; ore 10.30 apertura dei lavori, Annalisa Zezza, Inea; ore 10.40  L’agricoltura biologica in Italia: spunti da alcuni studi INEA
Laura Viganò, Inea; ore 11.00 Modelli organizzativi e politiche per l’agricoltura biologica in Francia: strategie presenti e future, Anaïs Riffiod, agence BIo; ore 11.20 Il Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica:
integrare differenti politiche e attori nell’UE, Jürn Sanders, Johann HeInrIch Von Thünen-Institut ; ore 11.40 Ricerca e innovazione nel quadro delle politiche europee a favore  dell’agricoltura biologica, Eduardo Cuoco, TP organIcs; ore 12.00 Interventi programmati,  Valtiero Mazzotti, regIone EmIlIa-Romagna,  Bruno Sebastianelli, la Terra e Il cIelo; ore 12.30  Dibattito; ore 13.15 Conclusioni.

Partecipazione. Chi fosse interessato a partecipare è invitato a segnalarlo alla segreteria organizzativa: Francesco Ambrosini (ambrosini@inea.it – 06/47856.416); Laura Guidarelli  (guidarelli@inea.it – 06/47856.455); Anna Lapoli (lapoli@inea.it – 06/47856.207), nonché a presentare l’invito all’ingresso del SANA (il giorno del seminario) per poter accedere gratuitamente alla manifestazione.

(Fonte: INEA)

Valorizzare le tipicità locali nell’ottica della nuova Pac: incontro a Conegliano (TV) con i sindaci della Pedemontana

In primo piano, On. Scottà con Fabrizio Stelluto (presidente Argav) e Katia Mazzucato

Venerdì 25 febbraio alle 17.oo l’on. Giancarlo Scottà, europarlamentare della Lega Nord del gruppo Efd, ha invitato tutti i sindaci e gli assessori all’Agricoltura della Pedemontana veneta e friulana, in rappresentanza di 22 comuni all’incontro dal titolo: “Recupero e valorizzazione  delle tipicità di zona come input ad una diversa imprenditoria”, con l’analisi di un caso-studio funzionale alla nuova Pac europea (Piano per l’agricoltura comunitaria).

Pedesempio. L’incontro si terrà  nella sala convegni dell’Enoteca Regionale Veneta in via Dalmasso a Conegliano (TV) dove verrà  illustrata nel dettaglio l’indagine “Pedesempio” realizzata sul territorio della Pedemontana da un gruppo di lavoro formato da Alberto Burbello, Giovanni Coan, Fanny Costella, Laura Peruch e Claudia Scottà. Hanno dato la loro adesione anche gli assessorati regionali all’Agricoltura, con gli assessori Franco Manzato e Claudio Violino.

Ritorno alla terra. “Esamineremo insieme gli interessanti dati emersi – dice l’on. Scottà – e poi cercheremo di condividere informazioni, prospettive, idee ed anche il percorso che stiamo portando avanti in sede di Parlamento europeo. Come membro della Commissione Agricoltura, cercherò di evidenziare l’importanza della Pac: non dobbiamo dimenticare che proprio l’agricoltura assorbe gran parte del bilancio europeo e che la valorizzazione dei prodotti locali giocherà un ruolo fondamentale anche a livello economico. Dobbiamo ritornare alla terra, sfruttando le recenti opportunità tecnologiche e commerciali che vengono offerte dalle nuove politiche comunitarie che si stanno predisponendo a Bruxelles”.

(fonte Segreteria On. Scottà)