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Omnibus agricolo, semplificazione della Pac (e non solo) nel mirino. A metà ottobre 2017, Veneto Agricoltura organizzerà un incontro in vista del termine della discussione tra Consiglio e Commissione europei.

Paolo De Castro

Iniziati ai primi di luglio, i negoziati sulla parte agricola del Regolamento Omnibus, presieduti dal primo vice presidente Paolo De Castro, correlatore insieme al collega Albert Dess del parere del Parlamento europeo, si annunciano ambiziosi per contenuti e obiettivi. “Il Regolamento Omnibus rappresenta un’importante
opportunità per semplificare alcune problematiche che i nostri agricoltori hanno riscontrato nei primi tre anni di applicazione della PAC 2014-2020 – ha detto al riguardo De Castro – ma soprattutto rappresenta molto probabilmente l’unico atto legislativo dove poter intervenire sulla PAC”.

Rischio esclusione della parte agricoal dall’accordo finale. “La proposta del Parlamento – prosegue l’europarlamentare – si attiene a tre obiettivi principali: la semplificazione delle procedure, il rafforzamento degli strumenti di gestione dei rischi e il miglioramento delle misure di mercato. L’Europarlamento, pur condividendo largamente la proposta del Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan, havoluto essere più ambizioso della Commissione cercando di ottenere dei risultati in più per gli agricoltori europei. Al momento, la posizione del Consiglio non è ancora definita ma ci auguriamo possa convergere sulla posizione del Parlamento europeo. Speriamo sia possibile avere uno spirito collaborativo e costruttivo durante tutta la fase negoziale al fine di non rischiare che gli sforzi fatti finora per raggiungere un risultato che semplifichi e migliori l’applicazione della PAC per i nostri agricoltori, possano essere vanificati con un’esclusione della parte agricola della proposta dall’accordo finale. In questo senso, voglio ricordare che non ci sarà alcun accordo se non sarà completato il negoziato su tutti e quattro gli articoli riguardanti i quattro atti di base della PAC”.

In cosa consiste il Regolamento Omnibus agricolo oggetto di discussione in questi mesi tra le Istituzioni europee? Vediamo, in sintesi, i punti salienti. Il 10 aprile di quest’anno il Comitato speciale Agricoltura (CSA) ha annunciato la sua posizione sulla parte agricola della proposta che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’UE, il cosiddetto Regolamento Omnibus. In linea con la proposta della Commissione, la posizione del Consiglio punta a semplificare ulteriormente la Politica Agricola Comune (PAC) apportando una serie di miglioramenti tecnici ai quattro Regolamenti della stessa PAC, vale a dire: i Pagamenti diretti, lo Sviluppo rurale, l’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) e il Regolamento orizzontale. Le nuove norme dovrebbero entrare in vigore all’inizio del 2018.

Elementi confermati dal CSA. Il CSA ha confermato la maggior parte degli elementi della proposta della Commissione, quali lo strumento di stabilizzazione del reddito (la soglia che innesca tale meccanismo viene abbassata e parte ora dal 20% del calo di reddito); si introduce inoltre uno strumento specifico per settore; gli agricoltori in attività (la relativa condizione è resa facoltativa per gli Stati membri); gli strumenti finanziari (se ne promuove l’uso attenuando le norme applicabili); i produttori nel settore ortofrutticolo (le procedure per concedere un aiuto finanziario nazionale vengono semplificate); la disciplina finanziaria (si semplifica la procedura, che d’ora in poi sarà gestita unicamente dalla Commissione).

Differenze Consiglio/Commissione. La posizione del Consiglio diverge dalla proposta della Commissione per quanto riguarda: il pascolo permanente (si prevedono modifiche supplementari al regime dei pagamenti diretti, così da concedere agli Stati Membri una maggiore flessibilità nell’applicazione nazionale dell’obbligo corrispondente); il regime per i Giovani agricoltori (mentre nel Regolamento sullo Sviluppo rurale la flessibilità proposta è mantenuta, in quello sui Pagamenti diretti si è preferito fissare norme stabili per gli agricoltori); il sostegno accoppiato facoltativo (viene aggiunta la possibilità di eseguire una revisione annuale); la regola del 50/50 (il Consiglio ha respinto la proposta della Commissione di eliminare la cosiddetta “regola del 50/50” per la condivisione dei pagamenti irregolari non recuperabili).

Prossime tappe: in arrivo anche un incontro promosso da Veneto Agricoltura. I triloghi tra la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti della Commissione e del Parlamento (i cui obiettivi, come sottolinea l’on. De Castro, sono più ambiziosi rispetto a quanto ha osato l’Esecutivo) si concluderanno nel prossimo mese di ottobre. Segnaliamo che proprio nella seconda metà di ottobre, Veneto Agricoltura organizzerà a Legnaro (Pd) sul tema dell’Omnibus agricolo un focus che vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle Istituzioni europee, nazionali e locali, dell’Università, delle Organizzazioni agricole e dei produttori.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

3,5 miliardi di euro al Veneto: Pac e Psr al via, convegno a Legnaro (Pd) il 1° aprile 2015

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiDa qui al 2020 il Veneto potrà contare su risorse finanziarie pari a 3,5 miliardi di euro provenienti dalla Politica Agricola Comune (PAC). Una bella cifra che nello specifico sarà destinata, sottoforma di aiuto, ai pagamenti diretti agli agricoltori (2,3 miliardi), mentre la parte restante (1,184 miliardi) sarà a disposizione del nuovo Programma di Sviluppo Rurale, per il quale la Regione Veneto sta attendendo il via libera da parte della Commissione europea (vedi paragrafo sottostante). Come si può facilmente capire, per il mondo agricolo è dunque in arrivo un’iniezione di linfa vitale che consentirà il rafforzamento e l’ammodernamento delle imprese, il ricambio generazionale e una maggiore attenzione alle questioni ambientali. Attorno a questi importanti temi ruoterà il convegno “PAC e Sviluppo rurale verso il 2020” che Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione, poli universitari regionali e CRA-INEA, organizzerà a Legnaro (PD) il prossimo 1° aprile in Corte Bendettina a partire dalle ore 9,15.

I relatori. Per conoscere nei dettagli tutte le novità, le opportunità, ma anche le difficoltà applicative della nuova programmazione agricola e rurale europea 2014-2020, i promotori dell’evento hanno invitato in qualità di relatori i massimi esperti in circolazione: Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, affronterà i temi più scottanti della PAC riformata; Vasco Boatto, dell’Università di Padova, presenterà le prime ipotesi d’impatto della nuova PAC e del PSR Veneto sull’economia regionale, messe a punto in collaborazione con l’Università di Verona; Andrea Povellato, di CRA-INEA, inquadrerà i possibili scenari di cambiamento climatico e i relativi impatti sull’agricoltura veneta, si tratta di un atteso lavoro messo a punto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia; Andrea Comacchio, direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Veneto, presenterà il nuovo PSR Veneto. Al convegno di Legnaro è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, nonché la presentazione della pubblicazione “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020”, Quaderno della Collana editoriale curata da Europe Direct Veneto, una cui copia sarà consegnata ai partecipanti. La partecipazione al convegno è gratuita e non richiede la pre-registrazione.

Psr del Veneto inviato alla Commissione Europea. “Gli uffici del Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale hanno provveduto  al caricamento  sul sistema informativo della Commissione Europea e al successivo invio del testo revisionato del nuovo Programma di Sviluppo Rurale. Siamo i primi in Italia insieme a Bolzano. La fase finale del negoziato tra Regione Veneto e Europa si chiuderà a maggio con l’auspicata approvazione definitiva del nuovo PSR 2014-2020 da parte della Commissione Europea”.  A darne notizia è l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Franco Manzato, che sta seguendo tutti gli step necessari all’approvazione definitiva del testo, che consentirà al Veneto di avviare tutte le misure di bando rivolte alle aziende agricole. “Nei limiti di quanto i regolamenti consentivano – riferisce Manzato – abbiamo intanto avviato le procedure per attivare il primo bando da 144 milioni di euro, approvato ieri in Commissione agricoltura del Consiglio regionale”. L’operazione è stata possibile in quanto il negoziato sul nuovo PSR in Veneto è avanzato. In questi casi la Commissione europea consente alle Regioni di approvare i primi bandi per le misure che non richiedono applicazione di “criteri di selezione”, condizionando comunque le domande a recepire le eventuali ultime minime correzioni. Nello specifico si tratta delle misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone montane), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Fonte: Veneto Agricoltura/Regione Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

PAC 2014-2020. Manzato: a Roma manca una visione strategica

programma 27 settembre PAC bozza 3“Cinque mesi di grandi discussioni per scrivere “l’aiuto accoppiato” in Italia. Risultato? Il solito spezzatino all’italiana. Non serve all’agricoltura”. Questo è il commento in apertura dell’articolo scritto dal professor Angelo Frascarelli, dell’Università di Perugia, pubblicato dalla rivista l’Informatore Agrario.
Aiuti a riso, soia e grano duro? Complicano la vita agli agricoltori. Il prof. Frascarelli è riconosciuto nel settore come massimo esperto in materia di PAC e, a tal proposito, in un recente commento ha dichiarato che gli aiuti al riso, alla soia e al grano duro, servono solo a complicare la vita agli agricoltori, senza benefici per l’economia agroalimentare del Paese. Parafrasando: manca una strategia. La nuova Politica Agricola Comune è stata costruita dal Ministero delle Politiche Agricole cercando di “accontentare” i molti, senza strutturare un piano di azione che getti le basi di un sistema competitivo e forte”. Questa in sintesi la posizione del Veneto, ribadita dall’assessore all’agricoltura Franco Manzato che sottolinea:“coincide esattamente con l’opinione del prof. Frascarelli”.
In Veneto, perseguita la strada di crescita e responsabilizzazione. “La Politica agricola comune della Unione Europea – aggiunge Manzato – sta mettendo a dura prova il Veneto, dove da oltre tre anni si sta costruendo una strategia che consenta al comparto rurale di crescere con l’appoggio della Regione e che nel tempo possa assorbire senza grossi traumi la riduzione degli aiuti. Il margine di intervento della Regione nella definizione del Programma di Sviluppo Rurale – approvato ieri in Consiglio Regionale – che prevede contributi alle aziende agricole, è stato adeguatamente sfruttato e ritengo abbia portato ad un eccellente risultato. Mentre la partita degli aiuti diretti, gestita da Roma, si è rivelata inadeguata e non alla pari con la visione strategica che noi invece abbiamo applicato nel PSR Veneto”.
Sostegni “accoppiati”, motivo di contrasto Regione/Ministero. “È paradossale per noi – continua – che stiamo cercando di costruire un sistema veneto che abbia una strategia condivisa, che guardi a lungo termine nell’ottica di rendere la aziende competitive e capaci di stare sul mercato senza gli aiuti europei, ma ci confrontiamo con una sovra-strategia asettica e inesistente. Una buona programmazione che mira a far crescere l’ agricoltura italiana sicuramente non avrebbe inserito alcun meccanismo di “preferenza” per le aree del sud, che storicamente rendono poco perché fanno poco, gestiscono i contributi in modo per nulla trasparente e non riescono nemmeno a utilizzare tutte le risorse che gli vengono messe a disposizione. Soprattutto, una buona strategia non avrebbe permesso che settori fortemente penalizzati (zootecnia) non venissero adeguatamente considerati al momento della definizione dei premi “accoppiati”, aiuti creati appositamente per sostenere le aree di intervento più marginali e in difficoltà. Questi sostegni “accoppiati” sono il nocciolo di una polemica che da mesi schiera il Veneto contro il Ministero, arrivando di recente alla resa dei conti attraverso la mancata intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni sul documento definitivo”.
Un “mosaico” inadegutato alle esigenze del Paese. “E pensiamo anche – dice Manzato – alla distinzione tra pianura “normale” e “svantaggiata”, che consente il premio PAC agli agricoltori che hanno ottenuto (nell’anno precedente) 1.250 euro nel primo caso e 5.000 euro nel secondo caso (come le aree di montagna). Ma chiediamocelo, cosa è la pianura “svantaggiata”? Uno svantaggio lo vediamo nella montagna, ma in pianura è difficile da immaginare e soprattutto ci sembra un tentativo, mal celato, per privilegiare tutto il sud Italia, insomma una politica di comodo”. “Ma il nocciolo del problema – conclude – rimane “l’accoppiato”. In effetti è avvenuto uno “spacchettamento” delle misure, arrivando addirittura a 7: bovini da latte e bovini da latte in zona montana (una differenza minima), vacche nutrici, capi bovini macellati (somma insufficiente), bovini, ovini, agnello IGP, bufalo, ma anche piano per le colture proteiche del nord (importo irrisorio), proteiche e grano duro del centro e del sud (nonostante non si capisca come mai il grano sia considerato “ambito di difficoltà”), ed infine riso, bietola, pomodoro da industria, olivo – anch’essa coltura in difficoltà ingiustificata. Insomma un mosaico, fatto male e inadeguato alle esigenze di crescita del Paese. Lo specchio della solita Italietta che sa far male anche quello che con facilità e spontaneità potrebbe fare in modo eccellente: distribuire le risorse in modo strutturato e ottimale, con la concentrazione degli investimenti e degli aiuti laddove è necessario, senza così sprecare risorse”.
(Fonte: Regione Veneto)

OGM e PAC, incontro Regioni/Ministero delle Politiche Agricole

ogmPACIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha incontrato gli Assessori all’Agricoltura delle Regioni italiane per discutere di due argomenti strategici per la nostra agricoltura: OGM e PAC.

Ogm. Per quanto riguarda il primo tema, in attesa della sentenza del Tar sul caso Friuli-Venezia Giulia, il Ministro ha ribadito l’intenzione del Governo di intervenire con eventuali azioni che si dovessero rendere necessarie e ha condiviso con le Regioni un programma di lavoro. Martina ha ribadito inoltre che l’Italia è favorevole alla proposta della Presidenza greca dell’Unione Europea che prevede una maggiore autonomia decisionale degli Stati Membri sulla questione.

PAC. Relativamente al primo Pilastro della PAC 2014-2020, una scarna nota del Ministero, parla di “progressi sui punti principali trattati e di un primo accordo sul valore dei pagamenti agli agricoltori, per il quale si prenderanno a riferimento i pagamenti percepiti nel 2014”. È stata inoltre illustrata una prima ipotesi di riparto degli aiuti accoppiati, che servirà come base per il confronto con le Regioni e con le Organizzazioni di categoria. Nell’occasione, il Ministro ha ribadito la volontà di proseguire con un metodo di confronto e dialogo con le Regioni e la necessità di chiudere sul primo Pilastro entro il 15 maggio, per dare risposte tempestive agli agricoltori su questioni come la convergenza, il greening, l’agricoltore attivo e l’ammissibilità al contributo delle superfici. A tale scopo sono stati convocati un tavolo tecnico, svoltosi il 16 aprile scorso, e una nuova riunione istituzionale tra Assessori e Ministro il 24 aprile a Roma.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

31 gennaio 2014, l’agroalimentare (veneto e non) protagonista dell’incontro ARGAV-Wigwam

Platea incontro ARGAV Wigwam Agronet dicembre 2012Venerdì 31 gennaio 204, alle ore 19 circa, si terrà il consueto incontro mensile ARGAV-Wigwam al Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

I protagonisti. Nell’occasione, il socio ARGAV Renzo Michieletto, referente Europe Direct Veneto-Veneto Agricoltura, farà il punto sulla nuova Politica Agricola Comune 2014-2020. Daniele Salvagno, di Frantoio Redoro, ci illustrerà la stagione olivicola 2013, mentre Giancarlo Taglia de “Il Buon Gusto Veneto”, ci parlerà del network/marchio che raggruppa in rete piccole e medie imprese venete dell’agroalimentare. Sarà con noi anche Giovanni Rossi, presidente F.N.S.I. (Federazione Nazionale Stampa Italiana).

Rinnovo quota 2014. Per coloro che ancora non avessero provveduto, ricordiamo il rinnovo della quota associativa 2014 (il pagamento è condizione indispensabile per godere del diritto di elettorato attivo e passivo in occasione della prossima Assemblea dei Soci in programma la prossima Primavera). La quota associativa annua è di 35,00 euro e di 40,00 euro per i nuovi soci, pagamento tramite bonifico bancario sul c/c 5 214 intestato ad ARGAV Veneto e Trentino Alto Adige c/o Cameran Mirka via S. Pietro 80 PD, Codice IBAN: IT45 N062 2512 1081 0000 0005 214 BIC: IBSPIT2P, Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. – Filiale di Padova 01612, zona Industriale Piazza Giovanni XXIII n. 19 – 35139 PADOVA.

PAC 2014-2020, ARGAV modera il Tavolo Verde dell’agricoltura veneta. Che serra le fila e muove compatto per garantire alle imprese agricole reddito e investimenti.

CS Manzato 27 gennaio 2014

da sx, Fabrizio Stelluto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Franco Manzato, Giorgio Piazza, Renzo Aldegheri, Flavio Furlani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) L’azione positiva esercitata da Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento UE, ha in parte migliorato la posizione italiana nella distribuzione delle risorse economiche per la nuova PAC 2014-2020,  approvata dal Parlamento Europeo a novembre 2013. Ma ciò nonostante, l’Italia sconta anni di incapacità politica di far lobbying a Bruxelles, a vantaggio dei Paesi del Nord Europa e dunque gli agricoltori italiani dovranno sempre più fare i conti con una riduzione delle risorse pubbliche.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E bisogna serrare le fila. Per questo, i vertici del Tavolo Verde dell’agricoltura veneta erano tutti presenti ieri, lunedì 27 gennaio, all’incontro stampa indetto dall’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato per la presentazione dei contenuti finanziari e delle  linee guida della politica agricola regionale per il periodo della nuova PAC 2014-2020. Insieme a Manzato, affiancato dallo staff dei tecnici regionali, erano dunque presenti Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto, Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto, Renzo Aldegheri, presidente di Copagri e Flavio Furlani, presidente di CIA Veneto. A moderare l’incontro, il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

Si parte dai giovani con 20 milioni di euro. La task force agricola veneta ha espresso compatta il desiderio-obiettivo di garantire reddito alle imprese agricole venete e di farle crescere in modo che possano sempre più muoversi nel mercato mondiale in maniera autonoma, vista la scarsità di risorse, puntando su innovazione, inserimento dei giovani, sburocratizzazione e flessibilità. “Entro il 2020 – ha riferito Manzato – il sistema agricolo veneto potrà contare su 3,5 miliardi di contributi (1,2 miliardi di finanziamento alle aziende agricole attraverso bandi del Piano di Sviluppo Rurale e 2,3 miliardi di finanziamento destinati alle aziende agricole attraverso i pagamenti diretti UE)”. “Nel 2014, anno di passaggio dal vecchio al nuovo PSR – ha aggiunto Manzato –  la Regione destinerà 20 milioni di euro ai giovani agricoltori per incentivare la loro permanenza nel settore primario o il loro primo accesso al mondo agricolo”.

Questione di lobbying. “Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto 6 Ministri dell’Agricoltura e questo non aiuta l’Italia ad avere il ruolo e il peso che merita, quale Paese fondatore, in seno all’Europa”, ha aggiunto Manzato. Che da parte sua, riterrebbe necessario che il ministro dell’Agricoltura italiano (carica al momento assunta ad interim dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, ndr) dovrebbe trascorrere almeno una settimana al mese a Bruxelles per intessere una rete di rapporti in grado di creare politiche più a favore dell’agricoltura mediterranea. Manzato ha espresso anche il disappunto sulla ripartizione delle risorse UE destinate dal Ministero all’Agricoltura allo Sviluppo Rurale. “Utilizzeremo al meglio le somme messe a nostra disposizione – ha  riferito Manzato – ma il Ministero ha effettuato la divisione basandosi su criteri storici e penalizzando quindi le Regioni più efficenti per capacità di spesa, fra cui il Veneto”.”Il Ministero – ha concluso Manzato – ha inoltre deciso di attingere al PSR, sottraendo 300 milioni di euro, per realizzare il Piano Irriguo Nazionale, di competenza statale. Interventi di questo genere dovrebbero essere finanziati dallo Stato con fondi propri e non con quelli destinati alle Regioni”. Non ce ne voglia l’assessore Manzato, ma potrebbe essere utile anche a lui trascorrere una settimana al mese a Roma?

Riforma della PAC 2014-2020, pubblicato il Quaderno n. 15 di Europe Direct Veneto

Quaderno n. 15 RIFORMA DELLA PACPer chi desidera avere un quadro completo della PAC 2014-2020, Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura propone un’utile  pubblicazione in cui la riforma della nuova Politica Agricola Comune 2014-2020 è stata vivisezionata ed esaminata punto per punto: dal Quadro Finanziario Pluriennale alle rubriche del bilancio agricolo, dal lungo iter di riforma all’architettura complessiva, dagli obiettivi generali ai contenuti specifici.

Scaricabile on line oppure inviata gratuitamente in versione cartacea. Al seguente link può essere scaricato il nuovo Quaderno n. 15 RIFORMA PAC di Europe Direct Veneto intitolato “L’agricoltura al centro. La riforma della PAC 2014-2020”. Chi desidera, può riceverlo in versione cartacea gratuitamente via posta ordinaria facendone richiesta via mail a europedirect@venetoagricoltura.org (da indicare nell’oggetto: QUADERNO N. 15 PAC. e l’indirizzo a cui spedirla).

(Fonte: Europe Direct Veneto)

Riforma della PAC, si chiude il lungo iter

programma 27 settembre PAC bozza 3Con l’approvazione da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo (Comagri) ci si avvia verso la conclusione una delle più travagliate riforme della politica agricola europea. Il dossier attende ora solo il vaglio della plenaria a Strasburgo.

Gli europarlamentari hanno approvato tutti e quattro i dossier della riforma della PAC 2014-2020, di cui tre con un’ampia maggioranza: sui Pagamenti diretti agli agricoltori 31 voti a favore, otto contrari e due astensioni; sullo Sviluppo rurale 35 sì, tre no e tre astensioni, mentre su Finanziamento, controllo e monitoraggio i voti a favore sono stati 35 e quelli contrari sei. Solo il testo sull’Organizzazione Unica di Mercato ha ottenuto una maggioranza meno forte, con 27 sì e 14 no. Si tratta di un risultato negoziale straordinario perché per la prima volta nella storia della PAC il Parlamento europeo ha migliorato significativamente le proposte di regolamento della Commissione.

Il travagliato percorso del dossier PAC. “Una PAC più verde, più equa e più giovane”: è stato questo lo slogan che ha accompagnato il percorso della riforma in questi due anni di elaborazione. Ma com’è giunto il dossier alla fase di approvazione finale dopo i lunghi negoziati e i tanti rimaneggiamenti? In primis va ricordata la svolta verde, uno dei principali elementi di riforma: d’ora in poi quasi un terzo (il 30%) del sostegno al reddito degli agricoltori dipenderà dall’attuazione di alcune misure di cura nei confronti dell’ambiente. Oltre a perdere parte dei sussidi, i produttori potrebbero subire ulteriori sanzioni. L’equità del nuovo corso in agricoltura consiste nell’aver equilibrato gli aiuti percepiti dai produttori nei diversi Paesi e tra le diverse aree geografiche di uno stesso Paese. Per i Paesi, come l’Italia, dove il sussidio medio è superiore alla media europea, questo significherà una graduale riduzione dei benefici a favore dei Paesi che ora ricevono contributi decisamente inferiori. Per attrarre più giovani nelle campagne è stato predisposto per loro uno schema obbligatorio: a chi ha meno di 41 anni andrà un sussidio addizionale pari al 25%. La riforma estende di due anni il termine per mettere fine alle quote nella produzione dello zucchero (dal 2015 al 2017) e mantiene il sistema dei diritti d’impianto nel settore vitivinicolo fino al 2030.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

PAC 2014-2020, De Castro chiede ai ministri agricoli europei di risolvere i punti in sospeso

programma 27 settembre PAC bozza 3In occasione del Consiglio informale agricolo europeo, tenutosi a Vilnius martedì 9 settembre, il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento UE, Paolo De Castro, ha sollecitato i 28 ministri europei a chiudere in tempi rapidi l’iter negoziale della riforma della PAC, con la richiesta di prendere in esame con urgenza i punti rimasti fuori dall’accordo dello scorso 26 giugno.

Quadro Finanziario Pluriennale. “Siamo orgogliosi del compromesso politico raggiunto a giugno – ha sottolineato De Castro – perché il Parlamento ha dato prova di grande flessibilità ed è con lo stesso spirito che vogliamo affrontare le poche questioni non ancora discusse in quanto legate all’accordo sul Quadro Finanziario Pluriennale”. Si ricorda che lo stesso Parlamento europeo, nella risoluzione in Plenaria del 3 luglio scorso, ha chiaramente detto che il regolamento sul QFP non potrà essere legittimamente adottato finché non sarà raggiunto un accordo sui pertinenti regolamenti giuridici, nel pieno rispetto dei poteri legislativi sanciti dal Trattato di Lisbona.

Negoziare subito le questioni in sospeso. “Quello che ci aspettiamo ora dal Consiglio – ha detto De Castro ai ministri europei dell’Agricoltura – é un chiaro riconoscimento della volontà di negoziare sulle ultime questioni ancora in sospeso. Si tratta di punto fondamentale per la nostra Istituzione e lo dico sapendo di avere l’appoggio totale del Presidente Martin Schulz. Un tavolo di negoziato dev’essere aperto il più presto possibile per permettere un’approvazione formale della Riforma in tempi utili, evitando un’approvazione in seconda lettura che non sarebbe nell’interesse degli agricoltori, né dei cittadini europei”.

Occhio alle piccole imprese agricole familiari. De Castro, riprendendo il tema al centro dell’incontro di Vilnius su “Le prospettive delle aziende agricole famigliari nel contesto della globalizzazione”, ha evidenziato la necessità di mettere al centro del dibattito le problematiche dei dodici milioni di aziende agricole familiari e piccoli agricoltori, in un contesto generale di modernizzazione e globalizzazione, in cui la sfida del futuro sarà coniugare food security, rispetto dell’ambiente e produzione di beni pubblici. Al riguardo, ha annunciato che la Comagri sta lavorando a un rapporto d’iniziativa sul futuro dei piccoli agricoltori in relazione al 2014, anno internazionale dell’agricoltura famigliare.

(Fonte: Europe Direct Veneto)