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Sviluppo rurale, presentato il quadro strategico e gli interventi per il Veneto dei prossimi cinque anni

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Lo scorso 1 luglio a Padova, l’Autorità di Gestione del PSR Veneto ha presentato il nuovo quadro strategico regionale, lo stato di approvazione del Piano strategico nazionale PAC 2023-2027 e la definizione del Complemento regionale per lo sviluppo rurale.

Nello specifico, sono 12 tipi di intervento destinati agli investimenti in agricoltura, mentre 16 saranno quelli legati agli impegni ambientali e climatici. Saranno inoltre 2 gli interventi per i nuovi insediamenti di giovani in agricoltura e l’avvio di imprese forestali, 7 quelli dedicati alla cooperazione, 6 quelli riservati alla conoscenza e all’innovazione in agricoltura, e infine 2 di indennità per i vincoli naturali e le aree svantaggiate. Gli interventi saranno finanziati con 824 milioni di euro, provenienti dall’Unione europea (40,7%, fondo europeo FEASR), dallo Stato italiano (41,5%) e dalla Regione del Veneto (17,8% ), secondo il riparto approvato il 21 giugno dalla Conferenza Stato-Regioni.

Fino al 31 luglio sarà, inoltre, aperta la consultazione online attivata dalla Regione, con cui i componenti del Partenariato PAC2030 potranno formulare osservazioni sugli elementi fondamentali degli interventi per lo sviluppo rurale proposti per il periodo 2023-2027.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Erogazioni contributi in agricoltura, Regione Veneto conferma buone capacità amministrative

ll Veneto si conferma la prima Regione in Italia nell’avanzamento di spesa del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), contenuta nel Report del secondo Trimestre 2017 diffuso dalla Rete Rurale Nazionale, che monitora le performance di erogazione dei contributi pubblici dei PSR di ogni Regione.

47 bandi, circa 20 mila le domande di sostegno finanziate. Finora i bandi emessi sono stati in totale 47, 9 dei quali aperti o in corso di istruttoria in questi giorni. Le domande di sostegno finanziate dalle diverse misure sono state poco meno di 20.000.

Secondo ente in Italia per velocità di pagamento. Inoltre, Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, risulta essere tra i migliori pagatori in Italia per velocità di liquidazione ai fornitori. Lo stabilisce la classifica del Ministero dell’Economia dei Top 500 dei migliori pagatori: AVEPA con 1.018 fatture per un totale di 11.390.353,23 euro pagati, si è posizionata immediatamente alle spalle della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (con 16.760 fatture per un totale di 39.542.644,58 euro pagati).

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Piano Sviluppo Rurale, prorogata al 15 giugno 2015 la scadenza di presentazione delle domande

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiLa Commissione Europea ha diramato una comunicazione nella quale annuncia lo slittamento, dal 15 maggio al 15 giugno, del termine per la presentazione delle domande di pagamenti diretti e delle misure a superficie del PSR – ossia le misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali) del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

La Regione Veneto è in attesa dell’apposito aggiornamento ufficiale da parte della Commissione Europea, che in data 23 aprile proporrà il testo di rettifica al Comitato congiunto Sviluppo Rurale e Pagamenti Diretti. Non appena ufficializzato il Regolamento, la Giunta regionale adotterà i provvedimenti necessari al differimento della scadenza. Per quanto riguarda le nuove misure del PSR 2014 2020 per il Veneto, l’importo totale stanziato ammonta a 144 milioni di euro, interamente rivolti alle aziende agricole venete. Informazioni aggiornate sulla presentazione delle domande potranno essere recuperate nel portale dell’agricoltura veneta PIAVe  e nella sezione bandi-agricoltura del sito della Regione Veneto

Fonte: Regione Veneto

Agricoltura: nuovo Psr 2014-2020, apertura termini per presentazione domande entro 15 maggio 2015, 144 milioni a disposizione

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiÈ stato pubblicato sul BUR n.32 del 3/04/2015 della Regione Veneto il bando da 144 milioni di euro rivolto alle aziende agricole che prevede le misure 10.1 (Agroambiente), 11 (Agricoltura biologica) e 13 (Indennità compensativa a favore delle zone soggette a vincoli naturali), con scadenza della presentazione delle domande al 15 maggio 2015.

Destinatari e finalità. Sono agricoltori singoli o associati, ed enti pubblici che conducono aziende agricole. Intervento 10.1.1: tecniche agronomiche a ridotto impatto ambientale (3 milioni 200mila euro). Si tratta dell’introduzione e del mantenimento delle tecniche di “non lavorazione”, una gestione agronomica mirata a preservare e migliorare il suolo come risorsa, aumentando la quantità di acqua che si infiltra nel terreno, favorendo il sequestro di carbonio organico, allo scopo di contrastare l’erosione. Intervento 10.1.3: gestione attiva di infrastrutture verdi (35 milioni di euro). L’intervento promuove la gestione attiva di “infrastrutture verdi” ovvero di formazioni lineari arboreo-arbustive quali fasce tampone, siepi con connessa fascia erbacea di rispetto e boschetti naturalistici. Intervento 10.1.4: gestione sostenibile di prati, prati-seminaturali, pascoli e prati-pascoli (60 milioni di euro). L’intervento favorisce l’adozione di tecniche di gestione sostenibile dei prati e dei pascoli allo scopo di tutela dell’ambiente, della biodiversità e, del paesaggio concorrendo al miglioramento delle risorse idriche, della qualità e struttura dei suoli agricoli e alla salvaguardia idrogeologica di tali ambienti. Intervento 10.1.7: biodiversità – allevatori e coltivatori custodi (4 milioni di euro). L’intervento è finalizzato al recupero e alla conservazione delle razze locali autoctone minacciate d’abbandono. Tale finalità è motivata dalla considerazione che la diversità genetica rappresenta una risorsa che deve essere preservata per le generazioni future. Misura 11 “Agricoltura biologica”. Il bando prevede il sostegno sia ai pagamenti per la conversione (5 milioni 800mila), sia per il mantenimento dell’agricoltura biologica (16 milioni). I pagamenti verranno corrisposti a fronte dell’impegno dei beneficiari a convertire l’azienda tradizionale alle pratiche dell’agricoltura biologica o a mantenere tali pratiche nel caso l’azienda sia già biologica. Misura 13 “Indennità a favore delle zone soggette a vincoli”. Il bando, che mette a disposizione 20 milioni di euro, prevede l’erogazione di un aiuto per ettaro di superficie agricola unitaria in zona svantaggiata di montagna, al fine di compensare le perdite di reddito e i maggiori costi sostenuti rispetto ad azeiende in zona non affetta da vincoli naturali o specifici rappresentata sostanzialmente dalle aree di pianura. Ulteriori info a questo link.

Fonte: Regione Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Da 70 misure a 30 e soldi destinati a chi investe in agricoltura, il PSR Veneto cambia faccia

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl Programma di Sviluppo Rurale (PSR), l’unico strumento per la competitività in agricoltura,  cambia faccia. Diminuiscono le pagine, si dimezzano le misure ma la dotazione rimane la stessa: un miliardo e 184 milioni di euro a disposizione delle oltre 70 mila aziende agricole che dal 2014 fino al 2020 potranno investire per migliorare le performance economiche, la sostenibilità ambientale e il ricambio generazionale attraverso l’insediamento dei giovani agricoltori.

Concertazione per il rilancio dell’agroalimentare regionale. “Un salto di qualità per il primario regionale soprattutto perché dovrebbe diminuire il carico burocratico” spiegano all’unisono le quattro associazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri che hanno lavorato alla stesura del documento oggi al vaglio del Tavolo Verde istituzionale. “Al centro di tutto c’è la capacità reddituale delle imprese – precisano i rappresentanti delle categorie Flavio Furlani per la Cia, Giorgio Piazza per Coldiretti, Giangiacomo Bonaldi di Confagricoltura e Renzo Aldegheri di Copagri – e la concentrazione delle risorse sui settori che necessitano di maggiore attenzione in termini di ristrutturazione”. “Non vogliamo una legge di spesa per l’agroalimentare veneto – continuano – ma un utilizzo molto selettivo che deve escludere forme di finanziamento surrettizio di strutture o enti regionali che gravitano intorno al settore: devono essere prioritariamente destinati agli imprenditori agricoli”.

Prioritario dare le risorse agli imprenditori agricoli. Le associazioni, in sostanza, chiedono di indirizzarela maggior parte delle risorse, ovvero 560 milioni di euro, agli investimenti finalizzati a valorizzare le prestazioni delle aziende agricole e di quelle agroalimentari; e sottolineano come venga dato risalto ad un nuovo approccio verso il credito agrario sfruttando una diversa concezione del sostegno che considera sempre di più la leva finanziaria e creditizia. “Non ci siamo scordati in questo lavoro comune – precisano i vertici delle organizzazioni – della questione ambientale per la quale mettiamo in campo azioni in grado di compensare i maggiori costi di produzione per chi opera in territorio svantaggiato come ad esempio la montagna. Per la progettualità Leader (affidata ai Gruppi di Azione Locale – Gal), concordando con l’Assessore sull’ipotesi di riservare il 5 per cento a questi organismi, abbiamo chiesto di potenziare gli aspetti di diversificazione dove l’agricoltura sia protagonista”.”Affidiamo la piattaforma nelle mani dell’assessore Manzato – concludono –  affinchè diventi, in termini di esperienza condivisa, impostazione e  risultati, il vanto della nostra regione in Italia”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

PSR Veneto: meno burocrazia e più risorse da destinare alle imprese agricole

Mucche_al_pascoloSostenere la zootecnia come fattore strategico dello sviluppo dell’agroalimentare di qualità veneto, ridurre e sburocratizzare le misure di intervento del nuovo PSR (il Piano di Sviluppo Rurale) affinchè le risorse non vengano drenate in mille rivoli ma giungano direttamente alle imprese agricole attraverso priorità ben definite, su tutte l’innovazione e l’aggregazione. Questi i messaggi chiave emersi dal confronto-dibattito, organizzato nei giorni scorsi dalla cooperativa Latteria di Soligo a Villorba (TV).

PSR, “cantiere aperto”. Un affollato confronto tra produttori di latte del Veneto, dirigenti e assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato per contribuire alla scrittura di un PSR che ad oggi, per dirla con le parole di Alberto Zannol, della Sezione Competitività dei Sistemi Agroalimentari della Regione Veneto: “E’ un cantiere aperto”. Forti le istanze che si sono levate dalla base per ridare dignità alla zootecnia da latte veneta che attraverso un momento di grave difficoltà. Manzato ha anticipato alcuni dei punti chiave della politica agricola regionale che intende perseguire col nuovo PSR 2014/2020 che avrà un budget da 1.184 milioni di euro: “Anzitutto la riduzione delle misure di finanziamento dalle oltre 130 del PSR 2007/2013 a 39 misure non di più. Questo significherà indirizzare le risorse sulle vere priorità: innovazione, aggregazione, inserimento dei giovani e reddito delle imprese. Secondo, privilegiare l’assegnazione diretta delle risorse alle imprese (portandola da 450 a 700 milioni) e limitando l’accesso a enti pubblici o para-pubblici. Questo dovrà tradursi in una riduzione dei GAL (Gruppi di Azione Locale) da 14 a 8, organizzati per ambiti omogenei: montagna, Pedemontana, Basso Veneto, zona costiera. Infine la costruzione di bandi semplificati per ridurre le incombenze burocratiche alle imprese e la creazione di strumenti finanziari per facilitare l’accesso al credito”.

Attenzione . In particolare per il settore zootecnico, un comparto in grave sofferenza che ha visto uno stillicidio di stalle costrette a chiudere i battenti negli ultimi anni, l’assessore Manzato ha assicurato un ampio sostegno attraverso il cosiddetto “fondo accoppiato” con il trasferimento di risorse dal primo pilastro (dei pagamenti diretti) al secondo (gli investimenti strutturali): “Non solo perché questo è il settore in maggior sofferenza, e non solo perché crediamo nella zootecnia veneta ma perché così stanno facendo i nostri diretti competitor come la Francia”. Ad interpretare le istanze della base dei produttori ci ha pensato il presidente di Latteria Soligo, Lorenzo Brugnera: “In troppi hanno girato intorno alle risorse per l’agricoltura, quello che chiediamo è che si torni ad investire nelle aziende, in formazione e innovazione, per essere più competitivi. Perché le risorse dell’agricoltura vadano più agli agricoltori e meno al territorio”.

Nuova PAC. E proprio sulla definizione di “agricoltore attivo” ha portato avanti la propria battaglia Coldiretti: “Dare risorse a chi lavora e vive di agricoltura – ha affermato il presidente provinciale Walter Feltrin – non più a chi, fingendosi agricoltore ha sottratto risorse in questi anni per interessi speculativi: su questo fronte ci siamo impegnati in Europa e in Italia e contiamo di aver vinto”. La battaglia sul fronte europeo però è tutt’altro che conclusa, mancano i decreto attuativi della nuova PAC e molti aspetti già approvati potrebbero tornare in discussione, è il timore dei dirigenti regionali che stanno redigendo il PSR. Sul punto è stato chiesto l’intervento dell’europarlamentare Giancarlo Scottà, membro della Commissione Agricoltura: “La Commissione Europea potrà pronunciarsi ancora su diversi atti delegati perciò sarà fondamentale un lavoro di presidio politico sia da parte di noi parlamentari che dei ministri”. Poi una considerazione generale sulla politica agricola comunitaria: “Ci siamo impegnati sul fronte della biodiversità, della tutela dell’acqua e dell’ambiente, del benessere animale, ora è tempo anche di mettere al centro l’uomo e di recuperare anche qualche posto di lavoro in questo settore”.

(Fonte: Latteria Soligo)

Agricoltura, fondi inattesi per lo sviluppo rurale in arrivo in Veneto

Buone notizie per lo sviluppo rurale del Veneto: le dotazioni per il periodo 2014–2020 sono pari a 1.180.000 milioni di euro. Coldiretti nell’apprendere la lieta novella prevede che per un settennio le quasi 100 mila imprese agricole potranno investire per aumentare la loro competitività, la sostenibilità ambientale e migliorare dunque la redditività. “E’ senza dubbio un risultato positivo e per certi versi inatteso – commenta Coldiretti – se si aggiunge il fatto che arriveranno contributi nazionali al cento per cento per il sostegno dei premi assicurativi, per gli investimenti irrigui infrastrutturali e per la biodiversità animale”.

Coldiretti pronta al faccia a faccia sul bilancio regionale. Secondo Coldiretti, il co-finanziamento pari a 202 milioni impegnerà la Regione a ricercare altre risorse “in casa” per un settore che pesa sul bilancio regionale neanche l’1% . “Se vogliamo mantenere le performances del primario che fattura oltre 5 miliardi di euro – conclude Coldiretti – dobbiamo puntare sui giovani affinchè il loro insediamento sia triplicato negli anni, garantire la massima attenzione per la ristrutturazione delle aziende orientate al mercato, incentivare le aggregazioni di realtà agroalimentari con regimi di qualità e incoraggiare la filiera corta produttore-consumatore”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Manzato: “Il futuro prossimo dell’agricoltura veneta sta nelle decisioni di oggi e questa è una responsabilità che la politica deve saper prendersi”

Conferenza Manzato 20 dicembre 2012(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Un 2012 non di certo facile per l’agricoltura veneta, colpita, già in tempi di spending review, dalla forte siccità estiva e dalla presenza di un elevato tasso di aflatossine nel mais, ma che ha visto anche il completamento di un’azione riformatrice volta a sburocratizzare e snellire l’apparato agricolo veneto – dalla realizzazione dello Sportello Unico all’azione di riordino di Veneto Agricoltura e Avepa (quest’ultima completata a inizio 2013) -, in modo da  affrontare al meglio le prossime sfide, PAC 2013-2020 in primis e poi la costruzione del Piano di Sviluppo Rurale, che vedrà l’interazione fra mondo accademico,  imprenditoriale e istituzionale. Ma che dovrà soprattutto affrontare ciò che succederà dopo il 2020, quando “le aziende agricole saranno libere di stare sul mercato ma saranno anche prive di sussidi e aiuti comunitari e dunque, ogni decisione presa oggi ricadrà in modo determinante nel prossimo decennio e questa è una responsabilità che la politica deve sapere prendersi”. Con queste parole, Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, ha accolto la stampa nell’incontro di fine anno organizzato in collaborazione con ARGAV giovedì 20 dicembre scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), per fare il punto sul futuro prossimo dell’agricoltura veneta, un settore produttivo che crea valore, lavoro ed export nonostante la crisi, ma che dovrà fare i conti con le nuove regole  della programmazione comunitaria. A questo riguardo, vista l’importanza della questione, il socio ARGAV Renzo Michieletto di Europe Direct Veneto, sportello d’informazioni sull’Unione Europea di Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa, ne ha tracciato una sintesi, che riportiamo di seguito.

La prossima riforma della PAC, la sesta in vent’anni, è già stata disegnata. Per definirne i dettagli bisognerà però attendere l’approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020, comprensivo del capitolo di spesa destinato alle politiche agricole e di sviluppo rurale. Solo a questo punto sarà possibile chiudere una partita iniziata nel 2010  con la presentazione dei primi orientamenti da parte della Commissione europea. Quella della riforma della Pac è una partita che per la prima volta, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, vede il Parlamento europeo svolgere un ruolo davvero importante: tutti gli atti legislativi relativi alla politica agricola europea dovranno infatti essere approvati congiuntamente dal Consiglio dell’Ue e dal Parlamento europeo (Co-decisione), rendendo le procedure più democratiche ma senz’altro più complesse. Gli oltre settemila emendamenti alle proposte della Commissione, esaminati in questi ultimi mesi dal Parlamento europeo, fanno comprendere quanto complesso sia stato l’iter di avvicinamento della Riforma, ma in definitiva la futura PAC 2014-2020 risulta oggi delineata. Ecco i punti salienti:

  1. Aiuti al reddito, ancora colonna portante della futura PAC. Il reddito degli agricoltori continuerà ad essere sostenuto, in maniera più semplice e mirata rispetto al passato, anche nei prossimi sette anni di programmazione (fino al 2020). L’aiuto di base riguarderà solo gli agricoltori in attività e sarà distribuito in modo più equo tra Regioni e Stati Membri. Altri aiuti saranno “spachettati” (Greening, Giovani, ecc.).
  2. Un aiuto “verde” per conservare la produttività e tutelare gli ecosistemi. Al fine di rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo, la nuova PAC riserverà una quota degli aiuti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali. Sarà questa la grande novità della PAC 2014-2020: gli agricoltori dovranno svolgere pratiche semplici ed efficaci dal punto di vista ecologico comprendenti la diversificazione delle colture, la conservazione dei pascoli permanenti, la salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio, ecc.
  3. Maggiore attenzione alle zone fragili. Per evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei territori, sarà data la possibilità agli Stati Membri di fornire un maggiore sostegno, grazie a un’indennità supplementare, agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali.
  4. Facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori. Per incentivare l’occupazione e incoraggiare le giovani generazioni a dedicarsi all’attività agricola, la PAC 2014-2020 prevede l’istituzione di nuove agevolazioni all’insediamento giovanile.
  5. Finanziamenti per la ricerca e l’innovazione. Al fine di dar vita ad un’agricoltura della conoscenza che sia anche competitiva, la futura PAC rafforzerà gli stanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione in campo agronomico. L’obiettivo è quello di fare in modo che i risultati della ricerca si concretizzino nella pratica attraverso un nuovo partenariato per l’innovazione.
  6. Una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata. Per rafforzare la posizione degli agricoltori saranno sostenute le Organizzazioni di produttori e interprofessionali. Saranno sviluppate le filiere corte dal produttore al consumatore, con l’eliminazione dei troppi intermediari che oggi appesantiscono il comparto.
  7. Stimolare l’occupazione rurale e lo sviluppo locale. La futura PAC promuoverà l’occupazione e l’imprenditorialità nelle zone rurali. Incoraggerà le iniziative di sviluppo locale (progetti di microimpresa) e rafforzerà il ruolo del GAL.
  8. Semplificazione e nuovi strumenti. La nuova PAC propporrà meccanismi gestionali più semplici (sburocratizzazione, sostegno ai piccoli agricoltori, condizionalità, sistemi di controllo, ecc.) e delle reti di sicurezza più efficaci e reattive per i comparti più esposti (intervento pubblico e ammasso privato).

Diritti d’impianto. Durante la conferenza stampa si è parlato anche della questione dei diritti d’impianto, una norma che regolamenta la produzione vinicola. Alcuni Paesi Ue, soprattutto quelli non produttori di vino, vorrebbero liberalizzare il settore. Se ciò dovesse accadere, si potrebbero impiantare ovunque nuovi vigneti, favorendo così le aziende agricole di grandi dimensioni, a scapito però della produzione di vino di qualità. La norma, dibattuta il 18 e il 19 dicembre scorso a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio, ha registrato una novità: il passaggio da un sistema di diritti a uno ad autorizzazioni all’impianto, da valutare ancora se far entrare in vigore nel 2016 o 2018. “Presenteremo a gennaio la proposta alla commissione Agricoltura del Parlamento Ue – ha detto Ciolos al termine dei lavori – pensiamo che le conclusioni a cui si è giunti con il Gruppo d’alto livello siano coerenti, in quanto si consentirà agli Stati membri di modulare le autorizzazioni a seconda dell’andamento di mercato e tenendo conto delle specificità locali, il tutto al fine di tenere sotto controllo le produzioni, patrimonio ereditato dalla riforma del 2008 che ha dato sotto questo punto di vista ottimi risultati”.