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Idrovora Altipiano: ricevuti i finanziamenti necessari per il completamento dell’opera nel Padovano

Conterminazione idraulica con palancole metalliche lungo la sponda destra del fiume Brenta per la previsto la posa delle tubazioni di scarico del nuovo impianto idrovoro Altipiano

Ripartono a Codevigo, in provincia di Padova, i lavori di completamento del primo stralcio dell’impianto idrovoro Altipiano da parte del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche. Il finanziamento dei lavori di completamento dell’idrovora, due milioni e mezzo di euro, è stato assegnato al Consorzio Bacchiglione dalla Regione Veneto con fondi per il disinquinamento della laguna di Venezia.

Posa delle prime n.3 tubazioni di scarico dell’impianto (intervento di competenza del Provveditorato OO.PP.) in adiacenza delle quali è prevista nei prossimi giorni la posa delle n.2 tubazioni di scarico a cura del Consorzio Bacchiglione nell’ambito dell’intervento di completamento dell’impianto Idrovoro di competenza

I lavori. Il Consorzio Bacchiglione si è attivato per realizzare, in via prioritaria, le attività all’interno dell’alveo del fiume Brenta che sono consistite nella protezione del fondo con pietrame e l’installazione degli spezzoni terminali delle tubazioni in acciaio delle future pompe. La realizzazione di questi interventi è stata fatta contestualmente ad analoghi interventi eseguiti dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, in modo tale da facilitare l’esecuzione e ridurre la spesa. L’intervento del Consorzio di bonifica Bacchiglione prevede l’installazione di due elettropompe con una portata di 3.000 litri al secondo ciascuna, raggiungendo così una portata totale di sollevamento dell’impianto di 11.000 litri al secondo.

Fonte: Servizio stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

21-23 settembre 2016, a PadovaFiere la 67a edizione di Flormart. Nell’occasione, Argav s’incontra per il Direttivo.

florovivaismoDal 21 al 23 settembre torna a PadovaFiere Flormart, 67a edizione del salone del florovivaismo, giardinaggio e architettura del paesaggio. Tra gli appuntamenti in programma, ne segnaliamo alcuni a carattere agro-ambientale.

Educazione al territorio. Giovedì 22 settembre Anbi Veneto e rete delle scuole agrarie e forestali del Triveneto firmano un protocollo d’intesa. Gli obiettivi sono quelli di promuovere negli Istituti agrari l’educazione alla tutela del paesaggio, della biodiversità, dell’uso corretto del suolo e delle risorse irrigue. Si stimolerà la conoscenza del territorio del Veneto, le sue fragilità e il fondamentale ruolo rivestito dell’agricoltura. Si elaboreranno quindi per gli studenti metodologie di apprendimento attivo con utilizzo di attività laboratoriali, attività di alternanza scuola-lavoro e sperimentazione diretta di processi ecologici. Queste attività porteranno a realizzare progetti sperimentali di ricerca-azione che potranno essere utilizzati come modello di educazione all’uso corretto del territorio da parte di altre strutture educative e formative regionali e nazionali. “La firma di questo protocollo è oggi più che mai di particolare importanza. In Europa, in Italia, ma soprattutto in Veneto sono noti gli effetti di un eccessivo consumo del suolo e dei cambiamenti climatici. Oggi è necessario avviare una gestione della risorsa idrica che agisca in prevenzione e solo trasmettendo una maggior conoscenza del territorio si può realmente avviare un corretto processo educativo”, dichiara al proposito Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto.

Gli appuntamenti di Veneto Agricoltura. Sempre per giovedì 22 settembre, l’Agenzia regionale propone alle ore 11:00 un workshop dal titolo “Le infrastrutture verdi: uno strumento per ricucire il territorio” su come un nuovo tessuto agroforestale può cambiare il paesaggio e l’economia dei nostri territori nei prossimi anni, con due interventi: “Infrastrutture Verdi: Percorsi tematici ed Esperienze di Veneto Agricoltura” a cura di Federico Correale Santacroce (Veneto Agricoltura); “Le Infrastrutture Verdi e la Tutela della Biodiversità” a cura di Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura). Si parlerà anche delle esperienze avviate nell’azienda pilota e dimostrativa “Diana” (Bonisiolo di Mogliano V.to, TV) e presso ilCentro Vivaistico e per le Attività Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (VI), sui temi più “caldi” sul fronte del cambiamento climatico e della mitigazione degli impatti attraverso l’agricoltura e le “Infrastrutture Verdi”.

Direttivo Argav. In occasione di Flormart, i consiglieri Argav si riuniranno per il direttivo all’interno della fiera mercoledì 21 settembre a partire dalle ore 17, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, prossime attività, varie ed eventuali.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto/Veneto Agricoltura

Sisma, Stelluto: “Siamo persone e cittadini, non solo clienti”

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Un terremoto, come quello che ha colpito l’Emilia Romagna, induce molte riflessioni. La prima, evidente è sulla caducità della vita: pochi secondi e ci si ritrova senza casa, lavoro, magari affetti familiari: soprattutto, senza futuro.

Ci si accorge che, aldilà delle frasi di prammatica, si è soli perché, passata l’emozione, la comunità guarda già oltre; ora, per giunta, non ci sono più risorse per poter fare fronte a questa come ad altre calamità: si dichiarano stanziamenti, di cui realmente arriva solo una piccola parte (a proposito: le donazioni via SMS giungono completamente a destinazione o sono oberate di qualche balzello?). Per il resto bisogna arrangiarsi.

Capita così che non ci siano disponibilità economiche per mettere in sicurezza idraulica il territorio già martoriato dal sisma: se non piove sarà siccità e perdita di raccolti, perché gli impianti irrigui sono disastrati; se piove sarà rischio alluvione, perché le grandi centrali idrovore sono pericolanti. Occorre intervenire subito, non lambiccarsi in parole.

Ragionando in prospettiva, siamo invitati ad assicurarci contro le calamità naturali, poiché lo Stato non è più in grado di intervenire. E’ il business del domani e così si viene a sapere che i grandi capitali internazionali stanno analizzando le nostre prospettive di vita per decidere, dove posizionarsi ed ovviamente lucrare sulle nostre esistenze.

Guardando gli occhi spaesati e generalmente gioiosi di gente laboriosa come quella dell’Emilia Romagna, viene da chiedersi: ma l’umanità alberga ancora in qualche dove?