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30 giugno, al Wigwam di Arzerello a Piove di Sacco (Pd), il corso di formazione giornalisti Odg Veneto in collaborazione con Argav “A sessant’anni dalla tragedia del Vajont. una catastrofe annunciata. Una memoria necessaria”. Incontro aperto anche al pubblico

17_DC-2. Il Vajont_Foto Archivio DC

Il 30 giugno ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd) si svolgerà dalle ore 18.30 alle ore 20.30 presso il Circolo di Campagna Wigwam (Via Porto, 8) un corso di formazione per giornalisti accreditato dall’Ordine e promosso da Argav, dal titolo “A Sessant’anni dalla tragedia del Vajont. Una catastrofe annunciata. Una memoria necessaria”. Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 un’enorme frana di più di due chilometri fece crollare nel lago del Vajont una massa di circa 300 milioni di metri cubi di roccia e terra che sollevò una colossale ondata di 48 milioni di metri cubi d’acqua causando morte e distruzione. Una tra le più grandi catastrofi della storia causate dall’uomo.

L’incontro, valido per l’acquisizione dei crediti formativi professionali dei giornalisti (iscrizione sulla piattaforma dell’Ordine), ma aperto anche al pubblico previa iscrizione via mail (argav@fastwebnet.it), sarà l’occasione per rievocare la tragedia sotto il profilo tecnico e scientifico, storico, giuridico e sociale oltre che considerare il ruolo e l’operato dell’informazione giornalistica dell’epoca anche in rapporto a quella attuale. Relatori: Alessio Bonetto, geologo, sul tema “A 60 anni dal Vajont: quale lezione nel rilevamento geologico”; Giovanni Danielis e Umberto Casal, soci Pro Loco di Longarone e membri del “Gruppo Informatori della Memoria” su “Il dovere di ricordare. La storia di un disastro epocale e le conseguenze patite negli anni dalla cittadinanza”; Fabrizio Stelluto, giornalista, presidente Argav e vice presidente Unarga ed Edoardo Pittalis, giornalista su “L’informazione giornalistica come servizio tra diritti e doveri. Nel ricordo di Tina Merlin celebriamo l’importanza della stampa libera e autorevole”. Coordina il giornalista Gian Omar Bison, membro del direttivo Argav e consigliere Unarga.

A seguire una chiacchierata con il cantautore, già Premio Tenco, Gualtiero Bertelli e un momento di presentazioni di alcune aziende agroalimentari bellunesi che hanno voluto contribuire alla riuscita della serata con le loro produzioni: i vini delle aziende vitivinicole De Bacco dei fratelli Marco e Valentina e La Maddalena di Marco Levis e Maddalena de Mola e i formaggi di Lattebusche.

Comunicare il dissesto idrogeologico con le immagini: prima edizione del premio giornalistico “Giuseppe ‘Bepi’ Zanfron”, invio dei lavori entro il 15 settembre 2018

a sx Bepi Zanfron

Un premio giornalistico per chi si è distinto nella comunicazione di fatti di cronaca legati al dissesto idrogeologico o eventi climatici, raccontandoli tramite le immagini, intitolato alla memoria di Giuseppe “Bepi” Zanfron. L’iniziativa è promossa da Associazione Bellunese della Stampa e Sindacato giornalisti Veneto che così intendono ricordare il collega fotografo, scomparso nel 2017, fra i primi il 9 ottobre 1963 ad arrivare sui luoghi della tragedia del Vajont ed i cui scatti hanno poi fatto il giro del mondo.

Due sezioni previste. Con il patrocinio della Provincia di Belluno, del Comune di Longarone, dell’Associazione Bellunesi nel Mondo e della Fondazione Vajont, la selezione è riservata a tutti i foto-cine operatori autori di servizi pubblicati, andati in onda o messi online tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017 su testate regolarmente registrate, legati al dissesto idrogeologico o a eccezionali situazioni climatiche. Due le sezioni previste: carta stampata e web e televisione. I lavori potranno essere inviati dagli stessi autori, dai direttori delle testate o dai capiredattori entro il 15 settembre 2018, insieme a un breve curriculum professionale, all’indirizzo premiozanfron@sindacatogiornalistiveneto.it

Giuria. I servizi saranno giudicati dalla giuria presieduta da Sara Zanfron, figlia del compianto collega, anche lei fotografa professionista, Monica Andolfatto (segretaria Sgv), Ilario Tancon (presidente Assostampa Belluno), Michela Canova (consigliera nazionale dell’Ordine dei giornalisti), Adriano Barioli (fotografo professionista già operante nel mondo dell’informazione) e Luca Salti (geologo attivo negli ambiti di difesa del suolo e della protezione civile).

Proclamazione dei vincitori. La terna finalista di ogni sezione sarà resa pubblica 15 giorni prima della cerimonia di consegna del premio, che si svolgerà il 6 ottobre 2018, nella sala consiliare del Municipio di Longarone (BL); solamente in quell’occasione sarà reso noto il nome del vincitore. A breve il bando sarà pubblicato nel sito del Sindacato giornalisti Veneto. Tutte le informazioni possono essere richieste a premiozanfron@sindacatogiornalistiveneto.it

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

Il 2013, anno del Vajont: le iniziative del Consiglio Nazionale dei Geologi per ricordare la tragedia di 50 anni fa

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foto: La diga (foto Zanfron) http://www.vajont.net/

Era il 9 Ottobre del 1963, quando una frana si staccò dal Monte Toc e si riversò nel bacino della diga, creando un’onda che investì con forza Erto, Casso, Longarone ed i loro abitanti. I morti ufficiali furono 1909. L’intero 2013 sarà dedicato a quelle vittime, a quei momenti che sono entrati nella storia del nostro Paese.

In Italia, negli ultimi 50 anni, più di 7.500 persone hanno perso la vita in alluvioni e terremoti. “La frana del Vajont – ha affermato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – individua forse l’avvenimento dal quale hanno preso l’avvio quegli studi che oggi sono considerati la base della moderna geologia applicata”. Ed ecco che il Consiglio Nazionale dei Geologi ha preparato un ampio programma di appuntamenti che culminerà nella giornata del 6 ottobre a Longarone, per proseguire poi sino al 10 ottobre all’Università di Padova.Sotto gli auspici del Presidente della Repubblica, il Consiglio Nazionale dei Geologi, insieme a tutti gli Ordini Regionali dei geologi, ed in particolare a quelli del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, all’Associazione Italiana Ingegneria Geologica e Ambientale con il Dipartimento di Scienze Geologiche dell’Università di Padova, al Centro di ricerca Ceri dell’Università La Sapienza di Roma, al Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto IRPI, a all’International Association for Engineering Geology and the Environment, ha organizzato “Vajont 2013”, per commemorare il 50° anniversario di quella tragedia e di quella frana che “con il terremoto dell’Irpinia (2914 vittime) è l’evento naturale che in Italia – ha continuato Graziano – ha causato il maggior numero di morti negli ultimi 50 anni. Nel nostro Paese, negli ultimi 50 anni, più di 7500 persone hanno perso la vita in alluvioni o terremoti”.

Ricordare affinché non si ripeta più. Centinaia di geologi provenienti da tutto il mondo, politici e comunità scientifica internazionale si confronteranno a Padova ed a Longarone, proprio in quei luoghi drammaticamente colpiti il 9 Ottobre del 1963, ascoltando le storie ed approfondendo il tema tanto delicato del dissesto idrogeologico. Proprio in quei posti, dunque, dove con la mente si correrà a quei minuti che segnarono per sempre migliaia di vite. “Non solo per non dimenticare, ma anche per analizzare studi e tecniche di prevenzione – ha concluso Graziano – fondamentali per un Paese come l’Italia dal territorio bello e fragile. Ricorderemo quei tragici momenti, ma andremo oltre, cercando di porre le basi per un Paese moderno, in cui le scienze della terra siano realmente alla base di uno sviluppo sostenibile. Per il Consiglio Nazionale dei Geologi , il 2013 sarà un anno dedicato al Vajont, con incontri, conferenze ed iniziative particolari”.

(Fonte: Asterisco Informazioni)