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Nel mondo, e in Italia, biodiversità straordinaria, in gran parte ancora sconosciuta, ma già in pericolo a causa dell’insostenibilità delle attività umane. I dati emersi nell’incontro di formazione Org Veneto/Argav

(di Riccardo Panigada, giornalista scientifico socio Argav) L’incremento della mortalità dovuto al riscaldamento globale, all’inquinamento e alla continua drastica riduzione della biodiversità in tutto il Pianeta sono i fattori che maggiormente minacciano gli equilibri che consentono la vita sulla Terra. Tali fattori evidenziano la gravità di quanto sta accadendo a causa della mancata gestione sostenibile delle attività umane.

Uno tra gli ultimi dati destinato a suscitare sconcerto, emerge da un recentissimo studio condotto in Auvergne (Francia), effettuato tra l’estate del 2023 e la primavera del 2024 da ricercatori del Laboratorio di Meteorologia Fisica dell’Università di Clermont-Ferrand, con il supporto di una collega italiana, che hanno prelevato campioni di “acqua di nuvola” sulla cima del Puy de Dôme (1.464 metri): ebbene, sono state rinvenute concentrazioni che hanno consentito di calcolare che vi fossero nel cielo locale dalle 6 alle 140 tonnellate di pesticidi – tra cui alcuni principi attivi vietati in Europa – che possono viaggiare e diffondersi in aree lontane attraverso la pioggia o la neve.

Sono state così identificate 32 sostanze chimiche, tra cui fungicidi, insetticidi, erbicidi, biocidi e poi prodotti di degradazione, ovvero molecole derivanti dalla trasformazione dei pesticidi nell’ambiente. E in due dei campioni prelevati, la concentrazione totale ha superato il limite di tolleranza europeo per l’acqua potabile.

Ma, ben prima di arrivare all’uomo, i fitofarmaci impattano sull’intero ecosistema, in cui tutti gli elementi naturali vegetali e animali sono collegati e interdipendenti. Lo hanno spiegato il 26 settembre scorso, in occasione del corso di aggiornamento per giornalisti organizzato da Org Veneto in collaborazione con Argav, e ospitato dal circolo Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Padova), Lorenzo Cogo, ornitologo, e Lorenzo Furlan, entomologo. L’incontro si è poi chiuso con l’intervento dello storico dell’arte Marco Marinacci, il quale ha rilevato come la lettura iconologica delle opere d’arte prodotte nel corso dei secoli riveli la diversa sensibilità dell’uomo nei confronti della natura, e quale sia l’importanza e l’efficacia comunicativa della bellezza ai fini della promozione affettiva e morale della salvaguardia ambientale (nella foto in alto la foto a ricordo dell’incontro, credits Efrem Tassinato).

Lorenzo Cogo ha osservato che, se le specie viventi (vegetali e animali) oggi censite sono 1,7 milioni, si calcola che quelle ancora sconosciute siano 10/13 milioni. Ciò può dare l’idea di quanto complesso e delicato sia l’equilibrio globale garantito solo dalla sussistenza di innumerevoli interdipendenze tra specie viventi che sono ancora sconosciute, mentre, dato il costante processo di estinzione, migliaia di specie scompariranno prima che i ricercatori siano per lo meno riusciti a censirle.

Il fatto ovvio che la biodiversità sia essenziale per la sussistenza anche dell’uomo, a partire dalla sicurezza alimentare, porta quindi all’evidenza di quanto sia assurdo aver aderito a un modello si sviluppo che tende alla crescita infinita, in un sistema planetario in cui risorse e spazi sono finiti.

E’ pertanto il momento di cercare soluzioni ragionevoli, potenzialmente trasportabili, come quella di un progetto realizzato in America meridionale, in un’area andina di alta quota  che era stata completamente spogliata dalle vegetazione. Si tratta del progetto “Otonga”, promosso da Bioforest, una Onlus che promuove nuovi sistemi di coltura finalizzati al ripristino e alla salvaguardia del territorio, creato da un gruppo di imprenditori del legno friulani, i quali, considerando che in Veneto il consumo del suolo (1,5 m2 al secondo, dati inferiori solo alla Lombardia), rappresenta una seria minaccia, un giorno ha deciso di comprare duemila ettari di terreno in Ecuador da restituire alla foresta equatoriale.

Se l’Ecuador può ancora vantare un eccezionale livello di biodiversità, ciò si deve alle caratteristiche del suo territorio, che si estende dalla costa oceanica alle vette andine, per non parlare delle Galapagos, che notoriamente tanta parte hanno avuto nel consentire al celebre scienziato Charles Darwin (1809-1882) scoperte fondamentali per elaborare e sostenere con piena solidità scientifica la teoria dell’Evoluzione. Tuttavia l’Italia risulta essere il Paese che, per quanto riguarda la biodiversità, possiede il primato europeo. Tale analogia indica che l’esperienza “Otonga” potrebbe risultare utilissima anche da noi, nonostante le notevoli diversità per quanto riguarda la densità di popolazione umana.

Solo per dare un’idea di quali possano essere i rapporti simbiotici tra specie diverse e anche lontanissime nella derivazione filogenetica (cioè la branca della biologia sistematica che studia la diversificazione delle forme viventi nel tempo attraverso lo studio del loro corredo genetico), nonché dei meccanismi di adattamento all’ambiente, Lorenzo Cogo ha citato la mirmecofilia della balsa, legno fragilissimo, che si avvale della collaborazione delle formiche per potersi sviluppare in altezza. Le formiche, infatti, puliscono costantemente il fusto della pianta da parassiti e da muschi che, col loro peso, farebbero crollare la pianta. Altre piante, invece molto possenti, sorprendono per il loro apparato radicolare, che si espande in direzione orizzontale, poiché il suolo su cui crescono è fertile solo in superficie, e già a quaranta centimetri di profondità c’è solo sabbia.

In Ecuador (Sudamerica) vi sono inoltre insetti mimetici dalle proprietà eccezionali:: alcuni imitano perfino un ramo spinoso, foglia parzialmente secca, per ingannare i predatori. Vi si trovano inoltre bruchi tossici che diventeranno farfalle; farfalle notturne trasparenti quanto basta per non venire individuate dai predatori, ma da poter venire riconosciute dal partner; altre presentano sulle ali ocellature terrifiche che imitano gli occhi del gufo. Per non parlare degli anfibi: vi sono rane trasparenti scoperte nel 2017, delle quali non si conosce il vantaggio evolutivo della loro incredibile caratteristica; e altre (Epipedobates anthonyi) dalla cui pelle si può estrarre la Epibatidina, sostanza analgesica ben duecento volte più potente della morfina. Vi sono inoltre ben 136 specie di colibrì.

Dal Rapporto sulla Biodiversità del 6 maggio 2019 formulato dalla Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e gli ecosistemi, risulta che una specie su otto è già a rischio estinzione, e che ciò comporta un impatto diretto su ciascuno di noi, in particolare per quanto riguarda il cibo e i farmaci: due miliardi di esseri umani dipendono ancora dalla legna, e quattro miliardi di uomini si curano esclusivamente mediante la medicina naturale; inoltre il 75% delle colture dipende dalla impollinazione degli insetti, che sono i primi a estinguersi in seguito al cambiamento d’uso del territorio, allo sfruttamento intensivo, all’inquinamento, al cambiamento climatico, e al conseguente diffondersi di specie invasive. Non c’è più tempo da perdere.

A parlare invece di Vallevecchia (Venezia), un sito di importanza comunitaria della Regione Veneto, le cui caratteristiche sono uniche al mondo e in cui la biodiversità è stata salvata, è stato l’entomologo, nonché direttore del settore Innovazione e Sperimentazione di Veneto Agricoltura Lorenzo Furlan, ricercatore la cui notorietà va ben oltre i confini nazionali. A Vallevecchia, unico tratto della costa adriatica veneta non edificato, il mare ha continuato a formare dune di sabbia, che hanno consentito la sopravvivenza di specie vegetali e animali, che ormai è molto difficile incontrare altrove. L’ecosistema marino determina infatti la continua formazione di dune in movimento, e dune grigie, che sono invece maggiormente consolidate, dietro alle quali si trova oggi una pineta, piantumata al fine di consolidare il terreno.

Alle spalle della pineta c’era, fino alla fine degli anni Setttanta del secolo scorso, una grande laguna, oggi bonificata. Infatti, all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, quando la Comunità Europea ha finanziato progetti di rinaturalizzazione del territorio, sono stati investiti 11 milioni di euro per ricreare una serie di habitat. La zona è quindi stata bonificata creando zone, umide e boschetti, e così – rileva il dottor Furlan – la natura, che ha la prerogativa di colonizzare qualsiasi habitat, è intervenuta colonizzando la nuova conformazione del sito, creando gli equilibri ideali per la complessità di tale biotopo, ovvero introducendo spontaneamente molte altre specie animali e vegetali. Per esempio, a Vallevecchia vi sono colture agrarie che si possono considerare anche dal punto di vista faunistico un habitat molto importante, se si considera che periodicamente accolgono le oche grigie che migrano compiendo 4.800 chilometri sempre sulla stessa rotta. Per atterrare gli spettacolari stormi di tali volatili hanno bisogno di spazi molto ampi. Così, nella programmazione agraria di Veneto Agricoltura “Natura 2000” viene calendarizzata una rotazione che prevede appunto la disponibilità di atterraggio delle oche grigie nella stagione della loro migrazione.

Ma Vallevecchia è anche molto di più: vi sono stati realizzati progetti tecnologici d’avanguardia, come quello per selezionare acqua piovana buona da raccogliere in un grande bacino, ed è una zona in cui si pratica con pieno successo l’agricoltura totalmente libera da fitofarmaci.

A Vallevecchia (Venezia), prima schiusa di fratini, rara specie di uccelli

Bora, maltempo e poi la notizia lieta. Dopo le peripezie migratorie affrontate dai genitori, nella mattinata di lunedì 14 aprile scorso si sono schiuse le prime uova di fratino del 2025 sulla spiaggia di Vallevecchia (Venezia). Una nascita di cui è protagonista anche Veneto Agricoltura, che monitora e gestisce le nidificazioni di questa rara specie di uccello da ormai cinque anni.

Il progetto messo in piedi dall’Agenzia prevede la protezione dei nidi rinvenuti durante i monitoraggi attraverso l’istituzione di un’area di rispetto nell’intero spazio circostante e il posizionamento di una gabbia metallica che consente l’entrata e l’uscita dei genitori, evitando nel contempo la predazione delle uova da parte di altri animali. In questo modo, cova, schiusa e cura dei piccoli possono avvenire in condizioni ideali e così i fratini, minacciati, oltre che dai cambiamenti ambientali, anche dai cani lasciati liberi a scorrazzare nelle spiagge, riescono ad allontanare in tutta sicurezza la minaccia d’estinzione che ancora li riguarda.

I tre pulcini inanellati ieri a Vallevecchia rappresentano solo il primo segnale positivo del 2025: dalle attività di monitoraggio delle nidificazioni eseguite del personale di Veneto Agricoltura, assieme alla Polizia Metropolitana della Città di Venezia e ai volontari di Guardia Costiera Ausiliaria Delta Tagliamento, emerge che, a breve, altre buone nuove potrebbero giungere da un nido poco distante da quello oggetto della schiusa inaugurale. Un successo possibile anche grazie ai contributi decisivi del Comune di Caorle, che ha emesso un’ordinanza per recintare un tratto di spiaggia e aumentare le possibilità di sopravvivenza di uova e pulcini, e dei visitatori di Vallevecchia (e non solo), che, adottando semplici norme comportamentali, tra cui rimanere fermi in prossimità dei nidi, segnalare a Veneto Agricoltura quelli non protetti e tenere i cani al guinzaglio, facilitano in maniera considerevole la conservazione dei fratini negli habitat costieri del Veneto.

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

4 ottobre 2024, a Caorle (VE) giornata dimostrativa di Veneto Agricoltura a Vallevecchia delle tecniche di agricoltura sostenibile

Programma GIORNATA A VALLEVECCHIA 4-10-24

Venerdì 4 ottobre prossimo, i soci Argav parteciperanno alla giornata dimostrativa di Veneto Agricoltura a Vallevecchia di Caorle (Venezia), in occasione dell’iniziativa “Azienda aperta – Protocolli aperti: tecniche di agricoltura sostenibile”. con focus particolare sul progetto Interreg Bee2gether. Sarà l’occasione per approfondire le pratiche dell’agricoltura rigenerativa e conservativa flessibile olistica (Acfo), con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale.

Programma della giornata: mattina (9:00 – 13:00)

Presentazioni e discussioni teoriche seguite da dimostrazioni sul campo. Gli argomenti si concentreranno sull’uso delle arnie elettroniche, seguiti dalla presentazione dell’app Bee2gether per tenere sotto controllo da remoto la salute ambientale, e del Progetto Lens per l’agricoltura rigenerativa, oltre alla gestione delle colture di copertura e le tecniche di valutazione della struttura del terreno.

Pomeriggio (14:30 – 17:30)

Approfondimenti pratici su richiesta, con esercitazioni sul campo per l’uso dell’app Bee2gether e osservazione delle arnie elettroniche, nonché dimostrazioni sulla terminazione delle colture di copertura e la semina della coltura principale.

Come partecipare

Per iscriversi all’evento accedere al link, scegliendo tra partecipazione solo mattutina, solo pomeridiana o per l’intera giornata. L’evento è accreditato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Venezia e dal Collegio dei Periti Agrari. Saranno riconosciuti crediti formativi ai partecipanti.

Visite a carattere ambientale, alcune proposte per i prossimi fine settimana

Giardino vegetazionale AstegoTornato il Veneto in area gialla e riaperte le porte a numerose opportunità, eccone alcune a carattere ambientale in programma nei prossimi giorni e proposte da Veneto Agricoltura nel rispetto delle vigenti normative anti Covid.

Domenica 2 maggio, nel Veneziano… La prima riguarda Bosco Nordio, la Riserva naturale integrale a Sant’Anna di Chioggia (Ve). I tanti appassionati della Natura domenica 2 maggio (ore 10:30-18:00) durante la giornata potranno percorrere i sentieri – tra l’altro impreziositi dalle numerose opere di LandArt presenti – cercando di risolvere enigmi e giochi alla portata di veri “naturalisti”. Il divertimento per i più piccoli (ma non solo) è assicurato. Quota di partecipazione: 3 euro per gli adulti; 1 euro per i bambini dai 3 ai 10 anni. Prenotazione obbligatoria: 345 2518596. Per gli amanti delle passeggiate lungo la battigia, nell’adiacente pineta o nelle vicine aree umide dove è possibile osservare una grande quantità di uccelli, ValleVecchia di Caorle (Ve) è il posto ideale, un’area straordinaria che può contare sulla più alta concentrazione d’Europa di progetti LIFE, il Programma per l’ambiente dell’Unione Europea, in corso di realizzazione da parte di Veneto Agricoltura.

….e nel Trevigiano. Anche il Giardino Vegetazionale Astego di Pieve del Grappa (Tv), dopo la prolungata chiusura dovuta sia al periodo invernale che alle restrizioni anti Covid, riapre finalmente al pubblico a partire da domenica 2 maggio (ore 10:00-18:00). Tante le novità. La prima è che da quest’anno Veneto Agricoltura ha affidato la gestione didattica della struttura alla locale Associazione “Salvatica”, che nei giorni scorsi ha presentato alla cittadinanza il ricco calendario delle attività programmate fino ad ottobre. In questo periodo di chiusura forzata, le maestranze dell’Agenzia regionale hanno ulteriormente arricchito e abbellito le aree a gradoni e i percorsi didattici esistenti, rendendo così sempre più interessanti e appetibili le giornate da trascorrere nell’incantevole struttura. Domenica è in programma alle 10:30 una visita guidata al Giardino e alle 14:30 una serie di laboratori per bambini con manipolazione dell’argilla. L’iscrizione è obbligatoria: www.iscrizioni.salvatica.it. Costo: 3 euro; 1 euro per i ragazzi dai 14 ai 18 anni. Va ricordato che fino ad ottobre il Giardino Vegetazionale Astego seguirà i seguenti orari: dal lunedì al venerdì ore 8:00-12:00 e 13:-17:00. Domenica ore 10:00-18:00. Per informazioni: http://www.astego.salvatica.it; 339 4038337.

Sabato 8 e domenica 9 maggio. Con il ripristino della “zona gialla”, anche l’M9, il Museo del ’900 di Mestre (VE), da questa settimana ha riaperto al pubblico. Finalmente è ora possibile vedere “dal vivo” l’allestimento “Foresta M9”, realizzato anche con la collaborazione di Veneto Agricoltura, finora visto solo attraverso la programmazione sui Social. I visitatori possono così “vivere” il bosco che popola il terzo piano del bellissimo Museo mestrino. Sabato 8 e domenica 9 maggio, grazie alla collaborazione di Veneto Agricoltura, i bambini potranno cimentarsi nel travaso delle plantule, le piantine nate dalle ghiande donate a M9 proprio dall’Agenzia regionale. Anche in questo caso la prenotazione è obbligatoria. Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo a: ufficiogruppi@m9museum.it.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Autunno da “Guardiani della Natura” per 1700 studenti del Veneto

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

Prende il via lunedì 22 settembre, nell’azienda pilota e dimostrativa di “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura (famosa per il progetto di rinaturalizzazione di cui è stata oggetto e che la rende ora uno dei più importanti siti naturalistici per l’avifauna di passaggio del nord Adriatico) a Caorle (VE), l’iniziativa organizzata dall’Azienda regionale con la Regione, assessorato all’Agricoltura e Sezione Parchi e biodiversità, e l’Ufficio Scolastico Regionale.

Full immersion nella natura. Si tratta di uno stage formativo che coinvolge 1700 ragazzi, divisi in 8 turni, di 40 scuole primarie di tutto il Veneto, che trascorreranno 24 ore completamente all’aperto a contatto con la natura. I giovani partecipanti pernotteranno in tenda presso un Campo Base allestito dalla Protezione Civile regionale, che si occuperà dell’intero allestimento. Per i numerosi bambini partecipanti, delle classi 4° e 5°, lo stage formativo si svolgerà presso il Centro di Educazione Naturalistica ed Animazione Rurale (CENAR) “ValleVecchia”. Saranno accompagnati da guide naturalistiche esperte alla scoperta della splendida riserva, sito Natura 2000, a piedi e navigando nei canali interni per conoscere la flora e la fauna dei diversi habitat: il litorale, la pineta e le zone umide; infine visiteranno l’azienda agricola di Veneto Agricoltura e concluderanno con la visita al “Museo Ambientale di ValleVecchia” (MAV).

Un’iniziativa “sinergica” che permetterà ai ragazzi di scoprire le naturali bellezze della nostra regione ed ottenere il Patentino di “Guardiani della Natura”, mentre per la Protezione Civile sarà l’occasione di effettuare una vera e propria esercitazione per valutare l’efficace dei propri mezzi organizzativi, logistici e le azioni di sicurezza. L’iniziativa vuole promuovere nei giovani la conoscenza delle ricchezze naturalistico-ambientali del territorio veneto e sviluppare in loro la consapevolezza dell’importanza della sua conservazione, tutela e valorizzazione. L’iniziativa, già sperimentata l’anno scorso con ottimi risultati nella foresta regionale demaniale del Cansiglio (BL-TV) anch’essa gestita da Veneto Agricoltura, perdurerà a “ValleVecchia” fino al 9 ottobre.

Fonte: Veneto Agricoltura

13 marzo 2014, cambiamenti climatici, a Vallevecchia (Caorle-Venezia), meeting tecnico informativo

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

Cambiamento climatico e aspetti tecnici, risvolti economici e conseguenze su ambiente e attività agricole. Saranno questi i punti cardine del meeting, organizzato nell’ambito del progetto Life+ WSTORE2, previsto giovedì 13 marzo, ore 9.45 presso l’azienda agricola pilota e dimostrativa ValleVecchia di Veneto Agricoltura, a Caorle (VE).

Tutti sono invitati: stakeholders del mondo agricolo e delle pubbliche amministrazioni, rappresentanti del settore turistico, ambientalistico ed esperti naturalisti anche per raccogliere da essi indicazioni sulle problematiche e ragionare sulle strategie d’intervento per contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico. “WSTORE2” è un progetto co-finanziato dalla Commissione europea tramite il programma Life+, nato con lo scopo di migliorare la gestione delle acque dolci nelle aree marino-costiere nella prospettiva del cambiamento climatico, mettendo a punto una governance delle acque specifica per le zone costiere salmastre.

Riduzione di acqua dolce nelle aree costiere. L’innalzarsi delle temperature, il modificarsi delle intensità delle piogge e la loro distribuzione stagionale, hanno comportato una riduzione della disponibilità delle acque dolci nelle aree costiere, e di conseguenza l’aumento della salinità e la perdita di fertilità dei terreni. Con conseguenze sulle attività economiche, da quelle agricole a quelle turistiche, oltre all’impatto sull’ambiente e sulla fauna autoctona. Per approfondire il delicato tema del cambiamento climatico e della conseguente riduzione di acqua dolce nelle aree costiere saranno presenti le organizzazioni agricole di categoria, esperti agronomi e forestali ed esponenti dei Consorzi di Bonifica. L’appuntamento di giovedì prossimo rientra in una serie di tavoli di lavoro organizzati da Vegal – Gal Venezia Orientale, partner del progetto; si terrà a ValleVecchia in quanto luogo di attuazione del progetto e sede di Veneto Agricoltura, “lead partner” di WSTORE2, che vede coinvolti anche CER Canale Emiliano Romagnolo e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

La storia di un granello di sabbia: Pasquetta a Vallevecchia (Caorle-VE)

Vallevecchia, litorale

Quest’anno per il Lunedì dell’Angelo, tradizionalmente il giorno dedicato alla gita fuoriporta, la meta può essere lo splendido litorale di ValleVecchia. A raccomandarlo è Veneto Agricoltura che, in collaborazione con la cooperativa Limosa, propone, a partire dalle ore 10,00, una Pasquetta da trascorre sulla spiaggia incontaminata di ValleVecchia, incastonata tra Caorle e Bibione (Ve).

“La storia di un granello di sabbia”, sarà il tema conduttore dell’intera giornata, a partecipazione gratuita, durante la quale sarà possibile cimentarsi nella costruzione di sculture di sabbia con conchiglie, tronchi e altri materiali portati dal mare, il tutto immersi nella splendida cornice naturalistica dell’isola. ValleVecchia è un’area di elevato interesse naturalistico in quanto, delimitata sui quattro versanti da acque marine, lagunari e fluviali, si caratterizza per l’alternanza di biotopi (unità di ambiente) agroforestali, lagunari, palustri e sabbiosi per un’estensione totale di circa 900 ettari.

La collaborazione tra Veneto Agricoltura e la cooperativa Limosa – a cui sono stati affidati i servizi di accoglienza, educazione naturalistica e turismo ambientale da parte dell’Azienda regionale –  ha prodotto negli anni interessanti attività didattiche che hanno visto, a ValleVecchia, la partecipazione di migliaia di studenti, nonché una serie di iniziative ricreative ecocompatibili rivolte alla cittadinanza. Attività, queste, che si pongono l’obiettivo di far comprendere  l’importanza della conservazione e della valorizzazione delle risorse naturali, culturali e storico-antropologiche del territorio. E’ in questo contesto che si inserisce la realizzazione del Museo Ambientale di ValleVecchia, il MAV, pregevole restauro dell’ex essiccatoio dell’Azienda Agricola Sperimentale di Veneto Agricoltura.

(fonte Veneto Agricoltura)

9 luglio 2010: a Caorle (Ve) giornata dimostrativa biocarburanti

Chi semina strade raccoglie traffico, chi diffonde traffico incrementa lo smog. Da tempo, nelle cronache e nei dibattiti tra esperti di mobilità e addetti al settore, o meno, imperversa questa sorta di equazione. Ma se non fosse esattamente così? E’ la  domanda che si sono posti coloro i quali stanno sperimentando nel mondo l’utilizzo di biocarburanti.

A Venezia, in futuro biocarburante per i vaporetti. Uno di questi studi si sta svolgendo a Caorle (VE), presso l’azienda pilota e dimostrativa di Veneto AgricolturaVallevecchia” con i progetti “Biosire”, finanziato dal programma comunitario “Intelligent Energy Europe (IEE)” di cui la Regione del Veneto è partner, ed Energycrops. Progetti che si propongono il primo di realizzare uno studio di fattibilità per una possibile transizione verso l’impiego di biocarburanti (da oli esausti vegetali e da oli vegetali puri) nei natanti a uso turistico che solcano la Laguna di Venezia, e il secondo finalizzato alla produzione di biocarburanti in area rurale.

Appuntamento a Vallevecchia il 9 luglio alle 9.30. Il tutto verrà presentato proprio a “Vallevecchia” il prossimo 09 luglio, nell’ambito di una giornata dimostrativa che inizierà con un meeting alle 09.30. Le filiere di produzione prese in esame sono due: il recupero e il riciclo di oli alimentari di cottura esausti per la produzione di biocarburanti; la produzione di olio vegetale puro da colture agricole oleaginose dedicate (in particolare colza). Nell’area espositiva appositamente allestita ci sarà inoltre modo di visionare le filiere di produzione. Tra i presenti oltre a Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura e Renato Chisso, Assessore regionale alla Mobilità ed Infrastrutture della Regione Veneto ci saranno, tra gli altri, i relatori Giustino Mezzalira e Federico Correale di Veneto Agricoltura e Andrea Ballarin della Regione Veneto ed Eliseo Antonini di AIEL.

(fonte Veneto Agricoltura)

In Veneto il direttore di Eustafor (European State Forest Organisation)

L’Eustafor (European State Forest Organisation) di Bruxelles, associazione nata per favorire negli Stati UE la presenza di requisiti per la gestione sostenibile delle foreste pubbliche, sarà presente in Veneto dal 7 al 9 giugno 2010 col suo massimo dirigente Martin Lindell, che parteciperà a un fitto calendario di visite presso le attività di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura diventa membro associato Eustafor. Sarà questa una tre giorni importante che sancirà per Veneto Agricoltura il ruolo di membro associato presso l’Eustafor in qualità di osservatore riconosciuto e come “organizzazione che gestisce foreste di proprietà pubblica”, in questo caso venete. Dopo un incontro tecnico presso la sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (Pd), la delegazione muoverà alla volta del “Centro vivaistico di Montecchio Procalcino” (VI) e si recherà il giorno seguente verso il “Centro Forestale di Pian Cansiglio” (BL-TV) per visitare “la più bella faggeta d’Europa” e il giardino botanico. Il percorso prevede anche un giro delle Dolomiti col supporto dell’Università di Padova. L’ultimo giorno sarà dedicato all’Azienda di Veneto Agricoltura “Vallevecchia” (Caorle, VE), per visionarne, in particolare, i lavori di riqualificazione naturalistica, unici nel nostro paese.

(fonte Veneto Agricoltura)

Agroenergie: a Vallevecchia si sperimenta per le aziende. E il 28 marzo, a Pasqua e Pasquetta, Museo aperto al pubblico

trattori all'olio di colza

Veneto Agricoltura, l’azienda della Regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, ha attivato un’area operativa sulle agroenergie, dotata di sportello informativo cui il mondo agricolo può rivolgersi, e sta avviando una serie di sperimentazioni concrete.

Colza: dalla produzione all’utilizzo nei mezzi agricoli. A ValleVecchia, una delle 16 sedi sedi dell’Azienda regionale sita tra Caorle e Bibione in provincia di Venezia, è attiva da tempo la “filiera dell’olio vegetale puro”, che dimostra la fattibilità ed economicità di questa attività per aziende con certe dimensioni o per consorzi tra aziende. Il ciclo dimostrativo di ValleVecchia è completo, ovvero si parte dalla produzione e raccolta del colza, l’essicazione, la spremitura (in azienda è attivo un apposito minifrantoio), e il suo utilizzo attraverso i mezzi agricoli. A ValleVecchia inoltre è al lavoro l’unico trattore in Italia appositamente creato (dalla Fendt) per l’utilizzo dell’olio di colza. Sono una settantina i mezzi di questo tipo operativi in Europa, specialmente in Germania e Francia. E’ possibile anche utilizzare trattori convenzionali ai quali è stato applicato il kit di modifica per l’olio vegetale, mezzi presenti anche a ValleVecchia.

ambiente di Vallevecchia

Aperto per Fai. Nell’ambito della 18^ Giornata di Primavera, il FAI (Fondo per l’ambiente Italiano) propone delle visite guidate al Museo di ValleVecchia, in quanto area unica nel suo genere di riqualificazione ambientale, dove convivono agricoltura e natura. La proposta è per domenica 28, ore 10.00 – 17.00. Previste corsie preferenziali per Iscritti FAI; possibilità di iscriversi in loco. Visite guidate con partenza ogni ora in pullman; ritrovo c/o Piazzale Ristorante Tulliopane – Sindacale (vicinanze Idrovora).

MAV

Apertura straordinaria a Pasqua e Pasquetta . Il MAV (Museo Ambientale di ValleVecchia) rimane aperto anche il 4 e 5 aprile 2010 (dalle 10 alle 17). All’interno del Museo sono trattati gli aspetti storici, naturalistici, gestionali e produttivi dell’area di ValleVecchia e della Laguna di Caorle, con pannelli, diorami, plastici, postazioni interattive e la ricostruzione di un casone realizzato con le tradizionali tecniche dei pescatori. Dopo la visita al MAV, si può continuare la scampagnata andando alla scoperta dei sentieri di ValleVecchia.

(fonte Veneto Agricoltura)