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Birra, per renderla più vivace, ci vuole il batterio giusto

bicchiere birraUltimamente stanno prendendo piede anche da noi le birre artigianali. Ed i nostri mastri birrai vanno alla ricerca di proporre queste bevande frutto della fermentazione di orzo e luppolo, con caratteristiche originali e sempre più legate al territorio.

Birre acide. Nei laboratori dell’Istituto di Veneto Agricoltura per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene (VI), in collaborazione con BIOAGRO, azienda partecipata di Veneto Agricoltura specializzata nella vendita di batteri lattici per applicazioni agro-alimentari, sono state effettuate delle ricerche per selezionare dei ceppi di Lactobacillus plantarum e di Pediococcus pentosaceus. Si tratta di due specie di batteri lattici da utilizzare per la produzione di birre caratteristiche per acidità, profumo, aroma e sapore. Infatti, non tutti sanno che nel vasto mondo della birra c’è posto anche per le birre acide. In verità hanno una lunga storia, una grande diffusione in particolare nel Belgio, come in quasi tutti i paesi di tradizione birraia.  Ciò che tutte hanno in comune è per l’appunto l’acidità, qualità che dona vivacità e freschezza.

Il procedimento. Innanzitutto sono stati selezionati ceppi di batteri lattici che non producano bioammine, sostanze tossiche che si possono trovare in molti alimenti fermentati, tra cui anche qualche birra a fermentazione spontanea.  Poi sono stati verificati anche due caratteri: assenza di produzione di EPS (EsoPoliSaccaridi, responsabili della “malattia del filante”), e la sensibilità al luppolo, indispensabile per scongiurare la possibilità di “contaminazione crociata” dei ceppi di batteri lattici, selezionati per la produzione di “birre acide”, con lavorazioni di birre tradizionali. Utilizzando i ceppi così selezionati si potrà procedere aggiungendo lo starter di batteri lattici prima della bollitura in mosto raffreddato a 30-35°C, ed ottenere così in sole 12-16 ore un deciso abbassamento di pH. Successivamente si potrà quindi procedere con bollitura, luppolatura, raffreddamento ed inoculo del lievito, concludendo così il processo di birrificazione in modo tradizionale.

Un modo per distinguersi sul mercato. In questa maniera si produrranno nella birra gli effetti positivi (acidificazione e produzione di aromi) derivanti dal metabolismo dei batteri lattici senza che questi, data la loro sensibilità al luppolo, possano inquinare altre produzioni di birre tradizionali nelle quali potrebbero provocare dei difetti. Ciò rende quindi possibile per qualsiasi birrificio artigianale, anche tradizionale, produrre birre acide senza alcun rischio di contaminazione crociata con le altre birre. Un’ottima opportunità per differenziare i propri prodotti sul mercato.

Fonte: Veneto Agricoltura

Premio europeo “Natura 2000 Award 2015”, un progetto italiano in finale, ma per vincere ha bisogno dei vostri click!

AdriaWet2000Il Progetto ADRIAWET 2000, di cui Veneto Agricoltura è partner, è tra i 23 finalisti del premio “Natura 2000 Award” edizione 2015, che premia i migliori progetti finanziati dall’Unione Europea a favore di interventi  nelle aree della Rete Natura 2000.

Premiato il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Oltre ai 5 vincitori di altrettante categorie (ADRIAWET 2000 partecipa per la categoria Network), viene premiato anche il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Il voto può essere espresso attraverso internet. Per votare basta scorrere i 23 progetti in lizza (ADRIAWET 2000 è l’ultimo in basso a destra) e cliccare VOTA. Si aprirà una finestra dove va inserito il proprio indirizzo mail. Si riceverà quindi, dopo pochi secondi, una mail con il link per rientrare nello stesso sito. A questo punto si ripete l’operazione di voto che così sarà convalidato. Unico progetto italiano giunto in finale, ADRIAWET2000 risulta per ora in testa ma un progetto spagnolo lo sta tallonando da vicino, chi volesse sostenerlo nella possibile vittoria non ha che da cliccare!

Fonte: Europe Direct Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Veneto Agricoltura, quale futuro? I lavoratori dell’Azienda Regionale in presidio a Venezia.

Riceviamo e pubblichiamo dalla RSU di Veneto Agricoltura
Questa mattina, martedì 17 marzo 2015, i lavoratori di Veneto Agricoltura terranno un presidio davanti al Consiglio Regionale, a Palazzo Ferro Fini, Venezia, dalle ore 11 alle ore 12.30, in occasione dell’incontro di RSU e Organizzazioni Sindacali con il presidente del Consiglio Regionale, Clodovaldo Ruffato, e i Capigruppo delle Forze politiche del Consiglio. L’incontro, richiesto dalle Segreterie FIT-CISL e FP-CGIL, è finalizzato al confronto sulle possibili soluzioni da adottare per superare l’attuale blocco applicativo  della Legge regionale n° 37/2014″ istituzione AVISP” in seguito al ricorso per incostituzionalità presentato dalla Avvocatura dello Stato. Sempre oggi, alle ore 16, a Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale, l’assessore Franco Manzato riceverà la delegazione sindacale.

Le istanze dei lavoratori. I dipendenti di Veneto Agricoltura manifestano la loro preoccupazione per lo stato di impasse giuridico-istituzionale in cui si trovano. Ad oggi, l’incertezza sul futuro delle attività e la mancanza di adeguate garanzie occupazionali, generate dall’approvazione della Legge Regionale n. 37/2014, istitutiva dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione e i Servizi in Agricoltura, creano una situazione di attesa e disagio tra i lavoratori di Veneto Agricoltura, che chiedono lo sblocco di questa situazione di stallo. Per questo motivo sollecitano l’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, più volte pubblicamente impegnatosi a trovare una soluzione che garantisca il mantenimento delle attività e dei posti di lavoro, a portare a termine questa travagliata transizione. Come? Ciò potrebbe realizzarsi o attraverso una modifica della Legge che permetta di dar avvio alla nuova Agenzia garantendo, anche per mezzo di un’adeguata copertura finanziaria, le attività e le professionalità presenti in Veneto Agricoltura o, in alternativa, attraverso il ritiro della Legge stessa.

Guida alla nuova PAC, Europe Direct Veneto-Veneto Agricoltura ne spiega tutti i dettagli in una nuova pubblicazione disponibile anche on line

Copertina Quaderno 16Dal 1° gennaio 2015 è entrata in vigore la nuova PAC (Politica Agricola Comune) che accompagnerà le sorti dell’agricoltura europea fino al 2020. In questo momento, gli agricoltori sono in forte fermento perché vogliono capire cosa sortirà di buono questa ennesima riforma, la quinta in vent’anni.

Approfondimenti dei diversi capitoli della nuova riforma agricola. In loro soccorso arriva il Quaderno n. 16 della Collana editoriale di Europe Direct Veneto, sportello europeo di Veneto Agricoltura, intitolato “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020” che approfondisce i diversi capitoli di questa complessa riforma già delineati nel fortunato precedente Quaderno n. 15 pubblicato lo scorso anno. Dopo aver inquadrato la recente Riforma, la pubblicazione entra subito nei dettagli del nuovo regime dei pagamenti diretti, asse portante della politica agricola europea al quale gli agricoltori dovranno sottostare almeno fino al 2020. Viene poi illustrato il funzionamento del pagamento di base e di tutti gli altri previsti dal regolamento comunitario: ecologico, per i giovani agricoltori, accoppiato (comprese le discusse scelte nazionali) e per i piccoli agricoltori. L’analisi prosegue con la spiegazione di tutte le altre novità della riforma, tra cui quelle inerenti l’Organizzazione Comune di Mercato Unica e la prossima Politica di Sviluppo rurale, oramai al via.

Focus sul Veneto. Non poteva mancare un capitolo riguardante gli scenari che si apriranno per l’agricoltura veneta di fronte alla nuova Riforma. In particolare, vengono tratteggiate le storture che con ogni probabilità si creeranno nel Veneto a seguito delle scelte nazionali relative il pagamento accoppiato. Con questa pubblicazione, Europe Direct Veneto riprende dunque il filo del discorso sulla Riforma della PAC 2014-2020 con l’obiettivo di approfondire, sulla base dei provvedimenti finali adottati a livello europeo e nazionale, i contenuti della nuova politica agricola europea, portando così un ulteriore contributo alla comprensione dei tanti e complessi meccanismi legati all’applicazione in Italia (e nel Veneto) della PAC riformata. Gli agricoltori e operatori del mondo agricolo, utilizzando questo Quaderno, avranno finalmente a disposizione uno strumento divulgativo, ma allo stesso tempo assolutamente tecnico, utile per potersi destreggiare tra le tante novità della nuova PAC.

Come richiederla. La versione cartacea del Quaderno n. 16 può essere richiesta gratuitamente a: europedirect@venetoagricoltura.org (ricordarsi di indicare l’indirizzo di posta ordinaria a cui effettuare la spedizione). La versione in PDF può invece essere scaricata da questo link.

Fonte: Veneto Agricoltura

18/11/14, a Palazzo Ferro-Fini presidio dei dipendenti di Veneto Agricoltura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalle Segreterie regionali OO.SS.

Domani, martedì 18 novembre, la RSU di Veneto Agricoltura e le OO.SS. di categoria incontreranno i gruppi politici del Consiglio Regionale a Palazzo Ferro Fini per un confronto in merito al progetto di legge 275 di riforma di Veneto Agricoltura, azienda regionale che promuove e realizza interventi in campo agricolo, forestale, e agro-alimentare.

Le OO.SS. lamentano il totale disinteresse degli estensori del progetto alle osservazioni e proposte presentate in passato dalle rappresentanze sindacali e stigmatizzano l’improvvisa accelerazione imposta alla  discussione in aula dopo 2 anni di attesa e il mancat coinvolgimento delle parti sociali. Il progetto presenta diverse criticità in merito a questioni che riguardano il personale; il loro inquadramento che si sta incanalando verso un doppio binario contrattuale; le risorse messe a bilancio che a prima vista paiono insufficienti al funzionamento dell’ente; l’incertezza di un piano industriale appena abbozzato e privo di contenuti concreti.

Inoltre si teme che la smania di un annunciato ma non assicurato risparmio possa colpire, attraverso la loro vendita a privati, anche società partecipate di sicura efficienza e quotate nel mercato della certificazione di qualità che, ricordiamolo, occupano personale qualificato. Non vorremmo che l’apertura della campagna elettorale e la malcelata richiesta di qualche associazione di categoria abbia condizionato la presentazione di questo provvedimento sul merito del quale avremmo voluto e potuto dire la nostra. In attesa degli esiti dell’incontro il 18 dalle 12 alle 16 sarà  organizzato un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di Veneto Agricoltura sotto Palazzo Ferro Fini.

Autunno da “Guardiani della Natura” per 1700 studenti del Veneto

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

Prende il via lunedì 22 settembre, nell’azienda pilota e dimostrativa di “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura (famosa per il progetto di rinaturalizzazione di cui è stata oggetto e che la rende ora uno dei più importanti siti naturalistici per l’avifauna di passaggio del nord Adriatico) a Caorle (VE), l’iniziativa organizzata dall’Azienda regionale con la Regione, assessorato all’Agricoltura e Sezione Parchi e biodiversità, e l’Ufficio Scolastico Regionale.

Full immersion nella natura. Si tratta di uno stage formativo che coinvolge 1700 ragazzi, divisi in 8 turni, di 40 scuole primarie di tutto il Veneto, che trascorreranno 24 ore completamente all’aperto a contatto con la natura. I giovani partecipanti pernotteranno in tenda presso un Campo Base allestito dalla Protezione Civile regionale, che si occuperà dell’intero allestimento. Per i numerosi bambini partecipanti, delle classi 4° e 5°, lo stage formativo si svolgerà presso il Centro di Educazione Naturalistica ed Animazione Rurale (CENAR) “ValleVecchia”. Saranno accompagnati da guide naturalistiche esperte alla scoperta della splendida riserva, sito Natura 2000, a piedi e navigando nei canali interni per conoscere la flora e la fauna dei diversi habitat: il litorale, la pineta e le zone umide; infine visiteranno l’azienda agricola di Veneto Agricoltura e concluderanno con la visita al “Museo Ambientale di ValleVecchia” (MAV).

Un’iniziativa “sinergica” che permetterà ai ragazzi di scoprire le naturali bellezze della nostra regione ed ottenere il Patentino di “Guardiani della Natura”, mentre per la Protezione Civile sarà l’occasione di effettuare una vera e propria esercitazione per valutare l’efficace dei propri mezzi organizzativi, logistici e le azioni di sicurezza. L’iniziativa vuole promuovere nei giovani la conoscenza delle ricchezze naturalistico-ambientali del territorio veneto e sviluppare in loro la consapevolezza dell’importanza della sua conservazione, tutela e valorizzazione. L’iniziativa, già sperimentata l’anno scorso con ottimi risultati nella foresta regionale demaniale del Cansiglio (BL-TV) anch’essa gestita da Veneto Agricoltura, perdurerà a “ValleVecchia” fino al 9 ottobre.

Fonte: Veneto Agricoltura

In dirittura d’arrivo la riforma di Veneto Agricoltura e dei Parchi regionali

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’assessore regionale veneto all’agricoltura e parchi, Franco Manzato, è ottimista: l’iter di riforma dell’azienda regionale Veneto Agricoltura e dei Parchi regionali sta per arrivare al traguardo e per fine ottobre si potrebbe arrivare alla chiusura dei lavori preparatori e all’avvio di un nuovo sistema, che ottimizza la spesa pubblica e punta ad essere più efficace ed efficiente.

Settore primario veneto, dal 2011 oggetto di riforme. «Si sta procedendo – ha annunciato l’assessore – alla creazione di un unico testo che disciplini i parchi regionali, integrando quindi le tre proposte avanzate in sede consiliare. Inoltre verrà proposta la trasformazione di Veneto Agricoltura in ente strumentale non economico, riorganizzando il personale interno delle società partecipate, che probabilmente verranno cedute ad altri enti strumentali della Regione». Questi provvedimenti concluderanno il ciclo di riforme che ha interessato il settore primario a partire dal 2011. Si tratta di una lunga lista di azioni, già compiute e realizzate, “che ha condotto il mondo agricolo veneto – continua Manzato – ad assumere un volto diverso, più sicuro e maggiormente strategico e competitivo. La Rivoluzione delle Tre “R”, Razionalizzazione, Risparmio e Reddito del comparto agricolo, sta insomma giungendo al traguardo. Oltre a questo – conclude l’assessore – voglio ricordare il lavoro svolto assieme al mondo agricolo per definire il nuovo Programma di Sviluppo Rurale, attualmente all’esame di Bruxelles, che mette l’accento su innovazione, competitività e semplificazione».

Fonte: Garantitaly.it

Agroalimentare veneto, nel 2013 segnali di tenuta di fronte alla crisi

agricoltura“Il settore agroalimentare veneto mostra solidità e i dati presentati da Veneto Agricoltura ne sono la conferma. Ora, con i nuovi strumenti finanziari a disposizione – ovvero PAC e PSR 2014-2020 – le imprese agricole venete avranno la possibilità di rafforzare ulteriormente la loro competitività. Peccato che in fase di accordo tra Stato e Regioni, in merito alla definizione dei diversi aspetti dell’applicazione dei pagamenti accoppiati agli agricoltori, il Governo non abbia accolto la nostra richiesta di puntare tutto sul comparto della carne bovina, come ha fatto la Francia”. Così l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, ha introdotto a Legnaro-PD la tradizionale conferenza stampa di Veneto Agricoltura per la presentazione del Report 2013 sulla congiuntura del settore agroalimentare regionale.

I dati. L’agricoltura veneta nel 2013 ha saputo difendersi bene dalla crisi che attanaglia l’economia nel suo insieme. Un dato su tutti: il valore della produzione agricola è aumentato complessivamente di circa il 4% rispetto al 2012, sfiorando i 5,5 miliardi/€, un risultato ottenuto grazie alla buona performance di alcune produzioni quali mais, soia e vino. La fotografia dell’agroalimentare veneto 2013 mostra però anche altri dati; su tutti l’ulteriore calo del numero delle imprese agricole attive iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, sceso a 67.682 aziende, legato al lento ricambio generazionale e al contemporaneo accorpamento delle proprietà (-6,5% rispetto al 2012). In calo anche il numero di occupati in agricoltura, scesi nel 2013 a 65.536 addetti (-13% rispetto all’anno precedente).

Cereali e colture industriali. L’eccezionale piovosità della primavera 2013 ha penalizzato i cereali autunno-vernini (frumento tenero -14% e frumento duro -40%). La quantità di orzo è aumentata invece del +26% ma solo grazie all’incremento della superficie investita (+34%). Il mais si è confermato la prima coltura regionale con una superficie di 248.000 ettari (-8%) e una produzione salita a 2,2 milioni tonnellate (+48%). Relativamente alle colture industriali, va segnalata la straordinaria performance della soia (superficie +20%; produzione 295.000 t, +88%, record degli ultimi dieci anni; +4% il prezzo medio annuo). Bene anche il tabacco (+11%) e girasole (superficie +128%, produzione +123%). In calo invece barbabietola da zucchero (-27% per superficie e produzione) e colza (-27%).

Colture ortofrutticole. Nel 2013 le superfici totali investite a orticole hanno segnato una leggera flessione (circa 31.200 ettari, -1% rispetto al 2012); di queste, quelle in pieno campo, circa l’80% degli ortaggi coltivati nel Veneto, ha raggiunto circa i 25.500 ettari (+5%). Tra le principali colture va segnalata la forte flessione della produzione di patate (-47%) e il calo produttivo della lattuga (-10%); l’aumento della superficie e della produzione di radicchio (rispettivamente +20% e +14%) e la tenuta della fragola (+1,5%). Per la frutticoltura legnosa si segnala un’annata scarsamente produttiva per melo (-11%), pero (-16%) e pesco (-4%), e moderatamente positiva per il kiwi (+8%). I prezzi medi della frutta hanno invece registrato incrementi significativi: mele +23%, pere +12%, pesche +57% e kiwi +16%.

Florovivaismo. Anche per questo comparto si segnala un calo della superficie lavorata (3.550 ettari, -5,5%) e del numero di aziende attive (1.600 unità, -1,3%). La produzione complessiva regionale ha superato comunque i 2,2 miliardi di piante (+5%). Difficoltà sono emerse per l’anomalo andamento climatico primaverile e a causa della domanda non particolarmente vivace, con conseguenti problemi di liquidità da parte delle aziende con riduzioni del fatturato tra il 10% e il 20%.

Vitivinicoltura. Il vigneto veneto ha raggiunto nel 2013 un’estensione di 77.480 ettari (+1% rispetto al 2012), con una vendemmia pari a 11,8 milioni di quintali di uva (+9%), dai quali sono stati ottenuti 9 milioni di ettolitri di vino (+11,5%). Il prezzo delle uve da vino in Veneto è diminuito (mediamente -11%), mentre il prezzo dei vini DOP ha registrato un incremento medio annuo del +5-10%. Ancora in crescita le esportazioni di vino, che nel 2013 hanno di poco superato i 600 milioni di kg (+0,5%) per un fatturato che sfiora 1,6 miliardi/€ (+10%).

Zootecnia. Il calo della produzione di latte (10,6 milioni di ettolitri, -1,1%) e del numero di allevamenti (3.662, -4,4%) hanno consentito di evitare lo splafonamento della quota assegnata al Veneto e di aumentare il prezzo del latte, salito mediamente a circa 42 €/100 litri (+7%). La produzione veneta di carne bovina è scesa a 193.200 tonnellate (-4,6%), mentre l’annata è stata sostanzialmente favorevole per la carne suina (produzione +2,4%, prezzo medio annuo +1%). La carne avicola ha subìto una flessione produttiva (-4,7%), ma ha beneficiato di un andamento di mercato favorevole (+2,6% il prezzo medio annuo).

Pesca e acquacoltura. Il pescato sbarcato nei mercati ittici veneti nel 2013 è stato di circa 17.465 tonnellate (-0,1%) per complessivi incassi pari a 41,4 milioni di euro (+1,1%). La flotta peschereccia ha subìto un’ulteriore perdita di unità, scendendo a 699 unità (-0,7%), come pure le aziende impegnate nella produzione ittica primaria (2.964 unità, -2,6%).

Industria alimentare. Nel 2013 il numero delle Industrie alimentari venete attive iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio è rimasto sostanzialmente invariato (3.650 unità), mentre le altre imprese manifatturiere hanno subìto complessivamente una flessione del -2,6%.

Import/Export. Il deficit della bilancia commerciale dei prodotti agroalimentari nel 2013 è salito a 880 milioni di euro rispetto ai 751 milioni registrati nel 2012 (+17,2%) in seguito a un aumento delle importazioni (+7,6%) rispetto alle esportazioni (+6,1%). Nello specifico, la crescita delle importazioni è dovuta principalmente alle colture agricole non permanenti (+16,1%), granaglie, amidi e prodotti amidacei (+19,8%), prodotti delle industrie lattiero-casearie (+13,3%), prodotti da forno e farinacei (+13,2%) e carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne (+12,7%). Per quanto riguarda l’export, i maggiori incrementi hanno riguardato oli e grassi vegetali e animali (+38,9%), prodotti della pesca (+24,2%), piante vive (+14,3%), prodotti della silvicoltura (+12%), prodotti per l’alimentazione degli animali (+11,3%) e bevande (+10,4%), in particolare vino.

 Primi risultati 2014. Circa la nuova annata agraria, vengono date in calo le superfici coltivate a frumento tenero (-10/15%) e frumento duro (-20%), mentre per l’orzo si stima una crescita (+5% circa). Tra le colture a semina primaverile, in aumento la barbabietola da zucchero (+50%) e la soia (+20%); in calo invece le semine di mais (-10/15%, con punte di -15/20% nelle province di Padova e Rovigo). Per le orticole si segnala oggi un regolare sviluppo, ma la maturazione anticipata di fragole e asparagi ha provocato la sovrapposizione con la merce proveniente da altri areali produttivi nazionali ed esteri, generando un surplus di offerta che ha penalizzato i prezzi. Per i vigneti, la vendemmia 2014 sarà anticipata di almeno una settimana rispetto all’anno precedente, prevedendo la raccolta delle uve Pinot grigio e Chardonnay a ridosso di ferragosto e quelle di Merlot nella prima decade di settembre. Lo stato fitosanitario è giudicato buono, con una bassa incidenza delle malattie fungine, ma la resa è stimata in calo di circa il 5-10% rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre del 2014 le quotazioni del latte sono rimaste su livelli più elevati di circa +10% rispetto al medesimo periodo del 2013. Il mercato della carne bovina sta subendo il calo dei prezzi degli animali da macello a fronte di un aumento del numero dei capi macellati. Le quotazioni dei suini dimostrano un andamento leggermente più favorevole rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Report completo può essere scaricato al seguente indirizzo: http://www.venetoagricoltura.org/basic.php?ID=5207

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

Energie rinnovabili e risparmio energetico, il comune di Polverara (PD) già a quota 20% di riduzione emissioni CO2, punta a raggiungere il 37%

Immagine 9Polverara, comune della bassa padovana, ha già “traguardato” la riduzione del 20% delle emissioni di CO2. Un obiettivo minimo all’interno del progetto europeo “Alterenergy, che ha come fine quello di avviare le piccole comunità dell’area adriatica verso gli obiettivi europei per il 2020, grazie a un uso più ampio di fonti di energia rinnovabile (RES) e di interventi di risparmio energetico (RUE).

Polverara è stata scelta da Veneto Agricoltura, partner di Alterenergy, attraverso un’apposita selezione, con l’obiettivo specifico di sviluppare modelli replicabili, migliorando la loro capacità di pianificare e gestire azioni integrate nel settore, attraverso un approccio partecipato e l’attuazione di progetti di intervento pilota. Il P.A.E.S. per Polverara, Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, redatto dal pool di esperti Alterenergy individuato da Veneto Agricoltura, ed ora al vaglio della nuova Giunta comunale, prevede una serie di interventi che porteranno la comunità famosa per la Gallina omonima, ad una riduzione virtuosa della CO2 di ben il 37% attraverso interventi in particolare di risparmio energetico. Il check appena concluso dal team di lavoro ha individuato che in paese sono ben 600 i kw prodotti da impianti a energia rinnovabile installati, soprattutto fotovoltaico. Altra curiosità, le emissioni prodotte dal Comune per l’illuminazione e l’energia utilizzata è ascrivibile a “zero”, in quanto esso si avvale di un contratto di fornitura energia proveniente da fonti rinnovabili.

(Fonte: Veneto Agricoltura)