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24 giugno 2023, con il Premio Wigwam Stampa Italiana, a Pontelongo (Pd) si svelano tutte le declinazioni della dolcezza 

Efrem Tassinato con i dolcetti di Pontelongo

Lo zucchero in tutti i suoi modi di intenderlo, usarlo, consumarlo, è il tema del convegno in programma sabato 24 giugno 2023 alle ore 10:30-12:30 a Pontelongo (Pd), in via Villa del Bosco, area impianti sportivi. Un’attività, questa, che termina la prima fase del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità resilienti 2023 e che ha coinvolto molte scuole e istituti scolastici del territorio della Saccisica. La seconda e ultima fase con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori, sarà alla ripresa dell’anno scolastico, il prossimo settembre.

L’iniziava, che vede tra gli organizzatori il comune di Pontelongo, Italia Zuccheri-Co.Pro.B., l’Associazione Wigwam Clubs Italia APS, la Pro Loco di Pontelongo e l’Istituto di Istruzione Superiore De Nicola – Indirizzo Agrario di Piove di Sacco, si propone di rendere consapevoli, in specie le nuove generazioni, del valore storico-culturale ma anche produttivo, alimentare e turistico della sopravvivenza in questa parte del territorio padovano del più antico zuccherificio italiano. Fondato nel 1908 dai belgi , lo stabilimento è uno dei due rimasti nel nostro Paese dopo il taglio delle quote zucchero imposto dall’Unione Europea.

Interventi. All’incontro saranno presenti Roberto Franco, sindaco di Pontelongo per un saluto; Sara Berto, consigliere comunale di Pontelongo, con delega a Scuola e Orientamento Scolastico che presiederà e introdurrà; Leandro Cariolo, responsabile Marketing di Co.Pro.B./ItaliaZuccheri, che parlerà de “L’industria saccarifera italiana tra storia e futuro”; Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico, presidente di Wigwam Clubs Italia APS, responsabile segreteria Unarga e socio Argav, che presenterà “Il case history “Dolcetti di Pontelongo”(nella foto in alto) e il Sugar Contest del Premio Wigwam Stampa Italiana”; Cristiano Gaggion, pasticcere, presidente della Fed. Alimentaristi della Confartigianato del Veneto, che tratterà il tema “Lo zucchero nella pasticceria artigianale”; Claudio Grigoletto, Ad Gruppo Vecogel proporrà il tema “Lo zucchero nella gelateria moderna”; Carlo Dalla Longa, insegnate al CFP Brandolini Rota di Oderzo parlerà de “La sperimentazione dei sandwich dolci con le strutture HoReCa di Jesolo”; Giliola Dalla Libera, operatrice della Comunità Locale Wigwam della Saccisica spiegherà il “Lancio del programma di visite di studio e di cultura sullo Zuccherificio di Pontelongo”. Moderatore sarà Efrem Tassinato.

Nell’occasione saranno esposti i lavori in concorso realizzati finora dagli studenti sul tema “zucchero”, mentre a tutti i giovani concorrenti al Premio presenti sarà consegnata una confezione omaggio di zuccheri di Pontelongo. Ulteriori iunfo: Comunità Locale Wigwam Saccisica 348 4098002 saccisica@wigwam.it

Fonte: Servizio comunicazione Wigwam

Presentati a Pontelongo (PD) la 2^ edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità Resilienti e il “Sugar Fest” (23-25 giugno 2023)

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Lo scorso 8 giugno è stato presentata nel municipio di Pontelongo (PD) la 2^ edizione del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità Resilienti 2023. Nell’occasione, è stato presentato anche il “Sugar Contest”, sezione del premio che sta vedendo in gara molte scuole primarie e secondarie del territorio padovano, veneto e nazionale e dedicata agli elaborati prodotti da giovani under 25 con tema lo zucchero in tutte le sue declinazioni. La presentazione è stata organizzata dal comune di Pontelongo insieme a Italia Zuccheri, proprietaria dello zuccherificio di Pontelongo, e alla Comunità Locale Wigwam della Saccisica, quest’ultima con lo scopo di invitare alla partecipazione i giovani del territorio e all’adesione degli enti locali e degli istituti scolastici, in specie nella prospettiva dell’inserimento del progetto nei piani formativi nel prossimo anno scolastico 2023-2024.

E’ stato presentato, inoltre, il “Sugar Fest”, che avrà luogo il 23-24-25 giugno prossimi a Pontelongo e che, insieme a momenti di intrattenimento, vedrà due convegni: “Lo sviluppo della bieticoltura in Veneto” (23 giugno) e “Tutte le declinazioni dello zucchero” (24 giugno), con la consegna dei riconoscimenti del Premio Wigwam Stampa “Sugar contest”. Il Premio, che punta alla ricostruzione del dialogo intergenerazionale e alla riscoperta e alla valorizzazione delle peculiarità e identità locali, come è appunto lo zuccherificio di Pontelongo e la sua storia ultracentenaria, ha per capofila Rete Wigwam, una tra le più antiche organizzazioni per lo sviluppo sostenibile tra quelle con riconoscimento ministeriale ed è supportato dal partenariato di tutto il mondo del giornalismo organizzato italiano – dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dal Sindacato Giornalisti del Veneto, all’Ordine dei Giornalisti e dall’UNARGA, l’Unione dei giornalisti agro alimentari e ambientali all’Argav, fino all’UCSI, l’Unione Cattolica della Stampa Italiana. Gode anche del patrocinio dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa e di ANCI, nonché di una vasta platea di supporti da parte di Province, Enti Parco, Comuni, associazioni e scuole.

L’edizione 2023 del Premio. “Senza il valore della memoria non si dà futuro alle generazioni…”. E’ sufficiente una citazione di Ulderico Bernardi, validissimo sociologo e appassionato cultore della storia e delle tradizioni venete, per sottolineare la validità dell’iniziativa “Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani Comunicatori 2023”. Lo scopo del premio è di “stimolare attività di comunicazione e informazione, realizzata da gruppi aggregati di giovani” in Cantieri Partecipativi. Il raggruppamento può avvenire grazie alla collaborazione con le scuole di qualsiasi ordine e grado, con associazioni, parrocchie o qualsiasi ente il cui scopo sia quello di offrire opportunità di aggregazione. L’importante è che sia la condivisione l’obiettivo principale che rappresenta l’occasione più valida per la trasmissione fra diverse generazioni di testimonianze di vita vissuta. Avviato lo scorso anno, grazie anche ai fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che hanno cofinanziato il progetto regionale dei CEP (Cantieri Esperienza Partecipativa), ha visto l’adesione, fa le altre, di 14 associazioni in qualità di partner, 29 Comuni di tutte le provincie e la stessa ANCI del Veneto, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco Reginale della Lessinia, l’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa, tutte le associazioni della stampa del Veneto.

Il risultato di questa prima esperienza di tutela della memoria collettiva e della sua trasmissione è stato molto incoraggiante sia per la numerosa partecipazione, ma soprattutto per i contenuti per i quali ogni testo o intervista ha garantito la salvaguardia. Il progetto del Premio, nella sua valenza più generale, si pone, nella prospettiva dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 dell’Agenda ONU 2030: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti”. Si propone, fra l’altro, di sostenere l’educazione allo sviluppo sostenibile, alla pace, ai diritti umani, e di operare particolarmente per lo sviluppo e il rafforzamento del rapporto intergenerazionale finalizzato alla trasmissione relazionale dei saperi. Il Premio, di cui Wigwam Clubs Italia APS è capofila si articola nel coinvolgimento dei giovani under 25, guidati da anziani o comunque da adulti portatori di esperienza e storicità, nella riscoperta e nella documentazione del patrimonio di cultura, ambiente e di produzione tipiche e di enogastronomia locale. Ciò avverrà ripartendo dal dialogo, promovendo interazione, e integrazione all’interno delle comunità e tra le diverse comunità.

Rendere resilienti le comunità significa supportarne e valorizzarne le iniziative, di alto valore coesivo, promuoverle e comunicarle affinché si determini integrazione, fiducia ed emulazione.“Resilienti” è un termine che prima della comparsa del Covid era usato relativamente poco. Durante i tre anni di pandemia è diventato simbolo di impegno verso una rinascita sociale e umana messe in ginocchio dal virus che aveva rubato tempo, amicizie, affetti, esperienze. I progetti che permettono, almeno in parte, di recuperare ciò che ci è stato tolto sono proprio quelli che riavvicinando le persone grazie al dialogo e alla scrittura permettono che il nostro passato non venga smarrito. Per questo devono essere supportati e sostenuti. Ricordava l’attore Marco Paolini, durante l’orazione funebre per Luigi Meneghello, che “quando muore una parola non va smarrito solo un termine, ma anche l’oggetto che con esso era identificato”. E se è importante che non siano perse le parole, a maggior ragione è essenziale che non vengano disperse vicende di una quotidianità che ha creato il nostro mondo.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

In aumento la richiesta di zucchero 100 per cento italiano e certificato. La filiera bieticola italiana, che conserva a Pontelongo, in provincia di Padova, uno dei 2 zuccherifici rimasti in Italia, guarda con fiducia al 2023

ItaliaZuccheri COPROB Barbabietola

Coprob (Cooperativa Produttori Bieticoli), unico produttore nazionale di zucchero 100% italiano, chiude l’esercizio con un utile di 3,09 milioni di euro. Il 59° bilancio della Cooperativa, con sede a Minerbio (BO), proprietaria anche dello zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, è stato approvato dai Soci al termine di 7 assemblee separate, e presenta un fatturato pari a 170,7 milioni di euro, un risultato positivo grazie ad un prezzo dello zucchero in risalita negli ultimi mesi dell’anno. Il bilancio è completato da un consolidato del Gruppo Coprob, che include Italia Zuccheri Commerciale, pari a 230 milioni di euro e un utile netto di 4,7 milioni di euro.

Cambio di passo. Oltre ai dati di bilancio, le assemblee separate sono state l’occasione per illustrare il piano strategico 2023-2027 di Coprob-Italia Zuccheri che prevede un nuovo modello per il prezzo delle bietole legato all’andamento del prezzo dello zucchero e dei volumi di produzione. “C’è grande richiesta di zucchero di filiera 100% italiana ed il mercato è sempre più attento alla sostenibilità – afferma Claudio Gallerani, presidente di Coprob-Italia Zuccheri. È per questo motivo che il Cda ha deliberato un cambio di passo sulla valorizzazione delle bietole conferite. In base allo scenario attuale, nel 2023 si attende un prezzo che potrà raggiungere i 60 €/t per i soci con contratto triennale aderenti al Sistema di Qualità di Produzione Integrata (SQNPI)”.

L’obiettivo della cooperativa Coprob-Italia Zuccheri è quello di arrivare a certificare SQNPI – sistema di qualità nazionale di produzione integrata – l’intera filiera nei prossimi due anni e potersi così fregiare del marchio ministeriale dell’Ape. Questo permetterà di dare maggiore distintività al prodotto finito a supporto di una equa valorizzazione di una produzione rispettosa dell’ambiente e delle persone, in una visione proiettata al futuro della bieticoltura italiana. “Intendiamo essere protagonisti sia dell’agroalimentare italiano che nel settore delle bioenergie” – conclude Gallerani. “Vogliamo essere un modello di economia circolare sostenibile, sia in termini ambientali che economici, ed in questo contesto si inserisce anche il nuovo progetto che prevede l’avvio di impianti di produzione di biometano partendo dalle polpe di barbabietola”.

Fonte: Servizio stampa Coprob

Filiera dello zucchero italiano a rischio, ma al momento, salva la produzione in Veneto ed Emilia. Si mira però ad estendere la coltivazione della barbabietola, coltura che gode di incentivi, non è attaccata dalla cimice asiatica e resiste ai cambiamenti climatici

Un’inversione di tendenza che permetta di aumentare la coltivazione di barbabietola e valorizzare lo zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, uno dei due stabilimenti da cui esce l’autentico zucchero “made in Italy”. E’ il piano a cui stanno lavorando i produttori di Coldiretti Padova con l’obiettivo di invertire la serie negativa che negli ultimi anni ha portato ad una sensibile riduzione della superficie coltivata a barbabietole, a causa della politica europea dei prezzi e alle manovre dei grandi gruppi esteri a danno del mercato italiano.

Obiettivo, una crescita di produzione del 30/40 per cento. Ora ci sono tutte le condizioni per dare una svolta al settore dello zucchero made in Italy, grazie ad una filiera certificata, e garantire un futuro allo stabilimento padovano di Pontelongo, con Minerbio, in Emilia-Romagna, uno dei due zuccherifici gestiti dalla cooperativa Coprob. “Partiamo dalla buona notizia dell’avvio della campagna bieticola 2019 per entrambi gli stabilimenti – spiega Ettore Menozzi Piacentini, consigliere di Coldiretti Padova e di Coprob – per lavorare ad un sensibile incremento della superficie coltivata a barbabietole nella nostra provincia. L’obiettivo è quello di favorire una crescita di circa il 30-40% , portando nella nostra provincia la superficie coltivata nel 2020 a2 circa 13 mila ettari”.

Impegno per migliorare la sostenibilità della produzione. Continua Piacentini: “Le condizioni ci sono tutte e i nostri imprenditori hanno la possibilità di fare la propria parte per consolidare una filiera di qualità come quella dello zucchero, a cui teniamo molto. Non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi di questi anni in difesa del vero zucchero made in Italy, sostenuto anche da una forte mobilitazione popolare. Con Coprob abbiamo messo a punto una efficace strategia per dare maggiore competitività alla nostra filiera certificata bieticolo saccarifera. Grazie all’apporto della nuova genetica e di tecnologie innovative la coltivazione della bietola è preziosa per il nostro territorio, anche per consentire ai nostri terreni una maggiore efficienza e sostenibilità nella coltivazione di cereali”.

Contributi. Da sottolineare poi l’interessante opportunità di integrazione del reddito con gli incentivi del contributo di base e del contributo accoppiato che consentono di superare i 700 euro ad ettaro per chi sceglie di coltivare barbabietola. E’ una coltivazione che ha tutte le caratteristiche agronomiche ideali per tornare in auge nella nostra campagna e arricchire i nostri terreni. Non va sottovalutata poi la resistenza ai cambiamenti climatici e anche agli attacchi di insetti alieni come la cimice asiatica che sta minacciando numerose coltivazioni. Piantare barbabietola aiuta pertanto a limitare la diffusione di questo parassita che sta creando fin troppi danni alla nostra agricoltura.

Veneto in controtendenza. E’ di questi giorni la notizia che Sadam del Gruppo Maccaferri ha sospeso la campagna bieticola  nello stabilimento di San Quirico (Parma), che coinvolge Lombardia ed Emilia, per la scarsità di semine. Inoltre a livello europeo continua la “guerra” dei prezzi che ha contraccolpi sulle quotazioni. In Veneto invece l’intenzione è quella di andare nella direzione opposta, restituendo valore e reddito alla filiera. “In queste settimane – conclude Piacentini – stiamo incontrando gli imprenditori agricoli proprio per invitarli a cogliere questa opportunità di arricchire la varietà colturale della nostra campagna e di contribuire concretamente a salvare lo zucchero al cento per cento italiano e di qualità, investendo anche sul biologico”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

In pericolo la sopravvivenza dell’unica filiera italiana dello zucchero, invito a sostenerla acquistando zucchero 100×100 italiano

Senza interventi urgenti è a rischio la sopravvivenza della produzione di zucchero italiano. Oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano, infatti, dall’estero, mentre la produzione made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sulla situazione del mercato dello zucchero dopo la contrarietà espressa dalla Commissione alle misure di emergenza per salvare lo zucchero italiano chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell’agricoltura e della pesca dell’Ue. 

Entro l’anno, possibile la chiusura di un altro stabilimento. A fronte di un consumo di oltre 1,7milioni di tonnellate, in Italia resiste una produzione di 300mila tonnellate, ma negli ultimi anni sono stati chiusi ben 16 zuccherifici su 19 azzerando l’84% del potenziale industriale nazionale ed entro il 2018 un altro stabilimento dovrebbe cessare l’attività. “In Veneto, nella provincia di Padova è attivo lo zuccherificio di Pontelongo, storico punto di riferimento per oltre tremila produttori che conferiscono 2 milioni di quintali di bietole”, ricorda Ettore Menozzi Piacentini, componente del consiglio d’amministrazione di Coldiretti Padova nonché socio di Coprob (Cooperativa Produttori Bieticoli Società Cooperativa Agricla), unico produttore nazionale di zucchero, che rappresenta circa 25mila persone impegnate nella filiera, ha due stabilimenti di trasformazione sul territorio nazionale e riunisce 7mila aziende con 32mila ettari coltivati a barbabietola fra Veneto ed Emilia Romagna.

Senza di loro l’Italia, che è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate.“Ad un anno dalla fine del regime delle quote – aggiunge Piacentini – si registra come le aziende produttrici di zucchero e, conseguentemente, gli agricoltori della filiera abbiano perso i loro margini a favore dei grandi produttori di bevande, dolciari e della grande distribuzione organizzata. Per difendere la produzione italiana è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Urge ancor più la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero”.

L’unico zucchero 100% italiano rimasto. In Italia la maggior parte del mercato è controllata da tre giganti stranieri, il primo dei quali è la multinazionale tedesca Sudzucker che vanta 31 siti dall’Austria alla Romania, dalla Bosnia Erzegovina alla Moldavia, dalla Polonia all’Ungheria, trasforma 5,9 milioni tonnellate di zucchero ogni anno, ma produce anche carburante bioetanolo, concentrati di succhi di frutta, ingredienti funzionali e cibo per animali, oltre a operare nel settore farmaceutico e sfornare pizze congelate. Il secondo padrone dello zucchero in Italia è la francese Cristal Union che con 10 stabilimenti nel mondo, sforna 2 milioni di tonnellate all’anno di prodotto e ha messo sotto il proprio dominio anche l’Eridania. Sempre d’Oltralpe – rileva la Coldiretti – è arrivata la multinazionale Tereos che vanta 45 siti industriali in 13 paesi, è il primo produttore francese con 3,7 milioni di tonnellate e vanta un giro d’affari di 5 miliardi di euro. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. Ulteriori info: Coprob

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova/Coprob

 

Stasera al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) conviviale Argav dedicata alla zucca (e non solo)

zucca Delica originale

Sarà una serata di gran gala dedicata alla zucca Delica originale quella in programma stasera, venerdì 26 ottobre 2018, nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Pd), nell’ambito della tradizionale conviviale mensile Argav di informazione e aggiornamento. L’incontro, che avrà inizio alle ore 19,00, vedrà protagonisti due cuochi che accompagneranno in tavola una serie di assaggi a base di zucca: lo chef executive Isacco Gerotto e il giornalista enogastronomico Efrem Tassinato, socio Argav nonché nostro anfitrione.

Arrivata in Italia ormai mezzo secolo fa, la zucca Delica originale è tuttora in auge ed é, anzi, l’artefice di una continua espansione della superficie coltivata a zucca. Il merito dell’exploit è certamente da attribuire alle eccezionali  caratteristiche organolettiche possedute dal suo frutto, per cui, dopo oltre 50 anni dalla sua prima coltivazione in Italia e nel Veneto, non è ancora stata superata qualitativamente da nessun altro ibrido di questa specie.

La serata, moderata dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, vedrà anche la partecipazione di Giuliano Belli e Irene Bombarda, tecnici della Best Vegetable Seeds, Luigi Bonato della cantina “Le Rive“, Ettore Menotti Piacentini, consigliere Coprob, per sensibilizzare sul momento critico che sta vivendo lo zucchero italiano, Silvia Baratta, titolare agenzia Gheusis, per presentare i corsi per “ambasciatore di sala“. Dulcis in fundo, il consigliere Renzo Michieletto, ispiratore della serata dedicata alla zucca, presenterà l’edizione 2018 del Festival delle Dop, che si terrà domenica 11 novembre nei padiglioni della fiera di Godega di Sant’Urbano (TV).

Filiera bieticola, l’unica ancora interamente italiana, in pericolo. On line la petizione per chiedere alle Istituzioni un “patto” a difesa dello zucchero italiano. Finanziamenti per la coltivazione fino a 200 euro a ettaro da parte della Regione Veneto.

Un “patto” in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). A questo proposito, Coprob ha avviato anche una petizione on line

da sx Giuseppe Pan e Claudio Gallerani

Appello alle istituzioni nazionali ed europee. “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori. Di fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ –  che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro – rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando nei giorni scorsi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento, l’onorevole Paolo De Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente”.

zuccherificio di Pontelongo

Il sostegno regionale al settore bieticolo. La Regione Veneto ha impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie. Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”.

Lo stabilimento di Pontelongo, fondato nel 1910, rappresenta oggi il primo zuccherificio nazionale per storia, il secondo dopo Minerbio (Bologna) per numero addetti e volume di produzione con circa 140.000 tonnellate di zucchero prodotte ogni anno. Vi afferiscono circa 2 mila aziende bieticole a nord del Po, dal basso Polesine al Veneto Orientale. Impiega un centinaio di dipendenti stabili e oltre 130 stagionali durante la stagione saccarifera. Gli investimenti industriali realizzati dal 2010 ad oggi hanno consentito migliorìe energetiche tali da risparmiare 20 mila tonnellate di petrolio. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Coprob

Regione Veneto eroga 200 euro di contributo ad ettaro a chi coltiva barbabietole da zucchero

Per la campagna agraria 2018 la Regione Veneto stanzia fino a 200 euro a ettaro per le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una delle colture che aiutano lo sviluppo sostenibile delle campagne”, fa notare l’assessore regionale all’agricoltura. “L’avvicendamento tra colture diverse aiuta a mantenere la produttività dei suoli, a conservarne le caratteristiche agronomiche e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

Nel Padovano uno dei due zuccherifici ancora attivi in Italia. “Inoltre – aggiunge l’assessore – il Veneto ha una antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero e ha nello zuccherificio di Pontelongo, in provincia di Padova, uno dei due stabilimenti agroindustriali ancora attivi in Italia per la produzione dello zucchero. Sostenere la coltivazione della materia prima, la barbabietola, significa aiutare in modo concreto la filiera “corta”, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”.

Per accedere ai contributi le aziende dovranno inoltrare domanda ad Avepa, l’agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, che curerà l’istruttoria e l’approvazione delle graduatorie. Il bando regionale, che conta un budget di 750 mila euro, si rivolge a superfici che l’anno precedente non erano seminate a barbabietole e che non beneficiano di aiuti del Programma di sviluppo rurale per interventi agroclimatici e ambientali o di agricoltura biologica.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Dal 19 agosto, al via la campagna bieticolo saccarifera nello stabilimente di Pontelongo (PD)

Zuccherificio PontelongoCoprob, l’unica cooperativa produttrice di zucchero 100% italiano, garantito da una filiera certificata, il 9 agosto ha avviato la campagna bieticolo saccarifera nello stabilimento di Minerbio (BO) e il 19 agosto inizierà la lavorazione a Pontelongo (PD).

raccolta barbabietole CoprobStagione piovosa, influenza minima nella produzione. Nonostante le intense piogge primaverili che hanno ritardato le semine causando il posticipo della tradizionale apertura degli zuccherifici, Coprob si attende una qualità soddisfacente delle bietole stimando una produzione di oltre 1 milione e 400 mila tonnellate provenienti da un bacino di più di 25.000 ettari seminati in Emilia Romagna e in Veneto. I conferenti dell’attuale campagna, che durerà più di 60 giorni, saranno oltre 3.600 di cui circa 3.000 soci della cooperativa (nell’ultimo anno, la base sociale di Coprob è ulteriormente aumentata superando quota 5.700). “A dispetto dei forti ritardi delle semine ci attendiamo una produzione solo leggermente inferiore alla media – ha affermato il direttore agricolo, Marco Marani – e, nonostante il clima degli ultimi giorni, pensiamo che la produttività possa raggiungere livelli soddisfacenti per i nostri agricoltori”.

Fonte: Coprob