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2017 “annus horribilis” per l’agricoltura trentina ma danni economici contenuti grazie alla gestione del rischio agricolo

Da sinistra, Giorgio Gaiardelli (presidente Co.Di.Pr.A), Pietro Bertanza (responsabile comunicazione e socio Argav), Andrea Berti (direttore).

Il 2017 sarà ricordato come l’anno nero dell’agricoltura trentina: catastrofali gelate, diffusi e devastanti fenomeni grandinigeni e trombe d’aria hanno gravemente compromesso le produzioni agricole come mai in precedenza. I danni, contati per oltre il 70% della produzione in Trento, sono stati uno dei temi trattati della tavola rotonda organizzata nell’ambito del convegno “Evoluzione e scenari della gestione del rischio”, tenutosi a Madonna di Campiglio (TN) in occasione del Festival Agri Risk Management il 05-07 aprile scorsi.

Ristoro dei danni. Grazie alle innovative soluzioni di gestione del rischio, frutto di anni di forte investimento culturale, economico e tecnico, fortunatamente quasi il 90% della produzione lorda vendibile (circa 300 milioni di euro) era assicurata. I favorevoli criteri di liquidazione e le corrette condizioni hanno permesso il ristoro dei danni, per un ammontare di circa 155 milioni di euro, sia agli imprenditori agricoli sia alle cooperative di conferimento.

Contenuti aumenti per il rinnovo dei contratti grazie al “sistema trentino”. Già a partire dall’estate scorsa, Co.Di.Pr.A. (il Consorzio di difesa dei produttori agricoli) di Trento ha iniziato a lavorare al fine di creare le condizioni ideali per il rinnovo dei contratti per il 2018. L’entità degli indennizzi della provincia di Trento è stata talmente elevata da determinare una particolare attenzione delle assicurazioni e dei riassicuratori internazionali; la corretta rappresentazione della realtà locale che comporta un straordinario valore aggiunto del prodotto, la garanzia di costanza di adesione alle coperture e altre peculiarità del sistema trentino, sono stati gli elementi di credibilità, sviluppati e spesi per favorire il rinnovo dei contratti con contenuti aumenti tariffari e senza particolati penalizzazioni normative. La sinergia fra tutti gli attori del sistema trentino (Co.Di.Pr.A., Provincia Autonoma di Trento, F.E.M. e Università, Organizzazioni Professionali e dei Produttori e le Cooperative) ha dimostrato piena maturità e serio approccio con innovativo e responsabile sguardo al futuro; grazie a questo le società di assicurazione hanno scommesso ancora, con fiducia, nel territorio.

Nuovo progetto. L’investimento convinto in innovazione di prodotto e di sistema è un elemento altamente qualificante. Per questo Co.Di.Pr.A. ha promosso un nuovo progetto nell’ambito dei Partenariati Europei per l’Innovazione (P.E.I.) dedicato a “Clima e Agricoltura in area montana (C&A 4.0)”. L’obiettivo del progetto è quello di effettuare un monitoraggio e la mappatura del territorio agricolo trentino, da un punto di vista agronomico/climatico, per quantificarne la sensibilità al rischio gelo e le specificità orografiche e geopedologiche, al fine di identificare il sistema di difesa attiva più idoneo per le diverse aree e colture e conoscere le caratteristiche specifiche per migliorare le soluzioni di difesa passiva. Tale mappatura sarà collocata all’interno di una piattaforma informatica dinamica, in grado di esprimere per singola particella, le caratteristiche delle diverse realtà agronomiche ambientali. Per raggiungere l’obiettivo del progetto è stata costituita una associazione temporanea di scopo con Fondazione E. Mach, Fondazione B. Kessler, Federazione dei Consorzi di Miglioramento Fondiario, Apot e Consorzio Innovazione Frutta, i lavori sono già in stato avanzato.

Zootecnia. Co.Di.Pr.A. è partner, inoltre, del progetto “DeSMaLF – Decision Support for Sustainable Management of Livestock Farming in the Alps” che ha l’obiettivo di rapportare il sistema della concorrenza tecnico/economico in zootecnia, nonché di creare indicatori e modelli economici e ambientali di sostenibilità e indirizzo del sistema allevatoriale alpino, supportato dall’implementazione di un innovativo fondo per la stabilizzazione dei redditi (IST – Income Stabilization Tools).

Fitopatie. Sono in corso le attività del progetto P.E.I. “I.T.A. 2.0 – Innovation Tecnology Agriculture”, promosso da Co.Di.Pr.A. nel 2017, il quale ha l’obiettivo di allargare la protezione assicurativa introducendo nelle garanzie delle polizze agevolate anche le fitopatie, di sviluppare una piattaforma informatica che faciliti la gestione dell’assicurazione agevolata, a favore di tutti i soggetti della filiera, e l’attivazione di un fondo mutualistico per la stabilizzazione del reddito.

Presenti all’inontro. Il presidente di Itas Mutua Fabrizio Lorenz, di Asnacodi Albano Agabiti e della Federazione delle Cooperative di Trento Mauro Fezzi, gli europarlamentari Herbert Dorfmann e Paolo De Castro, l’assessore Carlo Daldoss, direttori generali e dirigenti della Provincia Autonoma di Trento Romano Masè, del Mi.P.A.A.F. Mauro Serra Bellini, di Ismea Giovanni Razeto, della Fondazione E. Mach Sergio Menapace, della Fondazione B. Kessler Cesare Furlanello, della Banca d’Italia Maurizio Silvi, nonché Luciano Pilati, Dino Zardi e Samuele Trestini, docenti universitari rispettivamente delle facoltà di Economia, Fisica ed Agraria, hanno partecipato ai lavori di approfondimento e al convegno. Al territorio trentino è riconosciuta dinamicità e capacità di sperimentazione, tutti gli attori del settore locali, nazionali ed in ambito della Comunità Europea, si rendono quindi disponibili a contribuire e favorire il massimo sviluppo e a considerarci un incubatore di innovazione.

Record storico. Tutto questo ha permesso, ancorché in questa fase di difficoltà nella gestione amministrativa per l’incasso dei contributi comunitari, di registrare il record storico delle assicurazioni nel 2018, oltre 320 milioni di euro di valori assicurati, praticamente tutti con soluzioni assicurative a garanzie complete (9 eventi atmosferici) ed ulteriori 70 milioni di euro di valori assicurati riferiti a imprenditori trentini che conducono aziende fuori dalla provincia e a alcuni progetti sperimentali a valenza nazionale ai quali aderiscono anche imprese non trentine. L’innovazione di prodotto è costante, nel 2018 verrà definitivamente testato e condiviso l’impianto normativo con il Mi.P.A.A.F. dell’I.S.T. sul settore latte; mentre si è già ottenuto il parere positivo del Mi.P.A.A.F. per la soluzione assicurativa parametrica sul prodotto prato pascolo basata su indici meteorologici e biologici per le produzioni prative delle aree montane della Regione Trentino Alto Adige. Questi numeri descrivono inequivocabilmente il grado di soddisfazione e la maturità imprenditoriale degli associati e del sistema trentino.

Fonte: Servizio stampa Codipra

10 aprile 2015, a Trento si parla del recupero delle aree agricole marginali di montagna

Nuove terre nuove paesaggiL’abbandono degli spazi rurali costituisce oggi una vera emergenza per i paesaggi montani dell’arco alpino. Le dinamiche che caratterizzano l’abbandono dei campi e dei pascoli sono così evidenti da rappresentare, assieme all’espansione urbana, una vera rivoluzione per il paesaggio. L’attuale crisi del modello di sviluppo economico impone una profonda riflessione sul rapporto tra l’uomo e la natura nonché la ricerca di soluzioni ispirate da nuovi approcci economici e sociali orientati alla sostenibilità.

Nuove terre per nuovi paesaggi. Il documento “Dieci azioni per il paesaggio rurale del Trentino”, a cura dell’Osservatorio del Paesaggio Trentino, individua alcune possibili forme di contrasto al declino dei paesaggi rurali marginali attraverso l’affermazione di nuove forme di produzione, il riconoscimento del ruolo di generatori di servizi eco-sistemici, l’apporto all’attrattività del territorio sul mercato turistico. L’incontro, che si terrà a Trento venerdì 10 aprile 2015 dalle ore 9 alle ore 16 nella sala conferenze del Museo delle Scienze (MUSE), intende proporre una nuova interpretazione al fenomeno dell’abbandono ma soprattutto informare sulle novità della normativa esistente e sulle opportunità di sostegno finanziario per la rivitalizzazione degli spazi rurali marginali. Saranno inoltre presentate alcune esperienze che nei territori alpini rappresentano casi esemplari di recupero e rivitalizzazione degli spazi rurali marginali. Programma e iscrizioni on line a questo link.

Fonte: Tsmstep

Trentino. Sempre più alto il prezzo del cirmolo.

Sempre-piu-alto-il-prezzo-del-cirmolo_mediumNelle ultime aste di legname organizzate dai comuni interessati o dalla CCIAA di Trento per conto di comuni o amministrazioni di beni di uso civico, il legname di pino cembro o cirmolo ha raggiunto prezzi eccezionali: 220-240 euro a metro cubo contro i 90 euro pagati per le bore di abete rosso.

L’unico pino a 5 aghi presente in Europa. Il pino cembro è presente solo in zone forestali del Trentino limitate e circoscritte quali l’alto Pinetano e le valli di Fiemme e Fassa, sempre al di sopra dei 1600-1800 metri di altitudine. Il legno di pino cembro è utilizzato soprattutto per il rivestimento di pareti, la realizzazione di mobili e tradizionalmente per l’intaglio e la scultura. Si distingue facilmente perché è l’unico pino a 5 aghi spontaneo presente in Europa.

Fonte: Trentino Agricoltura

Trentino. Promozione dei prodotti agricoli a basso impatto ambientale, modificata la legge.

Promozione-dei-prodotti-agricoli-a-basso-impatto-ambientale-modificata-la-legge_mediumIl Consiglio della Provincia di Trento ha approvato, su proposta della Giunta provinciale, rappresentata dall’assessore Mauro Gilmozzi, una modifica alla legge provinciale in materia di promozione dei prodotti agricoli a basso impatto ambientale, al fine di promuovere ulteriormente le filiere di produzione locale.

Criteri oggettivi. In particolare, la definizione di  “prodotti a basso impatto ambientale” è stata ricondotta a criteri oggettivi, quali il quantitativo di  inquinanti prodotto dal trasporto degli alimenti dal luogo di produzione al luogo previsto per il consumo, privilegiando quindi la cosiddetta filiera corta. “Le norme – ha sottolineato l’assessore Gilmozzi –  sono state ispirate dal lavoro del tavolo sugli appalti e proposte al Consiglio prima della legge finanziaria, per accelerarne l’entrata in vigore”.

Ristorazione collettiva pubblica, favorito l’utilizzo dei prodotti del territorio. Nell’affidamento dei servizi di ristorazione collettiva pubblica è stato inoltre previsto che venga obbligatoriamente valorizzato l’utilizzo di prodotti di qualità certificata, biologici e, in particolare, a basso impatto ambientale, in modo tale da favorire l’utilizzo di prodotti del territorio, tenuto conto che ad oggi, nel programma alimentare vigente, sono previsti obblighi di provvista di quantitativi minimi unicamente per i prodotti biologici e certificati. Tale obiettivo sarà raggiunto anche attraverso capitolati prestazionali standard predisposti dalla Provincia cui dovranno uniformarsi i committenti dei servizi di ristorazione collettiva pubblica.Al fine di dare pronta attuazione alla norma è prevista una clausola di applicabilità immediata legata all’approvazione di un atto deliberativo della Giunta provinciale nelle more dell’adeguamento del programma alimentare vigente. Inoltre, per quanto riguarda le procedure d’appalto, in materia di regolarizzazione delle dichiarazioni presentate per la partecipazione alle gare, è stato recepito nel nostro ordinamento, con alcune significative deroghe, il cosiddetto soccorso istruttorio previsto a livello nazionale.

La normativa statale, oggi recepita, prevede che nel caso di mancanza, incompletezza o irregolarità essenziale degli elementi e delle dichiarazioni presentate ai fini della partecipazione alle procedure di gara, l’amministrazione aggiudicatrice deve dare la possibilità al concorrente di regolarizzare o completare le dichiarazioni presentate oppure di presentare quelle mancanti, deve inoltre applicare una sanzione minima. A differenza di quanto previsto dalla normativa statale, in Trentino il pagamento della sanzione amministrativa è escluso nel caso in cui il concorrente regolarizzi le carenze riscontrate entro tre giorni dal ricevimento della richiesta. L’obiettivo di questa modifica è quello di non penalizzare quanti si attivino tempestivamente per la regolarizzazione, non determinando, di conseguenza, alcun ritardo nello svolgimento delle procedure di gara.

Fonte: Provincia di Trento

Raccolta mele in Alto Adige, previsioni buone

mele2In Alto Adige la raccolta della varietà di mele Royal Gala è iniziata nella seconda settimana di agosto, con dieci giorni di anticipo rispetto al 2013, dopo una chiusura della stagione commerciale 2013/2014 al rallentatore. Grazie ad una buona quantità e alle buone dimensioni dei frutti, secondo la Vog, la produzione potrebbe eguagliare il buon raccolto registrato nel 2011. La raccolta nell’Ue non raggiungerà la soglia delle 12 milioni di tonnellate, ma si tratterà comunque di un raccolto abbondante.

Fonte: Ansa.it

Vallagarina (TN), contributi per salvare le api

api-alveare-favo-byflickcc20-botheredbybee-500Per il progetto di salvaguardia e incremento della popolazione di api della Vallagarina attraverso il recupero di terreni abbandonati e incolti, la Comunità della Vallagarina garantisce il sostegno economico attraverso il contributo per l’acquisto delle arnie (il cotributo è per l’85% della spesa e comunque in misura non superiore a 120 euro ad arnia).

Api fondamentali per l’impollinazione. La salvaguardia delle popolazioni di api della Vallagarina risulta particolarmente importante per l’attività di impollinazione di molte specie agrarie. Sulla base di tali premesse la Provincia Autonoma di Trento, la Comunità della Vallagarina per sé e per i Comuni di Ala, Brentonico, Isera, Mori, Nogaredo, Ronzo Chienis, Terragnolo, Villa Lagarina hanno approvato e firmato in data 9.7.2013 un protocollo d’intesa finalizzato al recupero di aree demaniali o private creando nuove opportunità di lavoro e reddito e diversificando le specie vegetali coltivate per allungare il periodo utile di bottinatura e quindi sviluppare ulteriormente l’apicoltura. Hanno aderito successivamente anche i Comuni di Avio e Trambileno.

Info. I Comuni interessati possono concedere ad ogni richiedente il contributo per il recupero e la semina/piantumazione delle aree incolte di 250 o 500 mq. anche a chi non possieda già o non abbia intenzione di acquistare arnie, purchè le specie da mettere a dimora siano state ritenute di interesse per l’apicoltura, secondo le indicazioni del consulente.Gli interessati potranno chiedere utili informazioni alla Comunità della Vallagarina segreteria.sede@comunitadellavallagarina.tn.it, alla dipendente Tiziana Peterlini tel. 0464/484294. Sono inoltre disponibili il consulente incaricato Pietro Lorenzi arambee@libero.it ed il dott. Gianantonio Tonelli della Provincia Autonoma di Trento gianantonio.tonelli@provincia.tn.it.

Fonte: Comunità Vallagarina

 

Drosophila suzukii, in Trentino dimostrata l’efficacia delle reti contro l’insetto

Drosophila raccolta in una settimana nella trappola in campagna

Drosophila raccolta in una settimana nella trappola in campagna

La Fondazione Edmund Mach prosegue le attività di sperimentazione e ricerca per fronteggiare il problema Drosophila suzukii, l’insetto che depone le uova su ciliegio, albicocco, fragola e piccoli frutti. L’attenzione dei tecnici e dei produttori rimane alta in un’annata che, a causa delle condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo di questo parassita, presenta un attacco particolarmente massiccio. Posizionamento delle trappole a base di aceto di mela, vino rosso e zucchero per la cattura massale, trattamenti con gli insetticidi consentiti, utilizzo delle reti anti-insetto. Al momento sono questi gli strumenti raccomandati dai tecnici per fronteggiare la problematica.

Protezione delle reti. Proprio in questi giorni a Vigalzano, si è svolto un incontro tecnico a cui hanno  aderito un’ottantina di produttori. I tecnici hanno fatto il punto della situazione, portando i produttori a visitare due aziende che hanno adottato il sistema di protezione delle reti su mirtillo.  “Sono stati analizzati l’andamento climatico e i fattori che hanno determinato il livello elevato di popolazione di Drosophila che si registra in questo periodo – spiega Tommaso Pantezzi, responsabile dell’unità piccoli frutti del Centro Trasferimento Tecnologico-, e abbiamo fornito le indicazioni per il contenimento dei danni. In particolare il sistema di difesa delle reti anti-insetto appare al momento il più efficace, una valida alternativa alla cattura massale con trappole unita ai trattamenti”.

La ricerca della Fondazione Mach. Nei laboratori del  Centro Ricerca e Innovazione si sta sviluppando un nuovo tipo di trappola. Sono stati identificati una serie di composti attrattivi importanti per la D.suzukii. Questi composti sono presenti anche nel Droskidrink, la miscela che da tempo viene utilizzata in Trentino, ma la loro quantità e l’efficacia attrattiva può essere notevolmente aumentata modificando la componente microbiologica dell’innesco. Un altro settore importante è il biocontrollo.La FondazioneMach ha individuato, prima in Europa, due specie di parassitoidi indigeni. Si tratta di nemici naturali che attaccano l’ospite deponendo le uova nel suo corpo ed uccidendolo a causa dello sviluppo della larva a danno dei suoi tessuti. Questi parassitoidi indigeni sono già presenti nei nostri ambienti. “Nei prossimi mesi  -spiega il ricercatore Gianfranco Anfora– proveremo ad adottare delle tecniche di controllo tramite utilizzo di questi parassitoidi lanciandoli nell’ambiente e cercando di aumentarne l’efficacia negli agro ecosistemi”.

Fonte: Fondazione Edmund Mach

Trentino, allevamento capre da latte, i dati

Capre ValdifiemmeLe capre allevate in Trentino sono 9.318. Il dato comprende 6.165 capre allevate in stalle che ospitano solo animali di questa specie appartenenti ad una o più delle quattro razze importanti: Saanen, Camosciata delle Alpi, Bionda dell’Adamello e Tingola o Mochena.Le due ultime razze sono autoctone e in fase di ripresa.Gli allevamenti che producono latte caprino sono 115 e ospitano 1729 capre specializzate nella produzione di latte. I caseifici riconosciuti dall’Unione Europea sono 8. I punti vendita di formaggi caprini annessi a caseifici o ad aziende private che trasformano latte caprino sono 18.

Fonte. Provincia Trento

Trentino. Il clima condiziona la qualità del fieno, spostato da maggio a giugno il primo taglio

MINOLTA DIGITAL CAMERARoberta Franchini, tecnico della Fondazione Mach che segue la coltivazione del mais e dei foraggi, segnala che in tutto il Trentino il taglio del primo fieno della stagione è stato spostato da maggio a giugno.

La decisione è dipesa dagli stessi agricoltori. La variabilità del clima dei mesi precedenti aveva frenato lo sviluppo in altezza delle erbe da fieno. Il ritardo ha favorito la crescita in altezza soprattutto delle graminacee che però sono diventate più ricche di fibra e quindi meno ricche di proteine. Le sottostanti essenze da foglia sono cresciute meno ed hanno invece avuto la prevalenza le ombrellifere.

(Fonte: Provincia di Trento/Trentino Agricoltura)

20 maggio 2014, a Trento si tiene il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio”

-1Partendo dagli spunti sollecitati dalla mostra “Terre coltivate – Storia dei paesaggi agrari del Trentino”, organizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio” che si terrà a Trento presso le Gallerie di Piedicastello martedì 20 maggio 2014 alle ore 16.30, intende proporre alcune riflessioni sul tema del rapporto tra agricoltura e paesaggio.

Programma. La conservazione e la valorizzazione del paesaggio, infatti, è strettamente connessa alle pratiche agricole sviluppate nel corso della storia e in diverse forme dalle comunità locali. Un’attività agricola e forestale che riconosce nel paesaggio un elemento essenziale delle prospettive di sviluppo richiede scelte di pianificazione appropriate accompagnate da un’attenta riflessione sugli orientamenti e sulle pratiche consolidate. Apertura dei lavori. Carlo Daldoss, assessore alla Coesione territoriale,  Urbanistica, Enti locali ed Edilizia abitativa della Provincia autonoma di Trento; Terre coltivate: paesaggi in trasformazione, Giorgio Tecilla, segretario del Forum Osservatorio del Paesaggio, Provincia autonoma di Trento; Storia dell’agricoltura e paesaggi rurali delle Alpi Annibale Salsa, Comitato  Scientifico di step- Scuola per il governo del territorio e del paesaggio; Il valore dei paesaggi agricoli, Sabrina Diamanti, CONAF-Consiglio Nazionale Agronomi Forestali; Trasformazioni dei paesaggi agricoli nello spazio alpino, Paola Sabina Lupo Stanghellini, EURAC Bolzano; Tavola rotonda: Nuove forme dell’agricoltura e nuove opportunità di paesaggio, introduce e modera,  Alessandro de Bertolini, Fondazione Museo storico del Trentino, intervengono: Gabriele Calliari, presidente Coldiretti del Trentino, Fabrizio Dagostin, dirigente Servizio Agricoltura Provincia autonoma di Trento, Mauro Fezzi, direttore Generale Fondazione Edmund Mach, Claudio Maurina, presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Trento, Giorgio Perini, vicepresidente di Acli Terra del Trentino. Link iscrizioni on line.

(Fonte: Trentino School of Management)