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Produzione piccoli frutti in Alto Adige, procede bene la raccolta delle fragole in val Martello

Fragole val MartelloCominciata a metà giugno all’altezza di 800 metri, la raccolta delle fragole in val Martello continuerà per tutto il mese di agosto per concludersi a fine settembre. ”Al momento siamo soddisfatti di come sta procedendo la raccolta – ha spiegato Peter Gamper, responsabile area piccoli frutti e direttore di Meg, una delle sette cooperative ortofrutticole dell’Associazione della Val Venosta -.

La produzione fa prevedere un buon raccolto. In valle si coltivano diverse varietà di fragole anche se il 70% della produzione è incentrata sulla varietà olandese Elsanta. ”Anche quest’anno – spiega Gamper – la disponibilità è buona, la distribuzione avviene a livello nazionale con Lombardia e Lazio in testa. Negli ultimi anni abbiamo dovuto confrontarci con la crescente produzione estera: in particolare Germania, Olanda e Belgio. In Val Martello – conclude Gamper – diamo ampio spazio anche alla ricerca: da più di 20 anni esiste il campo di sperimentazione delle fragole all’interno del quale si sperimentano nuove varietà. Dal 2011 inoltre è iniziata una collaborazione con L’Università di Cesena per la ricerca e selezione di nuove qualità di fragole”.

(Fonte: Ansa.it)

Nasce Uecoop, nuova centrale delle cooperative promossa da Coldiretti

Uecoop ColdirettiCirca 200 cooperative venete si sono date appuntamento lo scorso 16 lgulio all’isola di San Servolo a Venezia per la prima assemblea di UECOOP, la nuova centrale di rappresentanza nazionale di Coldiretti a cui aderiscono già 4 mila realtà che operano in tutti i 14 settori dell’albo competente, dal lavoro al sociale, dall’edilizia ai trasporti, dal consumo ai servizi fino all’agricoltura.

Piattaforma veneta di 50 mila soci. Dall’associazione provinciale dei produttori di olio del Garda al villaggio dei pescatori di Porto Tolle, dal gruppo di artisti locali agli orticoltori, dagli allevatori di molluschi agli assistenti sociali, il Veneto contribuisce con una sua piattaforma regionale che conta 50.000 soci e un valore azionale della produzione pari a 1 miliardo di euro.  La categoria più rappresentata è quella agricola con 74 iscritti, a seguire quella della pesca poi il settore della produzione con servizi e il sociale. “Abbiamo un obiettivo e un progetto: costruire un’Italia diversa; se il progetto rimane soltanto il mettersi insieme evidentemente allora non siamo sulla strada giusta” – risponde il presidente nazionale Sergio Marini a chi chiede il motivo della nascita di una nuova centrale. ”L’unione in un momento di crisi senza un progetto diventa solo un modo per difendersi dalla crisi e non e’ questo il ruolo della rappresentanza”, ha aggiunto Marini, secondo cui ”il corporativismo e’ stato uno dei grandi problemi della rappresentanza italiana”.

Al debutto dell’associazione nata per volontà di tanta gente che crede nel ruolo della cooperazione e nei valori forti di solidarietà, sussidiarietà e sostenibilItà era presente quasi tutta la Giunta del Veneto guidata dal governatore Luca Zaia accompagnato dagli assessori regionali: Elena Donazzan, Marialuisa Coppola, Franco Manzato, Renato Chisso, Maurizio Conte nonché il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato.  Oltre al leader nazionale di Coldiretti Sergio Marini sono intervenuti il segretario organizzativo Vincenzo Gesmundo e i rappresentanti con le deleghe politiche Angelo Chiorazzo per il settore sociosanitario, Roberto Grassa per il credito cooperativo, Paolo Scarpa Bonazza Buora per l’agroalimentare.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Trentino, dati agrometeo anche su tablet e smartphone

Grazie ad una nuova applicazione informatica sviluppata dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige gli agricoltori potranno accedere d’ora in poi ai dati della rete agrometeorologica anche da tablet e smartphone.
Il software, denominato “FEM Dati MeteoTrentino”, è stato realizzato dai programmatori del Centro Trasferimento Tecnologico di San Michele all’Adige. Grazie a questa APP per dispositivi android, i dati delle 85 stazioni della rete FEM aggiornati ogni 15 minuti, possono istantaneamente raggiungere gli utenti in ogni luogo, creando una vera rete informativa “in tempo reale”.

Disponibile gratuitamente. L’APP, completa di widget, è disponibile gratuitamente e permette di visualizzare le informazioni in forma di tabella numerica, di grafico o di mappa. Oltre alle fondamentali informazioni meteo quali temperatura e pioggia, son visibili altri dati utili per l’attività agricola, variabili secondo la stagione. Ad esempio,nNel periodo estivo, l’attenzione sarà sui dati di evapo-traspirazione, indispensabili per una buona gestione irrigua. Le informazioni fornite non sono naturalmente riservate ai soli agricoltori; velisti e surfisti potranno ad esempio conoscere in ogni momento l’andamento del vento rilevato dalla stazione meteo installata al porto di Riva del Garda. La APP è scaricabile direttamente dal Google play Store o attraverso il link http://meteo.fmach.it

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

Bovini, ovini e caprini, in Alto Adige il bestiame si “movimenta” on line

mucche in stalla12 mila aziende con 133 mila bovini e 71 mila ovini e caprini. Sono notevoli i numeri legati al bestiame in Provincia di Bolzano, tanto più per ciò che riguarda la movimentazione degli animali, che in un anno raggiunge quota 180mila. Sino ad oggi queste movimentazioni venivano perlopiu’ comunicate al veterinario durante l’orario di ufficio, ma d’ora in avanti lecose potranno andare diversamente. E soprattutto potranno essere molto piu’ semplici.

Meno burocrazia, più sicurezza, efficienza e garanzia di tracciabilità. ”Le 12 mila aziende altoatesine che posseggono bestiame, possono comunicare online la movimentazione degli animali tramite la carta servizi. La novità è stata presentata nei giorni scorsi dal presidente Luis Durnwalder e dall’assessore Roberto Bizzo. Grazie all’attivazione di questo nuovo servizio – ha spiegato il presidente della Provincia Luis Durnwalder – gli allevatori altoatesini potranno infatti sbrigare tutte queste pratiche comodamente da casa propria tramite il computer”. Secondo l’assessore all’informatica Roberto Bizzo, il nuovo sistema non sarà soltanto meno burocratico, ma anche più sicuro ed efficiente. ”Inoltre – ha sottolineato Bizzo – garantirà ai consumatori finali la tracciabilità della carne messa in commercio, contribuendo a far compiere un ulteriore salto di qualità ai prodotti altoatesini”.

Registro di stalla. Tra i vantaggi principali della procedura, inoltre, c’è la possibilita’ per gli allevatori di gestire in maniera digitale anche il registro di stalla. ”Il registro cartaceo – ha spiegato il vicedirettore del Servizio veterinario provinciale Ernst Stifter – non sara’ più necessario per chi usa la carta servizi, visto che la movimentazione di animali verrà registrata automaticamente. Oltre a ciò, il nuovo sistema renderà possibile la gestione online di tutti i dati relativi ad esami clinici e vaccinazioni”.

(Fonte: Ansa.it)

18 aprile 2013, a Trento va in scena “un’eco-cena” che abbina buon cibo, teatro e sostenibilità ambientale

Ecoristorazione TrentinoAntefatto. La Provincia autonoma di Trento ha avviato nel 2011 un tavolo di lavoro con le principali associazioni di categoria operanti nel settore della ristorazione allo scopo di attivare un progetto di sostenibilità ambientale rivolto agli operatori del settore, denominato “Ecoristorazione Trentino”.

Il progetto ha come obiettivo il miglioramento del servizio offerto dai ristoratori trentini, aumentandone e valorizzandone l’attenzione ai temi ambientali. Sono interessati tutti gli esercizi per i quali il servizio di ristorazione è l’attività prevalente e che comunque offrono tale servizio in modo continuativo.  Dopo una prima fase di sperimentazione sul campo delle buone pratiche ambientali attuabili dalla ristorazione trentina mediante il coinvolgimento di alcuni esercizi campione, è stato licenziato il testo dell’Accordo di programma e un Disciplinare, sottoscritto il 16 febbraio 2012 da tutti i soggetti partecipanti. Da tale momento, il marchio può essere richiesto da tutti i ristoratori trentini.

18 aprile 2013: mangiare fuori rispettando l’ambiente. Nell’ambito del progetto “Ecoristorazione Trentino” è stato quindi realizzato uno spettacolo teatrale sul tema della ristorazione sostenibile, intitolato “Zucchine d’Arabia, cena-spettacolo per diventare mangiatori consapevoli“.  La prima dello spettacolo, prodotto da Trento Spettacoli con la regia di Maura Pettorruso, andrà in scena giovedì 18 aprile 2013, presso Maso Martis (Via dell’Albera 52, Martignano – Trento), con inizio alle ore 19.30. Lo spettacolo è abbinato ad una eco-cena con prodotti del territorio, servita da Francesco Antoniolli del Ristorante al Vò, in collaborazione con Maso Martis. La cena-spettacolo “Zucchine d’Arabia” è un evento unico nel suo genere e fornisce l’occasione per approfondire in modo divertente e ironico i temi della ristorazione sostenibile, attraverso la felice abbinata tra linguaggio teatrale e linguaggio gastronomico.  La partecipazione è aperta a tutti, residenti e turisti. Il costo per la partecipazione all’evento (spettacolo + menù completo vini inclusi) è di 30 euro. La prenotazione è obbligatoria, per un massimo di 60 posti. E’ possibile prenotarsi esclusivamente scrivendo alla e-mail ecoristorazione@provincia.tn.it o telefonando al numero 347.9113202.

(Fonte: Provincia Autonoma di Trento)

Terlanzo (Bz), al convegno sui piccoli frutti, si è parlato di protezione antigelo e Drosofila suzukii

frutta-di-boscoNel convegno sui piccoli frutti e le drupacee svoltosi lo scorso 22 febbraio 2013 a Terlano (Bz), gli esperti del Centro di Sperimentazione Laimburg hanno riferito i risultati delle attuali ricerche sulla Drosofila suzukii e sulle novità in fatto di difesa delle piante dal gelo.

Metodi di protezione. “Nella coltivazione di drupacee e piccoli frutti bisogna considerare che nel giro di ogni quattro a cinque anni le colture soffrono danni causati dal gelo”,  ha affermato Max Zago, esperto del Centro di Sperimentazione Laimburg. Uno dei motivi della sensibilità al gelo è la fioritura precoce delle drupacee che avviene in media da metà marzo ai primi di aprile. In tre successive relazioni sono stati presentati molteplici metodi di protezione antigelo e la loro efficacia. Oltre alle esperienze con l’irrigazione antibrina e metodi di riscaldamento sono stati riferiti i risultati di ricerche sulla resistenza alle basse temperature da parte di varietà e di portainnesti di ciliegio. La resistenza al gelo, infatti, dipende dalla varietà scelta e dallo stato nutrizionale delle piante.

Drosofila suzukii. L’insetto che colpisce soprattutto i piccoli frutti e le drupacee non ha causato gravi danni nella stagione 2012. Difatti, la crescita della popolazione dei parassiti è iniziata due settimane più tardi rispetto al 2011 e non ha raggiunto il livello dell’anno precedente. Questo il risultato delle rivelazioni di 45 trappole sparse per tutto il territorio della provincia; oltre a ciò ci sono stati rilevazioni sull’infestazione dei frutti. I danni non sono stati gravi; tra le colture più colpite, figurano i lamponi. La ricerca attuale si concentra sull’influsso delle condizioni climatiche e della presenza di cibo per i parassiti nei boschi sulla crescita della popolazione della Drosofila. I ricercatori stanno, inoltre, elaborando un modello per poter valutare il rischio d’infestazione.

Utilizzo prodotti fitosanitari. La direttiva 2009/128 dell’Unione Europea mira a ridurre i rischi legati all’utilizzo dei pesticidi sulla salute umana e sull’ambiente. Gli stati membri dovranno pertanto definire dei piani d’azione nazionali per raggiungere tale meta. Ci saranno inoltre cambiamenti per gli utenti di prodotti fitosanitari: l’aquisizione del patentino fitosanitario sarà legato ad una formazione apposita con rispettivo esame. Saranno inoltre vincolanti dei corsi di formazione per il rinnovo del patentino. I patentini già emessi resteranno validi fino alla scadenza stabilita e saranno poi integrati nel nuovo sistema.

(Fonte: Provincia di Bolzano)

Agrofarmaco naturale contro le malattie delle piante scoperto in Trentino

4886_muffa_grigiaSi chiama “Trichoderma atroviride” ed è un microorganismo in grado di combattere numerose malattie delle piante senza dover utilizzare prodotti chimici. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, che l’hanno brevettato affidandone a Trentino Sviluppo la gestione.

Presto sul mercato il rivoluzionario agrofarmaco. In seguito ad una delicata trattativa è stato siglato un accordo con la multinazionale belga Belchim Crop Protection, terzo gruppo mondiale nel settore della chimica farmaceutica, che produrrà questo prodotto ecosostenibile mettendo sul mercato un agro farmaco nuovo e rivoluzionario. Un traguardo importante per il “Fondo Brevetti”, nato con l’obiettivo di valorizzare i risultati della ricerca finanziata dalla Provincia autonoma di Trento. «Lo sviluppo di innovazioni e tecnologie a sostegno di un’agricoltura sempre più sostenibile sono obiettivi prioritari – afferma Roberto Viola, direttore del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Mach -. Nel campo del biocontrollo – prosegue – la nostra ricerca è all’avanguardia a livello internazionale e questo risultato lo dimostra. Abbiamo in cantiere altri prodotti che amplieranno la gamma disponibile, riducendo il bisogno di interventi chimici. Si tratta di un settore estremamente interessante nel quale abbiamo investito molto e che potrà dare altre soddisfazioni nel breve e medio termine».

Ricaduta economica sul territorio. «Sono molto soddisfatta della chiusura importante ottenuta per il brevetto in questione – sottolinea Antonietta Tomasulo, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – e soprattutto del rapporto che si è instaurato con la BIPA e delle possibilità future che tale relazione potrà fornire al territorio, in termini di finanziamenti, prodotti di uso commerciale garantiti localmente in maniera favorita, attrazione e creazione di nuove imprese. Ricordo che le tecnologie sono solo un mezzo e che la valorizzazione delle tecnologie applicate passa attraverso i contratti, ma questi li firmano le persone. È il dialogo costante, quindi, e tra persone desiderose di realizzare, che mi rende molto fiduciosa, e che sono sicura non potrà che portare ad ulteriori successi e ad avere, a regime, un sistema coordinato di sfruttamento di ricerca applicata e di massimizzazione dei risultati».

Un fungo in grado di sconfiggere malattie di foglie, legno e radici. In questo caso, brevetto e licenza nascono dalla scoperta di un microorganismo – per la precisione un fungo, il “Trichoderma atroviride SC1” – che presenta grandi capacità contro le malattie delle piante. Un team di ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele (Trento), coordinati da Ilaria Pertot, ha utilizzato le caratteristiche di questo microorganismo per costituire il principio attivo di un biofungicida commerciale che può sconfiggere le malattie delle foglie (muffa grigia), del legno (mal dell’esca della vite) e delle radici (marciumi radicali). Il “Trichoderma” è stato quindi tutelato attraverso un brevetto internazionale, depositato in Europa, Stati Uniti, Brasile, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. La scoperta può avere un grande impatto sul mercato poiché il principio attivo in questione è di origine naturale e va nella direzione auspicata dalle politiche agricole internazionali, che chiedono strumenti ecosostenibili.

Un successo per il “sistema trentino”. Nell’ottica della commercializzazione è stato indispensabile l’accordo di licenza per il principio attivo di un nuovo e rivoluzionario agrofarmaco, basato appunto sul “Trichoderma atroviride”. Accordo che è stato siglato con la multinazionale belga Belchim Crop Protection, al termine di una due giorni di visita in Trentino. La negoziazione con il gruppo Belchim era partita nel già 2009 ed è stata ora formalizzata nei giorni scorsi con BIPA, società che fa capo alla multinazionale e che segue in particolare il settore dei biopesticidi. Questa esperienza rappresenta un successo dell’intero sistema trentino, che ha visto protagonisti la Fondazione Edmund Mach per la parte di ricerca scientifica e Trentino Sviluppo che ha saputo valorizzare le potenzialità del brevetto. Si tratta, infatti, di uno dei principali risultati del sistema di gestione e valorizzazione dei risultati della ricerca messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento attraverso il cosiddetto “Fondo Brevetti”, che trova in Trentino Sviluppo il catalizzatore ed il motore del processo di concretizzazione sul mercato delle tecnologie sviluppate dai centri di ricerca trentini.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

Trentino, per la vendemmia 2012 produzione in calo ma qualità molto buona

Il clima bizzoso che ha caratterizzato i primi otto mesi del 2012 ha effetti immediati sulla vendemmia, che anche quest’anno in Trentino è iniziata con una settimana d’anticipo. Per una serie di condizioni particolari, il peso medio dei grappoli è ridotto rispetto alla media e questo determinerà un calo di produzione di circa il 15% se si prende in considerazione quella dello scorso anno. Dal punto di vista qualitativo, però, la situazione si prospetta è molto buona.

Poco, ma buono. Le previsioni per la vendemmia 2012 possono essere sintetizzate in questa espressione. Durante il consueto incontro prevendemmiale che si è tenuto nei giorni scorsi nell’Aula magna della Fondazione Edmund Mach di San Michele, organizzato in collaborazione con l’Associazione enologi enotecnici italiani, gli esperti hanno confermato che sarà un’annata scarsa dal punto di vista quantitativo, ma ottimale per quel che riguarda la qualità delle uve. “L’annata 2012 è stata caratterizzata da un andamento climatico decisamente particolare”, ha spiegato Maurizio Bottura del Centro Trasferimento Tecnologico. “Nei primi tre mesi dell’anno non ha praticamente mai piovuto e nel mese di marzo le temperature sono state molto alte. Poi, ad aprile, abbiamo assistito ad un repentino calo delle temperature e ad una piovosità accentuata”. Una situazione instabile che non ha certo aiutato. Non solo. “L’inverno secco – ha proseguito Bottura – ha provocato dei danni al germogliamento con conseguente perdita di produzione in alcune zone della provincia. In altre aree, invece, qualche danno è stato generato dalla gelata del 9 aprile”. E’ stato sottolineato che il peso medio dei grappoli che si sta riscontrando in vendemmia è decisamente ridotto rispetto alla media. “L’insieme di queste condizioni – ha concluso Bottura – determina un calo di produzione rispetto allo scorso anno nell’ordine del 15%, e su alcune cultivar, come Pinot Grigio, il calo è anche più marcato. Dal punto di vista qualitativo la situazione è invece molto buona. L’unica preoccupazione sono le temperature calde di questi giorni, sia diurne che notturne, che determinano una riduzione dell’acidità dell’uva”.

Qualità ottima soprattutto per Chardonnay e Pinot Grigio. L’Assoenologi del Trentino ha condiviso le previsioni che sono state presentate in occasione dell’incontro. “La qualità è sicuramente ottima – ha affermato Fabio Toscana, presidente della sezione trentina – soprattutto per le varietà a frutto bianco, in particolare Chardonnay e Pinot Grigio, che si presentano con una carica produttiva contenuta ed ottima sanità. Per quel che riguarda il livello produttivo la situazione è in via di definizione, coscienti di un calo che potrebbe preoccupare”.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach di San Michele)

In Trentino, mele nella roccia

La sperimentazione sull’utilizzo dei vuoti minerari per la conservazione della frutta e l’accumulo di riserve idriche in atto a Tuenetto (TN) è uno dei progetti tecnologici più avanzati al quale si sta lavorando in Trentino. Nelle gallerie lasciate vuote dall’attività di escavazione della Tassullo Materiali troveranno collocazione non solo le nuove celle di conservazione per le mele, ma anche due bacini ipogei di accumulo d’acqua, oltre ad una parte degli impianti industriali della stessa Tassullo Materiali Spa.

La frigoconservazione in ipogeo presenta una serie di vantaggi rispetto a quella in superficie: risparmio energetico, di territorio, di acqua, di materiali isolanti, di manutenzione di impianti e strutture, maggiore protezione da incendi e danneggiamenti. Solo per quanto riguarda l’energia impiegata, secondo i dati illustrati nella presentazione del progetto è stato calcolato un risparmio medio del 63% con un picco dell’85%. Molti anche i vantaggi ambientali e paesaggistici grazie all’assenza di strutture, attrezzature e impianti visibili ed all’annullamento del consumo di acqua per la refrigerazione stimato in 60.000 metri cubi l’anno. Nelle cavità verrebbero inoltre ricavati bacini di accumulo per risorse idriche, sia per l’irrigazione, sia per usi civili, che non presentano il problema dell’evaporazione.

(Fonte: Trentinoagricoltura.it)

Agricoltura biologica in Alto Adige, presentate le prove sperimentali del Centro Laimburg

Centro sperimentale di Laimburg

Negli ultimi anni, in Provincia di Bolzano, è aumentato non solo il totale delle superfici agricole coltivate biologicamente, ma anche il numero delle aziende che aderiscono a questa forma di coltivazione. Attualmente sono 619 le aziende locali che adottano le direttive dell’agricoltura biologica: nel frutticolo sono 1.386, su un totale di 18.730, gli ettari lavorati biologicamente, mentre nel settore viticolo il rapporto è di 255 ettari su 5.319.

In corso 26 progetti. “Il Centro di sperimentazione Laimburg – sottolinea il responsabile Markus Kelderer – si occupa da decenni di agricoltura biologica. Per avere successo bisogna essere creativi e ragionare a lungo termine, dato che nell’agricoltura biologica le possibilità di trattamenti delle piante sono molto limitate. I tecnici del del Centro di sperimentazione Laimburg esaminano le colture presenti in Alto Adige e sviluppano metodi e tecniche per una produzione efficace rispettando le regole dell´agricoltura biologica: attualmente stiamo lavorando a 26 progetti e attività in questo settore”. Alcuni di questi sono stati presentati lo scorso 10 agosto nel corso del convegno che ha richiamato a Laimburg oltre un’ottantina di esperti del settore.

Tra i progetti principali spicca il CO FREE: lanciata quest’anno in cooperazione con 22 centri di ricerca europei, obiettivo dell’iniziativa è quello di trovare prodotti alternativi al rame nel trattamento della frutticoltura e viticoltura biologica. Vi è poi il BioIncrop, “un progetto triennale – spiega Kelderer – con il quale vogliamo capire le cause della stanchezza del suolo. Nelle serre del Centro Laimburg eseguiamo le prove sperimentali con piante comuni posate in diversi tipi di terreno, e utilizzando concimi organici e preparati a base di microrganismi. Rilevando l’indice di crescita delle piante possiamo valutare le condizioni del terreno”. Altra iniziativa portata avanti dal Centro di sperimentazione Laimburg è poi quella legata alla caduta dei frutti: “Una buona qualità – prosegue Markus Kelderer – dipende in maniera cruciale dal fatto che l’albero non sia troppo “carico”. Da tempo, nell’agricoltura biologica, si cerca di aumentare la caduta applicando alla pianta sostanze oleose, ma dalle sperimentazioni effettuate emerge che il contributo più importante arriva dalle reti antigrandine e dall’utilizzo dei trattamenti”. Nel corso della mattinata ha avuto luogo la presentazione delle ricerche presso l’Istituto Agrario di San Michele. Attenzione concentrata su malattie come Peronospora e Oidium: dai test emerge che le varietà Sauvignon e Gewürztraminer dimostrano una certa resistenza a queste malattie, mentre la Schiava risulta molto più predisposta.

(Fonte: Provincia di Bolzano)