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10 gennaio, soci Argav in visita al Presepio artistico e al territorio di Segusino (Treviso)

Grazie all’impegno dei soci onorari, Carlo Stramare e Denis Coppe, dell’associazione Amici del Presepio artistico di Segusino, sabato 10 gennaio i soci Argav saranno in visita al territorio segusinese. 

Programma

Ore 10:00 Ritrovo a Segusino (TV), zona Chiesa Parrocchiale – Presepio Artistico (navigatore: viale Italia, 270 Segusino). Ore 10:15, visita al Presepio Artistico di Segusino, edizione 2025 dal titolo: “La vita è bella…?” ispirato al celebre film di Roberto Benigni del 1997. Ore 11:00, visita al Birrificio di Quero (nel vicino comune di Setteville): il birrificio di Quero è una realtà giovane, di proprietà di Emil Zanella e Adriano Mondin: due amici d’infanzia che hanno coltivato la passione per la produzione della birra, prima per hobby e poi come lavoro. Si farà quindi la visita al laboratorio di produzione della birra e all’attiguo locale di degustazione e ristorazione. Ore 12:00 circa: pranzo presso il Birrificio di Quero con portate abbinate ai vari tipi di birra artigianale. Ore 15:00 circa: Saluti finali.

Belluno. Formaggio Piave Dop: 15 anni di eccellenza casearia tra tradizione e mercati globali

Quindici anni di storia, un +35% di crescita in fatturato, presenza in oltre 30 Paesi e un nuovo riconoscimento gastronomico: il premio Piave Gourmet. Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP celebra nel 2025 un anniversario che testimonia il successo di un prodotto nato tra i pascoli delle Dolomiti e divenuto ambasciatore del Bellunese nel mondo. E lo ha fatto nella sua sede di Busche (Belluno), con un appuntamento che ha visto la presenza di tanti soci e allevatori, il presidente Modesto De Cet e la direttrice Chiara Brandalise, il sindaco di Cesiomaggiore, il prefetto ed il questore di Belluno, i rappresentanti regionali e delle Forze dell’Ordine.

La storia del Piave DOP affonda le radici nella tradizione casearia delle Dolomiti bellunesi, Patrimonio UNESCO. Nel nome rivive il fiume Piave, simbolo storico del territorio. Nel 2010 nasce il Consorzio, con una missione chiara: difendere la Denominazione d’Origine Protetta attraverso un Disciplinare rigoroso e valorizzare un formaggio che interpreta l’identità di una terra e della sua gente.

Dal 2010 il fatturato del Consorzio è cresciuto del 35%, raggiungendo 18,5 milioni di euro nel 2024. Ogni anno vengono prodotte in media 350.000 forme, di cui circa il 10% esportate in 30 mercati esteri, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia. Un risultato che premia la qualità e l’autenticità di un prodotto capace di conquistare consumatori sempre più attenti. A testimonianza della sua eccellenza, il Piave DOP ha ottenuto in questi 15 anni oltre 71 premi e riconoscimenti, sia locali sia internazionali, rafforzando la propria immagine attraverso la partecipazione a 105 fiere internazionali e la realizzazione di campagne di comunicazione mirate.

La qualità del Piave DOP è garantita dal rispetto scrupoloso del disciplinare europeo: latte esclusivamente bellunese, proveniente per l’80% da razze tipiche alpine, filiera controllata, certificazioni CSQA e costante vigilanza contro abusi e imitazioni. Il formaggio si distingue per le sue cinque stagionature – Fresco, Mezzano, Vecchio, Vecchio Selezione Oro e Vecchio Riserva – ciascuna con un profilo sensoriale unico, dalle note dolci e delicate del Fresco alle sfumature più complesse e alpine del Vecchio Riserva. Accanto alla tutela, cresce l’impegno nella promozione: eventi e degustazioni per i consumatori, formazione dedicata agli operatori della distribuzione, presenza a fiere ed eventi istituzionali per consolidare la cultura delle DOP. Un lavoro che contribuisce a rafforzare la reputazione del Piave come formaggio di alta qualità, radicato nel territorio ma conosciuto a livello globale.

Ad animare la celebrazione dei 15 anni del Consorzio Formaggio Piave DOP, una originale tavola guidata con brillante ironia da Patrizio Roversi, che ha saputo intrecciare storie di vita e di lavoro trasformandole in un racconto di identità e orgoglio bellunese. Ad aprire il dialogo è stato Dimitri Biasuz, casaro storico, simbolo umano di una filiera che tiene insieme mani, passione e territorio. “Ho iniziato come “bocia” nel 1981 – ha raccontato – e da allora non ho mai smesso di imparare.” Dietro al suo sorriso, però, c’è un concetto forte: sacrificio. “Fare il casaro non è un mestiere, è una scelta di vita – ha spiegato –. Servono attenzione, dedizione e notti insonni. Se sbagli, comprometti il lavoro di tutti. È un lavoro di responsabilità, ma anche d’amore per la terra e per la comunità.” Biasuz, che è anche allevatore, ha ricordato l’importanza di custodire le piccole aziende di montagna: “Quando chiude una stalla, non perdiamo solo latte, ma un pezzo di paesaggio, di cultura, di civiltà”.

Accanto a lui, Antonio Bortoli, storico direttore generale di Lattebusche, ha ripercorso oltre mezzo secolo di crescita cooperativa, ricordando gli anni difficili in cui la piccola realtà di montagna dovette convincere le latterie locali a unirsi. “Ci dicevano di no – ha ricordato – ma abbiamo insistito, credendo nel valore del ‘fare insieme’. Oggi Lattebusche è la prima cooperativa lattiero-casearia del Veneto, con 23 fusioni e oltre 160 milioni di euro di fatturato, ma soprattutto con la stessa missione di sempre: lavorare solo il latte dei nostri soci e restare radicati nel territorio”.

Bortoli ha raccontato anche l’evoluzione tecnologica e la grande intuizione che ha reso unico il Piave DOP: l’uso del latte innesto e del siero innesto, che hanno permesso di preservare i fermenti naturali del territorio senza mai ricorrere a conservanti. “Nel 1965 – ha ricordato – è nato un formaggio che per la prima volta non usava formaldeide. È stato un salto epocale, e ancora oggi quel principio guida la nostra qualità”.

A dare respiro internazionale, l’intervento di Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che ha raccontato il ruolo del Piave DOP come ambasciatore della terra d’origine: “Ogni bellunese emigrato sa che il formaggio Piave è un pezzo di casa. Lo regaliamo ai rappresentanti delle comunità all’estero: è il nostro biglietto da visita nel mondo”. A chiudere la tavola, lo chef Fabio Campoli, che ha legato gastronomia e identità culturale: “Il turismo enogastronomico è una forma di educazione al bello. Il Piave è una biblioteca di sapori, un racconto che va servito, non solo gustato.” Tra una riflessione e una ricetta – dagli gnocchi con crema di Piave e melograno agli spaghetti con guanciale e scaglie di Piave stagionato – Campoli ha ricordato che la cucina è memoria condivisa, “un modo per tramandare cultura attraverso il gusto”.

Durante l’evento è stato assegnato il Premio “Piave Gourmet”, dedicato ai ristoratori che meglio interpretano la cucina del territorio. L’edizione 2025 premia la Trattoria “da Ciliotta” di Limana (chiusa a fine 2024), celebre per il suo risotto al Piave Vecchio, diventato un piatto-simbolo della tradizione locale. Per quasi vent’anni i titolari, Loris Bogo ed Eleonora “Lolli” Roffarè, hanno portato avanti una cucina autentica, legata ai sapori della montagna bellunese. Il loro risotto – profumato di pascoli e memoria contadina – rimane una delle interpretazioni locali più genuine e apprezzate del Piave DOP in cucina.

Quindici anni di tutela, crescita e promozione segnano un capitolo importante per il Consorzio Piave DOP, che guarda avanti con l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale, investire nella sostenibilità e coinvolgere le nuove generazioni nella cultura casearia. La forza del progetto sta nelle radici profonde: la montagna, il fiume Piave, le comunità che custodiscono un patrimonio di saperi e tradizioni. L’avventura continua, perché il Piave DOP non è solo un formaggio, ma un’eccellenza che appartiene a tutti.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio per tutela del formaggio Piave Dop

La produzione di formaggi Dop veneti torna a crescere

Il sistema veneto dei formaggi DOP torna a sorridere. Dopo i cali che nel biennio post-Covid erano diventati una costante, il comparto evidenzia un’inversione di tendenza: nel 2024 la produzione di forme a denominazione è cresciuta dell’1,9% rispetto al 2023, con circa 50.048 tonnellate di formaggio prodotte.

A certificarlo il report pubblicato dall’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, che ha anche fornito dettagli quantitativi sulle varie tipologie di formaggio DOP. Principale responsabile di questo rialzo annuale è il Provolone Valpadana (+26% sul 2023), seguito dal Monte Veronese (+4,8%) e dal Grana Padano (+2,6%). Presentano delle riduzioni invece il Montasio (-4,3%), il Piave (-6,8%) e la Casatella Trevigiana (-3%), mentre le produzioni di Asiago si mantengono stabili.

L’incremento del 2024 si inserisce in un contesto che, sul lungo periodo, appare comunque in contrazione: i dati quantitativi relativi agli ultimi quindici anni mostrano una flessione complessiva nelle tonnellate di forme prodotte (-9%). Nello specifico, si osserva una crescita nella produzione di Monte Veronese (+23,6%), Casatella Trevigiana (+52,4%) e Piave (+3,2%). Al contrario risultano in calo le produzioni di Montasio (-18,4%), Asiago (-15,5%), Provolone Valpadana (-8,1%) e Grana Padano (-5,1%).

Nonostante i diversi segni meno, i formaggi DOP continuano a rappresentare una quota imprescindibile dell’economia casearia veneta: secondo gli ultimi dati del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), in Veneto vengono prodotte 1,2 milioni di tonnellate di latte e quasi la metà di queste (il 47,9% per la precisione) sono destinate alla produzione di formaggi a Denominazione di Origine Protetta nei caseifici regionali. “In Veneto, il formaggio” dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura Federico Caner “è molto più di un prodotto gastronomico. Rappresenta una tradizione secolare, che collega, anche dal punto di vista culturale, l’autenticità delle nostre montagne alla dinamicità della pianura, alimentando costantemente una filiera cruciale per la Regione, da cui imprese e famiglie traggono risorse e sostentamento. Per questo, il rialzo produttivo legato ai formaggi DOP fa particolarmente piacere. Il contesto, anche alla luce dell’aumento dei prezzi del latte alla stalla, appare favorevole per il settore caseario veneto e i margini per fare ancora meglio ci sono tutti: siamo al fianco delle imprese del comparto affinché questa crescita non si esaurisca.”

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

30 novembre-2 dicembre, a Longarone Fiere Dolomiti (Belluno) c’è la Mostra Internazionale del Gelato. Nel giorno di apertura: Giornata dell’agroalimentare CNA Veneto e Premio Wigwam Stampa Italiana

Domenica 30 novembre p.v, in occasione della Mostra Internazionale del Gelato Artigianale – M.I.G. Experience negli spazi di Fiera Dolomiti a, a Longarone (Belluno),  si terrà l’annuale giornata dell’agroalimentare organizzata in collaborazione con CNA (Confederazione Nazionale Artigianato e Piccole Imprese) Agroalimentare Veneto e che quest’anno è abbinata alla consegna del Premio Wigwam Stampa Italiana, di cui Argav è partner.

Programma. Ore 11.00 premiazione concorso giornalistico; A seguire pranzo in autonomia e visita al salone del gelato. Nel pomeriggio: workshop “Cibo è spettacolo, innova l’artigianato con AI, storytelling e turismo”; ore 15.00 Saluti di benvenuto; ore 15.15 Presentazione ricerca “Il Gelato Artigianale in Italia”; ore 15.30 tavola rotonda “Le strategie vincenti per le imprese alimentari” (Andrea Pozzi, “Sostenibilità e turismo come leve di diversificazione”, Jonni Malacarne “Applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale”, Interventi di gelatieri CNA, Catia Olivetto, presidente CNA Agroalimentare Veneto; Modera: Nicola Maccagnan. Ore 16.45 spettacolo talk show “Dietro le quinte del dolce”, Tiziana Di Masi, alias “La Signora in Dolce”, dialoga con Marco Reato e Laura Agostini. Ore 17.15 degustazione di prodotti e aperitivo di networking.

 

29 novembre, a Galzignano Terme (Padova) l’incontro “I giovani e l’agricoltura”

Il 29 novembre 2025 alle ore 18:00, a Galzignano Terme (Padova), nell’Auditorium del MuCE – Museo dei Colli Euganei (via Fabio Filzi, 4 ), il Comune di Galzignano Terme organizza l’incontro “I Giovani e l’Agricoltura – Una professione legata al nostro territorio”, un appuntamento dedicato agli studenti e alle loro famiglie, con l’obiettivo di far conoscere le opportunità formative e professionali offerte dal settore agricolo. L’iniziativa nasce dal desiderio di valorizzare le tradizioni agricole dei Colli Euganei e, allo stesso tempo, di mostrare ai giovani come l’agricoltura moderna rappresenti oggi un comparto ricco di innovazione, sostenibilità e possibilità di crescita personale e professionale.

L’incontro è rivolto principalmente ai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, alle loro famiglie e a tutti coloro che desiderano scoprire il valore delle professioni agricole nel territorio euganeo.  Per maggiori dettagli: info@museodeicollieuganei.it tel. 049-9131023

Programma dell’incontro. Durante la serata interverranno docenti, esperti e giovani professionisti che porteranno testimonianze concrete, utili per orientare gli studenti verso percorsi scolastici e professionali nel mondo agricolo. Interventi previsti: “L’offerta formativa presente nel nostro territorio”a cura di Stefano Beria, docente presso l’IIS J.F. Kennedy di Monselice – indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria. Un focus sui percorsi scolastici disponibili, sulle competenze richieste e sulle prospettive occupazionali del settore. “Agricoltura: un lavoro antico per professioni moderne”, a cura di Franco Contarin, direttore AdG FEASR Veneto. Un approfondimento sulle nuove professioni legate all’innovazione in campo agricolo e sulle opportunità offerte dai fondi europei. A seguire, due testimonianze dirette dal mondo agricolo e digitale: Enrico Toniolo, dell’azienda “Toniolo Vini”, che porterà la sua esperienza di impresa familiare radicata nel territorio. Andrea Beccaro, alias “Andrea Bekk”, influencer e giovanissimo titolare di un’azienda agricola, che racconterà come agricoltura e comunicazione online possano dialogare e creare nuove opportunità professionali.

“Questo incontro rappresenta un momento fondamentale per i nostri giovani. Il Comune guarda con grande attenzione alle nuove generazioni, perché saranno loro a custodire e innovare il patrimonio agricolo dei Colli Euganei, fucina di tradizioni e innovazione, territorio con una crescente reputazione di livello internazionale. Offrire strumenti, testimonianze e orientamento significa dare ai ragazzi la possibilità di immaginare un futuro solido, radicato nel territorio ma aperto alle sfide dell’innovazione”, afferma Riccardo Masin, sindaco di Galzignano Terme.

Fonte: servizio stampa Comune Galzignano Terme

9 novembre, a Illasi (Verona), il Frantoio Bonamini celebra i 60 anni di attività aprendo le porte ai visitatori

Il 2025 rappresenta un traguardo importante per il Frantoio Bonamini (loc. Santa Giustina 9/A, Illasi-Verona), che quest’anno celebra con 60 anni di attività, tra tradizione familiare e ricerca costante. Per festeggiare questo anniversario, domenica 9 novembre, dalle ore 10.00 alle 19.00, la sede dell’azienda (via Santa Giustina 9/A, Illasi – VR) ospiterà la “Seconda Giornata del Frantoiano – Festa dell’Olio 2025”, un evento speciale dedicato all’olio extravergine di oliva e ai valori profondi che da sempre animano questa storica realtà veneta. Non solo. La festa ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio gastronomico e culturale dell’olio extravergine di oliva, stimolando nei partecipanti la curiosità e la consapevolezza verso le sue qualità e i suoi benefici.

Fondata nel 1965, oggi Bonamini è riconosciuta come una delle eccellenze italiane del settore e un punto di riferimento internazionale per la produzione di olio extravergine di oliva Veneto Valpolicella DOP di alta qualità, pluripremiato in tutto il mondo. L’evento sarà aperto al pubblico e pensato per offrire un’autentica esperienza immersiva. I visitatori potranno partecipare a visite guidate tra uliveti e frantoio (ore 10, 11.30, 14 e 15), seguendo passo dopo passo l’intero processo produttivo: dalla raccolta delle olive all’estrazione a freddo, fino all’imbottigliamento, assaggiare l’olio e le specialità locali. Visite guidate su prenotazione tel. 045 6520558 | 351 5900242 | shop@oliobonamini.com

Durante la giornata verrà organizzato un laboratorio speciale in cui i piccoli potranno creare un sacchettino personalizzato con i nocciolini delle olive, trasformandolo in un cuscino caldo da utilizzare per il benessere e il relax.

Fonte: servizio stampa Frantoio Bonamini

Delta del Po, aumento significativo degli ettari dedicati a risaia, +25,3% rispetto al 2024. Determinante il lavoro del Consorzio di Bonifica Delta del Po

Aumenta la superficie di risaie nel Delta del Po. È presto per parlare di un’inversione di tendenza rispetto al calo pressoché costante che si sta verificando da decenni ma, intanto, nel 2025, il computo degli ettari coltivati a riso riporta valori positivi nel confronto con il 2024: 595 ha rispetto ai 475 ha, un salto in avanti del +25,3%. Il dato è stato presentato lo scorso 20 settembre dal direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti, alla Festa del Riso di Porto Tolle nell’incontro pubblico “Il ruolo dell’acqua, tra agricoltura e territorio” dove ha dialogato con il responsabile del Centro Studi di ANBI Veneto (l’associazione dei consorzi di bonifica) Filippo Moretto sul valore ambientale della pratica irrigua.

Le risaie sono tornate nel tratto finale dell’Isola di Ariano, dove Po di Donzella e Po di Goro scorrono paralleli prima di sfociare in Adriatico. Questa terra, già un tempo vocata alla coltivazione del riso, ha visto negli anni abbandonare progressivamente questa pregiata coltura a causa dell’ingressione salina che sempre più costringe alla chiusura delle derivazioni.

L’avvio a fine primavera di un impianto irriguo presso l’idrovora Goro e, contestualmente, l’ammodernamento della rete irrigua con un’infrastruttura tubata di 3 km, hanno portato garanzia di risorsa – l’acqua di bonifica del canale Veneto – fino a Bacucco. I lavori, progettati e realizzati dal consorzio di bonifica, sono stati finanziati tramite risorse PSRN (Piano di Sviluppo Rurale Nazionale) per 9,8 milioni di euro che hanno consentito anche altri interventi nell’Isola di Ariano.

“120 ettari in più di risaia significa per il Delta del Po aumentare la produzione agricola di qualità ma anche riscoprire il suo paesaggio agricolo originario e quindi preservare la sua identità – spiega Laurenti. –  . È la dimostrazione di come risorse ben utilizzate possano portare a risultati concreti talvolta anche in brevissimo tempo.”

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

4-5 ottobre, a Piazzola sul Brenta (Padova) torna Caseus, la grande rassegna dei formaggi italiani e del mondo

Si rinnova l’appuntamento con Caseus, la grande rassegna dei formaggi italiani e internazionali che sabato 4 e domenica 5 ottobre 2025 tornerà a villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Padova). L’ingresso sarà gratuito per il pubblico, che potrà vivere due giornate all’insegna del gusto, della tradizione e della cultura agroalimentare.

Tre percorsi tematici

Giunta alla 21^ edizione, la manifestazione continua a crescere e a coinvolgere numeri straordinari: oltre 200 espositori, 122 appuntamenti tra degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici, masterclass, convegni e attività solidali, più di 5.000 posti disponibili per il pubblico. Anche quest’anno saranno tre i percorsi tematici: Caseus Veneti, dedicato alle produzioni DOP della Regione; Caseus Italiae e Caseus Mundi, con i migliori formaggi nazionali e internazionali. L’evento ospiterà inoltre la 12^ edizione del Festival delle DOP Venete con la presenza di 34 Consorzi di tutela, e “Tartuforum”, promosso da Veneto Agricoltura nello stand Casa Veneto per valorizzare il tartufo regionale. Il programma prevede inoltre il 21° Concorso regionale dei formaggi del Veneto e il 7° Concorso nazionale dei formaggi di fattoria, concerti, cooking show con l’Unione Cuochi del Veneto e i Cuochi Contadini di Campagna Amica, degustazioni con produttori europei e iniziative culturali, tra cui “Caseus in Musica” con il tenore Cristian Ricci e l’Orchestra Sinfonica del Veneto. Infine, in uno spazio dedicato saranno esposte per tutta la durata della rassegna le due torce olimpiche. Caseus sarà infatti una delle tappe del loro Road show in vista delle Olimpiadi invernali 2026.

La produzione casearia in Veneto

Il regione conta 2.803 allevamenti di bovini da latte e misti: (dicembre 2024; -4,50% sul 2023). Ben il 56% del latte prodotto in Veneto viene trasformato in formaggi DOP > Asiago (1.422.569 forme prodotte), e poi Grana Padano (830.632), Casatella Trevigiana (478.383), Montasio (334.800), Piave (336.589), Provolone Valpadana  (437.118) e Monte Veronese (104.845), per un totale di 3.921.718 forme prodotte a denominazione nel 2024. I formaggi veneti con denominazione di origine protetta (DOP) sono l’Asiago DOP, il Montasio DOP, il Monte Veronese DOP, il Piave DOP, il Grana Padano DOP, il Provolone Valpadana DOP, il Taleggio DOP e la Casatella Trevigiana DOP.

Caseus è promosso dalla Regione del Veneto, sostenuto dai Consorzi di Tutela dei formaggi DOP del Veneto (Asiago, Casatella Trevigiana, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG) ed organizzato da A.Pro.La.V. con l’obiettivo di valorizzare il binomio prodotto-territorio e difendere la qualità e la dignità del comparto lattiero-caseario.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

L’Asiago Dop Prodotto della Montagna conquista i “Millenial”. Nei fine settimana 5-7 e 12-14 settembre, il Consorzio che lo tutela dà appuntamento ai “cheese lover” a Made in Malga 2025

L’Asiago DOP si conferma tra le case history più efficaci nel raccontare la cultura agroalimentare italiana secondo il 1° Rapporto sul Turismo DOP realizzato da Fondazione Qualivita e Origin Italia con il supporto del Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste).

Sempre più Millennial (dai 25 ai 39 anni) scelgono di visitare malghe e caseifici dell’Altopiano dei Sette Comuni e della Provincia di Trento produttrici dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna per scoprire un turismo lento e rispettoso, che unisce gusto, natura e identità e vivere esperienze autentiche: osservare il lavoro del casaro, ascoltare le tradizioni raccontate dal malghese e assaporare un formaggio simbolo di biodiversità, rispetto dell’ambiente e cura del paesaggio.

In linea con il nuovo Regolamento Europeo 2024/1143, che attribuisce ai Consorzi di Tutela delle DOP e IGP un ruolo attivo nello sviluppo turistico, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha promosso nuovi strumenti e azioni: mappe delle malghe scaricabili dal sito ufficiale, contenuti digitali e storytelling sui social per illustrare la vita in malga, i valori della DOP e l’identità culturale sulla quale poggia la storia del formaggio Asiago oltre a incontri dedicati alla stampa e opinion leader internazionali, con visite dirette di giornalisti e influencer sui luoghi di produzione.

“Valorizzare il formaggio Asiago significa rafforzare l’identità del territorio di produzione, preservare le tradizioni  e generare un valore sociale ed economico che guardi al futuro – spiega Flavio Innocenzi, Direttore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. – Il nostro impegno è quello di raccontare il volto moderno della specialità, capace di parlare alle generazioni più attente a benessere, qualità alimentare e sostenibilità”.

E nei fine settimana 5-7 e 12-14 settembre, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago invita alla tredicesima edizione di MADE IN MALGA, l’evento nazionale dedicato ai formaggi e  alle produzioni di montagna in programma nell’Altopiano dei Sette Comuni. Eventi, degustazioni, incontri offriranno tante occasioni per conoscere i caseifici e le malghe venete e trentine produttrici dell’Asiago DOP Prodotto della Montagna, la produzione che nasce sopra i 600 metri: Caseificio Finco, Caseificio Pennar, Malga Basson di Sotto, Malga Dosso di Sotto, Malga Larici, Malga Marcai, Malga Pian di Granezza, Malga I Lotto Valmaron, Malga Serona e Malga Verde.

In piazza, nell’area espositiva dedicata all’Asiago DOP, sarà presente anche l’ASIAGO POINT dove, accompagnati da un esperto del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, i visitatori potranno assaggiare le diverse stagionature del formaggio e scoprire segreti, curiosità e abbinamenti.

In questa edizione, per la prima volta, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago propone VOCI DI MALGA, una finestra sulla vita, il sapere e la passione dei malghesi custodi dell’arte casearia con la produzione dell’Asiago DOP. Sabato 6, domenica 7 e sabato 13 settembre, alle 17:00, il palco della centrale Piazza Carli di Asiago accoglie i visitatori in un viaggio dove il formaggio Asiago prende forma e vita nei racconti dei suoi protagonisti.

Dopo il successo dello scorso anno, torna anche ASIAGO EXPERIENCE, lo spazio promosso direttamente dal Consorzio di Tutela con incontri dedicati alla scoperta del mondo del formaggio Asiago e il focus sulla preziosa produzione di montagna prodotta esclusivamente sopra i 600 metri. Nel corso degli appuntamenti, condotti con la collaborazione di AIS VENETO e ONAF Delegazione di Vicenza, il pubblico apprenderà come degustare il formaggio Asiago e abbinarlo con vino, miele per comprendere al meglio quale e quanto prezioso sia il miracolo che ogni giorno arricchisce le nostre tavole. Ogni appuntamento avrà la durata di 40 minuti e sarà accompagnato da un assaggio guidato di formaggio Asiago. L’ingresso è gratuito, su prenotazione su Eventbrite fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Appuntamenti sempre immancabili, le due masterclass: sabato 6 settembre  ore 11, con “Eleganza in quota: le bollicine di montagna incontrano l’Asiago DOP, si celebra l’incontro tra due mondi unici: la raffinatezza delle bollicine metodo classico d’alta quota e la ricchezza sensoriale dell’Asiago DOP in tutte le sue stagionature. Con la seconda masterclass, domenica 14 settembre ore 11 “Asiago DOP e Tenuta Ornellaia: un incontro tra icone di territorio e spiriti nobili” si mette al centro l’Asiago DOP, formaggio simbolo, capace di raccontare il tempo, la cura artigianale e la forza di un territorio autentico. Le sue diverse stagionature – dal Fresco, al Mezzano, al Vecchio fino allo Stravecchio, complesso e persistente – svelano una sorprendente versatilità gastronomica e una ricchezza sensoriale che si esprime al meglio nell’abbinamento con grandi vini.

Nel corso di MADE IN MALGA, il formaggio Asiago potrà essere gustato anche all’Asiago Bistrot curato dallo chef Massimo Spallino del Ristorante Hotel Vecchia Stazione Canone di Roana e nei ristoranti e agriturismi dell’Altopiano che proporranno uno speciale menù con l’Asiago DOP protagonista in taglieri degustazioni e interpretazioni gourmet. Informazioni sull’evento: https://www.madeinmalga.it/

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio tutela formaggio Asiago

10 agosto, ad Abano Terme (Padova) degustazioni di prodotti del territorio per la seconda edizione de “Le stelle di San Lorenzo”

Domenica 10 agosto 2025, la città di Abano Terme, in provincia di Padova, torna ad accendersi con la seconda edizione di “Le Stelle di San Lorenzo”, un evento speciale che unisce celebrazione religiosa, intrattenimento e valorizzazione del territorio in occasione della festa del Santo Patrono. Promossa da Ascom Confcommercio Abano Terme, in collaborazione con l’assessorato alle Manifestazioni, Federalberghi, Confindustria Veneto Est – Sezione Turismo, e con le associazioni Appe, Confartigianato, CNA, Confesercenti e la parrocchia di San Lorenzo, e organizzata da “Padova Stories”, la manifestazione coinvolgerà tutta la città in un’atmosfera magica, tra shopping sotto le stelle, spettacoli e degustazioni di prodotti tipici.

Il programma prende il via alle 19.00 con l’apertura straordinaria dei negozi fino alle 24.00, mentre le principali vie cittadine si trasformeranno in un palcoscenico a cielo aperto. Musica dal vivo, danza, performance artistiche, giochi e racconti animeranno le vie del centro di Abano Terme. Al Duomo di San Lorenzo sabato 9 agosto, con inizio alle ore 21, ci sarà il concerto in onore al Santo. Alla domenica 10 agosto, alle ore 10.30, la santa messa presieduta dal vescovo emerito Mons. Antonio Mattiazzo.

Fonte: ufficio stampa Le stelle di San Lorenzo